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Sbobine complete del corso di diritto costituzionale I corso B Appunti completi per la preparazione dell’esame, presi a lezione e riordinati con registrazioni, voto finale: 30
Tipologia: Sbobinature
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Diritto costituzionale I 2024/ Prof. Conti corso B Lezione 1 Il concetto di diritto: è un qualche cosa di cui si potrebbe fare a meno, anzi ne saremmo tutti più felici. Il diritto nasce da una presa di consapevolezza cinica del fatto che nessuno di noi è completamente buono o cattivo; quindi, dobbiamo riuscire a gestire un sistema di reciproche astensioni, lo scopo del diritto è definire ciò che ci si deve astenere dal fare (visione molto minima del diritto). “Gli uomini non sono demoni dominati dal desiderio di sterminarsi a vicenda, ma se non sono demoni, non sono nemmeno angeli e il fatto che gli uomini sono una via di mezzo tra questi due estremi rende un sistema di reciproche astensioni tanto necessario quanto possibile. Così come stanno le cose, l'altruismo umano ha un’estensione limitata ed è discontinuo. E le tendenze all'aggressione sono sufficientemente frequenti, da essere fatali alla vita sociale se non sono controllate. Ciò risponde ad una domanda, ossia perché il diritto? Incontriamo nella storia diverse risposte. Quella mitica: Ragnar afferma il diritto con la forza, vince chi è più forte, idea mitica del diritto nelle comunità primitive. Abbiamo presto imparato a sostituire la forza con la religione, la religione dal punto di vista di uno scienziato laico è una grande metafora che spiega come ci si deve comportare per stare con le altre persone e dando una giustificazione ai comportamenti. Abbiamo sostituito un modello basato sulla forza con uno che ha una sua ragionevolezza intrinseca. La religione cristiana è un qualcosa che da delle risposte ed indica delle linee di comportamento. Gran parte del nostro stato è replicato da un modello pontificio. Si inizia a parlare di diritto moderno quando lo stato inizia a volere esistere senza Dio, questo momento è la Rivoluzione francese ed è esattamente il momento in cui nasce il diritto costituzionale. La costituzione è la risposta che la nostra esperienza si da quando il bisogno fondativo dello stato non è dio ma lo stato stesso. Teorema Godel: ciascun sistema logico per essere tale deve avere un fondamento esterno a sé stesso, nessun anatema di preposizioni coerenti fra di loro si esaudisce all’interno del sistema, ma occorre una preposizione esterna che garantisca la coerenza del sistema. Il fondamento dello stato è dio, istanza sovrannaturale che dice cosa è giusto e cosa non lo è, con la Rivoluzione francese si elimina dio da questa catena logica. Maurizio Fioravanti: “il problema della sovranità è un problema che non si può risolvere se non attraverso la sovranità stessa”. La nostra repubblica non ha altro fondamento che la volontà della repubblica stessa, ciò avviene immaginando che essa venga resa definitiva attraverso la costituzione. Es di Hans Kelsen, differenza fa bandito e funzionario delle imposte: c’è un sistema di norme che definisce il potere di un funzionario delle imposte, la norma da cui discendono tutte queste norme è la costituzione, art 53 definisce la potestà impositiva dello stato. Il diritto non è solo un modello di astensioni ma è anche un modo per definire il dover essere della società.
