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Una serie di domande e risposte relative a concetti chiave del diritto privato. Copre argomenti come le fonti del diritto, le situazioni giuridiche soggettive, i fatti giuridici, i negozi giuridici, la persona giuridica e i diritti della personalità. Le risposte forniscono una panoramica generale dei temi trattati, offrendo un punto di partenza per approfondimenti ulteriori.
Tipologia: Prove d'esame
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Le fonti del diritto sono: sia le regole che i principi La norma giuridica: descrive un fatto o una pluralità di fatti e stabilisce quali conseguenze giuridiche si producono al verificarsi di quel fatto o di quei fatti I caratteri della norma giuridica sono: generalità, astrattezza, cogenza, bilateralità La fattispecie concreta è: un determinato fatto o complesso di fatti realmente verificatisi, rispetto ai quali la norma descrive gli effetti giuridici che ne derivano La fattispecie astratta è: la descrizione normativa di un fatto ipotetico Il principio è: norma che impone la massima realizzazione di un valore La ragionevolezza: è il criterio del bilanciamento che consente di esprimere una preferenza sulla regola da applicare Il confitto tra principi: non è mai possibile Il rispetto della regola di condotta è garantito da: da sanzioni positive e negative La norma derogabile: è quella la cui applicazione può essere evitata mediante un accordo contrario Le fonti del diritto sono: tutti quegli atti o fatti considerati dall'ordinamento idonei a creare, modificare o estinguere norme giuridiche La pluralità di fonti: implica la necessità di regolarne il rapporto gerarchico Rispetto alla gerarchia delle fonti la Costituzione è: all'apice della gerarchia La costituzione è: rigida Le norme costituzionali sono direttamente applicabili nei rapporti di diritto civile: si, in quanto non occorre che una legge ordinaria le recepisca I regolamenti nella gerarchia delle fonti: sono fonti «secondarie», sotto ordinate alla legge Le norme del diritto internazionale consuetudinario: appartengono alle fonti di rango costituzionale il cui fondamento risiede nell'art. 10 della Costituzione La consuetudine: è una fonte fatto Le direttive europee: non sono immediatamente applicabili, ma richiedono che ciascuno Stato le attui, emanando norme interne corrispondenti L'interesse: costituisce il fondamento giustificativo della situazione soggettiva La situazione giuridica soggettiva: sorge in presenza di interessi giuridicamente rilevanti La titolarità potenziale/virtuale di una situazione giuridica soggettiva: si esprime in termini di spettanza Il rapporto giuridico: è una relazione tra situazioni soggettive correlate e complesse Le situazioni giuridiche passive: possono attribuire anche diritti e facoltà al titolare La situazione soggettiva ha un contenuto complesso: si, in quanto povere e potere non sono assoluti: in ogni situazione vi è una prevalenza di momenti di dovere o di potere Il diritto soggettivo: è una situazione giuridica attiva I diritti di credito: sono relativi La buona fede: si ricava direttamente dai principi costituzionali limitando dall'interno le situazioni soggettive
L'elemento distintivo tra abuso del diritto ed eccesso di potere è: l'abuso realizza un esercizio deviato/anomalo di un potere che si ha, l'eccesso è l'esercizio di un potere che non si ha Si definisce fatto giuridico: l'evento o lo stato voluto dalla norma e al quale l'ordinamento collega conseguenze giuridiche La conseguenza giuridica del fatto è: l'effetto Il rapporto giuridico: è la relazione tra due situazioni soggettive correlate (e complesse) Le omissioni sono: fatti in senso ampio Cosa differenzia i negozi giuridici dagli atti giuridici: la volontarietà Una dichiarazione di volontà si può esprimere: anche tramite comportamenti concludenti Un fatto meritevole di tutela è: sempre rispettoso dei principi fondamentali dell'ordinamento e dei valori che lo caratterizzano Un negozio plurilaterali: presuppone la partecipazione di (almeno) tre parti portatrici di autonome posizioni di interesse Secondo la teoria della cd. variabilità della struttura negoziale: la stessa funzione può realizzarsi con una pluralità di strutture diverse, a seconda degli interessi coinvolti I cd. effetti riflessi dell'atto: non qualificano il fatto giacché scaturiscono da norme che disciplinano conseguenze ulteriori dell'effetto voluto Il diritto potestativo: genera una posizione di soggezione in capo ad un soggetto La potestà: è un diritto/dovere L'aspettativa: realizza una tutela provvisoria Lo status: indica la situazione giuridica soggettiva che esprime la posizione di un soggetto nei confronti di altri soggetti nell'ambito di una collettività organizzata L'interesse legittimo: sorge in capo al privato leso da un atto pubblico viziato All'impugnazione giurisdizionale dell'atto illegittimo consegue: la possibile eliminazione