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DIRITTO PROCESSUALE PENALE.
GIUDIZIO DI FATTO→elabora la ricostruzione fattuale. GIUDIZIO DI DIRITTO→individua le norme più idonee. L’accertamento giudiziale ha come oggetto la rappresentazione dei fatti. Inizialmente si riteneva che il processo penale fosse incentrato al perseguimento della “verità materiale”→ accertare fatti storici e descrivere a posteriori la condotta oggettivamente tenuta dall’imputato. Oggi si ritiene che persegua la “verità processuale”ossia l’esito dell’accertamento è il frutto di un percorso regolato normativamente e ritenuto socialmente indiscutibile. ABBIAMO ESSENZIALMENTE DUE MODELLI:
- MODELLO INQUISITORIO →si caratterizza per: 1)la segretezza dell’accertamento (l’istruttoria si svolge senza che trapelino notizie e che le parti sappiano nulla delle dinamiche probatorie, il giudizio non ha pubblicità solo l’esecuzione della pena avviene in pubblico); 2)prevale la scrittura (la decisione si basa su verbali preconfezionati dall’a.g.) 3)commistione di ruoli e fasi (la raccolta probatoria e la decisione sono svolte da un unico magistrato che procede d’ufficio). Si ha la pretesa della collaborazione dell’imputato. Si ha la presunzione di colpevolezza → è l’imputato che deve fornire la prova della sua NON colpevolezza. Si ha la marginalità della difesa.
- MODELLO ACCUSATORIO→ si caratterizza per: 1) oralità (il materiale istruttorio è acquisito con il contributo delle parti, da qui il principio di immediatezza per cui le prove si devono formare dinnanzi al giudice che decide salvo attenuarsi in caso in cui siano necessarie molte udienze) 2)pubblicità dell’accertamento (sfavorita dalla segretezza dell’intervento giudiziario); 3)principio della parità dialettica (allegazione fatti, osservazioni etc) si ha una separazione netta tra le parti e il giudice. Si ha la presunzione di non colpevolezza (l’accusato è considerato innocente fino alla decisione che accerta il contrario) si valorizza il diritto di difesa (partecipazione attiva/ informazione dell’imputato/ diritto al silenzio o a non dichiarare contra se (regola della non collaborazione). Manifestazione delle libertà individuali. Ex art 2 l.81/87→ bisogna attuare i caratteri del sistema accusatorio. Dal DPR 447/88 emerge la differenza tra GIUDICE (pronuncia solo dietro impulso delle parti) Pubblico Ministero (ha un potere investigativo e requirente) realizza l’inchiesta preliminare e conduce e formula l’iniziativa giudiziaria. Si tutelano i diritti fondamentali dell’individuo e il criterio dialettico. Nel procedimento di primo grado si distinguono le fasi:
- Delle indagini preliminari (le parti mirano ad acquisite elementi investigativi per le proprie iniziative)
- Dell’udienza preliminare
- Del dibattimento (si edifica dinnanzi al giudice il materiale probatorio utile per la decisione) o dei riti alternativi. Dopo la sentenza possono innestarsi dei procedimenti che istaurano gradi successivi (con le impugnazioni). Le investigazioni sono realizzate unilateralmente da ciascuna parte (sono segrete - non possono essere impiegate per la decisione dibattimentale). Il dibattimento si caratterizza per la pubblicità, oralità, immediatezza (le parti si confrontano in udienza pubblica, con identità di poteri, dinnanzi al giudice che emette la decisione. La separazione fra le due fasi comporta che i contenuti dimostrativi assunti durante le indagini preliminari non penetrino nel dibattimento ove il giudice si pronuncia utilizzando solo il materiale acquisito in tale fase con modalità dialettiche (tale regola è stata messa in crisi dal principio innovatore della “non dispersione di elementi di prova”). Ad oggi sono funzionali anche i dati conoscitivi assunti unilateralmente dal PM in fase investigativa. L’art 111 co. 4 Cost ha introdotto il principio del contraddittorio per la prova. La regola generale è che la sentenza dibattimentale è il frutto di un giudizio basato su prove formate dinnanzi al giudice di tale fase tramite il contributo paritetico dei contendenti. PROCEDIMENTO→ segmento che dura dall’inizio delle investigazioni fino all’ultimo atto che precede l’imputazione. PROCESSO→ comincia con l’imputazione e termina con la sentenza definitiva All’accertamento principale possono innestarsi dei procedimenti incidentali (requisiti di accessorietà, sommarietà, precarietà della pronuncia) sono percorsi svincolati dalla procedura principale ma strumentali ad essa.
Svolgimento del procedimento penale di primo grado: NOTIZIA DI REATO INDAGINI PRELIMINARI CHIUSURA DELLE INDAGINI RICHIESTa DI ARCHIVIAZIONE RICHIESTA DI RINVIO A GIUDIZIO (atto di accusa) RICHIESTA DI RITI ALTERNATIVI REVISIONE RESCISSIONE (?) QUANDO LA SENTENZA è DIVENUTA IRREVOCABILE INZIA IL PROCEDIMENTO DI ESECUZIONE PENALE. Il giudice interviene su richiesta delle parti per valutare l’efficacia del titolo, rimodulare o estinguere la sanzione e su disposizioni del provvedimento definitivo in ordine alle quali sorgono controversie sull’an e quomodo attuativo.
PRINCIPO DI DIRITTO INTERNO: Giusto processo → art 111 co.1 “secondo jus”. Quando il processo è ingiusto? Attività investigative realizzate dalla POLIZIA GIUDIZIARIA, PUBBLICO MINISTERO per verificare la consistenza di elementi a carico idonei a sostenere l’accusa in giudizio. Quando le risultanze investigative sono inadeguate, su richiesta del PM, il GIP può Eventuale udienza preliminare: serve ad evitare un dibattimento inutile il GUP può Il gip:
- Decreto penale (opposizione)
- Rito abbreviato (sentenza, appello,cassazione)
- Patteggiamento (sentenza/cassazione)
- Messa alla prova
- Oblazione Per economia giudiziaria. È l’imputato che deve richiederli (il dibattimento non può mai essere sottratto come diritto all’imputato) archiviare Ordinare nuove indagini^ Ordinare^ di^ formulare l’imputazione Sentenza di non luogo a procedere Decreto di rinvio a giudizio DIBATTIMENTO: le parti si confrontano nell’istruttoria lo emerge lo sforzo dialettico per ricostruire la prova (emergono i principi di oralità, pubblicità, immediatezza) SENTENZA DI ASSOLUZIONE SENTENZA DI CONDANNA 2 GRADO→ APPELO 3 GRADO→ RICORSO IN CASSAZIONE
MEZZI ORDINARI DI GRAVAME: SI RISOLVONO IN UNA UDIENZA DIBATTIMENTALE PUBBLICA O IN CAMERA DI CONSIGLIO.
MEZZO STRAORDINARIO DI GRAVAME ECCEZIONALMENTE PREVISTO AVVERSO SENTENZE Già DIVENUTE IRREVOCABILI.