Se il patto che ci collega è di semplici astensioni significa che qualcuno di noi può diventare molto più forte degli altri, ciò alla fine divorerebbe il diritto. Una delle caratteristiche delle costituzioni contemporanee è il definire un modo di essere della società, cioè le costituzioni non si limitano a stabilire dei divieti ma cercano anche di immaginare un modello sociale. Dietro a quello che stiamo studiando c’è sempre il contratto sociale, un qualche cosa che ogni costituzionalista interpreta in base alle proprie pregiudiziali ideologiche. Chiunque legge un contratto sociale ci può leggere un contratto sociale diverso, dal punto di vista di Conti il contratto sociale che sta dietro alla nostra costituzione è l’idea di uno stato in cui ogni disuguaglianza sia a vantaggio dei meno fortunati, cioè nel quale le diseguaglianze pongano un dovere ai più fortunati che è di sopperire ai bisogni di chi è meno fortunato. Se così non fosse i più fortunati sarebbero travolti da coloro che sono meno fortunati, ciò è quello che è successo negli ultimi due secoli e accade ogni volta che lo stato sociale di diritto si evolve. Bisogna distinguere fra:
La nostra rappresentanza è attiva, ma noi esercitiamo la nostra sovranità solo nel momento del voto per scelta nostra, ossia non partecipiamo alla vita politica al di fuori del voto, non partecipiamo ai partiti politici. I partiti politici sono importanti poiché la costituzione li considera centrali; tuttavia, sappiamo che i partiti politici della costituzione non esistono più e ci confrontiamo perciò con una realtà diversa, ci dobbiamo domandare come funzioni tutto ciò oggi. Art 71: iniziativa legislativa, che appartiene al popolo. È il popolo che prima di tutto gode dell’iniziata legislativa quindi ogni altro soggetto la esercita come se fosse il popolo, le leggi provengono dal basso. Art 101/102 la giustizia è amministrata in nome del popolo e in determinati casi (fatti di sangue) il popolo partecipa ad essa, con giurie popolari, nel nostro caso Corte d’Assise. Esso avviene perché il diritto è un bisogno di giustizia che richiede la collettività. Salvini open Arms: abbiamo da una parte l’infrazione di una norma e dall’altra un interesse pubblico, il quale riguarda la valutazione di ministerilità che compete al parlamento, che può escludere un ministro dal processo se ritiene che il fatto sia avvenuto per un superiore interesse della nazione, se non lo ritiene la giustizia è amministrata nel nome del popolo italiano intero. Lezione 2 Territorio: tredicesima disposizione transitoria e finale (esse contengono una miniera di dati che ci permettono di interpretare il testo costituzionale, rappresentano l’intenzione con cui i costituenti hanno redatto il testo costituzionale, ci servono per capire meglio il testo della costituzione), In essa troviamo un divieto: gli ex re e i discendenti maschi di casa Savoia non possono entrare nel territorio italiano; con essa noi stiamo dicendo che a coloro che hanno regnato e potrebbero rivendicare il diritto di regnare, che è fatto loro divieto di entrare nel territorio italiano. Questa è la conseguenza del fatto che il territorio italiano si identifica in una repubblica. Il territorio non è semplicemente la linea di demarcazione fra una sovranità e un’altra ma esso si identifica nella forma repubblicana, ritroviamo questa espressione laddove si dice che l’Italia è una repubblica, cioè non può che essere una repubblica e si identifica con quel modello di forma di stato in cui l’esercizio del potere è funzionale alla protezione delle libertà individuali. Noi rifiutiamo l’idea di territorio come semplice confine fra sovranità; infatti, quando la costituzione è stata redatta i confini italiani non erano stati ancora fissati dal trattato di pace che sarà approvato nel 1948, i confini saranno fissati nel 1956 con il memorandum diosimo. Art 10 il territorio è il luogo d’asilo, cioè la nostra repubblica riconosce a tutti gli stranieri a cui è impedito nel proprio paese di godere dei diritti civili e politici di far ingresso e risiedere nel nostro territorio. Art 16 tutti i cittadini hanno diritto di soggiornare e circolare liberamente sul territorio della repubblica, ciascuno di noi può decidere liberamente in quale luogo stabilire la propria residenza; perciò, il territorio è un luogo di libertà. Art 117 lettera M, questa norma ci dice quali leggi appartengono esclusivamente alla competenza dello stato e quindi dove le regioni non possono legiferare. Il territorio nazionale è un luogo dove ciascuno di noi ha diritto a godere esattamente della stessa porzione di eguaglianza. Es: ingiusto dover spostarsi per curarsi al meglio, oppure la quantità di istruzione deve essere uguale in tutte le università, il territorio è il luogo in cui lo stato interviene per rimuover la diseguaglianza.
