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Introduzione al Diritto Costituzionale: Stato, Ordinamento Giuridico e Fonti del Diritto, Appunti di Diritto Internazionale

Appunti completi riguardo i seguenti argomenti: - Cos'è il diritto/legge - Pluralità degli ordinamenti giuridici - Elementi Costitutivi dello Stato - Forme di Stato e di Governo - Fonti di produzione del diritto - Fonti dell'ordinamento internazionale

Tipologia: Appunti

2021/2022

In vendita dal 25/10/2022

jkpp09
jkpp09 🇮🇹

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DIRITTO INTERNAZIONALE
testo: “Lineamenti di diritto pubblico italiano, europeo, internazionale”
COS’È IL DIRITTO?
Dobbiamo scomodare personaggio > padre della fisica, Platone scrive opere in greco antico dove il
protagonista dei dialoghi è suo maestro Socrate (dialoghi della giovinezza, della maturità e della vecchiaia)
Nel dialogo della maturità c’è un dialogo che prendiamo come riferimento > Nel Minosse, un dialogo dove
protagonista è un legislatore, non al suo maestro. Minosse era il re di Creta, il grande legislatore di Creta.
Significativo che Platone parli di Minosse per il diritto. Parla Socrate, ma Platone attraverso Socrate.
> Socrate fa una domanda ai suoi interlocutori (ai sofisti, gli oratori dell’epoca), che viene rivolta anche a
noi oggi, domanda attuale:
“ Cos’è la legge? “
Cosa rende una legge, una legge? Perché devo fermarsi al rosso? Perché lo prevede il codice della strada.
Bisogna problematizzare, bisogna capire perché una cosa è così.
La legge è un insieme di regole, è espressione di ordine, sistema che non lede determinate libertà, è un
limite, può imporre degli organi, la legge è legata alla responsabilità e alla tutela di qualcosa, è legata alla
cultura… senso comune di pensare
Scopriamo in realtà che in queste risposte c’è un limite.
ad esempio, prendendo delle frasi del senso comune:
1. La legge è un insieme di regole
le leggi razziali quando erano in vigore
Se domani il parlamento decretasse che le foglie invece che verdi o gialle o arancioni sono blu,
quale sarebbe il paradosso? Sarebbe legge, ha la forza per imporre il contenuto (che sia la legge
razziale, leggi che hanno sterminato minoranze, il vigore se lo sono state o meno, sono state
approvate regolarmente)
Io posso arrivare a dire che le foglie sono blu, anche contro l’evidenza.
Se la legge è l’insieme delle regole, questo è un problema. Una mattina posso dire che solo le
ragazze bionde con gli occhi azzurri hanno diritto di voto. Ho la forza, ho i numeri? Sì.
2. Legge legata al senso civico
Però cos’è il senso civico? Essere conformi alla legge.
Io sono un ragazzo ebreo e sono innamorato di ragazza ebrea. 1939 e il senso civico mi direbbe che
non posso sposarmi, quindi il senso civico può essere sbagliato e brutale perché legato anche al
periodo storico. Il senso civico è conformarsi alla legge, ma il suo contenuto può essere pericoloso.
3.La legge è espressione di ordine
Ma quale ordine?
L’ordine è contingente, dipende dalla situazione del momento e cambia a seconda del contesto e
del contenuto.
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Anteprima parziale del testo

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DIRITTO INTERNAZIONALE

testo: “Lineamenti di diritto pubblico italiano, europeo, internazionale”

COS’È IL DIRITTO?

Dobbiamo scomodare personaggio > padre della fisica, Platone scrive opere in greco antico dove il protagonista dei dialoghi è suo maestro Socrate (dialoghi della giovinezza, della maturità e della vecchiaia)

Nel dialogo della maturità c’è un dialogo che prendiamo come riferimento > Nel Minosse, un dialogo dove protagonista è un legislatore, non al suo maestro. Minosse era il re di Creta, il grande legislatore di Creta. Significativo che Platone parli di Minosse per il diritto. Parla Socrate, ma Platone attraverso Socrate.

Socrate fa una domanda ai suoi interlocutori (ai sofisti, gli oratori dell’epoca), che viene rivolta anche a noi oggi, domanda attuale:

“ Cos’è la legge? “

Cosa rende una legge, una legge? Perché devo fermarsi al rosso? Perché lo prevede il codice della strada. Bisogna problematizzare, bisogna capire perché una cosa è così.

La legge è un insieme di regole, è espressione di ordine, sistema che non lede determinate libertà, è un limite, può imporre degli organi, la legge è legata alla responsabilità e alla tutela di qualcosa, è legata alla cultura … senso comune di pensare

Scopriamo in realtà che in queste risposte c’è un limite. ad esempio, prendendo delle frasi del senso comune:

  1. La legge è un insieme di regole

 le leggi razziali quando erano in vigore Se domani il parlamento decretasse che le foglie invece che verdi o gialle o arancioni sono blu , quale sarebbe il paradosso? Sarebbe legge, ha la forza per imporre il contenuto (che sia la legge razziale, leggi che hanno sterminato minoranze, il vigore se lo sono state o meno, sono state approvate regolarmente) Io posso arrivare a dire che le foglie sono blu, anche contro l’evidenza.

Se la legge è l’insieme delle regole, questo è un problema. Una mattina posso dire che solo le ragazze bionde con gli occhi azzurri hanno diritto di voto. Ho la forza, ho i numeri? Sì.

  1. Legge legata al senso civico

 Però cos’è il senso civico? Essere conformi alla legge. Io sono un ragazzo ebreo e sono innamorato di ragazza ebrea. 1939 e il senso civico mi direbbe che non posso sposarmi, quindi il senso civico può essere sbagliato e brutale perché legato anche al periodo storico. Il senso civico è conformarsi alla legge, ma il suo contenuto può essere pericoloso.

