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diritto comparato appunti caravale, Appunti di Diritto Costituzionale Italiano E Comparato

Domande e risposte utili per il primo esonero di diritto comparato con la Caravale.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 09/06/2021

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CROCETTE
1)Nella classificazione dei sistemi giuridici, per famiglia giuridica si intende
Un insieme di ordinamenti che presentano somiglianze negli elementi fondamentali e stabilizzanti delle
proprie fonti
2)Il concetto di tipo di stato si riferisce a
La distribuzione verticale del potere
3)Tra i caratteri dello stato assoluto compaiono
Finalità di carattere generale, concentrazione del potere, sovranità
RISPOSTE APERTE SIA BREVI CHE LUNGHE
- Definisci il concetto di comparazione.
Operazione intellettuale di confronto che avviene tra ordinamenti o tra
istituti di diversi ordinamenti. La comparazione è un metodo utilizzato in tutte le scienze sociali.
- Quali sono gli obiettivi della comparazione?
- Quale è il metodo della comparazione?
Esistono diversi metodi di comparazione: il metodo diacronico con cui si sviluppa
un’indagine comparativa tra diritti lontani nel tempo ma appartenenti al medesimo
ordinamento, il metodo sincronico in cui si confrontano ordinamenti vicini nel tempo,
le micro comparazioni vengono effettuate tra singoli istituti o tra singoli elementi di un
paese, le macro comparazioni confrontano tutto l’ordinamento di un paese rispetto ad
un altro, le comparazioni binarie avvengono tra due paesi, diversamente da quelle
multiple, infine vi sono le comparazioni implicite quando si fanno con un’esperienza
che si conosce, esplicite quando vengono fatti confronti tra due o più paesi.
- Cosa si intende per famiglia giuridica? Quali sono i criteri di classificazione? (Def,
elementi caratteristici della Fg, criteri di classif. + criteri David + classificazione nuova)
Classe omogenea entro cui raggruppare ordinamenti giuridici che
presentano rilevanti tratti comuni. La tecnica e i modi di espressione del diritto che influenzano i
componenti del gruppo e il funzionamento delle istituzioni. Quando si studia una costituzione essa
deve essere inquadrata in una famiglia giuridica, che influenza la formazione del giurista.
- Caratteristiche della famiglia romano-germanica?
Nasce alla fine del Medioevo grazie all’opera di studio da
parte delle università del diritto romano, per un’esigenza dovuta alla ripresa dei commerci e alla
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CROCETTE

1)Nella classificazione dei sistemi giuridici, per famiglia giuridica si intende Un insieme di ordinamenti che presentano somiglianze negli elementi fondamentali e stabilizzanti delle proprie fonti 2)Il concetto di tipo di stato si riferisce a La distribuzione verticale del potere 3)Tra i caratteri dello stato assoluto compaiono Finalità di carattere generale, concentrazione del potere, sovranità RISPOSTE APERTE SIA BREVI CHE LUNGHE

  • Definisci il concetto di comparazione. Operazione intellettuale di confronto che avviene tra ordinamenti o tra istituti di diversi ordinamenti. La comparazione è un metodo utilizzato in tutte le scienze sociali.
  • Quali sono gli obiettivi della comparazione?
  • Quale è il metodo della comparazione? Esistono diversi metodi di comparazione: il metodo diacronico con cui si sviluppa un’indagine comparativa tra diritti lontani nel tempo ma appartenenti al medesimo ordinamento, il metodo sincronico in cui si confrontano ordinamenti vicini nel tempo, le micro comparazioni vengono effettuate tra singoli istituti o tra singoli elementi di un paese, le macro comparazioni confrontano tutto l’ordinamento di un paese rispetto ad un altro, le comparazioni binarie avvengono tra due paesi, diversamente da quelle multiple, infine vi sono le comparazioni implicite quando si fanno con un’esperienza che si conosce, esplicite quando vengono fatti confronti tra due o più paesi.
  • Cosa si intende per famiglia giuridica? Quali sono i criteri di classificazione? (Def, elementi caratteristici della Fg, criteri di classif. + criteri David + classificazione nuova) Classe omogenea entro cui raggruppare ordinamenti giuridici che presentano rilevanti tratti comuni. La tecnica e i modi di espressione del diritto che influenzano i componenti del gruppo e il funzionamento delle istituzioni. Quando si studia una costituzione essa deve essere inquadrata in una famiglia giuridica, che influenza la formazione del giurista.
  • Caratteristiche della famiglia romano-germanica? Nasce alla fine del Medioevo grazie all’opera di studio da parte delle università del diritto romano, per un’esigenza dovuta alla ripresa dei commerci e alla

