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Negli anni che sono andati dalla fine degli anni ‘60 fino a pochi anni fa, la Francia ha cambiato circa 30 volte la legge sulla cittadinanza. A ogni minima modifica dei programmi politici governativi del momento si agiva modificando la legislazione sulla cittadinanza, lo si faceva giustificando la garanzia dei diritti sociali. Il risultato che è emerso da questo atteggiamento. Ci sono dei fenomeni di segregazioni all’interno della Francia, il livello di integrazione è oggettivamente minore, c’è un minore dialogo fra le diverse comunità. Nel 2016, visti i risultati delle politiche fatte in questo momento, ha pensato che bisognasse inserire dei meccanismi che potessero facilitare l'integrazione culturale di persone che non rispondevano al paradigma francese, mostrando di voler un po’ rinunciare al paradigma francese. Ha preso spunto da altri ordinamenti come la Germania, per esempio, che avevano già compiuto perché l’integrazione deve essere supportata dalle istituzioni attraverso vere e proprie politiche di integrazioni. Un conto è pretendere di avere dei requisiti, un conto è aiutare quelle persone che vogliono integrarsi: verificare che le persone che si vogliono integrare, si aiutino e si affianchino. ITALIA La legge numero 92 era già nata vecchia, per essere una legge degli anni ‘90 sulla cittadinanza, aveva un’impostazione che era rimasta un po’ quella dell’inizio del ‘900 (Italia paesi di emigrati, matrimonio; percorso di naturalizzazione (i richiedenti possono presentare istanza di cittadina a dopo i 10 anni di residenza per cittadini extracomunitari (ininterrotta) il richiedente deve dimostrare di non aver subito condanne, di disporre di mezzi per sostegno economico, si prevede la dimostrazione della conoscenza della lingua italiana pari almeno al livello B2 [...]. | percorsi possono essere più o meno facili, uno dei problemi della disciplina italiana, sono gli effettivi tempi di trattazione delle pratiche (+4 anni). Negli ultimi anni, sono stati proposti delle modifiche a questa legge: dell’ordinamento diventi un requisito per la possibilità di ottenere la cittadinanza. 2. Aumentare il numero di casi in cui si applica lo ius soli. Quello che effettivamente è stato modificato: 1. Decreto legislativo 113 del 2018: abrogata la disposizione che preclude il rigetto dell’istanza di cittadinanza per matrimonio decorsi due anni dalla richiesta. Anche quattro anni dopo la pubblica amministrazione può rifiutare la concessione di cittadinanza. Inserire nell’ordinamento un’ipotesi di revoca della cittadina in caso di condanna definitiva per alcuni gravi delitti (terrorismo, eversione dell’ordine costituzionale, partecipazione a banda armata, assistenza ad associazioni sovversive o con finalità di terrorismo...). