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COMENIO Didactica Magna, 1640 (inizio illuminismo) Teologo, filosofo e pedagogista, Jano Amos Komensky (Nivnice, in Moravia, 28 marzo 1592, Naarden, presso Amsterdam, 15 novembre 1670) è ricordato come l’autore il cui programma costituisce il primo esempio di discorso didattico moderno, per rilevanza di temi e incisività di linguaggio.
Tipologia: Appunti
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Didattica generale COMENIO Didactica Magna, 1640 (inizio illuminismo) Teologo, filosofo e pedagogista, Jano Amos Komensky (Nivnice, in Moravia, 28 marzo 1592, Naarden, presso Amsterdam, 15 novembre 1670) è ricordato come l’autore il cui programma costituisce il primo esempio di discorso didattico moderno, per rilevanza di temi e incisività di linguaggio. La vita di Comenius fu caratterizzata da una intensa attività di viaggio motivata da problemi politici, impegni religiosi (legato alla comunità evangelica dei Fratelli Boemi) e da incarichi educativi, che lo portarono a mettersi in contatto coi principali contesti culturali europei dell’epoca. Il programma didattico di Comenio, è presentato nel suo libro più noto, la Didactica Magna, si basa su un umanesimo cristiano al cui centro vi sono il principio “pansofico”, espresso dalla locuzione dell'”insegnare tutto a tutti” e alcune intuizioni metodologiche di grande valore prospettico. Comenio vedeva nell’ istruzione la panacea contro i mali prodotti dall’ignoranza e guardava all’ideale pansofico come alla meta da raggiungere per la costruzione di una società giusta e di un mondo di pace. Come ha avuto modo di chiarire Baroni (1981), egli voleva che tutti semplicemente imparassero “a conoscere il fondamento, la ragione, il fine di tutte le cose principali – naturali e artificiali. All’inizio della Didactica magna si legge
didattico? C’è una visione religiosa e dal punto di vista didattico si parla di una concezione valoriale basata sulla dimensione religiosa. La natura è immagine e somiglianza di dio e non può essere un esempio sbagliato. Gli esseri umani sono educabili. Per Comenio il bambino è una tabula rasa su cui imprimere dei segni. Comenio pensa che si può orientare la crescita del bambino all’interno della scuola “A priori” è una dimostrazione dell’effetto tramite la causa. Per Comenio il metodo argomentativo o il metodo dimostrativo è “a priori”, oppure lo definisce anche sincretico e vuol dire che lui trae dalla natura gli esempi per organizzare il metodo didattico, per cui sostiene che osservando lo sviluppo e l'organizzazione della natura è possibile riprodurre all'interno della scuola tale organizzazione, così da avere la certezza che si sta facendo bene. Il metodo comeniano è quindi costruito, per analogia, sull'ordine della natura, caratterizzato dalla gradualità e dalla ciclicità, procedendo dal semplice al complesso; le stesse materie di studio vengono ripresentate, in maniera graduale, a livelli sempre più complessi poiché "la natura non fa salti, ma procede per gradi". Comenio sostiene l'unità del sapere e invita ad evitare la sua frantumazione, proponendo anche la concatenazione di insegnamenti differenti mediante un legame logico; il passaggio da un sapere all'altro deve risultare concatenato per il soggetto che apprende. Assetto didattica contemporanea (Gennari) Il metodo illustrato da Comenio segue lo sviluppo del fanciullo, ancorato alla concretezza e all'azione, all'uso dei sensi; viene riconosciuta l'importanza del contesto di vita del bambino e, quindi, di esperienze reali che partano dal concreto. Bisogna mostrare agli alunni gli oggetti reali, far avere loro un'esperienza diretta e quando ciò non è possibile si può ricorrere alle immagini. A questo proposito viene sottolineata da Comenio la necessità di modificare la struttura dei libri scolastici al fine di renderli adeguati, nella forma e nel contenuto, alle differenti età dei bambini. Suo è anche il primo libro illustrato per avviare i fanciulli alla lettura con il metodo attualmente conosciuto come "globale", cogliendo anche il nesso tra immagine e parola nell'insegnamento delle lingue. Inoltre l'insegnamento, secondo Comenio, deve essere collettivo in modo che il maestro possa istruire contemporaneamente numerosi allievi, ponendo attenzione nel presentare lezioni interessanti e chiare per gli alunni che ha di fronte. Allo stesso tempo i giovani che vengono istruiti apprendono a lavorare insieme, a stimolarsi e incoraggiarsi vicendevolmente. Epistemologia (approfondimento) branca della filosofia contemporanea che si occupa di come si può avere una conoscenza scientifica. Nei paesi di lingua inglese il concetto è usato soprattutto per indicare la sotto branca della gnoseologia o teoria della conoscenza indicandone specificatamente l'ambito che studia i fondamenti, la validità e i limiti della conoscenza scientifica, mentre in un'accezione più ristretta essa è identificata come un ambito della filosofia della scienza, la disciplina che si occupa dei fondamenti e dei metodi delle diverse discipline scientifiche. La Pedagogia come scienza La Pedagogia è una scienza nel senso che è un grande sistema di saperi che ruota intorno all’uomo tenendo lo sguardo euristico fisso sull’educazione e sulla formazione dell’uomo. Tale sistema di saperi è interconnesso con tutti gli altri sistemi di saperi facenti parte delle scienze naturali ma anche delle scienze umane. La Pedagogia inoltre è una scienza in quanto composta dalla sua critica, dalla sua ricerca e dal suo discorso. Ogni uomo che si è occupato dell’uomo, del suo educarsi e del suo formarsi ha contribuito,
mediante i suoi studi e le sue riflessioni, alla costruzione del grande sistema di saperi della Pedagogia. La Pedagogia ha potuto acquisire autonomia scientifica grazie alla quale ha potuto organizzare le proprie conoscenze anche per merito del sostegno delle altre scienze, tra cui soprattutto della filosofia. Pedagogia e Filosofia sono profondamente in accordo tra di loro. La Pedagogia è figlia della filosofia, scienza madre di ogni scienza, ma costruisce proprie prassi, teorie e teoresi. La Pedagogia è dunque un laboratorio dove lo strumento principale è il pensiero. Il pensiero è l’unico mezzo di cui l’uomo dispone per indagare il suo mondo così come il mondo dell’altro. Per laboratorio si intende il luogo all’interno del quale si fa in pratica ciò che prima si è riuscito a pensare in teoria. Nel secondo Novecento hanno avuto luogo in Italia e in Europa molti dibattiti sulla definizione dei saperi della Pedagogia. Tra tutte le posizioni contemporanee non è raro scorgere pensieri antiumanistici impliciti. Interessante il punto di vista di Giovanni Maria Bertin che reinterpreta la Pedagogia come: “l’educazione alla vitalità, al fine di incrementare nel soggetto il gusto della vita inteso quale potenza creatrice di forme e strutture capaci di arricchire il gusto della vita medesima”. Segue uno stato di inferiorità della Pedagogia di fronte ad altre scienze quali la filosofia, la psicologia e la sociologia. Alla fine degli anni Novanta l’educazione diventa argomento di interesse per molte scienze che raramente convergono verso l’epistemologia pedagogica, così la Pedagogia si impegna a precisare sempre meglio il proprio statuto scientifico. Lo statuto epistemologico della Pedagogia delinea dapprima i caratteri denotativi della Pedagogia, secondariamente quelli connotativi. I due volumi che danno luogo allo statuto pedagogico sono il Manuale di Filosofia dell’educazione di F. Cambi e Prolegomeni alla Pedagogia Generale di M. Gennari e A. Kaiser. Il primo riconosce nella Pedagogia la scienza che assume, miscela e assimila e orienta le varie scienze, ovvero che le dispone secondo un senso, quello educativo/formativo; inoltre precisa che il carattere della generalità è dovuto al suo interesse per le problematiche legate all’educazione e alla formazione. Il secondo invece affronta la tematica epistemologica della Pedagogia rilevando che essa è scienza in quanto organico sistema di saperi in costante colloquio dialettico tra loro; e la caratteristica della generalità in quanto scienza che osserva criticamente tutte le problematiche che riguardano il processo di formazione ed educazione dell’uomo.