necessità di assicurare ai negozi rapporti giuridici certi e regole generali valide per tutti. Nelle università una comunità culturale si mette a studiare il diritto romano e così vengono rielaborate le regole generali che vanno gradualmente ad applicarsi all’Europa, senza imposizioni politiche. Si afferma il principio di regole generali e astratte che vengono applicate al caso concreto, dunque in Italia e in Germania si diffonde questo ius comune. Si tratta di un diritto che nasce soprattutto in relazione ai rapporti tra privati, è un diritto colto che concepisce queste regole generali come strettamente legate alla morale. Questo diritto stabilisce un’evoluzione quando con la nascita dello Stato nazionale si inizia a studiare il diritto nazionale. Lo spartiacque tra famiglia romanogermanica e common law si ha con la Rivoluzione Francese, che pone fine alle prerogative legate all’appartenenza a un determinato ceto, a favore dell’affermazione del principio di uguaglianza tra cittadini e del principio per cui solo lo Stato è titolare della sovranità. Si tratta di principi che, accanto al diritto privato, fanno nascere il diritto pubblico, che regola i rapporti tra Stato e cittadini. Altro spartiacque è dato dalla nascita della codificazione che comporta la diffusione in Europa occidentale dell’idea di codice: lo Stato è titolare del potere di imporre regole, attraverso i codici lo Stato raccoglie le sue leggi, dando ai cittadini la possibilità di conoscerle. Si afferma così anche il principio di supremazia delle leggi tra le fonti del diritto.

  • Caratteristiche della famiglia di common law?  Antichità e continuità nel tempo → infatti il diritto di common law affonda le sue radici nell’epoca anglosassone e si afferma a partire dal 1066. Questo diritto si è evoluto nel tempo senza conoscere le rivoluzioni che hanno interessato la famiglia germanica. Nell’applicazione di questo diritto c’è continuità nel tempo, in quanto è ancora possibile applicare leggi molto vecchie, poiché non vi è il concetto di desuetudine, dunque le leggi devono essere formalmente abrogate.  Mancanza di codificazione → in riferimento al fatto che mentre per la famiglia di civil law nasce la codificazione grazie a Napoleone, nella famiglia di common law le materie sono disciplinare da diverse fonti.  Natura giudiziaria → infatti il diritto di common law si distingue dalla famiglia romanogermanica per la sua nascita, si tratta di un diritto di natura giurisprudenziale che nasce ad opera delle corti di giustizia. Ha origine nelle sentenze dei giudici e nelle fonti del diritto, per cui giudici e giurisprudenza sono fonti parigrado.  Storicità → si possono applicare regole e precedenti molto lontani nel tempo, dunque è fondamentale la conoscenza della storia.  Resistenza al diritto romano e alla sua influenza, i difetti del common law non vengono

presenti in Inghilterra sono state recepite come common law inteso come diritto giurisprudenziale. Perché una consuetudine sia fonte del diritto essa deve avere diverse caratteristiche: essere antica, ovvero essere in vigore da prima del 1189 (anno dell’incoronazione di Riccardo I), deve essersi imposta in maniera pacifica, deve essere continua, dunque deve essere stata utilizzata nel corso del tempo e deve essere lecita cioè conforme a principi e regole affermate da leggi e sentenze.

