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Democrazia e educazione di Dewey
Tipologia: Sintesi del corso
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Dewey nasce nel 1859 nel Vermont nella cosiddetta società di frontiera, collegando l'America dei pionieri con l'America del secondo dopo guerra, vive il periodo della guerra fredda con l'URSS e l'America che é oramai avviata alla supremazia tecnologico militare ed economica. La prima formazione di dewey é influenzata dal trascendentalismo (Emerson)che risente delle filosofie europee di impianto kantiano ed hegeliano. Altro influenza importante fu quella del pragmatismo e in modo particolare la logica di Peirce di cui raggiunse la piena comprensione nel 1907. Fu l'hegeliano Morris ad aprire la strada dell'insegnamento a dewey, nei primi 10 anni di insegnamento universitario 1889, D. Si avvicina a posizioni evoluzionistiche di ispirazione darwiniana, e a un naturalismo nel quale empirismo e pragmatismo prendono il sopravvento. Egli parla di naturalismo umanistico, che sottolinea l'importanza nell'uomo della matrice biologica e poi di quella culturale e sociale. Il pensiero dell'uomo é essenzialmente un'azione sociale é come se l'individuo fosse un'asta emblema sociale in miniatura. Grande salto nel 1894 quando diventa direttore del dip di filosofia a Chicago, e insieme a Mead fonda nel 1896 la Scuola laboratorio, basata sull'attivismo pedagogico. A 45 anni é fortemente impegnato sul piano teorico nell'elaborazione del pragmatismo in feconda collaborazione con James e Schiller e in questo periodo approfondisce ed estende le sue idee pedagogiche a un più ampio orizzonte di considerazioni politiche e sociali. L'evoluzione tumultuosa della società americana la cospicua crescita economica porta a conflitti sociali sociali di cui D.si occupa. Sia per la prima che la seconda guerra mondiale D. é sempre favorevole all'intervento americano. Dal 1924 viaggia molto visita Cina Giappone Turchia, Messico Unione sovietica. Ma il massimo del suo attivismo politico lo si ha nel 1929 in occasione della grande depressione quando fondò un partito democratico radicale di ispirazione riformista. Sostenitore critico della democrazia americana ha sempre denunciato qualsiasi tendenza totalitaria, autoritaria e dogmatica. Questo era per lui il limite intrinseco delle filosofie idealistiche europee. D. vedeva nelle origini storiche degli stati uniti una grande occasione di rinnovamento, liberi dalle catene della tradizione erano aperti alle novità alla sperimentazione e alle trasformazioni scevri dai pregiudizi di casta e di classe. D vive in pieno il cosiddetto american way of life che aveva messo a frutto le conquiste economiche e scientifiche che la ragione illuministica aveva patrocinato in Europa. Ma era anche consapevole dei pericoli e dei limiti di questa crescita, delle degenerazioni dell'industrialismo. Filosofia dell'aviditá secondo Peirce, non una filosofia del successo ma l'idea che le azioni vanno giudicate in base ai risultati pratici che promuovono al di là dei propositi asserviti o delle intenzioni soggettive. Sulla stessa linea lo strumentalismo di D. che considera il pensiero non un'attività intellettuale astratta ma un'azione concreta, determinata dalla sua situazione problematiche dal tentativo di trasformare la condizione di partenza in un nuovo orizzonte di vita e di idee, ovvero in una nuova comunità etica in una nuova forma di integrazione sociale. Lo strumentalismo fu il punto di riferimento della cultura americana degli anni venti e trenta, di fronte alle sfide della depressione economica e delle involuzioni etiche del capitalismo. Democrazia e educazione appare nel 1916 ed é il terzo testo pedagogico di Dewey. Il fulcro della scuola attiva di dewey pone l'allievo e non il maestro al centro del processo educativo, strada seguita anche dalla montessori, decroly...riferimento centrale sono le esperienze attive del discente, le sue concrete necessità e le situazioni problematiche direttamente vissute. Che in molti casi riproducono idealmente le tappe evolutive dell'umanità. Le conquiste intellettuali le discipline astratte vengono ricondotte a quella logica della mediazione strumentale che collega l'evoluzione della società col suo ambiente. Per altro verso la pedagogia abbandona il tradizionale modello umanistico, per assumere un atteggiamento scientifico simile alle scienze naturali, concretamente traversato nella psicologia sperimentale e nella metodologia didattica. L'aspetto più rilevante del pensiero pedagogico di dewey é che si salda al pensiero politico sociale con una visone filosofica generale. La premessa generale é una concezione della vita strettamente
legata ai problemi dell'umana esperienza. Fulcro dell'esperienza é la sua perenne instabilità, quell'aspetto metaforico che costringe ogni essere vivente a sviluppare una capacità di adattamento e di cambiamento continui per sopravvivere. Nell'uomo questa capacità si potenzia con la cultura intesa come continua invenzione di strumenti di sussistenza e crescita intellettuale e morale. L'educazione alla crescita e al cambiamento alla creatività alla cooperazione sociale sono l'educazione alla vita. Questo non é possibile senza la realizzazione e la collaborazione di una società duttile e libera e di una cultura operativa e concreta diffusa fra tutti i membri dell'umana consorzio. Così la democrazia più che una forma politica di governo é una forma di educazione personale e collettiva, e a sua volta l'educazione non è altro che la messa in pratica di un esperimento operativo di vita comunitaria democraticamente libera e mutuamente responsabile. Se dewey é il teorico di una nuova pedagogia scientifica egli mostra anche di intenderà in feconda unità e continuità con la filosofia ovvero con la teoria generale dell'educazione. Il che vale anche per l'azione politica di ispirazione democratica. Un governo che dipende dal suffragio popolare non può prosperare se coloro che eleggono e seguono i loro loro governanti non sono educati. La democrazia é prima di tutto un tipo di vita associata di esperienza continuamente comunicata. L'estendersi dell'area degli interessi condivisi, e la liberazione delle capacità personali non sono il naturale prodotto di uno sforzo deliberato e cosciente, ma sono legati allo sviluppo industriale, commerciale , ai viaggi