Scarica Diritto Comparato con prof. Caravale e più Appunti in PDF di Diritto Comparato solo su Docsity!
Diritto Costituzionale
Diritto costituzionale comparato: il diritto costi ci fa capire l'ambito in cui ci muoviamo, comparato fa riferimento al metodo usato (confronto tra le diverse esperienze costituzionali). Cosa è comparazione giuridica: è un'opera intellettuale di raffronto tra gli ordinamenti e gli istituti di diversi paesi, è un processo di conoscenza che ci permette di confrontare due o più fenomeni giuridici che avvengono in paesi differenti. Questa opera ha come obiettivo il riuscire a capire quali sono gli elementi comuni e quelli di differenza e di capire i motivi di queste somiglianze e differenze. E' un metodo che si differenzia dal metodo delle scienze naturali (metodo sperimentale), qui è un metodo che deve seguire delle regole: -individuare chi è che compara: chi è il comparatista. Il comparatista è un giurista, -individuare che cosa si compara: oggetto della comparazione. L'oggetto è la costituzione dei diversi paesi e l'evoluzione costituzionale dei diversi paesi, -capire come si può comparare: ci sono tanti modi diversi per comparare:
- comparare all'interno di uno stesso paese quella che è stata l'evoluzione storica (COMPARAZIONE DIACRONICA),
- COMPARAZIONE SINCRONICA: posso vedere quale è il potere del capo dello Stato nello stesso momento in diversi paesi,
- distinzione tra MICROCOMPARAZIONE e MACROCOMPARAZIONE: posso comparare le diverse forme di governo che esistono in diversi paesi (macrocomparazione) o comparo un termine molto specifico (microcomparazione),
- comparazioni BINARIE o MULTIPLE: binarie vuol dire confrontare due soli paesi, multiple vuol dire confrontare più di due paesi,
- COMPARAZIONE INTERNA o ESTERNA: comparazioni interne allo stato (come una determinata cosa avviene in uno stato federale) o esterne allo stato e quindi più stati messi a confronto,
- COMPARAZIONI IMPLICITE o ESPLICITE: implicite confrontiamo ciò che succede in due o più paesi, esplicito invece è il diritto straniero, -perché dobbiamo comparare: motivi della comparazione. FUNZIONE INTELLETTUALE:
- la conoscenza, FUNZIONI PRATICHE:
- elaborazione e definizione dei trattati internazionali: nel momento in cui si deve fare un trattato la conoscenza del diritto degli altri paesi aiuta nella ricerca di aspetti comuni e migliorare anche il diritto internazionale,
- ausilio alla politica legislativa di un paese: in tutti i parlamenti esiste un ufficio che si occupa dello studio del diritto comparato cioè di vedere come i diversi paesi hanno adottato alcune riforme e come determinate materie funzionano in altri paesi,
- confronto con i modelli che vengono dai paesi stranieri con i principali modelli di riferimento: modelli che derivano dal fatto che ci sono dei paesi che grazie alla loro storia hanno fornito dei modelli per prestigio da altri paesi, esistono quindi modelli dominanti che sono stati osservati dagli altri paesi, quindi deriva dall'osservazione pratica di un modello teorico,
- interpretazione per il giudice: soprattuto in alcuni settori ci sono delle regole che vengono applicate da tutti i giudici indipendentemente dai paesi proprio perché vi è una diffusione di diritti che è universale e quindi la conoscenza delle sentenze degli altri paesi può aiutare il giudice nazionale, avviene soprattuto nei paesi di Common Law in cui le sentenze rivestono anche un ruolo fondamentale nelle fonti del diritto. La comparazione è più facile con l'omogeneità delle realtà che vado a confrontare, infatti si comparano i paesi occidentali in genere. Dobbiamo individuare il parametro che dobbiamo usare per comparare, cioè l'oggetto della comparazione. Ci sono delle regole da seguire per capire questo oggetto. Quando noi studiamo qualche cosa e dobbiamo confrontarle, dobbiamo esaminare quella cosa inserendola nella realtà che
stiamo studiando e quindi entrare nell'ottica del giurista di quel paese e non seguendo il pensiero nostro che è ancorato alla nostra tradizione giuridica. Il problema della percezione è fondamentale nel momento in cui le realtà sono diverse e lontane da noi e quindi l'interpretazione del fenomeno giuridico di un altro paese può darci dei problemi proprio per la percezione che noi abbiamo di quel fenomeno. Questa percezione è ulteriormente complicata perchè il diritto costituzionale è particolare perchè è un DIRITTO VIVENTE cioè un sistema giuridico che è in continua evoluzione. Quindi oggetto dello studio non è solo la COSTITUZIONE FORMALE del paese ma anche i FORMANTI. Formanti: elementi che sono in continuo cambiamento, elementi essenziali di un ordinamento giuridico (costituzione, leggi, giurisprudenza: modo in cui i giudici applicano e interpretano le leggi, la dottrina giuridica: modo in cui gli studi del diritto interpretano le costituzioni). Servono per studiare la COSTITUZIONE MATERIALE. Bisogna fare una distinzione tra le famiglie giuridiche: ci permette di classificare i paesi in base alle fonti del diritto che vengono adottate. Circolazione fra formanti: modo in cui si relazionano e condizionano dottrina, giurisprudenza, legislazione, crittotipi. Metodi: -PROBLEMATICO: quando al centro dell'indagine comparativa c'è un problema concreto e quindi noi valutiamo, sulla base della costituzione e dei formanti, la soluzione data a quel problema dalla legislazione/costituzione/giurisprudenza dalla costituzione di quel paese, Fasi di questo metodo: sono tra loro propedeutiche: 1) fase della conoscenza: devo raccogliere tutti i dati per comprendere la realtà che vado a studiare, 2) fase della comprensione, con il materiale in mano cerco di capire come funziona il paese, 3) fase della comparazione -CASISTICO: problema viene esaminato a partire dai casi giudiziari e quindi sulle sentenze dei giudici Lo studio della comparazione nasce nel 1900 con la comparazione del diritto privato anche se la comparazione è stata sempre fatta, fin dai tempi di Aristotle. Nel diritto pubblico comparato nasce nel 1924 come materia di studio. Perchè solo in tempi recenti? Perchè deve esistere un diritto nazionale oltre che una costituzione.