3.La legge è espressione di ordine

 Ma quale ordine? L’ordine è contingente, dipende dalla situazione del momento e cambia a seconda del contesto e del contenuto.

L’ordine è un concetto relativo e problematico che dipende dal contesto storico , ciò che lo è oggi potrebbe non esserlo 30 anni fa.

4.La legge è un sistema che non lede determinate libertà

 es. la libertà di voto. se questo fosse vero, allora perché in certi paesi non si vota proprio? Per alcuni vale questo sistema, per altri no. Ma le libertà e i diritti sono tali perché si fondono sulla legge. Ma se l’ordinamento non lo prevedesse, il diritto e la libertà sarebbe tale comunque? Se la Costituzione non prevedesse la libertà personale, non saremmo persone libere? es. Un padre che da la vita nel campo di concentramento di Auschwitz , era libero, eppure in quel frangente la legge non prevedeva la libertà.

I nostri diritti e doveri dipendono da chi detiene il potere in quel momento e questo è pericoloso. Il potere rende effettivo un pezzo di carta, quando vediamo la Costituzione con i diritti, quelle affermazioni sono pericolose. Se non ci fosse quel testo scritto, la libertà di Giorgia non può dipendere da un pezzo scritto. Se non lo prevedesse, Giorgia sarebbe meno libera? La sua libertà dipende dal potere e non le appartiene in quanto Giorgia. E’ tutelata, ma è il potere ha stabilire come, perché. La libertà non può essere assoluta, termina quando inizia quella di un altro. Siamo tutti imbevuti in un dogma legislativo.

5.La legge è compromesso/punto di incontro

Chi stabilisce che quel compromesso sia equilibrato e non sbilanciato per una delle parti?

E’ il potere che stabilisce quando c’è un compromesso. La legge è sempre relativa, dipende dalla situazione attuale. Il compromesso può dire che se le foglie sono azzurre, non cadono.

  1. La legge è un limite

 Anche qui, è relativo e dipende dal momento storico. Stabilisce un obbligo, ma tutto dipende sempre dal momento

QUINDI - > Qual è l’essenza della legge?

Che va oltre il momento politico-storico. Cosa permane , nonostante l’evolversi del potere, costumi, tempo? Questione di giustizia , filosofica. Noi pensiamo che la giustizia sia applicata dal giudice che applica le norme convenzionalmente ritenute giuste, ma non per forza quelle norme lo sono.

quella disposizione, interessa se è giusta o ingiusta, il diritto coincide con il testo scritto, indipendente da contesto politico, culturale, sociale, economico, religioso – gli interessa la disposizione in sé, che sia approvata secondo procedimento previsto (leggi razziali sono diritto, sono state approvate secondo procedura prevista dalla Costituzione? Sì) – guarda il dato in sé. Diritto coincide con il testo scritto. Cos’è il diritto? La norma scritta (la prima affermazione dei sofisti)

un’appendice del diritto, non rappresentano il cuore del diritto che è dato dall’istituzione/organizzazione/corpo sociale) Motto latino “dove c’è una società, c’è la legge” degli istituzionalisti

Qual è la sua contraddizione: Su cosa si basa la Costituzione? Lui dice bisogna presupporre che ci sia una norma fondamentale da cui dipendono tutte le altre, presuppone non la giustifica. Cosa legittima la Costituzione= Lui non risponde, bisogna darla per presupposta. Ipotesi fondamentale (la grande norma la chiama in tedesco) > è un dogma

criticità dell’istituzionalismo : se dico che diritto è un corpo sociale, è una realtà organizzata, qual è il problema? Dov’è il pericolo, la paura insita in questa definizione? Potrebbe essere un gruppo criminale (la mafia è diritto. E’ un gruppo sociale? Sì, è organizzato? Sì, Ha un suo sistema di norme? Sì) se diritto è un corpo sociale organizzato, allora può essere qualunque organizzazione sociale, lo Stato come la Camorra, un’organizzazione terroristica. Se uno ha potere e forza per imporsi può. Platone l’aveva detto “stando a questa teoria, può essere diritto anche la società dei ladroni”

NORMATIVISMO = anche dottrina/scuola normativistica ha un suo esponente tra i più grandi giuristi del ‘900: Kelsen – slovacco, il Leonardo da Vinci del diritto (anche scuola kelseniana) subisce persecuzioni ed emigra in America. Scrive diverse opere, ma quella più importante da cui emerge il normativismo è “La dottrina pura del diritto” di cui abbiamo 2 edizioni: 1937 (prima) e anni ’60, scritta dopo essere emigrato in America. E’ il testo principale, non unico di Kelsen, è testo dove emerge una sua definizione > il diritto è un tema di disposizione normative / è un sistema puro di disposizioni normative poste in essere da una certa autorità che detiene il potere in un dato momento storico. sistema: disposizioni sono collegate alle une e alle altre, non vanno prese in maniera isolata ma fanno sistema, devono essere analizzate insieme. puro: a kelsen non interessa perché è stata posta quella disposizione, interessa se è giusta o ingiusta, il diritto coincide con il testo scritto, indipendente da contesto politico, culturale, sociale, economico, religioso – gli interessa la disposizione in sé, che sia approvata secondo procedimento previsto (leggi razziali sono diritto, sono state approvate secondo procedura prevista dalla Costituzione? Sì) – guarda il dato in sé. Diritto coincide con il testo scritto. Cos’è il diritto? La norma scritta (la prima affermazione dei sofisti)

Qual è la sua contraddizione: Su cosa si basa la Costituzione? Lui dice bisogna presupporre che ci sia una norma fondamentale da cui dipendono tutte le altre, presuppone non la giustifica. Cosa legittima la Costituzione= Lui non risponde, bisogna darla per presupposta. Ipotesi fondamentale (la grande norma la chiama in tedesco) > è un dogma.