  1. Dottrina → è una fonte del diritto, diviene tale nel momento in cui si ha difficoltà a comprendere le fonti del passato. Per conoscere il diritto inglese dal 1189 al 1765, quando non vi era l’uso di pubblicare le sentenze, bisogna rifarsi alla dottrina di quell’epoca.te che prevede che il giudice tenga conto delle sentenze precedenti.
  • Che cosa è e quando nasce l’equity? L’Equity è il sistema di diritto elaborato dalla Corte di Cancelleria a partire dal XIV secolo, che si affianca al Common Law, imprimendo all’ordinamento inglese un tipico carattere duale ancor oggi riscontrabile, per quanto sostanzialmente modificato dai Judicature Acts degli anni 1873-1875. L’Equity si afferma per sopperire alla crisi della giustizia così come amministrata dalle Corti di Westminster. a) Irrigidimento del Common law, che si evolve molto lentamente a fronte delle modificate esigenze socio-economiche, nonostante la tecnica dell’elaborazione dei writs in consimilibus casis e l’affermazione dell’action on the case; b) Rigido formalismo della procedura di Common Law, tanto che la causa può essere persa per motivi prettamente tecnici (come l’errore nella scelta del writ o l’impiego di una parola sbagliata nella formula). A partire dal XIV sec. chi non ottiene giustizia innanzi alle Corti regie prende a rivolgersi direttamente al Sovrano, quale dispensatore di Giustizia, perché intervenga ‘per soddisfare la coscienza e per opera di carità’, decidendo secundum aequitatem. La petizione è in prima battuta indirizzata al Cancelliere nella sua funzione di ‘keeper of the king’s conscience’: costui la trasmette, se opportuno al Re affinché decida in seno al Consiglio della Corona. Quando, a partire dalla guerra delle due rose, diviene per il Sovrano sempre più difficile riunirsi con il proprio Consiglio, trova spazio l’affermazione di una giurisdizione autonoma del Cancelliere, che rapidamente cresce e si sviluppa, fino a dar corpo ad un cospicuo corpo di regole e principi, il cuore

dell’equity. CARATTERISTICHE DELL’EQUITY a) Equity follows the law. Si tratta di un corpo di regole complementari rispetto alle regole di Common law. Il Cancelliere interviene non per sovvertire il Common Law, ma per mitigarne il rigore nei casi in cui la pedissequa applicazione delle regole di Common Law si risolve di fatto in una summa iniuria. b) Discrezionalità. Non esiste un diritto ad ottenere dal Sovrano giustizia secondo equità; non è QCONFIGURABILE un diritto alla pronuncia della Court of Chancery. c) Asistematicità. L’Equity non è un sistema autosufficiente: il Cancelliere interviene in raccordo con il Common Law, creando una serie di rimedi processuali per ampliarne la portata ove risulti insufficiente o per renderla inattiva ove contrasti con il comune senso di giustizia. d) Sistema processuale. Per lungo tempo il Cancelliere è un ecclesiastico che si avvale di chierici per la trattazione dei casi più complessi. Il processo di equità risulta, pertanto, modellato sulle regole del diritto canonico: è segreto, inquisitorio e senza giuria (a differenza del processo di Common Law). RIMEDI IN EQUITY a) In caso di inadempimento contrattuale il Common Law garantisce alla parte pregiudicata il risarcimento del danno (cfr. la derivazione della tutela contrattuale dall’azione di trespass, tipica azione delittuale). Il cancelliere ovvia alla inadeguatezza del rimedio previsto dal Common Law, concedendo la ‘esecuzione in forma specifica della prestazione dovuta’ (specific performance), ovvero concedendo il rimedio della injunction, che consiste nell’ordine di fare o non fare ricolto al convenuto. b) In common Law il contratto concluso in forma solenne non può essere impugnato per dolo o violenza. La vittima del dolo o della violenza può, per contro, rivolgersi al Cancelliere perché impedisca all’autore della condotta lesiva di rivolgersi alla Court at Law o, se del caso, perché gli impedisca di avvalersi della pronuncia di tale Corte.

