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Diritto Commerciale - prof. Centonze, Appunti di Diritto Commerciale

Riassunti per l'esame di Diritto Commerciale del prof. Centonze. Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano - corso LI/ELI

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 16/06/2020

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DIRITTO COMMERCIALE
IMPRESA dal punto di vista del diritto è un’attività, una serie/pluralità di atti coordinati finalizzati
a raggiungere uno scopo unitario (produzione o allo scambio di beni o servizi) con specifiche
modalità di svolgimento (organizzazione, economicità e professionalità). !
È quindi attività produttiva di nuova ricchezza.!
Il sistema legislativo
La disciplina delle attività economiche ruota intorno alla figura dell’imprenditore, definito
nell’articolo 2082 del codice civile, che non è però uguale per tutti gli imprenditori. Il codice civile
distingue diversi tipi di imprese di imprenditori in base a tre criteri:!
L’oggetto dell’impresa: determina la distinzione tra imprenditore agricolo e imprenditore
commerciale.!
La dimensione dell’impresa: individua il piccolo imprenditore e l’imprenditore medio-
grande.!
La natura del soggetto che esercita l’impresa: determina la tripartizione legislativa tra impresa
individuale, società e impresa pubblica.
art. 2082 c.c. Imprenditore: È imprenditore chi esercita professionalmente un’attività
economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi.
Quando un’attività presenta tutte le caratteristiche, è IMPRESA.!
È imprenditore colui che esercita attività d’impresa.!
Ditta, azienda, impresa, società: nel linguaggio comune vengono visti come dei sinonimi, ma dal
punto di vista tecnico hanno significati diversi.!
La società: soggetti di diritto (sia persone fisiche che soggetti diversi dalle persone, che la legge
considera come soggetti di diritto es. enti) ed enti che sono titolari di un proprio patrimonio.!
PRINCIPIO CARDINE : Le società sono lo strumento per esercitare un’attività che ha uno scopo
di natura egoistica. !
Le società vengono costituite per un’attività produttiva allo scopo di realizzare un profitto/
vantaggio patrimoniale che va a beneficio dei soci. Sono strumento di esercizio di un’attività
produttiva con natura egoistica. Se si vuole svolgere un’attività produttiva con finalità altruistica
non si può costituire la società, ma si deve utilizzare qualche altro strumento come associazione,
fondazione.!
Le società possono essere costituite anche con finalità altruistiche es. Società Benefit e quindi
l’attività produttiva viene svolta sia per produrre dividendi da distribuire tra soci ma sia a favore
della collettività. Oltre alle società benefit, il resto delle società svolgono solo attività produttive
con finalità egoistica.!
Possono comunque svolgere atti beneficiari a favore della comunità, ma comunque sono collegati
alla produzione e quindi alla finalità egoistica.!
Non tutte le attività sono impresa. Se è attività impresa, sarà regolata da norme, leggi che non
verranno applicate per attività che non sono impresa. !
Quali norme e quali leggi? Ce lo dice lo studio del diritto commerciale, che regola tutte le norme e
leggi che riguardano un’attività impresa.!
Il diritto commerciale: studio della disciplina di diritto privato riguardante l’attività d’impresa.!
Quali sono le regole di gestione della società? Anche questo fa parte del diritto commerciale.!
Si occupa da un lato l’attività d’impresa e dall’altra la disciplina delle società.!
Un’attività si considera impresa solo se presenta queste caratteristiche:!
es. In occasione di una partita di calcio, organizzo un banchetto e vendo panini e birre, ma io
faccio l’avvocato, in quell’occasione vendo da mangiare e quindi ho svolto un’attività si o no?? !
SI, perché ho fatto la spesa e ho organizzato il banchetto e tutto, tutti coordinati al
raggiungimento di uno scopo (servizio di ristorazione), giuridicamente ho svolto un’attività
d’impresa? !
-Un’attività per essere qualificata d’impresa deve avere il carattere di ECONOMICITA’,
quest’attività deve produrre un ricavo e il ricavo dev’essere pensata, pianificata, programmata
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DIRITTO COMMERCIALE

IMPRESA dal punto di vista del diritto è un’attività, una serie/pluralità di atti coordinati finalizzati a raggiungere uno scopo unitario (produzione o allo scambio di beni o servizi) con specifiche modalità di svolgimento (organizzazione, economicità e professionalità). È quindi attività produttiva di nuova ricchezza.

Il sistema legislativo

La disciplina delle attività economiche ruota intorno alla figura dell’imprenditore, definito nell’articolo 2082 del codice civile, che non è però uguale per tutti gli imprenditori. Il codice civile distingue diversi tipi di imprese di imprenditori in base a tre criteri:

  • L’oggetto^ dell’impresa:^ determina^ la^ distinzione^ tra^ imprenditore^ agricolo^ e^ imprenditore commerciale.
  • La^ dimensione^ dell’impresa:^ individua^ il^ piccolo^ imprenditore^ e^ l’imprenditore medio- grande.
  • La^ natura^ del^ soggetto^ che^ esercita^ l’impresa: determina^ la^ tripartizione^ legislativa^ tra^ impresa individuale , società e impresa pubblica.

art. 2082 c.c. Imprenditore : È imprenditore chi esercita professionalmente un’attività

economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi. Quando un’attività presenta tutte le caratteristiche, è IMPRESA. È imprenditore colui che esercita attività d’impresa. Ditta, azienda, impresa, società: nel linguaggio comune vengono visti come dei sinonimi, ma dal punto di vista tecnico hanno significati diversi.

La società : soggetti di diritto (sia persone fisiche che soggetti diversi dalle persone, che la legge

considera come soggetti di diritto es. enti) ed enti che sono titolari di un proprio patrimonio. PRINCIPIO CARDINE : Le società sono lo strumento per esercitare un’attività che ha uno scopo di natura egoistica. Le società vengono costituite per un’attività produttiva allo scopo di realizzare un profitto/ vantaggio patrimoniale che va a beneficio dei soci. Sono strumento di esercizio di un’attività produttiva con natura egoistica. Se si vuole svolgere un’attività produttiva con finalità altruistica non si può costituire la società, ma si deve utilizzare qualche altro strumento come associazione, fondazione. Le società possono essere costituite anche con finalità altruistiche es. Società Benefit e quindi l’attività produttiva viene svolta sia per produrre dividendi da distribuire tra soci ma sia a favore della collettività. Oltre alle società benefit, il resto delle società svolgono solo attività produttive con finalità egoistica. Possono comunque svolgere atti beneficiari a favore della comunità, ma comunque sono collegati alla produzione e quindi alla finalità egoistica. Non tutte le attività sono impresa. Se è attività impresa, sarà regolata da norme, leggi che non verranno applicate per attività che non sono impresa. Quali norme e quali leggi? Ce lo dice lo studio del diritto commerciale, che regola tutte le norme e leggi che riguardano un’attività impresa. Il diritto commerciale : studio della disciplina di diritto privato riguardante l’attività d’impresa. Quali sono le regole di gestione della società? Anche questo fa parte del diritto commerciale. Si occupa da un lato l’attività d’impresa e dall’altra la disciplina delle società. Un’attività si considera impresa solo se presenta queste caratteristiche: es. In occasione di una partita di calcio, organizzo un banchetto e vendo panini e birre, ma io faccio l’avvocato, in quell’occasione vendo da mangiare e quindi ho svolto un’attività si o no?? SI, perché ho fatto la spesa e ho organizzato il banchetto e tutto, tutti coordinati al raggiungimento di uno scopo (servizio di ristorazione), giuridicamente ho svolto un’attività d’impresa?

