

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
La giurisdizione condizionata costituisce una limitazione al diritto d'azione, rappresentando una condizione di procedibilità della domanda. La corte costituzionale ha stabilito che la giurisdizione condizionata è ammessa solo se la condizione è prevista nell'interesse pubblico e la disciplina adottata dal legislatore non rende troppo gravoso l'esercizio del diritto di azione. L'espressione 'giurisdizione condizionata', il suo significato e le sue forme, e discute casi specifici come l'istituto della cautio pro expensis e il tentativo obbligatorio di conciliazione nel processo del lavoro.
Tipologia: Appunti
1 / 2
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!


Lezione 6.3 LA GIURISDIZIONE CONDIZIONATA (1-7) slide 6.3 (n. 1-7) La giurisdizione condizionata La giurisdizione condizionata costituisce una limitazione al diritto d’azione. Con l’espressione giurisdizione condizionata ci si riferisce a tutta una serie di ipotesi, nelle quali la proponibilità della domanda è condizionata dal verificarsi di un evento previsto dal legislatore come condizione di procedibilità. Le forme di giurisdizione condizionata sono compatibili con l'art. 24 Cost. o ne limitano illegittimamente l'applicazione? A questa domanda la corte costituzionale negli anni ha dato una risposta abbastanza univoca: limitazioni al diritto di azione di questo tipo (del tipo della giurisdizione condizionata) sono costituzionalmente legittime purchè siano rispettati 2 requisiti:
Cosa si intende con l'espressione giurisdizione condizionata? La giurisdizione condizionata = è un limite al diritto di azione = nel senso che la giurisdizione condizionata costituisce uno di quei casi nei quali, in mancanza di un certo requisito la domanda non si può proporre. Più precisamente con l'espressione giurisdizione condizionata ci si riferisce a tutti i casi, in cui il legislatore vuole, che un certo evento costituisca (= rappresenti) la condizione, in presenza della quale è possibile proseguire il giudizio e condurlo ad una sentenza di merito. Quindi è possibile dire, che la giurisdizione condizionata = rappresenta una condizione di procedibilità della domanda. E' possibile chiedersi in quale forma la giurisdizione condizionata sia compatibile con il diritto di azione, di cui all'art. 24 Cost. Su questo punto la giurisprudenza della Corte costituzionale ha stabilito dei criteri abbastanza precisi = 1) primo criterio = la giurisdizione condizionata è ammessa, purchè la condizione sia prevista nell'interesse pubblico (= cioè per realizzare soprattutto l'effetto del corretto e ordinato svolgimento e funzionamento del servizio processuale); 2) secondo criterio = che la disciplina adottata dal legislatore non renda troppo gravoso l'esercizio del diritto di azione (= cioè non impedisca alla parte di poter veramente agire nel processo per ottenere la tutela di un proprio diritto) (es. con riferimento alle controversie, che hanno ad oggetto il risarcimento del danno per circolazione da autoveicoli, il legislatore prevede espressamente come condizione dell'azione (= cioè come condizione per poter intraprendere il processo), che l'attore dimostri di avere trasmesso all'assicurazione una lettera raccomandata, con la quale chiede il pagamento della somma, che successivamente verrà chiesta nel processo. In mancanza di questa condizione la domanda è improponibile. Secondo la Corte costituzionale, che questa condizione è costituzionalmente legittima, perchè serve a soddisfare l'interesse, che è quello di evitare, che vi siano molte cause in materia di assicurazione, anche quando c'è la possibilità di raggiungere un accordo in via stragiudiziale. La Corte costituzionale ha fatto lo stesso ragionamento per il tentativo obbligatorio di conciliazione nel processo del lavoro, che però è un istituto, che oggi è stato abrogato. nvece non è costituzionalmente legittima art. 98 del c.p.c., che prevedeva la c.d. cautio pro expensis = che era una cauzione, che l'attore doveva versare come condizione per potersi vedere introdotta la domanda, al fine di tutelare il convenuto dalla condanna alle spese nel caso di rigetto della domanda stessa (= cioè dato che chi perde deve pagare le spese, l'attore doveva versare una somma di denaro, per garantire il convenuto che, se il processo si fosse concluso con il rigetto della domanda, questa condanna alle spese poteva essere eseguita. In mancanza, la legge prevedeva, che il giudice poteva addirittura estinguere il processo). La Corte costituzionale ha notato, che l'art. 98 mancasse di entrambe le condizioni previste per la legittimità costituzionale della giurisdizione condizionata (= cioè l'art. 98 non era previsto nell'interesse della giustizia, ma nel'interesse esclusivo di una delle parti (= cioè dell'attore) a vedersi corrisposte le spese del processo nel caso rigetto della domanda 2