  • Quali sono le fonti del diritto di common law?
  • La regola del precedente Nel common law vi è la regola del precedente che prevede che il giudice tenga conto delle sentenze precedenti. Questa regola si applica tenendo conto di diversi principi: Si applica in maniera verticale, per cui orti di grado inferiore sono obbligate a seguire i

Magna Carta, che garantivano i diritti, ma non si poteva parlare di costituzione in senso moderno perché si limitava a riconoscere i privilegi spettanti ai sudditi inglesi, che erano legati al particolare status dei sudditi e dunque non erano uguali per tutti. Con la rivoluzione francese i diritti vengono riconosciuti a tutti i cittadini, a prescindere dal loro stato sociale. Si afferma gradualmente il concetto di costituzione come atto superiore rispetto alle altre leggi dello Stato. Se la costituzione è rigida, quindi non modificabile da legge ordinaria, la tutela dei diritti è maggiore. Le costituzioni possono essere di diversi tipi:  Costituzione formale → corrisponde al testo costituzionale  Costituzione sostanziale → tutto ciò che ha contribuito all’evoluzione della costituzione, ovvero tutte quelle norme fondamentali che ogni ordinamento riconosce come parte della costituzione, anche se non hanno rango costituzionale.  Costituzione materiale → si afferma in Italia grazie a Mortati, è intesa anche come tutte le decisioni politiche fondamentali che stanno a integrare il testo di una costituzione, come tutti i valori presenti in un ordinamento che fanno applicare la costituzione a forze politiche dominante

  • Differenza tra potere costituente e potere costituito? Per potere costituente si intende il potere di creare una nuova costituzione e può essere studiato sia dal punto di vista storico-politico, facendo riferimento a quei fenomeni che hanno portato alla nascita di una costituzione, sia dal punto di vista giuridico inteso come quelle condizioni e presupposti in base ai quali a quella determinata costituzione si è attribuito il carattere di fonte principale del diritto. Il potere costituente consiste nel creare una nuova costituzione che vada a sostituire la vecchia. Il concetto di potere costituente nasce con la rivoluzione francese e contemporaneamente alla nascita di costituzione in senso moderno. Tale potere viene considerato come un potere che spetta a tutti i cittadini, oltre che come immodificabile, intrasmissibile ed inviolabile. Per l’articolo 28 della costituzione francese del 1793 la sovranità spetta al popolo, che la esercita tramite il potere costituente, mentre prima era il re ad essere sovrano per diritto divino. Nella concezione rivoluzionaria il potere costituente coincideva con la capacità del popolo di trasformare il diritto naturale in leggi, una concezione che verrà rivista nel corso dell’800 dopo il Congresso di Vienna, quando verrà criticata per il senso di precarietà e perché se la Costituzione è l’atto fondamentale di un paese allora essa non può nascere da una rivoluzione che, per sua natura, è illegale. Dunque con la rivoluzione francese il concetto di potere costituente viene messo n discussione. All’interno della costituzione ci sono regole per modificare il testo stesso, queste

regole sono frutto del potere costituito che indica la possibilità di modificare il testo di una costituzione secondo le regole presenti nella costituzione stessa. Il concetto di potere costituente si lega ai valori che sono alla base della costituzione. Non vi sono regole per esercitare il potere costituente, in quanto esso è libero per sua natura e va dunque ristudiato da un punto di vista storico per cui ci sono dei passaggi comuni a tutte le costituzioni. Si tratta di passaggi che vedono l’articolazione del processo costituente in tre fasi:

  1. Iniziativa costituente → in questa fase si può distinguere tra procedimenti monarchici e democratici. Nell’800 era il sovrano a concedere una costituzione al popolo e quest’ultimo aveva un ruolo marginale nell’iniziativa costituente. Le costituzioni moderne invece vedono il coinvolgimento del popolo, attraverso assemblee costituenti elette con il solo scopo di dar vita ad una costituzione oppure attraverso l’assegnazione di questo compito al parlamento stesso.
  2. Redazione della carta → si tratta del periodo preparatorio e di redazione del testo.
  3. Applicazione della carta costituzionale → l’approvazione della carta può essere effettuata tramite referendum.
  • I cicli storici delle costituzioni? Per cicli costituzionali si intende il periodo storico in cui diverse costituzioni sono state approvate, si tratta di una classificazione utile alla comparazione:
  • Costituzioni rivoluzionarie → in questa categoria rientra la costituzione americana e quella francese dopo la rivoluzione
  • Costituzioni napoleoniche → influenzano regni dove l’impero napoleonico si espande, sono state approvate all’inizio dell’
  • Costituzioni della restaurazione → emanate subito dopo il congresso di Vienna sono quelle costituzioni che hanno come elemento comune la limitazione del potere monarchico
  • Costituzioni liberali → tutti quei tesi approvati dal 1830 in poi frutto di accordo tra sovrano e assemblee del popolo (costituzione francese del 1830, Statuto Albertino)
  • Costituzioni del primo dopoguerra → sono costituzioni democratiche e razionalizzate (vengono introdotti all’interno del testo costituzionale elementi che servono a stabilizzare un governo)
  • Costituzioni democratiche e sociali approvate dopo la II guerra mondiale
  • Costituzioni approvate a partire dagli anni ‘90 del XX secolo e che fanno parte della

Quando parliamo di forma di stato bisogna vedere i rapporti che in un determinato ordinamento esistono tra governanti e governati (ovvero tra stato apparato e stato comunità). Questi rapporti sono ispirati a una serie di obiettivi che sono un elemento di caratterizzazione della forma di stato. Per forma di stato si intendono i rapporti esistenti in uno stato tra governanti e governati, condizionati da finalità e valori presenti all’interno di uno stato. Vi sono diversi criteri di classificazione delle forme di stato e quelli attuali derivano dall’utilizzo di diversi fattori.

  • Elementi che concorrono a classificare le FdS?  I rapporti che esistono tra economia e diritti  Gli obiettivi e le finalità che lo stato si pone  Il modo in cui si delineano i rapporti tra stato e società civile  Il modo in cui si legittima il potere politico  Il modo in cui sono disciplinati i diritti di libera  La presenza di una costituzione scritta che limita i poteri dello stato
  • Cosa si intende per FdS e principali caratteristiche della FdS XY? Quando parliamo di forma di stato bisogna vedere i rapporti che in un determinato ordinamento esistono tra governanti e governati (ovvero tra stato apparato e stato comunità). Questi rapporti sono ispirati a una serie di obiettivi che sono un elemento di caratterizzazione della forma di stato. Per forma di stato si intendono i rapporti esistenti in uno stato tra governanti e governati, condizionati da finalità e valori presenti all’interno di uno stato. Vi sono diversi criteri di classificazione delle forme di stato e quelli attuali derivano dall’utilizzo di diversi fattori: -Evoluzione dei diritti di libertà nelle diverse FdS? Tutte le costituzioni dal secondo dopoguerra in poi prevedevano un elenco dei diritti riconosciuti ai cittadini. Le costituzioni liberali prevedevano soprattutto un elenco di diritti di libertà che rientrano nelle libertà negative. La differenza tra questi diritti e quelli delle Carte dello stato democratico sociale é che in queste ultime vi sono anche le libertà positive, per cui lo stato garantisce la partecipazione dei cittadini all’interno dello stato.
  • Caratteristiche delle FdS? Stato → organizzazione del potere politico che esercita la sua forza su un determinato territorio.

Il concetto di stato in senso moderno nasce nel 1648 (con la Pace di Westfalia). I suoi elementi costitutivi sono:

  • Il popolo → tutti i cittadini che compongono lo stato, ogni stato stabilisce con proprie leggi come si ottiene la cittadinanza
  • Il territorio → ambito spaziale su cui il popolo vive e su cui si impongono le regole dello stato
  • La sovranità → potere di imporre regole giuridicamente vincolanti, può appartenere a persone o ad enti. A partire dal secondo dopoguerra si afferma l’idea che la sovranità appartiene al popolo che la esercita nei limiti della costituzione. La sovranità si manifesta eleggendo i propri rappresentanti nel parlamento. Con la globalizzazione si sperimenta una crisi della sovranità in quanto la sempre più stretta interconnessione tra stati porta a una limitazione delle possibilità dello stato di prendere decisioni senza condizionamenti esterni.
  • Classificazione delle FdS sulla base del paradigma democratico? Vi è la dicotomia principale tra Stati democratici e Stati autocratici. Nei primi lo stato è di tipo pluralista, per cui il potere è diviso tra più organi, e pluripartitico. Nei secondi il potere è concentrato in un solo partito, è uno stato monolitico in cui tutti i poteri sono gestiti da una persona o da un organo. Tuttavia, tale classificazione risulta insufficiente e dunque le si affianca una classificazione che vede le forme di stato nella loro successione del tempo (classificazione diacronica):
  • Stato patrimoniale → ordinamento patrimoniale privatistico tipico del mondo medievale, quando non vi era lo Stato modernamente inteso. Rispetto allo stato il territorio appartiene al sovrano che ne è proprietario per cui il rapporto sovrano-territorio non è di natura pubblicistica ma privatistica. Ha finalità molto limitate, quella principale è la difesa dai nemici esterni, in cambio i cittadini si impegnano ad obbedire al sovrano, si tratta di un rapporto di sudditanza in cambio della difesa. I diritti di libertà non spettano a tutti i cittadini ma sono privilegi dati dall’appartenenza ad una certa categoria.
  • Stato assoluto → vi é una crisi nell’età medievale che porta ad un cambiamento nel rapporto sovrano-sudditi: oltre a difendere dalle minacce esterne il sovrano si pone la questione dell’arricchimento dello stato. Vi è la necessità di mantenere gli eserciti

democratiche sono più giovani la crisi dello stato liberale e le richieste delle nuove classi sociali portano ad un’esperienza di stato autoritario o di dittatura.

  • Elementi costitutivi del sistema elettorale? (Collegio, scheda, formula) I tre elementi del sistema elettorale che influenzano il meccanismo di trasformazione dei voti in seggi sono: la scheda e il tipo di scelta, il collegio, la formula. Più seggi sono attribuiti ad una circoscrizione e più l’effetto sarà proporzionale, viceversa l’effetto è maggioritario
  • Sistema maggioritario? Sistema usato per l’elezione della camera dei comuni? FORMULA MAGGIORITARIA → i sistemi maggioritari sono selettivi (contribuiscono a selezionare il voto) mentre quelli proporzionali sono più proiettivi (favoriscono la rappresentatività), i maggioritari favoriscono la governabilità. La formula maggioritaria può essere classificata a seconda del tipo di maggioranza richiesta per ottenere il seggio. Di solito la formula maggioritaria è associata a collegi uninominali. Possiamo distinguere in:  Metodo plurality → “first past the post”, metodo antico, il candidato che ottiene maggior numero di voti ottiene il seggio in palio (chi arriva primo vince). Viene adottato in UK per le elezioni dei deputati della camera dei comuni. Il metodo plurality è generalmente collegato al turno unico, è un sistema che premia i partiti più grandi oppure geograficamente concentrati in una zona del paese
  • Formule maggioritarie e proporzionali? FORMULA MAGGIORITARIA → i sistemi maggioritari sono selettivi (contribuiscono a selezionare il voto) mentre quelli proporzionali sono più proiettivi (favoriscono la rappresentatività), i maggioritari favoriscono la governabilità. La formula maggioritaria può essere classificata a seconda del tipo di maggioranza richiesta per ottenere il seggio. Di solito la formula maggioritaria è associata a collegi uninominali. Possiamo distinguere in:  Metodo plurality → “first past the post”, metodo antico, il candidato che ottiene maggior numero di voti ottiene il seggio in palio (chi arriva primo vince). Viene adottato in UK per le elezioni dei deputati della camera dei comuni. Il metodo plurality è generalmente collegato al turno unico, è un sistema che premia i partiti più grandi oppure geograficamente concentrati in una zona del paese  Metodo majority → é necessaria la maggioranza assoluta dei voti, se nessun candidato la ottiene vi sono determinate altre forme.  Doppio turno → é una combinazione tra le due formule precedenti, al primo turno non si

