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Riassunti per l'esame di Diritto Commerciale del prof. Centonze. Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano - corso LI/ELI
Tipologia: Appunti
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IMPRESA dal punto di vista del diritto è un’attività, una serie/pluralità di atti coordinati finalizzati a raggiungere uno scopo unitario (produzione o allo scambio di beni o servizi) con specifiche modalità di svolgimento (organizzazione, economicità e professionalità). È quindi attività produttiva di nuova ricchezza.
La disciplina delle attività economiche ruota intorno alla figura dell’imprenditore, definito nell’articolo 2082 del codice civile, che non è però uguale per tutti gli imprenditori. Il codice civile distingue diversi tipi di imprese di imprenditori in base a tre criteri:
economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi. Quando un’attività presenta tutte le caratteristiche, è IMPRESA. È imprenditore colui che esercita attività d’impresa. Ditta, azienda, impresa, società: nel linguaggio comune vengono visti come dei sinonimi, ma dal punto di vista tecnico hanno significati diversi.
considera come soggetti di diritto es. enti) ed enti che sono titolari di un proprio patrimonio. PRINCIPIO CARDINE : Le società sono lo strumento per esercitare un’attività che ha uno scopo di natura egoistica. Le società vengono costituite per un’attività produttiva allo scopo di realizzare un profitto/ vantaggio patrimoniale che va a beneficio dei soci. Sono strumento di esercizio di un’attività produttiva con natura egoistica. Se si vuole svolgere un’attività produttiva con finalità altruistica non si può costituire la società, ma si deve utilizzare qualche altro strumento come associazione, fondazione. Le società possono essere costituite anche con finalità altruistiche es. Società Benefit e quindi l’attività produttiva viene svolta sia per produrre dividendi da distribuire tra soci ma sia a favore della collettività. Oltre alle società benefit, il resto delle società svolgono solo attività produttive con finalità egoistica. Possono comunque svolgere atti beneficiari a favore della comunità, ma comunque sono collegati alla produzione e quindi alla finalità egoistica. Non tutte le attività sono impresa. Se è attività impresa, sarà regolata da norme, leggi che non verranno applicate per attività che non sono impresa. Quali norme e quali leggi? Ce lo dice lo studio del diritto commerciale, che regola tutte le norme e leggi che riguardano un’attività impresa. Il diritto commerciale : studio della disciplina di diritto privato riguardante l’attività d’impresa. Quali sono le regole di gestione della società? Anche questo fa parte del diritto commerciale. Si occupa da un lato l’attività d’impresa e dall’altra la disciplina delle società. Un’attività si considera impresa solo se presenta queste caratteristiche: es. In occasione di una partita di calcio, organizzo un banchetto e vendo panini e birre, ma io faccio l’avvocato, in quell’occasione vendo da mangiare e quindi ho svolto un’attività si o no?? SI, perché ho fatto la spesa e ho organizzato il banchetto e tutto, tutti coordinati al raggiungimento di uno scopo (servizio di ristorazione), giuridicamente ho svolto un’attività d’impresa?
quest’attività deve produrre un ricavo e il ricavo dev’essere pensata, pianificata, programmata
in modo tale che i ricavi conseguiti per lo meno pareggino i costi sostenuti. Colui che esercita l’attività deve averla pianificata nell’ottica che i ricavi possano pareggiare almeno i costi. Nelle intenzioni dell’imprenditore di remunerare i costi. es. panini e birre gratis, NON è un’attività economica. Se l’obiettivo non si riesce a raggiungere, è un’altra questione. Per economicità conta la programmazione e non il risultato finale. L’attività d’impresa è un’attività economica nel senso che mira e finalizzata a produrre un UTILE.
necessariamente né di regola, tenuta alla realizzazione di un profitto. Si può fare la stessa considerazione anche per quanto riguarda la società cooperativa la cui attività di impresa è caratterizzata dallo scopo mutualistico. Anche l’ impresa sociale è particolarmente significante, dato che esercita un’attività di interesse generale, senza scopo di lucro.
e senza interruzioni. Ad esempio, per le attività stagionali è sufficiente il costante ripetersi degli atti di impresa (stabilimento balneare).
