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Una analisi del processo di apprendimento e della autodirezione, basandosi sulle teorie di nuttin, eccles e kuhl. L'autore discute l'importanza dell'intenzione di agire, della regolazione intuitiva e dell'autoregolazione, e introduce il concetto di inventario delle componenti volitive di kuhl. Il testo include anche una ricerca applicativa sull'utilizzo dell'inventario delle componenti volitive tra studenti universitari.
Tipologia: Sintesi del corso
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Capitolo 1 L’azione di apprendimento
L’apprendimento è una costante acquisizione del processo di mutamento, occorre distinguere l’apprendimento nelle varie fasi dello sviluppo umano. Nuttin ha evidenziato come la generazione dell’intenzione di agire, di impegnare le proprie energie derivi dall’interazione con il Sé. Dal punto di vista della persona si devono prendere in considerazione gli aspetti comportamentali, caratteristiche che descrivano la persona. Dal punto di vista della situazione invece si devono prendere in considerazione i contenuti, la struttura, caratteristiche del compito. Una volta decisa un’azione si devono mettere in atto delle strategie adeguate per portare a termine gli obiettivi. Eccles ha sviluppato un modello definito attesa-valore. Le prestazioni scolastiche positive possono essere inferite a partire dalle attese di successo in tali impegni e dal valore soggettivo a esso attribuito. Un processo formativo deve tener conto degli influssi che sull’apprendimento derivano dalla percezione di sé rispetto ai compiti che la situazione implica, quindi servono capacità giuste per affrontare una situazione in modo migliore possibile. Si è constatato che anche la concezione che si ha della propria intelligenza influisca sulla disponibilità ad impegnarsi in un’attività.
Autodirezione si intende l’attivazione del proprio mondo interiore nei confronti della situazione in cui ci si trova. Essa porta alla determinazione degli obiettivi da conseguire, ciò comporta intenzionalità ad agire.
Autoregolazione indica il monitoraggio, valutazione, pilotaggio di un sistema d’azione.
Capitolo 3 Il processo di autodirezione nella prospettiva di J. Kuhl
Kuhl ha sviluppato la teoria delle interazioni sismiche della personalità, una delle caratteristiche della teoria è il collegamento di processi cognitivi, motivazionali ed affettivi.
1 I sistemi interattivi della personalità sono 4 : la memoria intenzionale ( raccoglie azioni relative all’azione), il sistema della regolazione intuitiva del comportamento, la memoria estensionale, il sistema del riconoscimento degli oggetti.
2 Le forme di modulazione assunta descrivono il modo in cui il cambiamento dell’attivazione di un sistema esercita l’influsso sull’attivazione degli altri sistemi.
L’inventario delle Componenti Volitive è stato elaborato da Kuhl e Fuhrmann e misura la competenza volitiva, cioè le componenti volitive che stanno alla base della capacità di autodirezione. L’inventario è applicabile a soggetti di almeno 14 anni ed esiste in una versione breve, lunga ed extra-lunga, per la nostra applicazione si è utilizzata la versione breve. Essa è formata da 5 fattori e 12 scale, ogni fattore è composto da 2 o 3 scale. I fattori sono Autoregolazione, Autocontrollo, Facilitazione della volontà, Autoaccesso, Stress in generale. La somministrazione del questionario venne applicato a studenti universitari e si è dovuto fare alcune scelte tra cui la nazionalità, l’età dei soggetti, status dei componenti. L’obiettivo principale di questa ricerca è stato l’elaborazione di un primo adattamento italiano dell’Inventario delle Componenti Volitive ed è emerso che la capacità di autodirezione non consiste solo nel voler fare qualcosa ma si articola in una serie di singoli processi e dinamiche che sono interdipendenti e indispensabili per la realizzazione delle scelte. Gli strumenti che sono stati utilizzati sono molti, alcuni tra essi il MSLQ The Motivational Strategies for Learning Questionnaire , QSA Questionario sulle Strategie di Apprendimento.
Il QSA è un questionario di autopercezione basato su un’autovalutazione dei propri modi di agire e di reagire in un contesto scolastico. Destinato agli allievi che hanno terminato la scuola d’obbligo, esso è costituito da 100 frasi ciascuna delle quali descrive un modo di fare ed è indicata una scala da 1 a 4 i valori corrispondono alla frequenza con cui abitualmente vengono eseguite determinate azioni. La valutazione del questionario consente di ottenere un punteggio in 14 scale di cui 7 sono di natura cognitiva e 7 di natura affettivo e motivazionale. Il QSA manifesta anche altri lati positivi da un lato risveglia la consapevolezza riflessa dagli insegnanti circa l’influenza che ha nello studio la conoscenza e la capacità di regolare positivamente una serie di processi cognitivi, affettivi e motivazionali e dall’altro lato gli studenti scoprono lati di essi nascosti. I processi e le strategie cognitive sono:
3 La focalizzazione dell’attenzione “ l’attenzione sugli elementi più importanti del compito”
4 L’elaborazione delle conoscenze “ collegare i vari passaggi a immagini significative”
5 L’organizzazione delle conoscenze “ saper distinguere tra le informazioni e gli elementi conoscitivi più importanti da quelle meno importanti”
(^6) La metacognizione e l’autoregolazione delle strategie “la consapevolezza delle conoscenze e capacità possedute e la capacità di autoregolazione e delle strategie cognitive implicate nel compito da affrontare”
I processi e le strategie affettive e motivazionali sono :
7 L’ansietà di base e quella occasionale “ la prima è sempre costante nei contesti scolastici, la seconda nasce solo in circostanze più sollecitanti.
8 La volizione “ l’importanza dei processi volitivi e delle strategie necessarie affinchè si riescano a portare a termine gli impegni presi”
9 Le attribuzioni causali “ spiegazioni che gli alunni e insegnanti danno dei successi o insuccessi personali o di altri”
10 La percezione della propria competenza in relazione ai compiti da svolgere “la conoscenza che si ha della propria capacità influisce grandemente sulla disponibilità a impegnarsi in un’attività”
Scale di fattori cognitivi sono :
11 C1 Strategie elaborative “si riferisce alla conoscenza, sensibilità e capacità d’uso di strategie di natura elaborativa, cioè mettere in uso ciò che si studia”
12 C2 Autoregolazione “capacità di gestire autonomamente lo studio e in genere i processi di apprendimento”
13 C3 Disorientamento “facilità o meno di perdersi di fronte agli impegni”
14 C4 Disponibilità alla collaborazione
15 C5 Uso di organizzatori semantici “ grafici, tabelle”
16
17 C7 Autointerrogazione “ la tendenza a porsi domande o porre ad altri come strategie”
Scale di fattori affettivi e motivazionali sono :
18 A1 Ansietà di base
19 A2 Volizione
20 A3 Attribuzione a cause controllabili “ attribuire a cause controllabili i risultati scolastici conseguiti e in particolare l’impegno messo nel lavoro di studio”
21 A4 Attribuzione a cause incontrollabili “ le ragioni dei propri successi o fallimenti non possono essere superate da se stessi”
22 A5 Mancanza di perseveranza
23 A6 Percezione di competenza “competenza nel portare a termine gli impegni scolastici”
24 A7 Interferenze emotive “ansietà di base”
Capitolo 7 Il ruolo delle attribuzioni causali
Spesso gli studenti percepiscono lo sforzo come una caratteristica instabile: sulla base di questa percezione le loro stesse attese di successo non aumentano quando attribuiscono il proprio successo a questo fattore. Ciò è una sfortuna poiché non conduce ad un aumento dell’impegno. Se essi percepissero i propri sforzi come una caratteristica stabile forse le loro attese di futuri successi aumenterebbero e continuerebbero ad impegnarsi. Numerosi studi suggeriscono che gli studenti possono imparare a cambiare le proprie attribuzioni e che i cambiamenti di attribuzioni sono paralleli ai cambiamenti di perseveranza.
L’analisi statistica ha evidenziato la presenza nei soggetti di uno stile attributivo che tiene conto della natura controllabile o incontrollabile delle cause del proprio successo o insuccesso a scuola. La prima scala aveva per oggetto la tendenza ad attribuire il successo o il fallimento scolastico a cause controllabili e in particolare l’impegno messo nel lavoro di studio. La seconda scala riguardava la tendenza ad attribuire il successo o il fallimento a cause non controllabili, riteneva che le ragioni dei propri successi o fallimenti non possono essere superate da se stessi. Quanto alle differenze legate al genere, le femmine ritenevano più facilmente i risultati ottenuti a cause controllabili, quindi i soggetti che ritenevano il loro successo causato da cause controllabili sono coloro che sono in grado di portare a termine il loro compito, mentre gli altri che consideravano il loro successo causato da cause incontrollabili sono quelli con i problemi al disorientamento, ansietà di base…