raggiunge la maggioranza assoluta si prevede un secondo turno a cui, ad e FORMULA PROPORZIONALE → si applica a circoscrizioni plurinominali, si basa sull’idea di dare una rappresentazione più veritiera possibile della distribuzione dei voti all’interno del paese, é una formula che favorisce la rappresentatività ma penalizza la governabilità. Le formule elettorali proporzionali si distinguono in:  Metodo del quoziente → il quoziente è il numero di voti necessario per conseguire un seggio ed è determinato dal rapporto tra il numero del totale dei voti espressi in ciascuna circoscrizione e il numero dei seggi che ci sono in palio. Si divide poi il numero dei voti ottenuto da ciascuna lista per il quoziente così determinato e si assegnano i seggi alle liste a seconda di quanti quozienti interi hanno ottenuto. Deve esserci una proporzione tra il numero di voti e il numero dei seggi attribuiti a un partito. Ci sono diverse varianti della formula del quoziente.  Metodo del divisore → i seggi vengono attribuiti mediante la divisione dei voti ottenuto da ciascuna lista in ciascuna circoscrizione per una serie di numeri successivi. I risultati ottenuti vengono poi ordinati in senso decrescente e i seggi sono assegnati ai partiti che hanno ottenuto i valori più alti sino alla decorrenza del numero totale dei seggi da assegnare. Il metodo più famoso è quello D’Hondt che prevede la divisione della cifra elettorale per una serie di numeri interi.  Metodo automatico → si basa sul principio per cui si assegna un seggio in corrispondenza di una certa quantità prefissata di voto

  • Funzionamento del sistema elettorale tedesco? Spagnolo? SISTEMA ELETTORALE TEDESCO I seggi per il Bundestag sono distribuiti con il metodo del divisore. Il sistema elettorale tedesco si definisce sistema proporzionale personalizzato, che consente ai cittadini tedeschi di esprimere due voti. Con il primo voto esprimono la preferenza in un collegio uninominale per un candidato, che è eletto con sistema maggioritario. Con il secondo si esprime la preferenza per un singolo partiti. Esiste un forte collegamento tra i due canali poiché con il secondo voto si esprimono quanti seggi spettano a ciascun partito, mentre nei collegi si scelgono quali eletti di ciascun partito andranno al Bundestag. La soglia di sbarramento è del 5% dei voti o di tre seggi nei collegi uninominali. SISTEMA ELETTORALE SPAGNOLO Il sistema elettorale di elezione del congresso dei deputati è di tipo proporzionale, si utilizza il

l’autorità di tracciare l’indirizzo politico generale servendosi di ministri da lui nominati e responsabili esclusivamente verso di lui.