I liberi professionisti (avvocati, commercialisti, notai ecc) non sono mai imprenditori. L’art. 2238 stabilisce che le disposizioni in tema di impresa si applicano alle professioni intellettuali esclusivamente se ≪ l’esercizio della professione costituisce elemento di una attività organizzata in forma di impresa ≫ come ad esempio un medico che gestisce una clinica privata nella quale opera, oppure un professore titolare di una scuola privata in cui insegna. Il professionista intellettuale che si limita a svolgere la propria attività, per contro, non diventa mai imprenditore. I professionisti non sono imprenditore per libera scelta del legislatore. Per sapere se è un’attività commerciale o agricola, devo verificare se le caratteristiche sono riferite all’imprenditore agricolo o meno, nel caso non lo fosse sarà automaticamente imprenditore commerciale. È imprenditore agricolo chi sviluppa un ciclo biologico (animali, piante).
È imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attività: coltivazione del fondo, silvicoltura, allevamento del bestiame e attività connesse. Si reputano connesse le attività dirette alla trasformazione o all’alienazione dei prodotti agricoli, quando rientrano nell’esercizio normale dell’agricoltura. Le attività agricole potevano quindi essere distinte in due grandi categorie: attività agricole
Le società sono le forme associative tipiche previste dall’ordinamento per l’esercizio collettivo di attività di impresa. La società semplice è utilizzabile solo per l’esercizio di attività non commerciale. Le società diverse dalla società semplice si definiscono società commerciali e possono essere imprenditori e possono essere imprenditori agricoli o imprenditori commerciali a seconda dell’attività esercitata. Le società commerciali seguono regole diverse dall’imprenditore individuale:
L’attività di impresa può essere svolta anche dallo Stato e dagli altri enti pubblici. Si possono distinguere tre possibili forme di intervento dei pubblici poteri nel settore dell’economia:
La nuova disciplina dell’impresa sociale: Possono acquisire la qualifica di impresa sociale tutti gli enti privati che esercitano in via stabile e principale un’attività d’impresa di interesse generale, senza scopo di lucro e per finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. È inoltre richiesto che le imprese sociali operino adottando modalità di gestione responsabili e trasparenti e favorendo il più ampio coinvolgimento dei lavoratori, degli utenti e di altri soggetti interessati alle loro attività. Per quanto riguarda l’ assenza dello scopo di lucro , utili e avanzi di gestione devono essere destinati allo svolgimento dell’attività statutaria, all’incremento del patrimonio dell’ente oppure impiegati per erogazioni gratuite per finanziare specifici progetti di utilità sociale. Non possono essere imprese sociali: le amministrazioni pubbliche, le organizzazioni che erogano bene e servizi esclusivamente a favore dei propri soci o associati e le società costituite da un solo socio persona fisica. Esse:
Chi compra l’azienda, non solo quel complesso di beni subentra direttamente ma anche i contratti (fornitori, finanziatori, lavoratori e clienti) subentrano automaticamente alle dipendenze del nuovo titolare, senza nessuna modifica mantenendo la continuità (solo nome del titolare) per assicurare i fattori produttivi necessari allo svolgimento dell’attività di impresa. Perché di solito chi compra l’azienda di solito vuole continuare l’attività. Al terzo contraente è riconosciuto il diritto di recedere dal contratto entro tre mesi dalla notizia del trasferimento, se esiste una giusta causa. Ma, per diritto comune, la cessione del contratto non può avvenire senza il consenso del contraente ceduto.