Art 119 finanziamento autonomie regionali, autonomia differenziata, è giusto che la toscana destini una parte del suo gettito ad altre regioni meno fortunate? Dipende da come noi costruiamo lo stato regionale, infatti è fattuale che le regioni sono strutturalmente diseguali. Le autonomie regionali dovrebbero permettere alle regioni meno fortunate di avvantaggiarsi nelle loro disuguaglianze. Come fa la Calabria a raggiungere la ricchezza della Lombardia? Valorizzando le sue specificità, costruendo la sua strada verso il suo benessere, basato su risorse diverse da quelle della Lombardia. (serve una divinità) Il modo più semplice con cui una norma giustifica una diseguaglianza è colpevolizzando, cioè te non sei uguale a me perché te con la stessa autonomia non raggiungi lo stesso risultato. Art 133 possibilità per un comune o per una provincia di distaccarsi dalla regione a cui appartiene e di entrare a far parte di una regione confinante. Far parte di una regione significa condividerne la cultura, es comune di Capalbio. Bisogna prendere in esame sia il nazismo sia il fascismo. Il primo poiché è il mostro per qualsiasi costituzionalista, dato che nasce dalla costituzione di Weimar, una delle più perfette di sempre. Perciò un ogni costituzionalista pensa, se Kelsen ha sbagliato, noi che lavoriamo sul suo pensiero come facciamo a far bene? Il fascismo poiché in Italia è un conto mai chiuso, che vediamo come un mostro apparso all’improvviso e non come citando Gobetti “il frutto naturale della storia patria”. Carl Smith in uno dei suoi scritti si interroga sul senso del territorio, il senso del territorio per lui è il legame tra un contadino e la sua terra. Il contadino è legato alla sua terra poiché è grazie al suo lavoro che la sua terra produce i frutti. Smith divide il mondo fra:
nell’ambito della sua autonomia amministrativa si occupa di garantire a ciascuno di noi la possibilità di circolare sul territorio regionale. Significa che un determinato ente ha un suo apparato per quella funzione. Es sanità: ogni regione definisce il suo sistema sanitario in base alla geografia, es Toscana e Trentino.
Si vede quante norme riusciamo a ricavare dalla stessa disposizione, con l’unico limite del significato delle parole. Ci si rende conto come la stessa disposizione, attraverso l’interpretazione si presti ad esprimere un infinito numero di norme. Fattispecie: è insieme dei fatti a cui si riferisce una determinata norma. Es: la norma che prevede la responsabilità del ministro e che stabilisce che il ministro può essere sottoposto ad un procedimento penale, solo davanti ad un tribunale dei ministri e solo dopo che il parlamento abbia espresso l’autorizzazione a procedere, è una norma che tace finché il ministro Salvini non impedisca ad una determinata nave l’ingresso in quel determinato porto. Perciò questa norma acquista efficacia con riferimento a quella determinata fattispecie, naturalmente ogni norma si riferisce a determinate fattispecie, l’arte del giurista è capire se quella fattispecie rientra o meno nell’ambito di applicazione di quella norma. È o non è un atto politico quello con cui il ministro Salvini impedisce l’ingresso in porto di quella determinata nave? Vi era o non vi era l’autorizzazione del Consiglio dei ministri? Come ha comunicato il ministro Salvini con il comandante di quella nave? Ha espresso un ordine o si è limitato ad esprimere una direttiva? Vediamo come la configurazione della fattispecie concorre nell’ambito della configurazione della norma. È molto importante non solo studiare il diritto ma anche il fatto poiché riusciremo a capire il diritto solo se capiamo bene il fatto. Delle tre navi a cui il ministro Salvini ha negato l’ingresso abbiamo o quantomeno potremmo avere tre casi molto diversi, tant’è vero che in due casi non si è votata l’autorizzazione a procedere mentre nel terzo si, il che ci dovrebbe far riflettere. Differenza fra volontà astratta e volontà concreta della legge Vi è un qualche articolo del Codice penale che stabilisce il divieto di uccidere, questa disposizione è una volontà astratta di legge, diventa concreta nel momento in cui una sentenza afferma la responsabilità di quella persona per aver ucciso quell’altra persona. Dietro a tutte le norme vi sono dei principi che indicano le direttrici di razionalità che guidano le legislature nel definire il contenuto delle disposizioni. Es: L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro. Posso intendere l’insieme dei diritti sindacali senza tener presente che i diritti del lavoratore servono per consentire al lavoratore di partecipare attivamente alla guida politica del paese? (Principio laburista) Noi siamo cittadini perché concorriamo attivamente alla prosperità della nazione, è un nostro diritto e allo stesso tempo un nostro dovere. I principi sono importanti poiché ci consentono di dare il giusto contenuto alle singole norme che noi traiamo dalle disposizioni. Così quella disposizione che stabilisce i permessi sindacali dovrà essere interpretata alla luce del principio appena indicato. Es: il sindacalista avrà diritto di un permesso per andare a discutere con il datore di lavoro, non per andare a prendere la figlia a scuola. Bisogna immaginare il diritto come un edificio e i principi come le fondamenta di esso, guardando una casa indoviniamo la posizione dei muri poiché conosciamo la posizione delle fondamenta e da essa capiamo anche l’altezza dei muri. Dietro ad ogni principio vi è quasi sempre un valore; tuttavia, è difficile parlare di valori poiché è un po’ come parlare di religione dato che essi tendono ad escludersi a vicenda, quindi è molto difficile bilanciarli. Es: noi abbiamo in costituzione due valori: la libertà di iniziativa economica e la tutela dell’ambiente, come faccio a bilanciarli? Sarò sempre costretto a sacrificarne uno dei due, fino ad arrivare ad un caso limite es ILVA: si consente a macchinari inquinanti di continuare a produrre nell’interesse del diritto al lavoro degli impiegati, però stiamo
Principio di separazione fra i poteri In Montesquieu si ha: il potere di fare le leggi (legislativo), il potere di applicarle (iuris dicere) e il potere di comandare(l’esecutivo). Ognuno di questi tre poteri si è nel tempo complicato enormemente, ai tempi di Montesquieu l’ultimo giudice era il re. (perciò il principio di separazioni del potere non esisteva). Nel nostro ordinamento giuridico noi abbiamo il potere giurisdizionale, che è un potere organo cioè ogni giudice ha il potere di definire la volontà concreta di legge ad ogni caso che gli viene posto; perciò, ciascun giudice esprime per intero il potere giurisdizionale e si manifesta ogni qualvolta che il giudice decide. Chi fa le norme? Il potere normativo è diffuso in maniera complicata e variegata, non le fa solo il parlamento ma anche gli istituti privati (colori, smartphone ecc.) Il potere esecutivo: potere di dare esecuzione a delle norme, il che significherebbe immaginare che la Meloni si alzi, apra la gazzetta ufficiale e scelga la norma da applicare. Il potere esecutivo non è il potere di dare esecuzione a qualcosa, ma è un potere che nelle norme trova un limite o uno strumento, che si definisce come decisione politica. Es: io voglio vietare gli sbarchi, (decisione politica, comando) trova dei limiti, che sono le norme sulla tutela della dignità delle persone, ma trova anche degli strumenti di attuazione: il potere di gerarchia del governo sulle proprie forze armate, che si esprime attraverso il consiglio superiore di difesa, il quale è presieduto dal capo dello stato, ciò pone un grande limite al governo all’uso delle forze armate. Questo potere è ancora fortemente accentrato Il principio di separazione dei poteri non intende una separazione di poteri ma una separazione di organi che svolgono funzioni. Ciascuno stato è un’organizzazione complessa nella quale ciascun organo deve svolgere una determinata funzione, nel nostro modello definita attraverso il diritto, il che è tipico di qualsiasi forma del diritto. Forma di Stato: gli stati sono dei soggetti dotati di personalità giuridica internazionale nel momento in cui sono riconosciuti da altri Stati come sovrani e indipendente, l’Italia è uno Stato perché gli stati confinanti non si sognano di invaderla. Ogni Stato è libero di farsi la propria forma cioè di decidere il collegamento fra i cittadini il territorio e lo Stato stesso (escludere la pessima idea di esportare la democrazia). Qualsiasi relazione all’interno dello stato si definisce come relazione fra questi tre elementi, che sono i tre elementi costituivi, la relazione fra di essi costituisce la forma di stato. Forma di Governo: all’interno dello Stato chi esercita il potere? Come si stabiliscono le relazioni gerarchiche fra i diversi elementi che compongono lo Stato? Lezione 4 Forma di stato: L’idea di Stato sta con l’idea di sovranità, della quale il contenitore fisico è il territorio. Noi siamo il popolo che abita in un determinato territorio e che riflette sul legame che ci lega al territorio stesso. Noi apparteniamo a questo territorio perché condividiamo un certo patrimonio culturale. Tuttavia, se guardiamo al passato ci rendiamo conto che all’inizio non c’era un patrimonio culturale ma solo un legame che li costringeva gli uni agli altri, ossia il potere (governo), ciò che ci permette di sentirci legati tra noi.
