






















































Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
appunti di diritto pubblico lezioni prof. D'Addabbo
Tipologia: Appunti
1 / 62
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!























































La Costituzione Italiana, in vigore dal 1 gennaio 1948, contiene norme di legge fondamentali finalizzate principalmente a due obiettivi.
Le istituzioni pubbliche sono necessarie in ogni società, o associazione organizzata, che comporti interazioni tra individui, al fine di evitare il caos: nascono regole di convivenza, apparati in grado di farle rispettare e che sanzionano chi non le rispetta.
Tali autorità, per essere efficaci, devono essere riconosciute da tutti attraverso la loro legittimazione , infatti le leggi devono essere tali da imporsi sulla volontà dei cittadini. Le diverse modalità di legittimazione dell’autorità distinguono le diverse tipologie società.
In una democrazia, come quella Italiana, la sovranità appartiene al popolo che la delega agli organi di governo, attraverso le elezioni. Le elezioni legittimano il potere del governo, il quale è però sottoposto alle leggi contenute nella Costituzione. Essa funge infatti da garanzia nei confronti dei cittadini, definendo quali sono le regole e i limiti di esercizio del potere.
A sua volta, lo Stato Italiano, deve sottostare alle direttive comunitarie.
LO STATO
Lo Stato Italiano è:
LEZIONE 2, 19 SETTEMBRE
Le forme di Stato sono uno dei modi che l’istituzione statale può assumere nella storia e nella geografia. Lo Stato è un’istituzione depositaria della sovranità di un determinato ordinamento. Esso esiste in ogni regione geografica del mondo ed ogni nazione è caratterizzata da una forma di stato diversa. Le forme di Stato sono di svariate tipologie in misura del contesto storico-geografico di cui stiamo parlando.
FORME DI STATO: Sono il modo in cui, all’interno di un ordinamento, si configurano i rapporti tra i cittadini e lo Stato, tra i governati e i governanti, tra la sfera della libertà e la sfera dell’autorità.
Il contesto attuale è solo il punto di approdo di un percorso iniziato secoli fa.
I governati non godevano di libertà e diritti fondamentali, ma ricoprivano un ruolo passivo.
Il feudatario dettava le norme di convivenza, quindi non siamo ancora in presenza di un vero e
proprio Stato.
In questa forma di Stato, sviluppatasi inizialmente in Francia e Spagna,vi era l’accentramento del potere in una sola persona, il Re. Il Re Sole diceva “L'état, c'est moi “, proprio per indicare l’illimitato potere del sovrano, che era
Montesquieu. Le 3 manifestazioni della sovranità corrispondo a 3 diversi organi di governo, in modo che essi si controllino e si limitino (CHECK AND BALANCE).
Esse sono sono:
Nello Stato Costituzionale Liberale, che domina per tutto l’Ottocento, il Parlamento è eletto dal popolo, e da esso trae legittimazione del proprio potere, che cessa di essere autoreferenziale. Il rapporto tra governato e governante subisce un’ulteriore trasformazione: attraverso le elezioni il popolo è maggiormente partecipe della vita politica. Inizialmente il suffragio (o diritto di voto) spetta in base al reddito. Si tratta quindi di una monarchia che introduce elementi di democrazia su una base ancora censitaria. In Italia si giungerà al suffragio universale maschile solo nel 1919 e a quello femminile nel 1946. Da qui si sviluppano due percorsi:
Questa forma si Stato aggiunge il riconoscimento dei diritti sociali dei cittadini. Coinvolgendo i cittadini nella vita pubblica sorgono delle esigenze a cui lo Stato deve provvedere: diritti sociali che lo Stato deve garantire a tutti i cittadini. L’obiettivo è il raggiungimento di una sostanziale uguaglianza nel godimento dei diritti: la democrazia. Questa è la forma di Stato più diffusa nel mondo odierno, che ciascuna nazione ha sviluppato secondo le proprie peculiarità.