Nell’edizione del ’60 dice > la norma fondamentale non si può dare per presupposta, ma dipende dal potere. Ma anche qui cade in contraddizione: perché il sistema che la pone non è più un sistema puro, è contaminato dal potere. Nella seconda edizione si rende conto del problema della prima, ma così facendo cade in un’altra contraddizione, ammette la contaminazione, eppure questa definizione è quella che si trova nella maggior parte dei manuali universitari eppure dal punto di vista filosofico-giuridico vede molti problemi.

ex. diffida per chi non ha green pass. applico norma valida come dice Kelsen perché l’ordinamento è imbevuto, oggi, di quella ideologia. Cosa fa datore di lavoro? Applica la norma, come dice Kelsen, che il datore sia d’accordo o meno con la norma (secondo tale idea, le leggi razziali erano norma scritta da applicare)

Il potere è per sua natura vocare e come tale è fallaceo, è limitato. Noi viviamo di normativismo, siamo kelseniani senza volerlo

  1. ISTITUZIONALISMO = scuola/dottrina istituzionalistica. Sembra recuperare e rielaborare in chiave moderna la seconda risposta che i sofisti hanno dato a Platone, è una corrente dottrinale giuridica del ‘900 che trova in un giurista siciliano Santi Romano il suo esponente più importante. Ha anche matrice Francese, è una corrente filosofica-giuridica europea. In Italia l’istituzionalismo trova un forte esponente. Santi Romano nel 1917 durante la prima guerra mondiale scrive un’opera da cui emerge il suo pensiero “l’ordinamento giuridico” e in quest’opera rielabora la teoria del diritto che è istituzione. E’ una realtà sociale/corpo sociale organizzato che ha una sua struttura specifica. Per gli istituzionalisti esistono le norme, ma le norme sono un fenomeno emergente (vuol dire che le norme ci sono ma a differenza del normativismo non sono l’essenza del diritto, sono un’appendice del diritto, non rappresentano il cuore del diritto che è dato dall’istituzione/organizzazione/corpo sociale) Motto latino “dove c’è una società, c’è la legge” degli istituzionalisti

criticità dell’istituzionalismo : se dico che diritto è un corpo sociale, è una realtà organizzata, qual è il problema? Dov’è il pericolo, la paura insita in questa definizione? Potrebbe essere un gruppo criminale (la mafia è diritto. E’ un gruppo sociale? Sì, è organizzato? Sì, Ha un suo sistema di norme? Sì)

se diritto è un corpo sociale organizzato, allora può essere qualunque organizzazione sociale, lo Stato come la Camorra, un’organizzazione terroristica. Se uno ha potere e forza per imporsi può. Platone l’aveva detto “stando a questa teoria, può essere diritto anche la società dei ladroni”

 Tuttavia, la sintesi delle due scuole di pensiero non affronta una questione fondamentale >

fondamento filosofico dell’ordinamento, rimanendo ancorata ad una prospettiva

positivistica

Platone nel minosse “ la legge è scoperta di qualcosa che è”. Dottrina pericolosa e problematica, ma

queste sono le due risposte che il mondo giuridico contemporaneo rielabora.

non c’è più un ordine che preesiste l’uomo , ma è l’uomo che si fa artefice e si nasconde dietro l’etichetta di vario.  il diritto tende all’essere perché altrimenti cade nel normativismo o nell’istituzionalismooggi tutto si gioca sull’effettività del potere, non c’è più la vera giustizia che tende all’ordine ontologico delle cose PARABOLA DEL PIRATA E ALESSANDRO MAGNO : Sant’Agostino racconta che viene catturato un pirata che infestava i mari, distruggeva le città, uccideva e rapinava. Alessandro Magno lo cattura e il re sentenzia la condanna a morte. Il pirata dice “tu chiami me Pirata perché ho fatto quello che ho fatto con una piccola flotta, ma tu che fai la stessa cosa, ma con una flotta più grande e un esercito più forte sei chiamato un grande condottiero. Cosa sono gli stati se non bande di briganti se non sono fondati sulla giustizia?”

> Come dovremmo definire oggi il diritto? Diritto deriva dal latino “ius“ ma è il prefisso di iustitia (legato alla giustizia, è la parte iniziale della parola giustizia)

Allora oggi se dovessimo dare una definizione di diritto oggettivo/ordinamento giuridico

L’ordinamento giuridico/ Il diritto è un sistema di disposizioni normative (normativismo) che operano/vige all’interno di una comunità organizzata, ha un suo sistema di potere istituzionale (istituzionalismo), ma sia le norme sia il sistema di potere deve essere fondato sulla giustizia/sull’ordine ontologico

L’uomo non può che pensare all’essere (il cellulare, il fidanzato, è qualcosa che esiste). Senza l’essere non potremmo nemmeno pensare, quando ragioniamo abbiamo interiorizzato l’idea dell’essere. Se pensi alla penna, tutti la pensano in maniera simile, se dici mostro ognuno lo vede in un modo diverso. Non ragioniamo più con queste categorie perché si afferma il primato del soggetto sull’oggetto , con Cartesio nel ‘600 e l’inizio della filosofia moderna.