alle migrazioni alle intercomunicazione che scaturiscono dal dominio della scienza sull'energia naturale. Una società divisa in classi deve prestare attenzione all'educazione dei suoi dirigenti. Una società libera e mobile deve preoccuparsi che i suoi membri siano educati all'iniziativa personale e all'adattabilità. Pena si sarebbe sopraffatti dai cambiamenti e un piccolo gruppo si impadronirebbe dei risultati delle attività altrui cieche e dirette all'esterno. Dewey critica un'organizzazione del lavoro parcellizzata meccanica e specialistica, tutti i membri devono avere uguale opportunità di ricevere e prendere dagli altri. Ci deve essere varietà di iniziative e esperienze condivise. D. sottolinea come molte relazioni umane sono ancora basate sul modello della macchina e dei suoi pezzi. Il dare e prendere ordini modifica l'azione e i suoi risultati ma non consegue una partecipazione agli scopi, una comunicazione di interessi. Non solo la vita sociale si identifica con la comunicazione ma ogni comunicazione é educativa. Nel saggio D. cercherà di esporre le idee implicite in una società democratica e di applicare ai problemi del compito educativo. Si occuperà degli scopi costruttivi e dei metodi dell'educazione pubblica, farà una valutazione critica delle teorie della conoscenza e dello sviluppo morale che sono state formulate in precedenti condizioni sociali, ma che ancora agiscono, in società nominalmente democratiche, per ostacolare l'adeguata realizzazione del l'ideale democratico. La filosofia esposta collegherà lo sviluppo della democrazia con quello del metodo sperimentale delle scienze biologiche, con la riorganizzazione industriale allo scopo di far notare i cambiamenti che questi svolgimenti recano con sè nell'oggetto e nel metodo dell'educazione. 1 L'educazione come necessità di rinnovamento Ciò che caratterizza la vita é la lotta continua per continuare ad essere, che può essere assicurato solo dal continuo rinnovamento. Per vita si intende l'intero ambito dell'esperienza individuale e razziale. La vita comprende i costumi le istituzioni le credenze le vittorie,e le disfatte. Adoperiamo la parola esperienza con la stessa ricchezza di significati, e anche ad essa si applica il principio della
con tutte le associazioni umane e identifica l'educazione con l'impartire informazioni su soggetti remoti e con la comunicazione di conoscenze attraverso segni verbali , acquisizione del leggere e scrivere. Così se l'acquisizione di nozioni e abilità tecnica intellettuale non influenza la formazione di una disposizione sociale, l'esperienza vitale non guadagna in significato, mentre l'insegnamento crea solo degli esperti nell'imparare. Ovvero degli specialisti egoistici 2 L'educazione come funzione sociale Un gruppo sociale sussiste in virtù di un continuo auto rinnovamento che si compie attraverso lo sviluppo educativo dei membri immaturi del gruppo. L'educazione é un processo di nutrizione allevamento e coltivazione. Educare etimologicamente significa un processo atto a guidare tirar su. In questo capitolo D. si occupa di come un gruppo sociale alleva i suoi membri immaturi fino a condurli alla propria forma sociale. Non si tratta solo di un modellamento fisico, credenze e aspirazioni non possono essere estratte e inserite materialmente, si tratta di una trasformazione della qualità dell'esperienza fino a che essa partecipi agli interessi agli scopi e idee del gruppo sociale. Lo sviluppo nei giovani del comportamento e delle disposizioni necessari alla continuità e al progresso di una società non può aver luogo attraverso la comunicazione diretta delle credenze emozioni conoscenze. Ma ha luogo attraverso l'ambiente che consiste nell'insieme degli aspetti che condizionano la realizzazione dell'attività caratteristica di un esser umano. L'ambiente sociale comprende tutte le attività degli esseri umani che si trovano in condizioni simili, collegati all'attuazione delle attività di qualsiasi suo membro. Dando il suo contributo nell'attività associata l'individuo fa suo lo scopo che la promuove. La formazione educativa più profonda e intima del carattere avviene inconsciamente, man mano che i giovani partecipano gradualmente alle attività dei vari gruppi a cui appartengono. Quando la società diventa più complessa si sente la necessità di creare un ambiente speciale che provveda a sviluppare le capacità degli immaturi. Tre delle funzioni più importanti di questo ambiente speciale sono: -Semplificare e ordinare gli aspetti della formazione individuale che si vuole sviluppare -Purificare e idealizzare i costumi sociali esistenti -Creare un ambiente meglio equilibrato di quello dal quale i giovani si farebbero influenzare se lasciati a se stessi Un essere le cui attività sono collegate con altri ha un ambiente sociale,ciò che fa o può fare dipendono da ciò che gli altri si aspettano, esigono approvano o condannano. Cerchiamo di capire come l'ambiente sociale formi i suoi membri. È facile vedere come modelli le abitudini esteriori, anche gli animali hanno le loro azioni modificate dall'interazione con gli esseri umani, che usano un determinato ambiente per creare determinate abitudini nel comportamento animale. Ma fin qui abbiamo parlato di addestramento che é cosa diversa dall'insegnamento. I mutamenti generati sono nelle azioni esteriori e non nelle disposizioni emotive e mentali di condotta. Cosa distingue l'addestramento dall'educazione? Un suggerimento viene dal fatto che il cavallo non partecipa realmente del l'utilità sociale alla quale é destinata la sua azione. Spesso i bambini vengono addestrati e non educati, si vogliono ottenere solo delle abitudini utili. Per ottenere la felicità o evitare il dolore dell'insuccesso deve agire come aggrada agli altri, a volte soffoca i suoi istinti. Altre volte partecipa e condivida le attività comuni, così non solo agisce in sintonia con gli altri ma agendo così le idee e le emozioni che animano gli altri vengono risvegliate in lui. L'ambiente non instilla direttamente desideri e idee. Prima stabilisce le condizioni che stimolano certi modi di agire, e poi fa dell'individuo il partecipe dell'attività associata,così che egli sente il successo o l'insuccesso di essa come il proprio. Egli acquisirà condizioni e idee simili agli altri e anche la stessa quantità di conoscenze perché necessarie alle sue occupazioni abituali.