IL PUBBLICO MINISTERO: è il magistrato ordinario che ha il dovere di esercitare l’azione penale (art 112 Cost). La MAGISTRATURA ORDINARIA è AUTONOMA e INDIPENDENTE rispetto ad ogni altro potere dello stato. L’indipendenza è garantita dalla selezione tramite concorso pubblico e dal CSM (organo di autogoverno che ha un ruolo ammnistrativo). L’indipendenza è una garanzia per la tutela dei diritti. I magistrati si distinguono solo in relazione alle funzioni a loro assegnate (assegna di una gerarchia interna). La Cost distingue tra Giudice (art 25 co.1/101 co.2/102/111 co.1-2) e Pubblico Ministero (art 107 co.4/108 co.2 112). L’art 112 rimarca la componente accusatoria: spetta al PM l’iniziativa diretta a promuovere l’intervento del giudice chiedendogli di pronunciarsi sulla responsabilità dell’imputato (da qui la classificazione come parte processuale di matrice pubblicistica). Si ha comunque la possibilità, in casi strettamente individuati dalla legge, che altre figure esercitino l’iniziativa penale (con il Pm che esercita attività concorrente/sostitutiva in caso di inerzia). Si ha un obbligo per il PM di agire. Possiamo avere vari provvedimenti per l’iniziativa penale (querela,istanza,richiesta di autorizzazione a procedere). La domanda finale non deve essere proposta quando gli elementi acquisiti sono inidonei a sostenere l’accusa in giudizio. Tale discrezionalità tecnica è bilanciata:
- Dal fatto che il pm deve effettuare indagini sulla notizia di reato conformandosi al criterio di completezza
- Il pm deve sottoporre al giudice la sua scelta negativa di agire mediante una richiesta di archiviazione in modo da innestare una verifica sulla pienezza/contenuti dell’indagine. ART 111: → il giudice è terzo ed imparziale: L'imparzialità non si impone solo al momento della decisione ma anche lungo l'intero percorso giudiziario. L'imparzialità e protetta mediante gli istituti della astensione ricusazione e dimissione del processo. il giudice deve essere terzo. ART 101 co.2→ i giudici sono soggetti soltanto alla legge Art 25 co,1→ nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge (chi decide è individuabile a propri a prescindere dagli episodi concreti che esaminerà) IL CONTRADDITTORIO: paritetico contributo delle parti alla conoscenza giudiziaria. Le parti si devono fronteggiare in condizioni di parità: il pubblico ministero e il polo difensivo devono potersi esprimere con eguale potenzialità e le stesse condizioni devono essere garantite alle parti titolari di interessi economici (se costituite c.d. parte civile). il contraddittorio può essere temporaneamente indebolito a svantaggio di uno dei contendenti, qualora prevalgano altri valori da garantire, essendo però necessario il recupero della tutela nei successivi stadi del procedimento. INDAGINI PRELIMINARI→sono prive di contraddittorio (l’apparato repressivo acquisisce elementi indiziari unilateralmente e lo può fare anche la difesa). L’intervento del giudice, senza il contributo dell’imputato, realizza una dialettica debole (la difesa non ha modo di conoscere il dossier del p.m) la povertà del contraddittorio nella fase delle indagini preliminari è compensata da diritti e facoltà che spettano all’imputato nello stadio successivo. CONRONTO CON LA PROVA: ex art 111 co.4 ogni segmento del processo penale in cui si acquisisce la prova deve essere assistito dal contraddittorio. La scelta tra condanna e proscioglimento è giusta solo se fondata sul sistema dialettico paritario. Abbiamo diversi principi:
- Oralità: gli elementi di prova emergono con il contributo delle parti (metodo dialettico con il meccanismo della “separazione delle fasi”)
- Principio di immediatezza: chi decide è lo stesso giudice che ha governato l’istruttoria.
- Diritto alla prova: le parti alle condizioni stabilite dalla legge, possono ottenere dal giudice l’acquisizione dei mezzi istruttori sulle circostanze che intendono dimostrare dando vita ad un sub-procedimento impregnato sul metodo dialettico. La tutela del diritto alla prova non implica il riconoscimento del principio dispositivo in materia di prova inteso come una facoltà di gestire a piacimento al dimostrazione dei fatti. Il PM è obbligato all’esercizio della funzione penale. L’imputato può ottenere, davanti al giudice, la convocazione e l’esame di persone a suo vantaggio, simmetricamente al diritto riconosciuto all’accusa e ogni altro mezzo di prova a suo favore. Secondo alcuni questa regola sugella il diritto dell’imputato alla prova contraria (smentendo ogni possibilità di negargli l’ammissione di strumenti diretti a dimostrare circostanze uguali e speculari rispetto ai contenuti probatori dell’accusa). Diritto a confrontarsi con l’accusatore: Facoltà dell'imputato di interrogare o fare interrogare le persone che rendono dichiarazioni a suo carico da qui la regola di esclusione: La colpevolezza non può essere pronunciata sulla base di dichiarazioni rilasciate da chi, per libera scelta, si è volontariamente sottratto all'esame dell' imputato del suo difensore.
Art 111 co.5 Deroghe al contraddittorio per la prova: Sono deroghe non estendibili analogicamente e attuabili secondo parametri di stretta determinatezza. È necessario il consenso dell'imputato per formare la prova senza contraddittorio. Il contraddittorio è un diritto disponibile dell’imputato (ES. nel rito abbreviato l’imputato sceglie un giudizio basato su elementi dimostrativi assunti unilateralmente senza modulo dialettico) È poi autorizzata l'assenza di contraddittorio In caso di accertata impossibilità di natura oggettiva di compiere l'atto tramite il metodo dialettico. In tal caso la costituzione autorizza il recupero dei dati acquisiti unilateralmente dal pubblico ministero o dalla polizia giudiziaria. l'impossibilità deve essere oggettiva e accertata, è escluso che la mancata acquisizione in contraddittorio dipenda da scelte della fonte (es. coimputato sfrutta il d. al silenzio) o si realizzi quando ci siano difficoltà logistiche a ottenere un risultato istruttorio tramite il metodo dialettico (es. testimone residente all’estero con citazione tramite rogatoria internazionale). La deroga in esame viene molto sfruttata per impiegare nella decisione dibattimentale gli atti irreperibili, in funzione dei quadri l'impossibilità di compiere nuovamente l'atto utilizzando il metodo dialettico può essere sopravvenuta (la fonte è deceduta) originaria legata ad una caratteristica intrinseca dell’atto (es. sequestro, perquisizione, accertamento tecnico). Resta infine il contraddittorio negato a causa di una provata condotta illecita che abbia influito sulla fonte di prova. Controllo della pronuncia obbligo di motivazione e principio di pubblicità Nel sistema costituzionale italiano manca un'esplicita copertura del diritto di proporre appello contro la sentenza. secondo talune prospettazioni il diritto al controllo di merito della decisione di condanna trova la propria fonte nell’art 14 co.5 patto internazionale dei diritti civili e politici e nell’art 2 del VIIprotocollo aggiuntivo alla convenzione per i diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, nelle parti in cui stabiliscono il diritto dell'imputato di ottenere un controllo della sentenza di condanna da parte di un tribunale della giurisdizione superiore. Mancano agganci positivi per sostenere che il pubblico ministero sia titolare del diritto di appellare e tale prerogativa non può essere desunta dall0art 112 cost. Altro interrogativo è se il magistrato d'accusa deve essere dotato della potestà di appellare le sentenze di proscioglimento con ampiezza simmetrica a quanto è riconosciuto all'imputato contro le sentenze di condanna:
- X Corte cost. risposta affermativa ma dubbio poiché poggia su una pretesa di parità di potere tra le parti processuali che la disciplina processuale non garantisce con effettività. Art 111 co.7→ ricorso in cassazione: Contro le sentenze e provvedimenti in materia di libertà personale anche quando il legislatore non lo ha esplicitamente contemplato il rimedio non deve ritenersi escluso. la disciplina richiama le sentenze, comprese anche tutte le decisioni che concludono un grado di giudizio sull’imputazione, Indipendentemente dalla terminologia usata dal legislatore (es. decreto penale di condanna).la disciplina costituzionale limita il diritto al ricorso ai soli casi di violazione di legge (eccesso di potere giudiziario, difetti applicativi della norma penale, patologie processuali sanzionabili). resta aperto il tema relativo all' ampiezza del controllo sulla motivazione dei provvedimenti, la copertura costituzionale è limitata solo alla mancanza, al radicale difetto di logicità, all'apparenza dell' apparato argomentativo. La motivazione è obbligatoria e svolge un triplice ruolo:
- Spinge il magistrato ad una maggiore attenzione al momento del giudizio
- Permette alle parti di impugnare il provvedimento
- Svolge una funzione di pubblicità consentendo alla collettività di conoscere le ragioni che hanno guidato l’esercizio del potere giudiziario (ex art 101 co.1 “la giustizia è amministrata in nome del popolo”). L'esigenza di pubblicità è contemperata con altre di pari livello come ad esempio l'efficacia dell'azione investigativa. si giustifica la segretezza delle indagini preliminari, delle procedure camerali precluse al pubblico e dell'udienza dibattimentale a porte chiuse. Pubblicità interna Pubblicità esterna Articolazione del diritto di difesa: consente la conoscenza degli atti alle parti interessate. chiunque può conoscere lo svolgimento della procedura. È immediata (i membri della collettività hanno un accesso diretto al fenomeno giudiziario) o mediata (il pubblico a prende le notizie tramite gli strumenti di informazione)
disciplina e disapplicare quella interna incompatibile. L’applicazione diretta si limita alle materie di competenza dell’unione. Art 6 co.2/3 TUE→Riconosce diritti libertà e i principi statuiti dalla carta dei diritti fondamentali e aderisce alla convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. Le regole della cedu e della carta dei diritti fondamentali dell'unione europea sono immediatamente adottabili dal giudice italiano?
