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Il volume "Devianza e Criminalità" di Vincenzo Scalia offre un'analisi sociologica dei comportamenti devianti e criminali, interpretandoli come risposte strutturali o reazioni alle norme sociali. Il testousa approcci classici e positivisti,osservando la devianza come violazione di norme e la criminalità come violazione della legge, spesso legata a contesti di disuguaglianza
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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ADEVIANZA E MARGINALITà INTRODUZIONE
1. In cosa consiste una teoria, quando si può definire una buona teoria? Come prima descrizione si può definire una buona teoria se è :
Nessuna di tali è vera ma vengono usate per trovare similitudini e differenze. 2.1 livelli di astrazione In alcuni tipi di teorie si tengono livelli di astrazione più di altri e sono dette macroteorie che spiegano l’epidiiologia si concentrano su tassi di criminalità piuttosto che sui crimini; poi ci sono le micro teorie l’eziologia che spiegano come si diventa crimini. Infine vi sono teorie che non hanno un chiarimento vero e proprio e sono definite le teorie- ponte ci spiegano come funziona la strutttura sociale e come le persone diventano criminali. 2.3 altri schemi classificatori Una delle classifiche più tradizionali è quella classica e positiva.
La scuola classica mirava a riformare la socità per tale motivo la teori derivante è di tipo:
Definiva i delinquenti con il termine di malato mentale, epilettico e occasionale. Enrico Ferri evidenziò anche altri caratteri come per esempio fattori fisici sociali ed ambientali antropologici Garofalo riteneva che la popolazione civilizzate nutrissero dei sentimenti profondi sul valore della loro vita coniando la definizione più universale di crimine naturale 2.4 il positivismo nel 20esimo secolo Secondo i positivisti italiani sono stati compiuti sforzi importanti nel campo biologico come per esempio fu importante lo studio dell’ereditabilità per dedurre da dove fosse ereditato tale comportamento criminale. Binet provò a spiegare la criminalità per mezzo del concetto di labilità mentale. Successivamente la teoria della tipologia fisica sosteneva che certe caratteristiche fisiche sono fondamentali per commettere degli atti criminali. Sigmund Freud riflette invece sul conflitto dell’inconscio il quale riscontra ad un certo punto della sua vita un trauma emotivo che lo spinge a compiere determinate azioni
esempio una zona povera può causare un tipo di regime alimentare e differenze comportamentali. Infine un altro elemento che influenza molto la criminalità è il QI in quanto la criminalità. Trova spazio fertile nei QI inferiori.
delle relazioni sociali primarie come la chiave di un processo di disgregazione sociale che diventò la chiave di lettura dell’origine della criminalità. Sampson e Groves elencano 4 elementi alla base della disgregazione sociale :
Gli studi della scuola di Chicago si interessano principalmente su tre teorie ossia: la teoria dell’etichettamento, del controllo sociale e dell’anomia. Newman fa anche riferimento ed elabora il concetto di spazio difendibile, in quanto la sua idea era quella che il suo spazio sarebbe stato immunizzato contro il crimine, così che lo stato integro delle disposizioni architettoniche per la costruzione di alloggi pubblici. Una delle teorie iniziate fu quella della stabilità dell’ambiente sociale nel tempo, cercando di studiare le carriere ci ali nella comunità e i cambiamenti sociali nel tempo. Stare in particolare studia una teoria ecologica in cui si studiano i luoghi da lui devianti; Shaw e McKay danno il via ad un programma di prevenzione, vennero creati progetti per istituire aree ricreative e spazi per i giovani all’interno della comunità. Reiss analizza le politiche ispirate alle teorie ecologiche e arriva a sostenere che le politiche pubbliche vadano messe in questione qualora impediscano il controllo in una comunità. Le idee della scuola d Chicago sono ancora vive e i dipartimenti di polizia hanno inventato una spot map ossia una mappa geografica in cui si registrano le strade criminali e gli approcci che hanno denominato una modifica chiamati hot spots. TEORIA DELL’ASSOCIAZIONE DIFFERENZIALE Edwin Sutherland presentò la una teoria dell’associazione differenziale la prima a partire dal 1939 la seconda nel 1947,secondo cui l’apprendimento criminale viene appreso all’interno di un certo ambiente sociale. IL CONTESTO DELLA TEORIA Nel momento in cui l’FBI lavorava venivano riportati a loro gli Uniform Crime Reports che facevano pensare che la criminologia avesse a che fare più con la sociologia ; la criminalità infatti era il prodotto di situazioni, opportunità e valori. CONTESTO INTELLETTUALE Le influenze principali furono quelle di Thomas , L’interazionismo simbolico, statistiche giudiziarie e le storie di vita, con le quali
La seconda ed ultima versione della teoria venne confermata nell’ultima edizione dei Principi del 1947, in cui Sutherland iniziò ad usare il termine di organizzazione sociale differenziale, fu in questo modo possibile applicare un processo di apprendimento a settori più ampi della società americana. La versione finale della nuova teoria si articola in 9 punti :
definizioni prevalentemente criminali saranno ricettive verso nuovi valori di questo tipo. CLASSIFICAZIONE DELLA TEORIA La teoria dell’associazione è positivista, quella differenziale è una microteoria in quanto viene applicata all’eziologia, è orientata verso il conflitto e Sutherland si pone l’obbiettivo di spiegare l’influenza dei conflitti sull’apprendimento del comportamento criminale. La teoria è orientata verso il conflitto e ha l’obbiettivo di spiegare l’influenza dei conflitti culturali. Il suo lavoro si concentrava sulla discrepanza tra i valori non su gruppi antagonisti, la definizione di conflittuale sta proprio a rappresentare l’esistenza di un ampia gamma di valori e altri contrari rispetto alle leggi. La teoria è anche procedurale ossia verte il processo attraverso cui si diventa criminali, Sutherland mette in evidenza i processi che conducono ai comportamenti criminali. SVILUPPI ATTUALI E IMPLICAZIONI POLITICHE Negli anni 50 vi fu la tendenza a concentrarsi sulle culture delinquenziali come strumenti di strasmissione dei valori che conducevano alla criminalità, per questo si mettono in evidenza delle subculture delinquenziali. Un secondo tipo di sviluppo è quello delle relazioni di tipo interazionista simbolico nell’ associazione differenziale, definita come la teoria dei ruoli. Cressey usò la teoria dei ruoli per estendere le spiegazioni alla sua teoria ossia: il comportamento viene motivato mediante razionalizzazioni e verbalizzazioni apprese. Un altro criminologo Glaser sposò la teoria dell’interazionismo come da creare l’identificazione differenziale, adottò il concetto di associazione differenziale connesso all’intensità dell’associazione. Infine Sutherland elaborò lo studio della criminalità dai colletti bianchi che la usò per spiegare alle persone provenienti dalle classi sociali alte che apprendono la criminalità allo stesso modo di quelle basse. TEORIA DELL’ANOMIA
Nasce la prospettiva nota come strutturalfunzionalismo. Parsons considerava la società come un equilibrio di forze che serviva a produrre ordine ed il concetto dukeimiano di anomia si inseriva perfettamente in questa cornice e costituì il fulcro centrale per Parsons con lo scritto del 1947 La struttura dell’azione social. LA PROSPETTIVA TEORICA La teoria di Merton è basata principalmente sulla devianza che sulla criminalità di cui ha una concezione generale, usa il termine devianza per riferirsi al comportamento sia criminale che generale. A causa della disgregazione sociale non tutte le mete del successo sono accessibili al soggetto , per questo motivo gli individui subiscono una condizione di anomia. Costretti ad affrontare lo scarto tra le loro aspirazioni, le mete del successo non sono necessariamente perseguite contemporaneamente da tutte le classi sociali. I modi di adattamento
Siamo nel caso della teoria della tensione i cui si evidenzia l’elemento principale che scatena le tensioni ossia la motivazione che si presenza in assenza di un comportamento conforme alla realtà. Viene data una visione sociologica per esempio Merton si rifa alla sociologia identificando le differenze nelle strutture sociali definendo le teorie strutturali della tensione. Anche la tesi riguardante le aspirazioni e aspettative conduce ad un senso di frustrazione e ad un alto comportamento criminale; la discrepanza tra ricchi e poveri; l’incapacità di raggiungere gli obbiettivi. Agnew nel 1985 conduce una delle versioni più conosciute ossia il desiderio di evitare situazioni dolorose così che il raggiungimento di un obbiettivo è impedito dall’esigenza di schivare cose indesiderabili. Messner e Rosenfeld ritengono che l’anomia agisca anche quando le istituzioni sociali sono indebolite, portando a una perdita di controllo anche nelle famiglie. In quanto la teoria dell’anomia è di tipo macro si ritiene che sia uno scopo principale quello di modificare la struttura sociale dalle sua fondamenta; un aumento nelle opportunità educative; riduzione delle aspirazioni e esposizione dei media. TEORIA DELLA SUBCULTURA Le teorie criminologiche degli anni 50/60 cercavano di spiegare le bande valorizzando il nuovo concetto sociologico di subcultura. IL CONTESTO DELLE CULTURE Il contesto sociale Gli anni 50 sono caratterizzati da un periodo di prosperità e un’elevata crescita dei consumi e per la prima volta gli americani considerano l’istruzione come un diritto per tutti. Nello stesso periodo l’urbanizzazione degli Stati Uniti porta ad un crescente deterioramento delle aree centrali della città, in cui si. Svilupparono le società medie e la prima lottizzazione costruita in Philadelfia. I problemi della città divennero i problemi di quelli che vivevano delle classi inferiori.
TEORIA DELLE OPPORTUNITà DIFFERENZIALI Non esiste soltanto un insieme di mezzi legittimi per raggiungere il mete culturali ma anche una serie di mezzi illegittimi detti struttura illegittima delle opportunità. Cloward e Olihn affermano che ogni forma di subcultura delinquenziale dipende dal grado di interazione nella comunità. Una volta intrapreso il circolo del business malavitoso e gli individui possono riuscire a ottenere i mezzi necessari e iniziare a un’attività legittima. Questo è il vero senso che dà Cobrin al concetto di comunità integrale. Clow e Oli danno tre tipi ideali di subcultura di gang delinquenziali: nella prima le bande giovanili funzionerebbero da apprendistato per le attività criminali da intraprendere una volta adulti l’obiettivo è quello di realizzare i profitti con un basso grado di violenza definita come subcultura criminale; nel secondo caso violenze danno alla proprietà e imprevedibilità delle azioni sono i tratti distintivi di questo tipo di banda definita come subcultura conflittuale; nel terzo tipo si ha una comunità integrata in cui ci possono essere dei giovani che non hanno accesso a nessuna delle due strutture di opportunità in cui l’obiettivo principale è quello di assumere droghe dalle bande finali finalizzate a ottenere i soldi necessari al consumo individuale di stupefacenti, queste vene definite subcultura astensionista. ALTRE TEORIE DELLA SUBCULTURA NEL 1955 MILLER GIUNSE A CONCLUSIONI DIVERSE, SOTTOLINEANDO LE DIFFERENZE ESISTEVANO TRA LE VARIE CLASSI SUL PIANO DEGLI STILI DI VITA PIÙ DI QUANTO LO FACESSERO I MODELLI PRECEDENTI AFFRONTÒ IL CONCETTO DI PREOCCUPAZIONE FOCALE PIUTTOSTO CHE DESCRIVERE LE COSE RITENUTE IMPORTANTI DA OGNI SINGOLA SUBCULTURA. Le subcultura forniscono i valori e i comportamenti necessari uno stile di vita in cui lavoro qualificato è diffuso così Miller cercò di distinguere nella ricchezza e nella complessità delle su culture delle
singole classi, alcuni elementi essenziali, come per esempio: la molestia che designa l’attitudine a violare le leggi, la durezza e consiste nei macchinismo, cioè nell’essere temerari, la scaltrezza include l’essere astuti l’eccitamento sottintende il vivere per i brivido e la sorte e la fortuna è caratterizzano la preoccupazione focale infine l’autonomia che significa essere indipendenti. Descrive le bande affermando che la mancanza del padre causa problemi ai figli maschi che devono apprendere e comportarsi come uomini le bande rivale attraverso l’uso e la forza all’astuzia forniscono benefici psicologici difficilmente ottenibile all’interno del contesto familiare per raggiungere le qualità, le condizioni che le loro comunità desiderano proprie del comportamento maschile adult. La sutura di ferracuti e Wolfgang L’ultima delle principali teorie sulla subcultura è stata sviluppata nel 1967 se avvalsero delle teorie dell’apprendimento della socializzazione e dell’identificazione differenziale analizzando risultati di ricerca relativi all’omicidi criminali malgrado i valori posseduti dai membri di una subcultura siano diverse da quelli dominanti è bene considerare che non necessariamente siano opposti in netto conflitto con il resto della società. Sviluppi attuali implicazioni politiche Con l’emergere degli studi sulle autodenunce si riscontrano relazioni tra classe e criminalità molto debole non solo le variabili vengono utilizzate per dimostrare l’esistenza della relazione tra classi e criminalità, ma quelle critiche rischiano di non desiderare considerare che le teorie delle su culture non correlano necessariamente alti tassi di criminalità con le classi inferiori. Sykes è Matza criticano la concezione di Cohen in quanto sostengono che i giovani dei gruppi subalterni hanno bisogno dell’opposizione dei valori per commettere atti criminali. È necessario invece una serie di neutralizzazione e aiuti ad aggirare i valori convenzionali i valori sotterranei all’interno della cultura generale, per questa ragione valori opposti alle classi mediche con considera come patrimonio esclusivo delle classi inferiori, possono essere in realtà condivisi da giovani con origine sociali diversi.