Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


DIRITTO INTERNAZIONALE LIBRO + LEZIONI, Dispense di Diritto Internazionale

appunti di diritto internazionale con prof Pietrobon completo di appunti lezione e libro (anno 2023-4)

Tipologia: Dispense

2022/2023

In vendita dal 02/02/2024

veronixa
veronixa 🇮🇹

4.8

(4)

18 documenti

1 / 116

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
pf14
pf15
pf16
pf17
pf18
pf19
pf1a
pf1b
pf1c
pf1d
pf1e
pf1f
pf20
pf21
pf22
pf23
pf24
pf25
pf26
pf27
pf28
pf29
pf2a
pf2b
pf2c
pf2d
pf2e
pf2f
pf30
pf31
pf32
pf33
pf34
pf35
pf36
pf37
pf38
pf39
pf3a
pf3b
pf3c
pf3d
pf3e
pf3f
pf40
pf41
pf42
pf43
pf44
pf45
pf46
pf47
pf48
pf49
pf4a
pf4b
pf4c
pf4d
pf4e
pf4f
pf50
pf51
pf52
pf53
pf54
pf55
pf56
pf57
pf58
pf59
pf5a
pf5b
pf5c
pf5d
pf5e
pf5f
pf60
pf61
pf62
pf63
pf64

Anteprima parziale del testo

Scarica DIRITTO INTERNAZIONALE LIBRO + LEZIONI e più Dispense in PDF di Diritto Internazionale solo su Docsity!

premessa:

“dove esiste una società c’è il diritto”→ i soggetti che convivono in una società, per vivere in maniera

civile, si devono dare delle regole e questo accade in modo spontaneo, inoltre le società stesse sono stratificate e questo comporta che necessariamente, dunque, gli ordinamenti giuridici siano plurimi caratteristiche degli ordinamenti: a. gli ordinamenti giuridici necessariamente hanno dei contenuti diversi perché codificano i valori propri della società di cui sono espressione, esistono ad esempio diritti tutelati in alcuni paesi, che invece sono inesistenti in altri (es. donne iraniane) b. ogni ordinamento ha il suo modo di produrre le regole e conseguentemente la sua costituzione secondo modelli diversi (es. parlamentarismo, presidenzialismo, ecc.) e anche a seconda dell'epoca storica (es. in italia fino agli anni '70 non si poteva divorziare, mentre negli altri paesi europei si e così anche l'aborto e moltissime altre questioni)

le valutazioni di ogni ordinamento giuridico sono diverse e possono, sia variare nel tempo, che essere opposti a seconda della società di cui sono espressione es. secondo il diritto canonico (ordinamento che ha come classe sociale tutti coloro che sono battezzati) non si può divorziare, mentre per quello statale si, anche se chiesa cattolica e stato italiano hanno stipulato un concordato secondo cui il matrimonio celebrato in chiesa ha valenza anche civile DIRITTO INTERNAZIONALE diritto che regola i rapporti tra gli enti che compongono la comunità internazionale, la cui caratteristica principale è quella di essere di coordinamento (e non di subordinazione), ciò significa che tutti gli stati vi ci partecipano paritariamente secondo il p. di eguaglianza e senza la presenza di un’autorità sovraordinata esistono pareri discordanti sulle origini della comunità internazionale: ① IX sec con l’esistenza di rapporti, simili alle odierne norme internazionali, tra i 3 grandi imperi (carolingio, bizantino e islamico) ② pace di westafalia (1648) che dà vita ad una comunità di stati indipendenti tra loro senza l’esistenza di un’autorità sovrana come era stata quella del papa o dell’imperatore in precedenza comunità internazionale ① vige il p. di decentramento delle funzioni → le tre funzioni principali dell’ordinamento giuridico sono decentrate: a- produzione: consuetudini ed accordi b- accertamento c- produzione coercitiva del diritto i destinatari sono gli stessi sogg che le hanno poste in essere il ricambio delle norme dell’ordinamento internazionale è rigido e basato sulla

diuturnitas, sulla convinzione della obbligatorietà di comportamento e sulla volontà da

parte dei sogg di partecipare agli accordi, senza di cui non sono vincolati

b. l'assenza di un giudice che det in modo oggettivo, non esiste una corte che giudichi lo stato a meno che questo stesso non abbia dato il suo consenso c. l'assenza di una polizia internazionale competente ad intervenire, ma sono gli stessi stati che decidono come agire quando subiscono un illecito (quando una norma internazionale viene violata) il diritto internazionale (che regola i rapporti tra i sogg della comunità internazionale) è ≠ la diritto internazionale privato che interessa invece i rapporti interindividuali, cioè regola i rapporti che hanno el di estraneità rispetto ad un det ordinamento interno (es. capacità giuridica delle persone fisiche straniere che è regolata dalla loro legge nazionale) enti che partecipano al diritto internazionale

non c’è una completa identificazione tra i sogg del DI e gli enti che partecipano alla vita di relazione