E’ il cogito che determina l’essere, quindi il soggetto può manipolare l’essere (può dire quello che vuole), ma questo è un desiderio di onnipotenza dell’uomo.

lezione che abbiamo dimenticato, la teoria del giusnazionalismo oggi assistiamo a diritto che è contrario all’essere

L’ordinamento dell’Unione Europea è un sistema di organi con le sue fonti, formato dai 27 stati membri , è un ordinamento giuridico. organizzazioni Nazioni Unite che fanno parte dell’ordinamento internazionale. l’ordinamento giuridico statale è il prototipo degli ordinamenti giuridici l’ordinamento giuridico-canonico (ha norme di diritto canonico, ha il pontefice UEFA (ordinamento sportivo)

PLURALITA’ DEGLI ORDINAMENTI GIURIDICI

Dovrebbe essere fondato sulla giustizia

Non esiste solo lo Stato, ma la pluralità ha una conseguenza > tanti diritti, tanti ordinamenti, la conseguenza è la RELATIVITA’ (se esistono tanto diritti, allora anche un certo comportamento può essere analizzato in maniera diversa, può essere considerato a seconda del tipo di collocamento dove ci collochiamo. ex. L’eresia sarà un delitto per l’ordinamento canonico, ma è irrilevante per l’ordinamento dello Stato.

La pluralità può essere monotipica (l’ordinamento statale italiano, tedesco, francese,…) oppure politipica (ordinamenti diversi) ordinamento internazionale, dell’unione europea, ordinamento canonico

Il diritto oggettivo statale si suddivide in due grandi rami:

  • DIRITTO PUBBLICO (ius publicum)  è il campo degli interessi generali che, in quanto tali, non sono disponibili da un singolo interessato né da un gruppo di interessati. Riguardano l’intera collettività e la loro realizzazione spetta alla pubblica autorità. Partizioni del diritto pubblico sono: diritto costituzionale, diritto internazionale, diritto pubblico, diritto amministrativo (sostanziale e processuale), diritto tribuatario, diritto processuale civile etc.
  • DIRITTO PRIVATO (ius privatum)  diritto degli interesse particolari che sono trattati come interessi disponibili: bisogni, esigenze, finalità. Partizioni del diritto privato sono il diritto civile, diritto commerciale, diritto fallimentare, diritto del lavoro, diritto bancario, etc.

Studiamo lo Stato come ordinamento giuridico. Si presenta come quella particolare forma di organizzazione del potere politico che esercita il monopolio della forza legittima in un determinato territorio avvalendosi di un apparato amministrativo. I suoi elementi costitutivi sono tre:

  • 1.Il territorio = Santi Romano scriveva che il territorio non è quello che lo Stato ha, ma quello che lo Stato è. E’ l’ambito spaziale della potestà di imperio dello Stato. Comprende: la terraferma, porzione di territorio delimitato da confini naturali o artificiali (delimitati dai Trattati Internazionali – per l’italia dal Trattato di Pace del 10 febbraio 1947); mare territoriale, fascia di mare entro le 12 miglia (adeguandosi all’ultima convenzione internazionale in materia quella di Montego Bay (Giamaica) del 10 febbraio 1981); Il soprasuolo e il sottosuolo. Gli stati possono riservare a sé l’utilizzazione esclusiva delle risorse naturali estraibili dalla piattaforma continentale, purché sia assicurata la libertà delle acque
  • 2.Il popolo = ossia l’insieme di coloro che sono legati allo Stato dal rapporto di cittadinanza con lo Stato. La legge ordinaria dello Stato 05 febbraio 1992, n.91: Disciplina le modalità di acquisto, di rinuncia e di perdita della cittadinanza italiana. Il concetto di popolo va distinto da quello di popolazione (coloro che si trovano stabilmente nel territorio dello Stato indipendente dal possesso della cittadinanza) e da quello di nazionalità-che indica una collettività che si caratterizza per la comunanza di lingua, di tradizioni, di religione, di cultura, assumendo una valenza prima di tutto sociologica. (Svizzera e sue 4 nazionalità: italiana, francese, tedesca, romancia) L’ART. 6 COST. italiana sulla tutela delle minoranze linguistiche prende in considerazione proprio la dimensione della nazionalità

COS’E’ LO STATO

Lo Stato è il prototipo degli ordinamenti giuridici , è il modello. Non è l’unico, ma più importante (infatti si parla di ordinamento giuridico statale, non unico esistente) ma cos’è lo Stato? Se si prende un manuale si prende elaborazione di grande sociologo tedesco Max Weber

“Lo Stato è quella particolare forma storica (perché nasce nel ‘600 lo Stato moderno) di organizzazione del potere politico che persegue degli obiettivi/fini/scopi, che ha una sua struttura burocratica amministrativa e ha il monopolio della forza”

CRITICITÀ della definizione n.1 > non è pacifica. problema è: quali sono questi SCOPI? Possono essere buoni, meno buoni, malvagi, indefinitivi (Stati che opprimono le minoranze) = gli scopi derivano dal potere e non sempre sono buoni e giusti.

CRITICITÀ della definizione n.2 > ha un apparato, ma come viene selezionata la CLASSE DIRIGENTE di questo apparato? Problema selezione della classe dirigente (dovrebbero essere omini moralmente ed eticamente impeccabili, Cicerone, che sa comunicare/parlare bene)

CRITICITÀ della definizione n.3 > l’uso della forza. Non basta che abbia il MONOPOLIO , bisogna vedere come usa quella forza, se bene o male.

Definizione indefinita che non fa riferimento alla giustizia. Contradditoria, problematica

Stato nasce nel ‘ 600 dopo le guerre religiose, nasce da un PATTO Padre della democrazia moderna è Rossou, grande esponente illuminista e scrive “il contratto sociale” (patto vuol dire legame, unione)

Ognuno rinuncia a qualcosa per il vivere sereno.

Se è un patto, io posso togliermi dal patto? Io posso recedere dal patto, rossou dice che chi si toglie dal patto è reo di morte. E’ un patto nel momento della genesi, ma che patto è allora? Se è un patto e vedo che a un certo punto vedo che lo Stato è brutale, posso togliermi dal patto. da questo patto non puoi toglierti.