consuetudinarie locali non era sufficiente a regolare le esigenze di quella società che stava cambiando. Questo perchè solo il diritto può garantire ordine e sicurezza ad una società che sta mutando. Non esiste un potere così forte che possa dare un'impronta a questo diritto, quindi all'interno dell'università nasce un nuovo studio del diritto romano che consenta di dare delle regole comuni a tutti sulla base degli insegnamenti del diritto romano. E' stato scelto il diritto romano perchè era un diritto di una civiltà molto luminosa, era un diritto che era conosciuto in tutta europa e che grazie a Giustiniano era scritto e quindi conoscibile, quindi nasce attraverso questi studi una serie di regole che vengono adattate alla nuova realtà medioevale secondo gli schemi elaborati dal diritto romano. Si inquadra la casistica della prassi medioevale negli schemi che erano stati elaborati dal diritto romano e quindi nasce l'idea che esistano delle regole generali ed astratte che possano essere applicate alla realtà concreta nei diversi paesi. Queste regole danno sostegno interpretativo alle regole del diritto locale. In questa fase vi è una famiglia giuridica che si basa non sul potere politico particolare, abbiamo una frammentazione territoriale, non c'è il concetto di stato, ma c'è una cultura giuridica che condiziona il giurista e quindi la famiglia politica è l'interpretazione del giurista. Con l'evoluzione degli stati vi sono una serie di novità ma gli aspetti comuni a tutta la famiglia giuridica romano-germanica, ma in comune è un diritto colto, universitario, che si interessa solo a fissare delle regole generali e che concepisce anche la regola giuridica come una regola di condotta strettamente legata anche alla morale. Con l'evoluzione europea arriviamo ad un cambiamento fondamentale, vale a dire al fatto che con la nascita degli Stati nazionali e con la nascita dello Stato di diritto si afferma il principio per cui la legge è la fonte principale del diritto e che lo Stato è l'unico in grado di produrre norme giuridiche (prima vi erano diverse fonti del diritto). LEGGE= FONTE GENERALE E ASTRATTA CHE SI VA AD APPLICARE ALLA REALTA' CONCRETA, è quindi la fonte principale del diritto. Elemento che segna, all'inizio dell'800, questa famiglia giuridica: la codificazione. La nascita dei codici segna la definitiva frattura tra il mondo di Civil Law e quella di Common Law (Non adottano codici). Questo perchè il codice è un insieme di norme che vanno a disciplinare un settore del diritto innovando completamente quel determinato settore. L'introduzione del codice segna anche una distinzione tra i paesi perchè non vi sono regole generali per tutti, ma ogni Stato approva le proprie leggi e ogni Stato introduce i propri codici. Elemento comune tra tutti i paesi: riconoscere un ruolo preminente alle costituzioni e alle leggi, tutti riconosco il peso delle fonti.
- Common Law Common Law ha diversi significati: -famiglia giuridica: si contrappone a quella di Civil Law, -diritto comune a tutta l'Inghilterra che si è diffuso a partire dal 1066 in contrapposizione ai diritti locali presenti nel Regno Unito, -diritto di produzione giurisprudenziale che viene prodotto dalle Corti di giustizia regie che si contrappone al diritto di equity, -diritto di produzione giurisprudenziale che si contrappone al diritto di produzione legislativa. FONTI DEL DIRITTO: diritto legislativo e diritto giurisprudenziale (Statute Law e Common Law): legge e sentenze. Common Law come famiglia giuridica, caratteristiche generali: -l'antichità e continuità: questa famiglia giuridica nasce e che si sviluppa in Inghilterra a partire dal 1066, quando Guglielmo il Conquistatore conquista l'Inghilterra. Nel tempo questa famiglia non ha mai conosciuto interruzione e fratture. Non c'è concetto di desuetudine, può essere applicata una legge del 1300 e questo è possibile perchè non ci sono state interruzioni, -mancanza di codificazione: la presenza di codici che si diffondono con Napoleone, caratterizza la famiglia romano-germanica e non la famiglia di Common Law. L'assenza di codici, non permette il rinnovo delle leggi, -natura giudiziaria: l'origine della famiglia di Common Law è ad opera delle Corti di Giustizia (e non all'università come la famiglia romano-germanica). Natura giudiziaria vuol dire anche che nelle fonti del diritto le sentenze rivestono un ruolo fondamentale, quindi in questa famiglia accanto alla legga abbiamo anche le sentenze come fonti principali del diritto. La presenza o l'assenza della Costituzione non determina il fatto che un paese sia di Common Law (UK non l'ha, ma USA si) -storicità del diritto: fondamentale per capire per la comprensione di questa famiglia,
-resistenza al diritto romano-germanico: a lungo le due famiglie si sono evolute in maniera parallela, ci sono state in alcuni casi delle contaminazione tra le due famiglie ma la famiglia della Common Law ha colmato le sue lacune in maniera autonoma rispetto al Civil Law. Nel XX secolo, soprattuto per l'ingresso dell'UK nell'UE, ci sono state delle contaminazioni tanto che ora vengono raggruppate nella stessa famiglia giuridica. La storia della Common Law può essere divisa in diverse fasi: -periodo anglosassone: precedente alla nascita del Common Law e che arriva fino al 1066. Vi sono dei diritti locali e le fonti del diritto erano le consuetudini locali e le ordinanze del re. Ogni località aveva la propria amministrazione della giustizia con delle proprie corti che amministravano la giustizia applicando le consuetudini del luogo e spesso risolvevano le controversie sulla base dell'organia (giudizio di Dio), -nascita del Common Law: periodo che va dal 1066 al 1485. Nel 1066 conquista da parte