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Manuale Monteleone. Diritto processuale civile. Capitoli: 3-4-5-6
Tipologia: Sintesi del corso
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sono strumenti processuali volti ad ottenere nelle fasi iniziali del processo una decisione definitiva ed incontestabile sulle questioni di giurisdizione e competenza. Entrambi i regolamenti sono rivolti alla Corte di Cassazione. REGOLAMENTO DI GIURISDIZIONE Il difetto di giurisdizione può essere proposto dalle parti nei processi introdotti con citazione, dopo la sua notifica, mentre in quelli introdotti con ricorso dopo il suo deposito, dinanzi alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione fino a quando la causa non sia decisa nel merito in primo grado. Una volta superata tale fase la sua proposizione non è più ammessa, anche se non sia ancora stata pubblicata la relativa sentenza. Se la causa è già decisa nel merito anche con sentenza non definitiva, la questione di giurisdizione sarà risolta con i normali mezzi di impugnazione, come l'appello e il ricorso per Cassazione. Tale regolamento può essere proposto anche nei procedimenti speciali, cautelari e nei processi dinanzi a giudici speciali. Prima il Codice prevedeva la sospensione automatica del processo di merito in caso di presentazione di un'istanza di regolamento, ora invece l'articolo relativo è stato modificato e in esso è stabilito che è il giudice che potrà sospendere il processo ma solo se non ritiene l'istanza manifestamente infondata o la contestazione della giurisdizione manifestamente infondata; quindi la sospensione del processo , in seguito alla proposizione del regolamento di giurisdizione non è più né automatica né obbligatoria. La valutazione del giudice non influirà sul giudizio della Cassazione, infatti se tale organo:
giudice ordinario). Tale norma appare però di indubbia applicazione, dal momento che l'articolo 134 Cost. stabilisce che sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato giudica la Corte Costituzionale. REGOLAMENTO DI COMPETENZA Il regolamento di competenza è un vero e proprio mezzo di impugnazione che permette di risolvere un conflitto relativo alla competenza di 2 o più giudici. I conflitti possono essere positivi (se entrambi i giudici si ritengono competenti) o negativi (se entrambi i giudici si ritengono incompetenti) mentre il regolamento di competenza può essere ad istanza di parte o d'ufficio. Ogni pronuncia sulla competenza deve essere adottata con ordinanza, quando però insieme alle questioni di competenza ne siano decise altre di natura processuale o sostanziale, dovrà essere emessa una sentenza. Con esso possono essere dedotte: questioni attinenti alla competenza e quelle relative alla litispendenza,alla continenza e alla connessione, mentre ne sono escluse quelle che riguardano la ripartizione delle materie entro lo stesso ufficio giudiziario, quelle attinenti alla riunione dei processi e quelle che comportano un mutamento di rito. REGOLAMENTO DI COMPETENZA SU ISTANZA DI PARTE Il regolamento di competenza ad istanza di parte può essere necessario o facoltativo. 1)Regolamento necessario: è l'unico mezzo di impugnazione consentito contro l'ordinanza che pronuncia solo sulla competenza senza decidere il merito della causa e contro i provvedimenti che dichiarano la sospensione del processo. Esso deve essere proposto entro il termine perentorio previsto dalla legge. 2)Regolamento facoltativo: è quel mezzo di impugnazione con il quale può essere impugnata la sentenza che pronuncia sia sulla competenza che sul merito, ma in tal caso questo non è l'unico mezzo di impugnazione, ma concorre con quelli ordinari. Così:
Per assicurare l'autonomia e la indipendenza del giudice sia dalle parti in lite che dagli altri organi dello Stato, il giudice ha l'obbligo di astenersi in una serie di casi in cui è lecito presumere che il suo giudizio non sarebbe imparziale. Quindi il giudice è obbligato ad astenersi:
La responsabilità civile può sorgere in capo agli appartenenti di tutte le magistrature quando questi causano un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento giudiziario posto con dolo o colpa grave nell'esercizio delle loro funzioni. In particolare si ha colpa grave:
eccezione di quelle di separazione personale; alle sentenze di scioglimento del matrimonio, limitatamente agli interessi dei figli minori o incapaci dei coniugi; o al contenzioso elettorale comunale o regionale. quanto ciò è riservato alle parti. IMPUGNAZIONE DEL PM La facoltà di proporre il gravame contro una sentenza, quando ciò sia consentito dalla legge, spetta generalmente al PM istituito presso il giudice che l'ha emessa e deve essere esercitato nei termini e nelle forme imposte dalla legge alle parti. In particolare il PM:
LE PARTI (art 75/81) Il processo è costituito da almeno 2 parti. Le parti sono costituite da quella che avvia il processo al fine di far valere un diritto che egli ritiene di avere e dal soggetto a cui è rivolta la domanda giudiziale del 1°, quest'ultimo è titolare di un interesse contrapposto e volto ad opporsi alla domanda del primo e a richiederne il rigetto. Tali parti prendono un diverso nome a seconda dell'azione esercitata: rispettivamente attore e convenuto nel processo di cognizione, appellante e appellato nell'appello, ricorrente e resistente in cassazione. LA CAPACITA' PROCESSUALE: Il giudice può esaminare le domande solo se provengano da soggetti giuridicamente capaci di farlo; sono tali coloro che posseggono la cd. capacità processuale. Per le persone fisiche, la capacità processuale o di stare in giudizio coincide con la capacità di agire e si ha quando le persone hanno la capacità di esercitare liberamente e in maniera cosciente e consapevole i diritti che fanno valere. Coloro invece che non hanno la capacità di agire in ordine a determinati diritti, pur essendone titolari (cd. capacità giuridica ) possono stare in giudizio ma solo se assistite, rappresentate o autorizzate. La sola incapacità naturale non priva il titolare della capacità processuale (→ l'incapacità naturale consiste in uno stato transitorio di disordine delle facoltà intellettive e volitive di un soggetto che priva la capacità di un soggetto di rendersi conto dei propri atti, esempio: soggetto sotto l'effetto di sostanze alcoliche o stupefacenti). Il processo condotto da o contro un incapace è invalido e il difetto può essere rilevato d'ufficio. Tuttavia, se il vizio non è rilevato, esso si sana retroattivamente con la costituzione del legale rappresentante dell'incapace o con l'acquisizione della capacità processuale della parte originariamente incapace nel corso del processo. La cessazione della rappresentanza legale dell'incapace nel corso del giudizio costituisce un evento interruttivo. Sono ad esempio incapaci il minore o l'interdetto. Le persone giuridiche invece stanno in giudizio per mezzo di chi le rappresenta a norma della legge o dello statuto. Ciò vale sia per gli enti pubblici che per quelli privati. Infine, gli enti sprovvisti di personalità giuridica, quali le associazioni non riconosciute, le società di persone e i comitati stanno in giudizio per mezzo della persona a cui è conferita la presidenza o la direzione.
documento, già acquisito al processo, che possa avvantaggiare la controparte; l'affermazione di fatti contrari al vero; la tardiva produzione di documenti, anche se autorizzata dal giudice; la sleale richiesta al giudice, da parte del difensore, di un rinvio affermando di essere già d'accordo con il difensore avversario, assente all'udienza. In caso di violazione del dovere di lealtà e probità da parte del difensore, il giudice deve informare il Consiglio dell'ordine di appartenenza dell'avvocato che pone in essere tali comportamenti scorretti, il quale, verificata la sussistenza della trasgressione deve applicare le relative sanzioni disciplinari; non è necessaria l'istanza della parte, poiché il giudice agisce d'ufficio. Inoltre è stabilito che: “Il giudice può, indipendentemente dalla soccombenza, condannare una parte al rimborso delle spese causate all'altra parte quando ha trasgredito al dovere di lealtà e probità”. Infine il Codice vieta l'utilizzo di espressioni sconvenienti ed offensive negli scritti e nei discorsi difensivi: qualora ciò dovesse avvenire, il giudice, anche d'ufficio ne dispone la cancellazione e, con la sentenza che decide la causa può inoltre assegnare alla persona offesa una somma a titolo di risarcimento del danno anche non patrimoniale sofferto, quando le espressioni offensive non riguardano l'oggetto della causa.