internazionale, si può però fare una differenza tra quelli che hanno piena soggettività giuridica e altri che

hanno invece una limitata capacità internazionale e sono dunque destinatari di solo alcune situazioni giuridiche soggettive. È possibile cmq fare una distinzione tra 4 categorie dei vari enti che partecipano alla vita internazionale in base alle caratteristiche peculiari di ognuno: ① ENTI TERRITORIALI: entità che possiedono il pieno esercizio di potere di governo su una comunità territoriale (stati sovrani, stati indipendenti e insorti) ② ENTI NON TERRITORIALI: enti che di fatto non esercitano attualmente un potere di imperio su un territorio, ma tendono all’acquisizione di tale potere di governo (governi in esilio, comitati nazionali all’estero e movimenti di liberazione nazionale) ③ ENTITÀ SUI GENERIS: enti non territoriali che non aspirano all’acquisizione di un territorio, ma hanno la peculiarità di essere individualmente determinati e a cui è attribuita eccezionalmente la capacità di intrattenere relazioni internazionali (santa sede, ordine di malta e comitato internazionale della croce rossa) ④ ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI: enti non territoriali che sorgono per volontà degli stati e con questi mantengono un forte legame L’individuo nel DI non è partecipe di nessuna delle tre funzioni principali di governo, d’altra parte la questione dei diritti umani è oggi un settore fondamentale delle relazioni internazionali, ecco perché taluni autori attribuiscono personalità internazionale all’individuo enti territoriali ruolo primario lo detengono quegli enti dotati di potestà territoriale, innanzitutto dagli STATI, che sono i sogg principali del DI bisogna quindi sempre domandarsi x è compatibile con il principio di parità? se i sogg sono tutti pari il p. di maggioranza non è compatibile perché comporta il fatto che i sogg che si trovano in minoranza non si trovano in una situa di parità rispetto a quelli in maggioranza; in alcuni settori questi accettano di essere messi in minoranza, ma ad es. in altri campi si parla solo di unanimità

per il DI uno stato è definito in termini di stato – organizzazione, cioè quel complesso di organi che dirige l’ente, vale comunque la definizione che fa leva sulla triade governo – territorio – stato che si rifà invece al concetto di stato – comunità, ma non può essere adottata unicamente in campo del DI in quanto territorio e popolazione non sono el costitutivi della personalità, tuttavia sono utili a determinare, in caso di dissoluzione, se esiste un’entità che continui la personalità del sogg preesistente.

la nascita di uno stato è una questione di diritto internazionale e a tal proposito la cassazione italiana ha affermato che un’organizzazione di governo che eserciti effettivamente e indipendentemente il potere di governo su una comunità territoriale diviene sogg del DI, senza che sia necessario il riconoscimento da parte di altri stati → soggettività: attitudine ad essere titolari di diritti e obblighi prodotti dalle situazioni giuridiche dell’ordinamento internazionale è proprio la soggettività internazionale che costituisce la prerogativa degli stati sovrani ed indipendenti ed è per questo che gli stati membri degli stati federali non sono considerati sogg del DI, in quanto la soggettività internazionale è riconosciuta allo stato federale che sarà responsabile in caso di illeciti degli stati membri in linea di principio non costituisce un el rilevante la dimensione del territorio di uno stato o della sua popolazione, tuttavia il problema sorge in relazione agli STATI ESIGUI, cioè quelli che dipendono in misura più o meno larga da terzi per la condotta delle loro relazioni internazionali non si può formulare una conclusione di carattere generale e occorro analizzare individualmente le situazioni concrete enti non – stato che sono sogg del DI: a. STATI PROTETTI: mancano del requisito di indipedenza, ma sono considerati da alcuni sogg del diritto internazionale, questi sono entità simil – statuali con una limitata soggettività internazionale, il protettorato deve essere infatti tenuto distinto dall’amministrazione internazionale di territorio (es. Kosovo e Serbia), ma amministrata dalle Nazioni Unite b. STATI RISORTI: stati estinti, cioè incorporati da stati più grandi la cui effettività scompare, in cui i nuovi governanti vogliono essere considerati la continuazione del precedente stato, nei termini del DI, significa che pretendono di essere titolari delle situa giuridiche facenti loro capo prima dell’incorporazione; dal pov fattuale è una finzione e può solo servire a mantenere accordi con altri stati, ma non corrisponde alla realtà es. stati baltici: dopo essere stati liberati dall'unione sovietica che si vogliono considerare risorti e non nuovi stati questo non risponde a regole precise con determinati passaggi da seguire, ma la prassi è molto variegata “lo stato per essere un sogg del DI deve possedere le seguenti caratteristiche: a. popolazione permanente b. territorio definito c. governo d. capacità di intraprendere relazioni internazionali con gli altri stati”

  • art. 1 convenzione di Montevideo

b. sogg aventi qualità statuale, cioè dotati di autonomia all’interno di uno stato, che dovrebbero diventare il nucleo per costituire un futuro stato. es. PALESTINA: territorio amministrato dall’autorità nazionale di israele che manca dunque dei requisiti di effettività e indipendenza, nonostante la proclamazione dello stato di gerusalemme. La palestina infatti non è membro delle Nazioni Unite e gode solo del ruolo di “stato osservatore”, ma dal 2011 fa parte dell’UNESCO. enti non territoriali che aspirano a diventare organizzazioni di governo di una comunità territoriale a. GOVERNI IN ESILIO: enti che assumono una particolare rilevanza durante la 2GM, in particolare quando gli stati occupati dalla Ge si rifugiarono nel regno unito, e che ovviamente implicano la necessaria presenza di uno stato disposto ad ospitare tale governo e permettergli di esplicare le sue funzioni. Questo fatto dunque si verifica in situazione di occupatio bellica, cioè nel caso di occupazione nel corso di una guerra, è una situazione transitoria e che assicura che lo stato occupato non perda la sua personalità giuridica; il governo in esilio, quindi opera come una sorta di “ente fiduciario” del popolo da esso rappresentato e trova conferma nel p. di autodeterminazione dei popoli. Nonostante non tutti gli autori sposino questa tesi, sostenere quella opposta sarebbe errato in quanto nel DI odierno esiste la norma di divieto di aggressione che impedisce di riconoscere qualsiasi effetto alle situazioni derivanti da tale illecito internazionale. es. annessione del Kuwait da parte dell’Iraq dichiarata nulla dalle nazioni unite b. COMITATI NAZIONALI ALL’ESTERO: enti che assumono particolare importanza durante il corso della 1GM e che gestiscono gli interessi di una comunità nazionale che aspira a governare in futuro, ma che è attualmente soggetta ad un potere statale. La loro esistenza presuppone quella di uno stato in guerra con quello che attualmente governa la comunità nazionale di cui lo stato è espressione, altrimenti lo stato ospitante violerebbe la norma internazionale di non intervento; l’ospitalità dello stato non è però suff e si richiede inoltre anche ① che al comitato nazionale sia consentito l’esercizio delle funzioni di governo sui connazionali che si trovano all’estero ② che il comitato disponga delle proprie forze armate

la situazione di guerra alla quale il comitato si oppone causa una crisi di effettività dello stato e questo spiega il motivo per cui il comitato nazionale all’estero sia titolare di diritti e doveri del diritto bellico, in particolare quello di concludere accordi circa l’impiego delle proprie forze armate oggi questa figura ha perso importanza e da alcuni viene assimilata a quella del movimento di liberazione liberale c. MOVIMENTI DI LIBERAZIONE NAZIONALE: ente organizzato rappresentativo di un popolo in lotta per l’autodeterminazione, la cui rilevanza internazionale si differenzia da quella degli insorti ponendo l’accento sul p. di autodeterminazione dei popoli → movimento di liberazione: ente rappresentativo di un popolo soggetto a dominio coloniale, razzista o ad occupazione straniera.

Sono diverse le forme attraverso le quali si concretizza la loto partecipazione alla vita sociale internazionale (personalità giuridica internazionale) ① prendono parte ai lavori di organizzazioni internazionali e partecipano alle conferenze internazionali, com’è successo per l’organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP) ② capacità di concludere accordi, soprattutto riguardo lo svolgimento delle ostilità contro il governo costituito es. accordi della OLP con gli stati arabi es. accordo stipulato nel 1979 dal fronte polisaro che rappresenta il popolo sahrawi il campo in cui la rilevanza internazionale dei movimenti si manifesta in modo maggiore è ovviamente quello relativo alla lotta armata, condotta per realizzare il diritto di autodeterminazione disciplina giuridica guerre di liberazione ≠ disciplina giuridica guerre civili secondo il DI il governo costituito non può usare la forza per privare il popolo del diritto all’autodeterminazione e l’uso di mezzi coercitivi per reprimerlo è dunque illecito, così come è illecito, secondo il diritto consuetudinario, qualsiasi forma di assistenza al governo costituito da parte di stati terzi. Esistono numerose risoluzioni dell’AG riguardo al diritto dei popoli privati del diritto di autodeterminazione di ricevere assistenza da terzi, ma esiste una contraddizione nella precisa individuazione del contenuto di questo diritto: per gli stati afro-asiatici è consentito un intervento armato, mentre per quelli occidentali si parla solo di aiuti umanitari.

Altro problema delicato è l’applicabilità delle regole del diritto di guerra ( ius in bello): la convenzione

di ginevra del 1949 paragona le guerre di liberazione a quelle di conflitto tra stati e pertanto prevede l’invio di una dichiarazione da notificare al consiglio federale svizzero, una volta depositato il protocollo i movimenti sono considerati legittimi combattenti e, in caso di cattura, hanno diritto allo status di prigionieri di guerra; la disposizione però non si è mai trasformata in diritto consuetudinario e dunque non è vincolante per gli stati non parte del protocollo addizionale. enti non territoriali enti di varia natura non assimilabili ad alcuna categoria precedente descritta che presentano caratteristiche peculiari e che sono associati alla comunità internazionale a titolo individuale SANTA SEDE ente la cui personalità giuridica internazionale è stata riconosciuta sin dalle origini, anche quando nel 1870 perde ogni base territoriale e quando nel 1929 le viene concessa la sovranità in base ai patti lateranensi espressioni della concreta partecipazione della santa sede alla vita sociale internazionale: ① ha potere di concludere accordi internazionali, concordati quando hanno per ogg un trattamento riservato alla religione cattolica e al clero ② partecipa ai lavori di organizzazioni internazionali: è osservatore presso l’ONU e il consiglio d’europa e membro a pieno titolo dell’OSCE e dell’AIEA ③ prende parte a conferenze internazionali ④ intrattiene rel diplomatiche con molti stati della comunità internazionale rapporti Italia – santa sede:

a. il comitato ha rilevanti funzioni e svolge attività importanti in campo internazionale durante i conflitti armati le quattro convenzioni di ginevra gli assegnano le funzioni di organizzazione umanitaria in caso in cui le potenze protettrici non possano b. ha il ruolo di osservatore presso l’ONU con la svizzera, luogo in cui ha sede e cittadinanza che in origine dovevano avere tutti i suoi membri, ha stipulato un accordo in cui afferma la sua volontà di essere considerato una persona internazionale e ha stipulato ulteriori accordi con gli stati in cui opera enti non territoriali con un legame con gli stati: le organizzazioni internazionali il loro ruolo sempre più rilevante sul piano internazionale è una delle caratteristiche dell’evoluzione del diritto internazionale

associazioni tra stati provviste di un proprio apparato di organi che solitamente nascono per volontà degli stati tramite la stipulazione di un trattato istitutivo e che possono estinguersi per la stessa volontà, dunque, degli stati membri. enti originali → gli stati enti con un’opinione giuridica originaria, sono sovrani e traggono effettività dai loro poteri legislativi di governo enti derivati → organizzazioni internazionali enti con ordinamento giuridico derivato perché si basa su una concessione di autonomia data loro dallo stato (anche ad es. le regioni) alla base di ogni organizzazione internazionale c'è un trattato istitutivo, non nascono da sole e si prendono i poteri dalla propria effettività di governo, ma li ricevono in base a ciò che il trattato attribuisce loro che sono stati decisi in comune accordo dagli stati che hanno dato origine all'organizzazione al fine di raggiungere determinati scopi comuni es. carta nazioni unite per il mantenimento della pace e UE per il raggiungimento, inizialmente, di alcune misure economiche per il raggiungimento di questi scopi comuni gli stati fondatori istituiscono degli organi specifici, necessari al funzionamento dell'organizzazione, a cui affidano det poteri (comprende anche quali tipi di atti l'organizzazione può attuare, quali procedure e quali effetti giuridici può adottare per gli stati membri → p. di attribuzione) l'organizzazione internazionale che nasce da un accordo ha la possibilità di agire nell'ambito dei poteri

che le sono attribuiti dall'accordo e non oltre, in caso questa esca dal suo potere si parla di atti ultra vires

(aldilà delle forze che sono attribuite allo stato), questi in teoria sono nulli perché fatti senza potere, ma non sempre esiste un giudice che possa verificarlo (UE si ma ONU no) attualmente nella vita sociale internazionale opera un numero consistente di organizzazioni internazionali, sia di carattere universale (es. ONU), che regionale (es. consiglio d’europa) che, in generale, presentano una struttura tripartita composta da:

① assemblea: sono rappresentati tutti gli stati membri ② consiglio esecutivo: organo più ristretto di cui sono membri solo alcuni stati ③ segretario: organo individuale che non prende istruzioni dagli stati membri dell’organizzazione è mediante la procedura di ammissione che gli stati diventano parte di un’organizzazione internazionale: in genere è prevista la presentazione della domanda da parte di uno stato che può essere accettata mediante una delibera degli organi per valutare la capacità dello stato candidato ad adempiere gli obblighi es. ONU organizzazione più complessa la cui struttura è così divisa: ① assemblea generale: composta da tutti gli stati membri le cui competenze sono def dall’art. 10, molto ampie, ma senza poteri vincolanti e con la possibilità di produrre solo raccomandazioni promosse a maggioranza ② consiglio di sicurezza: composto da 15 membri, di cui 10 sono eletti a rotazione dall’AG ogni due anni e 5 sono i membri permanenti con diritto di veto (cina, francia, UK, russia e USA), è l’organo a cui spetta il maggior grado di responsabilità di mantenimento della pace e della sicurezza internazionale (art. 24- → diversi tentativi di riforma della sua composizione che rispecchia ancora l’ordine mondiale del 1945, ma senza risultati ③ consiglio economico e sociale: composto da 54 membri eletti dall’AG ④ consiglio di amministrazione fiduciaria le cui funzioni sono però cessate dopo la fine della decolonizzazione ⑤ corte internazionale di giustizia: composta da 15 giudici a titolo individuale (no rappresentanza di stati) in carica per 9 anni art. 7: la corte è un organo dell'ONU istituito per mettere a disposizione una corte con funzionamento permanente per risolvere le controversie in modo pacifico con competenza consultiva e può pronunciarsi sulle questioni di DI solo su richiesta degli altri organi dell'ONU (UE: accertano le funzioni della corte e sottoporre a giudizio gli inadempimenti degli stati) ⑥ segretariato diretto dal segretario generale: è un apparato permanente che funge da raccordo per tutte le attività l’ammissione di uno stato è disciplinata dall’art.4 della carta: lo stato diviene membro mediante la decisione dell’AG che delibera su proposta del consiglio di sicurezza (“possono diventare membri tutti gli stati amanti della pace”) in alcuni casi però l’atto istitutivo delle organizzazioni internazionali può essere anche un trattato o un altro strumento del diritto internazionale, non possono essere considerati tale però gli enti costituiti in virtù del diritto interno di uno stato es. OSCE che si fonda su documenti adottati dagli stati partecipanti alla conferenza sulla sicurezza e cooperazioni in eu che non hanno un valore giuridicamente vincolante, ma sono solo degli impegni politici; tra gli organi dell’organizzazione ne esiste comunque uno istituito tramite trattato con una struttura piuttosto complessa, la corte di conciliazione.

sintetizzando si può dire quindi che le organizzazioni internazionali hanno una limitata capacità internazionale e sono titolari di un limitato numero di situazioni giuridiche soggettive personalità internazionale ha per ogg la titolarità di situazione giuridiche soggettive derivanti da norme internazionali e non può essere conferita dagli stati, ma derivare solo dall’ordinamento internazionale, ciò che gli stati possono fare è obbligarsi a considerare l’organizzazione come una persona internazionale nei loro rapporti reciproci capacità di diritto interno implica che l’organizzazione, negli ordinamenti degli stati membri, gode della capacità giuridica necessaria per lo svolgimento delle sue funzioni a differenza degli stati le organizzazioni non hanno un territorio e quindi non godono del diritto di sovranità territoriale e non esercitano le relative competenze, ma esercitano le loro funzioni tramite un apparato istituzionale che ha sede in uno stato membro con cui stipulano un accordo di sede che stabilisce i reciproci diritti e doveri. Solo eccezionalmente sono chiamate all’amministrazione di territori, come ad es. l’ONU in Kosovo che esercita poteri normativi per l’amministrazione del territorio facendo: a. trattati di sede b. trattati di competenza interna dell’UE: trattati di competenza esterna con terzi c. hanno rappresentanti diplomatici degli stati accreditati presso l’organizzazione (ONU e EU) le organizzazioni hanno personalità giuridica di diritto internazionale perché svolgono attività che prevedono l’esistenza di diritti e doveri nel campo del diritto internazionale la dipendenza dell’organizzazione internazionale all’accordo istitutivo si riflette sul problema della responsabilità internazionale, nell’ambito in cui per determinare, qualora sia commesso un fatto illecito, se l’obbligo di riparazione incombe sull’organizzazione o sugli stati membri collettivamente considerati gli stati tendenzialmente considerano le organizzazioni come sogg internazionali, ma non è detto che non accada che si possa ripresentare una situa in cui uno stato non voglia trattare con l'organizzazione, ma con i suoi stati membri (ognuno venga a negoziare, che si impegni, ecc.) l’individuo la sua categorizzazione come sogg dotato di personalità internazionale è difficile da accreditare, l’individuo infatti non è partecipe di nessuna delle tre funzioni essenziali dell’ordinamento giuridico ad eccezione di una limitata capacità nell’ambito dell’accreditamento del diritto nei trattati che proteggono di diritti umani.

ONG

“organizzazioni private a carattere transnazionale il cui atto istitutivo è fondato sull’ordinamento interno di uno o più stati” da non confondere con le organizzazioni internazionali. Le ONG infatti fungono da gruppi di pressione presso le organizzazioni internazionali e possono presentare memorie

scritte ai tribunali internazionali senza diventare parti processuali (ruolo di amici curiae)

È improbabile che l’individuo possa essere titolare di situazioni giuridiche soggettive di natura materiale, esistono però due categorie di norme che vengono prese in considerazione: a. norme relative alla protezione dei diritti dell’uomo: → norme che si dirigono gli stati, obbligati all’interno dei loro ordinamenti nazionali ad accreditare det diritti agli individui Il movimento internazionale per la protezione dei diritti dell’uomo si è sviluppato a partire dall’entrata in vigore della carta delle nazioni unite nel 1945, precedentemente c’era invece una scarsa considerazione data all’individuo, dimostrata ad es. dallo scambio o dal trasferimento di popolazioni nelle sistemazioni post-belliche, emblema della considerazione dell’individuo come un ogg di un diritto dello stato. nel periodo tra il XIX sec e la fine della 1GM oggetto di protezione erano prevalentemente le minoranze religiose, specialmente quelle di religione cristiana, dopo infatti la fine della guerra, nei trattati di pace, furono stipulate disposizioni a tutela delle minoranze nazionali, si parla però degli stati vinti o di quelli di nuova indipendenza. Oggi la tutela dei diritti umani viene invece realizzata mediante accordi internazionali che disciplinano sia che gli stati siano obbligati ad accordare i diritti agli individui sotto la loro giurisdizione, sia gli strumenti di garanzia

la protezione della persona umana è ogg di norma di diritto internazionale generale e un comportamento illecito di uno stato che violasse i diritti fondamentali dell’uomo costituirebbe un illecito internazionale importante è differenziare le regole rel ai diritti dell’uomo da quelle di diritto umanitario che disciplinano invece i rapporti tra i belligeranti e la popolazione civile coinvolta nel periodo di conflitto

armato, tra le due categorie esiste un rapporto di lex generalis (diritti dell’uomo e lex specialis (diritto

umanitario) che ha come conseguenza il fatto che in caso di conflitto armato bisogna dare precedenza al diritto umanitario la carta delle nazioni unite contiene art dedicati ai diritti dell’uomo:

  • il rispetto dell’uomo e la salvaguardia delle libertà fondamentali sono inseriti tra i fini dell’organizzazione nel preambolo
  • gli art. 55 – 56 contengono, nel primo l’iniziativa di promozione e osservanza dei diritti e le libertà fondamentali dell’uomo e nel secondo l’obbligo degli stati ad agire, sia collettivamente che singolarmente
  • art. 13 e 62 conferiscono all’AG e al consiglio economico e sociale la competenza di occuparsi delle questioni relative ai diritti dell’uomo → quelle che seguono sono tutte norme che obbligano gli stati ad adottare all’interno degli ordinamenti nazionali

inizialmente si concepivano i diritti come obblighi che ogni stato che deve rispettare verso l'individuo

l'accento era posto quindi su cosa lo stato non può fare (astensione degli stati): rispettare sfera di diritti individuali data la convenzione è composita di due parti:

  1. di natura sostanziale che elenca i diritti che gli stati hanno l’obbligo di garantire e possono essere divisi in categorie: libertà delle persone fisiche, diritto ad un processo equo, diritto al rispetto della vita privata, familiare, della corrispondenza e del domicilio, libertà di pensiero, protezione dell’attività sociale e politica e il diritto al rispetto dei beni è solo in casi eccezionali che uno stato può sospendere l’applicazione di taluni diritti, ma con l’obbligo di informare il segretario generale del consiglio d’europa, questi casi eccezionali sono quelli di guerra o di “pericolo pubblico che minacci la vita della nazione”.
  2. di natura procedurale che stabilisce i meccanismi di garanzia (diritti tutelati anche a livello degli ordinamenti statali): esiste una corte dei diritti dell’uomo composta da n giudici quanti gli stati parte della convenzione, in carica per nove anni, non rieleggibili e indipendenti dalla nazione di cui fanno parte.

alcuni articoli:

  • art. 2: diritto alla vita non è un diritto inviolabile, ma garantito contro la privazione intenzionale da parte di chiunque, ma ci sono delle situe in cui questo può conseguire a situe estreme (es. legittima difesa nei confronti di un'aggressione violenta e criminale) nella prima formulazione della conv lasciava libera la possibilità di pena di morte, questo non è più perché gli stati hanno accettato il protocollo aggiuntivo sul divieto della pena di morte (no DI generale ma solo ambito della convenzione eu)
    • art. 3: divieto di tortura (pratica applicata dalle autorità per estorcere confessioni) il diritto alla tortura è invece inviolabile e viene esteso anche al divieto di trattamenti disumani degradanti, è infatti grazie a questo art. che si fonda, grazie alla giurisprudenza, il p. di respingimento: divieto di respingere dal proprio territorio verso quello di provenienza le persone che nella località da cui scappano subirebbero torture o trattamenti disumani degradanti (es. migranti o donne che sarebbero sottoposte a lapidazione in caso di adulterio, anche solo se sospetto) → anche la pena di morte è considerata trattamento inumano degradante e anche il carcere in isolamento totale