di Guglielmo di Normandia dell'Inghilterra e con lui c'è una svolta nel sistema dell'amministrazione della giustizia. Guglielmo il Conquistatore, per conquistare l'Inghilterra, aveva ottenuto l'appoggio della Chiesa e in cambio di questo appoggio crea un sistema di Corti di Giustizia ecclesiastiche separato da Corti di Giustizia laiche, in modo che le due possano evolversi in maniera autonome. Nella conquista è stato aiutato anche da nobili normanni e per ripagarli distribuisce parte del territorio inglese a questi normanni e li divide in feudi, in questo modo i feudatari non possono competere con il feudatario maggiore (il re). Guglielmo opera un censimento per organizzare a livello centrale la riscossione dei tributi, nasce quindi un sistema centralizzato che riguarda la materia tributaria. I re sono titolari di una Corte di Giustizia (Curia regis) che al pari delle altre Corti di Giustizia che continuano ad esistere, ha alcune competenze. La Curia regis è composta da una composizione più ristretta (quella che amministra la giustizia e quindi si occupa di tutte quelle questioni che possono riguardare contrasti tra sovrano e vassalli, le questioni dei diritti di proprietà e tutte quelle questioni che potrebbero mettere in pericolo la pace del Regno e le questioni finanziaria) e poi una composizione più ampia. I re dopo mandano persone in giro per il paese, 4 volte l'anno, a vedere come è amministrata la giustizia per vedere come possono intervenire. Questi giudici itineranti porteranno alla nascita del Common Law perchè: essi arrivano e si trovano di fronte ad un suddito che ha dovuto dare tutto il raccolto di quella stagione al signore locale, si rivolge alla Corte locale e, essendo la Corte gestita dal signore locale, non avrà mai ragione, così aspetta l'arrivo della Corte regia che si trasforma ad una Corte d'appello rispetto alle ingiustizie subite dai sudditi. La Corte regia arrivata in loco, cercano testimoni di quanto è successo, questi testimoni sotto giuramento, giurano di dire la verità e quindi nasce un sistema con la giuria che emana un verdetto, quindi un sistema di processo di fronte ad una giuria e interviene poi il giudice che valuta il diritto e quindi emette una sentenza. Nasce quindi il Common Law: modo di risolvere le controversie su base di un diritto comune, è un diritto giurisprudenziale quindi, perchè nasce dalle Corti di Giustizia. Non è un diritto unico, è solo comune, perchè comunque esistono sempre le Corti di Giustizia locali. Questa Corte del re amplia le sue competenze con il tempo, questo perchè le Corti di Giustizia regie si facevano pagare e quindi ampliare le competenze faceva entrare più soldi nelle tasche del re. La Curia regis si specializza quindi in 3 Corti diverse (Corti di Westminster): Corte dello Scacchiere (si occupa delle questioni di natura giudiziaria e il ministro delle Finanze del Tesoro si chiama Cancelliere dello Scacchiere ancora oggi); Corte delle Udienze Comuni (si occupa della materia civile, materie che possono sorgere tra i sudditi soprattutto in relazione al diritto di proprietà); Corte del Banco del Re (si occupa di tutte le questioni che possono mettere in pericolo la pace del regno e quindi di tutte le questioni di natura penale). La Curia Regis nella sua composizione più ampia, si riunisce 2 volte l'anno e vi partecipano: re, nobili sia laici che ecclesiastici, rappresentanti delle città libere e delle contee. Questa Curia regis emana delle sentenze che hanno valore per tutto il territorio. A partire dalla fine del '200 questa Curia regis si dividerà in due Camere: Camera dei Lord (nobili), Camera dei Comuni (rappresentanti territoriali). Il Parlamento inglese nasce quindi come Corte di Giustizia. In questo Parlamento, i rappresentanti delle diverse articolazioni vanno a difendere i lori privilegi e non gli interessi della collettività, quindi c'è un concetto di rappresentanza diverso rispetto al concetto di rappresentanza che usiamo ora. Questo Parlamento, deve anche votare tutte le richieste di sussidio straordinario avanzate dal sovrano, già dal 1215 (Magna Carta) quindi si afferma quel principio che solo i rappresentanti dei cittadini possono votare le tasse.
- (^) Consuetudine: quando i giudici itineranti giravano per il paese recepivano nelle loro sentenze le consuetudini, cioè le regole non scritte presenti nelle varie comunità. La consuetudine è sempre stat una fonte del diritto ma nel corso del tempo ha perso importanza perché le consuetudini sono state inglobate nelle sentenze e quindi non è più molto usata. La consuetudine è un comportamento da parte del gruppo sociale che viene ripetuto nel tempo nella convinzione che sia conforme al diritto. Affinché una consuetudine sia fonte del diritto deve avere diverse caratteristiche: 1) deve essere antica, cioè risalire all'epoca precedente al 1189 (= anno dell'incoronazione di Riccardo I, nei paesi di Common Law, questo è l'anno di separazione tra il memorabile e l'immemorabile), perciò deve essere immemorabile; 2) deve essere continua nel tempo, quindi sempre applicata da prima del 1189; 3) deve essere stata imposta in modo pacifico, come comportamento spontaneo da parte dei cittadini e quindi non come imposizione; 4) deve essere lecita, cioè conforme a tutte le altre regole di diritto e quindi deve essere conforme alle leggi (non deve andare contro leggi e sentenze per la questione della gerarchia delle fonti).
- (^) Dottrina: fonte del diritto perchè per conoscere il passato del diritto, nel momento in cui non abbiamo accesso alle sentenze del passato, abbiamo accesso ai libri delle dottrine del passato. Non tutta la dottrina è considerata fonte del diritto ma solo le opere che vanno dal 1187 al 1765.
