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Mazzini, Gioberti e l'Unificazione Italiana: Democratici e Liberali, Appunti di Storia

La fondazione di giovine italia da giuseppe mazzini a marsiglia e il suo programma di indipendenza, unità nazionale e repubblica. Viene anche menzionata l'idea di unificazione di gioberti, che puntava ad una federazione di stati cristiani sotto la protezione del papa. Il testo tratta anche dell'impegno di cavour per creare una situazione favorevole all'indipendenza italiana e dell'alleanza con la francia e la gran bretagna. Vengono inoltre discusse i problemi post-unitari, come l'arretratezza del meridione e la questione romana.

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 13/06/2022

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DEMOCRATICI E LIBERALI
Mazzini dopo un esilio volontario, decise di stabilirsi a Marsiglia. Qui però fondò un’associazione patriottica
che prese il nome di Giovine Italia. Mazzini delineò un programma diretto ai giovani e questo suo
programma prevedeva prima di tutto l’indipendenza dall’Austria, poi l’unità nazionale e la repubblica. Nei
primi anni di attività le iniziative della Giovine Italia ebbero insuccessi e in questo periodo Mazzini venne
condannato a morte ed espulso, ma rimase a Ginevra dove fondò una nuova organizzazione, la Giovine
Europa. Dopo Ginevra si trasferì a Londra dove entrò in contatto con la classe operaia. In questo periodo
però oltre ai movimenti democratici, i ceti economicamente dominanti presero posizioni liberali moderate.
Oltre al movimento di Mazzini abbiamo anche un altro progetto di unificazione ideato da Gioberti. Per
Gioberti l’Italia doveva essere il cuore del cristianesimo e Roma la sede del papa e infatti per lui
l’unificazione italiana poteva realizzarsi solo puntando ad una federazione fra stati cristiani… sotto la
protezione del papa.
+ Cesare Balbo: accettava le idee di Gioberti sulla federazione fra stati cristiano e del ruolo del papato, ma
lui pensava fosse necessario anche l’intervento della dinastia piemontese dei Savoia.
IL PIEMONTE DOPO LA 1° GUERRA D’INDIPENDENZA
Nel 1850 Cavour entrò a far parte del governo di Massimo d’Azeglio. Quando diventò primo ministro (fece
trattati commerciali con la Francia e la Gran Bretagna, riduzione del deficit dello stato, iniziative per
agevolare la formazione di una proprietà terriera in mano ai borghesi, ma lo scopo principale di Cavour era
quello di creare una situazione internazionale favorevole, ma senza alcun appoggio il Regno sabaudo non
aveva la forza economica di poter guidare un’indipendenza in Italia. Ma egli riuscì a guadagnare l’appoggio
della Francia e della Gran Bretagna presentandosi alla Guerra di Crimea. Cavour fece partecipare al conflitto
un corpo di spedizione piemontese. Alla fine del conflitto egli poté così presentare la situazione italiana.
Cavour fece un’alleanza con Napoleone III, che voleva allargare l’influenza Francese sull’Europa ai danni
dell’Austria. Però ci furono diversi ostacoli che Cavour dovette affrontare, tra cui un attentato organizzato
contro Napoleone III. L’accordo, incontro segreto avvenne finalmente a Plombieres tra Napoleone III e
Cavour, dove la Francia s’impegnò ad intervenire insieme al Piemonte in un’ipotetica aggressione
dell’Austria. Questo accordo prevedeva un Regno settentrionale sotto il dominio dei Savoia, una Monarchia
al centro con al comando un sovrano e il Regno meridionale. Inoltre il patto prevedeva anche la cessione di
Nizza e Savoia alla Francia. bilancio statale, infrastrutture, le imposte indirette.
PROBLEMI POST-UNITARI + QUESTIONE MERIDIONALE
Il nuovo Regno d'Italia dovette affrontare molti problemi.
• L'Italia era formata da Stati molto diversi tra loro per tradizioni e grado di sviluppo, ma
persino per lingua: l'italiano era ancora sconosciuto a molti e più dei tre quarti della
popolazione era analfabeta.
• La rete ferroviaria era poco sviluppata rispetto agli altri paesi europei e le strade erano
malridotte.
• Ogni Stato aveva le proprie tasse, le proprie cariche pubbliche, il proprio esercito.
Occorreva rendere l'Italia un paese efficiente e sviluppato.
• Vi era poi il problema del COMPLETAMENTO DELL'UNITA': Veneto, Trentino, Friuli e Lazio ancora non
facevano parte del regno d'Italia
• Il diritto di voto apparteneva solo a cittadini maschi che sapessero leggere e scrivere: lo
Stato era dunque espressione di una ristretta minoranza: il primo raggruppamento politico
che governò l'Italia viene indicato con il termine di DESTRA STORICA, formato da politici
liberali chiusi alle idee democratiche, che governarono dal 1861 al 1876. La SINISTRA
STORICA, che governò l'Italia dal 1876 al 1896 era composta da liberali aperti alle idee
democratiche e favorevoli ad allargare il diritto di voto.
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DEMOCRATICI E LIBERALI

Mazzini dopo un esilio volontario, decise di stabilirsi a Marsiglia. Qui però fondò un’associazione patriottica che prese il nome di Giovine Italia. Mazzini delineò un programma diretto ai giovani e questo suo programma prevedeva prima di tutto l’indipendenza dall’Austria, poi l’unità nazionale e la repubblica. Nei primi anni di attività le iniziative della Giovine Italia ebbero insuccessi e in questo periodo Mazzini venne condannato a morte ed espulso, ma rimase a Ginevra dove fondò una nuova organizzazione, la Giovine Europa. Dopo Ginevra si trasferì a Londra dove entrò in contatto con la classe operaia. In questo periodo però oltre ai movimenti democratici, i ceti economicamente dominanti presero posizioni liberali moderate. Oltre al movimento di Mazzini abbiamo anche un altro progetto di unificazione ideato da Gioberti. Per Gioberti l’Italia doveva essere il cuore del cristianesimo e Roma la sede del papa e infatti per lui l’unificazione italiana poteva realizzarsi solo puntando ad una federazione fra stati cristiani… sotto la protezione del papa.

  • Cesare Balbo: accettava le idee di Gioberti sulla federazione fra stati cristiano e del ruolo del papato, ma lui pensava fosse necessario anche l’intervento della dinastia piemontese dei Savoia. IL PIEMONTE DOPO LA 1° GUERRA D’INDIPENDENZA Nel 1850 Cavour entrò a far parte del governo di Massimo d’Azeglio. Quando diventò primo ministro (fece trattati commerciali con la Francia e la Gran Bretagna, riduzione del deficit dello stato, iniziative per agevolare la formazione di una proprietà terriera in mano ai borghesi, ma lo scopo principale di Cavour era quello di creare una situazione internazionale favorevole, ma senza alcun appoggio il Regno sabaudo non aveva la forza economica di poter guidare un’indipendenza in Italia. Ma egli riuscì a guadagnare l’appoggio della Francia e della Gran Bretagna presentandosi alla Guerra di Crimea. Cavour fece partecipare al conflitto un corpo di spedizione piemontese. Alla fine del conflitto egli poté così presentare la situazione italiana. Cavour fece un’alleanza con Napoleone III, che voleva allargare l’influenza Francese sull’Europa ai danni dell’Austria. Però ci furono diversi ostacoli che Cavour dovette affrontare, tra cui un attentato organizzato contro Napoleone III. L’accordo, incontro segreto avvenne finalmente a Plombieres tra Napoleone III e Cavour, dove la Francia s’impegnò ad intervenire insieme al Piemonte in un’ipotetica aggressione dell’Austria. Questo accordo prevedeva un Regno settentrionale sotto il dominio dei Savoia, una Monarchia al centro con al comando un sovrano e il Regno meridionale. Inoltre il patto prevedeva anche la cessione di Nizza e Savoia alla Francia.  bilancio statale, infrastrutture, le imposte indirette. PROBLEMI POST-UNITARI + QUESTIONE MERIDIONALE Il nuovo Regno d'Italia dovette affrontare molti problemi.
  • L'Italia era formata da Stati molto diversi tra loro per tradizioni e grado di sviluppo, ma persino per lingua: l'italiano era ancora sconosciuto a molti e più dei tre quarti della popolazione era analfabeta.
  • La rete ferroviaria era poco sviluppata rispetto agli altri paesi europei e le strade erano malridotte.
  • Ogni Stato aveva le proprie tasse, le proprie cariche pubbliche, il proprio esercito. Occorreva rendere l'Italia un paese efficiente e sviluppato.
  • Vi era poi il problema del COMPLETAMENTO DELL'UNITA': Veneto, Trentino, Friuli e Lazio ancora non facevano parte del regno d'Italia
  • Il diritto di voto apparteneva solo a cittadini maschi che sapessero leggere e scrivere: lo Stato era dunque espressione di una ristretta minoranza: il primo raggruppamento politico che governò l'Italia viene indicato con il termine di DESTRA STORICA, formato da politici liberali chiusi alle idee democratiche, che governarono dal 1861 al 1876. La SINISTRA STORICA, che governò l'Italia dal 1876 al 1896 era composta da liberali aperti alle idee democratiche e favorevoli ad allargare il diritto di voto.
  • Alcuni uomini politici suggerirono di costituire un stato federale , ma questa idea parve pericolosa alla destra Storica e quindi si decise di optare per uno stato centralista : venne esteso a tutto il territorio lo Statuto Albertino. L'Italia fu divisa in province , con a capo un prefetto ; venne introdotta un'unica moneta , la LIRA. Venne estesa a tutta italia la LEVA OBBLIGATORIA della durata di sei anni ; venne dichiarata obbligatoria e gratuita l'istruzione elementare , quindi vennero istituite le scuole pubbliche.
  • Il bilancio dello Stato era gravemente in crisi e presentava un enorme debito pubblico e per farvi fronte la destra Storica decise di vendere delle terre demaniali , di aumentare le tasse e di esigerne di nuove , come la TASSA SUL MACINATO , cioè sul grano. Questa tassa colpiva tutti , ma soprattutto i più poveri. Vi furono molte proteste , ma nel 1875 si raggiunse il PAREGGIO DI BILANCIO.
  • LA QUESTIONE MERIDIONALE - Il problema dell'arretratezza del Meridione aveva molte cause : il territorio era meno fertile , non esisteva una borghesia imprenditoriale , l'agricoltura era caratterizzata dal LATIFONDISMO. Il malcontento della popolazione non erano giunti vantaggi , ma solo la leva obbligatoria e nuove tasse da pagare. Questa situazione sfociò nel fenomeno del BRIGANTAGGIO. Lo Stato reagì inviando l'esercito , il che causò una vera e propria guerra
  • LA TERZA GUERRA D'INDIPENDENZA - Il Regno di Prussia entrò in contrasto con l'Austria e nel 1866 l'Italia firmò un trattato con la Prussia che prevedeva una guerra control'Austria , per la quale l'Italia avrebbe ottenuto in cambioo il Veneto. La Prussia attaccò l'Austria , l'Italia si schierò al fianco della Prussia e iniziò così la TERZA GUERRA D'INDIPENDENZA. Essa si concluse a breve con un trattato di pace , con cui l'Italia ottenne il Veneto , mentre Trento e Trieste restavano all'Austria.
  • LA CHIESA CATTOLICA - La Chiesa cattolica non riconobbe il nuovo Stato italiano e il papa Pio IX nel 1864 fece pubblicare il SILLABO degli errori del tempo. La Chiesa condannava tutte le riforme che si erano diffuse in Italia e in Europa.
  • LA QUESTIONE ROMANA - Particolarmente sentita era la QUESTIONE ROMANA , cioè il problema dell'annessione di Roma allo stato italiano , che era vista come la naturale capitale dello stato. Napoleone III si era impegnato a difendere la sede papale e nel 1864 venne stipulata la CONVENZIONE DI SETTEMBRE , in base alla quale l'Italia non avrebbe avanzato pretese su Roma. Nel 1870 scoppiò la guerra franco-prussiana , con il conseguente crollo dell'impero di Napoleone III. Così i bersaglieri italiani poterono entrare a Roma e occuparla. Pio IX si dichiarò prigioniero e nel 1871 Roma fu proclamata CAPITALE D'ITALIA. Il parlamento emanò delle leggi che regolavano il rapporto StatoChiesa : la formazione di uno Stato indipendente , la CITTA' DEL VATICANO , di cui il papa era il capo ; una somma di denaro che lo Stato italiano si impegnò a versare annualmente alla Città del Vaticano ; il riconoscimento , da parte della Chiesa , dello Stato italiano. Il papa rifiutò , scomunicò il re e vietò ai cattolici di prendere parte alla vita politica. FASCISME L’Italie connait une situation très difficile, parce qu’elle n’a obtenu pas ce qu’elle voulait par les traités de paix, en outre le chômage s’accroit et les revenus des classes moyen s’abaissent, provoquant des nombreuses grevés et occupations des terres et usines. Pendant ces protestations populaires, les nationalistes et les fascistes réclament le rétablissement de l’ordre et parmi une stratégie ils parviennent au pouvoir comme Faisceaux de combat, fondée le 1919 par Mussolini après il deviendront un parti le Parti national fasciste. En suite Mussolini attend d’être appelé par le roi et en fait il sera appelé le 30 octobre pour former le gouvernement ou il faisait un coup d’état. En réalité nous aurons la dictature fasciste