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Insorti e Movimenti di Liberazione Nazionale: Caratteristiche e Diritto Internazionale - P, Sintesi del corso di Diritto Internazionale

I concetti di insorti e movimenti di liberazione nazionale, le loro caratteristiche e i relativi diritti internazionali. Discutiamo dell'ostilità statale verso i gruppi insurrezionali, le condizioni per diventare soggetto di diritto internazionale, la natura provvisoria di questi gruppi e le norme applicabili. Inoltre, analizzeremo i movimenti di liberazione nazionale e il loro legame con il principio di autodeterminazione dei popoli.

Tipologia: Sintesi del corso

2019/2020

Caricato il 25/09/2020

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INSORTI E MOVIMENTI DI
LIBERAZIONE NAZIONALE
CAPITOLO 6
1) Gli insorti o movimenti insurrezionali
Tradizionalmente gli Stati sono ostili agli insorti perché cercano di rovesciare il governo
legittimo e spesso di modificare l’intera struttura statale. Gli Stati preferiscono trattare le
insurrezioni come affari interni e, tendono a negare ai ribelli qualsiasi soggettività
internazionale. Questa ostilità si traduce anche nel divieto per gli Stati terzi di appoggiare
militarmente gli insorti.
Affinché un gruppo insurrezionale venga considerato soggetto di diritto internazionale,
deve possedere alcune caratteristiche: ci deve essere un controllo effettivo di una parte di
territorio dello Stato in cui si svolge l’insurrezione, e inoltre, il gruppo insurrezionale deve
essere dotato di un apparato organizzativo responsabile delle attività dei membri del
gruppo. Spetta comunque agli Stati verificare l’esistenza di questi requisiti, procedendo
eventualmente al riconoscimento dello “stato di insurrezione” e degli insorti come
soggetto. Nel caso in cui tutti gli Stati decidano che un gruppo insurrezionale è privo dei
necessari requisiti, esso non potrebbe esercitare i diritti e adempiere agli obblighi inerenti
alla personalità giuridica internazionale. Sul piano pratico, invece, ogni partito
insurrezionale può solitamente contare sull’appoggio di uno o più Stati, per ragioni di vario
genere.
Il gruppo insurrezionale ha comunque natura provvisoria: se vittorioso esso andrà al potere,
sostituendo il governo precedente, oppure costituendo uno nuovo Stato su parte del
territorio dello Stato preesistente. Se invece la lotta insurrezionale ha esito negativo, il
gruppo che l’ha guidata semplicemente si estinguerà e perderà qualsiasi forma di
soggettività internazionale, nel caso in cui l’avesse acquisita.
Le norme internazionali applicabili agli insorti sono scarse. Anzitutto, vi sono le regole in
materia di condotta delle ostilità contro il governo legittimo, fra queste rientrano: le norme
sulla protezione dei civili e delle altre persone che non prendono parte alle ostilità; alcune
norme in materia di mezzi e metodi di combattimento e quelle sulla responsabilità penale
per le violazioni gravi del diritto umanitario.
I ribelli possono essere obbligati a rispettare anche norme convenzionali sui conflitti armati
interni. In base agli articoli 34-36 della Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati, gli
insorti possono diventare destinatari delle norme convenzionali per effetto delle regole che
disciplinano le modalità con cui i terzi possono divenire destinatari di diritti e obblighi posti
da trattati di cui non sono parte contraenti, a patto della loro accettazione.
Per quanto riguarda i trattati, gli insorti sono destinatari delle norme consuetudinarie in
materia di stipulazione dei trattati, i ribelli possono infatti concludere accordi con gli Stati
che intendano stabilire rapporti con essi. Di solito sono accordi o trattati di natura interna,
tra lo Stato e il movimento insurrezionale.
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INSORTI E MOVIMENTI DI