4/03 al 5/
FORME DI STATO
Concetto di Stato: è una organizzazione del potere politico che ha l'esercizio del monopolio della forza in un determinato territorio. Lo Stato si compone di 3 elementi:
- (^) Territorio: ambito spaziale sul quale si applicano le regole di quello Stato,
- (^) Sovranità: capacità che ha lo Stato di imporre le proprie regole ai propri cittadini sul territorio. Questo concetto ha avuto una evoluzione nel tempo, è differente infatti parlare della sovranità del monarca dal concetto di sovranità del popolo (Costituzione di Weimar del 1919, prima Costituzione che individua la sovranità del popolo). Dopo Weimar si afferma in tutte le Costituzioni questo principio di sovranità del popolo che deve comunque seguire le regole costituzionali. Crisi della sovranità: nel corso del '900, grazie alla globalizzazione, si supera il concetto di Stato-Nazione nato nell' '800. Molti Stati hanno visto mettere in crisi il concetto di sovranità con le richieste di autonomie che sono partite dall'interno dello Stato e quindi anche per questo crolla lo Stato-Nazione,
- (^) Popolo: elemento personalistico, comunità di persone che vive in uno Stato. Ogni Stato ha le sue regole per stabilire chi sono i suoi cittadini. E' un concetto differente da quello di nazione che individua delle persone legate da elementi culturali indipendentemente dal fatto che costituiscono uni Stato. Nel 1648 nasce il concetto di Stato moderno, anno della Pace di Westphalia (fine del Sacro Romano Impero). Con questa pace finiscono le autonomie medioevali territoriali e nasce lo Stato in senso moderno così come lo intendiamo noi. Quando noi parliamo di Stato, sappiamo che gli Stati si pongono determinati obiettivi e questi obiettivi si concretizzano nel rapporto che si instaura tra lo Stato e i cittadini (= forma di Stato). La dottrina parla di Stato-ordinamento quando descrive lo Stato come l'abbiamo descritto fino ad ora, all'interno distingue:
- (^) Stato-apparato: sono le istituzioni di governo,
- (^) Stato-comunità: è la società civile, i cittadini. Questi rapporti si basano sulle finalità e sugli obiettivi che lo Stato si pone. Nel tempo gli obiettivi cambiano e quindi cambia anche il rapporto tra cittadini e Stato e quindi la forma di Stato. Elementi da considerare per caratterizzare le forme di Stato:
- (^) Rapporti che esistono tra economia e diritto,
- (^) Finalità dello Stato: in alcune forme essi sono espliciti e in altre sono impliciti,
- (^) Principi di fondo che servono a disciplinare e a individuare il rapporto che esiste tra lo Stato e la società civile,
- (^) Modo in cui i diritti di libertà vengono considerati,
- (^) Presenza di una Costituzione che ponga dei limiti al potere dei governanti Sulla base di questi elementi noi distinguaimo le diverse forme di Stato. Classificazione delle forme di Stato: I CLASSIFICAZIONE: criterio che non tiene conto dell'evoluzione storica
- (^) Stato democratico: ha una struttura pluralista, pluripartitico, i poteri sono ripartiti tra vari organi,
- (^) Stato autocratico: ha una struttura monolitica, il potere è concentrato, monopartitico II CLASSIFICAZIONE: segue criterio storico
- ordinamento patrimoniale privatistico
- (^) Si usa parola ordinamento e non Stato perchè ci si riferisce ad un periodo storico, quello medioevale, dove non esiste ancora lo Stato in senso moderno.
- (^) Il rapporto che esiste del sovrano sul territorio è un rapporto di natura privatistica e non pubblicistica: lo Stato era proprietà privata del re. E' uno Stato che caratterizza il Medioevo, è una forma di Stato molto embrionale, la legittimazione del potere del sovrano deriva dal fatto che in uno Stato feudale c'è un accordo tra il sovrano e i feudatari che obbediscono al sovrano in cambio di qualche cosa: e' quindi una legittimazione che deriva da un contratto, un accordo,
una pubblica funzione e non un diritto naturale e quindi solo determinati gruppi avevano questo diritto (soprattutto la classe borghese). I partiti del tempo erano partiti di élites, che rappresentano una porzione limitata e molto omogenea della società. Quindi: nasce il principio rappresentativo ma con limitazioni del diritto di voto. Piano piano poi si espande il suffragio e come conseguenza le istituzioni liberali che si fondavano su partiti di élites entrano in crisi e non rappresentano più tutte le nuove classi sociali e quindi c'è un cambiamento di forme di Stato. Questo cambiamento porta a realtà tra loro differenti a seconda dei paesi. Ci sono dei paesi dove questo passaggio avviene in maniera graduale senza particolari scossoni (UK e USA). In altri paesi questo passaggio non avviene in maniera così graduale ma avviene attraverso una rottura, la crisi dello Stato liberale sfocia in parentesi di regimi totalitari o autoritari (Italia con fascismo, Germania con nazismo e Spagna con il franchismo). In altri paesi dove la democrazia non è molto forte, si sfocia nel socialismo,
- (^) Concezione particolare dei diritti di libertà come libertà negative: nell'età liberale abbiamo una concezione garantistica dei diritti di libertà: le libertà sono quelle che garantiscono il cittadino dalle ingerenze e dagli abusi dei pubblici poteri, sono libertà negative perchè la sfera privata del cittadino sono tutelate dall'ingerenza dello Stato (sono libertà DALLO Stato). Diritto di libertà, di uguaglianza, di stampa, sono quei diritti che ritroviamo in tutte le costituzioni liberali e che rientrano nelle libertà negative. Le libertà positive sono le libertà NELLO Stato,
- (^) Il codice si pone l'obiettivo di stabilire delle regole che siano coerenti e collegate l'una con l'altra e che siano esaustive per determinare una materia. Con lo Stato liberale si afferma quindi definitivamente per cui l'unico detentore della forza di imporre il diritto è lo Stato. Non ci sono ordinamenti intermedi tra cittadino e Stato. I rapporti tra i privati vengono stabiliti dallo Stato e lo fa attraverso i codici. Quindi si afferma lo Stato di diritto: principio secondo il quale ogni limitazione dei diritti di libertà deve avvenire attraverso la legge. E' solo il Parlamento con le sue regole che può decidere le leggi che sono universali per tutti i cittadini. Il concetto di forma di Stato si lega ai concetti di:
- (^) Regime politico: indica quel complesso di valori, strutture istituzionali, regole del gioco in cui operano i soggetti politicamente rilevanti.
- (^) Costituzione materiale: indica le finalità politiche fondamentali di una determinata comunità e quell'insieme di forze politiche sociali e che fanno valere queste finalità in un contesto storico. Parametri per classificare le forme di Stato:
- (^) Evoluzione storica,
- (^) Riconoscimento dei diritti e dei doveri,
- (^) La natura dei rapporti tra Stato e società civile,
- (^) Derivazione e gestione del potere politico. Usando il criterio della derivazione e gestione del potere politico per ripartizione tra:
- Stato democratico: caratterizzato da una struttura pluralista, pluripartitica e dalla ripartizione del potere. Concetto di democrazia: deriva dal greco e composto da popolo+governo. La principale dicotomia della democrazia è quella tra: democrazia rappresentativa e democrazia diretta. Attraverso la democrazia rappresentativa e attraverso il principio maggioritario si traspone la volontà del corpo elettorale all'interno degli organi istituzionali. La democrazia rappresentativa si realizza attraverso le elezioni e la rappresentanza politica che ne costituiscono il presupposto logico e teorico fondamentale. Rappresentanza politica: la rappresentanza, in generale, postula un'assenza del rappresentato che viene sostituito dal rappresentante. Esistono molti tipi di rappresentanza ma ci soffermeremo su due tipi in particolare: la rappresentanza del mandatario sul mandante (mandatario è l'esecutore della volontà del mandante) e la rappresentanza giuridica (si fonda su un contratto, è quindi di natura privatistica, il rappresentante agisce in nome del rappresentato). Nella rappresentanza politica è assente il concetto di “agire in nome di qualcuno”, concetto presente nei due tipi di rappresentanza appena citati. Nella rappresentanza politica, il rapporto tra rappresentante e rappresentato non è sancito da un contratto e il rappresentante non rappresenta quindi solo il rappresentato, ma
rappresenta tutta la Nazione e lo fa senza vincolo di mandato. Il concetto di rappresentanza nasce nello Stato moderno. Democrazia diretta : si è realizzata attraverso la partecipazione di ogni cittadino al potere politico e al posto delle elezioni si usava il metodo del sorteggio. Attualmente la democrazia diretta si realizza attraverso il referendum e l'iniziativa popolare. Gli ordinamenti dove sono più usati questi mezzi sono gli USA e la Svizzera. In linea generale l'iniziativa popolare sta ad indicare una proposta dei cittadini che può essere diretta o indiretta. Il referendum può essere: costituzionale (si inserisce all’interno del procedimento di revisione costituzionale), abrogativo (serve per abrogare un atto legislativo già vigente), legislativo, convenzionale (ha ad oggetto le materie internazionali). La democrazia partecipativa fa riferimento a delle forme di partecipazioni del popolo a decisioni di indirizzo politico, costituenti o a importanti decisioni politiche. Uno dei principali strumenti usati è quello del referendum di natura consultiva. Democrazia elettronica : si intendono tutte le forme di partecipazione popolare che si esercitano per via telematica o attraverso strumenti informatici. Attualmente la maggior parte degli Stati ha adottato la democrazia rappresentativa anche se spesso è affiancata da elementi tipici della democrazia diretta. Ovviamente ci sono tanti altri elementi, oltre alle elezioni, che ci permettono di definire uno Stato come democratico: devono essere garantite le libertà, deve esserci una pluralità di fonti di informazioni ecc. La dottrina ha allora cercato i requisiti minimi che servono per dire che uno Stato è effettivamente democratico:
- (^) Elezioni libere, competitive, ricorrenti e corrette,
- (^) Il suffragio deve essere universale,
- (^) Inclusione di tutte le cariche politiche nel processo democratico,
- (^) Pluralismo partitico e competizione,
- (^) Garanzia delle principali libertà,
- (^) Rispetto dei diritti della persona,
- (^) Libertà e pluralismo delle fonti di informazione. Tornando al concetto di forma di Stato, la dottrina italiana opera una classificazione tra:
- (^) Stati a democrazia pura: Stati in cui vengono garantiti tutti gli elementi minimi della democrazia
- (^) Stati a democrazia imperfetta: Stati ibridi, ci si inseriscono anche gli Stati autoritari che si sono costituiti a seguito di elezioni poco limpide ma che si propugnano come Stai democratici,
- (^) Stati non democratici: ce potemo arrivà a cosa è. Lo Stato di natura democratico-sociale è uno Stato rappresentativo, pluralistico, costituzionale, si è affermato in seguito allo Stato di diritto liberale e ha come caratteristiche:
- (^) Suffragio universale,
- (^) In economia si afferma il capitalismo Lo Stato di democrazia costituzionale: presenta una caratteristica in più, cioè la rigidità costituzionale.
- Stato autocratico: caratterizzato da una struttura monolitica, monopartitica e con potere concentrato. Elementi comuni:
- (^) Sono stati illiberali, antipluralisti, con una forte concentrazione del potere nelle mani del governo,
- (^) Con una riduzione quasi completa delle funzioni del Parlamento,
- (^) Rappresentanza monopartitica: il governo rappresenta il partito,
- (^) Autonomie territoriali vengono quasi tutte soppresse,
- (^) Diritti negati,
- (^) Opposizioni represse,
- (^) Diritti civili limitati,
- (^) Presenza pervasiva del partito unico nella vita dello Stato
- Socialismo
- (^) Partito unico è espressione classe operaia o contadina,
6/03 e 11/
COSTITUZIONE
Concetto di costituzione: l'espressione costituzione intende tante diverse cose (concetto polisemico). Questo perchè dal, punto di vista storico, significa anche differenti perchè nel passato non c'era una sovranità da limitare, non c'erano dei diritti da garantire ma c'era un'ideale etico-politico cui ispirarsi. Questo ideale era contenuto nelle costituzioni dell'antichità classica. Con le rivoluzioni liberali il concetto di costituzione cambia e nasce il concetto di costituzione in senso moderno: insieme delle regole fondamentali di una determinata organizzazione sociale che si pongono l'obiettivo di separare i poteri e tutelare i diritti dei cittadini. Il concetto moderno di costituzione lo ritroviamo espresso formalmente nell'articolo 16 della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1789 in Francia. Tipi di costituzione :
- (^) COSTITUZIONE FORMALE : è il testo della costituzione del paese, gli articoli che disciplinano i rapporti tra Stato e cittadino e i rapporti tra gli organi costituzionali, tutelano i diritti ecc,
- (^) COSTITUZIONE SOSTANZIALE : è il modo in cui la costituzione viene concretamente applicata e dunque oltre al testo formale, la costituzione comprende tutti quegli atti a cui l'ordinamento attribuisce rilevanza costituzionale ma riguarda anche le fonti non costituzionali ma che applicano concretamente la costituzione, come la costituzione è interpretata dalle forze politiche dominanti del paese. Indica quindi la concreta attuazione del testo costituzionale da parte delle forze politiche dominanti in un determinato contesto storico. Negli USA si parla anche di costituzione vivente, cioè che si evolve in continuazione. Concetto di potere costituente: è un argomento che può essere studiato da diversi punti di vista:
- (^) Punto di vista storico-politico: come sono nate le costituzioni,
- (^) Punto di vista politologico: perchè sono nate,
- (^) Punto di vista giuridico: quali sono le condizioni e i presupposti in base ai quali è riconosciuto alle costituzioni il carattere di norma giuridica fondamentale di un ordinamento. Potere costituente: potere/diritto di un popolo di darsi una costituzione. Per avere questo potere deve esserci il diritto di autodeterminarsi. E' un potere: inviolabile, immodificabile, non trasmissibile. Questo concetto nasce nel momento in cui nasce il concetto di costituzione in senso moderno e quindi nell'epoca liberale. Le costituzioni liberali si basano sull'autodeterminazione di popoli. Nella costituzione del 1793 francese viene affermato questo potere costituente. Concetto di potere costituito: potere di modificare la costituzione secondo regole prestabilite dalla costituzione stessa senza però andare ad alterare i principi della costituzione. Se nasce questo concetto, le costituzioni diventano rigide e modificabili solo con procedura aggravata. Se queste modifiche cambiano la costituzione non abbiamo più il potere costituito ma potere costituente, perchè si forma una nuova costituzione. Il potere costituente nasce come potere di darsi sempre una nuova costituzione è un potere che non viene considerato come legale ma legittimo: non è legale nel senso che se un popolo vuole darsi una nuova costituzione lo può fare senza seguire delle regole prestabilite, ma è legittimo perché è il volere del popolo. Questo viene contestato nel corso del '900: molti giuristi ritengono che non è possibile dotare il popolo di un potere costituente come nella costituzione francese del 1793. Se la costituzione è l’atto giuridico principale di un paese, la fonte prima di un paese, dicono i giuristi che questa costituzione non può nascere da un evento non giuridico e rivoluzionario. I giuristi non vogliono che il diritto sia solo lo studio di norme e non contaminato da cose al di fuori delle norme. Nasce così la distinzione tra:
- (^) Potere costituente: potere di dar vita a una costituzione, si esprime con una costituzione che contiene un insieme di valori,
- (^) Potere costituito: è il potere di modificare il testo costituzionale secondo le regole costituite nella costituzione.
