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Diritto Penale Svizzero Prof.ssa Astrologo
Tipologia: Sintesi del corso
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giuridico protetto. In svizzera si parte dai reati contro la persona (≠ in Italia → reati contro lo Stato). L’art 111 cp disciplina i reati contro la vita e contro l’integrità della persona. Al centro c’è l’individuo.
sono norme penali nella legislazione penale accessoria , cioè leggi federali accessorie che disciplinano materie specifiche (es. legge sul mercato interno). Vi è la tendenza del legislatore di inserire norme penali in queste leggi specifiche di settore di livello federale. Il diritto penale accessorio fa riferimento al cp, salvo quanto previsto ex art. 333 cpv 1 e 7 cp. Le contravvenzioni sono punite per intenzione (dolo) e per negligenza (colpa) solo se espressamente previsto dalla legge. In svizzera la contravvenzione prevista nel cp è solo dolosa ed è colposa solo se c’è una norma che la preveda come tale. Una regola a parte c’è per le contravvenzioni previste nelle leggi accessorie federali. La normativa accessoria federale ha una disciplina ad hoc per le contravvenzioni perchè qualora venissero previste dalla legge accessoria, vengono punite indifferentemente per l’intenzione o per la negligenza.
competenza cantonale, ma per tutti gli altri vi è competenza federale. Se ad esempio un reato è commesso sono nel canton Ticino verrà perseguito dal PM cantonale; viceversa, se il reato è compiuto su più aree della svizzera, ecco che il caso rientra nella competenza federale. Anche a livello processuale vi è la competenza cantonale e federale. PRINCIPI DEL DIRITTO PENALE PRINCIPIO DI LEGALITÀ : tale principio è disciplinato dall’ art 1 cp : per potersi applicare una sanzione penale è necessaria una legge che preveda quel determinato fatto come reato. Ha copertura costituzionale agli artt. 31 e 36. Il principio di legalità assolve a tre funzioni :
perchè siamo in uno stato di diritto. I limiti devono rispettare l’affidamento del singolo soggetto.
penalmente rilevante e dunque se, ponendola in essere, comporti l’imposizione di una sanzione o meno.
di difesa del singolo soggetto, in quanto ci si potrà difendere soltanto qualora vi sia una norma che chiarifichi che quella determinata condotta sia penalmente rilevante o meno. Più la norma sarà chiara, specifica e tassativa, più verrà garantito il diritto di difesa. Il principio di legalità si suddivide in sotto-principi/corollari (esplicazioni del principio di legalità) → devono essere rispettati tutti questi sotto-principi affinché il principio di legalità possa dirsi garantito:
sussistono margini di interpretazione diviene arbitrario. Deve essere chiaro sia il precetto sia la sanzione;
un’eccezione : obbligo di retroattività in favor rei : se la norma entrata in vigore successivamente prevede un trattamento più favorevole, ecco che vi è l’obbligo di applicarla.
espressamente previsto dalla legge penale tramite l'estensione di una norma a un caso simile.
sanzione penale. PRINCIPI DEL DIRITTO PENALE: art. 305 bis cp - riciclaggio di denaro
Rispetto al cpv 2, rispetta il principio di legalità? Può essere prevista un’aggravante ≠ rispetto a quella indicata nelle lettere? L’avverbio segnatamente stabilisce un elenco esemplificativo, potrebbero essere ammesse
circostanze ulteriori. Quindi la giurisprudenza afferma che può essere ammessa una circostanza aggravante generica. Tuttavia, ammetterla significherebbe creare tensione con il principio di legalità, perchè significherebbe ammettere una circostanza aggravante non disciplinata e prevista dal legislatore. La giurisprudenza risolve la questione affermando che per rispettare il più possibile il principio di legalità la si applica il più restrittivamente possibile e soltanto quando si renda necessario applicarne una non tipizzata la cui gravità sia però equiparabile a quelle disciplinate dal legislatore. Quindi = gravità dell’aggravante generica presenti una gravità equivalente a quella delle circostanze aggravanti disciplinate. Ai sensi dell’ art 305 bis cp , sussiste un caso grave, dunque un’aggravante, allorché il riciclaggio di denaro avvenga per mano di un soggetto che agisca come membro di un’organizzazione criminale; agisca come membro di una banda costituitasi per esercitare sistematicamente il riciclaggio; realizzi una grossa cifra d’affari o un guadagno considerevole facendo mestiere del riciclaggio. Come si evince dall’uso dell’avverbio segnatamente, l’art 305 bis non enumera in modo esaustivo i casi gravi di riciclaggio di denaro. Dunque è possibile poter ammettere ulteriori ipotesi di reato di riciclaggio aggravato, purchè però il reato appaia sia sotto il profilo oggettivo sia soggettivo, di una gravità analoga a quella degli esempi forniti dalla norma, che fungono da parametro di giudizio. La circostanza aggravante generica la sua può ammettere ma la gravità deve essere equivalente alla gravità delle circostanza aggravanti codificate. Questo ragionamento è possibile vista la sussistenza dell’avverbio segnatamente , tuttavia, per rispettare il principio di legalità , deve essere eseguito in modo restrittivo e prudente. Si tratta peraltro di formulazioni generiche e di clausole generali quelle fornite dall’elenco. Si stabilisce infatti a posteriori che la grossa cifra d’affari vi sia quando sussiste una cifra di almeno 100.000 CFH e il guadagno considerevole sia di almeno 10.000 CFH. Dinanzi a queste formule generiche/elastiche è intervenuta la giurisprudenza a definirle. Dunque, dinanzi all’avverbio segnatamente si rende necessario effettuare un ragionamento a livello interpretativo rispettando il principio di legalità. Concorrenza sleale - art. 23 cp: implica una sanzione penale. Definizione del precetto poco chiara e rimanda ad altre norme. Metodi sleali di pubblicità e di vendita e altri comportamenti illeciti - art. 3 cp: elenco di tipo esemplificativo e non esaustivo, generico. Per garantire il principio di legalità, il TF afferma che una dichiarazione è denigratoria quando rende spregevole il concorrente, le sue merci, ecc. Per rispettare il principio di legalità l’interpretazione deve essere sempre restrittiva e questo perchè si vuole garantire che la sanzione penale sia vista come extrema ratio, applicata solo nei casi espressamente previsti: solo quando la condotta violi un bene giuridico. Nell’ordinamento svizzero essendoci norme concise c’è una richiesta di interpretazione più ampia. STRUTTURA DEL REATO COMMISSIVO DOLOSO : in Svizzera vige la teoria tripartita , per cui il reato = fatto tipico, antigiuridico e colpevole. La teoria è gradualista, perciò il giudice dovrà prima accertare la tipicità del fatto e così via. Fattispecie o fatto tipico : valutare se il fatto concretamente commesso coincida con quanto previsto dalla norma/fattispecie incriminatrice. Nel caso in cui sia conforme vi è tipicità. Il fatto tipico può essere:
di causalità, qualifica dell’autore (es. corruzione passiva = soggetto attivo deve essere un funzionario).
- Dolo:^ intenzione/volontà; - Dolo specifico:^ quando la norma richiede una^ finalità ulteriore^ che deve perseguire l’autore affinché possa dirsi integrato il reato (es. furto); Antigiuridicità: il comportamento è illecito solo quando è tipico e antigiuridico. È antigiuridico quando è commesso in assenza di cause di giustificazione. Colpevolezza: non sussiste reato sintanto che non venga accertata la colpevolezza. È colpevole quando il fatto può essere soggettivamente rimproverato ad un soggetto (es. capacità di intendere e di volere).
L’ art 102 cp introduce una forma di responsabilità ibrida/complessa , perchè l’art. descrive due forme dell’attribuzione della responsabilità all’impresa (sono due responsabilità diverse):
organizzazione, bensì perchè non è possibile identificare la persona fisica che ha commesso il reato. È una situazione che si verifica spesso, specie se sono previsti organigrammi complessi. Dunque, la punibilità dell’impresa è dipesa dalla non identificazione della persona fisica. Quello che si muove all’impresa è un rimprovero per difetto organizzativo e, in ragione di questo difetto, l’autorità giudiziaria non è in grado di risalire all’autore persona fisica del reato. Abbiamo come riferimento un crimine o un delitto, sono escluse le contravvenzioni (non possono esser presupposto della responsabilità dell’impresa. La responsabilità sussidiaria dell’impresa può scattare solo dinanzi alla commissione di un crimine o delitto , indipendentemente dalla natura. In questo caso, si parla si parla di responsabilità sussidiaria perchè non riuscendo ad identificare la persona fisica, subentra l’impresa.
perchè non si è correttamente organizzata e, in tal modo, il deficit organizzativo ha agevolato la commissione del reato. L’impresa viene rimproverata perchè non si è adoperata al fine di introdurre misure organizzative idonee a prevenire e a impedire la commissione del reato. Questa responsabilità viene definita originaria e concorrente perchè la responsabilità dell’impresa concorre con quella della persona fisica. Qui vi è un doppio binario di responsabilità : pf + soggetto collettivo. Es. corruzione = il soggetto risponde di corruzione ma se l’impresa ha agevolato il reato risponde anche lei. Mentre nel cpv 1 abbiamo qualunque crimine o delitto come presupposto, nel cpv 2 vi è invece un elenco : si ha responsabilità originaria nei casi di riciclaggio, organizzazione criminale, finanziamento del terrorismo e tutte le forme di corruzione attiva previste dal cp. L’obiettivo del legislatore svizzero è quello di sanzionare le banche. Partiamo dal presupposto che la responsabilità è penale. La scelta della svizzera, rispetto all’Italia, prevede un elenco molto più limitato e più attinente al penale economico. LA NOZIONE DI COLPA DI ORGANIZZAZIONE : a differenza della persona fisica, la componente soggettiva del dolo rispetto alla persona giuridica non può essere accertata. Per questo motivo nasce il concetto di colpa di organizzazione dei soggetti collettivi , per i quali si ritengano responsabili (perchè hanno colpa di organizzazione). Cosa vuol dire ai sensi dell’art. 102 cp che l’impresa è responsabile quando c’è colpa di organizzazione? Il concetto va distinto a seconda dei cpv (il concetto di colpa ha contenuto diverso):
identificare la persona fisica → per carente organizzazione interna
realizzazione del reato → misure ragionevoli e indispensabili. C’è un concetto di difetto organizzativo ampio e non specificato, troppo generico. Bisogna riempirlo di contenuto facendo riferimento a dibattiti dottrinali, secondo i quali l’organizzazione è corretta e evita la responsabilità ai sensi del cpv 1 allorché l’impresa adotti un organigramma chiaro, in cui risulti in modo evidente l’attribuzione die compiti e delle responsabilità in capo al soggetto (un’impresa in cui si riesca a capire ex post chi abbia commesso cosa). Tutto questo deve essere documentato. Per quello che riguarda il cpv 2, la colpa di organizzazione può essere prevenuta se c’è una corretta organizzazione che dipende dal reato che si vuole prevenire , ad esempio nel caso del reato di corruzione, la dottrina ritiene applicabili:
banche o società → consente di segnalare illeciti in forma anonima.
Sono procedere che le imprese e le banche possono prevedere all’interno della propria struttura per evitare la corruzione.
QUALI ELEMENTI ACCOMUNANO I DUE MODELLI DI RESPONSABILITÀ? abbiamo degli elementi normativi che accomunano le due forme di responsabilità, innanzitutto la sanzione , è la medesima per entrambe. La sanzione è pecuniaria e va da 1 franco a 5 milioni (margine di discrezionalità molto ampio in capo al giudice). I parametri ai quali deve attenersi il giudice sono previsti al cpv 3 : il criterio a cui si fa riferimento è la capacità economica dell’impresa , il che è improntate al fine di rendere efficace la sanzione. Per imprese molto grandi può non essere sufficientemente deterrente come sanzione. A differenza del dlgs 231/2001, la Svizzera non ha adottato misure interdittive. Come elementi che accomunano la responsabilità c’è anche il cpv 4: considera sia soggetti privati sia pubblici; sono esclusi gli enti territoriali. È espressamente prevista l’applicazione della responsabilità delle imprese alle ditte individuali , elemento discusso in Italia (perchè si ritiene che vi sia coincidenza tra impresa e imprenditore e che non consente di considerare l’impresa un soggetto ulteriore rispetto all’imprenditore). LA GIURISPRUDENZA IN MATERIA ART. 102 - SENTENZA DELLA PRETURA DI BELLINZONA : Un operatore sanitario del reparto di radiologia effettua una radiografia, la quale, per poter essere eseguita, necessita dell’iniezione del liquido di contrasto. Dopo qualche mese, emerge un contagio da epatite, che risale allo stesso giorno. Vi è un errore del sanitario. Si apre in seguito a questo errore un procedimento penale contro ignoti per lesioni colpose gravi (comportato il contagio). La problematica si complica perchè il PM non riesce ad identificare la persona fisica e, per questo motivo, imputa la responsabilità all’ospedale ex art. 102 cpv 1 cp. Può essere rimproverato all’impresa un difetto organizzativo tale da non consentire l’identificazione della persona fisica che ha commesso il reato. La sentenza di primo grado è di condanna per l’ente ospedaliero. Cosa si rimprovera all’ospedale? C’è un organigramma ma spesso modificato, pertanto, nella cartella clinica del paziente viene identificata la prestazione ma non il personale sanitario che effettua la TAC. Il giudice di primo grado è questo che rimprovera : non indicare nella cartella clinica il nome del sanitario che effettua la prestazione. Il giudice ritiene che il tracciamento del nome del sanitario dovrebbe essere necessaria all’interno della cartella clinica del paziente. Dal momento in cui non è tracciato dev’essere considerato responsabile l’ospedale. Un secondo punto che è emerso in sede processuale è che in nessun ospedale svizzero si indica nella cartella clinica il nome del sanitario che inserisca il liquido di contrasto. Terzo punto, si ritiene anche a livello internazionale che questa sia la forma di colpa di organizzazione più grave in assoluto perchè c’è disorganizzazione totale che non consente la ricostruzione dei compiti e delle responsabilità interne all’ospedale. La sanzione applicata era intorno ai 60.000 in primo grado. Pur essendo un difetto organizzativo grave, si doveva considerare che l’ente ospedaliera cantonale aveva riconosciuto l’errore e aveva proceduto al risarcimento. Inoltre, l’ospedale è pubblico, dunque la sanzione è a carico dei contribuenti. VICENDA POSTA : Canton Soletta → in una filiale della posta si reca un consigliere di amministrazione di una società per chiedere il prelevamento di 4,6 mln di franchi in contanti. Qualche giorno prima, nel conto della società, era stato effettuato un bonifico di 5 mln. La cassiera chiede la giustificazione e il consigliere dichiara di voler acquistare una pietra preziosa. La cassiera consulta il responsabile e da autorizzazione. Dopo qualche mese il consigliere viene imputato di vari reati, tra cui quello di riciclaggio da cui si accerta che la cifra provenisse da un crimine. Il PM indaga la cassiera e il responsabile per concorso in riciclaggio. Il PM applica l’art. 102 cp perchè ritiene sussista la responsabilità anche della posta in quanto non ha adottato procedure che impedissero il realizzarsi del riciclaggio, ritenendo quindi che vi fosse un deficit organizzativo tale per cui possa essere rimproverato l’art. 102 cpv 2 cp. La cassiera e il responsabile vengono indagati per aver interrotto la tracciabilità del valore patrimoniale. Il problema sta nel fatto che il PM abbandona il procedimento a loro carico perchè oggettivamente hanno favorito l’interruzione della tracciabilità (riciclaggio), ma soggettivamente manca il dolo a concorrere nel riciclaggio. Se cade l’imputazione per le persone fisiche, allora cade anche per la posta. L’art. 102 afferma che se è commesso un reato di riciclaggio all’interno dell’impresa, l’impresa risponde se si accerta un difetto organizzativo che ha in qualche modo agevolato la commissione del reato, ma in questo caso viene a mancare il presupposto di accertamento della responsabilità che è la commissione di un reato all’interno dell’impresa. Da questa sentenza traiamo che per accertare la responsabilità di impresa è necessario un reato presupposto, e se non è realizzato, l’indagine nei confronti della società non può proseguire. Deve sempre essere accertato il reato in tutti i suoi elementi e il reato deve essere commesso all’interno dell’impresa. Sentenza che riguarda un reato di riciclaggio commesso da un dipendente di una banca che viene esteso alla banca stessa. Quando si prescrive la responsabilità dell’impresa****? Il riciclaggio è un delitto nella fattispecie base e un crimine nella fattispecie aggravata, dunque, ex art. 97 cp, il termine varia.
Può essere motivo di abbandono del procedimento la redazione dal registro di commercio, non il fallimento della società. La banca A, benché fallita, non comporta la sospensione dei procedimenti penali (amministrativi e civili si). La precaria situazione economica di un’impresa può incidere sul quanto di pena : l’art. 102 cpv 3 cp prevede tra i criteri di commisurazione della sanzione la capacità economica dell’impresa. ESERCITAZIONE: Ammettendo che Caio e Sempronio siano imputati del reato di corruzione di pubblici ufficiali stranieri, quali scenari possono prospettarsi nel caso concreto in capo all’impresa? C’è un doppio binario di responsabilità: persona fisica e impresa. Tuttavia però vi è la possibilità che Caio e Sempronio siano imputati e successivamente assoluti perchè subentra una causa di non punibilità, nonostante il reato sia comunque commesso. Quindi il reato è integrato negli elementi oggettivi e soggettivi. Qualora venissero assolti perchè il reato non è integrato, in questo caso cade anche la responsabilità dell’impresa, nonostante si sia riscontrata la sussistenza di carenze organizzative. Se non sussiste la responsabilità di Caio e Sempronio, la società, anche se presenta gravi deficit, non potrà essere sottoposta a procedimento perchè manca il reato presupposto. La prima cosa da far è ragionare sul reato presupposto. Nel caso di specie quali osservazioni possono rilevare rispetto al difetto organizzativo accertato ex ante e alle circostanza accertate ex post? Ammettendo la responsabilità dell’impresa, la commisurazione della pena varia dalle circostanze concomitanti al reato, ossia il grave deficit organizzativo. Tuttavia, è altresì necessario valutare il comportamento assunto dall’impresa dopo la commissione del reato, dunque se ha ex post colmato il grave deficit. Un eventuale dichiarazione di fallimento dell’impresa alpha che conseguenze provoca? La responsabilità permane nonostante il fallimento. Può essere sottoposta alla procedura penale. Questo influisce sulla capacità economica in termini di quantum di pena. FATTISPECIE OGGETTIVA - TIPICITÀ : all’interno della tipicità = fattispecie oggettiva + fattispecie soggettiva. Nella fattispecie oggettiva siamo nell’ambito del paradigma del reato commissivo doloso. Si compone di questi elementi:
proprio - , come nel caso della corruzione passiva, che vede come soggetto attivo il pubblico ufficiale, ossia un soggetto autore che ha una qualifica. Per accertare l’esistenza della fattispecie oggettiva bisogna accertare sotto il profilo dell’autore, la sussistenza di questa qualifica. Qualora il reato sia comune , non c’è nessuna indagine da fare sull’autore.
comprende sia l’azione che l’omissione.
abbiano una fattispecie di evento.
fattispecie prevede l’evento come elemento costitutivo ma non è necessario. L’elemento che va sempre accertato è la condotta, mentre autore, evento e nesso di causalità qualora lo richieda la fattispecie. NESSO DI CAUSALITÀ : va esaminata solo nei reati di evento. Nei reati dolosi il nesso di causalità si accerta sulla base della teoria della condicio sine qua non/ condizionalistica : un’azione è causa di un evento quando eliminando mentalmente l’azione anche l’evento viene meno. Oltre al nesso di causalità materiale si aggiunge anche un nesso di causalità adeguata. Nei reati dolosi l’accertamento del nesso di causalità si basa solo sulla teoria condizionalistica ; mentre, nei reati colposi , oltre al nesso di causalità materiale si accerta anche il nesso di causalità adeguata. In quest’ultimo caso il giudice fa un doppio accertamento: accerta prima l’esistenza di una causalità materiale, poi l’esistenza della causalità adeguata.
l’evento non si sarebbe verificato (conditio sine qua non). Un’azione è conditio sine qua non di un evento se non può essere mentalmente eliminata senza che l’evento stesso venga meno.
ANALISI DELLA GIURISPRUDENZA : nel 2004, sul lago Ceresio c’è uno scontro tra imbarcazioni che causa il decesso della moglie del conducente, seduta a prua. Il problema è capire se la morte della donna derivi sotto
l’accertamento del nesso di causalità dalla condotta di colui che guidava l’altra barca e quindi se il soggetto ha causato l’incidente morte. In primo grado il giudice ritiene che non possa essere considerato, sotto il profilo dell’accertamento del nesso di casualità, colpevole colui che conduceva il primo natante perchè la moglie era posizionata sulla barca in una posizione non premessa e questa circostanza funziona come circostanza eccezionale che interrompe il nesso di causalità, che quindi, sotto il profilo della causalità adeguata, non può essere considerato come un nesso di causalità esistente. La domanda è: esiste il nesso di casualità tra la morte e lo scontro tra i natanti? La condotta che viola le regole, implica la morte ed è causalmente la causa della morte della signora? La questione riguarda il nesso di causalità. La sentenza afferma che l’ art. 117 cp punisce chi per negligenza cagiona la morte di una persona. Questo reato presuppone l’adempimento di tre condizioni : decesso, condotta negligente e nesso di causalità tra condotta negligente e morte. Il TF afferma che vi è la violazione del dovere di negligenza, in quanto il conducente della barca guida senza luci e ad una velocità non consentita. Occorre accertare l’esistenza del nesso di causalità. Il TF federale afferma che la precedente istanza ha negato l’esistenza di un nesso di causale adeguato tra la negligenza e la morte della vittima, ritenendo che sulla base del principio dell’affidamento l’opponente non doveva attendersi che la vittima si trovasse di notte sulla prua. Quest’ultima circostanza costruisce in ogni caso un comportamento azzardato tale da interrompere un’eventuale causalità. Occorre quindi esaminare se il comportamento dell’opponente e la morte della vittima si trovino in un rapporto di causalità adeguata. Si parla del doppio livello di accertamento. Sotto il profilo materiale, sicuramente lo scontro è causa di morte, ma essendo un reato colposo, il TF, oltre all’accertamento della causalità materiale, deve accertare l’esistenza della causalità adeguata. C’è causalità adeguata quando secondo l’andamento ordinario delle cose, a quella condotta segue quel determinato evento secondo lo sviluppo naturale delle cose, ma se interviene una causa eccezionale, che si inserisce in questa dinamica causale, spezza il nesso di causalità adeguata e quindi non è più possibile ricondurre quell’evento all’autore sotto il profilo della casualità adeguata. Il fatto che la vittima sia posizionata a prua e che sia una circostanza eccezionale, interrompe la causalità adeguata? Il TF ritiene che non si interrompe il nesso di casualità adeguata. Ci possono essere delle circostanze eccezionali che interrompono il nesso di causalità. Riconoscere la circostanza eccezionale ha un suo rilievo perchè ne va dell’assoluzione o meno della persona. Sentenza pag 19. FATTISPECIE SOGGETTIVA : quando parliamo di elementi soggettivi parliamo di intenzione - dolo e di negligenza - colpa. L’ art 12 cp afferma che il criterio ordinario di imputazione è il dolo. Vuol dire che solo i crimini e i delitti sono punibili a titolo di dolo. Il giudice deve accertare che rispetto a quel fatto commesso l’autore avesse l’intenzione di commetterlo. Se si accerta che non sussiste il dolo, viene meno l’elemento soggettivo e quindi viene meno il reato. La colpa/negligenza funge da criterio sussidiario di imputazione , cioè subentra solo quando è espressamente prevista in quanto vi sono crimini e delitti che sono previsti come colposi. La regola generale è la seguente:
Vi è tuttavia un’eccezione: contravvenzioni previste nelle leggi federali accessorie → se le leggi federali accessorie prevedono contravvenzioni sono punti indifferentemente per dolo e per colpa ex art. 333 cpv 7 cp. L’art. 12 cpv 2 cp fornisce la definizione di dolo e che tipi di dolo si riconoscono. L’ intenzione c’è quando un soggetto ha un momento rappresentativo , cioè la consapevolezza di commettere qualcosa e un momento volitivo , cioè voler commettere qualcosa. In svizzera abbiamo una definizione nel cp di dolo eventuale , ed è tale quando l’autore accetta il rischio che l’atto possa realizzarsi.
desidera ;
realizzazione della stessa pur non desiderandola ;
stessa, pur non desiderandola.
ANTIGIURIDICITÀ : fatto in cui si riscontra l’assenza di cause di giustificazione. Vi è:
- Legittima difesa^ esimente^ - art. 15 cp:^ ognuno ha diritto di respingere in modo adeguato alle circostanze un’aggressione ingiusta o la minaccia ingiusta di un’aggressione imminente fatta a sè o ad altri. La legittima difesa opera come causa di giustificazione. - Legittima difesa^ discolpante^ - art 16 cp:^ se chi respinge un’aggressione eccede i limiti della legittima difesa secondo l’art. 15, il giudice attenua la pena. Chi eccede i limiti della legittima difesa per scusabile eccitazione o sbigottimento non agisce in modo colpevole. L’eccesso di legittima difesa opera come causa di esclusione della colpevolezza. PRESUPPOSTI OGGETTIVI:
diretta a qualunque bene.
terzi siamo nello stato di necessità;
mezzo di difesa quello meno pericoloso a disposizione - proporzionalità. Se eccede in termini di proporzionalità abbiamo eccesso di legittima difesa. PRESUPPOSTI SOGGETTIVI:
ANALISI DELLA GIURISPRUDENZA : sentenza pag. 25 Collocazione tra due soggetti: lite dovuta al mancato pagamento di una razione di marijuana. Bisogna capire se il soggetto che risponde all’aggressione ha agito in uno stato di legittima difesa. La sentenza si china sulla questione dell’art. 16 cp, sull’applicazione della circostanza di legittima difesa discolpante. Si ritiene che il soggetto abbia ecceduto il limite di legittima difesa ma bisogna capire se questo è effettivamente considerato come discolpante ex art. 16 cpv 2 cp. Lo stato di eccitazione o sbigottimento non è precisato dalla legge. È una valutazione che viene rimessa in toto al giudice che valuterà caso per caso tenuto conto delle circostanze concrete. Si dice che in questo caso, dato che al centro della questione vi era la droga e tenuto conto dell’aggressione violenta, viene riconosciuta l’applicazione dell’art. 16 cpv 2 cp.
- Stato di necessità^ esimente^ - art. 17 cp; - Stato di necessità^ discolpante^ - art. 18 cp; Sussiste stato di necessità quando chiunque commette un reato per preservare un bene giuridico proprio o altrui da un delitto imminente non altrimenti evitabile. Agisce lecitamente se in tal modo salvaguarda interessi preponderanti. Posso agire compromettendo beni e diritti se agisco per salvaguardarne altri che sono prevalenti. PRESUPPOSTI OGGETTIVI :
evitare la compromissione di un bene giuridico, si deve agire in altro modo.
ANALISI DELLA GIURISPRUDENZA : sentenza pag 26. Il ricorrente commette un’infrazione stradale e richiede un’assoluzione perchè ritiene che sia intervenuta una causa di giustificazione. Ritiene di aver accusato un improvviso malessere. Adduce che quella adottata sarebbe stata l’unica soluzione prospettabile. Quindi ribadisce che vi è sussidiarietà assoluta. Contesta che vi fosse la possibilità di fermarsi prima. La sentenza si basa sull’interpretazione della clausola di sussidiarietà. Bisogna accertare se il comportamento tenuto dal soggetto era l’unico ipotizzabile. La sentenza ritiene che non vi sia una sussidiarietà assoluta perchè la situazione poteva essere gestita in altro modo: tale pericolo poteva essere evitato senza infrangere la legge, siccome il ricorrente avrebbe potuto rallentare e fermarsi all’insorgere del malessere, anziché accelerare e compire una manovra di sorpasso azzardata. La violazione delle norme sul codice della strada è ammessa solo in casi straordinari, in questo caos non vi era sussidiarietà assoluta e il soggetto ha altresì chiesto l’applicazione di una circostanza attenuante (agito in stato di grave angustia). Il soggetto viene dichiarato colpevole della violazione delle norme di circolazione stradale e non viene riconosciuta né l’applicazione dell’attenuante né la causa di giustificazione. ALCUNE RIFLESSIONI SUL RILIEVO DEGLI STATI EMOTIVI:
difesa, cioè quando chi respinge un’aggressione eccede i limiti della legittima difesa. Il cpv 2 afferma che chi eccede i limiti della legittima difesa per scusabile eccitazione o sbigottimento non agisce in modo colpevole. In questo caso il giudice richiede un accertamento in forza del quale l’eccesso di legittima difesa funziona come causa di esclusione della colpevolezza, cioè richiede un accertamento in concreto sullo stato emotivo - valutazione discrezionale molto ampia.
stato di profonda prostrazione. C’è un’attuazione di pena. Il giudice deve faee delle valutazioni che attengono allo stato emotivo.
NB: rileva il principio del ne bis in idem sostanziale → vuole dire che il giudice svizzero quando valuta uno stato emotivo non può utilizzare quello stato emotivo come circostanza attenuante. Può valutare la circostanza emotiva una volta. REATI DI ORGANIZZAZIONE CRIMINALE: Il reato di organizzazione criminale è disciplinato dall’ art. 260 ter cp , volto a sanzionare i reati di mafia. Fino al 2021 vi era una prima versione, rubricato come organizzazione criminale. La versione nuova è rubricata come organizzazioni criminali e terroristiche. VERSIONE PRECEDENTE ART. 260 TER CP : chiunque partecipa a un’organizzazione che tiene segreti la struttura e i suoi componenti e che ha lo scopo di commettere atti di violenza criminali o di arricchirsi con mezzi criminali, chiunque sostiene una tale organizzazione nella sua attività criminale, è punito con la pena detentiva sino a cinque anni o con una pena pecuniaria. Il giudice può attenuare la pena (art. 48 a) se l’agente si sforza di impedire la prosecuzione dell’attività criminale dell’organizzazione. È punibile anche chi commette il reato all’estero, se l’organizzazione esercita o intende esercitare l’attività criminale in tutto o in parte in Svizzera. In svizzera non c’è la stessa senilità rispetto alle sanzioni contro la criminalità organizzata che esistono in Italia, vi è un contesto culturalmente diverso. La Svizzera non ha conosciuto lo stragismo. Non conosce un esercizio di violenza delle forme di criminalità organizzata perchè. Normalmente si infiltra nell’apparato pubblico per commettere reati di tipo economico-finanziari (es. corruzione, riciclaggio, ecc). C’è un libello di allerta ma c’è pica sensibilità sociale rispetto alla criminalità organizzata perchè la società di fatto non vede i danni. A seguito di inchiesta parlamentare ad opera di Marta Romano, vi è stata una presa di posizione da parte del CF affermando che il fenomeno mafioso effettivamente sussiste e si è insediato in tutta la Svizzera. Tornando al 260 ter cp , gli elementi caratteristici della fattispecie nella precedente versione sono i seguenti:
l’articolo rubricato come organizzazione , quest’ultima è un elemento caratteristico della fattispecie. Dunque l’elemento di qualifica l’ associazione. Rispetto all’Italia, è richiesto un livello superiore di organizzazione, dove quest’ultima è un elemento caratteristico.