  • Fdg costituzionale parlamentare (monarchica o repubblicana) → l’indirizzo politico generale spetta ai ministri che sono responsabili politicamente soltanto nei confronti del parlamento, il quale è chiamato ad approvare l’indirizzo politico fissato dal governo.
  • Fdg costituzionale direttoriale (solo repubblicana) → il governo è eletto dal parlamento per un periodo di tempo predeterminato e non è responsabile bei suoi confronti, i ministri esercitano a turno le funzioni del capo dello Stato. Vi è un ulteriore criterio che propone una classificazione sulla base dell’individuazione in una forma di governo di due elementi:
  1. Presenza o meno del rapporto fiduciario tra esecutivo e legislativo 2) Modo in cui viene eletto il capo dello stato. Sulla base di questo criterio vengono classificate 4 forme di governo:
  • Parlamentare → vi é il meccanismo fiduciario ma non quello dell’elezione diretta del capo dello stato
  • Presidenziale → manca il meccanismo fiduciario, ma vi è l’elezione diretta del capo dello stato
  • Direttoriale → non vi é né il meccanismo fiduciario né l’elezione diretta del capo dello stato
  • Semi presidenziale → vi é sia il meccanismo fiduciario, sia l’elezione diretta del capo dello stato
  • FdG definizione e criteri di classificazione? Forma di Governo → modo in cui il potere è distribuito tra gli organi costituzionali come previsto da ciascuna costituzione. La FdG riguarda la distribuzione del potere anche in funzione dell’esercizio dell’indirizzo politico. Per le FdG esistono diversi criteri di classificazione, a seconda del criterio che si utilizza si hanno determinati risultati, ma di fatto le FdG sono sempre le stesse: applichiamo diversi criteri ma raggiungiamo gli stessi risultati. Un ulteriore criterio di classificazione esamina quale sia la legittimazione degli organi posti al vertice del potere esecutivo o legislativo, dunque se sono eletti o meno dal popolo:
  • FdG MONISTICA → vi rientrano la forma parlamentare è quella direttoriale, per cui il popolo elegge solo l’assemblea (dunque il potere legislativo). Il potere esecutivo deriva da quello legislativo.
  • FdG DUALISTICA → vi rientrano la forma presidenziale, semi presidenziale, neoparlamentare e secondo alcuni la forma della monarchia costituzionale (il monarca

ha una legittimazione distinta rispetto al parlamento, viene legittimato per il principio monarchico). Esecutivo e legislativo hanno una legittimazione diversa (entrambi eletti o due legittimazioni distinte). Un’ulteriore classificazione, più recente rispetto a quelle tradizionali, afferma che è necessario integrare le classificazioni tradizionali con elementi nuovi che tengano conto del ruolo del corpo elettorale nella determinazione dell’indirizzo politico. In alcuni paesi il principio della sovranità popolare esercitata attraverso il voto porta all’indicazione diretta dell’esecutivo, ovvero in alcuni paesi anche se hanno la FdG parlamentare vi è la possibilità del voto attraverso il Parlamento di stabilire direttamente il governo che viene formato, mentre in altre FdG parlamentari questo passaggio porta a trattative tra partiti che poi faranno vita all’esecutivo.

  • FdG a legittimazione diretta → (democrazie immediate) paesi in cui si elegge direttamente l’esecutivo (USA, UK)
  • FdG a legittimazione indiretta → (democrazie mediate) in genere legata alle forme parlamentari (Germania, Italia, Spagna)
  • Quali sono le caratteristiche della FdG monarchia costituzionale pura/ parlamentare? MONARCHIA COSTITUZIONALE PURA Il passaggio tra Stato assoluto e stato liberale determina un cambiamento poiché non vi è più la concentrazione del potere nelle mani del sovrano ma c’è una divisione dei poteri. Questa FdG si Document shared on www.docsity.com Downloaded by: GiuliaSpo ([email protected])colloca in questa transizione e vede non un’eliminazione totale dei poteri del sovrano ma un passaggio graduale. Il sovrano è il titolare dell’indirizzo politico. Sovrano e parlamento coesistono ma non sono in equilibrio tra loro poiché il primo prevale sul secondo. Questa è una FdG a separazione dei poteri, l’esecutivo è responsabile solo nei confronti del sovrano. Si afferma in Gran Bretagna alla fine delle due rivoluzioni fino al 1782, anno in cui per la prima volta il primo ministro si dimette poiché non ha la fiducia del parlamento. È una forma dualistica in quanto esecutivo e legislativo hanno una legittimazione differente. La monarchia costituzionale si basa su due diverse autorità politiche: sovrano e Parlamento. FDG PARLAMENTARE