dell'atto viziato Prima del mutamento giurisprudenziale operato dalla Cassazione: il risarcimento del danno presupponeva unicamente la lesione di un diritto soggettivo L'onere: indica un comportamento necessitato per la soddisfazione di un interesse proprio L'efficacia dell'atto: può avere effetti reali o obbligatori L'acquisto di un diritto: è possibile anche a titolo originario Soggetti di diritto sono: sia le persone fisiche che gli enti collettivi La capacità giuridica: è l'astratta idoneità di un soggetto ad essere titolare di diritti e doveri La capacità giuridica: si acquista al momento della nascita Il concepito: ha la capacità di succedere per causa di morte e di ricevere per donazione La capacità di agire: presuppone la capacità giuridica e si acquista al compimento della maggiore età La capacità di agire è: relativa Il domicilio: è un quid iuris, caratterizzato da un elemento intenzionale e uno materiale
Il diritto all'identità personale: implica che i profili della propria personalità siano divulgati nel rispetto del principio di verità L'identità digitale: è l'identità informatica che ciascun soggetto crea, talvolta anche con dati di fantasia La tutela dell'identità si realizza: verificando in concreto lo strumento più adeguato al tipo di lesione Il diritto di rettifica: è strumento di tutela della persona e ha portata generale Gli enti non riconosciuti Il procedimento per l'acquisto della personalità giuridica per le associazioni, le fondazioni e le altre istituzioni di carattere privato si compie mediante il riconoscimento determinato dall'iscrizione nel registro delle persone giuridiche, istituito presso le prefetture Quali, tra quelli di seguito elencati, sono i criteri elaborati dalla dottrina in base ai quali distinguere gli enti presenza di base associativa ovvero del vincolo di destinazione; scopo di lucro ovvero scopo ideale; grado di autonomia patrimoniale Il creditore di una associazione riconosciuta non potrà aggredire il patrimonio degli associati in caso di inadempimento alle obbligazioni assunte per il perseguimento dello scopo Elementi costitutivi della persona giuridica sono pluralità di persone (elemento personale), patrimonio (elemento reale) scopo (elemento teleologico) riconoscimento Ai fini del riconoscimento della personalità giuridica le associazioni, le fondazioni e le altre istituzioni di carattere privato devono soddisfare le condizioni previste da norme di legge o di regolamento per la costituzione dell'ente, perseguire uno scopo che sia possibile e lecito, essere dotate di un patrimonio che risulti adeguato alla realizzazione dello scopo Per sede legale effettiva della persona giuridica si intende il luogo deputato o stabilmente utilizzato, per l'accentramento dei rapporti interni e con i terzi, degli organi e degli uffici in vista del compimento degli affari e della propulsione dell'attività economica dell'ente Hanno soggettività giuridica tutti gli enti riconosciuti e non riconosciuti Gli enti dotati di personalità giuridica possono essere titolari solo di alcuni diritti personalissimi Personalità giuridica e soggettività giuridica non coincidono in quanto la personalità giuridica opera nei confronti del diverso modo di atteggiarsi dell'autonomia patrimoniale di cui l'ente gode rispetto ai patrimoni dei suoi componenti, la soggettività, invece, vale ad indicare la qualità di una entità (persona fisica, aggregato sociale, anche talvolta un insieme di beni) di essere soggetto di diritto, inteso sia come soggetto al diritto (oggettivo), e cioè soggetto dell'ordinamento, sia come soggetto di diritti (soggettivi) o meglio di situazioni giuridiche soggettive attive e passive, e dunque parti di un rapporto giuridico La norma: è il risultato dell'interpretazione del testo Il metodo giuridico è: Lo strumento per l'individuazione della norma L'interpretazione: non può essere operata senza adottare un metodo giuridico neutrale rispetto ai valori dell'ordinamento di riferimento
Ai sensi del'art. 12, c. 2, preleggi, per risolvere un caso di cui è stato investito, il giudice: procede ad una interpretazione per gradi Una disposizione chiara: per essere valutata come chiara presuppone un'attività ermeneutica I criteri interpretativi letterale e funzionale: operano congiuntamente I soggetti dell'attività interpretativa sono: la giurisprudenza, la dottrina e il legislatore stesso L'interpretazione analogica in ambito penale: è sempre vietata, in malam partem Analogia legis e analogia iuris: consentono di colmare lacune La distinzione tra interpretazione analogica e interpretazione estensiva: rappresenta costruzione dottrinale considerata errata I beni ai sensi dell'art 810 c.c. sono: solo le cose che possono formare oggetto di diritti Le energie naturali dotate di valore economico: sono beni mobili La fungibilità e l'infungibilità di un bene: è determinata dalla natura del bene, ma anche dalla volontà delle parti Le universalità