Terzo elemento dello Stato è il governo—> ciò che lega un territorio a un popolo; due modi per parlare di governo: Governo, ciò che è capace di effettiva ossia, ciò che in un determinato momento noi avvertiamo capace di un determinato potere su ciascuno di noi. Noi vogliamo avvertire giusto l’esercizio di potere, l’esercizio di quella parte di sovranità. Questo legame cambia di tempi in tempo di nazione in nazione di luogo in luogo. Non è lo stesso legame quello che vincolo il popolo italiano e quello iraniano. Nemmeno nella forma più primitiva lo stato può esistere con il terrore. Uno Stato può esistere solo se ha il consenso della nazione, noi rispettiamo spontaneamente il potere dello Stato. Come mai noi accettiamo la sovranità dello stato? Noi accettiamo la sovranità dello Stato perché lo Stato riesce a interpretare il sentimento della nazione, questo sentimento è un qualche cosa su cui la scienza del diritto (costituzionale) cerca di indagare. Cercheremo di comprendere questo sentimento lungo due direttrici:
La monarchia si è dissolta nel 1943 ma non perché il gran consiglio del fascismo ha votato un ordine del giorno che invitava il re a riprendere le sue legittime prerogative statutarie, si è dissolta perché gli italiani non credevano più nel fascismo dopo che il quartiere di San Lorenzo a Roma era stato bombardato dagli alleati, nonostante Mussolini avesse promessi che gli alleati non sarebbero mai entrati in Italia ed invece erano in Sicilia. Diverse forme di Stato Gli stati unitari/accentrati sono quelli in cui il potere ha in unica forma che comprende tutto il territorio, e si riconosce dalla capitale, poiché hanno la capitale. Gli stati federali sono quelli che risultano da un accordo tra più stati, che ha per oggetto la cessione da parte di tutti gli stati di una porzione della loro sovranità e l’esercizio collettivo di questa porzione di sovranità (Es: FBI americana, sceriffo contea). Il potere estero è il potere che viene delegato da tutti gli stati ad un’entità superiore. Il Delaware non può vere una politica estera diversa da quella degli stati uniti, idem le Hawaii. Una via intermedia è quella degli Stati regionali;(confusa invenzione italiana del doppo guerra), l’idea è che la sovranità appartiene allo stato, che ne trasferisce una porzione ai livelli più bassi, principio di suddivisione delle competenze= (sussidiarietà, es: autorizzazione discarica, posso delegare il compito di scegliere la localizzazione delle discariche ad un comune? No, poiché nessun sindaco ha la forza di imporre ad una porzione del proprio territorio di accogliere una discarica, noi non riusciremo mai a fare quello che vogliamo se il popolo non ce lo fa fare, bisogna alzare questa competenza a livello regionale). Nel nostro modello le competenze dovrebbero essere esercitate dal livello più basso finché è possibile, a meno che quel livello non sia efficiente per la soluzione di quel problema; mi devo spingere verso il basso poiché più lo faccio più la gestione dei nostri affari sarà condivisa es:(gestione fiere e mercati: non ha senso che decida lo stato l’orario di apertura, ma piuttosto che decida la comunità di un determinato luogo). Chi decide