    interpretazione: ciò che colma di contenuto via via gli artt della convenzione - art. 4: proibizione di schiavitù (persona trattata come un oggetto di proprietà) e lavoro forzato (servitù) - art. 5: diritto alla libertà e sicurezza - art. 6: diritto a processo equo "ogni persona ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente, pubblicamente ed entro un termine ragionevole da un tribunale indipendente e imparziale, costituito per legge, il quale sia chiamato a pronunciarsi sulle controversie sui suoi diritti e doveri di carattere civile o sulla fondatezza di ogni accusa penale formulata nei suoi confronti" "ogni persona accusata di un reato è presunta innocente fino a quando la sua colpevolezza non sia stata legalmente accertata" → l'italia ha guadagnato numerose sentenze di violazione dell'art. 6 per la lunghezza estrema dei processi, sia penali che civili (no condanna ma accertamento della violazione in seguito al quale lo stato è dovuto il risarcimento alle vittime) - art. 7: nulla poena sine lege "nessuno può essere condannato per una azione o una omissione che, al momento in cui è stata commessa, non costituiva reato secondo il diritto interno o internazionale" → norma inderogabile - art. 8: diritto al rispetto della vita privata e familiare ogni persona ha diritto al rispetto della propria vita privata e non può esserci ingerenza di un'autorità pubblica nell'esercizio di tale diritto, a meno che non sia previsto dalla legge

entrano tutte le figure di protezione tipiche dell'apparato statale arresto informato, processo regolare, diritto di riparazione in caso di violazione delle disposizioni previste in questo ambito la giurisprudenza fa entrare anche tutta la tutela della privacy

  • art. 9: libertà di pensiero, coscienza e di religione non sono diritti che prima non c’erano

3) protocolli aggiuntivi: protocolli aggiunti al corpus primario negli anni successivi tra cui c’è il diritto alla

tutela del diritto di proprietà e il diritto di istruzione (stati devono garantire l’istruzione e genitori possono educare i figli secondo di loro principi filosofici e religiosi) altro protocollo interessante è il 4 sul divieto di espulsione dei cittadini (l’indennizzo deve essere “pronto, adeguato ed effettivo”) o il 13 sul divieto della pena di morte

tutti ratificati dagli stati che avevano ratificato la convenzione (anche se non nella loro totalità)

  • ricorso da parte di individui: lo riceve il giudice unico che opera come filtro preliminare e che può dichiararlo irricevibile in maniera definitiva, in caso contrario è invece trasmesso ad un comitato o ad una camera, il comitato opera nella stessa maniera del giudice e se non trova unanimità lo trasmette alla camera
  • ricorso da parte di uno stato: ricevuto direttamente da parte della camera una volta dichiarato ammissibile il ricorso la camera cerca di svolgere un ruolo di riconciliazione ed emette una decisione, in caso contrario si va davanti alla grande camera, la cui sentenza sarà definitiva.

strumento rivoluzionario per i tempi in cui è stata adottata che nel tempo ha subito modifiche e integrazioni attraverso la tecnica dei protocolli addizionali La convenzione istituisce vincoli solidali o obblighi erga omnes con la conseguenza che ciascuno stato può presentare un ricorso contro un altro stato anche se esso non sia materialmente leso dalla violazione. Il consiglio d'eu, oltre a promuovere il funzionamento della corte, dispone anche dei testi di convenzione che vengono negoziati all'interno del suo ambito e poi aperti alla possibilità di adesione degli stati, non sono dunque atti obbligatori, ma solo progetti di convenzione a cui gli stati possono decidere liberamente se aderire o no (la corte controlla solo il rispetto della convenzione principale) la corte funziona ancora con lo stesso n di giudici che aveva in origine e dunque i tempi di giudizio sono molto lunghi es. forze multinazionali che gestiscono campagne militari in altre nazioni, come il regno unito che gestiva una prigione in Iraq e qualcuno internato lo ha citato in corte per violazione dei diritti fondamentali ③ 1966: vengono preparati dalle nazioni unite due patti che di fatto traducono in norme giuridicamente vincolanti le disposizioni contenute nella dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, in questo modo gli stati sono obbligati a rispettarle e fungono da strumento di carattere universale a cui possono aderire tutti gli stati (covenants). L’art. 1 dei patti sancisce il diritto all’autodeterminazione dei popoli, non degli individui, in quanto la sua realizzazione è la condizione per il godimento dei diritti individuali. A livello di garanzia del loro rispetto è previsto l’invio di rapporti periodici da parte degli stati al segretario generale delle nazioni unite, questi rapporti poi sono esaminati dai rispettivi comitati a seconda dei diritti presi in considerazione

commessi sia da singoli individui, che da individui organi Possono essere commessi da singoli individui oppure da individui di organi e sono tradizionalmente elencati nell’accordo di Londra (8 agosto 1945 e istitutivo del tribunale di norimberga) in categorie:

  • crimini contro la pace: contiene l’atto di aggressione definito in seguito dall’AG come “ uso della

forza armata da parte di uno stato contro la sovranità, integrità territoriale o indipendenza politica di

un altro stato o in qualunque maniera incompatibile con la carta delle NU”(prima non era data def)

  • crimini di guerra: violazioni gravi delle leggi e delle consuetudini di guerra che hanno come oggetto sia norme che disciplinano la condotta di ostilità, sia che di carattere umanitario. Sono elencati in modo preciso nelle quattro convenzioni di ginevra del 1979 che considerano crimini di guerra “infrazioni gravi da cui discende la responsabilità penale individuale, gli atti commessi contro le persone protette che sono sotto il potere nemico” più un protocollo addizionale che def crimini di guerra anche, sia le gravi violazioni commesse in campo di battaglia, sia le violazioni commesse ai danni di persone cadute nelle mani del nemico. Un elenco è altresì contenuto nello statuto del tribunale per la ex- Iugoslavia, ma non è tassativo, solo a favore della giurisdizione della corte
  • crimini contro l’umanità: un elenco di questi era contenuto nell’accordo di londra e comprendeva lo sterminio, la deportazione, la riduzione in schiavitù ed altri atti inumani nei confronti delle popolazioni civili e la persecuzione per motivi politici, razziali o religiosi. Tra questi viene poi fatto

rientrare anche la pirateria iuris genitium, cioè la perpetrazione di atti di violenza, detenzione e

depredazione a fini privati commessi da equipaggi o passeggeri di una nave o areomobile privata contro un’altra, per essere considerato tale il crimine deve essere commesso in mare o nello spazio aereo sovrastante soggetto alla giurisdizione di alcuno stato (no pirateria nave da guerra vs privata) Oggi sono ogg d’esame da parte della commissione del diritto internazionale a cura dei rapporti di un relatore speciale

  • genocidio → a causa del suo contenuto tipico è oggi distinto come crimine autonomo

    Convenzione per la Prevenzione e la Repressione del Delitto di Genocidio (New York, 9 dicembre 1948): - art. 2: " Nella presente convenzione, per genocidio si intende ciascuno degli atti seguenti, commessi

con l'intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso,

come tale:

a. uccisione di membri del gruppo.

b. lesioni gravi all'integrità fisica o mentale di membri del gruppo.

c. sottoposizione deliberata del gruppo a condizioni di vita intese a provocare la sua

distruzione fisica, totale o parziale.

d. misure miranti ad impedire nascite all'interno del gruppo.

e. trasferimento forzato di fanciulli da un gruppo ad un altro"

genocidio ≠ spedizione punitiva quando la CIG si deve occupare di stabilire, sempre che ci sia il consenso di entrambe le parti e quindi di essere competente, se ci si trova davanti ad un genocidio, si trova davanti ad un importante

problema di prova: provare che sono state uccise moltissime persone, ma in virtù dell'appartenenza ad un det gruppo es. genocidio Ruanda accertato in modo giuridico

  • art. 9: " Le controversie tra le Parti contraenti, relative all'interpretazione, all'applicazione o

all'esecuzione della presente Convenzione, comprese quelle relative alla responsabilità di uno Stato

per atti di genocidio o per uno degli altri atti elencati nell'articolo 3, saranno sottoposte alla Corte

Internazionale di Giustizia, su richiesta di una delle parti alla controversia."

avendo accettato questo in anticipo, gli stati che accusano di genocidio, riescono ad avvalersi della corte la convenzione prevede quindi l'obbligo di prevenire il genocidio, cioè fare in modo di sorvegliare anche ad es la circolazione dell'odio dai crimini internazionali occorre tenere distinti i crimini di diritto interno internazionalmente imposti: reati normalmente previsti dagli ordinamenti nazionali che, al contrario dei crimini internazionali, non sono configurati autonomamente nei dall’ordinamento internazionale, ma la cui commissione investe o arreca pregiudizio a più stati (es. traffico di droga) gli stati hanno un comune interesse e attuano strumenti per la cooperazione giudiziaria che viene attuata mediante l’estradizione e si obbligano a punire i colpevoli o a consegnarli allo stato che ha titolo di giurisdizione Controverso è se il terrorismo possa essere qualificato come crimine internazionale: le convenzioni finora stipulate hanno ogg singoli atti di terrorismo che ormai vengono repressi obbligando gli stati a considerarli come crimini nella loro legislazione interna. Tuttavia, la tesi secondo cui il terrorismo costituisce un crimine internazionale, previsto dal DI consuetudinario, è stata affermata nel 2011.

La repressione dei crimini internazionali può avvenire ad opera dei tribunali internazionali o interni e il concorso tra questi due enti è disciplinato da norme che hanno fonte degli statuti dei tribunali ad hoc e nello statuto della corte internazionale penale secondo la regola dell’universalità della giurisdizione. Questo però, se viene applicato senza alcun limite, arreca problemi politici e diplomatici di tutto rilievo p. di autodeterminazione dei popoli il principio costituisce un limite incisivo alle libertà degli stati all’interni dei propri ordinamenti interna conferisce ad ogni popolo il diritto di avere un ordinamento rappresentativo e democratico investendo i rapporti tra popolo e organizzazione statale esterna comporta il diritto di ogni popolo ad avere la forma statale che desidera nell’ambito della comunità internazionale L’indipendenza, comunque, non è solo il modo di realizzazione dell’autodeterminazione esterna, tra le risoluzioni dell’AG si possono individuare altri 3-4 modi: ① nascita di uno stato indipendente ② libera associazione ad uno stato indipendente ③ integrazione in uno stato indipendente