Altro problema: Allo Stato/potere cosa gli dai? libertà e potere di battere moneta, fare guerra, etc ma singolarmente il singolo questi poteri non li ha. Il singolo non ha potere di difendersi o battere moneta. Posso vendere il cellulare a una persona, ma patto con cui nasce lo Stato presuppone che io ceda qualcosa di cui non dispongo, quindi è una funzione. Il patto si fonda sul conteso dei singoli , ma fa riferimento a qualcosa che i singoli non hanno per il bene comune, ma non hai quelle cose lì, si finge.

Il patto che nasce dai singoli attribuisce allo Stato qualcosa che i singoli non hanno e quindi bisogna CREARE UNA FINZIONEGiustifichiamo il potere politico sulla base del consenso privato.

Lo Stato è una finzione politica, giuridica, filosofica

STATO MODERNO nasce con il costruttivismo , la teoria in base alla quale stato moderno nasce in base ad un patto.

filosofi inglesi HOBBES e LOCK anticipano le teorie di Rossou > HOBBES – IL LEVIATANO (mostro tirannico che rapp lo Stato, e prende ispirazione da antico testamento di Giobbe)

definisce lo Stato come un DIO MORTALE cosa sta facendo hobbes? attribuisce allo stato le proprietà che fino a quel momento la filosofia e la teologia e aggiunge a cui dobbiamo nostra pace e nostra sicurezza Teorie che influenzeranno prepotentemente rossou

Teoria problematica e contradditoria quella del patto. Weber la riprende, tutto influsso dei secoli precedenti, ma è problematica. ma oggi lo stato è un dio mortale e dirà anche che è stato etico che ti insegna come comportarti, insegna a comportarti bene o male (nazismo)

viviamo nel tempo delle grandi contraddizioni giuridico-politiche ma non ce ne rendiamo conto perché viviamo nello stordimento di noi stessi che ci impedisce di analizzare in modo critico i veri problemi. Questo riguarda lo stesso concetto di uomo, lo Stato è proiezione nostra, di chi il patto lo firma. Non è mera disposizione accademica. la definizione di stato ha ripercussione antropologiche fondamentali + è specchio del popolo.

che idea abbiamo oggi dello stato? che idea abbiamo di noi stessi?

Diritto costituzionale non è concetto astratto da noi , ma riguarda noi nel profondo. oggi si rinuncia con numeri, forza. si va oltre lo stato, sono in gioco i nostri stessi volti. non è solo una definizione

il patto è contradditorio eppure siamo noi che la andiamo a creare la contraddizione con il pensiero. questo dovrebbe portarci a chiedere oggi cos’è la democrazia? oggi è diventata procedura , numero. (legge Zan si parla di numeri, il senato ha affossato) democrazia = procedura = presuppone numeri

Abbiamo ridotto la democrazia come valore a numero e questo indipendente dalle posizioni politiche, ma discussione politica cede il passo al potere. questo è lo specchio di un paese quindi ragionare sullo stato vuol dire ragionare sula natura di uomo e donna che in quello stato vive e opera. solo che noi questo ragionamento non lo capiamo perché vediamo stato come qualcosa di esterno da noi mentre è la nostra proiezione.

oggi si sta arrivando a superamento dell’idea di stato, è diventato superfluo con la globalizzazione. è considerato un ostacolo, i grandi poteri economici finanziari prevalgono sulla logica dello stato. si vuole superare il concetto stesso di stato per creare un SUPER STATO con stesse caratteristiche ma si allarga da punto di vista territoriale

assistiamo alla CRISI DELLO STATO la globalizzazione, l’emergenza sanitaria l’ha dimostrato. crea liquidità e se tutto è liquido (si supera lo stato, la storia, la memoria tutto diventa confuso e liquido dentro un grande contenitore) non c’è più discussione, dialogo, confronto, arricchimento. oggi viviamo la liquidità dello stato e a un certo punto evapora e diventa gassosa.

qual è il destino oggi dello Stato?

manca riferimento alla giustizia, tutto parametrato alla forza

uno Stato per essere tale secondo diritto cost deve possedere 3 elementi costitutivi: popolo > il popolo è l insieme di tutti coloro che sono legati allo stato da un particolare tipo di rapp. questo rapporto si chiama status civitatis cioè la cittadinanza. siano essi residenti o meno. non è importante siano residenti, l’importante è avere la cittadinanza. il popolo fatto da cittadini legati allo stato dal rapporto di cittadinanza.

FORMA DI STATO & FORMA DI GOVERNO

FORMA DI STATO = si riferisce allo Stato nel suo aspetto complessivo. E’ la relazione che intercorre tra l’autorità che detiene il potere politico e coloro (NOI) che formano la società civile (cittadini come non cittadini)

Italia ha sua forma di stato che si ritrova nella Costituzione italiana da art.1 ad art. 54 : Stato sociale di diritto > in inglese viene chiamato WELFARE STATE che letteralmente si traduce come “stato di benessere”

elementi dello stato di diritto

  1. La sovranità popolare, il popolo è detentore del potere. non deriva più dall’alto (da dio) ma parte dal basso
  2. Principio di rappresentanza , popolo non esercita direttamente il potere e ha bisogno di rappresentanti che prendono il nome di parlamentari (membri delle assemblee)
  3. Principio di separazione dei poteri , ad ogni organo spetta una funzione specifica
  4. Stato che riconosce i diritti civili (libertà di stampa, proprietà) e politici + riconosce una cosa che non c’era fino al ‘900 > riconosce i DIRITTI SOCIALI (pensione, istruzione, diritto salute, assegno di maternità, assegno di invalidità) > sono prestazioni riconosciute dallo Stato che hanno compito come quello di superare eventuali disuguaglianze Grande Costituzionalista-Lorenza Carlassare (insegnato per anni università studi di Padova), opera “Conversazioni sulla Costituzione” > definisce i diritti sociali come le precondizioni, le condizioni necessarie, basilari, strutturali, per esercitare i diritti civili e i diritti politici. Tu potrai votare bene se hai buona istruzione, buona salute. Tu potrai affrontare malattie nella vecchiaia, se hai una buona pensione. puoi esercitare il tuo diritto, ma se sei istruito sei un cittadino più consapevole, puoi esercitare meglio PROBLEMA: incremento della spesa pubblica per i diritti sociali