Nell’evoluzione delle forme di Stato si sono presentate anche forme di regressione, in cui le libertà dell’individuo e la democraticità del potere sono state annullate. Esse somigliano alla forma di stato della monarchia assoluta e sono :
STATO FEDERALE E STATO UNITARIO
LO STATO FEDERALE nasce dalla federazione di tanti Stati. Ogni Stato conserva parte del potere sovrano, mentre un’altra parte è consegnata al Governo Federale. Sono Stati Federali U.S.A., Argentina, Svizzera, Brasile, Germania, etc. E’ una forma di governo che si sposa bene nei casi di vaste estensioni territoriali.
Gli Stati dell’ UE, ad esempio, cedono alcuni poteri di sovranità agli organi comunitari, col fine di realizzare un futuro uno Stato Federale. Ora si tratta di una confederazione di Stati.
LO STATO UNITARIO o ACCENTRATO riconosce delle autonomie a enti pubblici territoriali, ma non la sovranità. Questo è il caso dell’Italia, un Paese Regionale. La Costituzione, che comincia a diffondersi nell’Ottocento, è un patto fondamentale che lega i cittadini di uno Stato. La Costituzione Italiana è stata approvata il 22 dicembre 1947 dall’Assemblea Costituente ed è in vigore dal 1 gennaio 1948. Questo documento è stato redatto alla conclusione della Seconda Guerra Mondiale (1945) in uno scenario di desolazione: il territorio era occupato da truppe straniere, il Re si era rifugiato dagli alleati, il caos era totale. La prima scelta che venne sottoposta agli italiani, tramite referendum istituzionale, fu quella tra Repubblica e Monarchia. Il 2 giugno 194 l’elettorato italiano, composto da uomini e donne, scelse la Repubblica e i Savoia vennero esiliati. In seguito venne votata per elezione l’Assemblea Costituente: un organo di 550 deputati, nessuno con maggioranza assoluta, che ebbero il compito di stilare le leggi sulle quali si sarebbe fondata la Repubblica Italiana. Vi erano una pluralità di voci, pensieri, partiti politici e sensibilità, ma furono obbligati a trovare un compromesso per realizzare delle leggi che rappresentassero tutti i cittadini, anche con idee politiche contrapposte. Le anime che hanno partecipato alla stesura della Costituzione sono principalmente tre:
LEZIONE 3, 22 SETTEMBRE
Sono tre gli elementi che si configurano come condizionanti delle scelte istituzionali successive:
La FORMA DI GOVERNO indica la modalità con cui in un determinato ordinamento si configurano i rapporti tra i poteri dello Stato. E’ un concetto interno al potere, infatti indica come i poteri si relazionano tra loro. Ogni realtà ha una forma di governo; ne esistono due grandi tipologie:
Questa forma di Governo è tipica degli U.S.A. ed è caratterizzata da:
Il potere Giudiziario negli Stati Costituzionali (sia con FdG Parlamentare e Presidenziale) si tende a considerare indipendente e autonomo per evitare che subisca condizionamenti politici.
3.LA FORMA DI GOVERNO SEMIPRESIDENZIALE
La forma di governo Semipresidenziale più famosa è quella francese, ma è stata adottata anche da Portogallo, Russia, Finlandia e Austria.
I tratti caratteristici della FdG Parlamentare sono:
I tratti caratteristici della FdG Presidenziale sono:
Questa FdG è propria del modello Svizzero. I cittadini eleggono solo il Parlamento che elegge il Direttorio, ovvero il Governo, affidandogli inizialmente la fiducia. Il Parlamento non può però revocare tale fiducia al Direttorio, i due organi lavorano insieme fino al termine della legislatura, ovvero 4 anni. La situazione svizzera è molto particolare in quanto nello stesso Paese convivono 4 lingue ufficiali e altrettanti gruppi etnici.