Quindi, se questo potere costituito arriva a modificare i valori della costituzione avremo l’esercizio di potere costituente e non costituito. Se si modifica la costituzione senza modificare i valori essenziali allora avremo l’esercizio di potere costituito. Nel tempo alcuni paesi hanno cercato di regolare il potere costituito ma anche di disciplinare il potere costituente, alcune costituzioni prevedono la revisione totale del testo costituzionale e non solo parziale (costituzione Spagnola, regole per darsi nuova costituzione). Sul concetto di potere costituente è difficile fare uno studio poiché esso è un potere libero: ogni popolo può decidere di dotarsi di una propria costituzione, non ci sono regole che stabiliscono una procedura da seguire per dotarsi di una nuova costituzione. Dalle esperienze delle prassi dei paesi quali sono le più comuni seguite. La prima cosa che possiamo vedere è che ci sono diverse fasi nella formazione delle costituzione:
- (^) Iniziativa: può essere di tipo democratico o monarchico (nell’800 costituzioni concesse dal monarca). Quando l’iniziativa è popolare democratica, si elegge un’assemblea costituente che ha il compito di dar vita a una nuova costituzione, oppure viene assunta dal parlamento già esistente, organi già esistenti o un organo creato appositamente.
- (^) Preparazione della carta costituzionale: questa può avvenire da parte esclusivamente dall’organo che ha proposto il testo costituzionale oppure può esserci un’approvazione tramite referendum dal popolo. Questo referendum può precedere l’approvazione della nuova costituzione.
- (^) Approvazione della carta costituzionale Concetto di costituzionalismo: è un movimento politico, filosofico, culturale che ha condotto alla diffusione di costituzioni intese come documenti ispirati a principi liberal democratici. Nel corso dell’800 e '900 si formano costituzioni che seguono i principi della costituzione francese grazie al costituzionalismo: in tutti i paesi occidentali si diffonde l’idea di avere al vertice delle fonti del diritto una costituzione con dei principi quali la ripartizione e separazione dei poteri in modo da limitarli e la garanzia dei diritti dei cittadini. L’idea di costituzione in senso moderno si diffonde nel mondo grazie al costituzionalismo delle rivoluzioni liberali. Queste idee del costituzionalismo si basano sui principi affermati in Francia (separazione dei poteri) e le idee concepite in Inghilterra (garantire indipendenza del giudiziario, autonomia delle corti). Questi due principi si diffondono in tutte le costituzioni grazie al costituzionalismo e grazie a questo si parla di europeizzazione delle teorie costituzionalistiche (si ritrova nel trattato di Lisbona, art 6 in cui si parla di tradizioni costituzionali comuni agli stati membri, che sono le tradizioni diffuse grazie al costituzionalismo). Questa opera di diffusione di tradizioni comuni si è realizzata grazie alle Corti, la Corte di Strasburgo, Lussemburgo che hanno diffuso una comune tutela dei diritti dei cittadini. Questo costituzionalismo ha portato alla diffusione di nuovi diritti, che si sono diffusi grazie alle idee e sentenze delle Corti, e che sono chiamati "diritti di terza generazione": diritto ambiente, dei consumatori, che hanno portato a diffondere, prima dei testi costituzionali, dei principi comuni e questo porta a parlare i giuristi di costituzionalismo globale. Grazie alla diffusione di natura culturale e grazie all’opera delle Corti internazionali, si diffondono al di la dei singoli testi costituzionali dei principi comuni alla maggior parte delle costituzioni. Esistono diversi modelli di costituzione e per classificarli si possono usare diversi criteri:
- Potere che ha dato origine alla costituzione :
- (^) Create o concesse,
- (^) Democratiche popolari: approvate dal popolo,
- (^) Pattizie: fonti di patto tra re e popolo,
- (^) Imposte: ad un paese da determinate circostanze (dopo la seconda guerra mondiale alla Germania e Giappone),
- (^) Condizionate: condizionata da determinate circostanze (Waimar 1819 influenzata da quanto stabilito dal trattato di Versailles),
- (^) Di derivazione estera: frutto di accordi internazionali (Cipro, accordo tra Regno Unito, Grecia e Turchia),
costituzioni le corti hanno riconosciuto dei principi fondamentali che se vengono toccati portano alla nascita di una nuova costituzione come i diritti fondamentali limite implicito). Limiti temporali: pur prevedendo una serie di regole per l’esercizio del potere costituito si stabilisce che non può essere modificare il testo ad esempio nei primi 5 anni dall’approvazione, è possibile modificarla solo dopo un determinato periodo di tempo. Come si modifica la costituzione, procedure
- (^) Alcune prevedono che le proposte di modifica devono essere approvate da apposite assemblee,
- (^) Altre prevedono la necessità di approvare modifiche alla costituzione dal parlamento che le deve approvare due volte e non una sola per le leggi ( doppia deliberazione di entrambe le camere),
- (^) Altre devono far approvare le modifiche da un’apposita assemblea creata apposita assemblea creata all’interno del parlamento,
- (^) Altre che il parlamento approvasse una modifica del testo, poi esso venisse sciolto, nuove elezioni del parlamento e nuovo parlamento eletto doveva confermare la modifica alla costituzione,
- (^) Modifica della costituzione possa avvenire in questi modi e poi con il referendum del testo da parte dei cittadini, in cui il voto può essere obbligatorio (Irlanda) od eventuale referendum. Gradi di rigidità diversi previsti dalle costituzioni
- (^) Alcune costituzioni prevedono procedure di revisione differente a seconda della materia rigidità variabile, procedure già o meno complesse (nella cost. Canadese vi sono 5 diverse procedute che vengono eseguite per la modifica costituzionale),
- (^) Nella costituzione degli stati federali la modifica coinvolge sempre gli stati , esse prevedono l’approvazione della modifica anche da parte degli stati,
- (^) Le revisioni cost. Possono essere anche tacite , possono essere revisioni di tipo implicito, nel senso Che vi può essere una modifica non formale del testo ma una modifica dell’interpretazione del testo da parte delle corti ( USA 1787 cost. Che è stata interpretata in modo diverso nel tempo). Le modifiche possono esserci anche dalle convenzioni costituzionali che cambiano , modificano i rapporti degli organi costituzionali che si modificano nel tempo,
- (^) Le revisioni delle costituzioni non funzionano nello stesso modo (nel nostro testo se con procedura aggravata viene approvata una legge che modifica il testo della costituzione , il testo viene sostituito con disposizione nuova. Mentre altri lasciano invariato il testo della cost. Ma aggiungono alla fine degli emendamenti che ne modificano il testo (USA approvato nel 1787, sempre 7 articoli, esso è stato modificato 27 volte, che non hanno influito nel testo originario ma è stato aggiunto alla fine degli emendamenti che prevalgono sul testo originario).