sulle competenze è sempre lo stato centrale, che nel nostro modello ha il compito di fissare la quantità di diritti che il cittadino ha a disposizione su tutto il territorio nazionale. (Es sanità uguale per tutti in Italia) Segreto forma di Stato: risolvere il problema della democrazia dal punto di vista geografico, costruendo delle comunità più capaci che possono di autogovernarsi. (Questo avviene nel nostro modello, ma se pensiamo all’esperienza rivoluzionaria francese abbiamo l’esigenza opposta, ossia dissipare la volontà di autogoverno delle singole comunità e quindi accentrare, se pensiamo all’esperienza dell’unificazione, l’Italia è stata accentrata dal 1861 e il 1971 poiché c’era bisogno di eliminare delle forze centripete, i napoletani dovevano imparare a sentirsi italiani). L’autonomia differenziata risponde al problema di forma di stato, è un tentativo di accentuare la forma di stato in senso regionale. Il nodo di tutto questo ragionamento è art 1 cost: L’Italia è una repubblica democratica, cerchiamo di risolvere il problema della forma di Stato per migliorare la democrazia, nella direzione dell’autogoverno. Perché in Italia abbiamo le regioni, in Germania ci sono i land, in Francia ci sono i compartimenti, in spagna ci sono le comunità autonome? Perché ci sono forme diverse? Se lo stato nasce dall’unione di un territorio con un popolo, esso cambierà a seconda della forma di quel territorio e della cultura di quel popolo, abbiamo perciò negli stati ciò che abbiamo nel regno animale, tante bestie diverse poiché vivono in ambienti diversi.
La nostra storia è di una decina di stati che dal medioevo vivono in un equilibrio precario tra di loro, teorizzato fino al 500 come uno stato di guerra minima permanente e poi tracollato per il confronto, sul suolo italiano, di due grandi potenze, la Francia e la spagna e ciò si capisce girando visitando le regioni. Il grande problema nazionale a partire da Napoleone? Il problema era che Napoleone aveva un’idea di Italia da unirsi alla Francia, aveva un’idea di Italia minima (escluso lo stato pontificio e il veneto) Repubblica cisalpina. Con i savoia e soprattutto con Mazzini abbiamo l’idea di costruire l’Italia con i confini naturali, il mare su tre latri e le Montagne sul quarto. Per costruire l’Italia i Savoia devono togliere ad esempio ai toscani la nostalgia dei granduchi. Cuori di de Amicis: splendido esempio di costruzione dell’identità nazionale. Abbiamo un primo problema che costruire l’unità, dobbiamo costruire lo stato regionale. Qual è il vettore che nasce dall’incontro di queste forze popolo con le tradizioni e la geografia con il territorio—> Per noi deve essere la democrazia. Noi cercheremo quel modello di forma di Stato in cui è massima la possibilità di esercitare la sovranità di ciascuno di noi. Piu compiti noi diamo ai sindaci, ad esempio, più i cittadini possono essere protagonisti dell’amministrazione, dato hanno un rapporto più stretto con essi rispetto a quello che avrebbero con personalità istituzionali più rilevanti. Forme di Governo Ci interroghiamo su un altro enigma, come distribuisco il potere all’interno dello stato (non sul territorio ma all’interno dello stato)?