- Un’attività per essere qualificata d’impresa deve avere il carattere di ECONOMICITA’,

quest’attività deve produrre un ricavo e il ricavo dev’essere pensata, pianificata, programmata

in modo tale che i ricavi conseguiti per lo meno pareggino i costi sostenuti. Colui che esercita l’attività deve averla pianificata nell’ottica che i ricavi possano pareggiare almeno i costi. Nelle intenzioni dell’imprenditore di remunerare i costi. es. panini e birre gratis, NON è un’attività economica. Se l’obiettivo non si riesce a raggiungere, è un’altra questione. Per economicità conta la programmazione e non il risultato finale. L’attività d’impresa è un’attività economica nel senso che mira e finalizzata a produrre un UTILE.

N.B. L’ impresa pubblica è tenuta ad operare secondo criteri di economicità ma non è, né

necessariamente né di regola, tenuta alla realizzazione di un profitto. Si può fare la stessa considerazione anche per quanto riguarda la società cooperativa la cui attività di impresa è caratterizzata dallo scopo mutualistico. Anche l’ impresa sociale è particolarmente significante, dato che esercita un’attività di interesse generale, senza scopo di lucro.

  • Un’altra caratteristica la PROFESSIONALITÀ’ cioè attività produttiva ABITUALE e STABILE ripetuta nel tempo e NON OCCASIONALE.

N.B. La professionalità non richiede che l’attività imprenditoriale venga svolta in modo continuato

e senza interruzioni. Ad esempio, per le attività stagionali è sufficiente il costante ripetersi degli atti di impresa (stabilimento balneare).

  • ORGANIZZAZIONE vuol dire che il suo esercizio implica, richiede l’investimento di fattori produttivi. Attività di impresa richiede l’impiego coordinato di fattori produttivi , quindi o con l’impiego di capitale oppure con lavori propri e/o altrui o entrambe. Utilizzare fattori produttivi: forza lavoro o capitale. N.B. È imprenditore anche chi opera senza utilizzare prestazioni lavorative autonome o subordinate altrui, come ad esempio una gioielleria gestita dal solo titolare. La piccola impresa è quella organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei famigliari. Un minimo di organizzazione di lavoro altrui o di capitale è sempre necessario per avere un’impresa, anche se piccola. In mancanza si avrà semplice lavoro autonomo non imprenditoriale. Non è impresa l’attività di mero godimento , cioè l’attività che non da luogo alla produzione di beni o servizi come ad esempio un proprietario di immobili che li concede in locazione; non è imprenditore perché non produce nuove utilità economiche. Impresa individuale è riferibile ad una persona fisica, fa capo alla persona fisica. Impresa collettiva fa capo a un soggetto di diritto diverso dalla persona fisica, es. associazione, consorzi, fondazioni. Impresa privata : il titolare è un soggetto privato. Impresa pubblica : se il titolare è un soggetto di diritto pubblico, es. Stato, comune, regione o altro ente pubblico (non è soggetto al fallimento).

PROFESSIONI INTELLETTUALI

I liberi professionisti (avvocati, commercialisti, notai ecc) non sono mai imprenditori. L’art. 2238 stabilisce che le disposizioni in tema di impresa si applicano alle professioni intellettuali esclusivamente se ≪ l’esercizio della professione costituisce elemento di una attività organizzata in forma di impresa ≫ come ad esempio un medico che gestisce una clinica privata nella quale opera, oppure un professore titolare di una scuola privata in cui insegna. Il professionista intellettuale che si limita a svolgere la propria attività, per contro, non diventa mai imprenditore. I professionisti non sono imprenditore per libera scelta del legislatore. Per sapere se è un’attività commerciale o agricola, devo verificare se le caratteristiche sono riferite all’imprenditore agricolo o meno, nel caso non lo fosse sarà automaticamente imprenditore commerciale. È imprenditore agricolo chi sviluppa un ciclo biologico (animali, piante).

ART. 2135 cc IMPRENDITORE AGRICOLO

È imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attività: coltivazione del fondo, silvicoltura, allevamento del bestiame e attività connesse. Si reputano connesse le attività dirette alla trasformazione o all’alienazione dei prodotti agricoli, quando rientrano nell’esercizio normale dell’agricoltura. Le attività agricole potevano quindi essere distinte in due grandi categorie: attività agricole

  • Diritto al mantenimento;
  • Diritto di partecipazione agli utili dell’impresa in proporzione alla quantità di lavoro prestato;
  • Diritto sui beni di acquisto con gli utili e sugli incrementi di valore dell’azienda;
  • Diritto di prelazione sull’azienda in caso di divisione ereditaria o di trasferimento dell’azienda stessa. Sul piano amministrativo è previsto che le decisioni in merito alla gestione straordinaria dell’impresa “siano adottate a maggioranza dai famigliari che partecipano all’impresa stessa”. È infine previsto che il diritto di partecipazione è trasferibile a favore degli altri membri della famiglia nucleare e con il consenso unanime dei famigliari già partecipanti. L’impresa famigliare resta un’impresa individuale. Inoltre, se l’impresa è commerciale solo il capo- famiglia datore di lavoro viene esposto al fallimento in caso di dissesto.

IMPRESA SOCIETARIA

Le società sono le forme associative tipiche previste dall’ordinamento per l’esercizio collettivo di attività di impresa. La società semplice è utilizzabile solo per l’esercizio di attività non commerciale. Le società diverse dalla società semplice si definiscono società commerciali e possono essere imprenditori e possono essere imprenditori agricoli o imprenditori commerciali a seconda dell’attività esercitata. Le società commerciali seguono regole diverse dall’imprenditore individuale:

  1. Parte della disciplina dell’imprenditore commerciale si applica alle società commerciali qualunque sia l’attività svolta. Hanno l’obbligo di iscrizione al registro delle imprese e alla tenuta delle scritture contabili, ma restano esonerate dal fallimento.
  2. Nelle società in nome collettivo ed in accomandita semplice parte della disciplina dell’imprenditore commerciale trova poi applicazione solo o anche nei confronti dei soci a responsabilità illimitata.

IMPRESE PUBBLICHE

L’attività di impresa può essere svolta anche dallo Stato e dagli altri enti pubblici. Si possono distinguere tre possibili forme di intervento dei pubblici poteri nel settore dell’economia:

  • Lo stato e gli altri enti pubblici possono svolgere attività di impresa servendosi di strutture di diritto privato attraverso la costituzione di società , tipicamente per azioni.
  • (^) La pubblica amministrazione può anche dar vita ad enti di diritto pubblico il cui compito istituzionale esclusivo o principale è l’esercizio di attività di impresa. Sono i cosiddetti enti pubblici economici (Es. Enel, Ente Ferrovie dello Stato ecc). Gli enti pubblici economici sono sottoposti allo statuto generale dell’imprenditore e se l’attività è commerciale sono esonerati dal fallimento.
  • Lo stato o altro ente pubblico territoriale (regioni, province e comuni) possono svolgere direttamente attività di impresa avvalendosi di proprie strutture organizzative dotate di ampia autonomia decisionale e contabile. Ne consegue che gli enti pubblici che svolgono attività commerciale accessoria sono sottoposti allo statuto generale dell’imprenditore.