di mobili: sono beni che possono essere considerati singolarmente o nell'insieme Per beni composti si intendono: i beni risultanti dalla connessione di più beni La pertinenza: può essere oggetto di trasferimento La relazione pertinenziale tra due cose determina che: si estendono alla pertinenza le vicende che riguardano il bene principale I frutti naturali di un bene possono costituire oggetto di diritto di proprietà: solo a seguito della separazione dalla cosa madre In tema di divisione ereditaria i frutti naturali della cosa comune: se già separati al momento della divisione sono di proprietà di tutti i partecipanti Sono beni pubblici: i beni appartenenti allo Stato o ad un altro ente pubblico, destinati a soddisfare interessi generali della collettività I beni demaniali: sono beni inalienabili e non possono formare oggetto di diritti a favore di terzi, se non nei modi e nei limiti stabiliti dalla legga I diritti reali sono: diritti che conferiscono un potere immediato e diretto su una cosa I diritti reali sono assoluti perché: il titolare del diritto reale può agire in giudizio nei confronti di chiunque contesti o pregiudichi il suo diritto Cosa si intende per elasticità del diritto di proprietà: che i poteri che spettano al proprietario possono essere limitati da diritti che altri vantano sullo stesso bene Se il proprietario non usa il bene: il diritto di proprietà non si prescrive ma si può perdere per usucapione L'espropriazione è: l'atto attraverso il quale si priva il privato della proprietà per un pubblico interesse Cosa si intende per atto emulativo: l'atto che non ha altro scopo se non quello di nuocere o arrecare molestia ad altri Le immissioni provenienti da immobili industriali: se superano la "normale tollerabilità" il proprietario del fondo vicino ha diritto ad un indennizzo Secondo il principio di prevenzione: chi costruisce per primo può costruire finanche sul confine I modi di acquisto a titolo originario: fanno nascere un diritto di proprietà pieno ed esente da vizi
Nel godimento della cosa comune: il comunista non può ledere il diritto degli altri partecipanti alla comunione L'utilizzo che il singolo comunista fa del bene: può consistere in un godimento maggiore purché non venga alterata la destinazione del bene o compromesso il diritto al pari uso da parte di questi ultimi Il comunista può disporre della propria quota: sempre, può disporre del suo diritto e cedere ad altri il godimento della cosa nei limiti della quota Per l'amministrazione della cosa comune: i partecipanti alla comunione devono preventivamente informati dell'oggetto della deliberazione Per gli atti di straordinaria amministrazione: purchè non pregiudizievoli, richiedono il consenso della maggioranza dei partecipanti che rappresenti almeno due terzi del valore complessivo della cosa comune Per i beni indivisibili: sebbene non sia possibile lo scioglimento della comunione, i contitolari possono decidere di alienare il bene e dividersi il ricavato in proporzione alle rispettive quote Il Condominio: si ha quando in un medesimo edificio coesistono più unità immobiliari di proprietà esclusiva di singoli condòmini e parti comuni strutturalmente e funzionalmente connesse al complesso delle prime Le parti di proprietà comune: sono tutte le parti legate da un rapporto di accessorietà ad unità o porzioni di proprietà individuale Il singolo condomino può: rinunciare all'utilizzo dell'impianto centralizzato di riscaldamento o di condizionamento se, però, dal suo distacco non derivano notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini La divisione delle parti comuni: può farsi, con il consenso di tutti i partecipanti alla comunione, senza rendere incomodo l'uso della cosa da parte di ciascun condomino Si parla di 'supercondominio' quando: una pluralità di edifici siano legati tra loro dall'esistenza di talune cose in rapporto di accessorietà con i fabbricati L'amministratore: è obbligatorio quando i condomini sono più di otto Se l'assemblea non raggiunge il quorum costitutivo: occorre convocare l'assemblea in un giorno successivo alla prima convocazione, ma non oltre dieci giorni dalla medesima La deliberazione è nulla: quando sono prive degli elementi essenziali, contrarie all'ordine pubblico, con oggetto impossibile Il regolamento condominiale: non può mai prevedere limitazioni ai diritti esclusivi che ciascun condomino ha sulle unità immobiliari di proprietà esclusiva La multiproprietà è un'operazione economica volta ad assicurare al multiproprietario un potere di godimento su di