FORMA DI GOVERNO che si ricava dalla costituzione e dall’art. dal 55 al 139- qual è la nostra forma di governo? E’ il rapporto, relazione che sussiste tra gli organi che costituiscono l’apparato governante, di governo. L’Italia si dice che è una repubblica di tipo parlamentare

repubblica : vuol dire che le carice sono temporanee, a termine (nella monarchia invece c’è la corona) parlamentare: per capire bisogna capire che nostra forma di governo si gioca attorno a 3 organi costituzionali:

PARLAMENTO > unico organo eletto direttamente dai cittadini, quindi unico che ha legittimazione democratica. eletto direttamente dai cittadini ogni 5 anni. questo periodo prende il nome tecnico di legislatura

parlamento italiano è bicamerale: formato da due camere, due rami e ha sede a Roma.

primo ramo prende il nome di CAMERA DEI DEPUTATI e ha sede a palazzo Monte Citorio, i deputati sono 630 che diventeranno 400 con la prossima legislatura

altro ramo prende nome di SENATO DELLA REPUBBLICA e ha sede a palazzo madama. attualmente i senatori sono 315 nel 2023 saranno ridotti a 200 – questa modifica e stata promulgata la legge che ha modificato numero deputati senatori, legge Cost n.1 del 2020

parlamento caratterizzato dal BICAMERALISMO PERFETTO. vuol dire che le due camere svolgono le stesse identiche funzioni, composizione diversa ma svolgono le stesse funzioni. quali sono? funzione legislativa del parlamento, ma anche funzione di controllo sul governo (durante l emergenza il parlamento è stato totalmente marginalizzato)

GOVERNO > ha sede presso palazzo Chigi. Governo DEFINITO come organo costituzionale complesso, cioè formato da 3 parti: la prima è il consiglio dei ministri , poi ci sono i ministri e poi il presidente del consiglio dei ministri

Il governo NON è eletto dai cittadini, non è un organo elettivo, è organo nominato. E’ nominato dal presidente della repubblica, i membri sono nominati dal pdr, si eleggono deputati e senatori non il governo. pdr nomina presidente del consiglio dei ministri e su sua proposta nomina i ministri.

tra il governo e il parlamento esiste il rapporto fiduciario, un rapporto di fiducia > il governo per entrare nel pieno delle sue funzioni deve avere la fiducia della camera e del senato, di tutte e due non di una, altrimenti costretto a dimettersi > art. 94 COST. (articolo dove si evince il rapporto di fiducia) le camere dovranno trovare la mozione di fiducia, l’atto di fiducia di entrambe le camere.

Quindi la repubblica parlamentare si caratterizza per il rapporto fiduciario tra parlamento e governo, governo è l espressione della maggioranza del parlamento che gli ha dato la fiducia. Può anche avvenire una crisi del governo

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA > rimane in camera per 7 anni e prende il nome di settennato. si dice che è un potere neutro, cioè è un organo di garanzia. un organo super partes , che deve garantire il rispetto della costituzione, equilibrio tra poteri, etc.

non è eletto dai cittadini, non c’è elezione diretta, ma eletto dal parlamento italiano in seduta comune

può essere un potere neutro? no, è un mito. si dice che sia un organo a fisarmonica perché i suoi poteri e anche la sua influenza diminuisce quando hai magg parlamentare forte, invece con maggioranze deboli e fragili come l attuale, il suo ruolo si allarga come fisarmonica e ha ruolo politico molto forte.

terminati i 7 anni può essere rieletto una seconda volta, ma è problematico perché la sua rielezione la porterebbe a rimanere in carica per 14 anni, come Napolitano. problematico perché rimane per troppo tempo, problema dibattuto. può essere eletto qls cittadino della repubblica italiana che abbia compiuto 50 anni.

il rapporto tra sti 3 organi determina la forma di governo

_______________________________________________________________________________________ LE FONTI DI PRODUZIONE DEL DIRITTO: concetti generali

L’ordinamento giuridico è l’insieme ordinato di norme - prende nome anche di ordinamento normativo - norme tra loro connesse che servono a regolare la vita collettiva degli individui, della collettività. Per queste norme sono previste delle sanzioni qual ora non si rispettino i principi imposti dall’ordinamento e principi dai quali questa norma dipende.

L’ordinamento giuridico , quindi anche quello statale , è un ordinamento normativo , possiede cioè un sistema di disposizioni normative, o meglio un suo sistema di fonti di produzione del diritto ( fontes iuris , in latino)

  1. l’atto è espressione di un agire volontario
  2. l’atto normativo si può facilmente imputare a un soggetto o a un organo che è abilitato dall’ordinamento giuridico.

Si può classificare come atto normativo la legge ordinaria che viene approvata in parlamento dalle due camere, la Costituzione e anche i decreti legge emanati dal governo. Il governo è un organo riconosciuto dall’ordinamento e agisce in maniera volontaria.