penale (bensì ai fini della commisurazione della pena), così come non è richiesto una dichiarazione formale di adesione alla stessa. L’attività del partecipe dev’essere comunque finalizzata al perseguimento dello scopo criminale dell’organizzazione e non deve limitarsi ad una forma di collaborazione alla realizzazione dei singoli reati scopo. Il sostegno : sanziona gli intermediari che nel ruolo di congiunzione con l’economia, la politica e la società, contribuiscono in maniera determinante a rafforzare l’organizzazione criminale. CRITICITÀ DELLA VERSIONE ATTUALE DELL’ART. 260 TER CP: questa è la norma base, poi ci sono dei reati fine (es. omicidio, corruzione, riciclaggio). Abbiamo quindi nella vicenda criminosa due momenti: reato base (organizzazione) + reato fine. In svizzera questo rapporto tra reato base e reato fine viene improntato secondo il principio della sussidiarietà : il rapporto tra l’art. 260 ter cp e i diversi reati commessi dall’organizzazione si pone in materia di concorso → nel caso in cui il sostegno o la partecipazione si riferiscono e si limitano a reati ben precisi, per i quali l’autore viene punito, l’art. 260 ter è sussidiario. Quindi, se il partecipe o il sostenitore danno il loro contributo a un reato fine specifico, allora il partecipe o il sostenitore risponderanno del reato fine e basta, non si applica il 260 ter. Risponderà di reato base e di reato fine solo quando il sostegno o la partecipazione all’organizzazione criminale non è limitata ad un singolo specifico reato. Molte volte si risponde solo per il reato fine. La criminalità organizzata in Svizzera e Ticino esiste nelle seguenti forme:
opera in un determinato settore o deve raggiungere un determinato scopo (es. riciclaggio);
organizzazioni criminali locali. RICICLAGGIO - ART. 305 BIS CP : è uno dei reati maggiormente perseguiti in svizzera. Il motivo per cui il riciclaggio viene sanzionato è l’ interruzione della tracciabilità dei valori patrimoniali , la cui origine è illecita. La vicenda criminosa si compone di due momenti :
Oggetto del reato : valori patrimoniale che provengono da un crimine o delitto fiscale qualificato. Il c.d. reato a monte può essere commesso in Svizzera e all’estero, purchè quel determinato reato sia previsto come tale sia all’estero che in svizzera (principio della doppia punibilità). Altro punto da considerare, è l’ autore : l’autore a monte del riciclaggio può essere chiunque. Distinguiamo.
occupa un altro soggetto, ad esempio il consulente finanziario. Il consulente bancario sarà responsabile di riciclaggio. Il consulente risponderà di riciclaggio perchè non c’è coincidenza tra autore del reato a monte e la condotta di riciclaggio. La giurisprudenza in Svizzera ha sempre equiparato, ex art. 305 cp, il riciclaggio all’autoriciclaggio. Il riciclaggio deve essere applicato oltre che al soggetto terzo che si trova a impedire la tracciabilità dei valori patrimoniali, anche al soggetto che era autore del reato presupposto. Il reato di riciclaggio si compone di un elemento oggettivo e di un elemento soggettivo : i giudici devono accertare l’esistenza del reato a monte, l’interruzione della tracciabilità dei valori patrimoniali, ma dev’essere accertato anche l’elemento soggettivo, ossia il dolo (non esiste il riciclaggio colposo). Nell’elemento soggettivo deve sussistere la rappresentazione e la volontà del fatto tipico, cioè deve sapere e volere interrompere la tracciabilità dei valori patrimoniali. In più, deve essere a conoscenza o comunque presumere che i valori patrimoniali provengono da un crimine o da un delitto fiscale qualificato. L’elemento soggettivo deve coprire la provenienza del valore patrimoniale. Il riciclaggio è un reato contro l’amministrazione della giustizia perchè chi commette tale reato impedisce il sequestro e la confisca, di beni e valori, dunque di fatto si impedisce di capire l’origine criminosa e di effettuare indagini corrette. Quindi si sanziona la condotta che impedisce all’amministrazione di giustizia di fare indagini. Il reato di riciclaggio è un reato di pericolo , nel senso che per l’integrazione del reato è sufficiente che vi sia il rischio potenziale di lesione del bene giuridico tutelato.
Abbiamo visto l’art. 305 bis cpv 1 cp che è la fattispecie base , poi abbiamo il cpv 2 in cui si elencano le fattispecie gravi, cioè le aggravanti :
mafiosa. Il fatto che un soggetto sia membro di un’organizzazione criminale fa si che il riciclaggio sia più grave, perchè avviene all’interno di un’organizzazione strutturata, organizzata, stabile e pericolosa. Si ricollega all’art. 260 ter cp.
tipico di aggregazione criminosa in svizzera. Il legislatore ritiene che, quando queste fattispecie sono realizzate da più soggetti, anche se non organizzati, c’è un maggiore pericolo perchè la plurisoggettivi aumenta la pericolosità del reato. In questa aggravante non c’è solo la banda, ma la banda che si è costituita per esercitare sistematicamente il riciclaggio.
legislatore qui utilizza clausole generali e sorgono problemi in termini di applicazione del principio di legalità. Il Tf definisce in cosa consiste la grossa cifra di affari. In più è richiesto dalla norma che l’autore agisca professionalmente facendo il mestiere del riciclaggio, cioè in modo organizzato come se fosse una professione. Interpretando letteralmente la disposizione, l’aggravante generica è ammessa ma, tenendo in considerazione il principio di legalità, la giurisprudenza applica molto restrittivamente l’aggravante generica. Caso pizza connection: ai tempi mancava una norma che sanzionasse il riciclaggio. Il caso mostrò tutta l’ampiezza della lacuna giuridica. Il reato di riciclaggio entra in vigore nel 1990.