- CEDU: È un accordo multilaterale oggetto di potenziale adesione da parte dell'unione europea e non rappresenta uno strumento di tale ordinamento. per realizzare un processo di integrazione occorre un atto adesivo dell'unione alla cedu. Non è possibile attribuire efficacia diretta nell'ordinamento interno alle contenuti della cedu che comporti una disapplicazione della legge nazionale incompatibile.
- La carta dei diritti fondamentali ha lo stesso valore giuridico dei trattati stipulati in sede EU. Art 4 comma 2 TFUE→ competenza concorrente dell’unione in materia di spazio libertà sicurezza e giustizia ART 82 → cooperazione giudiziaria e di polizia tramite il riconoscimento reciproco delle decisioni Spazio e tempo delle legge processuale penale: Le norme italiane si applicano sull'intero territorio nazionale. non si esclude che la legge processuale penale italiana voda di ultra territorialità o soffra di limiti applicativi nel paese, a beneficio di discipline straniere. le norme che regolano l'accertamento penale si applicano nei segmenti esteri equiparati al territorio italiano (navi, aeremobili, mezzi militari italiani in spazio internazionale). Nell'ambito di rapporti di cooperazione giudiziaria internazionale è consentito che le attività richieste dalla magistratura italiana ai loro colleghi di altro stato siano compiute tramite la disciplina italiana. Successione delle leggi processuali penali nel tempo →non si applicano le regole per le norme di diritto penale sostanziale (divieto di retroattività della legge successiva alla realizzazione del fatto, retroattività della disciplina più favorevole, ultrattività della precedente statuizione in melius). nel procedimento giudiziario si applica l’art 11 disp.pre.c.c. “la legge non dispone che per l'avvenire essa non ha effetto retroattivo”→Gli atti del processo sono regolati dalla disciplina vigente al momento in cui devono essere compiuti, mentre restano fermi gli effetti di quelli realizzati sotto le norme abolite (tempus regit actum). Il legislatore può derogare al divieto di retroattività stabilendo una disciplina transitoria che regoli le vicende giuridiche compiute nelle norme preesistenti. se la norma e spunta da una dichiarazione di legittimità costituzionali restano intangibili i rapporti esauriti. Mutamenti di competenza: Nel caso di procedimenti in corso al momento dell'entrata in vigore della nuova disciplina sono permessi mutamenti nei processi, sempre che il giudice indicato dalla precedente disciplina non avesse già iniziato l'esame della causa. la nuova legge è ritenuta legittima se rispetta il principio di determinatezza. variazioni sulla durata della custodia cautelare: bisogna applicare la legge vigente al tempo in cui l’atto è stato compiuto il problema si pone quando determina un peggioramento. Atti a formazione progressiva →la nuova disciplina condiziona a ritroso la sequenza causale dirottando gli effetti
I SOGGETTI DEL PROCESSO.
- Persone: non sono soggetti nel procedimento (consulenti tecnici del pm, periti del giudice e/o delle parti, personale di cancelleria, testimoni etc.)
- Soggetti: 1)GIUDICE, 2) PM 3) POLIZIA GIUDIZIARIA, 4) IMPUTATO 5)PARTE CIVILE, 6)PARTE CIVILE 7)RESPOSABILE CIVILE, 8) CIVILMENTE OBBLIGATO PER LA PENA PECUNIARIA 9)PERSONA OFFESA- dopo l’esercizio dell’azione penale si costituisce parte civile 10)DIFENSORE.
- Parti processuali: parti necessarie→ PM (esercita l’azione penale); IMPUTATO (persona sottoposta a indagini preliminari dopo l’esercizio dell’azione penale diviene imputato) e il suo difensore. Parti eventuali→ parte civile, responsabile civile, civilmente obbligato per la pena pecuniaria.
- Soggetti ma non parti: 1)giudice, 2)polizia giudiziaria, persona offesa dal reato o gli enti esponenziali di interessi lesi dal reato
IL GIUDICE: è un soggetto processuale super partes la cui funzione è la corretta applicazione della legge al fatto-reato, ha il potere decisionale e garantisce la legalità e ritualità del procedimento. Ex art 1 c.p.p. la giurisdizione è esercitata dai giudici previsti dalle leggi di ordinamento giudiziario.
