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Diritto internazionale penale, Sbobinature di Diritto internazionale penale

Riassunti slide dal terrorismo

Tipologia: Sbobinature

2024/2025

Caricato il 19/02/2025

Arianna.b123
Arianna.b123 🇮🇹

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Principio di legalità Della CPI
Il principio di legalità della Corte Penale Internazionale, stabilisce che una persona è
penalmente responsabile solo per condotte che, al momento della loro commissione,
costituivano un crimine secondo lo Statuto.
I corollari principali del principio includono: Tassatività: i crimini sono definiti in modo
specifico e non possono essere estesi per analogia, nel dubbio deve essere interpretata a
favore della persona che oggetto di un’inchiesta, di azioni giudiziarie o di una condanna.
Irretroattività: non possono essere punite azioni che non erano crimini al momento della
loro realizzazione. Anche se un comportamento qualificato come crimine non rientra nel
statuto di Roma, questo può essere condannato secondo il diritto internazionale. Tuttavia, vi
è un margine di discrezionalità del giudice internazionale, soprattutto nella definizione di
fattispecie residuali (es. “altri atti inumani” nel senso che la norma è applicabile a cose o
persone dello stesso genere o della medesima tipologia di ogni altra fattispecie
espressamente elencata). Sono stati individuati alcuni elementi costitutivi della fattispecie
che deve essere di carattere analogo agli altri crimini contro l’umanità e cagionare
intenzionalmente grandi sofferenze, una serie lesioni al corpo alla salute fisica o mentale, la
mancata tassatività dovuta alla previsione di fattispecie residuali è compensata dai seguenti
fattori: non punibilità nel non conoscere o interpretare la legge in modo errato, dal principio
dell’interpretazione restrittiva, cioè interpretare in modo rigoroso e nel favoreggiare
l’imputato
Crimini contro l’umanità
I crimini contro l’umanità, come definiti dall’articolo 7 dello Statuto della Corte Penale
Internazionale, comprendono una serie di atti gravi, senza la necessità che ci sia un conflitto
armato, (apartheid, omicidio, sterminio, tortura, schiavitù, persecuzione, stupri, persecuzioni
contro un gruppo o una collettività dotati di propri identità [la persecuzione è perseguibile
solo se collegata ad altri crimini contro l’umanità o altri crimini di competenza della corte],
sparizioni forzate e altri atti inumani di analogo carattere diretti a provocare intenzionalmente
grandi sofferenze o gravi danni all’integrità fisica o alla salute fisica o mentale) commessi
come parte di un attacco diffuso o sistematico contro una popolazione civile, in attuazione
o in esecuzione del disegno politico di uno Stato o di un’organizzazione diretta a
realizzare l’attacco, con consapevolezza dell’attacco. Per quanto riguarda il disegno politico,
i crimini possono essere commessi da: organi dello Stato, organi dello Stato che
agiscono a titolo personale purché vi sia qualche approvazione in un disegno politico di
carattere generale, individui che agiscono a titolo personale trovando i crimini in un
necessario sostegno del disegno politico
Elementi principali:
Elemento oggettivo: Atti elencati nello Statuto commessi in modo diffuso o sistematico.
Elemento soggettivo: dolo intenzionale di causare un determinato risultato, consapevolezza
del rischio che la sua azione potrebbe creare gravi conseguenze alla vittima,
consapevolezza che l’atto faccia parte di un attacco pianificato.
Focus Apartheid
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Principio di legalità Della CPI

Il principio di legalità della Corte Penale Internazionale, stabilisce che una persona è penalmente responsabile solo per condotte che, al momento della loro commissione, costituivano un crimine secondo lo Statuto.

I corollari principali del principio includono: Tassatività : i crimini sono definiti in modo specifico e non possono essere estesi per analogia, nel dubbio deve essere interpretata a favore della persona che oggetto di un’inchiesta, di azioni giudiziarie o di una condanna. Irretroattività : non possono essere punite azioni che non erano crimini al momento della loro realizzazione. Anche se un comportamento qualificato come crimine non rientra nel statuto di Roma, questo può essere condannato secondo il diritto internazionale. Tuttavia, vi è un margine di discrezionalità del giudice internazionale, soprattutto nella definizione di fattispecie residuali (es. “altri atti inumani” nel senso che la norma è applicabile a cose o persone dello stesso genere o della medesima tipologia di ogni altra fattispecie espressamente elencata). Sono stati individuati alcuni elementi costitutivi della fattispecie che deve essere di carattere analogo agli altri crimini contro l’umanità e cagionare intenzionalmente grandi sofferenze, una serie lesioni al corpo alla salute fisica o mentale, la mancata tassatività dovuta alla previsione di fattispecie residuali è compensata dai seguenti fattori: non punibilità nel non conoscere o interpretare la legge in modo errato, dal principio dell’interpretazione restrittiva, cioè interpretare in modo rigoroso e nel favoreggiare l’imputato

Crimini contro l’umanità

I crimini contro l’umanità, come definiti dall’articolo 7 dello Statuto della Corte Penale Internazionale, comprendono una serie di atti gravi, senza la necessità che ci sia un conflitto armato, ( apartheid, omicidio, sterminio, tortura, schiavitù, persecuzione, stupri, persecuzioni contro un gruppo o una collettività dotati di propri identità [la persecuzione è perseguibile solo se collegata ad altri crimini contro l’umanità o altri crimini di competenza della corte], sparizioni forzate e altri atti inumani di analogo carattere diretti a provocare intenzionalmente grandi sofferenze o gravi danni all’integrità fisica o alla salute fisica o mentale) commessi come parte di un attacco diffuso o sistematico contro una popolazione civile , in attuazione o in esecuzione del disegno politico di uno Stato o di un’organizzazione diretta a realizzare l’attacco, con consapevolezza dell’attacco. Per quanto riguarda il disegno politico, i crimini possono essere commessi da: organi dello Stato , organi dello Stato che agiscono a titolo personale purché vi sia qualche approvazione in un disegno politico di carattere generale, individui che agiscono a titolo personale trovando i crimini in un necessario sostegno del disegno politico

Elementi principali:

Elemento oggettivo: Atti elencati nello Statuto commessi in modo diffuso o sistematico.

Elemento soggettivo: dolo intenzionale di causare un determinato risultato, consapevolezza del rischio che la sua azione potrebbe creare gravi conseguenze alla vittima, consapevolezza che l’atto faccia parte di un attacco pianificato.

Focus Apartheid

Il crimine di apartheid, che comprende politiche pratiche analoghe di segregazione comprendono degli atti disumani commessi in vista di istituire e di mantenere la dominazione di un gruppo razziale di essere umani su qualsiasi altro gruppo razziale di esseri umani e di opprime sistematicamente quest’ultimo praticando il rifiuto ad un membro o a un gruppo del diritto alla vita e alla libertà personale, imponendo deliberatamente condizioni di vita destinata a portare la loro distruzione, prendendo misure per far sì che gruppi razziali non partecipano alla vita politica e privandone dei diritti fondamentali dell’uomo come ad esempio del diritto al lavoro, prendere misure mirante dividere la popolazione secondo il criteri razziali, sfruttare il lavoro dei membri del gruppo, perseguitare organizzazioni e persone perché si oppongono all’apartheid

Genocidio

La prima volta che fu utilizzato il termine genocidio è stato durante il processo di Norimberga per descrivere gli atti criminali commessi dai nazisti contro gli ebrei e altri gruppi. Fu poi riconosciuto dalle Nazioni Unite come un crimine internazionale e la comunità internazionale si impegnava a prevenirlo e punirlo venne definito come la distruzione di tutto in parte di un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso Come tale la norma specificava quattro gruppi protetti, cioè nazionali, etnici, razziali e religiosi, suddivisi in base a un concetto di gruppo oggettivo o soggettivo per quanto riguarda oggettivo i criteri dovevano essere oggettivi però si capì che non era così semplice. La distinzione sulla base di questo approccio passò così a una lenta evoluzione verso un approccio soggettivo che salva la possibilità di determinare oggettivamente un gruppo religioso, per il resto era molto rischioso e difficile quindi si usarono un approccio dal criterio positivo, cioè in cui gli autori del crimine sono ad identificare il gruppo sulla base delle caratteristiche che ritengono essere particolari e un criterio negativo sulla base dell’esclusione dei membri dal gruppo a cui gli autori del crimine ritengono di appartenere. I gruppi dovevano avere un alto grado di stabilità di appartenenza ad essi su base della nascita. per quanto riguarda la mensa Rea del genocidio bisogna dimostrare un’intenzione specifica. Questa consiste nella volontà di distruggere in tutto in parte un gruppo protetto come tale e può essere provata attraverso il contesto del crimine, gli attacchi sistematici contro i membri di un gruppo e i comunicati genocidiario o gli atti preliminari, tuttavia rimane difficile da provare poiché ci deve essere una volontà mirata e non una volontà generica. Il contesto in cui si svolge il genocidio è caratterizzato dall’esistenza di un piano o di una politica genocidiaria, sebbene il piano non sia considerato un elemento costitutivo del crimine, la sua esistenza facilita la dimostrazione dell’intenzione specifica. Nonostante la convenzione sul genocidio, questa presenta alcune limitazioni date da una definizione restrittiva dei gruppi protetti difatti escludi i gruppi politici e sociali, nella difficoltà di provare il dolo specifico e la mancanza di un meccanismo efficace di prevenzione, poiché sebbene la convenzione imponga agli Stati l’obbligo di prevenire il genocidio, questa non fornisce gli strumenti pratici per farlo.

Terrorismo

Inizialmente fu definito come crimine di guerra nel quale la popolazione civile non doveva essere oggetto di attacchi e quindi erano vietati gli atti le minacce per diffondere il terrore fra la popolazione civile da questo ne consegue che gli attacchi terroristi contro obiettivi militari sarebbero ammessi. Secondo tribunali per la Ruanda e per l’ex Jugoslavia sono crimini di guerra, quest’ultimo distingue il crimine di terrore contro la popolazione civile dal divieto di

propria giurisdizione (della corte) però la norma deve essere applicabile alla situazione deferita alla corte e che quindi il paese interessato, pur non essendo parte contraente dello statuto, abbia diritti e doveri simili a quelli degli Stati appartenenti allo statuto, il consiglio di sicurezza può anche limitare i casi deferiti alla corte, poiché esiste l’ostacolo del veto da parte dei membri permanenti del consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, questi hanno il potere di bloccare usando il loro veto qualsiasi decisione importante come quella di mandare un caso alla corte penale internazionale, Ora si vuole fare una riforma al referral (cioè il blocco con il veto), alcuni Stati infatti ritengono che il consiglio di sicurezza dovrebbe smettere di usare il veto quando si tratta di crimini molto gravi e che la corte possa agire senza che un singolo paese possa fermarla con il veto, così da permettere nel caso in cui una decisione importante fosse bloccata all’assemblea Generale delle Nazioni Unite di prendere il controllo quindi quest’ultima potrebbe mandare il caso alla corte, anche se il consiglio di sicurezza non è d’accordo. Inoltre, il consiglio di sicurezza può fermare temporaneamente le indagini della corte per un anno se il consiglio ritiene che ciò sia necessario per motivi di sicurezza internazionale. Il consiglio può rinnovare questa sospensione ogni anno.