IMPRESA SOCIALE

La nuova disciplina dell’impresa sociale: Possono acquisire la qualifica di impresa sociale tutti gli enti privati che esercitano in via stabile e principale un’attività d’impresa di interesse generale, senza scopo di lucro e per finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. È inoltre richiesto che le imprese sociali operino adottando modalità di gestione responsabili e trasparenti e favorendo il più ampio coinvolgimento dei lavoratori, degli utenti e di altri soggetti interessati alle loro attività. Per quanto riguarda l’ assenza dello scopo di lucro , utili e avanzi di gestione devono essere destinati allo svolgimento dell’attività statutaria, all’incremento del patrimonio dell’ente oppure impiegati per erogazioni gratuite per finanziare specifici progetti di utilità sociale. Non possono essere imprese sociali: le amministrazioni pubbliche, le organizzazioni che erogano bene e servizi esclusivamente a favore dei propri soci o associati e le società costituite da un solo socio persona fisica. Esse:

  • Devono iscriversi in un’apposita sezione del^ registro delle^ imprese ;
  • Devono^ redigere^ le^ scritture^ contabili,^ pubblicare^ il^ bilancio^ d’esercizio^ e^ il^ bilancio^ sociale;
  • In caso di insolvenza sono assoggettate alla liquidazione coatta amministrativa, invece che al fallimento; Il trasporto ferroviario un tempo era solo un’impresa pubblica, poi viene acquistata in parte dai privati. ART. 2555 cc AZIENDA : L’azienda è il complesso dei beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa. L’azienda costituisce quindi l’apparato strumentale di cui l’imprenditore si avvale per svolgere la propria attività. L’azienda è un insieme di beni eterogenei , i beni organizzati consentono la produzione di utilità nuove, diverse e maggiori di quelle ricavabili dai singoli beni. Non possono essere considerati beni aziendali i beni di proprietà dell’imprenditore che non siano destinati allo svolgimento dell’attività di impresa. L’ avviamento di un’azienda è rappresentato dalla sua attitudine a consentire la realizzazione di un profitto (ricavi > costi) e di regola è formato da:
  • L’ avviamento oggettivo^ è ricollegabile a fattori che restano anche se cambia il titolare dell’azienda.
  • L’ avviamento^ soggettivo^ è^ dovuto^ all’abilità^ operativa^ dell’imprenditore^ sul^ mercato e^ alla^ sua abilità nel formarsi, conservare e accrescere la clientela. Gestisco un ristorante e voglio venderlo, a quale strumento mi riferisco? Regola il trasferimento dell’azienda che è il messo attraverso il quale un imprenditore subentra ad un altro nell’esercizio dell’attività. Disciplina del trasferimento dell’azienda, parte dalla premessa implicita che quello il mezzo per subentrare nel ristorante. Chi compra l’azienda compra questo complesso di beni (tavole, sedie, locale) ma non è interessato nei beni in sé ma voglio sostituirmi all’imprenditore nella sua attività. Lo prevede la legge, chi compra l’azienda non è tanto interessato a comprare i beni, ma è interessato a comprare i beni per lo svolgimento di quella determinata attività. Per avere il trasferimento di azienda, non è necessario che l’atto comprenda tutti i beni attualmente utilizzati dal trasferente nella propria azienda. Infatti, è necessario che sia trasferito un insieme di beni potenzialmente idoneo ad essere utilizzato per l’esercizio di una determinata attività di imprese. art. 2557 cc DIVIETO DI CONCORRENZA : vale per un periodo massimo di cinque anni dal trasferimento. Es. chi vende l’azienda non può fare concorrenza all’acquirente, non posso vendere un ristorante e poco dopo aprirne un’altra di fronte a questo perché fa concorrenza. Chi acquista l’azienda può modificare l’attività e anche in questo caso ci può essere un divieto di concorrenza, ma con un accordo stipulato fra le parti si può non applicarla. L’esigenza dell’acquirente è quella di trattenere la clientela dell’azienda e quindi di godere dell’avviamento. L’esigenza dell’alienante è quella di non vedere compromessa la libertà di iniziativa economica oltre un determinato arco di tempo sufficiente per permettere all’acquirente di consolidare la propria clientela.

Art. 2558 Successione dei contratti

Chi compra l’azienda, non solo quel complesso di beni subentra direttamente ma anche i contratti (fornitori, finanziatori, lavoratori e clienti) subentrano automaticamente alle dipendenze del nuovo titolare, senza nessuna modifica mantenendo la continuità (solo nome del titolare) per assicurare i fattori produttivi necessari allo svolgimento dell’attività di impresa. Perché di solito chi compra l’azienda di solito vuole continuare l’attività. Al terzo contraente è riconosciuto il diritto di recedere dal contratto entro tre mesi dalla notizia del trasferimento, se esiste una giusta causa. Ma, per diritto comune, la cessione del contratto non può avvenire senza il consenso del contraente ceduto.

Usufrutto e affitto dell’azienda

L’azienda può formare oggetto di un diritto reale o personale di godimento. La costituzione in usufrutto di un complesso di beni destinati allo svolgimento di attività di impresa comporta il riconoscimento in testa all’ usufruttuario di particolari poteri-doveri. L’usufruttuario deve esercitare l’azienda sotto la ditta che la contraddistingue ed in modo da conservare l’efficienza dell’organizzazione e degli impianti e le normali dotazioni di scorte. Esso non solo può godere dei beni aziendali, ma ha anche il potere di disporne entro determinati limiti. La disciplina prevista per l’usufrutto si applica anche all’ affitto di azienda (articolo 2562). L’affitto d’azienda è un contratto diverso dalla locazione di un immobile destinato all’esercizio di attività di impresa: nel primo caso l’oggetto del contratto è un complesso di beni organizzati; nel secondo caso ha per oggetto il locale in quanto tale. Sia all’usufrutto che all’affitto di azienda si applicano il divieto di concorrenza previsto dall’articolo 2557 e la disciplina della successione nei contratti aziendale. Usufruttuario o l’affittuario subentrano automaticamente nei contratti aziendali. Non si applica né all’usufrutto, né all’affitto di azienda la disciplina dettata per i debiti aziendali. Come si diventa imprenditore? Per effetto dell’esercizio concreto di un’attività qualificabile come attività di impresa. Una persona fisica diventa imprenditore se e nella misura in cui esercita l’attività di impresa. Quindi c’è un principio di effettività : occorre l’effettivo inizio dell’attività d’impresa. Immaginiamo muore l’imprenditore e il figlio eredita l’azienda: il figlio non ha nessuna intenzione di prosegue l’attività e quindi vende il ristorante. Il figlio non sarà imprenditore perché non ha esercitato un’attività di impresa, ma si è limitato a venderla. Altro scenario: prosegue l’attività, il figlio in questo caso diventa imprenditore. Il figlio si iscrive nel registro come imprenditore, poi però non esercita l’attività. C’è un dato formale, perché risulta nel registro, ma sostanzialmente non lo è—> questo caso, non diventa imprenditore, nonostante il dato formale. Altro scenario: il figlio esercita effettivamente l’attività e non si iscrive (magari perché si dimentica) quindi non risulta imprenditori, però siccome il dato formale non conta, ma conta quello sostanziale—> lui è imprenditore. Il figlio esercita l’attività, ma non vuole essere imprenditore. Lo diventa anche contro la propria volontà. Non può essere deciso da lui. È un dato oggettivo. Questo principio di effettività opera per le persone fisiche. Oltre alle persone fisiche posso essere imprenditori anche gli enti, le società, le associazioni ecc. LE SOCIETÀ Le società sono organizzazioni di persone e di mezzi create dell’autonomia privata per l’esercizio in comune di un’attività produttiva. Le società costituiscono la categoria di imprese collettive più numerosa e più importante. Le società sono titolari di diritto, titolari di un proprio patrimonio, costituite per lo svolgimento di un’attività produttiva finalizzata al perseguimento di uno scopo egoistico (assicurare ai propri soci un vantaggio/interesse di natura patrimoniale che normalmente consiste nel lucro soggettivo cioè nella ripartizione tra i soci degli utili prodotti dalla società).