Dal 12/03 al 18/
SISTEMI ELETTORALI
Votazioni: due tipi:
- (^) Elettive: quelle che servono per eleggere un candidato per una carica,
- (^) Deliberative: servono per decidere qualche cosa (le Camere che eleggono per le leggi, ad esempio) Le elezioni si pongono diversi obiettivi: - (^) Legittimare il sistema politico, - (^) Ricambio delle élites al potere, - (^) Esprimere la domanda dei cittadini, - (^) Formare una maggioranza di governo La presenza di elezioni libere e competitive è uno degli elementi tipici dei sistemi democratici. Le elezioni servono per risolvere in modo pacifico i conflitti sociali esistenti. Problema del chi vota Espansione del diritto di voto si collega alla forma di Stato. Si inizia con lo Stato liberale che però aveva un sistema di rappresentanza classista, dato che il diritto di voto era riconosciuto solo ad una parte dei cittadini. Questo si basava sul fatto che vi erano diverse concezioni su questo diritto di voto:
- (^) Il diritto di voto era un diritto naturale: diritto innato che è legato all'uguale natura di tutti gli uomini e da questo deriva l'idea del suffragio universale,
- (^) Diritto di voto non era un diritto per tutti i cittadini ma era una pubblica funzione e come tale era lo Stato a decidere chi potesse esercitare questa pubblica funzione,
- (^) Teorie dell' '800: 1) sottendevano una concezione della rappresentanza frazionata cioè la sovranità del popolo si traduceva nella somma delle frazioni di sovranità che spettavano ad ogni individuo. Conseguenze: spetta a tutti il diritto di voto ma il mandato deve essere imperativo (elettori hanno il potere di eleggere i rappresentanti, i rappresentanti devono agire in nome degli elettori che li hanno votati e c'è la possibilità da parte degli elettori di revocare la carica). 2) teoria che concepisce il diritto di voto come pubblica funzione: lo Stato, attraverso le sue leggi, non stabilisce quelli che sono i criteri per selezionare l'elettorato. Dunque non spetta a tutti il diritto di voto. Selezione dell'elettorato può essere fatto in base: al censo, alle capacità. Questa teoria ha come conseguenza quella del divieto del mandato imperativo: non esiste rapporto di responsabilità di tipo giuridico tra rappresentante e rappresentato perchè il rappresentante è di tutta la nazione,
- (^) ‘900: espansione del suffragio Problema del come si vota Quale è quella regola/meccanismo che serve a trasformare i voti espressi in seggi. Dal punto di vista storico, il principio che accompagna la storia del voto è quello maggioritario. Maggioritario: chi ha il numero maggiore dei voti, vince. Questa formula maggioritaria si ritrova sin dall'antica Grecia e si è consolidata nel corso dei secoli. A partire dalla Rivoluzione francese si affianca una nuova formula: quella proporzionale. E' un'idea affermata per la prima volta alla fine del '700. La formula proporzionale tiene conto anche del modo in cui il voto è distribuito, tener conto anche delle minoranze. I sistemi proporzionali si affermano nel corso del '900 e questo perchè si espande il diritto di voto. Conseguenze (tendenze) dei sistemi elettorali: - (^) Se si adotta un sistema maggioritario tendenzialmente il sistema tenderà ad un bipartitismo, - (^) Se si adotta un sistema proporzionale avremo come conseguenza un pluripartitismo, - (^) Se abbiamo un sistema a due turni avremo un pluripartitismo temperato La particolare legge elettorale adottata è sicuramente la legge politica più importante. Elementi comuni a tutti i sistemi elettorali:
- (^) Tutti i sistemi prevedono dei requisiti positivi del diritto di voto: nelle democrazie contemporanee ci sono dei requisiti comuni di diritto di voto: il voto è uguale (i voti hanno tutti lo stesso peso); il voto è libero (no condizionamenti), il voto è segreto; viene stabilita l'età minima per votare; il corpo
Non applica il criterio della maggioranza e cerca di attribuire i seggi in maniera proporzionale ai voti ottenuti. In genere si accompagnano a collegi plurinominali così si garantiscono seggi anche ai partiti minori. Non esiste un paese che non applichi dei correttivi al sistema proporzionale. La formula proporzionale pura porta tendenzialmente all'ingovernabilità ma è più rappresentativa. Diversi metodi per ripartire i seggi:
- (^) Metodo del quoziente: bisogna individuare il quoziente naturale. Il quoziente naturale indica il numero di voti necessari per ottenere un seggio. Deve esserci un rapporto tra i seggi ottenuti e i seggi totali e tra i voti ottenuti e i voti totali. Per calcolare il quoziente naturale dobbiamo vedere quanti voti in quella circoscrizione ha ottenuto un partito e valutare il quoziente naturale di quella circoscrizione. Dato che rimangono dei resti di voti e seggi, questo metodo si integra con un'altra regola. Ha effetti più proporzionali rispetto al metodo del divisore,
- (^) Metodo del divisore: bisogna dividere i voti ottenuti per una serie di numeri successivi. Attribuiamo i seggi in base ai numeri più alti,
- (^) Metodo automatico: stabilisce a priori che ogni tot voti si attribuisce un seggio. Era utilizzato a Weimar nel 1919. Non esistono sistemi elettorali proporzionali puri: i metodi del quoziente e del divisore non vengono mai utilizzati da soli e per ridurre gli effetti distorsivi si usano dei correttivi, i quali servono a bilanciare rappresentatività e proporzionalità. I correttivi possono essere di due tipi:
- (^) Verso l'alto: il premio di maggioranza: al partito che raggiunge un determinato risultato in termini di voti si attribuiscono un numero di seggi in proporzione maggiore. Le leggi che adottano la formula proporzionale che introducono il premio di maggioranza hanno l'obiettivo di raggiungere ciò che succede con un sistema maggioritario. Il premio di maggioranza garantisce la governabilità perchè da la maggioranza in parlamento al partito che ha ottenuto più voti.