LIBERAZIONE NAZIONALE

CAPITOLO 6 1) Gli insorti o movimenti insurrezionali Tradizionalmente gli Stati sono ostili agli insorti perché cercano di rovesciare il governo legittimo e spesso di modificare l’intera struttura statale. Gli Stati preferiscono trattare le insurrezioni come affari interni e, tendono a negare ai ribelli qualsiasi soggettività internazionale. Questa ostilità si traduce anche nel divieto per gli Stati terzi di appoggiare militarmente gli insorti. Affinché un gruppo insurrezionale venga considerato soggetto di diritto internazionale, deve possedere alcune caratteristiche: ci deve essere un controllo effettivo di una parte di territorio dello Stato in cui si svolge l’insurrezione , e inoltre, il gruppo insurrezionale deve essere dotato di un apparato organizzativo responsabile delle attività dei membri del gruppo. Spetta comunque agli Stati verificare l’esistenza di questi requisiti, procedendo eventualmente al riconoscimento dello “stato di insurrezione” e degli insorti come soggetto. Nel caso in cui tutti gli Stati decidano che un gruppo insurrezionale è privo dei necessari requisiti, esso non potrebbe esercitare i diritti e adempiere agli obblighi inerenti alla personalità giuridica internazionale. Sul piano pratico, invece, ogni partito insurrezionale può solitamente contare sull’appoggio di uno o più Stati, per ragioni di vario genere. Il gruppo insurrezionale ha comunque natura provvisoria: se vittorioso esso andrà al potere, sostituendo il governo precedente, oppure costituendo uno nuovo Stato su parte del territorio dello Stato preesistente. Se invece la lotta insurrezionale ha esito negativo, il gruppo che l’ha guidata semplicemente si estinguerà e perderà qualsiasi forma di soggettività internazionale, nel caso in cui l’avesse acquisita. Le norme internazionali applicabili agli insorti sono scarse. Anzitutto, vi sono le regole in materia di condotta delle ostilità contro il governo legittimo, fra queste rientrano: le norme sulla protezione dei civili e delle altre persone che non prendono parte alle ostilità; alcune norme in materia di mezzi e metodi di combattimento e quelle sulla responsabilità penale per le violazioni gravi del diritto umanitario. I ribelli possono essere obbligati a rispettare anche norme convenzionali sui conflitti armati interni. In base agli articoli 34-36 della Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati, gli insorti possono diventare destinatari delle norme convenzionali per effetto delle regole che disciplinano le modalità con cui i terzi possono divenire destinatari di diritti e obblighi posti da trattati di cui non sono parte contraenti, a patto della loro accettazione. Per quanto riguarda i trattati, gli insorti sono destinatari delle norme consuetudinarie in materia di stipulazione dei trattati, i ribelli possono infatti concludere accordi con gli Stati che intendano stabilire rapporti con essi. Di solito sono accordi o trattati di natura interna, tra lo Stato e il movimento insurrezionale.

Un altro gruppo di norme consuetudinarie che si indirizzano anche agli insorti è costituito da quelle in materia di trattamento degli stranieri. Gli insorti devono garantire agli stranieri che risiedono sul territorio da essi controllato il trattamento previsto dal diritto internazionale, dato che i movimenti insurrezionali aspirano ad essere uno Stato indipendente, se non le rispettano possono essere soggetti a richiesta di risarcimento danni. 2) I movimenti di liberazione nazionale La caratteristica principale dei movimenti di liberazione nazionale: la lotta condotta in nome dei popoli da essi rappresentati è legittimata dal diritto internazionale giacché mira alla realizzazione del principio di autodeterminazione dei popoli. Il principio di autodeterminazione, nella sua accezione generale, intendeva soppiantare l’ottica tradizionale secondo la quale, la società internazionale consisteva di Stati sovrani, ciascuno dei quali era volto al perseguimento degli interessi della classe politica dominante e, per contro, significava che i popoli avrebbero dovuto avere il diritto di scegliere liberamente i propri governanti e, avrebbero dovuto essere liberi da ogni oppressione esterna. Fu quindi proclamato come principio democratico. Ad oggi, i destinatari del principio di autodeterminazione sono solamente tre categorie di popoli, ovvero possono servirsi di questo diritto come base di legittimazione per la lotta:

  1. I popoli sottoposti a dominio coloniale : sotto il profilo esterno, comporta il diritto di secessione dalla madrepatria per accedere all’indipendenza;
  2. I popoli sottoposti a dominio o occupazione straniera : sotto il profilo esterno, comporta la possibilità di associarsi liberalmente ad uno Stato indipendente, o di realizzare uno status politico liberamente deciso dal popolo;
  3. I popoli sottoposti a regime di discriminazione razziale : sotto il profilo esterno comporta gli stessi diritti sopra menzionati, nella sua valenza interna esso conferisce a tale gruppo il diritto “di perseguire il proprio sviluppo politico, economico, sociale e culturale all’interno di uno Stato esistente”. Gli Stati che opprimono popoli che appartengono a una di queste tre categorie sono obbligati a consentire l’esercizio del diritto all’autodeterminazione, soprattutto a non impedire l’esercizio di questo diritto con mezzi coercitivi. Gli stati terzi, invece, sono giuridicamente legittimati a sostenere i popoli in lotta per tale principio, fornendo loro ogni forma d’assistenza diversa dall’invio di truppe armate. I movimenti di liberazione nazionale hanno uno status giuridico internazionalmente rilevante, in ragione degli scopi politici da essi perseguiti. Per essere considerati soggetti di diritto internazionale, devono tuttavia disporre di un apparato istituzionale che possa gestire le loro relazioni internazionali. In quanto soggetti di diritto internazionale, anche i MLN sono destinatari di alcune norme giuridiche internazionali: come già detto, sono destinatari del diritto di autodeterminazione; delle norme che regolano i conflitti armati internazionali; delle norme sulla stipulazione dei trattati; delle norme sulla protezione e immunità degli individui che agiscono in nome e per