ATTI SCRITTI , quindi contengono un testo , enunciato e sono suddiviso in articoli. Oltre ad essere degli atti scritti devono avere una procedura precisa, un iter legislativo per essere approvati e poi emanati

i fatti normativi si possono classificare come usi e consuetudini, ovvero azioni e comportamenti idonei a produrre norme giuridiche quindi riconosciuti per produrre queste norme giuridiche che vanno a regolare l’agire umano.

come si fa a classificare un comportamento o un azione come un fatto anziché come un atto? ci sono dei criteri che vengono seguiti e ci permettono di capire che quello è un fatto normativo. sono principalmente 3:

  1. l’azione e il comportamento vengono ripetuti costantemente nel tempo
  2. l’osservanza da parte degli individui di quell’azione, comportamento. osservanza costante nel tempo
  3. strettamente psicologico: individuo ripete costantemente ed osserva nel tempo quell’azione o comportamento perché in capo a lui c’è convinzione che nell’andare a osservare azione o comportamento dentro ci sia obbligatorietà dettata dalla norma (pura convinzione del soggetto).

Caratteristica fondamentale dei fatti è che sono atti normativi non scritti a differenza degli atti. difatti sono non scritti e ad oggi ricoprono nell’ordinamento giuridico un ruolo abbastanza marginale perché nel nostro ordinamento ci sono più atti scritti che non scritti. ad es uso e consuetudine. la mancia al cameriere non può essere considerato come un fatto, come neanche il regalo ogni anno ai parenti. (tradizione e prassi)

NON SONO OBBLIGATORIE, sono tutte prassi perché dietro all’azione del fare regalo di natale o di dare mancia non è prevista una obbligatorietà dettata da norma giuridica.

un fatto che può essere classificato come tale è quello delle consultazioni del presidente della rep quando deve formare il governo. E’ un fatto non scritto non previsto da norma costituzionale come prassi del seguire le consultazioni che prima di formare il governo sente tutti i parlamentari o persone che compongono un partito e questa prassi del consultare vinee definita come un fatto.

2) fonti di cognizione > tutti quei meccanismi che danno origine al diritto

permettono la conoscibilità delle leggi, fanno si che vengano conosciute da tutti i cittadini di uno stato. fanno in modo che le disposizioni normative vigenti vengano comunicate ai cittadini.

In caso di contrasti tra fonti, seguiamo 3 criteri:

  1. GERARCHICO  criterio è presupposto dall’esistenza di una Carta rigida che è posta in una situazione di sopraordinazione rispetto alle altre fonti. Per la sua modifica non è sufficiente una

legge ordinaria, necessario un procedimento aggravato di revisione. In caso di contrasto con disposizione di fonte inferiore questa viene annullata.

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COSTITUZIONE MATERIALE E COSTITUZIONE FORMALE

Abbiamo visto cos’è la Costituzione, i limiti, le caratteristiche della costituzione (rigida, flessibile) ora altra definizione di costituzione

Altra distinzione fatta quando si parla di Costituzione è quella tra costituzione formale e costituzione materiale

quando hai davanti una costituzione va sempre distinta la costituzione formale da quella materiale. Ma qual è la differenza?

  • La COSTITUZIONE FORMALE è il testo scritto , sono gli articoli dall’1 al 139 che compongono la Costituzione italiana. Documento storico politico entrano in vigore in Italia il 1 gennaio 1948 tutt’ora in vigore > si guarda alla forma

  • La COSTITUZIONE MATERIALE ci interessa di più, è un concetto diverso e indica il modo in cui la Costituzione in un dato momento storico viene attuata. Quindi la costituzione materiale è concetto

opposto rispetto alla formale che è il testo scritto, la materiale è il modo con il quale viene attuata in un dato momento storico la Costituzione

Prendiamo la situazione attuale in Italia: la costituzione formale è il testo del 48, ma quella sostanzialmente o materiale? Come viene attuata? oggi le forze politiche incarnano una Costituzione dell’emergenza, che deve fronteggiare un determinato momento storico caratterizzato da emergenza sanitaria. Quindi oggi si tiene conto alla situazione emergenziale (salute come priorità e interesse della collettività) Da un punto di vista materiale stiamo passando da costituzione ordinaria a sostanziale dell’emergenza dove di sa priorità alla salute rispetto agli altri diritti, garantiti ma limitati in virtù dell’emergenza sanitaria. Oggi la Costituzione deve misurarsi con l’emergenza e inevitabilmente darà prevalenza a certe situazioni a scapito di altre. Pur rimanendo invariata quella formale, la sensibilità delle scelte politiche in un dato momento storico

Cosa può succede, però? Siccome c’è questa differenza tra le due costituzioni può accadere che quella materiale nel tempo con le forze politiche (per emergenza o altra situazione) possono inficiare indirettamente sulla stessa Costituzione formale. Il modo in cui le forze politiche attuano la cost ha incidente indirette su quella formale, il modo in cui viene attuata la costituzione implicitamente tocca anche quella formale (non espressamente, perché non viene modificata) Ex- la gestione dell’emergenza sanitaria è affidata a quali organi? Il governo che si appoggia al comitato tecnico scientifico, quindi la maggior parte delle decisioni sono in capo al governo > rafforzamento del governo sugli altri organi cost, il parlamento viene considerato molto poco, non ha ruolo attivo, la gestione è in mano al Governo e CTS, quindi il parlamento ha un ruolo marginale, per convertire i decreti legge, non ha un ruolo primario. Ma il parlamento è l’organo eletto direttamente dai cittadini, determina l’indirizzo politico, il governo senza la fiducia del parlamento è nel pieno delle sue funzioni. L’organo centrale è il parlamento (nella formale), ma oggi il governo è preminente (nella materiale) Come se, indirettamente noi assistessimo a un mutamento della forma di governo (sostanziale non formale) > questo per dire la responsabilità che hanno le forze politiche di qualunque momento storico,