L’azienda può formare oggetto di un diritto reale o personale di godimento. La costituzione in usufrutto di un complesso di beni destinati allo svolgimento di attività di impresa comporta il riconoscimento in testa all’ usufruttuario di particolari poteri-doveri. L’usufruttuario deve esercitare l’azienda sotto la ditta che la contraddistingue ed in modo da conservare l’efficienza dell’organizzazione e degli impianti e le normali dotazioni di scorte. Esso non solo può godere dei beni aziendali, ma ha anche il potere di disporne entro determinati limiti. La disciplina prevista per l’usufrutto si applica anche all’ affitto di azienda (articolo 2562). L’affitto d’azienda è un contratto diverso dalla locazione di un immobile destinato all’esercizio di attività di impresa: nel primo caso l’oggetto del contratto è un complesso di beni organizzati; nel secondo caso ha per oggetto il locale in quanto tale. Sia all’usufrutto che all’affitto di azienda si applicano il divieto di concorrenza previsto dall’articolo 2557 e la disciplina della successione nei contratti aziendale. Usufruttuario o l’affittuario subentrano automaticamente nei contratti aziendali. Non si applica né all’usufrutto, né all’affitto di azienda la disciplina dettata per i debiti aziendali. Come si diventa imprenditore? Per effetto dell’esercizio concreto di un’attività qualificabile come attività di impresa. Una persona fisica diventa imprenditore se e nella misura in cui esercita l’attività di impresa. Quindi c’è un principio di effettività : occorre l’effettivo inizio dell’attività d’impresa. Immaginiamo muore l’imprenditore e il figlio eredita l’azienda: il figlio non ha nessuna intenzione di prosegue l’attività e quindi vende il ristorante. Il figlio non sarà imprenditore perché non ha esercitato un’attività di impresa, ma si è limitato a venderla. Altro scenario: prosegue l’attività, il figlio in questo caso diventa imprenditore. Il figlio si iscrive nel registro come imprenditore, poi però non esercita l’attività. C’è un dato formale, perché risulta nel registro, ma sostanzialmente non lo è—> questo caso, non diventa imprenditore, nonostante il dato formale. Altro scenario: il figlio esercita effettivamente l’attività e non si iscrive (magari perché si dimentica) quindi non risulta imprenditori, però siccome il dato formale non conta, ma conta quello sostanziale—> lui è imprenditore. Il figlio esercita l’attività, ma non vuole essere imprenditore. Lo diventa anche contro la propria volontà. Non può essere deciso da lui. È un dato oggettivo. Questo principio di effettività opera per le persone fisiche. Oltre alle persone fisiche posso essere imprenditori anche gli enti, le società, le associazioni ecc. LE SOCIETÀ Le società sono organizzazioni di persone e di mezzi create dell’autonomia privata per l’esercizio in comune di un’attività produttiva. Le società costituiscono la categoria di imprese collettive più numerosa e più importante. Le società sono titolari di diritto, titolari di un proprio patrimonio, costituite per lo svolgimento di un’attività produttiva finalizzata al perseguimento di uno scopo egoistico (assicurare ai propri soci un vantaggio/interesse di natura patrimoniale che normalmente consiste nel lucro soggettivo cioè nella ripartizione tra i soci degli utili prodotti dalla società).
