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Requisiti dell'Omissione Impropria e Colposa in Diritto Penale, Appunti di Diritto Penale

I requisiti per il reato di omissione impropria e colposa in diritto penale. Viene discusso il concetto di condotta omissiva, la relazione di causalità, il criterio della condizione sine qua non, le differenze tra omissione impropria e colpa, il tentativo di omissione impropria, la colpa specifica, il superamento del rischio consentito, il principio dell'affidamento, la cooperazione nel delitto colposo, il reato aberrante e i reati con condizioni obiettive di punibilità.

Tipologia: Appunti

2011/2012

Caricato il 21/05/2012

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DIRITTO PENALE
REQUISITI DELL’OMISSIONE IMPROPRIA
Si configura reato di omissione impropria in presenza:
-dell’azione omissiva da parte del soggetto
-dell’evento naturalistico previsto dalla norma incriminatrice come illecito
Ex nell’omicidio deve avvenire la morte causata dal mancato soccorso dell’agente.
RAPPORTO DI CAUSALITA’ NELL’OMISSIONE
Art 40.1 cp disciplina il generale rapporto di causalità. Il rapporto di causalità è necessario
per la configurazione dei reati omissivi impropri.
Nell’omissione impropria il rapporto di causalità è definito come CAUSALITÀ OMISSIVA O
NORMATIVA. Con ciò si intende dire che:
nei REATI COMMISSIVI LEVENTO è la DIRETTA CONSEGUENZA DELLAZIONE,
nei REATI OMISSIVI IMPROPRI l’OMISSIONE È UNA CONCAUSA e non la diretta causa
DELLEVENTO. Ex marito che non chiama l’ambulanza per soccorrere la moglie. La condotta
omissiva del marito contribuisce all’evento poichè non interviene nell’interrompere il
processo causale che è in itinire.
È necessario verificare la presenza o meno di un rapporto di causalità tra la condotta
omissiva e l’evento. Nel caso non ci sia tale rapporto, non è possibile configurare la
responsabilità in capo all’agente.
Il giudice per stabilire l’eventuale configurazione del reato omissivo improprio deve
applicare il criterio della CONDITIO SINE QUA NON. Egli deve accertare se l’evento si
sarebbe verificato anche a prescindere dalla condotta illecita dell’agente. Se l’evento si
sarebbe verificato ugualmente, ciò significa che l’omissione non è causa ma concausa
dell’evento. Al contrario, se l’evento non si sarebbe verificato allorquando l’agente avesse
compito la condotta dovuta, ciò significa che l’omissione è causa dell’evento.
Il giudice applicando questo criterio utilizza lo schema dell’eliminazione mentale.
La corte di cassazione nel 2002 ha stabilito che la condotta omissiva è causa dell’evento
anche quando vi sia un coefficiente statistico medio-basso (15-20% dei casi) purché la
spiegazione offerta dal giudice sia razionale (in alcune sentenze precedenti era stato detto
che l’omissione era causa dell’evento quando la condotta dovuta salvava la vita almeno
nel 30% dei casi). In conclusione però non vi sono coefficienti certi da utilizzare per
riconoscere la presenza dell’evento causale.
Dopo il 2002, il criterio della PROBABILITA’ LOGICA è quello indicato dalla Corte ed
adoperato da molti giudici.
CARATTERISTICHE DEL REATO OMISSIVO IMPROPRIO
1. EVENTO TIPICO DELL’OMISSIONE è necessario che all’omissione segua
l’evento.
2. ANTIGIURIDICITA consiste nell’assenza di cause di giustificazione.
3. COLPEVOLEZZA necessità che l’agente agisca con dolo, fatte salve alcune
ipotesi di omissione per colpa. È quindi necessaria la previsione dell’evento e la volontà
che si verifichi. Anche il dolo eventuale costituisce ipotesi di responsabilità
nell’omissione impropria.
4. ( OBBLIGO GIURIDICO EXTRAPENALE ) in alcuni manuali si afferma che il
soggetto deve conoscere il contenuto dell’obbligo giuridico extrapenale. In
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DIRITTO PENALE

REQUISITI DELL’OMISSIONE IMPROPRIA

Si configura reato di omissione impropria in presenza: dell’azione omissiva da parte del soggetto dell’evento naturalistico previsto dalla norma incriminatrice come illecito Ex nell’omicidio deve avvenire la morte causata dal mancato soccorso dell’agente. RAPPORTO DI CAUSALITA’ NELL’OMISSIONE Art 40.1 cp disciplina il generale rapporto di causalità. Il rapporto di causalità è necessario per la configurazione dei reati omissivi impropri. Nell’omissione impropria il rapporto di causalità è definito come CAUSALITÀ OMISSIVA O NORMATIVA. Con ciò si intende dire che: nei REATI COMMISSIVI L’EVENTO ➪ è laDIRETTA CONSEGUENZA DELL’AZIONE, nei REATI OMISSIVI IMPROPRI ➪ l’OMISSIONE È UNA CONCAUSA e non la diretta causa DELL’EVENTO. Ex marito che non chiama l’ambulanza per soccorrere la moglie. La condotta omissiva del marito contribuisce all’evento poichè non interviene nell’interrompere il processo causale che è in itinire. È necessario verificare la presenza o meno di un rapporto di causalità tra la condotta omissiva e l’evento. Nel caso non ci sia tale rapporto, non è possibile configurare la responsabilità in capo all’agente. Il giudice per stabilire l’eventuale configurazione del reato omissivo improprio deve applicare il criterio della CONDITIO SINE QUA NON. Egli deve accertare se l’evento si sarebbe verificato anche a prescindere dalla condotta illecita dell’agente. Se l’evento si sarebbe verificato ugualmente, ciò significa che l’omissione non è causa ma concausa dell’evento. Al contrario, se l’evento non si sarebbe verificato allorquando l’agente avesse compito la condotta dovuta, ciò significa che l’omissione è causa dell’evento. Il giudice applicando questo criterio utilizza lo schema dell’eliminazione mentale. La corte di cassazione nel 2002 ha stabilito che la condotta omissiva è causa dell’evento anche quando vi sia un coefficiente statistico mediobasso (1520% dei casi) purch é la spiegazione offerta dal giudice sia razionale (in alcune sentenze precedenti era stato detto che l’omissione era causa dell’evento quando la condotta dovuta salvava la vita almeno nel 30% dei casi). In conclusione però non vi sono coefficienti certi da utilizzare per riconoscere la presenza dell’evento causale. Dopo il 2002, il criterio della PROBABILITA’ LOGICA è quello indicato dalla Corte ed adoperato da molti giudici. CARATTERISTICHE DEL REATO OMISSIVO IMPROPRIO

  1. EVENTO TIPICO DELL’OMISSIONE ➪è necessario che all’omissione segua l’evento.
  2. ANTIGIURIDICITA’ ➪consiste nell’assenza di cause di giustificazione.
  3. COLPEVOLEZZA ➪necessità che l’agente agisca con dolo, fatte salve alcune ipotesi di omissione per colpa. È quindi necessaria la previsione dell’evento e la volontà che si verifichi. Anche il dolo eventuale costituisce ipotesi di responsabilità nell’omissione impropria.
  4. ( OBBLIGO GIURIDICO EXTRAPENALE ) ➪in alcuni manuali si afferma che il soggetto deve conoscere il contenuto dell’obbligo giuridico extrapenale. In

giurisprudenza non si richiede che il soggetto sia a conoscenza dell’obbligo giuridico di impedire l’evento. DIFFERENZE E COMPATIBILITA’ TRA OMISSIONE PROPRIA E IMPROPRIA ■ TENTATIVO ➪Art 56 cp, il reato omissivo improprio è punibile anche a titolo di tentativo quando il soggetto ha compiuto gli atti ma l’evento non si è verificato. Ex marito che non salva volutamente la moglie colpita da un malore, ciò nonostante la moglie non muore perché salvata dall’arrivo dei figli. ■ CONCORSO DI PERSONA NEL REATO ➪Art 110 cp, in questo caso bisogna distinguere due differenti ipotesi: ➪ a) concorso mediante omissione impropria in un reato di mera condotta b) concorso attivo in un reato omissivo improprio a) La condotta lesiva consiste in una condotta omissiva impropria. Ex un collaboratore domestico lascia aperta la porta di entrata della casa presso la quale lavora per facilitare l’attività dei sequestratori. Ex il genitore non impedisce al figlio di vendere, davanti ai suoi occhi, sostanze stupefacenti. b) il reato omissivo non è più un contributo, ma è il reato o il fatto tipico che viene eseguito. Un contributo atipico è punibile se facilità un reato omissivo proprio? Sì, ex se un soggetto compie un’istigazione nei confronti del marito per spingerlo a non salvare la moglie colpita da lavoro. I GARANTI DELLA P.A. È stato riconosciuto un obbligo di garanzia ai pubblici amministratori per i danni derivati dall’esecuzione di lavori o per la custodia dei beni. Il sindaco, ad esempio, è tenuto alla buona conservazione delle opere e degli edifici comunali e deve difendere le acque pubbliche dall’inquinamento. La corte di cassazione ha riconosciuto al sindaco il dovere di eliminare le insidie e i trabocchetti stradali. RUOLO CHE L’OMISSIONE IMPROPRIA SVOLGE NELLA VITA DELLE SOCIETA’ COMMERCIALI Vi sono due ipotesi nelle quali amministratori e imprenditori possono essere ritenuti responsabili per omesso impedimento : attivit à della società ➪quando la società commerciale prevede in capo agli amministratori della società l’obbligo di proteggere il patrimonio della società. gestione tecnica dell’azienda. ILLECITO COLPOSO O LA COLPA L’art 43.3 cp ➪il delitto è colposo o contro l’intenzione quando l’evento, anche se preveduto ma non voluto dall’agente, si verifica per negligenza, imprudenza, imperizia o per l’inosservanza di leggi e regolamenti.

Accertamento colpa specifica ➪bisogna accertare: ■ che l’agente abbia violato la legge, l’ordine, la disciplina; ■ che l’evento accaduto sia il tipo di evento che la regola violata voleva prevenire ■ che il soggetto abbia agito con colpa Ex del ferimento del bambino: l’automobilista supera il semaforo con il rosso e schiacciando un sasso con un pneumatico colpisce un bambino sul marciapiede che stava giocando. In questo ex bisogna individuare la ratio. La norma violata è quella di passare con il rosso. Il fine della regola che è stata violata non era quella di evitare lesioni ai bambini ma quella di regolamentare la circolazione. Ex incendio in un immobile a causa di un corto circuito dovuto ad una dimenticanza dell’elettricista di adoperare le guaine isolanti. CRITERIO DEL SUPERAMENTO DEL RISCHIO CONSENTITO ➪la responsabilità colposa può configurarsi unicamente allorquando viene superato questo limite del rischio consentito. La legge non indica sempre quale sia il rischio consentito e in quei casi non disciplinati il criterio del superamento va desunto dalla giurisprudenza. Il rischio consentito è rispettato qualora il soggetto abbia utilizzato tutte le misure preventive per proteggere la sicurezza e l’incolumità. PRINCIPIO DELL’AFFIDAMENTO ➪i soggetti devono poter fare affidamento sul fatto che gli altri rispetteranno le regole di condotta. Questo principio ha due limiti. LA COLPA Gli elementi che costituiscono la colpa sono: 1 ■ ANTIGIURIDICITA’ 2 ■ COLPEVOLEZZA

  1. Il fatto colposo deve essere compiuto in assenza di cause di giustificazione. Non tutte le cause di giustificazione sono applicabili al fatto colposo. Vi è una concezione unanime in giurisprudenza e in dottrina sull’applicabilità dello stato di necessità: il fatto colposo è giustificato perché compiuto per salvare una persona. Ex automobilista blocca il veicolo in mezzo alla strada senza segnalarlo per salvare la vita del figlio che viaggia con lui a bordo, e a causa dell’improvviso arresto provoca lesioni all’automobilista che lo seguiva. Nel reato colposo il fatto è compiuto senza volontà da parte dell’agente e quindi nemmeno il CONSENSO DELL’AVENTE DIRITTO è applicabile ad un fatto colposo. La giurisprudenza ammette solo lo stato di necessità. 2. L’ art 43.3 sancisce che il reato colposo si realizza quando l’evento anche se preveduto non è voluto dall’agente. Per la configurazione della colpevolezza è necessario che l’agente abbia compiuto il fatto senza volerlo (assenza di volizione). L’atteggiamento mentale necessario consiste: ■ nell’imprudenza; ■ nella negligenza;

■ nell’aver avuto un atteggiamento di leggerezza, sbadataggine, superficialità nell’agire. Questa forma di atteggiamento mentale è sufficiente alla configurazione del reato sotto colpa generica. Per la configurazione della colpa specifica è necessario che l’ agente abbia avuto un atteggiamento di leggerezza nei confronti di una regola scritta prevista dalla legge, regolamento, disciplina od ordine. In dottrina e giurisprudenza è richiesto di accertare l’attitudine del soggetto ad uniformare il proprio comportamento alla regola di condotta violata. Ciò avviene per far si che il giudice possa accertare la presenza o meno di fattori che possano impedire o diminuire la capacità del soggetto di rispettare le regole cautelari. Ex quando un soggetto ha delle carenze dal punto di vista fisico è difficile rispettare le regole cautelari. Queste carenze hanno effetto nell’eliminare la colpa. Fiandaca ritiene che si dovrebbero considerare anche le caratteristiche intellettive del soggetto: ex campagnola che prende la metro per la prima volta con il figlio e gli permette di appoggiarsi alle porte. Queste si aprono e il figlio muore. Per la configurazione del reato colposo è necessario verificare la presenza di CAUSE DI ESCLUSIONE DELLA COLPEVOLEZZA. Il soggetto non sarà considerato colpevole allorquando: sia imputabile; abbia agito a causa di un errore scusabile; siano presenti delle scusanti. LE FORME DELLA COLPA

  1. Colpa cosciente e incosciente
  2. Colpa propria o impropria
  3. Grado della colpa
  4. La COLPA INCOSCIENTE è la forma prevalente della colpa. Essa si configura quando il soggetto non ha voluto e previsto l’evento. La COLPA COSCIENTE , chiamata anche colpa con previsione, è una tipologia particolare che s i configura quando il soggetto non ha voluto l’evento ma lo ha preveduto e prodotto. Al concetto di colpa si collega anche l’ art 61.3 cp, il quale tratta delle CIRCOSTANZE AGGRAVANTI COMUNI. Esse aumentano di ⅓la pena. La colpa è la forma con la quale il soggetto realizza l’evento senza volerlo, ma pur avendolo previsto. Ex lanciatore di coltelli ➪sa che lanciando i coltelli rischia di colpire la collaboratrice. Pur non volendo l’atto, egli può prevederlo e nel caso in cui la colpisca risponderà a titolo di colpa. Ex soggetto che compie un sorpasso in curva ➪prevede e realizza l’incidente. Nella colpa l’agente: non vuole l’evento; lo prevede; agisce pensando che non si verificher à confidando sulla sua abilità (di guida nel caso di sorpasso) o su altri fattori.

La responsabilità oggettiva è una forma di imputazione dell’evento che prescinde dall’accertamento della colpevolezza e quindi fa a meno della valutazione dell’elemento soggettivo o dell’atteggiamento mentale con cui il soggetto ha compiuto il fatto. L’evento viene quindi addebitato in automatico al soggetto per il semplice fatto di averlo prodotto. Nei casi di responsabilità oggettiva il giudice si accontenta dell’accertamento del rapporto tra condotta ed evento. Ex Tizio muove il braccio per colpire Caio. Caio si piega per evitare il colpo ma scivola, batte la testa e muore. La norma che punisce l’omicidio preterintenzionale si accontenta del fatto che il soggetto ha causato l’evento, del nesso di causalità. Questo concetto è molto criticato dalla dottrina, ciò nonostante continua ad essere applicato per la tutela di beni fondamentali quali la vita e l’integrità fisica. La responsabilità oggettiva può assumere due forme: ■ responsabilità oggettiva del fatto proprio ; ■ responsabilità oggettiva del fatto altrui ; Il nostro codice contempla solo quella derivante da fatto proprio, come nel caso della preterintenzione. Se nella responsabilità oggettiva l’evento è addebitato automaticamente, non può realizzarsi la rieducazione del reo attraverso la pena dato che non c’è stato un atteggiamento mentale colpevole e bisognoso di educazione. Oggi la preterintenzione e il reato aberrante sono applicate. PRETERINTENZIONE Art 43. 2 ➪ il delitto preterintenzionale, detto anche contro l’intenzione, si configura quando dall’azione/omissione deriva un evento dannoso, più grave di quello voluto dall’agente. Questo reato è caratterizzato dal fatto che l’agente produce un evento più grave di quello che voleva realizzare. Questa forma d’imputazione dell’evento è considerata come un dolo misto a responsabilità oggettiva. Più precisamente, sussiste: dolo nei confronti dell’evento voluto; responsabilit à oggettiva nei confronti dell’evento più grave ma non voluto; È presente una seconda linea interpretativa proposta da Marinucci: bisognerebbe interpretare la preterintenzione come dolo misto a colpa. Tuttavia la giurisprudenza non segue questa linea interpretativa. Il nostro codice prevede due tipi di delitto preterintenzionale:

  • Omicidio
  • Aborto L’ordinamento intende tutelare il bene supremo della vita. OMICIDIO PRETERINTENZIONALE ➪art 584, chiunque diretto a commettere percosse e lesioni personali cagiona la morte di un soggetto, l’agente è punito con la reclusione da 10 a 18 anni. Ex una persona rincorre una donna lungo il fiume. Nelle fuga la donna cade in acqua e annega. Si tratta di omicidio preterintenzionale. ABORTO PRETERINTENZIONALE ➪art 18 legge 22 maggio 1978, si configura quando chiunque, con un’azione diretta a cagionare lesioni alla donna, provoca l’interruzione della gravidanza.

Nel reato preterintenzionale è sufficiente la mera condotta seguita dall’evento più grave da quello voluto. ALTRE FORME DI RESPONSABILITA’ OGGETTIVA: IL REATO ABERRANTE Art 82 ➪ reato aberrante o aberratio ictus Si configura quando per errore dell’uso dei mezzi di esecuzione del reato, un soggetto cagiona offesa ad una persona diversa da quella che in realtà voleva offendere. Il colpevole risponde come se avesse commesso il reato nei confronti della persona che voleva offendere. Nel reato aberrante è presente una divergenza tra quello che il soggetto voleva realizzare e ciò che invece accade in concreto. Ex un soggetto vuole ferire Tizio, lancia un sasso per colpirlo ma colpisce Caio. Se non ci fosse l’art 82 si configurerebbe il tentativo di lesioni verso Tizio e delle lesioni colpose nei confronti di Caio. Il legislatore invece ha preferito sancire una regola con formula del principio della responsabilità oggettiva con un trattamento sanzionatorio più pesante rispetto a quello della somma dei due reati. Vige il principio della indifferenza del soggetto passivo , infatti se viene colpito Tizio piuttosto che Caio al nostro codice non fa alcuna differenza. Il soggetto attivo voleva proporre delle lesioni e le ha prodotte, anche se non verso il soggetto passivo voluto. La vera forma di responsabilità oggettiva la ritroviamo nel secondo comma dell’art 82. Art 82: 1 comma ➪ configura il ABERRATIO ICTUS MONOOFFENSIVA. Questo produce una sola offesa. La divergenza deve accadere a causa di un errore nell’uso dei mezzi di esecuzione. Ciò significa che l’agente deve compiere un’erronea valutazione della realtà (ex sbagliare la mira) oppure l’aver colpito Caio piuttosto che Tizio può dipendere da un’altra causa (si spegne la luce all’improvviso e nel buio colpisco la persona sbagliata). 2 comma ➪ disciplina il ABERRATIO ICTUS BIOFFENSIVA. È costituito da due offese compiute a danno di due persone. Qualora oltre alla persona diversa, si sia offesa anche quella voluta, l’agente soggiace alla pena stabilita per il reato più grave aumentata fino alla metà. Quest’ultima è una forma di responsabilità oggettiva. Un’ulteriore forma di ABERRATIO ICTUS é quella detta PLURIOFFENSIVA. Questa non è disciplinata direttamente dal codice. In questa fattispecie si applica la pena prevista per il reato più grave aumentata fino al triplo. L’ Art 83 disciplina l’ ABERRATIO DELICTI. Fuori dai casi previsti dall’art 82, se per errore nell’uso dei mezzi di esecuzione del reato o per un’altra causa, si cagiona un evento diverso da quello voluto, il colpevole risponde a

previsione dell’agente. Le circostanze aggravanti sono applicate dal giudice solo quando il colpevole aveva previsto l’elemento aggravante oppure quando aveva ignorato questo elemento aggravante per colpa. ALTRA IPOTESI DI RESP.OGG: REATI CON CONDIZIONI OBIETTIVE DI PUNIBILITA’ Art 44 ➪ Sono quei reati che all’interno del codice vengono descritti con formule particolari come ad “se”, “qualora” e seguite da un’ulteriore specificazione. Per la configurazione di questa fattispecie di reato è necessario che venga realizzato anche l’ulteriore requisito, ossia la condizione obiettiva di punibilità. Ex il rato di bancarotta si configura quando: imprenditore deve essere stato dichiarato fallito mediante la dichiarazione di fallimento effettuata dal tribunale fallimentare nei suoi confronti. Nel caso non si verifichi questa condizione l’imprenditore, anche se ha commesso condotte eguali a quelle indicate nel delitto di bancarotta, non risponde del fatto di reato. Ex incesto, è necessario: rapporto sessuale consensuale tra familiari maggiorenni pubblico scandalo Ex gioco d’azzardo, è necessario: giocare essere colto in flagrante Quando per la punibilità di un reato, la legge richiede il verificarsi di una condizione, il colpevole risponde del reato anche se l’evento da cui dipende il verificarsi della condizione, non è da lui voluto. In dottrina e in giurisprudenza si ritiene che la condizione obiettiva di punibilità è applicabile anche se il soggetto non ha previsto che quella condizione avrebbe potuto realizzarsi. Le condizioni obiettive di punibilità sono divise in: ■ CONDIZIONI ESTRINSECHE ➪Sono dei fattori che valorizzano un dato estraneo all’offesa del bene giuridico tutelato, in quanto riguarda un altro ulteriore bene. ■ CONDIZIONI INTRINSICHE ➪la condizione obiettiva approfondisce o aggrava l’offesa al bene giuridico compiuta dalla condotta e quindi aggrava il reato. SCHEMA RESPONSABILITA’ OGGETTIVA: reato aberrante prenterintenzione reati aggravati da evento reati con condizioni obiettive di punibilit à ALTRO TEMA COLLEGATO ALLA RESPONSABILITA’ OGGETTIVA: RESPONSABILITA’ PER I REATI COMPIUTI A MEZZO DI STAMPA PERIODICA Prima della riforma dell’art 57 era prevista una responsabilità de direttore del giornale o dell’organo di stampa periodica per i reati compiuti dal giornalista mediante la pubblicazione di qualche articolo. Il direttore responsabile rispondeva oggettivamente anche dei reati compiuti dai giornalisti a prescindere dal fatto che egli fosse a conoscenza che il giornalista stava commettendo reato.

Oggi l’art 57 non prevede più una responsabilità oggettiva nei confronti del direttore. Il direttore risponde solo quando omette di effettuare il controllo a cui è tenuto sulle pubblicazioni che compaiono sul giornale. Inoltre il direttore non risponde a titolo di responsabilità oggettiva. Egli può rispondere a titolo di colpa ma anche a titolo di dolo quando egli concorre alla realizzazione del fatto di reato ossia quando intenzionalmente il direttore non impedisce la pubblicazione dell’articolo (perché ne condivide il contenuto perché vuole diffamare). Fiandaca ritiene che bisognerebbe bilanciare la tutela delle persone lese dalle notizie pubblicate con l’interesse a garantire la libertà di informazione. LE CIRCOSTANZE Per circostanze si intendono quelle situazioni che talvolta possono comparire e modificare il trattamento sanzionatorio previsto. Il legislatore ha disciplinato la materia delle circostanze comuni agli artt 61 e 62. La caratteristica comune di tutte le circostanze sta nel fatto che sono in grado di modificare la pena, aumentandola o diminuendola di ⅓. Le circostanze di reato possono riguardare sia: ■ la condotta ➪aggravamento di pena se la condotta è stata realizzata in determinate circostanze di tempo (ex di notte). ■ l’evento ➪caso del danno. ■ la colpevolezza ➪aver agito per motivi di particolare valore morale o per aver agito con particolari motivi abbietti o futili. Le circostanze di reato si dividono in: ■ comuni ■ speciali ■ aggravanti ■ attenuanti ■ tipiche ■ generiche L’art 62 prevede che il giudice, indipendentemente dalle circostanze prevedute, può prendere in considerazioni circostanze diverse qualora le ritenga tali da giustificare una diminuzione della pena. Questo potere del giudice deve però seguire i parametri indicati dall’art 133 cp. Essi sono: carattere, condizioni famigliari, capacità a delinquere, pericolosità del reo. Esempi di circostanze aggravanti: ■ avere agito per motivi abbietti e futili ■ aver commesso reato per eseguirne o occultarne un altro ■ aver agito con crudeltà verso le persone ■ aver aggravato o tentato di aggravare le conseguenze del delitto commesso Esempi di circostanze attenuanti: ■ aver agito per motivi di particolare valore morale o sociale ■ aver reagito in stato d’ira determinato da un fatto ingiusto altrui (provocazione) ■ aver agito per suggestione della folla in tumulto

sommano le pene per i diversi reati e questa somma finale rappresenta la pena alla quale il soggetto sarà sottoposto. Questo criterio generale nel nostro codice è temperato, è cioè moderato in quanto l’art 78 prevede dei limiti agli aumenti di pena. Se il soggetto ha commesso più contravvenzioni, la pena finale non può superare i 6 anni. Se invece il soggetto ha commesso più delitti, la pena finale non può superare i 30 anni di reclusione. Un altro limite dei delitti è rappresentato dal fatto che la pena finale non deve comunque superare il quintuplo della pena più grave prevista per i reati che sono in concorso e che il colpevole ha compiuto. Se le pene per i singoli reati non sono inferiori a 24 anni, il soggetto riceverà la pena finale dell’ergastolo.

  1. CONCORSO FORMALE ➪disciplinato dall’art 81.1. Si configura quando i vari reati vengono realizzati con una sola azione od omissione. Ex incidente automobilistico nel quale muoiono tre persone. Il codice penale punisce mediante l’applicazione della pena prevista per il reato più grave, aumentabile fino al triplo, purché non superi ciò che si otterrebbe con il cumulo materiale delle pene previste per i diversi reati compiuti. Si tratta del cumulo giuridico della pena. Ex un ladro ruba un portafogli ad un individuo in autobus, dopo usa violenza nei confronti della vittima. Subito interviene un carabiniere che cerca di fermare il ladro ma quest’ultimo oppone resistenza e fugge. In questo caso si tratta di concorso formale eterogeneo in quanto vi è stata violazione di differenti norme incriminatrici (furto ➪rapina + resistenza al p.u.). Prima del 1970 il concorso si applicava solo al concorso omogeneo. AZIONE UNICA Si è in presenza di un’azione unica quando gli atti compiuti dal soggetto risultano contestuali gli uni rispetto agli altri, cioè quando i diversi atti risultano compiuti senza un’interruzione. Ex precedente ➪atto di sottrarre con violenza, violenza avverso p.u.; sono due momenti contestuali, si dice che la condotta è unica. Se invece dovessimo ritenere che anche il secondo atto sia una condotta ulteriore (ulteriore reato) avremmo un concorso materiale. Ex un soggetto sottrae un quadro dall’appartamento, lo porta in macchina, dopo 3 secondi torna in casa per prenderne un altro. Poiché i vari atti compiuti sono avvenuti nell’arco di due ore, deve considerarsi una condotta unica. CONCORSO APPARENTE DI REATI Si verifica quando la molteplicità di atti è solo apparente, in quanto la violazione della norma penale è sostanzialmente unica. Il concorso non è né formale né materiale. Quali criteri bisogna adoperare per stabilire se si tratti di concorso apparente o formale? Ci sono 3 criteri adoperati per risolvere la questione: alcuni sono di natura normativa giuridica, altri invece sono adoperati dalla giurisprudenza al di fuori d una chiara previsione legislativa.
  2. CRITERIO DI SPECIALITA’ ➪Secondo l’art 15 cp la disposizione di legge speciale deroga alla legge o alla disposizione di legge generale, salvo che sia diversamente stabilito. La norma identifica il concetto di specialità. Non si tratta di leggi speciali ma di norme speciali. Ex l’infanticidio è una specie di norma speciale perché specifica il tipo di vittima.

Ci sono dei casi in cui il rapporto di specialità è presente tra una norma del cp ed altre leggi. Il rapporto di specialità si configura: A) tra norme della stessa legge; B) tra norme di leggi diverse.

  1. CRITERIO DI SUSSIDIARIETA’ ➪si applica tra norme che prevedono diversi gradi di offesa rispetto al medesimo bene giuridico ed è di due tipi: ■ Espressa ■ Tacita PRINCIPIO DI LEGALITA’ Le norme incriminatrici per poter essere applicate devono risultare esplicitamente contemplati nell’ordinamento giuridico. Il principio è definito nella formula nullun crimen, nulla pena sine lege. L’art 25 cost comma 2 prevede che nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso. Questo principio è inoltre presente anche nell’art 7 della convenzione europea per i diritti dell’uomo e nell’art 1 del codice penale, il quale prevede che nessuno può essere punito per un fatto che non sia espressamente preveduto come reato dalla legge. Il principio di legalità trova concretizzazioni mediante alcuni sottoprincipi:
  2. Riserva di legge ➪concetto che sancisce che la norma penale debba essere necessariamente approvata dal legislatore. Le fonti secondarie non possono contemplare le norme incriminatrici ma possono completare una di queste norme. Vi sono state delle deroghe in alcuni casi: alcuni reati sono stati introdotti mediante decreto legge. Questo principio si basa su alcune norme costituzionali: ■ art 5 cost: unicità ed indivisibilità dello stato che verrebbe leso con l’introduzione di reati validi solo a livello regionale. ■ art 3 cost: sarebbe violato in quanto i cittadini sarebbero trattati in maniera diversa da une regione all’altra. Art 117 cost: ha limitato alla potestà legislativa dello stato la materia dell’ordinamento civile e penale. In base ai trattati sottoscritti dall’Italia, la normativa europea influenza la legislazione nazionale. I trattati e tutte le norme comunitarie non possono intervenire introducendo dei nuovi reati in quanto gli stati europei non hanno conferito all’unione europea questa potestà in materia incriminatrice, riservando alla legislazione nazionale questa materia poichè ogni stato ha alla propria base un insieme di valori di principi etici di regole che non sempre coincidono con i principi di altri paesi. La consuetudine non può essere la fonte di una norma incriminatrice, di un reato, in quanto la consuetudine non ha effetti in materia di incriminazione. Si afferma sia in giurisprudenza che in dottrina che la consuetudine può completare il significato di alcune cause di giustificazione o riempire di contenuto alcuni requisiti previsti nelle cause di giustificazione.
  3. Principio di determinatezza ➪la norma incriminatrice deve essere chiara nei suoi contenuti al fine di risultare comprensibile sia al cittadino che al giudice. Nella redazione della norma possono essere adoperati diversi metodi:

emendamenti. Si è posto il problema di regolamentare sotto il profilo dell’irretroattività la materia del decreto legge in quanto può accadere che un decreto contenga al suo interno una nuova norma incriminatrice. Può accadere che un nuovo decreto legge contenga una nuova causa di giustificazione. Se non viene convertito e contiene una nuova incriminazione accade che il decreto non produce effetti non essendo convertito entro 60 giorni. Se invece nel decreto legge si presenta un’ipotesi più favorevole al reo, se il decreto non viene convertito, non produce effetti nei confronti del futuro ma ne produce sono lei confronti del passato. RESPONSABILITA’ PENALE NEI CONFRONTI DELLE PERSONE GIURIDICHE I colletti bianchi, dirigenti della pa, talvolta commettono dei reati. In Italia e in altri paesi del mondo ci si è chiesti se sia necessario punire anche l’ente che quel soggetto rappresenta. Con il decreto legislativo 231/2001 si è prevista la responsabilità: degli enti delle persone giuridiche delle societ à commerciali delle associazioni anche se prive di responsabilit à giuridica. Nei confronti di tali organismi sono applicabili queste sanzioni: A) Pena pecuniaria B) Interdizione dello svolgimento dell’attività dell’ente C) Sospensione o revoca della licenza/autorizzazione per lo svolgimento delle attività D) Confisca di beni E) Pubblicazione della sentenza di condanna su un organo di stampa. Affinché una delle suddette sanzioni possa essere applicata è necessaria la presenza di alcuni requisiti.

  1. Il soggetto deve aver compiuto un reato indicato dalla legge come reati societari, delitti di terrorismo, delitti contro la personalità individuale, delitti di associazione illecita come associazione a delinquere e associazione per lo smaltimento e traffico dei rifiuti, e anche abusi di mercato.
  2. Il soggetto deve ricoprire una posizione di vertice nella società (rappresentanza dell’amministrazione, direzione gestionale, controllo su un’unità organizzativa dell’ente) o un posizione di dipendenza nei confronti del vertice.
  3. Il reato deve essere compiuto nella prospettiva di di favorire l’ente o comunque deve rappresentare un vantaggio per l’ente.
  4. L’ente deve avere violato delle regole di condotta, delle regole cautelari tali da permettere al proprio dirigente o dipendente di poter commettere fatto di reato. Il decreto 231 chiede l’adozione di modelli comportamentali, di regole tali da impedire la commissione di reati. Se volessimo usare dei criteri classici potremmo dire che la responsabilità dell’ente è di tipo omissivo in quanto non avrebbe rispettato l’obbligo di dotarsi di modelli interni da rispettare. La responsabilità dell’ente non è una vera e propria responsabilità penale (per la quale si è puniti con reclusione, arresto, multa e ammenda) ma si tratta di una responsabilità amministrativa anche se tale sanzione viene applicata dal giudice penale.