Potere di presentare un progetto spetta anche ad organi ed enti pubblici indicati nella Costituzione; essenzialmente 2:

  • CNEL (consiglio nazionale economia e lavoro) – In base Art.99 / sorta di corporazione che può presentare alle camere dei progetti di legge in materia economica e sociale
  • Consigli regionali sulla materia statale – In base Art. 121
    1. Seconda fase che caratterizza l’ITER è la fase approvativa/dell’approvazione -> prevista dall’articolo 72 Costituzione

Ci sono diversi procedimenti dell’approvazione, ma il più importante è il procedimento ordinario/ o per commissione referente

  1. Una volta che viene elaborato un progetto di legge, questo può essere presentato alla Camera o al Senato e viene discusso preliminarmente da una commissione parlamentare permanente in base alla materia trattata, difesa, affari, istruzione, università e ricerca (da un numero ristretto di senatori o deputati) presenti sia alla Camera che al Senato;
  2. La commissione valuta il testo e può apportare e presentare degli emendamenti (delle modifiche al testo);
  3. A questo punto la commissione può inviare il testo o all’aula o bloccare l’ITER, è una sua valutazione;
  4. Se viene mandato alla camera, l’intera aula dovrà valutare il testo e verrà approvato a maggioranza semplice (i si devono superare i no);
  5. Quando un ramo del Parlamento l’ha approvato, il testo passerà all’altro ramo del parlamento e dovrà seguire lo stesso ITER – Commissione – Aula;
  6. A sua volta l’altro ramo potrà non approvarlo, approvarlo o apportare a sua volta modifiche. In questo caso il testo deve ritornare all’altra Camera (il progetto fa la navetta da una camera all’altra) finché le due camere non approvano lo stesso identico testo

3. Terza fase = PROMULGAZIONE - Prevista negli articoli 73- 74 Costituzione

Promulgazione è atto tipico del Presidente della Repubblica. In cosa consiste? Con la promulgazione il PdR unifica in un solo testo le due deliberazioni delle camere, atto con cui le due deliberazioni vengono unificate in un solo testo. La promulgazione è l’atto con cui il PdR accerta la concorde volontà delle due camere

Art.73 ci dice che la promulgazione avviene, di norme, entro un mese dall’approvazione.

Il Presidente ha l’obbligo? L’art 74 attribuisce al PdR quello che in gergo tecnico viene chiamato il potere di rinvio , cioè in occasione della promulgazione, può esercitare un potere di rinvio e quindi rinviare la legge alle camere con un messaggio motivato, chiedendo alle camere di deliberare nuovamente. Quali i motivi del perché il Presidente può utilizzare questo potere? Non per motivi politici che sono esclusi (lui è garante del potere neutro) potrà rinviarla per motivi di legittimità costituzionale, qual ora ravvisi nel testo un vizio di costituzionalità, un contrasto con la Costituzione

Questo potere di rinvio può essere esercitato una volta soltanto. Le camere non sono obbligate a tenere conto delle indicazioni del Presidente, ma se le camere approvano nuovamente la legge tale e quale senza aver seguito le indicazioni, il Presidente deve promulgarla, non può rifiutarla.

EX. Se le camere approvano una legge palesemente incostituzionale tipo “la libertà di pensiero è abolita”. Il presidente la rinvia, ma le camere la riapprovano. In teoria il Presidente non può rifiutarsi, ma si dice che in questo caso è un fusibile del sistema. Se lui rifiuta la promulgazione viola l’art.74 e quindi commette reato di attentato alla Costituzione (stato d’accusa), ma promulgandola immetterebbe nell’ordinamento una legge talmente distruttiva che potrebbe essere accusato di compiere un attentato alla Costituzione, quindi non ne viene fuori (l’unica sarebbe dare le dimissioni)

 Per questo si dice che il diritto costituzionale è un diritto al limite, prevede una gestione ordinaria, non prevede l’imprevedibilità del potere politico.

Altra ipotesi: al PdR arriva il testo, si accorge che ci sono dei profili di incostituzionalità e rimanda la legge alle camere. le camere fanno le modifiche seguendo le use indicazioni. Quando il testo viene mandato al PdR lui può esercitare di nuovo il rinvio? Può farlo limitatamente alle parti modificate perché quelle gli arrivano per la prima volta.

  1. Quarta fase è la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana (fonte di cognizione del diritto) e serve per far conoscere il contenuto del testo. Pubblicata tutti i giorni dal lunedì al sabato Passati 15 giorni dalla pubblicazione ( vacatio legis , come se la legge fosse in standby – “vacanza della legge”) passati la legge entra in vigore e produrre i suoi effetti.

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LE FONTI DEL DIRITTO

Siamo nelle fonti primarie. Dopo legge ordinaria dello Stato, poi atti normativi forza di legge, ossia fonti primarie diverse dalla legge ma che si trovano sullo stesso piano della legge ordinaria. (ex. decreti legge)

fonti primarie stanno sotto cost. ma poi ci sono gli atti normativi aventi forza di legge cioè fonti-atto diverse dalla legge orinaria e stanno sotto la cost. quindi tra questi atti e la Cost. c’è rapporto di gerarchia mentre con legge ordinaria si applica quindi in caso di contrasto vale il criterio temporale cronologico.

DECRETO LEGGE – art. 77 Cost.

fonte-atto, cioè manifestazione volontà di un organo e li fa il governo che li adotta. Lo può adottare solo quando sussistono 3 requisiti (i presupposti giustificativi):

  • situazione di straordinarietà (covid19)
  • L’urgenza
  • necessità

E’ il governo che valuta i 3 presupposti.