5.IL NEOPARLAMENTATISMO delle regioni italiane
Nei Comuni, Province e Regioni i cittadini eleggono sia il Consiglio Regionale (potere legislativo), sia il Presidente Regionale (potere esecutivo): caratteristica della FdG Presidenziale. Tuttavia è necessario il rapporto fiduciario tra i due organi, caratteristica della FdG Parlamentare. Se l’esecutivo è costretto a dimettersi poiché manca la fiducia del legislativo, anch’esso è costretto a sciogliersi, determinando il ritorno anticipato alle urne. Questa forma di governo si regge sulla clausola “SIMUL STABUNT, SIMUL CADENT” (insieme saremo, insieme cadremo), questo rappresenta la necessaria contestualità tra l’elezione del legislativo e dell’esecutivo. Un altro elemento proprio della FdG Presidenziale è la mancanza di un terzo organo neutrale, che faccia da arbitro tra i due poteri.
L’ITALIA
L’Italia ha una forma di governo parlamentare che presenta le seguenti variabili:
Il Governo deve avere la fiducia di entrambe le Camere. In altri Paesi la seconda Camera rappresenta interessi di gruppi minori: in Germania gli Stati Federati, in Spagna gli Stati Autonomi, in Inghilterra i Nobili, etc. Le problematiche che comporta il bicameralismo prefetto sono eventuali discrasie di maggioranza in una Camera e di minoranza nell’altra, che comporta difficoltà di governo.
IL MOMENTO ELETTORALE
Secondo l’art. 48 della Costituzione sono elettori tutti i cittadini italiani maggiorenni, nella misura in cui godono di tutti i diritti politici e civili (ad esempio,a chi commette reato è temporaneamente sospeso il diritto di voto). Inoltre il voto è:
Queste sono garanzie volte a preservare la democraticità dell’ordinamento. Il diritto di voto ha come ulteriore manifestazione il diritto del cittadino di essere votato. Partendo da questo concetto è utile distinguere tra:
La modalità di scelta degli organi rappresentativi è il sistema elettorale: il meccanismo che un ordinamento democratico utilizza per trasformare i voti dei cittadini in seggi all’interno degli organi rappresentativi, oppure per contare i voti e sulla base di questi assegnare alle liste dei candidati i seggi (posti) all’interno del Parlamento (49 milioni di elettori e 630 deputati) o di altri organi rappresentativi. L’obiettivo è rappresentare fedelmente la volontà dell’elettorato. Ogni Paese ha il proprio sistema elettorale, che meglio rispecchia la realtà dello stesso. Esistono due grandi famiglie di sistemi elettorali(che presentano numerose varianti) e una terza che coniuga i pregi di entrambe:
Ex. Una percentuale di voti pari al 30% otterrà un numero di seggi proporzionale al 30% dei seggi disponibili. I voti ottenuti da un singolo partito STA al totale dei
voti espressi dagli elettori COME i seggi spettanti a quel partito STANNO al totale dei seggi disponibili. L’esito tipico di questo sistema elettorale è la frammentazione del Parlamento che da rappresentanza ad una molteplicità di sensibilità. Il pregio di questo sistema elettorale è che da voce a diverse fazioni, anche ai partiti più piccoli, che conferisce un tasso di democraticità e rappresentatività molto alto.
Il difetto è la difficoltà che un partito ottenga la maggioranza dei seggi se vi sono numerosi partiti minori (come è il caso italiano). Questo si riflette in una cronica instabilità del sistema parlamentare, non potendo contare su una maggioranza solida, e risulta quindi difficile governare.