il potere esecutivo non può mai andare contro il parlamento poiché se il parlamento non lo segue con le sue leggi il potere esecutivo è ingessato, questo ci fa capire la delicatezza del rapporto fra l’esecutivo e il parlamento. Il re non può reggere il confronto con il parlamento Vittorio Emanuele II capisce che il re ha bisogno di qualcuno da mandare davanti alle camere: primo ministro, così nel caso la sfiducia viene data a lui e non al re. La fiducia allora è un compromesso fra il parlamento e il re poiché consente al re di governare attraverso qualcun’altro. Il capo dello stato non si può permettere un rapporto di fiducia con il parlamento poiché la sua carica è irrevocabile. Primo ministro: ponte mobile tra le istituzioni il nostro modello non è cambiato così tanto, abbiamo razionalizzato un modello sviluppato fino a questo momento. le diverse forme di repubblica:
I partiti politici della costituzione assomigliano al partito nazionale fascista, infatti, il partitico politico è immaginato come la partecipazione fosse costante, questo modello, se mai è esistito, è naufragato con Mani pulite e degenera spostando il peso della decisione politica dal sistema alle segreterie dei partiti. Da tempo i partiti hanno perso forza però mantengono una frazione di potere significativa. Fratelli d’Italia sono ciò che di che più simile ad un vero e proprio partito. la stagione delle grandi riforme è finita da millenni (leggi accomodano un sistema frazionario, già formato), ciò fa sì che ci sia molto meno bisogno di politica. La funzione di intermediazione tra masse ed élite viene assolta direttamente dal mercato, non più dallo stato. Lezione 6 Joseph La Palombara sostiene che è interessante lo studio dell’Italia perché qui le cose funzionano abbastanza correttamente contro tutte le leggi della scienza e della politica. È un mistero che ha profonde radici storiche. Una prima radice storica di trova nella storia dell’Impero Romano, molto attuale, in molti paesi si trovano delle strutture romane imponenti. Il piccolo segreto è che i romani non conquistavano territori per espansione ma per le grandi famiglie che governavano che erano specializzate in lavori pubblici. Il primo aspetto su cui bisogna porre attenzione è che Roma non è la città del potere ma la città nella quale girano i grandi denari che ricadono nei lavori pubblici. Un secondo importante passaggio è quella che definiamo la “notte medievale” che va a ricordata per le guerre in Italia, nella nostra cultura politica non enuncia qualcosa di religioso ma uno stato necessario e sostenibile per un ricambio nelle classi. Su questo modello si innesta la grande idea di Italia. Idea che viene riempita di ideali e che subisce due storie diverse, da una parte vi sono i patrioti mazziniani che credono negli ideali della repubblica; dall’altra parte vi è uno stato grande e organizzato militarmente che è il regno di Sardegna retto da Carlo Alberto (era stato educato dai gesuiti, dotato di una profonda religiosità conservatrice, è il reggente di Spagna quando era stata concessa la costituzione di Cadice). Il primo problema è che Carlo ha paura della rivoluzione per l’Italia unita. Nel 1848 Carlo Alberto dovette gestire una sommossa nella quale i repubblicani si volevano unire ai piemontesi che a loro volta si volevano unire ai lombardi, ci si stava avvicinando a qualcosa di simile all’unita d’Italia. A questo punto Carlo Alberto concede uno statuto. C’è una grande differenza tra statuto e costituzione (potere costituente, il popolo prende in mano la sovranità). La politica è molto influenzata dal filosofo Bentham, un utilitarista che dice che lo Stato sta in piedi fin quando i cittadini rispettano l’autorità dello Stato. La costituzione viene fuori nel momento in cui i cittadini disobbediscono. La costituzione ci dice che un popolo ha deciso di disobbedire e questo il re non lo può tollerare. Lo statuto è un re che limita sé stesso. Nello statuto si trova il concetto di stato di polizia, il potere è assoluto ma gli fanno delle regole. Si arriva al di fuori di qualsiasi altro vincolo che sia la volontà del re: 4 febbraio riunisce il proprio consiglio di conferenza, gli chiede di redigere lo statuto, redige tutti questi atti e il 4 marzo delibera lo statuto. Dura fino al 1948 quando entra in vigore la costituzione italiana. Il secondo problema è perché Carlo Alberto ha paura che inizino a disobbedirgli? Perché sa che i suoi cittadini vogliono l’Italia unita anche per motivi economici. Questa idea viene portata avanti da Cavour. La destra vuole espandere il regno e la sinistra pensa che sia possibile sostituire la monarchia con la repubblica. Destra e sinistra si alleano in quello che viene definito connubio perché è un progetto comune quello dell’unità.
ll diritto costituzionale ha sempre un'ambizione storica, infatti le norme presentano un punto di arrivo di battaglie storiche, le norme costituzionali hanno un'ambizione, cercano di modificare il corso degli eventi, perciò, quando studiamo le norme costituzionali ci dobbiamo chiedere se il progetto che stava dietro a queste norme ha avuto successo o no. Più hanno capacità di adattarsi ai cambiamenti del mondo nel tempo più le norme hanno successo, es art. 21 cost (non regola radiofonia ma riesce a regolare anche l’aspetto televisivo e mediatico in generale). La norma di cui oggi parliamo è l'art 67 dello statuto: dice che i ministri sono responsabili e le leggi e gli atti di governo non hanno vigore senza la firma di un ministro; quindi, qualsiasi atto del re è inefficace senza la firma del ministro. il modo in cui re e ministri definiscono il loro rapporto sta nella prima parte della norma, davanti a chi sono responsabili i ministri? Davanti al re poiché essi sono di nomina regia, quindi questa nomina interpretata per com'è scritta ci spingerebbe a definire una responsabilità dei ministri esclusivamente verso il re. Tuttavia, quando viene scritto lo statuto la cultura politica dell’epoca e quella francese sviluppata tra il 1930 e il 1948, in cui i ministri erano responsabili non verso il re ma verso il parlamento. Tutto ciò è evidente nella vicenda MONCALIERI, il re che non riesce ad ottenere la firma del ministro sull'armistizio che ha negoziato scioglie le camere e si dimette cedendo la corona al figlio EMANUELE II, il re si rende conto che è andato contro il parlamento e ha governato invece di regnare, non ha utilizzato quel meraviglioso patto espiatorio che è il primo ministro. Ci si rende immediatamente conto dell'importanza della controfirma nell'evoluzione della forma di governo, il re smette di governare e incomincia a regnare quando la responsabilità dei suoi atti viene rivendicata davanti al parlamento dal primo ministro. Cavour non si presenterebbe mai alle camere ammettendo di aver firmato un qualcosa per volere del re, si sarebbe limitato a dire che era una decisione condivisa. In questo modo vediamo l’estrema mobilita di questa forma di governo, poiché il fulcro del potere si muove costantemente tra il re e il primo ministro. Lo statuto albertino non conosce alcun principio in materia elettorale, al contrario della costituzione repubblicana, non definisce i principi fondamentali della legislazione elettorale. Lo statuto Albertino è abbastanza ampio nel definire la capacità elettorale: Chi può o non può votare, e anche nelle norme che definiscono l’elettorato passivo: chi può o non può essere votato. È timido per quanto riguarda la formula elettorale, ossia non definisce il meccanismo di tipo geografico e matematico che consente di tradurre i voti in seggi; possiamo dire che le elezioni sono libere ma non diciamo niente sulla libertà delle elezioni se non chiariamo come si conteggino i voti I MODELLI ELETTORALI CONOSCIUTI: INGLESE: si divide il territorio in seggi, in ciascun seggio vince chi prende più voti, in questo modello i singoli rappresentanti eletti sono strettamente legati al territorio. Ancora oggi ciascun membro della House of commons deve risiedere per almeno tre giorni alla settimana nella circoscrizione in cui è stato eletto. (QUESTION TIME) MODELLO CLASSICO FRANCIA: 1) suffragio ristretto: solo le élite votano e possono essere elette. (Francia dei grandi salotti) In questo modello il territorio viene diviso in collegi, nei collegi vince chi ottiene più voti, ma se non si ottiene maggioranza assoluta, si va al ballottaggio tra chi ha avuto più voti.
Il ballottaggio implica la ricerca di alleanze che in qualche modo snaturano l’idea originale, difficile individuazione della costituency di un deputato. (trasformismo) Modello più stabile è quello inglese poiché qualcuno avrà la maggioranza elettorale, i parlamenti dei sistemi bipolari sono rettangolari, per passare da uno schieramento politico all’altro bisogna passare nel mezzo della stanza. (botte) Camera di un sistema come il nostro, semicerchio, cambio impercettibile. TERZO MODELLO FRANCESE DI NAPOLEONE III Napoleone III eredita una Francia molto instabile poiché la monarchia costituzionale si è rivelata molto fragile