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Devianza e criminalità, Schemi e mappe concettuali di Sociologia della devianza

Il volume "Devianza e Criminalità" di Vincenzo Scalia offre un'analisi sociologica dei comportamenti devianti e criminali, interpretandoli come risposte strutturali o reazioni alle norme sociali. Il testousa approcci classici e positivisti,osservando la devianza come violazione di norme e la criminalità come violazione della legge, spesso legata a contesti di disuguaglianza

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2025/2026

Caricato il 27/04/2026

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ADEVIANZA E MARGINALITà
INTRODUZIONE
1. In cosa consiste una teoria, quando si può definire una buona teoria ?
Come prima descrizione si può definire una buona teoria se è :
verificabile - congrua con i risultati della ricerca
empirica
Le tecniche di misurazione multipla sono sempre dei sistemi di
verifica migliore, quindi è valido un sistema di misurazione
quantitativo.
Un altro tipo di misurazione è la validazione qualitativa , formata dai
criteri qualitativi che ci permettono di risolvere i problemi legati ai
caratteri contingenti dei risultati empirici.
I criteri principali sono :
La coerenza logica : la validità qualitativa si basa sulla
coerenza logica il che significa che la teoria non deve
proporre elezioni illogiche
La capacita di dar senso a posizioni divergenti il che
significa che quando i risultati empirici indicano due o più fatti
opposti piuttosto che avere una teoria che spiega ogni singolo
fatto è meglio averne una in grado di conciliarlo.
La capacità di sensibilizzazione si incentra nella capacità di
far concentrare l’attenzione su ambiti di ricerca uovo
Altro elemento di fondamentale importanza è la notorietà in quanto
se una nozione diventa falsa dai criminologi alloraè una ‘buona
nozione’.
2. Tipi di teorie
Prima di indicare le varie teorie è necessario fare una distinzione tra
di loro:
le teorie specifiche: che mettono in risalto un problema
particolare e formulano enunciazioni riscontrabili
empiricamente
Le teorie metateoriche : discutono dei tipi dei concetti che
dovrebbero essere usati.
La classificazione delle teorie si basa su diversi criteri, Gibbons e
Krohn distinguono tre teorie psicologiche, biologiche e sociali;
possono anche suddividersi in sociologiche e socio psicologiche.
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Scarica Devianza e criminalità e più Schemi e mappe concettuali in PDF di Sociologia della devianza solo su Docsity!

ADEVIANZA E MARGINALITà INTRODUZIONE

1. In cosa consiste una teoria, quando si può definire una buona teoria? Come prima descrizione si può definire una buona teoria se è :

  • verificabile - congrua con i risultati della ricerca empirica Le tecniche di misurazione multipla sono sempre dei sistemi di verifica migliore, quindi è valido un sistema di misurazione quantitativo. Un altro tipo di misurazione è la validazione qualitativa , formata dai criteri qualitativi che ci permettono di risolvere i problemi legati ai caratteri contingenti dei risultati empirici. I criteri principali sono :
  • La coerenza logica : la validità qualitativa si basa sulla coerenza logica il che significa che la teoria non deve proporre elezioni illogiche
  • La capacita di dar senso a posizioni divergenti il che significa che quando i risultati empirici indicano due o più fatti opposti piuttosto che avere una teoria che spiega ogni singolo fatto è meglio averne una in grado di conciliarlo.
  • La capacità di sensibilizzazione si incentra nella capacità di far concentrare l’attenzione su ambiti di ricerca uovo Altro elemento di fondamentale importanza è la notorietà in quanto se una nozione diventa falsa dai criminologi alloraè una ‘buona nozione’.
  1. Tipi di teorie Prima di indicare le varie teorie è necessario fare una distinzione tra di loro:
  • le teorie specifiche: che mettono in risalto un problema particolare e formulano enunciazioni riscontrabili empiricamente
  • Le teorie metateoriche : discutono dei tipi dei concetti che dovrebbero essere usati. La classificazione delle teorie si basa su diversi criteri, Gibbons e Krohn distinguono tre teorie psicologiche, biologiche e sociali; possono anche suddividersi in sociologiche e socio psicologiche.

Nessuna di tali è vera ma vengono usate per trovare similitudini e differenze. 2.1 livelli di astrazione In alcuni tipi di teorie si tengono livelli di astrazione più di altri e sono dette macroteorie che spiegano l’epidiiologia si concentrano su tassi di criminalità piuttosto che sui crimini; poi ci sono le micro teorie l’eziologia che spiegano come si diventa crimini. Infine vi sono teorie che non hanno un chiarimento vero e proprio e sono definite le teorie- ponte ci spiegano come funziona la strutttura sociale e come le persone diventano criminali. 2.3 altri schemi classificatori Una delle classifiche più tradizionali è quella classica e positiva.

  • le teorie classiche che focalizzano la loro analisi sugli ordinamenti locali, istituzioni dello stato e diritti umani
  • le teorie positivistiche che concentrano il loro carattere patologico sul comportamento criminale
  • Le teorie strutturali analizzano l’organizzazione sociale e gli effetti sul comportamento
  • Le teorie procedurali che spiegano come le persone diventano criminali
  • Schema del consenso e del conflitto 3 CONTESTO SOCIALE E TEORIA Un altro modo. Per capire le teorie è il tener conto della loro storia sociale in quanto in ogni contesto si possono distingue aspetto sociale ed intellettuale ed entrambi influenzano l’individuo, in quanto il contesto sociale è il mondo attorno a noi i modi in cui le persone pensano nella società. L’aspetto intellettuale si riferisce all’influenza personale dei docenti amici familiri e colleghi. LA SCUOLA CLASSICA I due migliori autori sono Cesare Beccaria e Jeremy Bentham si opponevano entrambi al sistema giudiziario, proponevano di basare
  • Il concetto della dignità umana che da origine alle condizioni per migliorare la condizione sociale e rendendo possibile la nascita per le scienze sociali 2.LA PROSPETTIVA TEORICA DELLA SCUOLA La scuola classica contribuì a dare una visione più umanistica al sistema legale e alla giustizia penale. Un contributo importante venne dato dall’edonismo il quale sosteneva che tale doveva sovra intendere la struttura legale, in quanto la legge doveva proteggere sia l’individuo che la società e il suo scopo principale era quello di distogliere da atteggiamenti criminali. Partendo dal presupposto che ogni essere umano fosse razionale e libero nell’agire, ogni individuo avrebbe avuto modo di porre un comportamento illegale rapportandolo con la punizione/ dolore decretato dalla legge e in seguito decidere di agire. La deterrenza generale doveva scoraggiare i rei iniziali mostrando all’individuo che non poteva trarre vantaggio dal suo reato. I teorici vedevano 3 componenti principali:
  • Celerità: la rapidità con cui la punizione viene applicata
  • Certezza è il concetto di rendere una punizione certa ogni volta che viene commessa un’azione
  • Severità è la quantità di dolore da infliggere a quanti commettono i reati Secondo l’impostazione della scuola classica il sistema giudiziario penale doveva rispettare i diritti di tutte le persone , in quanto si doveva seguire un due process of law ossia le prove devono essere raccolte a partire dai fatti. I diversi livelli di razionalità dei rei dipende da offese pubbliche e private, crimini contro la persona e la proprietà e violazione della fiducia. Si cerca di trovare sentenze commisurate per esempio Cesare Beccaria toglie l’uso della tortura e anche tutti gli altri esponenti della scuola classica. Ne divennero contrari. 3.CLASSIFICAZIONE DELLA TEORIA

La scuola classica mirava a riformare la socità per tale motivo la teori derivante è di tipo:

  • conflittuale si nota la necessità di limitare e controllare la natura umana
  • Strutturale perchè mette in risalto l’effetto delle istituzioni sulle persone
  • Procedurali per via dell’ex fai che ci pone il comportamento razionale
  • Micro teorico ogni parte di assunto deriva dalla natura umana che ne costituisce il fondamento 4.SVILUPPI ATTUALI E IMPLICAZIONI POLITICHE Sia il carattere di deterrenza che il carattere di razionalità son insiti nella scuola classica, in quanto la società ha abbracciato pene più dure per esempio nei casi di guida in stato di ebbrezza; c’è poi anche la capacità ad unire la deterrenza alle teorie del controllo sociale insieme alla teoria dell’apprendimento sociale. Sia il pubbblico che il reo ha abbracciato la definizione di criminale razionale ciò rende ancora più facile colpare il reo di tutti gli altri crimini. La scelta razionale sostiene il fatto che esista un’opportunità di commetter un reato e la prontezza al reo; si può sostenere che i fondamenti teorici della scuola classica si sono indebolirti nel corso degli anni. 3.LA SCUOLA POSITIVA I fautori della scuola classica ritenevano che gli esseri umani avessero una mente razionale, i positivisti ritenevano fosse determinato da tratti biologici, psicologici e sociali; avevano una visione deterministica del mondo e l’interesse verso l’atteggiamento criminale in sè. IL CONTESTO DELLA SCUOLA

Definiva i delinquenti con il termine di malato mentale, epilettico e occasionale. Enrico Ferri evidenziò anche altri caratteri come per esempio fattori fisici sociali ed ambientali antropologici Garofalo riteneva che la popolazione civilizzate nutrissero dei sentimenti profondi sul valore della loro vita coniando la definizione più universale di crimine naturale 2.4 il positivismo nel 20esimo secolo Secondo i positivisti italiani sono stati compiuti sforzi importanti nel campo biologico come per esempio fu importante lo studio dell’ereditabilità per dedurre da dove fosse ereditato tale comportamento criminale. Binet provò a spiegare la criminalità per mezzo del concetto di labilità mentale. Successivamente la teoria della tipologia fisica sosteneva che certe caratteristiche fisiche sono fondamentali per commettere degli atti criminali. Sigmund Freud riflette invece sul conflitto dell’inconscio il quale riscontra ad un certo punto della sua vita un trauma emotivo che lo spinge a compiere determinate azioni

  1. SVILUPPI ATTUALI E IMPLICAZIONI POLITICHE Una svolta importante fu dal rinnovato interesse per le teorie biologiche, biochimiche e psicologiche della criminalità
  • Biologia uno degli studi più importanti in questo campo si rifa a Medina per il rinnovato interesse per le teorie biosociali in quanto le caratteristiche biologiche di un individuo vadano considerate solo come una parte dell’equazione comportamentale. Ha riscontrato nel cervello dei criminali un sistema nervoso lento nella risposta degl stimoli. Anche Jeffery ci propone una sua prospettivi secondo cui le caratteristiche vanno individuate come interagenti all’interno di un modello sistematico che produca il comportamento criminale. I sistemi fondamentali sono 3: il patrimonio genetico, il cervello e l’apprendimento. Le caratteristiche genetiche sono indipendenti dal processo di socializzazione , in quanto per

esempio una zona povera può causare un tipo di regime alimentare e differenze comportamentali. Infine un altro elemento che influenza molto la criminalità è il QI in quanto la criminalità. Trova spazio fertile nei QI inferiori.

  • Psicologia ossia l’esistenza di schemi mentali nei criminali i quali sono sempre alla ricerca dell’eccitazione, hanno un’impressione di se molto lata, egoista e sfruttatrice, ed ogni attacco che hanno alla loro immagine di sè sproporzionata causano reazioni violente. Secondo una teoria cognitiva i fattori sociali ed ambientali sono uno sfondo per la scelta e il loro comportamento può essere modellato da fattori mentre la razionalità individuale determina la forma dell’attività modellata . white e Walter definiscono 8 differenti personalità ossia che rendono il loro comportamento distruttivo e drammatico; Hans Eysenck afferma che ci sono 3 tipi di personalità ossia: psicotico, estroverso e nevrotico. secondo la teoria dell’apprendimento elaborata da Bandura imitiamo comportamenti che vengono compensati
  • Implicazioni politiche le teorie positivistiche sono diventate la base della riforma sociale portando a limitare l’entrata di riforme dispendiose e favorendo l’ingresso delle policymarkers che porta a pensare che il comportamento criminale risolta una carena dell’individuo 4.LA SCUOLA DI CHICAGO L’Università di Chicago istituì il primo dipartimento di sociologia nel 1892 ed il gruppo di studiosi che lavorava nel dipartimento enne definito la scuola di Chicago. La scuola penso agli individui come creature complesse e considerò la comunità come elemento d’influenza dei singoli. Attraverso lo studio della sociologia empirica si da vita alla filosofia sociale e le storie di vita sono uno strumento metodologico. Contesto sociale Gli studiosi di scienze sociali si confrontano con molti fenomeni sociali, come per esempio l’urbanizzazione degli Stati Uniti che porto molti a ritenere che responsabili della maggior parte dei problemi sociali fossero le città.

delle relazioni sociali primarie come la chiave di un processo di disgregazione sociale che diventò la chiave di lettura dell’origine della criminalità. Sampson e Groves elencano 4 elementi alla base della disgregazione sociale :

  • basso status economico - mescolanza di gruppi etnici.
    • alta mobilità dei residenti. -nuclei familiari disagiati Un altro contenuto fornito importante fu quello da Shaw e McKay che comprende la spiegazione del processo attraverso la disgregazione influenza i giovani e li conduce alla delinquenza, definita teoria della trasmissione culturale. L’interazionismo simbolico È una delle prospettive più importanti della scuola di Chicago in cui l’idea di base è che la mente e il sè non sono elementi innati, ma costruiti dall’ambiente sociale; non sono individui specifici, ma Mead li definisce con l’altro generalizzato ossia definiamo la nostra identità riflettendoci ad altri. Ogni situazione prevede un ruolo, identità e comportamento. L’interazionismo riconduce l’origine sia alle autodefinizioni che ai comportamenti. Il conflitto culturale Importante fu per la scuola di Chicago riconoscere la presenza di un conflitto culturale all’interno della società causato dalle differenze di valori e culture, per tale motivo si analizza il legame tra conflitti interculturali e criminalità. Sellin propone e sviluppa la teoria del conflitto culturale imperniata sull’idea delle norme di condotta e suggerisce due forme di conflitto:
  • conflitto primario si verifica quando uno stesso comportamento può essere rilevante per culture diverse
  • Conflitto secondario si verifica quando persone di culture minori i na cultura inizialmente si adattano alle norme vigenti ma poi se ne distanziano provocando conflitti.

SVILUPPI ATTUALI E IMPLICAZIONI POLITICHE

Gli studi della scuola di Chicago si interessano principalmente su tre teorie ossia: la teoria dell’etichettamento, del controllo sociale e dell’anomia. Newman fa anche riferimento ed elabora il concetto di spazio difendibile, in quanto la sua idea era quella che il suo spazio sarebbe stato immunizzato contro il crimine, così che lo stato integro delle disposizioni architettoniche per la costruzione di alloggi pubblici. Una delle teorie iniziate fu quella della stabilità dell’ambiente sociale nel tempo, cercando di studiare le carriere ci ali nella comunità e i cambiamenti sociali nel tempo. Stare in particolare studia una teoria ecologica in cui si studiano i luoghi da lui devianti; Shaw e McKay danno il via ad un programma di prevenzione, vennero creati progetti per istituire aree ricreative e spazi per i giovani all’interno della comunità. Reiss analizza le politiche ispirate alle teorie ecologiche e arriva a sostenere che le politiche pubbliche vadano messe in questione qualora impediscano il controllo in una comunità. Le idee della scuola d Chicago sono ancora vive e i dipartimenti di polizia hanno inventato una spot map ossia una mappa geografica in cui si registrano le strade criminali e gli approcci che hanno denominato una modifica chiamati hot spots. TEORIA DELL’ASSOCIAZIONE DIFFERENZIALE Edwin Sutherland presentò la una teoria dell’associazione differenziale la prima a partire dal 1939 la seconda nel 1947,secondo cui l’apprendimento criminale viene appreso all’interno di un certo ambiente sociale. IL CONTESTO DELLA TEORIA Nel momento in cui l’FBI lavorava venivano riportati a loro gli Uniform Crime Reports che facevano pensare che la criminologia avesse a che fare più con la sociologia ; la criminalità infatti era il prodotto di situazioni, opportunità e valori. CONTESTO INTELLETTUALE Le influenze principali furono quelle di Thomas , L’interazionismo simbolico, statistiche giudiziarie e le storie di vita, con le quali

LA VERSIONE DEFINITIVA DELLA TEORIA

La seconda ed ultima versione della teoria venne confermata nell’ultima edizione dei Principi del 1947, in cui Sutherland iniziò ad usare il termine di organizzazione sociale differenziale, fu in questo modo possibile applicare un processo di apprendimento a settori più ampi della società americana. La versione finale della nuova teoria si articola in 9 punti :

  • il comportamento criminale viene appreso
  • Tale apprendimento risulta dall’interazione con altri processi di comunicazione
  • L’apprendimento del comportamento criminale avviene all’interno di gruppi tra persone rettamente collegate tra loro
  • L’apprendimento comprende la commissione del crimine e l’orientamento specifico di motivazioni
  • L’orientamento specifico di motivazione viene appreso in relazione ad una relazione favorevole
  • Una persona diventa delinquente quando i è un eccesso di definizioni a favore della violazione della legge
  • L’associazione differenziali variano per frequenza
  • Il processo di apprendimento del comportamento criminale include tutti i meccanismi coinvolti negli altri processi di apprendimento
  • Se da un lato il comportamento criminale esprime bisogni e valori, non può essere spiegato attraverso essi La teoria afferma che i comportamento viene appreso mediante l’associazione con persone con cui si intrattengono in un processo di comunicazione interattiva. Per Sutherland è essenziale che esista una relazione poichè certi valori non possono essere trasmessi tramite libri o film. Sutherland concentra la sua attenzione sul processo di apprendimento delle definizioni secondo cui il comportamento criminale ha luogo quando definizioni a suo favore prevalgono su quelle relative ad un comportamento conforme. Quindi l’associazione differenziale non si concentra su chi si associa a qualcuno, ma sulle definizioni fornite da queste associazioni. Questa definizione significa che le persone che associano

definizioni prevalentemente criminali saranno ricettive verso nuovi valori di questo tipo. CLASSIFICAZIONE DELLA TEORIA La teoria dell’associazione è positivista, quella differenziale è una microteoria in quanto viene applicata all’eziologia, è orientata verso il conflitto e Sutherland si pone l’obbiettivo di spiegare l’influenza dei conflitti sull’apprendimento del comportamento criminale. La teoria è orientata verso il conflitto e ha l’obbiettivo di spiegare l’influenza dei conflitti culturali. Il suo lavoro si concentrava sulla discrepanza tra i valori non su gruppi antagonisti, la definizione di conflittuale sta proprio a rappresentare l’esistenza di un ampia gamma di valori e altri contrari rispetto alle leggi. La teoria è anche procedurale ossia verte il processo attraverso cui si diventa criminali, Sutherland mette in evidenza i processi che conducono ai comportamenti criminali. SVILUPPI ATTUALI E IMPLICAZIONI POLITICHE Negli anni 50 vi fu la tendenza a concentrarsi sulle culture delinquenziali come strumenti di strasmissione dei valori che conducevano alla criminalità, per questo si mettono in evidenza delle subculture delinquenziali. Un secondo tipo di sviluppo è quello delle relazioni di tipo interazionista simbolico nell’ associazione differenziale, definita come la teoria dei ruoli. Cressey usò la teoria dei ruoli per estendere le spiegazioni alla sua teoria ossia: il comportamento viene motivato mediante razionalizzazioni e verbalizzazioni apprese. Un altro criminologo Glaser sposò la teoria dell’interazionismo come da creare l’identificazione differenziale, adottò il concetto di associazione differenziale connesso all’intensità dell’associazione. Infine Sutherland elaborò lo studio della criminalità dai colletti bianchi che la usò per spiegare alle persone provenienti dalle classi sociali alte che apprendono la criminalità allo stesso modo di quelle basse. TEORIA DELL’ANOMIA

Nasce la prospettiva nota come strutturalfunzionalismo. Parsons considerava la società come un equilibrio di forze che serviva a produrre ordine ed il concetto dukeimiano di anomia si inseriva perfettamente in questa cornice e costituì il fulcro centrale per Parsons con lo scritto del 1947 La struttura dell’azione social. LA PROSPETTIVA TEORICA La teoria di Merton è basata principalmente sulla devianza che sulla criminalità di cui ha una concezione generale, usa il termine devianza per riferirsi al comportamento sia criminale che generale. A causa della disgregazione sociale non tutte le mete del successo sono accessibili al soggetto , per questo motivo gli individui subiscono una condizione di anomia. Costretti ad affrontare lo scarto tra le loro aspirazioni, le mete del successo non sono necessariamente perseguite contemporaneamente da tutte le classi sociali. I modi di adattamento

  • l’individuo sarà conforme se una volta capito che l’accesso ai mezzi è limitato continuerà a ritenerli legittimi
  • L’ innovazione si registra quando viene mantenuta l’enfasi sulle mete e si ricorre a mezzi legittimi per raggiungerle
  • Se si rifiuta alle mete solo per ricorrere ai mezzi il modo di adattamento è il ritualismo
  • La rinuncia consiste nel rinunciare sia alle mete che ai mezzi
  • La ribellione dove gli altri si rifiutano le mete e i mezzi la ribellione si concentra solo sulla loro sostituzione CLASSIFICAZIONE DELLA TEORIA La teoria dell’anomia è positivista in quanto non colloca la patologia nella struttura sociale, per questo motivo l’anomia viene anche definita come teoria della tensione, ed ha una teoria strutturale ossia concentra la sua analisi sulla struttura sociale; infine viene anche definita funzionalista in quanto il funzionalismo spiega un fenomeno sociale sotto l’aspetto che esso ha sulla struttura sociale esistente.

SVILUPPI ATTUALI E IMPLICAZIONI POLITICHE

Siamo nel caso della teoria della tensione i cui si evidenzia l’elemento principale che scatena le tensioni ossia la motivazione che si presenza in assenza di un comportamento conforme alla realtà. Viene data una visione sociologica per esempio Merton si rifa alla sociologia identificando le differenze nelle strutture sociali definendo le teorie strutturali della tensione. Anche la tesi riguardante le aspirazioni e aspettative conduce ad un senso di frustrazione e ad un alto comportamento criminale; la discrepanza tra ricchi e poveri; l’incapacità di raggiungere gli obbiettivi. Agnew nel 1985 conduce una delle versioni più conosciute ossia il desiderio di evitare situazioni dolorose così che il raggiungimento di un obbiettivo è impedito dall’esigenza di schivare cose indesiderabili. Messner e Rosenfeld ritengono che l’anomia agisca anche quando le istituzioni sociali sono indebolite, portando a una perdita di controllo anche nelle famiglie. In quanto la teoria dell’anomia è di tipo macro si ritiene che sia uno scopo principale quello di modificare la struttura sociale dalle sua fondamenta; un aumento nelle opportunità educative; riduzione delle aspirazioni e esposizione dei media. TEORIA DELLA SUBCULTURA Le teorie criminologiche degli anni 50/60 cercavano di spiegare le bande valorizzando il nuovo concetto sociologico di subcultura. IL CONTESTO DELLE CULTURE Il contesto sociale Gli anni 50 sono caratterizzati da un periodo di prosperità e un’elevata crescita dei consumi e per la prima volta gli americani considerano l’istruzione come un diritto per tutti. Nello stesso periodo l’urbanizzazione degli Stati Uniti porta ad un crescente deterioramento delle aree centrali della città, in cui si. Svilupparono le società medie e la prima lottizzazione costruita in Philadelfia. I problemi della città divennero i problemi di quelli che vivevano delle classi inferiori.

TEORIA DELLE OPPORTUNITà DIFFERENZIALI Non esiste soltanto un insieme di mezzi legittimi per raggiungere il mete culturali ma anche una serie di mezzi illegittimi detti struttura illegittima delle opportunità. Cloward e Olihn affermano che ogni forma di subcultura delinquenziale dipende dal grado di interazione nella comunità. Una volta intrapreso il circolo del business malavitoso e gli individui possono riuscire a ottenere i mezzi necessari e iniziare a un’attività legittima. Questo è il vero senso che dà Cobrin al concetto di comunità integrale. Clow e Oli danno tre tipi ideali di subcultura di gang delinquenziali: nella prima le bande giovanili funzionerebbero da apprendistato per le attività criminali da intraprendere una volta adulti l’obiettivo è quello di realizzare i profitti con un basso grado di violenza definita come subcultura criminale; nel secondo caso violenze danno alla proprietà e imprevedibilità delle azioni sono i tratti distintivi di questo tipo di banda definita come subcultura conflittuale; nel terzo tipo si ha una comunità integrata in cui ci possono essere dei giovani che non hanno accesso a nessuna delle due strutture di opportunità in cui l’obiettivo principale è quello di assumere droghe dalle bande finali finalizzate a ottenere i soldi necessari al consumo individuale di stupefacenti, queste vene definite subcultura astensionista. ALTRE TEORIE DELLA SUBCULTURA NEL 1955 MILLER GIUNSE A CONCLUSIONI DIVERSE, SOTTOLINEANDO LE DIFFERENZE ESISTEVANO TRA LE VARIE CLASSI SUL PIANO DEGLI STILI DI VITA PIÙ DI QUANTO LO FACESSERO I MODELLI PRECEDENTI AFFRONTÒ IL CONCETTO DI PREOCCUPAZIONE FOCALE PIUTTOSTO CHE DESCRIVERE LE COSE RITENUTE IMPORTANTI DA OGNI SINGOLA SUBCULTURA. Le subcultura forniscono i valori e i comportamenti necessari uno stile di vita in cui lavoro qualificato è diffuso così Miller cercò di distinguere nella ricchezza e nella complessità delle su culture delle

singole classi, alcuni elementi essenziali, come per esempio: la molestia che designa l’attitudine a violare le leggi, la durezza e consiste nei macchinismo, cioè nell’essere temerari, la scaltrezza include l’essere astuti l’eccitamento sottintende il vivere per i brivido e la sorte e la fortuna è caratterizzano la preoccupazione focale infine l’autonomia che significa essere indipendenti. Descrive le bande affermando che la mancanza del padre causa problemi ai figli maschi che devono apprendere e comportarsi come uomini le bande rivale attraverso l’uso e la forza all’astuzia forniscono benefici psicologici difficilmente ottenibile all’interno del contesto familiare per raggiungere le qualità, le condizioni che le loro comunità desiderano proprie del comportamento maschile adult. La sutura di ferracuti e Wolfgang L’ultima delle principali teorie sulla subcultura è stata sviluppata nel 1967 se avvalsero delle teorie dell’apprendimento della socializzazione e dell’identificazione differenziale analizzando risultati di ricerca relativi all’omicidi criminali malgrado i valori posseduti dai membri di una subcultura siano diverse da quelli dominanti è bene considerare che non necessariamente siano opposti in netto conflitto con il resto della società. Sviluppi attuali implicazioni politiche Con l’emergere degli studi sulle autodenunce si riscontrano relazioni tra classe e criminalità molto debole non solo le variabili vengono utilizzate per dimostrare l’esistenza della relazione tra classi e criminalità, ma quelle critiche rischiano di non desiderare considerare che le teorie delle su culture non correlano necessariamente alti tassi di criminalità con le classi inferiori. Sykes è Matza criticano la concezione di Cohen in quanto sostengono che i giovani dei gruppi subalterni hanno bisogno dell’opposizione dei valori per commettere atti criminali. È necessario invece una serie di neutralizzazione e aiuti ad aggirare i valori convenzionali i valori sotterranei all’interno della cultura generale, per questa ragione valori opposti alle classi mediche con considera come patrimonio esclusivo delle classi inferiori, possono essere in realtà condivisi da giovani con origine sociali diversi.