L’ articolo 2247 prevede che ≪ con il contratto di società due o più persone conferiscono beni o servizi per l’esercizio in comune di un’attività economica allo scopo di dividere gli utili ≫. Le società sono quindi enti associativi a base contrattuale che si caratterizzano per la presenza di tre elementi:
l’azienda subisce perdite. Art. 2247 stabilisce che i conferimenti possono essere costituiti da beni e da servizi: denaro, beni in natura (mobili e immobili, materiali o immateriali) trasferiti in proprietà o concessi in godimento alla società. Patrimonio sociale e capitale sociale Il patrimonio sociale è il complesso dei rapporti giuridici attivi e passivi che fanno capo alla società. È inizialmente costituito dai conferimenti eseguiti o promessi dai soci; poi subisce continue variazioni qualitative e quantitative in base alle vicende economiche della società. La consistenza del patrimonio sociale è accertata periodicamente attraverso la redazione annuale del bilancio di esercizio. Si definisce patrimonio netto la differenza positiva tra attività e passività. Il patrimonio sociale (l’attivo patrimoniale) è la garanzia principale o esclusiva dei creditori della società. È la garanzia principale se per le obbligazioni sociali rispondono anche i soci col proprio patrimonio. È garanzia esclusiva , se si tratta di un tipo di società nel quale per le obbligazioni sociali risponde solo la società con il proprio patrimonio. Il capitale sociale nominale è una cifra che esprime il valore in denaro dei conferimenti quale risulta dall’atto costitutivo della società. Il capitale sociale nominale rimane immutato nel corso della vita società fin quando non se ne decide l’aumento (es. nuovi conferimenti) o la riduzione (es. coperture di perdite subite). Il capitale sociale nominale ha due funzioni fondamentali:
dei beni conferiti dai soci. Vietate sono le società di mero godimento. Illegittime sono quindi, ad esempio, le società immobiliari di comodo, dove il patrimonio attivo è costituito esclusivamente dagli immobili conferiti dai soci e la cui attività si esaurisce nel concedere tali immobili in locazione. Non può invece essere considerata società di mero godimento, una società immobiliare che ha per oggetto la gestione di un albergo o di un residence.
- (^) Le società fra professionisti L’ attività dei professionisti intellettuali è attività economica, ma non è legislativamente considerata attività di impresa. La società fra professionisti va distinta: - (^) La società di mezzi fra professionisti è una società costituita da professionisti per l’acquisto e la gestione in comune di beni strumentali all’esercizio individuale delle rispettive professioni. es. due medici, per dividersi le spese di studio, costituiscono una società per la gestione degli aspetti non professionali della loro attività. - (^) Le società di servizi imprenditoriali sono società che offrono sul mercato un servizio complesso, per la cui realizzazione sono necessarie anche prestazioni professionali dei soci o dei terzi. Prestazioni che hanno carattere strumentale e servente rispetto al servizio unitario offerto dalla società. es. società di ingegneria la cui attività non si esaurisce nella
non ha potere diretto di amministrazione e di controllo. Ha solo diritto di concordare con il suo voto in assemblea. Distribuzione dei poteri : in tutte le società vi sono degli amministratori che gestiscono l’impresa, hanno potere e responsabilità di gestire la società. N.B. Non esiste la società di persone composta da un solo socio. Le società di capitali possono essere composte anche da un solo socio, possono essere unipersonali le spa e srl. Un ultimo punto di carattere generale, i vari tipi di società, chi costituisce le società può scegliere quale tipo di società in base alle proprie esigenze (libertà di scelta). Alcuni Limiti: Se sono solo, non posso scegliere la società di persone. La società semplice non può essere utilizzato per svolgere attività commerciali. Tutte le società possono essere imprenditore agricoli, viceversa solo le società semplici non possono svolgere attività commerciale. La scelta è tendenzialmente libera, con una sola limitazione, anche se possono esserci altre limitazioni previste dalla legge (es. la banca/ assicurazioni devono essere società per azioni). Cosa vuol dire essere socio di una società e come lo si diventa? Essere socio vuol dire:
appartenenti al patrimonio sociale per fini estranei a quelli della società (articolo 2556). Il capitale sociale è assente nella società semplice , non è neanche richiesta la valutazione iniziale di conferimenti; questo spiega perché, in quanto destinata all’attività agricola, non è obbligata alla tenuta delle scritture contabili ed alla redazione del bilancio annuale d’esercizio. Nella società in nome collettivo è prescritto che l’atto costitutivo indichi non solo il conferimento dei soci, ma anche il valore a loro attribuito e il modo di valutazione > così facendo si può determinare l’ammontare del capitale sociale nominale.
Tutti i soci hanno diritto di partecipare agli utili e partecipano alle perdite della gestione sociale. Il solo limite posto all’autonomia privata è rappresentato dal divieto di patto leonino. L’ articolo 2265 afferma infatti che ≪ è nullo il patto con il quale uno o più soci sono esclusi da ogni partecipazione agli utili o alle perdite ≫. I criteri di ripartizione degli utili e delle perdite prevede che:
Nella società semplice e nella società in nome collettivo delle obbligazioni sociali risponde, innanzitutto, la società col proprio patrimonio che costituisce quindi la garanzia primaria dei creditori. Anche i singoli soli rispondono personalmente ed illimitatamente per le obbligazioni sociali.
Nella società semplice e nella società in nome collettivo i creditori sociali hanno di fronte più patrimoni su cui soddisfarsi : il patrimonio della società e il patrimonio dei singoli soci illimitatamente responsabili. I soci sono responsabili in solido fra loro, ma sono responsabili in via sussidiaria rispetto alla società dato che godono del beneficio di escussione (è un modo per attenuare la responsabilità dei soci) del patrimonio sociale > i creditori sociali sono tenuti a tentare di soddisfarsi sul patrimonio della società prima di poter aggredire il patrimonio personale dei soci. Nella società semplice il creditore sociale può rivolgersi direttamente al singolo socio illimitatamente responsabile, che dovrà invocare la preventiva escussione del patrimonio sociale indicando i beni sui quali il creditore possa agevolmente soddisfarsi. Il beneficio di escussione opera quindi in via di eccezione e il socio sarà tenuto a pagare se non prova che nel patrimonio sociale esistono beni sufficienti. Questa disciplina si applica anche alla società in nome collettivo irregolare , fermo restando la responsabilità illimitata e solidale di tutti i soci. Nella società in nome collettivo regolare , il beneficio di escussione opera automaticamente. I creditori sociali ≪ non possono pretendere il pagamento dei singoli soci, se non dopo l’escussione del patrimonio sociale ≫. es. il creditore scrive una lettera alla società e ai soci della società in cui dice che mi dovete pagare, nessuno risponde, allora il creditore scrive una seconda lettera indirizzando al socio1 chiedendogli di pagare solo a lui, il socio1 ha qualche strumento per evitare di pagare? Nelle società semplici: Sì, può indicare al creditore quali sono, se ci sono, i beni della società sui quali il creditore si può soddisfare. È onere (adempimento che il socio realizza per tutelare se stesso, se non lo fa non è uno sbaglio) del socio, segnalare i beni sui quali il creditore si può soddisfare. Nelle società in nome collettivo: Il socio1 può pagare, ma se non vuole, il socio può chiedere al creditore se egli ha provato a soddisfarsi con il patrimonio sociale (il socio non indica quali beni). Dev’essere il creditore
fare tutto il possibile a soddisfarsi sul il patrimonio sociale (non potrà rivalersi sui soci se non prima di aver cercato di rivalersi sulla società). Quali soci rispondono? Rispondono i soci (soci attuali) nel momento in cui il creditore esercita il suo diritto , ma anche soci (ex-soci) che sono stati soci della società purché il credito sia sorto nei periodi in cui loro erano soci della società. Il socio risponderà di tutti i debiti della società che sono sorti prima della sua uscita.
Il patrimonio della società è insensibile alle obbligazioni personali dei soci ed intangibile da parte dei creditori di questi ultimi. Il creditore personale del socio non può aggredire direttamente il patrimonio sociale per soddisfarsi. Inoltre, non può compensare il suo credito verso il socio con il debito che eventualmente ha verso la società. Il creditore personale del socio non è del tutto sprovvisto di tutela. Sia nella società semplice che nella società in nome collettivo egli può: a) far rivalere i suoi diritti sugli utili spettanti al suo socio debitore; b) compiere atti conservatiti sullo stesso spettante la liquidazione della società. Nella società semplice e nella società in nome collettivo irregolare può inoltre chiedere la liquidazione della quota del suo debitore , provando che gli altri beni del debitore sono insufficienti a soddisfare i suoi crediti. Per la società in nome collettivo regolare, ≪ il creditore particolare del socio, finché dura la società, non può chiedere la liquidazione del socio debitore ≫, neanche se prova che gli altri beni non sono sufficienti a soddisfarlo. L’amministrazione della società L’amministrazione della società è l’attività di gestione dell’impresa sociale. Il potere di amministrazione è il potere di compiere tutti gli atti che rientrano nell’oggetto sociale, che si pongono quindi in rapporto di mezzo a fine rispetto all’attività di impresa dedotta in contratto. Ogni socio illimitatamente responsabile è amministratore della società (articolo 2257). L’atto costitutivo però prevede che l’amministrazione sia riservato solo ad alcuni soci. Quando ci sono più amministratori/gestori bisogna che sia previsto un criterio di coordinamento. Bisogna prevedere una regola che stabilisca come ciascuno amministratore si deve rapportare nei confronti degli altri > criterio di funzionamento. Quando l’amministrazione spetta a più soci ed il contratto sociale non dispone nulla in merito alle modalità di amministrazione si applica l’amministrazione disgiuntiva art.2257 per default. Ciascun socio amministratore può intraprendere da solo tutte le operazioni che rientrano nell’oggetto sociale, senza chiedere il consenso degli altri soci amministratori. Qual è il vantaggio di questo principio? Estrema velocità nelle decisioni, ma si possono prendere anche decisioni non opportune. La legge prevede un meccanismo per mitigare il rischio di questo principio (ridurre il rischio che il singolo amministratore prenda decisioni dannose o non opportuno per la società): Il riconoscimento a ciascun amministratore di un potere di veto sull’operazione che un altro socio amministratore ha intenzione di compiere—> diritto di opposizione. Questo meccanismo non è idoneo per ridurre tutto il pericolo, perché questo strumento è efficace solo se gli altri amministratori sono al corrente dell’atto che uno di loro vuole compiere. Ciascuno degli altri soci ha però il diritto di opposizione , decisa dalla maggioranza dei soci secondo le quote di interesse e non per teste. Tutti i soci sono chiamati a pronunciarsi. Criterio per quote di interesse : basato sulla misurazione della partecipazione all’utile. (Quota di partecipazione alla società e quota di ripartizione all’utile possono non essere congruenti, ad es. quota di partecipazione 50 e 50, ma quota all’utile può essere 90 e 10). “La maggioranza dei soci, determinata secondo la parte attribuita a ciascun socio negli utili, decide sull’opposizione”. N.B. Le decisioni possono essere prese per teste, per quota di partecipazione o per quota di interesse. È previsto anche un ulteriore metodo di amministrazione che privilegia l’esigenza di maggiore riflessione nelle decisioni: l’amministrazione congiunta art.2258. Essa deve essere espressamente convenuta nell’atto costitutivo o con modificazione dello stesso, dato che nel
l’amministrazione solo ad alcuni soci dando luogo alla distinzione tra soci amministratori e soci non amministratori. I soci che hanno l’amministrazione possono essere nominati direttamente nell’atto costitutivo o con atto separato. La revoca dell’amministratore nominato nel contratto sociale comporta la modifica di quest’ultimo, deve quindi essere decisa dagli altri soci all’unanimità. La revoca dell’amministratore nominato per atto separato è revocabile secondo le norme del mandato, quindi anche se non c’è una giusta causa. Numerosi sono i doveri degli amministratori. Nella società in nome collettivo devono tenere le scritture contabili, redigere il bilancio d’esercizio e provvedere agli adempimenti pubblicitari connessi all’iscrizione del registro delle imprese. Gli amministratori sono poi solidamente responsabili verso la società, con l’obbligo di risarcire la stessa i danni recati. I soci amministratori hanno di regola diritto al compenso per il loro ufficio, compenso che può essere costituito anche da una o più partecipazione agli utili. I soci esclusi dall’amministrazione sono riconosciuti poteri di informazione e controllo. Ogni socio non amministratore ha:
Nella società in nome collettivo incombe su tutti i soci uno specifico obbligo. Quello di non esercitare per conto proprio o altrui un’attività concorrente con quella della società, e inoltre di non partecipare come socio illimitatamente responsabile ad altra società concorrente. Il divieto può però essere rimosso dagli altri soci.
Nella società semplice e nella società in nome collettivo ≪ il contratto sociale può essere modificato soltanto con il consenso di tutti i soci, se non è convenuto diversamente ≫.. Quindi nessun patto contrattuale è modificabile senza il consenso di tutti i soci. Nella società in nome collettivo e nella società semplice, le modificazioni dell’atto costitutivo sono soggette a pubblicità legale e finché non sono state iscritte nel registro delle imprese non sono opponibili a terze. Nella società collettiva irregolare, le modificazioni dell’atto costitutivo devono invece essere portate a conoscenza dei terzi con mezzi idonei e non sono opponibili a coloro che le abbiano senza colpa ignorate. Socio di una società di persone (semplice o nome collettivo), rimarrà socio per l’eternità o ci saranno dei fatti che determineranno la perdita della qualità di socio? Scioglimento del rapporto sociale limitatamente ad un socio: perdita della qualità di socio. Quali sono gli eventi che causano la perdita?
socio defunto. Entro quanto tempo la società dovrà pagare? Entro 6 mesi, da quando è diventata efficace la dichiarazione del recesso, con giusta causa da subito, senza giusta causa con la scadenza del preavviso di 3 mesi. Il socio che recede risponde o no dei debiti della società? Sì, di quelli sorti prima della sua uscita dalla società;
Le cause di scioglimento della SS e SNC sono fissate dall’articolo 2272:
Verificata la causa di scioglimento della società entra automaticamente in stato di liquidazione. La società deve prima provvedere al soddisfacimento dei creditori ed alla distribuzione fra i soci dell’eventuale residuo attivo.
Il procedimento di liquidazione inizia con la nomina di uno o più liquidatori che prendono il posto degli amministratori, che devono consegnare ai liquidatori i beni e i documenti sociali. Gli amministratori e i liquidatori redigono poi insieme l’inventario , dal quale risulta lo stato attivo e passivo del patrimonio sociale. Entrano in funzione i liquidatori che hanno il compito di definire i rapporti collegati all’attività sociale : conversione in denaro dei beni, pagamento dei creditori, ripartizione del residuo attivo tra i soci.I liquidatori possono quindi compiere tutti gli atti necessari per la liquidazione. Hanno anche la rappresentanza legale della società, anche in giudizio. N.B. Per procedere al pagamento dei creditori sociali, i liquidatori possono chiedere ai soci versamenti ancora dovuti, ma solo se i fondi disponibili sono insufficienti. (diverso dalle SPA) I liquidatori hanno due divieti :
affari in nome della società in forza di procura speciale per singoli affari. Ma gli è comunque vietato di agire di fronte a terzi come procuratore generale o come institore. In caso di violazione da parte dell’accomandante, avrà 2 sanzioni:
La costituzione della società per azioni si articola in 2 fasi essenziali:
La società per azioni può essere costituita per contratto o per atto unilaterale , nel caso in cui si abbia un solo socio fondatore. L’atto costitutivo deve essere redatto a pena di nullità della società. L’atto costitutivo deve indicare:
La società per azioni deve costituirsi con un capitale non inferiore a cinquantamila euro , salvi i casi in cui leggi speciali impongono un capitale minimo più elevato. Per procedere alla costituzione della società per azioni è poi necessario che siano presenti le seguenti condizioni stabilite dall’articolo 2329:
Il notaio che ha ricevuto l’atto costitutivo deve depositarlo, entro venti giorni, presso l’ufficio del registro delle imprese. Spetta al notaio che ha ricevuto l’atto costitutivo verificare l’adempimento delle condizioni stabilite dalla legge per la costituzione. Quindi il notaio deve svolgere il controllo di legalità , volto ad accertare la conformità alla legge della società in fase di costituzione. Dovrà rifiutare di chiedere l’iscrizione nel registro delle imprese se l’atto costitutivo e lo statuto contengono clausole che non rispettano l’ordine pubblico e il buon costume. Se il controllo ha esito positivo, il notaio riceve l’atto costitutivo e richiede