SENATO DELLA REPUBBLICA
Oltre ad essere direttamente eletto dal popolo, il Senato, come recita la Costituzione, è eletto a base regionale. Questa disposizione è stata ideata per creare una Camera di rappresentanza delle realtà regionali. Con il sistema elettorale vigente, si sono costruite 20 circoscrizioni elettorali, quante sono le regioni del territorio italiano. Il Senato ha sede a Palazzo Madama è costituito da 315 senatori più 7 (numero variabile) senatori a vita. Ogni Presidente della Repubblica, concluso il suo mandato, diventa di diritto senatore a vita. In altri casi il Presidente della Repubblica nomina senatori a vita, personalità che si sono particolarmente distinte in ambito sociale, artistico o scientifico. Tra i 315 senatori, 6 sono eletti nella circoscrizione estero con lo stesso procedimento utilizzato per eleggere i deputati. I restanti 309 senatori sono eletti dalle regioni. Ogni regione elegge un certo numero di senatori, proporzionale al
numero degli abitanti della regione stessa. Ad esempio la circoscrizione delle regione Lombardia, regione più popolosa di Italia, elegge 46 senatori, il Molise ne elegge due, la Valle d’Aosta ne elegge uno, mentre Umbria e Basilicata ne eleggono 7. Negli USA ad ogni Stato sono riconosciuti due senatori. Le elezioni nelle diverse regioni sono contestuali e avvengono ogni 5 anni. All’interno di ogni territorio regionale viene utilizzato lo stesso sistema elettorale per l’elezione dei Deputati. Il territorio della regione Lombardia assegna 46 seggi, attribuendo il premio di maggioranza (55% dei seggi, ovvero 25) al partito che riceve più voti e distribuendo i seggi restanti ai partiti sconfitti, con soglia di sbarramento dell’8%. E’ da notare che il premio di maggioranza è assegnato a livello regionale e non nazionale, portando ad una necessaria incertezza di ottenere la maggioranza assoluta in Senato per qualunque partito. Anche in questo caso non è possibile selezionare il candidato che si preferisce.
Le differenze tra i sistemi elettorali delle due Camere sono:
I criteri di rappresentanza dell’elettorato sono invece identici per entrambe le Camere. Al contrario, in tutti gli altri Paesi le due camere esprimono criteri di rappresentanza diversi. La prima camera è una rappresentanza nazionale, mentre la seconda camera è una rappresentanza federale/regionale. In Italia sonno gli elettori che conferiscono legittimità alle camere, ovvero entrambe esprimono la volontà popolare. Le due camere, pur condividendo funzioni importanti come quella legislativa, sono organi autonomi e indipendenti : entrambi ottengono legittimazione del popolo. I due organi non operano in modo indipendente nei casi espressamente previsti dalla legge, in cui il Parlamento si riunisce in seduta comune:
La sovranità di ciascuno camera è così importante che, la Costituzione nell’art. 64 da la possibilità a ogni camera di approvare un regolamento interno per determinare le sue modalità di funzionamento e la propria realizzazione. Tale regolamento:
legislativo in una funzione istruttoria e preparatoria. La Costituzione le menziona nell’art. 72, comma 3 della Costituzione: sono commissioni necessariamente composte in modo da rispecchiare proporzionalmente la composizione dei rapporti di fiducia tra i gruppi parlamentari. Queste commissioni, 14 in entrambe le Camere, vengono insediate all’inizio della legislatura e costituite per competenze o per materia di cui si occupano, in corrispondenza dei diversi ministeri. Esistono ad esempio la Commissione Affari Esteri, Interni, etc. Le commissioni svolgono attività istruttoria in base alla materia in cui una legge dovrà essere approvata.
Un altro elemento di distinzione con le Commissioni, è la non necessaria proporzionalità rispetto alla composizione dei gruppi parlamentari. In linea generale si evitano doppi lavori ai Deputati, ma non è vietato.
I RUOLI DEL PARLAMENTO
La Costituzione assegna un ruolo centrale alle due Camere, poiché sono gli unici organi eletti direttamente dal popolo. Esistono due ruoli centrali e altri marginali.
Parlamento approva le leggi, chiamato processo legislativo: sequenza di atti e di fasi tra loro coordinate il cui prodotto finale è la legge. Questa fasi sono:
Il potere di iniziativa legislativa è tassativo e riservato a questi 5 soggetti, se l’iniziativa legislativa arrivasse da altri soggetti sarebbe illegittima e le Camere dovrebbero ignorarla.