Le distinzioni dei giudici penali. GIUDICI MONOCRATICI: GIUDICI COLLEGIALI: GIUDICI DI MERITO: decidono su tutti gli aspetti della causa (questioni di fatto/diritto). GIUDICI DI LEGITTIMITA’: decidono solo su questioni di diritto GIUDICI ORDINARI G GIUDICI SPECIALI COGNIZIONE DEL GIUDICE PENALE: provvede in via incidentale ad ogni questione amministrativa civile o penale su cui fonda logicamente il provvedimento sulla regiudicanda (art 2 co.2 cpp) serve per evitare continue sospensioni del processo penale. Art 3 cpp (disposizione derogatoria) → non rientrano nelle cognizioni incidentali del giudice penale talune tematiche inerenti a situazioni particolarmente complesse oppure da sottoporre al sindacato costituzionale o convenzionale delle norme. Non giudica sulle questioni civili di “stato, famiglia, cittadinanza” (incidenter tantum)→ si ha la sospensione del processo fino al passaggio in giudicato. Effettuata la delibazione
- se il giudice penale decide di sospendere il processo→ pronuncia con ordinanza ricorribile SOLO IN CASSAZIONE e durante la sospensione si possono compiere solo gli ATTI URGENTI (es. acquisizione di prove che non possono essere rinviate). La sospensione cesserà ed il processo penale riprenderà il suo corso alla definizione con sentenza revocabile dell’accertamento della questione civile o amministrativa relativa allo status. Ne consegue il prodursi dell’efficacia di giudicato della pronuncia civile o amministrativa nel processo penale. Sospensione della controversia ex art 479 cpp→ dipendenza della pronuncia sul reato della definizione di una controversia civile o amministrativa di particolare complessità, per la quale sia già in corso un procedimento presso il giudice competente e inesistenza di limitazione per legge alla prova della posizione soggettiva controversa. La sospensione del dibattimento viene disposta fino a che la questione non sia stata decisa con sentenza irrevocabile e se la controversia in atto nella sede diversa da quella penale non si conclude entro un anno, l’autorità giurisdizionale penale ha il potere di revoca dell’ordinanza di sospensione e la possibilità di decidere la questione civile o amministrativa incidentale. Pregiudiziali: → comunitaria( l.1203/57) si può sollevare in via pregiudiziale una questione che impegni la corte di giustizia CE e della comunità europe. Il procedimento si avvia su proposta di una delle parti o su sollecitazione del giudice. I giudici di ultima istanza hanno l’obbligo di ricorrere alla Corte di giustizia. Quando si solleva la questione si sospende il processo con ordinanza e la corte di giustizia esamina solo i profili che sono stati oggetto del rinvio da parte delle autorità giurisdizionali interni la sospensione termina con la decisione della corte di giustizia. →GIUDICE DI PACE (dlgs 274/2000) →TRIBUNALE MONOCRATICO (art 33 - ter) → GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI art 328 →GIUDICE DELL’UDIENZA PRELIMINARE →MAGISTRATO DI SORVEGLIANZA. →TRIBUNALE COLLEGIALE (composto da 3 magistrati art 33 bis) →TRIBUNALE PER I MINORENNI (composto da 4 giudici: 2 togati e 2 onorari) →CORTE D’ASSISE (8 giudici: un consigliere di corte d’appello, come presidente, un magistrato di tribunale e 6 giudici popolari art 5) →CORTE D’APPELLO (composta da 3 magistrati art 593) →CORTE DI CASSAZIONE (5 magistrati a sezione singola e da 9 a sezioni unite art 606 ss) → GUP presso il tribunale per i minorenni dpr 448/ →tribunale di sorveglianza. ➔ Giudice di pace ➔ Tribunale in composizione monocratica e collegiale ➔ Corte di assise ➔ Tribunale per i minorenni ➔ Corte di appello ➔ Corte di assise di appello ➔ Corte di cassazione (per giudizi di impugnazione) ➔ Magistrato di sorveglianza, ➔ Tribunale di sorveglianza Riguardo alla appartenenza ad un determinato ordine giudiziario →tar →consiglio di stato →tribunali militari
COMPETENZA PER CONNESSIONE: cioè in base ad un rapporto di collegamento tra un procedimento principale ed uno o più secondari. ◼ Connessione soggettiva (art 12 lett.a)→ nel caso in cui più persone abbiano concorso o cooperato nel medesimo reato o con condotte indipendenti hanno determinato l’evento. ◼ Connessione oggettiva (art 12 lett.b)→ la medesima persona abbia commesso più reati con un’unica azione od omissione, ovvero con più azioni od omissioni esecutive di un medesimo disegno criminoso. ◼ Connessione teologica (art 12 lett.c)→ reati commessi per eseguirne o occultarne altri In tali ipotesi, quanto alla competenza per materia:
- Il reato appartenente per materia alla corte Costituzionale attrae gli altri (art 13)
- Il reato comune più grave attrae quello militare meno grave, atrimenti la connessione non opera (art 13 cpv)
- Per il reato commesso da un minore resta competente il tribunale per i minorenni e, la connessione non opera (art 14)
- Il reato appartenente per materia alla corte di assise attrae gli altri (art 15) Quanto alla competenza per territorio:
- Il reato più grave attribuisce la competenza territoriale anche per gli altri (art 16)
- In caso di pari gravità, il primo reato attribuisce la competenza territoriale anche per gli altri. Se non è possibile stabilire il luogo di commissione del reato connesso più grave, la competenza si radica presso il giudice dove è stato commesso il reato più grave tra i rimanenti.
- Se dal fatto deriva la morte, tutti i reati saranno giudicati dal giudice del luogo in cui si è verificato l’evento (art 16) LA COMPETENZA FUNZIONALE: si colloca su un piano distinto e serve a definire, l’imparzialità (assenza di pregiudizio e di interesse del giudice nella sua relazione con gli atti del procedimento, in particolare nel momento della formazione del libero convincimento in sede decisoria) va distinta dalla terziarietà (equidistanza dall’organo giudicante dalle parti e dagli altri soggetti). ATTRIBUZIONE: ripartizione interna della giurisdizione interna nell’ambito del medesimo ufficio giudiziario tra i diversi organi che lo compongono. Trae origine dalla riforma del giudice unico (dlgs. 51/98) si fissano i criteri per la distribuzione delle controversie: TRIBUNALE Se emerge la necessità di un simultaneus processus: ex art 33 quarter cpp se alcuni dei procedimenti connessi appartengono alla cognizione del Tribunale in composizione collegiale ed altri al tribunale in composizione monocratica si applicano le disposizioni relative al procedimento davanti al giudice collegiale, al quale sono attribuiti tutti i procedimenti connessi. Art 33 quinquies cpp→ l’inosservanza delle disposizioni in merito va RILEVATA o ECCEPITA (pena decadenza) prima della conclusione dell’udienza preliminare o, se manca entro il termine ex art 491 cpp (= subito dopo l’accertamento della regolare costituzione delle parti). Se il difetto di attribuzione emerge: In composizione collegiale (3 giudici) ex art 33 bis (mod. l. carotti 479/99) : la cognizione concerne i delitti punibili con la pena della reclusione superiore nel massimo ad anni 10 (con esclusione di quelli che oltrepassano la soglia dei 24 anni che appartengono alla corte di assise), e una sequenza di reati fissati tassativamente in relazione alla particolare gravità (es. associazione a delinquere di stampo mafioso, terrorismo etc). al tribunale collegiale è riservata l’applicazione delle misure di sicurezza e la trattazione del riesame e dell’appello avverso i provvedimenti sulla libertà personale o di sequestro). In composizione monocratica (1 giudice) art 33ter: ha caratteristica residuale, comprende tutti quei reati che benché di competenza del tribunale, non sono specificamente attribuiti al giudice collegiale. Sono attribuiti alcuni delitti (punibili con pena edittale massima non superiore ad anni 10) e le contravvenzioni di competenza del tribunale ordinario anche i reati di spaccio di stupefacenti non aggravati.
- in udienza preliminare, può accadere che, secondo il giudice, per il fatto per il quale si procede sia necessario disporre la citazione diretta dinnanzi al monocratico invece che al collegio (si dispone la trasmissione degli atti al pm affinché emetta il decreto di citazione a giudizio art 552 cpp).
- In dibattimento, gli effetti dell’inosservanza sono differenti a seconda che: a) Si è svolta l’udienza preliminare: con ORDINANZA si trasmettono gli atti al giudice competente in composizione collegiale o monocratica. b) Non si è svolta l’udienza preliminare: si trasmettono gli atti al pubblico ministero affinchè eserciti l’azione ex art 416 cpp.
- Nei gradi di imputazione: il vizio deve essere stato eccepito in tempo e riproposto nei motivi di impugnazione. Ex art 33 octies cpp→ il giudice di appello o la corte di cassazione pronuncia sentenza di annullamento ed ordina la trasmissione degli atti al PM presso il giudice di primo grado quando ritiene inosservate le disposizioni sull’attribuzione dei reati alla cognizione del tribunale in composizione collegiale o monocratica purchè sia stata tempestivamente eccepita e l’eccezione sia stata riproposta nei motivi di impugnazione. Viceversa, il giudice di appello pronuncia nel merito se ritiene che il reato appartenga alla cognizione del tribunale monocratico (cognizione per eccesso che non lede interessi). Art 33 nonies→ l’inosservanza delle disposizioni sulla composizione del tribunale NON determina l’INVALIDITA’ degli atti né L’INUTILIZZABILITA delle prove già acquisite. RIUNIONE E SEPARAZIONE DEI PROCESSI ( possono essere disposte con ordinanza anche dopo aver sentito le parti). RIUNIONE→ dà luogo ad un processo cumulativo e si differenzia dalla connessione perché non è un criterio attributivo di competenza e nel caso della riunione un giudice unico (inteso come ufficio) deve essere sempre competente per la pluralità ipotetica delle controversie rispetto alle quali disporre il cumulo. La riunione di processi pendenti nello stesso stato e grado davanti al medesimo ufficio giudiziario può essere disposta quando non determini un ritardo nella definizione degli stessi nei casi in cui:
- esiste una connessione;
- più reati sono stati commessi gli uni in occasione degli altri;
- più reati sono stati commessi per conseguirne o assicurarne al colpevole o ad altri il profitto, il prezzo, prodotto, impunità;
- più reati sono stati commessi da più persone in danno reciproco le une delle altre
- la prova di un delitto o una circostanza influisce sulla prova di un altro reato è necessario l’avvenuto esercizio dell’azione penale. SEPARAZIONE: art 18 cpp essa è disposta, salvo che il giudice ritenga la riunione assolutamente necessaria per l'accertamento dei fatti: a) se, nell'udienza preliminare, nei confronti di uno o più imputati o per una o più imputazioni è possibile pervenire prontamente alla decisione, mentre nei confronti di altri imputati o per altre imputazioni è necessario acquisire ulteriori informazioni a norma dell'articolo 422; b) se nei confronti di uno o più imputati o per una o più imputazioni è stata ordinata la sospensione del procedimento; c) se uno o più imputati non sono comparsi al dibattimento per nullità dell'atto di citazione o della sua notificazione, per legittimo impedimento o per mancata conoscenza incolpevole dell'atto di citazione; d) se uno o più difensori di imputati non sono comparsi al dibattimento per mancato avviso ovvero per legittimo impedimento. e) se nei confronti di uno o più imputati o per una o più imputazioni l'istruzione dibattimentale risulta conclusa, mentre nei confronti di altri imputati o per altre imputazioni è necessario il compimento di ulteriori atti che non consentono di pervenire prontamente alla decisione; e-bis) se uno o più imputati dei reati previsti dall'articolo 407, comma 2, lettera a), è prossimo ad essere rimesso in libertà per scadenza dei termini per la mancanza di altri titoli di detenzione.
- Fuori dei casi previsti dal comma 1, la separazione può essere altres ìdisposta, sull'accordo delle parti, qualora il giudice la ritenga utile ai fini della speditezza del processo. DIFETTO DI GIURISDIZIONE:
assoluto → manca del tutto il potere giurisdizionale
- In via preventiva: quando uno dei giudici in conflitto recede dalla posizione in origine assunta, dichiarando, secondo il caso, la propria competenza o incompetenza.
- D’autorità: con decisione della corte di cassazione, alla quale il giudice che per primo ha rilevato il conflitto o presso il quale lo stesso è stato denunciato, trasmette una copia degli atti necessari per la pronuncia, indicando i nominativi delle parti e dei difensori. L'autorità giurisdizionale deve comunicare il conflitto al giudice, che si adopererà per trasmettere le proprie osservazioni e gli atti reputati necessari per la risoluzione del conflitto alla Suprema Corte, ci sarà un'udienza camerale (art 127 cpp) di cui si darà avviso alle parti ai difensori almeno 10 giorni prima dell'udienza. la sentenza della Cassazione ha autorità di cosa giudicata in ordine alla determinazione della giurisdizione della competenza. INCOMPATIBILITA’ Artt 34-37 cpp: si ha il rischio che il giudice non possa svolgere le proprie funzioni con la dovuta IMPARZIALITA’ in un determinato processo. Il Comma 2 art 34 ha comportato molte pronunce di illegittimità costituzionale che si fondano sulla forza di prevenzione. Si ha incompatibilità ex art 34 co.2 quando si sono registrate valutazioni che riguardano la sessa regiudicanda, che l’organo giudicante precedentemente non si sia limitato a conoscere gli atti, che l’ag ha esaminato profili sul merito della controversia e che i sindacati concernano fasi differenti dello stesso processo. Pronunce di incostituzionalità:
- nella parte in cui non prevede: “che non possa partecipare al successivo giudizio abbreviato il giudice per le indagini preliminari presso la pretura che ha emesso l’ordinanza di rigetto della richiesta di archiviazione”.
- incompatibilità a giudicare successivamente sulla regiudicanda del GIP che presso la presura e presso il tribunale ha dato l’ordine di formulare l’imputazione, come anche del GIP che h rigettato la richiesta di emissione del decreto penale di condanna per inadeguatezza della pena
- incompatibilità per il GIP che rigetta la richiesta di applicazione della pena.
- rispetto al provvedimento de libertate, laddove non prevede l’incompatibilità Rispetto alla partecipazione al giudizio dibattimentale del giudice che abbia applicato una misura cautelare come anche del giudice del riesame e dell'appello cautelare.
- censura in ordine alla posizione di chi ha rigettato/accolto una richiesta di applicazione, modifica nel giudizio abbreviato/dibattimento /procedimento di applicazione pena su richiesta Per atti compiuti nel corso del procedimento art 34:
- Il giudice che ha pronunciato o ha concorso a pronunciare sentenza in un grado del procedimento non può esercitare funzioni di giudice negli altri gradi, né partecipare al giudizio di rinvio dopo l'annullamento o al giudizio per revisione. 2_. il giudice che ha emesso il provvedimento conclusivo dell'udienza preliminare o ha disposto il giudizio immediato o ha emesso decreto penale di condanna o ha deciso sull'impugnazione avverso la sentenza di non luogo a procedere (sono provvedimenti che hanno comportato l’esame delle indagini)_ 2 - bis. Il giudice che nel medesimo procedimento ha esercitato funzioni di giudice per le indagini preliminari non può emettere il decreto penale di condanna, né tenere l'udienza preliminare; inoltre, anche fuori dei casi previsti dal comma 2, non può partecipare al giudizio. 2 - ter. Le disposizioni del comma 2-bis non si applicano al giudice che nel medesimo procedimento abbia adottato uno dei seguenti provvedimenti: a) le autorizzazioni sanitarie previste dall'articolo 11 della legge 26 luglio 1975, n. 354; b) i provvedimenti relativi ai permessi di colloquio, alla corrispondenza telefonica e al visto di controllo sulla corrispondenza, previsti dagli articoli 18 e 18-ter della legge 26 luglio 1975, n. 354; c) i provvedimenti relativi ai permessi previsti dall'articolo 30 della legge 26 luglio 1975, n. 354; d) il provvedimento di restituzione nel termine di cui all'articolo 175; e) il provvedimento che dichiara la latitanza a norma dell'articolo 296». Non sono un numero chiuso, per cui bisognerà di volta in volta stabilire la riconducibilità di un’ipotetica attività del GIP alla ratio di queste categorie. 2 - quater. Le disposizioni del comma 2-bis non si applicano inoltre al giudice che abbia provveduto all'assunzione dell'incidente probatorio o comunque adottato uno dei provvedimenti previsti dal titolo VII del libro quinto.
- Chi ha esercitato funzioni di pubblico ministero o ha svolto atti di polizia giudiziaria o ha prestato ufficio di difensore, di procuratore speciale, di curatore di una parte ovvero di testimone, perito, consulente tecnico o ha proposto denuncia, querela, istanza o richiesta o ha deliberato o ha concorso a deliberare l'autorizzazione a procedere non può esercitare nel medesimo procedimento l'ufficio di giudice. (sono attività svolte precedentemente) Per rapporti di parentela, affinità, coniugio art
incompatibilità
- Incompatibilità del giudice che ha pronunciato o concorso a pronunciare, in altro procedimento, una sentenza verso altri contendenti in cui è stata esaminata la posizione dell'imputato del procedimento dove il giudice deve giudicare dopo l'ipotetica sentenza. Rimedi all’incompatibilità: ASTENSIONE Il giudice nelle situazione ex art 36: 1)il giudice ha interesse nel procedimento o lui , coniuge, figli, siano debitori,creditori di una delle parti/difensore. 2)il giudice è tutore,curatore, procuratore, datore di lavoro di una delle parti oppure se il difesore, procuratore, curatore, di una delle parti è prossimo congiunto del giudice/coniuge, 3) un prossimo congiunto del giudice/coniuge è offeso o danneggiato dal reato, 4)un prossimo congiunto del giudice/coniuge nel processo è PM. 5) c’iè inamicizia grave tra il giudice/prossimo congiunto e una delle parti. 6)gravi ragioni di convenienza.
- se si trova in taluna delle situazioni di incompatibilità stabilite dagli articoli 34 e 35 e dalle leggi di ordinamento giudiziario; 7) se ha dato consigli o manifestato il suo parere sull'oggetto del procedimento fuori dell'esercizio delle funzioni giudiziarie; Dichiarazione di astensione motivata al presidente della corte (il p.c di appello decide sulla dichiarazione del p.del tribunale, quello di cassazione sulla dichiarazione del p. di appello) o del Tribunale si decide con decreto (può non essere motivata non è impugnabile) RICUSAZIONE : Su richiesta di parte (il difensore può articolare la dichiarazione in questione solo su appostio mandato senza procura speciale) nelle situazioni dell’art 37 cpp: a) nei casi previsti dall'articolo 36 comma 1 lettere a), b), c), d), e), f), g); b) se nell'esercizio delle funzioni e prima che sia pronunciata sentenza, egli ha manifestato indebitamente il proprio convincimento sui fatti oggetto dell'imputazione. Ipotesi introdotta dalla corte costituzionale→ l’organo giudicante ha espresso in un altro procedimento il suo convincimento di merito nei confronti dello stesso soggetto che è imputato ed in relazione agli stessi fatti di cui all’imputazione. La ricusazione riguarda il giudice persona e non l’intero collegio. TERMINI PER RECUSAZIONE:
- Nell’udienza preliminare fino a quando non siano conclusi gli accertamenti relativi alla costituzione delle parti.
- Nel giudizio finchè non è scaduto il termine dell’art 491 co. L’art 38 co.1 distingue tra atti da compiere nel contraddittorio e atti che ne prescindono per questi la ricusazione deve intervenire prima dell’emanazione del provvedimento. Co.2- quando la causa di ricusazione è sorta o è divenuta nota dopo la scadenza dei termini co.1 la dichiarazione può essere proposta entro 3 gg.
- Quando è sorta o divenuta nota durante l’udienza la dichiarazione di ricusazione va proposta prima del termine dell’udienza, circa i termini in cui diviene nota la causa di ricusazione→ situazione obiettiva di pubblicità (conoscibilità del fatto con l’ordinaria diligenza pena inammissibilità anche quando mancano l’indicazione dei motivi e la redazione per iscritto). Ricusazione e astensione possono concorrere (art 39 cpp): la prima si considera come non proposta anche se il giudice poi si astiene successivamente alla ricusazione e l’astensione venga accolta. Per la ricusazione di un giudice:
- Di Tribunale/corte di assise/corte di Assise d’appello→ decide la corte di appello
- Della corte di appello→ decide una sezione della stessa corte
- Della corte di cassazione→ decide una sezione della corte I giudici che decidono della ricusazione non possono essere ricusati. Inammissibilità→ quando i motivi sono manifestatamente infondati (contro l’ordinanza è ammesso il ricorso in cassazione). Art 41 co.2 “fuori dei casi di inammissibilità della dichiarazione di ricusazione, la corte [o il tribunale] può disporre, con ordinanza, che il giudice sospenda temporaneamente ogni attività processuale o si limiti al compimento degli atti urgenti” (è dunque necessaria una specifica delibazione per sospendere l’attività). Accoglimento: si possono indicare gli atti compiuti che conservano efficacia (in forza del principio di conservazione, per la giurisprudenza conservano efficacia tutti gli atti per i quali non è stata dichiarata esplicitamente l’esclusione). Il giudice astenutosi non può compiere alcun atto del procedimento a pena di nullità assoluta a causa dell’incapacità che ne deriva. Rigetto
- Generica → che ci si procura con la nomina e con l'immissione in ruolo, in mancanza della quale scatterebbe la nullità generale art 178 co1 lett.c
- Specifica→che concerne la regolare costituzione nell'ambito di uno specifico processo la sua assenza non darebbe luogo a nullità di ordine generale. Art 178→ nullità d’ordine generale per l’inosservanza delle condizioni di capacità del giudice e per il numero dei giudici indispensabile per costituire il collegio. Art 33→ le condizioni di capacità del giudice sono stabilite dalle leggi dell’ordinamento giudiziario. Non sono riferibili alla nozione di capacità del giudice tutte le disposizioni riguardanti la destinazione del magistrato agli uffici giudiziari e alle sezioni. Per la violazione dei criteri di assegnazione degli affari devono essere prefigurati appropriati rimedi. Non centrano con la competenza le questioni sull'attribuzione: _“l'attribuzione degli affari al giudice in composizione collegiale o monocratica non si considera attinente alla capacità del giudice né al numero dei giudici necessari per costituire l'organo giudicante”
PUBBLICO MINISTERO Nella fase delle indagini preliminari ha un ruolo di grande rilievo poiché è titolare delle indagini. Nell’esercizio dell’attività di indagini ex art 326 cpp è comunque tenuto a svolgere “accertamenti su fatti e circostanze a favore della persona sottoposta alle indagini”. Funzioni: - inquirente = consiste nell’attività investigativa nelle indagini preliminari (art 370 cpp) sono svolte autonomamente nei limiti del corretto funzionamento/organizzazione dell’ufficio
- Incriminazione= consiste nell’esercizio dell’azione penale art 405 cpp (dopo di ciò diviene parte necessaria). Va esercitata quando non ci sono i presupposti per l’archiviazione. È il titolare esclusivo dell’azione penale (art 405+50 cpp). L’azione penale è ufficiosa ma talvolta è soggetta a condizioni di procedibilità come la querela, la richiesta o autorizzazione a procedere. L’azione penale è irretrattabile: con la formulazione dell’imputazione il giudice ha il dovere di pronunciarsi.
- Requirente= presentazione di richieste al giudice sia di natura procedurale che di merito. Il PM è autonomo e indipendente (art 104 cost) e deve agire con obiettività. Art 53 co.2 Il capo dell'ufficio provvede alla sostituzione del magistrato nei casi di grave impedimento, di rilevanti esigenze di servizio e in quelli previsti dall'articolo 36 comma 1 lettere a), b), d), e). Negli altri casi il magistrato può essere sostituito solo con il suo consenso. Non sono previste situazioni di incompatibilità in udienza quando il capo dell’ufficio omette la sostituzione del magistrato nei casi dell’art 36 co.1, il procuratore generale presso la corte di appello designa per l’udienza un magistrato appartenente al suo ufficio. Il pm può astenersi quando sussistono gravi ragioni di convenienza (art 52 cpp). Con il provvedimento che accoglie la dichiarazione di astensione viene sostituito con altro magistrato del pm dello stesso ufficio. Non può proporsi contro il pm istanza di ricusazione (serve a tutelare solo la terziarietà/imparzialità del giudice). ORGANIZZAZIONE DEGLI UFFICI DEL PM art 2 ➢ Presso la corte di cassazione : PROCURATORE GENERALE della corte coadiuvato da avvocati generali e da sostituti procuratori generali; nell’ambito della procura generale è costituito l’ufficio del procuratore nazionale antimafia. (aka procura generale) ➢ Presso la corte di appello: PROCURATORE GENERALE della corte di appello, coadiuvato da un avvocato generale e da sostituti procuratori generali (aka procura generale) ➢ Presso il tribunale : PROCURATORE DELLA REPUBBLICA coadiuvato da un procuratore aggiunto (nei tribunali più grossi) e da sostituti procuratori della repubblica, nelle procure site nel capoluogo della corte di appello è costituito l’ufficio del procuratore distrettuale antimafia. Un ufficio di procura si ha anche presso il tribunale dei minorenni (sebbene sia una sezione specializzata). (aka procura) si ha una distinzione di funzioni in ciascun ufficio ma non è una scala gerarchica. Esistono poi i procuratori militari della repubblica e la procura generale militare. Le funzioni del pm sono esercitate:
- Nelle indagini preliminari e nei procedimenti di primo grado: dai magistrati della Procura della Repubblica presso il tribunale
- Le funzioni di accusa sono espletate in giudizi di impugnazione: dai magistrati Della procura generale presso la Corte d'appello o la Corte di Cassazione La distribuzione delle funzioni tra i vari uffici del pubblico ministero (art 51 co.3) segue le regole di competenza attraverso cui si individua il giudice deputata trattare la controversia rispetto alla quale si deve esercitare l'accusa. Secondo la distinzione della competenza per materia:
- La Procura della Repubblica presso il tribunale ordinario →Tratterà i delitti la cui cognizione spetti al giudice di pace ovvero al tribunale ordinario ovvero alla Corte
d'assise tenendo conto anche delle differenze di competenza funzionale che si stabiliscono all'interno del procedimento_._
- Tribunale per i minorenni →l’accusa è esercitata dalla procura della repubblica presso il tribunale per i minorenni.
Ex art 51 co.3 bis e quarter→Per tutta una serie di delitti, tra i quali quelli di criminalità organizzata e gli altri con finalità di terrorismo, le funzioni di PM, in sede investigativa e durante il primo grado, sono affidata all'ufficio del pubblico ministero presso il tribunale del capoluogo del distretto nel cui ambito ha sede il giudice competente. Procura nazionale antimafia e antiterrorismo→ struttura investigativa per i delitti ascritti. I CONTRASTI TRA I PM
- NEGATIVO (art 54): ricorre quando un PM riceve gli atti da un altro PM ritenutosi incompetente allo svolgimento delle indagini, ritenga invece, che detta competenza spetti al PM che gli ha trasmesso gli atti. Il contrasto viene risolto dal Procuratore generale presso la Corte di appello ove siedono i due magistrati, ovvero dal Procuratore generale presso la corte di Cassazione se essi si trovano in ambiti territoriali di corte di appello diverse. il P.G. assunte le necessarie informazioni individuerà il pm a cui spetta la competenza per le indagini. Gli atti di indagine preliminare compiuti prima della trasmissione o della designazione (co.1 e2) possono essere utilizzati nei casi e nei modi previsti dalla legge. (possono essere utilizzati per l’emanazione di misure cautelari).
- POSITIVO (art 54bis): Ricorrente quando per lo stesso fatto, contro la stessa persona, sono in corso diversi procedimenti presso PM di sedi diverse. in tal caso uno dei PM può chiedere all'altro la trasmissione degli atti, rivendicando la propria competenza di indagare. nel caso in cui il PM richiesto non intenda aderire, il contrasto viene risolto dal procuratore generale secondo le modalità descritte sub a). Quanto alle misure cautelari applicate prima della trasmissione degli atti su domanda dell'organo di accusa reputato non legittimato conservano la loro efficacia. TALE disciplina si applica in ogni caso di contrasto negativo tra pm. I contrasti in materia di criminalità organizzata (art 54-ter) per i reati indicati all’art 51 co.3bis e 3quarter, ricorrono quando i fenomeni di contrasto negativo o positivo intercorrono tra pm di diverse direzioni distrettuali antimafia. Anche in tal caso il contrasto è risolto dai procuratori generali, come già descritto, ma deve essere sentito il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo se la decisione spetta al procuratore generale della Cassazione. Se invece la risoluzione del conflitto spetta al procuratore generale presso la Corte d'appello, il procuratore nazionale antimafia deve solo essere informato dell'esito della decisione. L'indagato e la persona offesa hanno il diritto di chiedere lo spostamento del procedimento presso altro ufficio del pubblico ministero. Tale richiesta deve essere depositata nella segreteria del PM il quale entro 10gg dalla presentazione della domanda, trasmette gli atti del procedimento all’ufficio del pm presso il giudice competente, dandone comunicazione al richiedente. Se il PM non accoglie la domanda, l'istante entro i successivi 10 giorni, può chiedere al procuratore generale presso la Corte di Appello di determinare quale ufficio del pubblico ministero debba procedere LA POLIZIA GIUDIZIARIA. La polizia giudiziaria anche di propria iniziativa deve prendere notizia dei reati, impedire che vengano portati a conseguenze ulteriori, ricercarne gli autori, compiere gli atti necessari per assicurare le fonti di prova e raccogliere quant'altro possa servire per l'applicazione della legge penale. L’attività è regolata dagli artt 348 ss cpp, le funzioni dagli artt 55 ss cpp. è funzionalmente dipendente dall’autorità giudiziaria (art 109 cost) e l’art 56 cpp ne stabilisce il triplice livello di dipendenza funzionale: 1 - Co.1: Le funzioni di polizia giudiziaria sono svolta alle dipendenze e sotto la direzione dell'autorità giudiziaria dai servizi polizia giudiziaria previsti dalla legge, dalle sezioni di polizia giudiziaria istituite presso ogni Procura della Repubblica,nonché dagli ufficiali degli agenti di polizia giudiziaria appartenenti ad altri organi cui la legge fa obbligo di compiere indagini a seguito di una notizia di reato. L'ufficiale proposto ai servizi è responsabile verso il procuratore della Repubblica presso il tribunale dove ha sede il servizio dell'attività di polizia giudiziaria svolta da lui e dal personale dipendente.
L’omissione degli avvertimenti di cui alla lettera a) e b) comporta l’inutilizzabilità assoluta delle dichiarazioni rese, l’omissione del solo avvertimento di cui alla lettera c) rende inutilizzabili le dichiarazioni nei confronti della persona accusata. Art 65→ modalità di assunzione nel merito dell’interrogatorio. L’autorità giudiziaria contesta alla persona sottoposta alle indagini in forma chiara e precisa il fatto che le è attribuito, rendendo noti gli elementi di prova esistenti contro di lei. Si invita la persona ad esporre quanto ritiene utile per la sua difesa e le si pongono direttamente domane. Se rifiuta di rispondere se ne fa menzione nel verbale (ove si menzionano anche i connotati fisici e segni particolari della persona). L’interrogatorio è un mezzo di difesa (= dall’esame dell’imputato che è un mezzo di prova). Art 67→in ogni stato e grado del procedimento, quando vi è ragione di ritenere che l'imputato sia minorenne, l'autorità giudiziaria trasmette gli atti al procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni. Art 68 → Se risulta l'errore di persona, in ogni stato e grado del processo il giudice, sentiti il pubblico ministero e il difensore, pronuncia sentenza a norma dell'articolo 129 (declaratoria immediata di non punibilità) Art 69→ Se risulta la morte dell'imputato, in ogni stato e grado del processo il giudice, sentiti il pubblico ministero e il difensore, pronuncia sentenza a norma dell'articolo 129 CAPACITA’ IMPUTATO Ex art 70 co1 il giudice, sia durante le indagini preliminari (con incidente probatorio) sia durante la fase processuale in senso proprio deve disporre la perizia per accertare l’infermità mentale, quando lo è necessario. 4 Durante il tempo necessario per l’espletamento della perizia, il giudice, a richiesta del difensore, deve assumere le prove che possono comportare il proscioglimento dell’accusato. Durante la fase investigativa, il PM compie solo gli atti che non richiedono la partecipazione cosciente dell’indagato salvo per le prove nei casi dell’art 392 cpp e quando vi è pericolo nel ritardo. Se da un esito peritale risulta che lo stato mentale dell’imputato impedisce la cosciente partecipazione al procedimento questo è SOSPESO (con ordinanza) per una durata di 6 mesi, al termine dei quali si dispone ulteriori accertamenti ogni 6 mesi (art 70 e 72) la sospensione è revocata quando lo stato mentale dell’accusato ne consente la cosciente partecipazione al processo oppure si possa emanare nei suoi confronti una pronuncia di proscioglimento o di non luogo a procedere. Bisogna poi distinguere l’ipotesi in cui l’incapacità è reversibile (art 71) da quella in cui è irreversibile (art 72bis) In quest'ultimo caso il giudice, revocata l'eventuale ordinanza di sospensione del procedimento, pronuncia sentenza di non luogo a procedere o sentenza di non doversi procedere, salvo che ricorrano i presupposti per l'applicazione di una misura di sicurezza diversa alla confisca. Quando è stata o deve essere disposta la custodia cautelare dell'imputato, il giudice ordina che la misura sia eseguita in un'idonea struttura del servizio psichiatrico ospedaliero, con i provvedimenti necessari per prevenire il pericolo di fuga. La Corte costituzionale ha esteso la sospensione del processo a tutte le ipotesi in cui lo stato mentale dell'imputato ne impedisca la cosciente partecipazione al processo. Per la Corte costituzionale non c'è sospensione del processo quando per qualsiasi infermità il prevenuto non può partecipare attivamente al processo esercitando la propria autodifesa. LA PARTE CIVILE. Ogni reato che abbia cagionato un danno (patrimoniale o non) obbliga al RISARCIMENTO il colpevole e le persone che, a norma delle leggi civili, debbano rispondere per il fatto di lui (c.d. responsabile civile) art 185 cp. Il danno risarcibile è sia quello diretto che indiretto. Il danneggiato la parte civile può essere:
- Una persona fisica
- Una associazione con personalità giuridica
- Un soggetto senza personalità (es. associazione non riconosciuta)
- I successori universali del danneggiato (^4) Capacità→ procedimento, Imputabilità (nozione sostanziale)→attiene al fatto-reato oggetto del processo. il danneggiato del rato (art 74) non per forza coincide con il soggetto passivo del delitto. Art 77→chi non ha il libero esercizio dei diritti per costituirsi parte civile deve essere rappresentato nelle forme previste per le azioni civili. Nel caso di conflitto con il rappresentante il pm può chiedere al giudice di nominare un curatore speciale con decreto comunicato al PM
L’azione civile proposta nella sua sede naturale può essere trasferita nel processo penale finché non sia intervenuta sentenza civile (anche non definitiva). L’azione civile prosegue in sede civile se non è trasferita nel processo penale cosi come se iniziata oltre il termine di costituzione di parte civile (autonomia dell’azione civile). Se invece essa esercitata dopo la costituzione di parte civile nel processo penale (o dopo la sentenza di I grado), il processo civile resta sospeso fino alla definitività della sentenza penale (art 75). La costituzione di parte civile può aversi anche prima dell’udienza preliminare ma produce i suoi effetti solo dopo l’esercizio dell’azione penale (artt 79 + 405). La sede naturale per la costituzione è comunque l’udienza preliminare ovvero il dibattimento (nel corso degli atti introduttivi art 484). La dichiarazione di costituzione è depositata nella cancelleria del giudice e va notificata alle altre parti (può essere presentata anche direttamente in udienza e in questo caso non va notificata art 78). Deve contenere pena inammissibilità (art 78) ➔ Generalità di chi si costituisce e del suo legale rappresentante ➔ Generalità dell’imputato ➔ Nome e cognome del difensore con indicazione della procura (n.b la costituzione può avvenire anche a mezzo di procuratore speciale con procura apposta in calce alla dichiarazione di parte civile) ➔ Esposizioni delle ragioni a fondamento della domanda ➔ Sottoscrizione del difensore ➔ Eventualmente si ha la citazione del responsabile civile se si intende proporre l’azione anche verso di lui. Il termine è previsto a pena di decadenza. La costituzione come parte civile produce i suoi effetti in ogni stato e grado del processo. Si può avere la cessazione per ➔ Sentenza irrevocabile di condanna; ➔ Sentenza che, chiudendo il processo, dichiari il non luogo a procedere e assolva l’imputato ➔ Ordinanza che esclude la parte civile su richiesta delle parti (art 80) ovvero del PM (art 81)→ →Revoca espressa (art 82) o presunta (art 82 co.2) della costituzione (Decide il giudice con ordinanza non impugnabile) IL RESPONSABILE CIVILE SOGGETTO EVENTUALE nei cui confronti è avanzata la pretesa alla restituzione o al risarcimento dei danni (responsabilità in solido con l’accusato). L’inserimento nel giudizio penale può aversi: La citazione può avvenire anche nei confronti dell’imputato per il fatto dei coimputati in relazione al caso in cui lo stesso accusato venga prosciolto o sia pronunciata nei suoi riguardi sentenza di non luogo a procedere. La citazione deve contenere: a) le generalità o la denominazione della parte civile, con l'indicazione del difensore e le generalità del responsabile civile, se è una persona fisica, ovvero la denominazione dell'associazione o dell'ente chiamato a rispondere e le generalità del suo legale rappresentante; b) l'indicazione delle domande che si fanno valere contro il responsabile civile; Soggetti richiedenti → 1)imputato, 2)responsabile civile 3)il PM 4)d’ufficio Per mancanza degli estremi sostanziali (lagitimatio ad causam) Mancanza estremi processuali (legitimatio ad processum) Vizi di forma in senso ampio. la costituzione di parte civile può essere revocata in ogni stato e grado del procedimento Se la parte civile non presenta le^ conclusioni del dibattimento, se promuove l’azione davanti al giudice civile Mediante citazione a giudizio, disposta dal giudice con decreto (al più tardi per il dibattimento) con cui invita il responsabile civile a costituirsi (art 83 lett.c) →Mediante intervento volontario (da notificarsi se presentato fuori udienza) →su istanza della parte civile →su richiesta del PM quando agisce nell’interesse di incapaci privi di rappresentante (art77) →se vi è costituzione di parte civile, oppure se il P.M. esercita l’azione civile a tutela di incapaci →non prima dell’udienza preliminare e se e fino a quando non siano stati ancora compiuti gli adempimenti relativi alla costituzione delle parti (484) anche per mezzo di procuratore speciale. Presuppone una dichiarazione scritta.