Il contratto di società

L’ articolo 2247 prevede che ≪ con il contratto di società due o più persone conferiscono beni o servizi per l’esercizio in comune di un’attività economica allo scopo di dividere gli utili ≫. Le società sono quindi enti associativi a base contrattuale che si caratterizzano per la presenza di tre elementi:

  1. I conferimenti dei soci : I conferimenti costituiscono i contributi dei soci alla formazione del patrimonio iniziale della società. La loro funzione è quella di dotare la società di un capitale di rischio iniziale per lo svolgimento di attività di impresa. Con il conferimento ciascun socio destina parte della propria ricchezza personale all’attività comune e si espone al rischio di impresa, cioè corre il rischio di non ricevere nessuna remunerazione se la società non consegue un utile, e il rischio di perdere tutto o in parte il valore conferito se

l’azienda subisce perdite. Art. 2247 stabilisce che i conferimenti possono essere costituiti da beni e da servizi: denaro, beni in natura (mobili e immobili, materiali o immateriali) trasferiti in proprietà o concessi in godimento alla società. Patrimonio sociale e capitale sociale Il patrimonio sociale è il complesso dei rapporti giuridici attivi e passivi che fanno capo alla società. È inizialmente costituito dai conferimenti eseguiti o promessi dai soci; poi subisce continue variazioni qualitative e quantitative in base alle vicende economiche della società. La consistenza del patrimonio sociale è accertata periodicamente attraverso la redazione annuale del bilancio di esercizio. Si definisce patrimonio netto la differenza positiva tra attività e passività. Il patrimonio sociale (l’attivo patrimoniale) è la garanzia principale o esclusiva dei creditori della società. È la garanzia principale se per le obbligazioni sociali rispondono anche i soci col proprio patrimonio. È garanzia esclusiva , se si tratta di un tipo di società nel quale per le obbligazioni sociali risponde solo la società con il proprio patrimonio. Il capitale sociale nominale è una cifra che esprime il valore in denaro dei conferimenti quale risulta dall’atto costitutivo della società. Il capitale sociale nominale rimane immutato nel corso della vita società fin quando non se ne decide l’aumento (es. nuovi conferimenti) o la riduzione (es. coperture di perdite subite). Il capitale sociale nominale ha due funzioni fondamentali:

  • (^) Funzione vincolistica: il capitale sociale indica l’ ammontare dei conferimenti dei soci , quindi il valore delle attività patrimoniali che i soci si sono impegnati a non distrarre dall’attività di impresa per tutta la durata della società. La cifra del capitale sociale indica la quota ideale del patrimonio netto non distribuisce fra i soci e perciò assoggettata ad un vincolo di stabile destinazione dell’attività sociale. La funzione vincolistica del capitale si risolva per i creditori in un margine di garanzia patrimoniale supplementare, cioè possono far affidamento per soddisfare i propri crediti, su un attivo patrimoniale eccedente le passività.
  • (^) Funzione organizzativa: In tutte le società occorre accertare periodicamente, tramite il bilancio, se la società ha conseguito un utile o ha subito una perdita. Vi è un utile se dal bilancio risulta che le attività supera le passività aumentate del capitale sociale nominale. L’utile di bilancio potrà essere distribuito ai soci sotto forma di titoli di utili. Vi è una perdita se le attività sono inferiori alle passività più il capitale sociale nominale, e in questo caso nulla è distribuibile ai soci.
  1. L’esercizio in comune di un’attività economica è lo scopo-mezzo del contratto di società e l’ oggetto sociale che i soci si propongono di svolgere. L’attività deve essere predeterminata nell’atto costitutivo della società e si può modificare nel corso della vita della società stessa. L’oggetto sociale deve consistere nello svolgimento di un’attività e di un’attività economica. Deve trattarsi di un’ attività produttiva , ovvero di un’attività condotta con metodo economico e finalizzata alla produzione o allo scambio di beni o servizi.

N.B. Le società non possono invece essere costituite al solo scopo di consentire il godimento

dei beni conferiti dai soci. Vietate sono le società di mero godimento. Illegittime sono quindi, ad esempio, le società immobiliari di comodo, dove il patrimonio attivo è costituito esclusivamente dagli immobili conferiti dai soci e la cui attività si esaurisce nel concedere tali immobili in locazione. Non può invece essere considerata società di mero godimento, una società immobiliare che ha per oggetto la gestione di un albergo o di un residence.

- (^) Le società fra professionisti L’ attività dei professionisti intellettuali è attività economica, ma non è legislativamente considerata attività di impresa. La società fra professionisti va distinta: - (^) La società di mezzi fra professionisti è una società costituita da professionisti per l’acquisto e la gestione in comune di beni strumentali all’esercizio individuale delle rispettive professioni. es. due medici, per dividersi le spese di studio, costituiscono una società per la gestione degli aspetti non professionali della loro attività. - (^) Le società di servizi imprenditoriali sono società che offrono sul mercato un servizio complesso, per la cui realizzazione sono necessarie anche prestazioni professionali dei soci o dei terzi. Prestazioni che hanno carattere strumentale e servente rispetto al servizio unitario offerto dalla società. es. società di ingegneria la cui attività non si esaurisce nella

non ha potere diretto di amministrazione e di controllo. Ha solo diritto di concordare con il suo voto in assemblea. Distribuzione dei poteri : in tutte le società vi sono degli amministratori che gestiscono l’impresa, hanno potere e responsabilità di gestire la società. N.B. Non esiste la società di persone composta da un solo socio. Le società di capitali possono essere composte anche da un solo socio, possono essere unipersonali le spa e srl. Un ultimo punto di carattere generale, i vari tipi di società, chi costituisce le società può scegliere quale tipo di società in base alle proprie esigenze (libertà di scelta). Alcuni Limiti: Se sono solo, non posso scegliere la società di persone. La società semplice non può essere utilizzato per svolgere attività commerciali. Tutte le società possono essere imprenditore agricoli, viceversa solo le società semplici non possono svolgere attività commerciale. La scelta è tendenzialmente libera, con una sola limitazione, anche se possono esserci altre limitazioni previste dalla legge (es. la banca/ assicurazioni devono essere società per azioni). Cosa vuol dire essere socio di una società e come lo si diventa? Essere socio vuol dire:

  • Sul piano formale: essere proprietario di una partecipazione sociale, cioè avere nel proprio patrimonio un bene al quale diamo il nome di: partecipazione sociale. Questa termine è di carattere generico: nelle società per azioni la partecipazione sociale si chiama azione, nelle srl si chiama quota sociale;
  • Sul piano sostanziale: essere proprietario di una partecipazione in concreto si hanno dei diritti e degli obblighi da adempiere nell’ambito di quella determinata società. Insieme di tutti i diritti e di obblighi ricollegati a quella partecipazione sociale. Es. diritto agli utili, diritto di voto, diritto di recesso ecc. obbligo di comportarsi in modo corretto e in buona fede ecc. Chi stabilisce quali sono questi poteri e quali sono questi obblighi? Le fonti dei diritti e degli obblighi sono:
  • (^) La legge : essa stabilisce in via generale quali sono i diritti e gli obblighi che spettano agli soci; Diritti e obblighi previsti dalla legge sono diversi nell’ambito di ciascuna tipologia di società.
  • (^) L’atto costitutivo e statuto della singola società: è un documento nel quale sono scritte le regole di funzionamento di quella società. Lo statuto potrebbe determinare una modifica di quel contenuto rispetto alla linea generale della legge: personalizza il contenuto della partecipazione sociale, rispetto alle regole generali della legge. Esempio: in linea generale la legge prevede che i soci hanno il diritto di voto, lo Statuto della società però può prevedere che determinate partecipazioni sociali siano senza il diritto di voto > non è mai sufficiente conoscere la legge, bisogna sempre anche esaminare lo statuto e vedere se questo contiene delle clausole che modificano il contenuto della partecipazione sociale rispetto a quanto previsto dalla legge. Uno dei problemi più complicati è capire entro quali limiti lo statuto può derogare alla legge. (modificare la legge)—> Lo statuto non può liberamente modificare tutti i diritti. Ci sono dei limiti: es. il diritto agli utili: può lo Statuto privare questo diritto? NO. La legge lo dice espressamente con una legge. La legge lo chiarisce se lo Statuto può o non può modificare. Capire la natura derogabile o inderogabile della norma. Derogabile vuol dire che la norma di legge può essere modificata, in questo caso, dallo Statuto. Inderogabile vuol dire che la norma di legge non può essere modificata, inevitabilmente la partecipazione sociale di una società comprenderà questa norma. Come si diventa soci?
  • Costituendola: al momento della sua nascita;
  • Comprando da un socio la partecipazione sociale, perché può essere venduta. Chi compra, compra la partecipazione sociale;
  • Adesione ad un aumento di capitale sociale di una società. Come si perde la qualità di socio?
  • Vendere la partecipazione sociale;
  • Per effetto dell’esclusione: si verifica quando un socio viene cacciato dalla società. Gli viene tolta forzatamente la partecipazione;
  • Per recesso: il socio recede volontariamente, lasciando la propria partecipazione;
  • Per effetto della riduzione del capitale sociale per perdite. Come si costituisce una società? Società di persone e società di capitali nascono in modo differente. Società di capitali operano delle regole di carattere formale inderogabili. Chi vuole costituire questa società deve rispettare un certo procedimento di formazione. Procedimento caratterizzato da alcuni passaggi formali, in mancanza dei quali una società di capitali non può costituirsi. Due passaggi:
  • Stipulazione di un atto pubblico;
  • Iscrizione dell’atto costituivo nel registro delle imprese. Primo passaggio: Art. 2328 atto costitutivo : indica quali sono gli elementi che esso deve contenere. Statuto contiene le regole di funzionamento di una società. Questi atti devono essere dati al notaio —> ha il compito di controllare che questi due atti presentino i requisitivi previsti dalla legge: controllare la legalità della costituzione. È una funzione esterna. Secondo passaggio: Iscrizione dell’atto. Cosa vuol dire che l’atto costitutivo deve essere iscritto? Il notaio una volta fatto il controllo, non risponde delle ragione di impedimento, di illegittimità: il notaio deve registrare l’atto. La legge affida al notaio una duplice funzione: indirizzare i soci verso un comportamento conforme alle norme e iscrivere l’atto nel registro= verrà all’esistenza così una società. Senza iscrizione, non esiste la società di capitali. Se successivamente si verificano delle illegittimità, non rilevati dal notaio durante la fase di controllo, non pregiudicheranno l’avvenuta esistenza della società di capitale. Società di persone , in concreto, si verifica qualcosa di simile a quello dei capitali. Le parti vanno dal notaio che redige gli atti (controllati e poi registrati). Nella società di capitali (i passaggi descritti sono inevitabili), in quello di persone invece no. Una società di persone può venire all’esistenza anche senza intervento di un notaio e anche senza essere iscritto nel registro delle imprese. In questa società bisogna distinguere:
  • (^) Società di persone regolari: sono il cui processo di formazione è formato dall’atto costitutivo redatto dal notaio e iscritto poi nel registro delle imprese;
  • (^) Società di persone irregolari: ipotesi opposto. Atto costitutivo non redatto o non registrato, e l'iscrizione al Registro non è una condizione necessaria per l’esistenza della società. Tra regolari e irregolari cambiano alcuni profili disciplinari. Società di persone irregolari : irregolari non vuol dire qualcosa di illecito. Semplicemente, l’atto non è registrato. MA è una società a tutti gli effetti. Non c’è un atto costitutivo registrato nel registro delle imprese. Es. può succedere che due persone redigano l’atto costitutivo di una società di persone da soli e non lo registrano. La società esiste, è valida, è efficace, come la società regolare, salvo alcune eccezioni. L’atto costitutivo può anche non esistere oppure fatto verbalmente oppure le parti non hanno mai concordato un atto (la società quindi nasce per fatti inconcludenti)—> viene riconosciuto l’esistenza di una società non in virtù di un documento, ma in virtù di comportamenti concreti ripetuti nel tempo e che guardati dall’esterno fanno pensare al fatto che queste persone sono in società fra di loro. Si parla di società di fatto , cioè costituite senza accordo espresso, ma in forza di comportamenti concludenti.

appartenenti al patrimonio sociale per fini estranei a quelli della società (articolo 2556). Il capitale sociale è assente nella società semplice , non è neanche richiesta la valutazione iniziale di conferimenti; questo spiega perché, in quanto destinata all’attività agricola, non è obbligata alla tenuta delle scritture contabili ed alla redazione del bilancio annuale d’esercizio. Nella società in nome collettivo è prescritto che l’atto costitutivo indichi non solo il conferimento dei soci, ma anche il valore a loro attribuito e il modo di valutazione > così facendo si può determinare l’ammontare del capitale sociale nominale.

La partecipazione dei soci agli utili e alle perdite

Tutti i soci hanno diritto di partecipare agli utili e partecipano alle perdite della gestione sociale. Il solo limite posto all’autonomia privata è rappresentato dal divieto di patto leonino. L’ articolo 2265 afferma infatti che ≪ è nullo il patto con il quale uno o più soci sono esclusi da ogni partecipazione agli utili o alle perdite ≫. I criteri di ripartizione degli utili e delle perdite prevede che:

  • Se il contratto non dispone nulla, le parti spettante ai soci nei guadagni e nelle perdite si presumono proporzionali ai conferimenti;
  • Se neanche il valore dei conferimenti è stato determinato, le parti si presumono^ uguali ; Nella società semplice il diritto del socio di percepire la sua parte nasce con l’approvazione del rendiconto (articolo 2262) che deve essere predisposto dai soci amministratori, al termine di ogni anno, salvo che il contratto stabilisca un termine diverso. Nella società in nome collettivo il documento destinato all’accertamento degli utili e delle perdite, è invece il bilancio d’esercizio redatto con l’osservanza dei criteri stabiliti per il bilancio della società per azioni.

La responsabilità dei soci per le obbligazioni sociali

Nella società semplice e nella società in nome collettivo delle obbligazioni sociali risponde, innanzitutto, la società col proprio patrimonio che costituisce quindi la garanzia primaria dei creditori. Anche i singoli soli rispondono personalmente ed illimitatamente per le obbligazioni sociali.

Responsabilità della società e responsabilità dei soci

Nella società semplice e nella società in nome collettivo i creditori sociali hanno di fronte più patrimoni su cui soddisfarsi : il patrimonio della società e il patrimonio dei singoli soci illimitatamente responsabili. I soci sono responsabili in solido fra loro, ma sono responsabili in via sussidiaria rispetto alla società dato che godono del beneficio di escussione (è un modo per attenuare la responsabilità dei soci) del patrimonio sociale > i creditori sociali sono tenuti a tentare di soddisfarsi sul patrimonio della società prima di poter aggredire il patrimonio personale dei soci. Nella società semplice il creditore sociale può rivolgersi direttamente al singolo socio illimitatamente responsabile, che dovrà invocare la preventiva escussione del patrimonio sociale indicando i beni sui quali il creditore possa agevolmente soddisfarsi. Il beneficio di escussione opera quindi in via di eccezione e il socio sarà tenuto a pagare se non prova che nel patrimonio sociale esistono beni sufficienti. Questa disciplina si applica anche alla società in nome collettivo irregolare , fermo restando la responsabilità illimitata e solidale di tutti i soci. Nella società in nome collettivo regolare , il beneficio di escussione opera automaticamente. I creditori sociali ≪ non possono pretendere il pagamento dei singoli soci, se non dopo l’escussione del patrimonio sociale ≫. es. il creditore scrive una lettera alla società e ai soci della società in cui dice che mi dovete pagare, nessuno risponde, allora il creditore scrive una seconda lettera indirizzando al socio1 chiedendogli di pagare solo a lui, il socio1 ha qualche strumento per evitare di pagare? Nelle società semplici: Sì, può indicare al creditore quali sono, se ci sono, i beni della società sui quali il creditore si può soddisfare. È onere (adempimento che il socio realizza per tutelare se stesso, se non lo fa non è uno sbaglio) del socio, segnalare i beni sui quali il creditore si può soddisfare. Nelle società in nome collettivo: Il socio1 può pagare, ma se non vuole, il socio può chiedere al creditore se egli ha provato a soddisfarsi con il patrimonio sociale (il socio non indica quali beni). Dev’essere il creditore

fare tutto il possibile a soddisfarsi sul il patrimonio sociale (non potrà rivalersi sui soci se non prima di aver cercato di rivalersi sulla società). Quali soci rispondono? Rispondono i soci (soci attuali) nel momento in cui il creditore esercita il suo diritto , ma anche soci (ex-soci) che sono stati soci della società purché il credito sia sorto nei periodi in cui loro erano soci della società. Il socio risponderà di tutti i debiti della società che sono sorti prima della sua uscita.

I creditori personali dei soci

Il patrimonio della società è insensibile alle obbligazioni personali dei soci ed intangibile da parte dei creditori di questi ultimi. Il creditore personale del socio non può aggredire direttamente il patrimonio sociale per soddisfarsi. Inoltre, non può compensare il suo credito verso il socio con il debito che eventualmente ha verso la società. Il creditore personale del socio non è del tutto sprovvisto di tutela. Sia nella società semplice che nella società in nome collettivo egli può: a) far rivalere i suoi diritti sugli utili spettanti al suo socio debitore; b) compiere atti conservatiti sullo stesso spettante la liquidazione della società. Nella società semplice e nella società in nome collettivo irregolare può inoltre chiedere la liquidazione della quota del suo debitore , provando che gli altri beni del debitore sono insufficienti a soddisfare i suoi crediti. Per la società in nome collettivo regolare, ≪ il creditore particolare del socio, finché dura la società, non può chiedere la liquidazione del socio debitore ≫, neanche se prova che gli altri beni non sono sufficienti a soddisfarlo. L’amministrazione della società L’amministrazione della società è l’attività di gestione dell’impresa sociale. Il potere di amministrazione è il potere di compiere tutti gli atti che rientrano nell’oggetto sociale, che si pongono quindi in rapporto di mezzo a fine rispetto all’attività di impresa dedotta in contratto. Ogni socio illimitatamente responsabile è amministratore della società (articolo 2257). L’atto costitutivo però prevede che l’amministrazione sia riservato solo ad alcuni soci. Quando ci sono più amministratori/gestori bisogna che sia previsto un criterio di coordinamento. Bisogna prevedere una regola che stabilisca come ciascuno amministratore si deve rapportare nei confronti degli altri > criterio di funzionamento. Quando l’amministrazione spetta a più soci ed il contratto sociale non dispone nulla in merito alle modalità di amministrazione si applica l’amministrazione disgiuntiva art.2257 per default. Ciascun socio amministratore può intraprendere da solo tutte le operazioni che rientrano nell’oggetto sociale, senza chiedere il consenso degli altri soci amministratori. Qual è il vantaggio di questo principio? Estrema velocità nelle decisioni, ma si possono prendere anche decisioni non opportune. La legge prevede un meccanismo per mitigare il rischio di questo principio (ridurre il rischio che il singolo amministratore prenda decisioni dannose o non opportuno per la società): Il riconoscimento a ciascun amministratore di un potere di veto sull’operazione che un altro socio amministratore ha intenzione di compiere—> diritto di opposizione. Questo meccanismo non è idoneo per ridurre tutto il pericolo, perché questo strumento è efficace solo se gli altri amministratori sono al corrente dell’atto che uno di loro vuole compiere. Ciascuno degli altri soci ha però il diritto di opposizione , decisa dalla maggioranza dei soci secondo le quote di interesse e non per teste. Tutti i soci sono chiamati a pronunciarsi. Criterio per quote di interesse : basato sulla misurazione della partecipazione all’utile. (Quota di partecipazione alla società e quota di ripartizione all’utile possono non essere congruenti, ad es. quota di partecipazione 50 e 50, ma quota all’utile può essere 90 e 10). “La maggioranza dei soci, determinata secondo la parte attribuita a ciascun socio negli utili, decide sull’opposizione”. N.B. Le decisioni possono essere prese per teste, per quota di partecipazione o per quota di interesse. È previsto anche un ulteriore metodo di amministrazione che privilegia l’esigenza di maggiore riflessione nelle decisioni: l’amministrazione congiunta art.2258. Essa deve essere espressamente convenuta nell’atto costitutivo o con modificazione dello stesso, dato che nel

l’amministrazione solo ad alcuni soci dando luogo alla distinzione tra soci amministratori e soci non amministratori. I soci che hanno l’amministrazione possono essere nominati direttamente nell’atto costitutivo o con atto separato. La revoca dell’amministratore nominato nel contratto sociale comporta la modifica di quest’ultimo, deve quindi essere decisa dagli altri soci all’unanimità. La revoca dell’amministratore nominato per atto separato è revocabile secondo le norme del mandato, quindi anche se non c’è una giusta causa. Numerosi sono i doveri degli amministratori. Nella società in nome collettivo devono tenere le scritture contabili, redigere il bilancio d’esercizio e provvedere agli adempimenti pubblicitari connessi all’iscrizione del registro delle imprese. Gli amministratori sono poi solidamente responsabili verso la società, con l’obbligo di risarcire la stessa i danni recati. I soci amministratori hanno di regola diritto al compenso per il loro ufficio, compenso che può essere costituito anche da una o più partecipazione agli utili. I soci esclusi dall’amministrazione sono riconosciuti poteri di informazione e controllo. Ogni socio non amministratore ha:

  • Il diritto di avere dagli amministratori notizie dello svolgimento degli affari^ sociali;
  • Il^ diritto^ di^ consultare^ i^ documenti^ relativi^ all’amministrazione,^ quindi^ tutte^ le^ scritture^ contabili della società;
  • Il diritto di ottenere il^ rendiconto^ al termine di ogni^ anno.

Divieto di concorrenza

Nella società in nome collettivo incombe su tutti i soci uno specifico obbligo. Quello di non esercitare per conto proprio o altrui un’attività concorrente con quella della società, e inoltre di non partecipare come socio illimitatamente responsabile ad altra società concorrente. Il divieto può però essere rimosso dagli altri soci.

Le modificazioni dell’atto costitutivo

Nella società semplice e nella società in nome collettivo ≪ il contratto sociale può essere modificato soltanto con il consenso di tutti i soci, se non è convenuto diversamente ≫.. Quindi nessun patto contrattuale è modificabile senza il consenso di tutti i soci. Nella società in nome collettivo e nella società semplice, le modificazioni dell’atto costitutivo sono soggette a pubblicità legale e finché non sono state iscritte nel registro delle imprese non sono opponibili a terze. Nella società collettiva irregolare, le modificazioni dell’atto costitutivo devono invece essere portate a conoscenza dei terzi con mezzi idonei e non sono opponibili a coloro che le abbiano senza colpa ignorate. Socio di una società di persone (semplice o nome collettivo), rimarrà socio per l’eternità o ci saranno dei fatti che determineranno la perdita della qualità di socio? Scioglimento del rapporto sociale limitatamente ad un socio: perdita della qualità di socio. Quali sono gli eventi che causano la perdita?

  • (^) La vendita della partecipazione , si andrà alla modifica del contratto sociale perché cambiano le parti (soggetti) del contratto. Il contratto sociale (art.2252) potrà essere modificato soltanto con il consenso di tutti i soci (quindi anche la vendita deve avere il consenso);
  • (^) la morte , la trasmissione del patrimonio dal defunto agli eredi e la partecipazione in una società di persone (art.2284) non è trasmissibile né intensivo (tra vivi) né mortis causa e quindi gli eredi non diventano soci al posto del defunto, questa trasmissione viene liquidata cioè si darà agli eredi una somma di danaro il cui ammontare sarà corrispondente al valore della quota al momento del decesso (liquidazione della quota) > diversamente dalle società di capitali;
  • (^) il recesso (art.2285) l’iniziativa finalizzata ad uscire dalla società, il socio di una società di persone può decidere di uscire dalla società in qualsiasi momento? Il socio può recedere quando sussiste una giusta causa, devono essere circostanze tali da non permettere al socio di continuare a rimanere. È possibile che il socio receda a prescindere dalla giusta causa, questo diritto è riconosciuto solo ai soci di società di persone a durata indefinita, in questo caso possono sia recedere per giusta causa che non. Se un socio vuole recedere dalla società da un giorno all’altro (senza giusta causa), la legge prevede un preavviso di 3 mesi. In caso di giusta causa il recesso è immediato. Il socio che recede ha diritto alla liquidazione della quota, come il

socio defunto. Entro quanto tempo la società dovrà pagare? Entro 6 mesi, da quando è diventata efficace la dichiarazione del recesso, con giusta causa da subito, senza giusta causa con la scadenza del preavviso di 3 mesi. Il socio che recede risponde o no dei debiti della società? Sì, di quelli sorti prima della sua uscita dalla società;

  • (^) l’uscita volontaria ;
  • (^) l’esclusione , è la situazione speculare/opposta al recesso, dove il socio viene cacciato, o meglio il socio subisce l’esclusione, l’esclusione è sempre legata ad un presupposto oggettivo (che giustifichi la fine del rapporto), abbiamo 2 gruppi di situazioni: 1.determina l’esclusione automatica immediata del socio, cioè quando si verifica uno dei fatti che rientra in questo primo gruppo, il socio perde la qualità del socio, dal giorno stesso in cui si verifica questo fatto > ESCLUSIONE DI DIRITTO/AUTOMATICA; 2.quando si verifica uno dei fatti che rientra in questo 2 gruppo di situazioni, il socio continua a far parte della società, però legittima/ dà facoltà agli altri soci di escludere il socio nei confronti dei quali si è verificato questo fatto, se questi decidono di escluderlo il socio cesserà di far parte della società > ESCLUSIONE FACOLTATIVA e decorreranno 30 giorni dal momento in cui il socio è stato avvisato della decisione. I fatti che rientrano nel 1^ gruppo: A. se io non pago i miei debiti, il creditore può chiedere agli altri membri di liquidargli la mia quota (convertire la mia partecipazione in danaro che verrà dato al creditore) e quindi automaticamente il socio è escluso, perché è stata liquidata la quota > LIQUIDAZIONE DELLA QUOTA DEL SOCIO OTTENUTA DAL CREDITORE PARTICOLARE DEL SOCIO; B. il socio che ha tutti questi debiti è anche un’imprenditore che però non paga i suoi debiti (inadempimento dei propri debiti personali), e quindi quando il socio sia dichiarato FALLITO, il socio verrà escluso. Il 2^ gruppo di situazioni: A. Gravi inadempienze degli obblighi che derivano dalla legge e dal contratto sociale; B. L’interdizione, l’inabilitazione del socio o la sua condanna ad una pena che comporti l’interdizione dai pubblici uffici. C. Casi di sopravvenuta impossibilità di esecuzione del conferimento per causa non imputabile al socio. L’esclusione è deliberata a maggioranza dei soci calcolata per teste. Il socio escluso ha tempo 30 giorni per agire da quando riceve la comunicazione dell’esclusione, e potrà contestare questa decisione davanti al giudice, dicendo che lui non condivide le ragioni dell’esclusione > OPPOSIZIONE ALLA ESCLUSIONE.

Scioglimento della società

Le cause di scioglimento della SS e SNC sono fissate dall’articolo 2272:

a) Il decorso del termine fissato nell’atto costitutivo.

b) Il conseguimento dell’oggetto sociale o la sopravvenuta impossibilità di conseguirlo.

c) La volontà di tutti i soci.

d) Il venir meno della pluralità dei soci , se nel termine dei sei mesi non è riconosciuta.

e) Le altre cause previste dal contratto sociale.

Verificata la causa di scioglimento della società entra automaticamente in stato di liquidazione. La società deve prima provvedere al soddisfacimento dei creditori ed alla distribuzione fra i soci dell’eventuale residuo attivo.