- (^) Verso il basso: 1) le soglie di sbarramento: possono partecipare alla ripartizione dei seggi solo quei partiti che hanno ottenuto una percentuale minima di voti. La soglia di sbarramento possono variare a seconda delle leggi elettorali. Escludono i partiti minori; 2) collegi molto piccoli: serve per selezionare i partiti. I sistemi misti Assegnano una parte dei voti con formula maggioritaria e un'altra parte con sistema proporzionale. Questo garantisce sia la governabilità che la rappresentatività dei partiti minori. Vediamo ora diversi tipi di sistemi elettorali:
- SISTEMA ELETTORALE TEDESCO Elezione della Camera bassa tedesca: utilizza per la ripartizione dei seggi il metodo del divisore. La Camera alta non è elettiva. Il sistema elettorale tedesco è proporzionale personalizzato. L'elettore può esprimere due voti differenti. Con il primo voto, vota per il candidato che viene eletto in un collegio uninominale. Con il secondo voto, può votare per il partito e a questo voto è collegata una lista di candidati di quel partito. E' possibile esprimere un voto disgiunto. Come si trasformano i voti in seggi: il voto che viene espresso nei confronti del partito è il voto principale. E' il voto che mi permette di capire, attraverso il metodo del divisore, come saranno ripartiti i seggi all'interno della Camera. C'è una soglia di sbarramento del 5% per il partito o almeno 3 candidati eletti al primo voto. C'è quindi una doppia soglia di sbarramento. Il numero dei seggi si fa in base al secondo voto e le persone che vanno ad occupare i seggi sono presi in base a quelli del primo voto. I rimanenti seggi vacanti vengono pescati dalla lista del partito. Le liste quindi servono a indicare i candidati al seggio che vanno a compensare lo scarto che esiste tra i seggi vinti e quelli attribuiti. Può succedere però che un partito, sulla base della ripartizione del secondo voto, abbia diritto a un tot di seggi (10) ma ne vincono di più (12) e quindi quei due seggi vengono assegnati ai due deputati. Questo è il mandato in eccesso. Il numero dei deputati quindi è variabile.
E' stato dichiarato incostituzionale questo mandato di eccesso con una sentenza del 2008 perchè questo fenomeno avvantaggia solo i partiti maggiori e quindi il parlamento tedesco è stato sollecitato a provare una nuova legge che correggesse questo fatto. La nuova legge è stata approvata ma poi dichiarata incostituzionale anche questa. Alla fine quindi viene approvata una terza legge che ha in un qualche modo colmato questo effetto distorsivo. Ora quindi, i mandati in eccesso rimangono ma in proporzione questi mandati in eccesso devono essere ridistribuiti anche agli altri partiti. Il numero massimo sarà 15 deputati per ogni partito.
- SISTEMA ELETTORALE SPAGNOLO Elezione del Congresso dei Deputati (350 deputati). Sistema proporzionale con metodo del divisore. Il territori è ripartito in 50 circoscrizioni elettorali che in media eleggono un numero ridotto di deputati. Il minimo sono 2 e il massimo è quello di Madrid con 30 deputati. Correttive delle distorsioni sono la soglia di sbarramento del 3% a livello circoscrizionale e i collegi molto piccoli. L'effetto di questa legge è stato quello di sovrarappresentare i partiti maggiori (Partito socialista e quello popolare). Un altro effetto è stato quello di sottorappresentare i partiti medi e di favorire i partiti locali, cioè quelli che sono legati a determinate tradizioni territoriali che sono riusciti a ottenere seggi in parlamento (questo perché soglia di sbarramento è a livello circoscrizionale). E' un sistema elettorale stabile tranne nell'ultimo periodo in cui no ha garantito dalla governabilità. Sono presenti le liste bloccate collegate ad ogni partito, senza la possibilità di esprimere un voto di preferenza quindi. Queste liste di solito sono corte e in questo modo i cittadini conoscono direttamente i candidati. Ha garantito anche la stabilità territoriale.
- SISTEMA ELETTORALE ITALIANO Elezioni Europee La legge usa il metodo del quoziente naturale con i resti più alti ma c'è una soglia di sbarramento del 4% calcolata su base nazionale. Elezioni di Camera e Senato
- (^) Porcellum del 2005 dichiarata incostituzionale: per l'eccessiva sovrarappresentazione, per la presenza di una lista di candidati che era troppo lunga e che eliminava il concetto di rappresentanza dato che questi candidati erano decisi dai partiti,
- (^) Italicum approvata nel 2015. Era maggioritario a doppio turno, considerata incostituzionale anche questa,
- (^) Legge Rosato nel 2017. E' un sistema misto. Stessa legge elettorale per Camera e Senato. Prevede la ripartizione di una parte die seggi con un sistema maggioritari uninominale (37%), il sistema proporzionale con il metodo del quoziente (61%), il 2% era per la commissione esteri. Soglia di sbarramento: 10%. Non è possibile esprimere un voto disgiunto. Vi è un'alternanza di candidature e quindi nelle liste di partiti collegate vi è l'alternanza tra uomini e donne.