un'unità immobiliare ma solo per un determinato e normalmente invariabile periodo ogni anno Le azioni reali sono: azioni volte a far valere un diritto reale L'azione di rivendicazione: mira a far riottenere al proprietario il possesso del bene Ai fini dell'esercizio dell'azione di rivendicazione si richiede che: che il proprietario non sia nella disponibilità materiale del bene Se il possessore ha trasferito il bene ad un terzo: il proprietario può proseguire con l'azione di rivendicazione nei confronti del convenuto Cosa si intende per "diritti autodeterminati": diritti individuati in base alla sola indicazione del loro contenuto Cosa si intende per "probatio diabiolica": chi pretende di essere proprietario deve provare non soltanto di aver acquistato il diritto da un precedente titolare, ma anche che il diritto di questo trova un valido titolo in un precedente acquisto e così fino al primo originario proprietario L'azione di restituzione è: un'azione personale L'azione negatoria differisce dall'azione di rivendicazione perché: mira a far dichiarare giudizialmente l'inesistenza di diritti affermati da altri sulla cosa L'azione di regolamento dei confini: è l'azione attraverso il quale si chiede al giudice di segnalare i confini tra i fondi L'azione di apposizione di termini: mira ad apporre o ristabilire (a spese comuni) segni di demarcazione dei confini tra fondi contigui Il possesso è: una situazione di fatto Per ius possidendi si intende: il diritto del proprietario di possedere un bene Il possesso ha ad oggetto: cose materiali E' possessore colui che: ha la disponibilità del bene e si comporta in relazione al bene come se fosse proprietario Il compossesso: è il possesso esercitato congiuntamente da più soggetti ad un medesimo titolo Per la conservazione del possesso: è sufficiente che la cosa sia rimasta nella virtuale disponibilità del possessore, potendo il possesso essere mantenuto anche solo "animo" La distinzione tra possesso e detenzione: dipende dal titolo in forza del quale la situazione si acquista L'interversione del possesso è: l'atto attraverso il quale il detentore muta la detenzione in possesso Il possesso di buona fede: è sufficiente che sussista al momento dell'acquisto del possesso Se il possesso spetti in comunione pro indiviso a più soggetti: per mutare il compossesso in possesso esclusivo deve porre in essere atti incompatibili con il permanere del compossesso altrui L'acquisto del possesso in modo originario avviene: attraverso l'apprensione del bene La mera tolleranza: essendo caratterizzata dalla transitorietà e saltuarietà, importa un godimento di modesta portata La consegna: può essere anche simbolica Il possesso viene meno quando: viene meno uno - o entrambi - degli elementi del possesso
La gestione di affari altrui: Ricorre quando un soggetto, volontariamente e senza esservi obbligato, si intromette negli affari di un altro che non è in grado di provvedervi Nelle obbligazioni di mezzi il debitore: E' tenuto a svolgere una determinata attività, senza garanzia del risultato Le fonti dell'obbligazione: Sono individuate mediante un giudizio di virtuale idoneità che ricolleghi al singolo fatto la nascita del vincolo L'inerenza: Indica la relazione diretta ed immediata con la cosa e caratterizza le situazioni reali Il principio nomilastico si applica: Gli interessi: sono i frutti civili prodotti dal denaro L'art. 1277 c.c.: se interpretato estensivamente, consente il pagamento mediante consegna di assegno circolare Quale forma di solidarietà si presume: la solidarietà passiva Nelle obbligazioni parziarie: ciascuno dei debitori è tenuto, nei confronti del creditore, ad una parte della prestazione Il beneficio di escussione: impone al creditore di «escutere» preventivamente il patrimonio di uno dei coobbligati Alle obbligazioni indivisibili si applica: la disciplina delle obbligazioni indivisibili Nelle obbligazioni alternative: la scelta di quale prestazione eseguire compete al debitore L'obbligazione facoltativa: e' una obbligazione semplice Nelle obbligazioni divisibili: la pluralità soggettiva può sopravvenire alla costituzione del rapporto obbligatorio La capacità del solvens: non è condizione di validità dell'adempimento L'adempimento: è atto dovuto non negoziale La buona fede: disegna i limiti del comportamento esigibile in concreto e assurge a criterio di determinazione della prestazione L'adempimento del terzo: è atto negoziale qualificato dall'animus di adempiere l'obbligo altrui L'adempimento effettuato al creditore apparente: ha effetto meramente liberatorio per il debitore in buona fede Se non è diversamente indicato, il termine si presume: a favore del debitore Il debitore può eseguire una prestazione diversa da quella pattuita: si, purché il creditore acconsenta e la prestazione sia eseguita La datio in solutum: consente al creditore di esigere il pagamento di quanto dovuto inizialmente Il pagamento al creditore incapace libera il debitore: si, purchè si risolva in un vantaggio per il creditore La causa solvendi: caratterizza l'adempimento e la sua assenza giustifica l'azione di ripetizione dell'indebito La responsabilità contrattuale si configura: nell'ipotesi di violazione dell'obbligazione, qualunque ne sia la fonte Il danneggiante per esimersi dalla responsabilità risarcitoria prevista dall'art. 1218 c.c. deve provare: la impossibilità della prestazione derivante da causa non imputabile
La responsabilità oggettiva: ricorre quando la mancanza di colpa dell'obbligato non è, di per sé, sufficiente ad esonerarlo dalla responsabilità per inadempimento Il risarcimento del danno: non presuppone la preventiva costituzione in mora del debitore Il limite della prevedibilità del danno: non opera in caso di dolo Possono essere risarciti ai sensi dell'art. 1218 c.c. i danni non patrimoniali: si, limitatamente all'ipotesi in cui l'inadempimento abbia determinato la lesione di diritti inviolabili della persona La mora del debitore: si definisce ritardo qualificato e presuppone un atto formale di costituzione in mora L'offerta non formale della prestazione: se interviene dopo la costituzione in mora del debitore ne interrompe gli effetti L'offerta formale: è il presupposto della mora del creditore e deve assicurare la congruenza tra prestazione offerta e prestazione dovuta L'intimazione: è atto volontario di formale esercizio della pretesa creditoria, a carattere recettizio I modi satisfattori di estinzione del rapporto obbligatorio: sono quelli nei quali si soddisfa l'interesse del creditore La compensazione: opera in presenza di crediti e debiti reciproci facenti capo a due autonomi o separati centri d'interessi Nella compensazione legale la coesistenza dei crediti e debiti reciproci: crea una fase cd. di "compensabilità" che rende necessaria la eccezione della parte interessata alla compensazione La novazione: e' un contratto che richiede la volontà delle parti di estinguere l'obbligazione precedente Nella novazione oggettiva: occorre una modifica del titolo Affinchè la novazione sia efficace: l'obbligazione originaria non deve rivelarsi inesistente La remissione del debito: ha una struttura variabile in base agli interessi concreti delle parti La rinunzia al credito: determina soltanto la dismissione della situazione soggettiva La impossibilità sopravvenuta: determina l'estinzione del rapporto obbligatorio, solo qualora dipenda da causa non imputabile al debitore La impossibilità parziale: libera il debitore non imputabile che esegue, anche contro la volontà del creditore, la prestazione per la parte rimasta possibile La cessione del credito: E' un contratto a causa variabile Se la cessione è a titolo oneroso, il cedente deve: Garantire l'esistenza del credito al momento della cessione, salvo patto contrario In caso di conflitto tra più cessionari: E' valido l'atto notificato o accettato per primo La delegazione attiva: E' un accordo trilaterale tra creditore, debitore ed un terzo La cessione del contratto: E' una successione inter vivos, a titolo particolare, del cessionario nella intera posizione contrattuale del cedente La surrogazione: Può essere per volontà del creditore, per volontà del debitore, legale
Sono aleatori i contratti in cui: a valutazione dei vantaggi e dei sacrifici che ne deriveranno non è possibile, in quanto i vantaggi o i sacrifici per entrambe le parti dipendono dalla sorte Causa del contratto di compravendita è: lo scambio della proprietà di un bene con il pagamento di una somma di danaro (prezzo) Nel contratto la causa: serve a verificare se esso sia meritevole di tutela per l'ordinamento Nel codice attualmente vigente, la causa: designa oggettivamente la funzione che contrassegna quel singolo contratto nel contesto più generale delle operazioni contrattuali Secondo la teoria oggettiva della causa, questa è: la funzione economico-sociale del contratto La causa in concreto: è espressione della teoria soggettiva Con lo stabilire che ogni contratto abbia una "causa" : si intende esigere che le parti, nella conclusione del contratto, perseguono un interesse meritevole di tutela I motivi: in quanto rappresentazioni soggettive del contraente, sono destinati ad essere irrilevanti Possono le parti realizzare attribuzioni che in qualche modo si sottraggono al principio causale? si, in ossequio alla esigenza di economia degli scambi La causa è illecita: quando è contraria a norme imperative, all'ordine pubblico al buon costume Il negozio giuridico: è una manifestazione di volontà rivolta ad uno scopo pratico che consiste nel costituire, modificare o estinguere una situazione giuridicamente rilevante; è lo strumento principale per mezzo del quale si attua nel diritto privato l'autonomia dei soggetti Il negozio presuppone l'esistenza: di uno o più soggetti che lo pongono in essere e di un oggetto Sono requisiti soggettivi del negozio: capacità giuridica, di agire, legittimazione, Sono requisiti oggettivi del negozio: possibilità, liceità, determinatezza o determinabilità Affinché il negozio sia valido ed efficace: occorre che esso sia posto in essere da chi abbia la capacità di agire Li requisiti soggettivi: debbono esistere al momento della conclusione del negozio Requisiti essenziali del negozio sono: uno o più soggetti, partila volontà, una forma di manifestazione della volontà e una causa Sono elementi accidentali: quelli che gli autori del negozio sono liberi di apporre o meno, con l'avvertenza, però, che una volta apposti, essi diventano essenziali, cioè, diventano parte integrante della struttura dell'atto La volontà negoziale: deve essere portata all'esterno, cioè, dichiarata ad altri individui Nel contratto, la volontà: diventa accordo consenso I contratti posso essere distinti, quanto alla produzione degli effetti, in: costitutivi, modificativi ed estintivi La forma è: lo strumento mediante il quale la volontà delle parti e l'intero contratto dalle stesse concluso viene manifestata all'esterno
Nel nostro ordinamento: vige il principio della libertà della forma Il principio della libertà della forma: è espressione dell'autonomia privata La forma scritta, che si concretizza in un documento, quando richiesta dalla legge "sotto pena di nullità": può assumere la veste della scrittura privata e dell'atto pubblico L'atto pubblico , richiesto sotto pena di nullità per taluni contratti (es. la donazione ): l'atto pubblico è il documento redatto, con le richieste formalità, da un notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato ad attribuirgli pubblica fede nel luogo dove l'atto è formato La vendita di cosa futura: è assoggettata alla forma scritta ad substantiam La differenza tra forma essenziale e probatoria consiste nel fatto che: qualora non venga osservata la forma essenziale, il contratto è nullo ossia non produce gli effetti suoi propri; qualora non venga osservata la forma probatoria il contratto è tuttavia valido e può produrre tutti gli effetti suoi propri, ma se dovessero sorgere delle contestazioni tra le parti esso non potrebbe venire provato a mezzo di testimoni La forma volontaria: si presume voluta ad substantiam L'oggetto del contratto: è da riferire alla prestazione, ovvero al contenuto del negozio, non al bene in sé L'oggetto del contratto deve essere: possibile, lecito, determinato o determinabile Una prestazione che ha ad oggetto beni o attività che non possono essere dedotti in un rapporto giuridico: è giuridicamente impossibile L'impossibilità che rileva ai fini della invalidità del contratto: assoluta (o oggettiva) o relativa (o soggettiva) Il requisito della possibilità: debba essere valutato solo al momento dell'efficacia del negozio, al momento della produzione degli effetti e non della sua stipulazione L'impossibilità dell'oggetto: va valutata in modo oggettivo E' lecito l'oggetto che: non è contrario a norme imperative, all'ordine pubblico o al buon costume La mancanza dei requisiti di abitabilità: Non rileva ai fini della valutazione di illiceità dell'oggetto L'oggetto è determinato: quando è indicato dalle parti nella qualità e nella quantità in modo esauriente La prestazione dedotta nel contratto: può essere dalle parti congiuntamente rimessa alla determinazione di un terzo Gli elementi accidentali: sono tutte quelle clausole che le parti sono libere di apporre o meno al contratto al fine di precisarne le modalità o modificarne gli effetti La condizione è un avvenimento futuro e incerto al verificarsi del quale le parti fanno dipendere l'efficacia o la cessazione degli effetti La condicio iuris: costituisce un presupposto legale di efficacia Se l'evento dedotto nella condizione dipende dalla volontà del contraente: la condizione è potestativa Quella la cui verificazione dipende per parte dal caso, per parte dalla volontà di una delle parti è una condizione: mista
Durante le trattative e nelle fasi relative alla formazione del contratto: le parti devono comportarsi secondo buona fede (art. 1337), salvo incorrere in responsabilità precontrattuale La cd. minuta: rientra tra gli accordi preparatori che nelle trattative particolarmente elaborate possono precedere la formazione del consenso Il patto con il quale le parti convengono che una di esse rimanga vincolata alla propria dichiarazione e l'altra, c.d. opzionario o oblato, abbia facoltà di accettarla o meno, entro un certo termine: opzione L'opzione: può essere anche a titolo oneroso Nell'opzione: Se il proponente revoca la proposta dopo che si era obbligato a mantenerla ferma per un certo tempo, e si era obbligando a non revocarla o dichiarandola senz'altro ferma: la revoca è senza effetto La prelazione consiste: nell'attribuzione ad un soggetto del diritto ad essere preferito ad altri a parità di condizioni ove si decida di concludere un determinato contratto La prelazione: non è espressamente definita nel codice civile Oggetto del contratto preliminare: è l'obbligo di concludere il contratto definitivo Il contratto preliminare è un contratto con cui: le parti si obbligano a stipulare un futuro contratto definitivo delineato nei suoi elementi essenziali Viene definito compromesso: Il preliminare improprio Se c'è discordanza tra il contenuto di un contratto preliminare e quello di un contratto definitivo: è il contenuto del definitivo a prevalere, a meno che le parti non manifestino espressamente la volontà di far salve talune clausole del preliminare Ai sensi dell'art. 1351 c.c.: il contratto preliminare deve essere stipulato nella stessa forma che la legge prevede per il contratto definitivo Il preliminare di preliminare è: un'intesa scritta che contiene una clausola che vincola a concludere un contratto preliminare Nel contratto preliminare a effetti anticipati: le parti anticipano sin dalla stipulazione del contratto preliminare alcuni effetti del definitivo Per la Cassazione a Sezioni Unite, sent. n. 7930 del 2008, il contratto preliminare a effetti anticipati è: un contratto misto L'esecuzione in forma specifica dell'obbligo di concludere il contratto definitivo: può essere omessa se il contratto preliminare contiene tutti gli elementi per delineare il contenuto di quello definitivo e se la parte che l'ha richiesta ha eseguito la prestazione o ha fatto offerta all'altro contraente La trascrizione del contratto preliminare: è opponibile nei confronti dei terzi La trascrizione del contratto preliminare ha effetto: fino ad un anno dalla data prevista per la stipula del definitivo, e comunque non oltre i tre anni dalla data di stipula del preliminare la rappresentanza volontaria: non è ammessa in tutti i negozi cosiddetti personalissimi la rappresentanza è indiretta quando: il rappresentante agisce solo per conto ma non nel nome del rappresentato Si ha rappresentanza volontaria: quando una persona conferisce a un'altra mediante un atto unilaterale, detto procura, il
potere di rappresentarla, cioè di agire in suo nome e per suo conto, in questo caso, quindi, il rappresentato, anziché agire direttamente, delega un altro soggetto, rappresentante appunto, a compiere atti in sua vece La procura: è un negozio unilaterale La procura: può essere revocabile o irrevocabile La forma della procura: La differenza tra procura e mandato consiste nel fatto che: la procura è un negozio unilaterale costitutivo di poteri per il rappresentante, il mandato è un contratto, quindi negozio bilaterale, costitutivo di obblighi per le parti ed è destinato a regolare rapporti interni tra rappresentante e rappresentato Per il rappresentante la legge richiede: la capacità di intendere e di volere Vi è abuso di potere se: il rappresentante persegua l'interesse proprio o di un terzo in via esclusiva Si ha eccesso e difetto di potere: quando il rappresentante abbia oltrepassato i limiti conferitigli con la procura La regolamentazione del tempo e dello spazio dell'accordo: è necessaria se lo scambio avviene tra persone distanti L'oblato è: il destinatario della proposta Se la proposta è incompleta: vale come invito ad offrire La proposta con oggetto determinabile: è per relationem Secondo la dottrina prevalente la natura giuridica della proposta è: un atto prenegoziale recettizio L'accettazione parziale rende: indefinito l'oggetto del consenso Il potere di accettazione dell'oblato è: un diritto potestativo La revoca è considerata: un atto prenegoziale Il sistema di perfezionamento del contratto, nell'ipotesi in cui le parti si trovino in luoghi diversi, previsto dal codice civile è quello: della presunzione di conoscenza La disciplina della proposta e dell'accettazione è contenuta: nell'art. 1326 c.c. La nullità è: è uno strumento di controllo normativo Ciò che distingue un atto invalido da un atto inesistente è: la possibilità o meno di ricondurlo ad una fattispecie legale Il primo comma dell'art. 1418 c.c. prevede: a nullità del contratto quando è contrario a norme imperative, salvo che la legge disponga diversamente. Le nullità indicate nel primo comma dell'art. 1418 c.c. sono: nullità virtuali Il secondo comma dell'art. 1418 c.c. fa riferimento: alle nullità strutturali Il terzo comma dell'art. 1418 c.c. si riferisce: alle nullità testuali Il contratto nullo: non può produrre alcun effetto La sentenza con cui si dichiara la nullità ha natura: di mero accertamento Il contratto nullo : non può essere convalidato, salvo che la legge disponga altrimenti (art. 1423 c.c.) La nullità parziale: è la nullità di una sola clausola del contratto, ovvero della nullità nei contratti plurilaterali, ossia nei contratti con più di due parti
Il negozio simulato è … quello apparente, cioè quello destinato ad avere effetti nei riguardi dei terzi La disciplina della simulazione si applica: a tutti i contratti, compresi quelli plurilaterali Rispetto al negozio simulato il negozio indiretto: è un negozio realmente voluto, i cui effetti si producono effettivamente così come risulta dall'accordo delle parti, a differenza di quello simulato in cui gli effetti non sono voluti L'istituto della rescissione risponde ad una esigenza: di equità nelle contrattazioni, in ossequio alla quale si impone che prestazioni e controprestazioni siano in equilibrio tra di loro Costituisce principio fondamentale dei contratti a prestazioni corrispettive quello: della corrispondenza e stabilità tra prestazione e controprestazione, sia in fase genetica che funzionale Lo stato di pericolo è una prima ipotesi di rescissione e richiede: deve essere non solo noto alla controparte ma questa deve anche trarne un lucro L'art. 1447 c.c. è: norma eccezionale e come tale non è possibile un'applicazione analogica La risoluzione: non rappresenta una ipotesi di invalidità negoziale La distinzione tra risoluzione giudiziale e risoluzione legale consiste: si deve al fatto che la prima presuppone l'intervento del giudice, la seconda invece opera automaticamente La risoluzione per inadempimento: ben può essere richiesta dal contraente che ha inizialmente chiesto giudizialmente l'adempimento L'inadempimento, per giustificare la risoluzione, deve essere: di non scarsa importanza Ai sensi dell'art. 1256 c.c. … l'obbligazione si estingue se l'impossibilità perdura fino a quando, in relazione al titolo dell'obbligazione o alla natura dell'oggetto, il debitore non può più essere ritenuto obbligato a eseguire la prestazione ovvero il creditore non ha più interesse a conseguirla La risoluzione per eccessiva onerosità sopravvenuta: scatta quando la prestazione per una delle parti sia divenuta eccessivamente onerosa a causa del verificarsi di avvenimenti straordinari ed imprevedibili che non possono rientrare, in quanto tale, nella normale incertezza economica di un assetto contrattuale (cd. alea del contratto) La forza di legge del contratto è: solo tra le parti Nei contratti ad efficacia reale: Il diritto reale si tramette in forza del consenso Nei contratti ad effetti obbligatori: sorgere un obbligo in capo a un soggetto nell'interesse di un altro Il contratto non può essere sciolto che: per mutuo consenso o nei casi previsti dalla legge Il mutuo dissenso: costituisce un atto di risoluzione convenzionale (o un accordo risolutorio), espressione dell'autonomia negoziale dei privati La forma del mutuo dissenso: dipende dalla forma che deve rivestire il contratto da sciogliere Il recesso: può essere legale o convenzionale La caparra penitenziale: vale quale « corrispettivo » del diritto di recesso pattuito in favore di una o di entrambe le parti Nel contratto di appalto: può recedere sia l'appaltatore sia il committente
Nei conratti a distanza: Il consumatore può recedere dal contratto senza specificarne il motivo e sostenendo solo i costi per rispedire il bene all'impresa entro 14 giorni, da quando è stato concluso il contratto Il legislatore con le norme sull'interpretazione ha attribuito rilevanza primaria all'individuazione dell'assetto di interessi concordato dalle parti Se il dato letterale è considerato inequivoco giudice, preso atto del contenuto del contratto, non può operare alcuna interpretazione conservativa Le norme codicistiche che regola interpretazione del contratto sono sempre vincolanti per l'interprete Le norme di interpretazione soggettiva sono dirette a cercare la comune intenzione delle parti In applicazione del criterio sistematico le clausole contrattuali vanno interpretate le une per mezzo delle altre attribuendo a ciascuna di esse il senso che risulta dall'atto complessivamente considerato Ai sensi dell'art. 1367 nel dubbio, il contratto o le singole clausole devono interpretarsi nel senso che possano avere un qualche effetto Le clausole inserite nelle condizioni generali di contratto o in moduli o formulari predisposti da uno dei contraenti s'interpretano, nel dubbio a favore dell'altro L'interpretazione evolutiva è quella fissata da norme che fissano all'interprete lo scopo al quale deve mirare nello svolgimento della sua attività Il contratto obbliga le parti non solo a quanto è nel medesimo espresso ma anche a tutte le conseguenze che ne derivano secondo la legge, o, in mancanza, secondo gli usi e l'equità Al primo posto tra le fonti di integrazione vi è la legge La Direttiva del Consiglio delle Comunità Europee n.13 del 5 aprile 1993: impose agli Stati membri di adottare una tutela contrattuale minima del consumatore nei confronti del professionista Tra gli scopi del codice del consumo rientrano: l'armonizzazione e riordino delle normative concernenti i processi di acquisto e consumo Il professionista è: la persona fisica o giuridica che agisce nell'esercizio della propria attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale, ovvero un suo intermediario Il consumatore o utente è: persona fisica che agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta L'"azione di classe" è: la procedura dinanzi al Tribunale finalizzata all'ottenimento del risarcimento del danno in capo a ciascun componente del gruppo di consumatori danneggiati da un medesimo fatto L'art. 1418 c.c. prevede: tre diverse tipologie di nullità contrattuali: testuale (comma terzo), strutturale (comma secondo) e virtuale (comma primo) Il codice civile ed il codice del consumo: non si sovrappongono ma si integrano.