Il procedimento di liquidazione. L’estinzione della società

Il procedimento di liquidazione inizia con la nomina di uno o più liquidatori che prendono il posto degli amministratori, che devono consegnare ai liquidatori i beni e i documenti sociali. Gli amministratori e i liquidatori redigono poi insieme l’inventario , dal quale risulta lo stato attivo e passivo del patrimonio sociale. Entrano in funzione i liquidatori che hanno il compito di definire i rapporti collegati all’attività sociale : conversione in denaro dei beni, pagamento dei creditori, ripartizione del residuo attivo tra i soci.I liquidatori possono quindi compiere tutti gli atti necessari per la liquidazione. Hanno anche la rappresentanza legale della società, anche in giudizio. N.B. Per procedere al pagamento dei creditori sociali, i liquidatori possono chiedere ai soci versamenti ancora dovuti, ma solo se i fondi disponibili sono insufficienti. (diverso dalle SPA) I liquidatori hanno due divieti :

affari in nome della società in forza di procura speciale per singoli affari. Ma gli è comunque vietato di agire di fronte a terzi come procuratore generale o come institore. In caso di violazione da parte dell’accomandante, avrà 2 sanzioni:

  1. Assume la responsabilità dei debiti sociali (tutti i debiti, non solo di quello che nasce dalla formazione che egli ha partecipato), sia preesistenti che futuri, diventando socio illimitatamente responsabile;
  2. Il socio può essere escluso con “esclusione facoltativa”. Agli accomandanti vengono riconosciuti anche alcuni diritti e potere di carattere amministrativo:
  • (^) Hanno il diritto di concorrere con gli accomandatari alla nomina e alla revoca degli amministratori.
  • (^) Possono trattare o concludere affari in nome della società , sia pure solo in forza di una procura speciale per singoli affari.
  • (^) Possono prestare la loro opera, manuale o intellettuale , all’interno della società sotto la direzione degli amministratori.
  • (^) Possono, se consentito, dare autorizzazioni e pareri per determinate operazioni, cioè compiere atti di ispezione e di controllo.
  • (^) Hanno il diritto di avere comunicazione annuale del bilancio e di controllarne l’esattezza, consultando libri e altri documenti della società. Il trasferimento della partecipazione sociale Per i soci accomandatari , se l’atto costitutivo non dispone diversamente, il trasferimento per atto fra vivi della quota degli accomandatari può avvenire solo con il consenso di tutti gli altri soci. Per i soci accomandanti la quota è liberamente trasferibile per causa di morte, senza che sia necessario il consenso dei soci superstiti. Per il trasferimento per atto fra vivi è invece necessario il consenso dei soci, rappresentato a maggioranza del capitale sociale. Lo scioglimento della società La duplice categoria di soci della s.a.s. deve permanere per tutta la vita della società. La società si scioglie quando rimangono soltanto soci accomandatari o soci accomandanti, se nel termine dei sei mesi non sia stato sostituito il socio che è venuto meno (articolo 2323). Se sono venuti meno i soci accomandatari, gli accomandanti devono nominare un amministratore provvisorio il cui potere è limitato ≪ al compimento degli atti di ordinaria amministrazione ≫ non diventa socio accomandatario e non risponde illimitatamente per le obbligazioni sociali. Per il procedimento di liquidazione e l’estinzione valgono le regole della s.n.c. ma una volta cancellata la società dal registro delle imprese, i creditori rimasti insoddisfatti possono rivalersi nei confronti dei soci accomandanti solo nei limiti di quanto dagli stessi ricevuto dalla liquidazione. La società in accomandita irregolare È irregolare la s.a.s. il cui atto costitutivo non è stato iscritto nel registro delle imprese. L’omessa registrazione non impedisce la nascita della società, e resta la distinzione tra soci accomandanti e soci accomandatari. ≪ i soci accomandanti rispondono limitatamente alla loro quota, salvo che abbiano partecipato alle operazioni sociali ≫. SOCIETA’ DI CAPITALI Società per azioni SPA , società a responsabilità limitata SRL, società in accomandita per azioni SAPA, società cooperative SC.

La costituzione

La costituzione della società per azioni si articola in 2 fasi essenziali:

  1. Stipulazione dell’atto costitutivo;
  2. Iscrizione dell’atto costitutivo nel registro delle imprese. Solo con l’iscrizione la Spa acquista la personalità giuridica e viene ad esistenza. La stipulazione dell’atto costitutivo può avvenire secondo due diversi procedimenti:
  • (^) Stipulazione simultanea →l’atto costitutivo è stipulato immediatamente da coloro che assumono l’iniziativa per la costituzione della società.
  • (^) Stipulazione per pubblica sottoscrizione → si giunge alla stipulazione dell’atto costitutivo al termine di un procedimento che consenta la raccolta fra il pubblico del capitale iniziale.

L’atto costitutivo: forma e contenuto.

La società per azioni può essere costituita per contratto o per atto unilaterale , nel caso in cui si abbia un solo socio fondatore. L’atto costitutivo deve essere redatto a pena di nullità della società. L’atto costitutivo deve indicare:

  • Le generalità dei soci e degli eventuali promotori nonché il numero delle azioni assegnate a ciascuno di essi.
  • L’oggetto^ sociale^ →il^ tipo^ di^ attività^ economia^ che^ la^ società^ svolgerà.
  • La^ denominazione^ e il comune ove sono poste la^ sede della società^ e le eventuali^ sedi secondarie la denominazione è libera ma deve contenere l’indizione di società per azioni. La sede è il luogo in cui risiedono l’organo amministrativo e gli uffici direttivi della società. Le sedi secondarie sono quelle dotate di rappresentanza stabile.
  • L’ammontare del^ capitale sottoscritto e^ versato.
  • Il^ numero^ e^ l’eventuale^ valore^ nominale^ delle^ azioni ,^ le^ loro^ caratteristiche^ e^ le^ modalità^ di emissione e circolazione.
  • Il^ valore^ attribuito ai^ crediti e^ ai^ beni conferiti^ in^ natura.
  • Le norme secondo le quali gli^ utili^ devono essere^ ripartiti.
  • I^ benefici^ accordati ai promotori o ai soci^ fondatori.
  • Il^ sistema^ di^ amministrazione^ adottato,^ il^ numero^ degli^ amministratori^ e^ i^ loro^ poteri,^ indicando quali hanno la rappresentanza della società.
  • Il numero dei^ componenti del collegio^ sindacale.
  • La nomina dei primi^ amministratori^ e^ sindaci.
  • L’importo globale , almeno approssimativo, delle spese per la costituzione della^ società.
  • La durata della società → può essere anche a tempo indeterminato. L’omissione di una o più di tali indicazioni legittima il rifiuto del notaio a stipulare l’atto costitutivo. L’atto costitutivo della SPA ha un contenuto più ampio e articolato: si preferisce redigere due distinti documenti che sono:
  • (^) L’atto costitutivo è più sintetico e contiene la manifestazione della volontà di costituire la società e i dati fondamentali.
  • (^) Lo statuto è più analitico e contiene le regole di funzionamento della società.

Le condizioni per la costituzione

La società per azioni deve costituirsi con un capitale non inferiore a cinquantamila euro , salvi i casi in cui leggi speciali impongono un capitale minimo più elevato. Per procedere alla costituzione della società per azioni è poi necessario che siano presenti le seguenti condizioni stabilite dall’articolo 2329:

  • (^) Sia sottoscritto per intero il capitale sociale;
  • (^) Siano rispettate le disposizioni relative ai conferimenti e che sia versato presso una banca il 25% dei conferimenti in denaro;
  • (^) Sussistano le autorizzazioni e le altre condizioni richieste dalle leggi speciali per la costituzione della società.

L’iscrizione nel registro delle imprese

Il notaio che ha ricevuto l’atto costitutivo deve depositarlo, entro venti giorni, presso l’ufficio del registro delle imprese. Spetta al notaio che ha ricevuto l’atto costitutivo verificare l’adempimento delle condizioni stabilite dalla legge per la costituzione. Quindi il notaio deve svolgere il controllo di legalità , volto ad accertare la conformità alla legge della società in fase di costituzione. Dovrà rifiutare di chiedere l’iscrizione nel registro delle imprese se l’atto costitutivo e lo statuto contengono clausole che non rispettano l’ordine pubblico e il buon costume. Se il controllo ha esito positivo, il notaio riceve l’atto costitutivo e richiede