La lingua gioca un ruolo fondamentale nell'acquisizione del sapere ed é la causa dell'idea comune che il sapere può essere trasmesso direttamente dall'uno all'altro, essa tende a diventare lo strumento principale per l'acquisto di un gran numero di nozioni. La lingua consiste in suoni che sono mutualmente intellegibili e questo dimostra come il suo significato dipende dal suo rapporto con un'esperienza condivisa. Idee e significati simili nascono dal fatto che le persone sono impegnate in un'azione in cui ciò che fa uno dipende ed é influenzato da ciò che fa l'altro. Capirsi significa che gli oggetti compresi i Suoni hanno lo stesso valore per entrambe per quel che riguarda il perseguimento di uno scopo comune. L'uso della lingua per trasmettere e acquisire idee é un'estensione del principio che le cose acquistano significato con l'essere adoperate in un'esperienza condivisa. L'ambiente sociale forma la disposizione mentale ed emotiva della condotta degli individui impegnandoli in attività che svegliano e fortificano certi impulsi e che hanno certi scopi e conseguenze. L'individuo partecipa inevitabilmente alla vita di coloro con cui é collegato, in questo caso l'ambiente esercita un'influenza educativa inconsciamente e indipendente da ogni scopo prefissato. Nelle comunità barbare questa era l'unica forma di influenza a cui era sottoposti i bambini. Anche nella società di Dewey questa é ancora l'alimentazione fondamentale dei giovani. L'associazione non crea impulsi di affetto o simpatia ma fornisce gli oggetti ai quali si applicano. L'ordito base é formato da queste influenze indipendentemente dall'istruzione. L'insegnamento cosciente può liberare le capacità così formate per inidirizarle a una pratica più vasta e fornire oggetti che ne rendano l'esplorazione più significativa. L'influenza incosciente dell'ambiente é davvero pervasiva e sottile ed emerge soprattutto: 1 nei modi abituali della lingua che viene appresa nei rapporti ordinari di vita e non come strumento di istruzione ma come necessità sociale. 2 le maniere, le bune maniere vengono dalla buona educazione che si acquisisce attraverso l'azione abituale in reazione a stimoli abituali non attraverso la comunicazione di informazioni. Le maniere sono la morale minore. 3 il buon gusto e l'apprezzamento estetico. Le regole più profonde del giudizio di valore sono determinate dalle situazioni nelle quali la persona si trova abitualmente e questo é il punto di fusione dei punti precedentemente nominati. É difficile capire quanto le nostre valutazioni siano determinate da norme di cui non siamo coscienti. Tuttavia le cose che ammettiamo senza riflessione o indagini sono quelle che influenzano i nostri pensieri e decisioni, e queste abitudini che si trovano al di sotto del livello della riflessione sono quelle che si sono formate nelle nostre relazioni con gli altri. La prima conseguenza dell'idea che il processo educativo va avanti nolente o volente, é che l'unico modo che hanno gli adulti di controllare coscientemente il genere di educazione degli immaturi é di controllare l'ambiente in cui agiscono, pensano e sentono. C'è differenza tra lasciare a un ambiente casuale di compiere il lavoro o creare un ambiente adatto allo scopo. Le scuole vengono create quando le tradizioni sociali sono così complesse che una parte cospicua del,patrimonio sociale viene messo per iscritto e trasmesso attraverso simboli scritti. Per di più la forma scritta tende a scegliere e registrare materie relativamente estranee alla vita quotidiana, in essa sono depositati i risultati di intere generazioni anche se alcuni sono caduti in disuso. Quali sono i compiti della scuola: 1)creare un ambiente semplificato, e stabilire un ordine progressivo usando i dati assimilati per primi per far luce su ciò che é più complicato
L'imitazione l'emulazione il bisogno di lavorare insieme assoggettano a controllo. Il modo migliore per formare una disposizione è la partecipazione a un'attività in comune, riconoscendo l'importante ruolo che ha nell'attività comune l'uso di oggetti. É l'uso caratteristico al quale é rivolto l'oggetto che fornisce il significato con cui si identifica. La differenza tra adattamenti anni stimolo fisico e atto mentale é che quest'ultimo implica il reagire a qualcosa per quel che significa. Avere idea di una cosa non é ricevere e delle sensazioni, ma é poter rispondere ala cosa tenendo conto del suo posto all'interno di un'azione più ampia, prevedere l'indirizzò e le conseguenze dell'azione della cosa su di noi e della nostra azione sulla cosa. Così avere le stesse idee degli altri sulle cose, avere la stessa mentalità ed essere membri di un gruppo sociale significa attribuire gli stessi significati alle cose e alle azioni degli altri. In un'attività comune ognuno riferisce ciò che fa a ciò che fa l'altro e viceversa. Abbiamo visto che le cose fisiche non influenzano la mente non formano idee e credenze, se non sono implicate in azioni in vista di conseguenze prevedibili. Tuttavia le persone modificano le loro disposizioni reciproche solo attraverso l'uso speciale che fanno delle condizioni fisiche. Le abitudini nell'adoperare i prodotti dell'arte e le risorse della natura sono il tipo più profondo di controllo sociale. Il mezzo fondamentale di controllo non é personale ma intellettuale. Non é morale nel senso che una persona é mossa da un appello personale diretto da parte di altri. Consiste nell'abitudine a capire che si crea con l'adoperare gli oggetti in rapporto ad altri, sia in collaborazione e aiuto sia in rivalità e competizione. La mente come cosa concreta é la capacità di comprendere le cose alla luce dell'uso che se ne fa, una mente indirizzata in senso sociale implica la capacità di comprendere secondo l'uso a cui sono rivolte in situazioni condivise e congiunte. È in questo senso la mente é il metodo di controllo sociale. Da poco tempo è stata evidenziata l'importanza dell'associazione con altri esseri umani nella formazione delle disposizioni mentali e morali. Per D.la separazione tra cose e persone é assurda e impossibile. L'azione scambievole nel contatto con gli oggetti puó formare abitudini di adattamento esteriore, ma é solo quando gli oggetti sono adoperati per raggiunge un risultato che si determina un'attività dotata di intenzioni significative e coscienti. Queste considerazioni sono in contrasto con la teoria che usa la psicologia delle relazioni dirette tra esseri umani come aggiunta ala psicologia delle relazioni dirette di un individuo con gli oggetti fisici. In sostanza questa psicologia sociale é stata costruita sul l'idea dell'imitazione. Secondo questa teoria il controllo sociale degli individui poggia sulla tendenza istintiva degli dividi a imitare e copiare le azioni degli altri. Secondo D il termine imitazione trae in inganno, in realtà indica la partecipazione, a un uso degli oggetti che porta a conseguenze di interesse comune. L'errore dell'idea corrente di imitazione é che scambia l'effetto con la causa. Una buona parte di ciò che si chiama imitazione é il fatto che persone con struttura simile rispondo nello stesso modo a stimoli analoghi. L'effetto dell'imitazione é più che latrò il prodotto di un ammaestramento consapevole e dell'influenza esercitata dalle conferme e dalle ratifiche inconsce di quelli con cui si é associati. Fin dalla nascita dobbiamo adattare i nostri atti a quelli degli altri per riuscire nei nostri intenti, e capiamo il vantaggio che viene dal comportarsi come gli altri e dalla comprensione del comportamento per poter visi conformare. L'impulso alla conformitá é così forte che non possimo appellarci all'imitazione. L'imitazione del fine disgiunta dell'imitazione dei mezzi che aiutano a raggiungere il fine é cosa superficiale e lascia poca traccia nelle disposizioni dell'individuo. Questo rafforza l'idea che il vero controllo sociale significa la formazione di una certa disposizione mentale , un modo di capire gli oggetti, gli eventi, e le azioni che ci permetta di partecipare alle attività associate. Applicazione dell'educazione: qualunque sua la situazione di barbarie o di civiltà, di controllo stentato di forze fisiche o di asservimento parziale a un meccanismo non ancora reso tributario di un'esperienza condivisa, le cose, via via che entrano in azione forniscono le condizioni educative della vita giornaliera e dirigono la formazione delle disposizioni mentali e morali. L'educazione programmata completa un ambiente selezionato, e la selezione riguarda i materiali e il metodo che promuovono la crescita nella,direzione desiderata. Poiché il linguaggio rappresenta quella fra le condizioni fisiche che é stat maggiormente trasformata negli interessi della vita sociale, é giusta che la lingua abbia una altre importante in confronto ad altri strumenti. Il linguaggio condensa i significati che registrano risultati sociali e presagiscono sviluppi sociali.L'insistenza della scuola su questo strumento ha dei pericoli, più apparì i che teorici.Anche se si condanna l'insegnamento che riversa solo cognizioni nella mente del l'allievo e l'impartire in modo passivo, questi sistemi continuano a prevalere. L'educazione non é un problema di dire e lasciarsi dire
ma un processo attivo e costruttivo. La sua attuazione pratica esige che l'ambiente scolastico sia fornito di organi destinati al fare, i metodi di istruzioni e amministrazione dovrebbero garantire occupazioni dirette e continue con le cose. Quando le scuole si allontanano dai fattori educativo che agiscono nell'ambiente extra scolastico, sostituiscono uno spirito pseudo intellettuale allo spirito sociale. Questo impedisce il fermarsi di una coscienza sociale, e contraddice lo scopo dell'educazione. Otteniamo così abilità tecniche ma non il genere di intelligenza che dirige l'abilitá a fini utili. La comprensione comune dei mezzi e dei fini dell'azione é l'essenza del controllo sociale, che é indiretto o emotivo e intellettuale e non diretto o personale, e anche intrinseco alla disposizione della persona e non esterno e coercitivo. Raggiungere il controllo attraverso l'identità di interesse e l'intera é il compito dell'educazione. Libri e conversazione possono fare molto ma non bisogna contare troppo su di esseri 4 L'educazione come crescita La società determina il suo avvenire dirigendo le attività dei giovani, essi costituiranno la società del periodo successivo, e questo assumerà la direzione che é stata data alle attività dei bambini. Questo accumular si dinamico di azione verso un risultato più tardo é ciò che i tenda o per crescita. La prima condizione della crescita é l'immaturità. Immaturità se vista comparativamente é considerata una mancanza, vista intrinsecamente é la possibilità di crescere, esprime una forza positivamente presente l'abilità a svilupparsi, il potere di crescere. Non dobbiamo estrarre attività positive dai bambini in essi sono già presente i attività ferventi e appassionate. L'importanza dei bambini, l'impossibilità di sopravvive da soli suggerisce la presenza di qualche potere compensativo. I piccoli dell'uomo possono permettersi la loro incapacità fisica proprio per la loro capacità sociale, sono magnificamente attrezzati per i rapporti sociali. La mancanza di attenzione per le cose fisiche é accompagnata da un'intensificazione dell'interesse penale azioni delle persone. L'affermazione che i bambini siano egocentrici é falsa, gli scopi sembrano egoistici solo perché gli adulti li hanno già raggiunti e hanno perso interesse. Dal punto di vista sociale la dipendenza denota un potere più che una debolezza, implica un'interdipendenza. L'adattabilitá alla crescita della creatura immatura costituisce la sua plasticità, che é l'abilità di imparare dall'esperienza, il potere di trattenere da un'esperienza qualcosa per superare situazioni successive più difficili. Ovvero la capacità di modificare e azioni in base ai risultati di precedenti esperienze, il potere di sviluppare le disposizioni. Molto importante é che l'essere umano acquista l'abitudine di imparare , impara ad imparare. La plasticità é legata alla capacità di acquistare abitudini o sviluppare disposizioni determinate. Quali sono i tratti salienti delle abitudini, un'abitudine é una forma di abilità esecutiva, di efficienza in azione, abitudine significa la capacità di usare delle condizioni naturali per ottenere un fine. É un controllo attivo dell'ambiente attraverso il controllo degli organi di azione. Non si tratta solo di abilità fisiche, il loro valore si misura nel controllo economico e concreto dell'ambiente. Una delle definizioni di educazione afferma che essa consiste nell'acquisizione di quelle abitudini che permettendo all'individuo di adattarsi all'ambiente. Tale adattamento deve essere inteso in senso attivo di controllo dei mezzi per raggiungere certi scopi. L'abitudine come assuefazione é senz'altro cosa relativamente passiva, ci abituiamo al nostro ambiente ai nostri abiti, ai nostri compagni giornalieri. Un tratto saliente di queste assuefazioni é la conformità all'ambiente, é un cambiamento nell'organismo senza modificare l'ambiente. L'adattamento é sia un adattamento dell'ambiente alle nostre attività, sia delle nostre attività all'ambiente. L'abitudine non deve essere ridotta solo alla sua fase esecutiva, ma porta anche a un miglioramento in facilità ed efficienza di azione, comporta anche il formarsi di certe disposizioni intellettuali ed emotive.
altri si occupano delle qualità spirituali e ideali del principio che svolge. Il concetto che crescita e progresso siano l'avvicinamento ad uno scopo finale fisso é l'ultima debolezza concettuale nella transizione da una concezione statica della vita a una comprensione dinamica. In questa prospettiva l'ideale della perfezione é lontano e diventa irraggiungibile, quindi viene sostituito con qualche idea che l'aiuto vorrebbe che il bambino acquisisse. Se lo si ottiene allora il,bambino si sta viluppo di nel modo corretto, ma visto che il bambino non alcuna iniziativa in questa direzione, la formazione di un'abitudine dipende dalle spinte di altri. Questi metodi simulano un principio e vi si ispirano, possono essere più dannosi di quanto non sarebbe dire dove dipende dal bambino quanto gli resta impresso. Due filosofi hanno tentato di rappresentare il fine assoluto. Entrambi partono dalla concezione di un tutto/ assoluto immanente nella vita umana. L'ideale perfetto non é solo un idea ma agisce nel presente. Lo sviluppo é il,graduale rendere esplicito e svolgere ciò che non é svolto. Secondo Hegel si realizza attraverso istituzioni storiche che danno corpo a fattori presenti nell'assalto. Secondo Froebel il mezzo di realizzazione é la presentazione di simboli spt matematici che corrispondono ai tratti dell'assoluto, quandomvengononpresentati al bambino risvegliai in lui i tratti dell'assoluto. Il contributo di Froebel che dà importanza alle capacità innate del bambino e stimola altri a studiarli, é il maggior contributo nella moderna pedagogia al riconoscimento dell'idea di sviluppo. Purtroppo la sua idea di sviluppo lo considerava come lo spiegamento di un principio latente precostituito, stabilendo un grafo guardo che significava l'arresto della crescita. Froebel collegó i fatti concerti dell'esperienza e l'ideale trascendete dello sviluppo considerando i primi come simboli del secondo. La conseguenza più immediata fu l'invenzione di una tecnica determinata per la comprensione dei simboli da arte dei bambini. Questo portó alla sostituzione dello sviluppo dal più arbitrario piano di regole imposte dall'esterno che la storia del l'istruzione abbia mai visto. Hegel distrusse non nei fatti ma nell'idea , la psicologia che considerava la mente come un possesso già pronto dell'individuo, mostrando l'importanza della mente oggettiva, la lingua il governo l'arte, la religione, nella formazione delle menti individuali. Lo sviluppo e la crescita consistono per Hegel in una assimilazione obbediente dello spirito delle istituzioni esistenti. Il conformismo e non la trasformazione é l'essenza dell'educazione. Il riconoscimento che le grandi istituzioni storiche sono fattori attivi del nutrimento intellettuale della mente fu un gran contributo alla filosofia dell'educazione. Segno un progresso nella posizione di Rousseau che aveva compromesso la sua affermazione che l'educazione deve ess uno sviluppo naturale e non qualcosa di forzato o agganciato agli individui dall'esterno, con le idee che le condicio sociali non sono naturali. La teoria di Hegel inghiottiva le individualità concrete anche se magnificava l'individuo in astratto. Un'idea molto in voga prima che l'idea di crescita assumesse importanza é la teoria della disciplina formale, fine dell'educazione dovrebbe essere la creazione di specifici poteri di adempimento. Questa teoria considera certe capacità come scopi del l'istruzione, diretti e coscienti e non solo come risultati della crescita. Così l'educazione dovrebbe allenare alcune facoltà. Il termine disciplina si riferisce sia al risultato delle facoltà allenate sia al metodo di allenatore per mezzo di un esercizio ripetuto. Le facoltà da allenare sono: le facoltà di osservare, ricordare, ritenere, associare, prestare attenzione, volere, sentire , immaginare pensare, che vengono modellate con esercizi su materiale a disposizione. Teoria espressa da Locke. Questa teoria rendeva facile l'elaborazione di una tecnica dall'istruzione, si doveva solo assicurare un sufficiente allenamento di tutte le facoltà, che consiste in azioni ripetute di attenzione, osservazione,memoria....la critica principale a questa teoria é che l'esistenza di queste facoltà é solo mitologica non esistono presunte facoltà di osservazione, pensiero, memoria già pronte in attes dai sere eserciate e allenate. Vi é un gran numero di tendenze innate originarie, modi dimagrire intuitivi
bastai su collegamenti originari de neuroni nel sistema nervoso centrale. Queste non sono facoltà intellettuali latenti, ma tendenze a rispondere in un dato modo ai cambiamenti dell'ambiente per provocare altri cambiamenti. É con questi cambiamenti delle attività organiche in risposta a cambiamenti nell'ambiente che si attua quel controllo dell'ambiente, tutti i primi atti del vedere sentire toccare sono e questo genere. Così l'allenamento delle nostre attività originarie impulsive non é un perfezionamento ottenuto con l'esercizio, ma consiste nello scegliere dalle risposte diffuse quelle più adatte all'utilizzazione dello stimolo. L'allenamento risulta così inferiore dal punto di vista intellettuale o educativo. L'errore della teoria é il suo dualismo, ovvero la separazione delle attività e delle facoltà dal contenuto. Non esiste un'abilita a vedere o sentire qualcosa. Un esercizio monotono può conferire grande destra nel compiere un determinato atto, ma l'abilità é legata a quel l'atto. L'osservazione é una conseguenza dell'interazione fa organo di senso e oggetto, varierà a seconda dell'oggetto. É inutile stabilire lo sviluppo ulteriore di facoltà come la memoria e l'osservazione senza determinare gli oggetti che vogliamo che l'alunno osservi e ricordi e per quale scopo. La distinzione da educazione speciale e generale non ha nulla a che fare con la trasferibilità della funzione o della facoltà. L'educazione é generale nel senso che tiene conto delle relazioni sociali. L'isola metto del campo di applicazione da un contesto sociale é l'ostacolo principale nella pratica corrente tesa a ottenere un allenamento generale della mente. Concludendo l'idea che il risultato del processo educativo sia la capacità di un'ulteriore di azione é in ci tratto con molte idee che hanno influenzato la pratica. Considerare l'educazione come preparazione a un qualche dovere o privilegio toglie l'attenzione sia dell'allievo che del maestro dalle potenzialità del presente. L'idea dell'educazione come uno svolgersi é più in linea con la concezione della crescita esposta. VI L'educazione conservatrice e progressiva Passiamo ora alla teoria che nega l'esistenza delle facoltà e mette in rilievo il ruolo dell'oggetto nello sviluppo della disposizione morale e mentale. Per questa teoria l'educazione consiste nella orazione della mente mediante la creazione di rete associazioni di contenuto attuati servendo si dell'oggetto presentato dall'esterno. L'educazione progredisce con l'istruzione nel senso di costruzione della mente dal di fuori. Il termine formazione si riferisce all'idea di qualcosa che agisce dall'esterno. Herbart é il miglior rappresentante di questa teoria, egli nega l'esistenza di facoltà innate, la mente ha la facoltà di produrre va,riè qualità reagendo alle diverse realtà che agiscono su essa. Queste reazioni qualitativamente differenti si chiamano rappresentazioni. Ciò che chiamiamo facoltà cioè l'attenzione, la memoria il pensiero e anche i sentimenti sono adattamenti associazioni, formati dall'interazione delle rappresentazioni sommerse fra loro e con nuove rappresentazioni. Le conseguenze di questa dottrina nel campo dell'educazione sono: 1 la formazione della mente varia a seconda degli oggetti che vi si impiegano, la formazione della mente é solo un problema di presentazione degli oggetti 2 le prime rappresentazioni costituisco gli organi percettivi, compito dell'educazione é quindi scegliere il materiale adatto per poter stabilire la natura delle reazioni originarie e poi di organizzare la sequenza delle rappresentazioni successive sulla base del bagaglio di idee ottenuto con le precedenti operazioni.
Possiamo dare un a definizione di educazione intesa come ricostruzione o riorganizzazione dell'esperienza, tale da accrescerne il significato e da aumentare l capacità e di dirigere il corso dell'esperienza seguente. L'incremento del significato consiste nell'aumento tra percezione del nesso e della continuità delle attività nelle quali siamo impegnati. Un altro aspetto dell'esperienza educativa é l'incremento delle facoltà di ulteriore direzione o controllo. Un'esperienza educativa che comporti un contenuto e un aumento di abilità é contraddistinta da un'attività abitudinaria e da un'attività capricciosa, nel senso che non importa ciò che accadrà, senza preoccuparsi delle conseguenze di un atto, questa attività é dovuta al cattivo coordinamento con l'ambiente. Gli individui agiscono capricciosamente se lo fanno sotto un dettame esterno perché é stato detto di far così, senza perseguire scopi propri e senza tener conto delle conseguenze. La scuola spesso fissa regole di azione per gli scolari che spesso non vedo il nesso tra risultato e metodo. Atti di routine automatici possono aumentare l'abilità a fare una cosa particolare, e questo può esse un effetti educativo, ma non porta a nuove percezioni di effetti e collegamenti L'idea di educazione come ricostruzione continua identifica il fine con il processo. L'esperienza come processo attivo si svolge nel tempo e che ogni erodo successivo completa quello precedente. La ricostruzione dell'esperienza puó essere sociale e personale. Nelle società progressive si cerca di modellare le esperienze dei giovani in modo che invece di riprodurre le abitudini correnti, promuovano abitudini migliori, così che la,loro vita futura sia migliore. L'idea dell'educazione come mezzo costruttivo le Rio miglia mete della società era stato intuito da tempo ma raramente é stato realizzato. VII il concetto democratico nell'educazione Se l'educazione é una funzione sociale che assicura la formazione e lo sviluppo degli immaturi attraverso la partecipazione alla vita del gruppo a cui appartengono allora l'educazione varia con il tipo di vita che domina il gruppo. Una società che cambia e ha come ideale. Un cambiaste che la migliori avrà norme e metodi di educazione diversi rispetto a quella che miravsolomalla perpetrazione dei costumi. La società é una per sua stessa natura, questa unità si basa sulla comunità di scopi di benessere, sulla lealtà verso fini pubblici sulla mutua simpatia. Qualsiasi educazione tende a socializzare i suoi membri, ma la qualità e il valore della socializzazione. Dipendono dalle abitudini e dagli scopi del gruppo. (91-94) Tutte le epoche di progresso nella storia sono caratterizzate dal l'eliminazione delle distanze fra popoli e classi prima separati. Una società democraticamente costituita si basa sull'avere interessi comuni, manche sul,riconoscimento di noteresti comuni come fattore di controllo sociale. Un altro elemento importante é una più libera interazione fra gruppi sociali, ma anche un cambiamento nelle abitudini sociali o il loro riadattarsi continuo al avariare delle relazioni sociali. La devozione della democrazia all'educazione é ben nota, questo perché se un governo dipende dal suffragio popolare non può prosperare se coloro che eleggono non sono educati. Poiché una società democratica ripudia il principio dell'autorità esterna deve trovare un surrogato nelle disposizioni e nell'interesse volontari, e questi possono essere creati solo con l'educazione. Una democrazia é qualcosa di più di una forma di governo, é prima di tutto una forma di vita associata di esperienza continuamente comunicata. L'estendersi dell'area degli interessi condivisi la liberazione di una maggior varietà di capacità personali caratteristici di una democrazia sono la conseguenza dello sviluppo dell'industria, del commercio dei viaggi, di migrazioni che scaturiscono dal dominio della scienza sull'energia naturale. Una società distinta in classi si occupa solo dell'educazione dei suoi dirigenti, una società mobile deve preoccuparsi che i suoi membri siano educati all'iniziativa personale e all'adattabilitá.
Vediamo l'influenza delle idee democratiche sull'educazione. PLATONE egli sosteneva che una società é stabilmente organizzata quando ogni individuo fa ciò a cui é adatto per la sua natura in modo da essere utile agli altri e il compito dell'educazione é di scoprire queste attitudini e allenarle progressivamente per l'utilità sociale. (97-98) Platone coglie il senso profondi dell'educazione che dovrebbe scoprire e sviluppare le capacità personali e addestrare in modo che possano collegarsi ad attività altrui. Purtroppo però Platone non considera l'unicitá degli individui che rientrano in un piccolissimo numerus classi. Così la sua teoria basata sulle facoltà e le classi limitate sfociò nell'idea della subordinazione dell'individualità. Il fallimento della sua filosofia emerge dal fatto che non poteva fidarsi dei miglioramenti graduali nell'educazione per creare una società migliore che a sua vita migliorasse l'educazione e così via indefinitamente. Non poteva darsi vera educazione fino a che non ci fosse stato uno stato ideale e dopo di ciò l'educazione doveva mirare alla sua conservazione. L'esistenza dello stato ideale però era legato al caso fortuito per cui i filosofi erano i detentori del potere politico. Nella filosofia del XVIII secolo ci troviamo in un cerchio di idee completamente diverso. Per natura si intende ancora qualcosa di antitetico all'organizzazione, Platone influenzò molto Rousseau. L'educazione secondo natura fornisce la meta e il metodo del l'istruzione e della disciplina. Le qualità innate però venivano considerate asociali o antisociali. L'ordinamento sociale fu considerato come uno strumento per assicurare a questi individui asociali una felicità maggiore. Tuttavia il suo interesse principale era stava nel progresso spt sociale. Questa filosofia era solo apparentemente antisociale in realtà aspirava al cosmopolitismo. Il suo ideale era l'umanitá contrapposta allo Stato che soffocavo le capacità dell'uomo. L'individuo emancipato dovevav diventare l'organo e l'agente di una società vasta e progressiva. Dare pieno impulso alla natura significava rimpiazzare un ordine sociale artificiale corrotto ingiusto con uno nuovo e migliore regno dell'umanità. La fede nella natura come modello era rafforzata dai progressi della scienza naturale. La legge naturale otterrebbe lo stesso risultato nelle relazioni umane se l'uomo si liberasse dalle restrizioni artificiale importare dall'uomo. Un'educazione conforme alla natura era considerata un primo passo verso questa società più sociale. Il,primo passo verso la liberazione degli uomini era emancipar li dalle catene interne delle false credenze e ideali. Le istituzioni e la vita sociale erano troppo corrotte questo compito spettava alla natura. Insistere che la mente é originalmente passiva e vuota era un modo per esaltare le possibilità dell'educazione. (Ideale individualistico) Presto l'entusiasmo per la libertà mostrò la debolezza della teoria dal lato costruttivo. Lasciare tutto alla natura significava negare perfino l'idea dell'educazione. Era necessario sia un metodo che un organi positivo un mezzo amministrativo che si assumesse il processo educativo. Lo sviluppo delle facoltà con la sua contropartita sociale di un'umanità illuminata e progressiva richiedeva un'organizzazione precisa per la sua realizzazione. Anche Pestalozzi capi che per perseguire il nuovo ideale educativo occorreva l'appoggio dello stato. Il movimento per l'idea democratica divenne un movimento per le scuole pubblicamente dirette e amministrate. In Europa la situazione portava a identificare il movimento per una educazione appoggiata dal stato col movimento nazionalistico nella vita politica. Sotto l'influenza del pensiero tedesco l'educazione divenne una funzione civica e quest'ultima fu identificata con la realizzazione dell'ideale dello stato nazionale. Lo stato prese il posto dell'umanità il cosmopolitismo cedette il posto al nazionalismo. Per gli stai tedeschi la cura dell'educazione era il miglior mezzo di ritrovare e conservare la loro integrità politica e il loro potere. Vi fu un cambiaste teorico, la teoria individualistica si ritrasse e lo stato fornì non solo gli strumenti ma anche lo scopo della pubblica educazione. Lo scopo era l'efficienza sociale. Il processo educativo fu considerato come un processo di allenamento alla disciplina piuttosto che allo sviluppo personale, anche se la filosofia dell'educazione tentó di conciliare l'ideale della cultura come sviluppo completo e la disciplina. L'idea dello sviluppo si basava su questo sforzo deliberato per combinare le due idee della realizzazione completa della personalità e della completa subordinazione disciplinare alle istituzioni esistenti.
Lo scopo inoltre dirige l'attività, influenza i passi per raggiungere il fine. La previsione funziona in tre modi: osservazione circostante per stabilire i mezzi da usare, suggerisce l'ordine nell'uso dei mezzi, rende possibile una scelta tra le alternative. Agire con uno scopo equivale ad agire intelligentemente. per progettare intelligentemente bisogna fermarsi guardare ascoltare. Avere uno scopo significa agire con un significato, ovvero fare qualcosa e percepire il significato delle cose in rapporto a quell'intenzione. Come stabilire adeguatamente gli scopi: Deve emergere spontaneamente dalle condizioni esistenti, spesso le teorie educative o etiche assumono fini estranei al divenire concreto della situazione. Gli scopi esterni limitano l'intelligenza perché essendo già pronte devono essere imposte da qualche autorità estranea all'intelligenza. Lo scopo all'inizio é solo un abbozzo, é l'atto di tentare di realizzarono che ne saggia il valore. Se basta a dirigere con successo l'attività non vi é bisogno d'altro. Uno scopo deve essere flessibile, per adattarsi alle circostanze. Un fine esterno é sempre rigido perché non ha relazioni con le circostanze concrete della situazione. Il valore di uno scopo legittimo sta nel fatto che possiamo adoperarlo per alterare le condizioni. In educazione fissare un buono scopo significa osservare lo stato di esperienza degli allievi, formulare un piano approssimativo senza prenderlo di vista ma adattandolo alle condizioni che si sviluppano. Lo scopo deve essere sempre una liberazione di attività, il termine fine in vista suggerisce l'idea dell'avere in mente la fine o la conclusione di un processo. L'obiettivo é solo un segno con il quale la mente specifica l'attività che si desidera esplicare. I diversi obiettivo che ci prefiguriamo sono mezzi per dirigere l'attività. Quello che si fa con l'oggetto e non l'oggetto in sé è il fine. L'obiettivo é una fase del fine attivo: continuare con successo l'attività. Questo significa liberare l'attività. Lo scopo imposto dall'estremo separa i mezzi dal fine, mentre un fine che si sviluppa entrò un'attività é sempre sia fine che mezzo. Ogni fine diventa un mezzo per continuare l'attività. Lo chiamiamo fine quando traccia l'azione futura dell'attività, mezzo quando traccia la direzione attuale. Gli scopi implicano accettazione di responsabilità, anticipazione, adattamento richiesti nell'eseguire una funzione, sia essa l'agricoltura o l'educazione. Gli scopi educativi sono come qualsiasi altro scopo. L'educazione in sé non ha scopi, solo i genitori, i maestri e gli educatori hanno degli scopi Ecco le caratteristiche comuni a tutti i buon scopi educativi: Uno scopo educativo deve fondarsi sulle attività e i bisogni di quel dato individuo che si deve educare Uno scopo deve poter essere tradotto in un metodo di cooperazione con le attività di quelli che si stanno istruendo. Deve suggerire il genere di ambiente necessario per liberare e organizzare le loro capacità. Gli educatori deveno guardarsi da presunti fini generali e ultimi, generale significa anche astratto o distaccato da ogni contesto specifico. L'educazione deve essere sempre fine a se stessa, nessuno studio é educativo se non vale la pena di acquistarlo di per se. Uno scopo generale amplia l'orizzonte, che implica una considerazione dei mezzi più vasta e flessibile. Nell'educazione l'adozione di scopi esterni ë responsabile tanto dell'accento posto sul l'idea della preparazione a un avvenire remoto, quanto della meccanicità e della schiavitù a cui é ridotto il,lavoro sia del maestro che dell'allievo.
IX Sviluppo naturale ed efficienza sociale Gli scopi generali o comprensivi sono punti di vista per esaminare i problemi dell'educazione. In educazione é inutile stabilire uno scopo finale che subordini tutti gli altri a se stesso. Di solito enunciamo i nostri scopi quando vogliamo realizzare un cambiamento. Una generazione in una data epoca tende a mettere in evidenza nelle sue proiezioni coscienti proprio le cose di cui é priva. In epoca diverse sono stati sentiti come scopi, metodi migliori per studiare le lingue, efficienza sociale, cultura personale, servizio sociale, sviluppo della personalità, disciplina ecc.. Dewey considererà tre affermazioni:
X Interesse e disciplina Dewey inizia mettendo in evidenza la differenza tra l'attore e lo spettatore. Il primo é indifferente il secondo é legato a ciò che avviene. Interesse e disciplina sono aspetti correlati di una attività tendente a un fine, per interesse intendiamo l'identificarsi di una persona con gli oggetti entrò i quali si svolge la sua attività e che forniscono i mezzi e gli ostacoli alla sua realizzazione. Qualsiasi attività che tende a uno scopo implica una distinzione fra una precedente fase incompleta e una fase ulteriore che la completa, implica anche dei passaggi intermedi. Avere un interesse significa considerare le cose come rientranti in una tale situazione in continuo sviluppo invece che isolate. Per interesse si intende l'effetto di un oggetto sul vantaggio o lo svantaggio personale, il successo o il fallimento. Dal punto di vista educativo ne consegue che l'importanza attribuita all'interesse induce ad arricchire di un qualche aspetto seducente un materiale altrimenti indifferente, assicurarsi l'attenzione e lo sforzo recando di corrompere con l'offerta del pacere. Questo procedimento é chiamato pedagogia molle. Il problema nasce dal fatto che le materie non hanno alcun interesse per chi le deve apprendere. Il rimedio é scoprire oggetti e azioni che si adeguino alle capacità effettive. La parola interesse suggerisce l'idea di ciò che collega due cose distanti é il tra. Nello sviluppo troviamo uno stadio iniziale del processo e il periodo terminale e poi uno stadio intermedio. Le capacità in atto dell'allievo é lo stadio iniziale lo scopo del maestro é il limite remoto, fra i due ci sono i mezzi, azioni da eseguire , difficoltà da superare oggetti da adoperare. Se il materiale deve essere reso interessante significa che non ha connessione con i propositi e le facoltà presenti o la connessione esiste ma non si vede. Renderlo interessante facendo comprendere la connessione é buon senso, utilizzando allettamenti é degno di disprezzo. Per quanto riguarda la disciplina, partiamo dal concetto di volontà intesa come la disposizione cosciente o deliberata a persistere e perdurare in un corso d'azione progetto,malgrado le difficoltà. La differenza tra un dato stato di cose incompleto e il desiderato completamento esige un travaglio nella fase di trasformazione richiede una continuità attenzione e costanza. Frutto sono la disciplina e lo sviluppo della capacità di attenzione continuata. L'interesse e la disciplina sono collegati e non opposti. Anche punire un bambino potrebbe essere un modo per fargli capire che la questione é importante, é un modo di svegliare l' interesse. L'interesse é la proprietà stimolante degli oggetti siano essi percepiti o immaginati in qualsiasi esperienza che abbia uno scopo riconoscere la funzione dinamica dell'interesse nello sviluppo educativo, fa si che i bambini siano considerati singoli nelle loro capacità bisogni e preferenze specifiche, e che le menti non siano considerate tutte uguali. Nell'esperienza il ruolo delle facoltà intellettuali consiste nella capacità di rispondere agli stimoli presenti sulla base delle anticipazioni di possibili conseguenze future e con l'intento di controllare il genere di conseguenze da riprodursi. L'oggetto della conoscenza é tutto ciò a cui si riconosce un'efficacia sul previsto corso degli eventi sia che lo faciliti o che lo ritardi. La mente non é un'entità conclusa in sè ma un corso d'azione intelligentemente diretto in cui rientrano dei fini degli scopi con una scelta dei mezzi per raggiungere gli scopi. L'intelligenza non é proprietà peculiare di una persona ma una persona é intelligente in quanto le attività nelle quali ha una parte hanno le qualità menzionate. Essere indeterminati e incerti e negligenti nell'osservazione equivale a essere stupidi. Il significato di questa dottrina per la teoria dell'educazione da una parte ci protegge dall'idea che la mente e gli stati mentali siano completi in sé da applicare a qualche argomento bello e fatto in modo che ne risulti la conoscenza. Dimostra che l'attività intellettiva é l'impegno intelligente deliberato in un corso d'azione cui partecipano oggetti esterni. Sviluppare e allenare la mente significa provvedere a un ambiente in cui un'attività fornita di tali requisiti possa aver luogo. Ci protegge anche dall'idea che l'oggetto della conoscenza sia qualcosa di isolato e indipendente.
Il,problema dell'istruzione é trovare materiale che impegni le persone in attività specifiche con uno scopo per loro importante e considerare gli argomenti non come attrezzi da addestramento ginnico, ma come condizioni per il raggiungimento di fini. Il rimedio alla dottrina della disciplina formale é la riforma dell'idea di mente e del come la si addestra. Il rimedio sono giochi e attività interessanti per l'individuo, i cui risultati sono sentiti come posta in gioco e da non poter essere eseguiti senza riflessione e senza l'uso di giudizio nella scelta del materiale di osservazione e memoria. L'errore sta nel considerare la mente come completa in se stessa pronta per essere applicata al materiale presente. (144-145). L'atto di imparare é artificiale e inefficace se agli allievi viene assegnata una lezione da imparare. Lo studio é efficace se l'allievo riconosce il legame di un oggetto e di un argomento con la promozione di un'attività tendente a un fine, e questo é l'ultima parola di una teoria genuina dell'interesse nell'educazione. Aspetti sociali del problema 147- XI Esperienza e pensiero La natura dell'esperienza si compone di un elemento passivo e uno attivo, nel senso attivo é un tentare (esperimento), in senso passivo é un sottostare. Il nesso di queste due fasi misura il valore dell'esperienza. L'esperienza come tentativo indica un cambiamento che non é che una transizione senza significato se non connesso con l'ondata di ritorno delle conseguenze che ne defluiscono. Imparare dall'esperienza significa fare una connessione indietro e avanti fra quello che facciamo alle cose, e quel che ne godiamo o soffriamo. Il fare diventa un tentare, un sperimentere il mondo per farcene un'idea, il sottostare diventa istruzione, scoperta del nesso fra le cose. Dal punto di vista dell'educazione due sono le conclusioni:l'esperienza é prima di tutto cosa attiva passiva non principalmente conoscitiva.un'esperienza é valida nella misura in cui conduce a percepire certe connessioni o successioni e ha valore di conoscenza nella misura in cui é cumulativa o ha significato. Spesso nelle scuole non ci si occupa di far fare feconde esperienze agli allievi ma si pensa che siano li per assorbire direttamente la conoscenza. La mente é separata dagli organi fisici dell'attività. Ne consegue 1 l'attività fisica diventa un'intrusa, perché si pensa non abbia nulla a che fare con l'attività mentale e diventa una distrazione. Il problema della disciplina nelle scuole nasce proprio da qui, ovvero dall'esigenza del maestro di dover reprimere le attività fisiche che distraggono la mente. La tensione e la fatica di maestri e allievi sono la conseguenza dell'anormalità di questa situazione. I bambini impiegano la loro energia per reprimere i loro istinti anziché impiegarli in progetti costruttivi. Uno dei meriti dell'educazione greca é stato di non aver mai diviso mente corpo. 2 tuttavia ci sono lezioni da apprendere che richiedono alcun attività fisiche, gli occhi e le orecchie devono essere usati per leggere un libro, una cartina o ascoltare il maestro. Essi sono considerati le porte della conoscenza, da qui un uso meccanico delle attività fisiche impegnate in misura maggiore o minore, meccanico perché isolato dal loro scopo. 3 la separazione della mente dall'occhio azione diretta con le cose accentua le cose a scapito delle relazioni o connessioni. C'é una pratica diffusa che separa le percezioni e le idee dai giudizi, si suppone che la mente percepisca le cose al di fuori delle relazioni. La realtà é diversa ogni percezione, e ogni idea é nozione della portata dell'uso e della causa di una cosa. Nella percezione é impiegato i giudizio, altrimenti sarebbe solo un eccitamento sensorio. Tutti concordano nel ritenere che la visione dei rapporti rappresenta il campo di azione dell'intelletto e quindi il campo d'azione dell'educazione. Il fallimento si verifica quando si suppone che le,relazioni