A questo punto posso presentarsi due scenari. Se la Camera boccia il progetto di legge, il processo legislativo si conclude. Se la Camera approva il progetto di legge, poiché il nostro sistema è bicamerale perfetto, lo trasmette all’altra Camera. A questo punto si ripete lo stesso iter legislativo nella Camera a cui è stato trasmesso il progetto di legge.
l’attività deliberatoria (approvano il testo finale della legge). Quando le commissioni svolgono anche questa attività operano in sede legislativa o deliberativa, mentre secondo il processo ordinario operano solo in sede referente o istruttoria.
Le tre caratteristiche importanti del Processo Decentrato sono:
In ogni procedimento sussiste il ruolo fondamentale ricoperto dalle commissioni permanenti. Quando una legge riguarda materie che coinvolgono competenze di più commissioni, l’attività istruttoria sarà svolta dalle commissioni interessate.
Questa è la funzione principale delle Camere che conferiscono l’impronta politica ad un determinato ordinamento. La Costituzione stabilisce una forma fissa e predefinita per ogni norma di legge, mentre solo per alcune tipologie prevede norme apposite che ne indirizzano il contenuto (art. 78-81).
Il Parlamento conferisce la fiducia al Governo, in omaggio alla natura parlamentare della nostra forma di governo, attraverso la MOZIONE DI FIDUCIA:
Il Governo illustra il proprio programma politico alle Camere che, attraverso una mozione di fiducia motivata (la motivazione avviene richiamando il programma politico punto per punto), ne manifestano la condivisione. A questo punto la fiducia viene votata per APPELLO NOMINALE, i deputati e i senatori vengono chiamati uno ad uno a votare. Lo scopo della votazione per appello nominale consiste nel rendere manifesta ed esplicita la posizione politica di ciascun deputato o senatore. La mozioni di fiducia, atto di nascita del Governo, è presentata dai capigruppo dei gruppo parlamentari di maggioranza.
La Costituzione, attraverso l’art. 64 terzo comma, considera necessaria per l’ insediamento del nuovo Governo, la maggioranza semplice, ovvero la maggioranza dei voti dei presenti. E’ logico ritenere che un Governo per poter governare necessiti della maggioranza assoluta, ma formalmente è richiesta solo quella semplice.
La MOZIONE DI SFIDUCIA è l’atto con il quale il Governo, in mancanza di fiducia da parte di entrambe le Camere, è costretto a dimettersi. La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera che la presenta. Inoltre la discussione e la votazione si realizzano non prima di 3 giorni dalla presentazione dell’atto, per dare tempo alle forze di maggioranza di ricompattarsi ed evitare colpi di mano dell’opposizione, che potrebbe approfittarsi di malattie o assenze dei componenti della maggioranza. Così come la mozione di fiducia, anche la mozione di sfiducia, deve essere motivata e votata per appello nominale.
Per la nascita del governo la mozione è approvata sia dalla Camera che dal Senato, mentre è sufficiente che una solo Camera approvi la mozione di sfiducia. L’effetto costituzionale dell’approvazione della mozione di sfiducia sono le dimissioni del Governo.
Altra caratteristica che distingue questi due atti è che mentre la mozione di fiducia è un atto imprescindibile alla nascita del Governo, la mozione di sfiducia non lo è; infatti il Governo può decidere autonomamente di dimettersi.
Il Rapporto Fiduciario è messo alla prova nell’arco della legislatura, infatti non basta il voto iniziale per considerarlo confermato. Esistono quindi delle votazioni intermedie chiamate QUESTIONIDI FIDUCIA. Si tratta di atti ad iniziativa del Presidente del Consiglio, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, discussi 24 ore dopo la loro presentazione, per verificare e confermare la fiducia al governo, tramite votazione a maggioranza semplice. Gli scopi di tale pratica solo essenzialmente due: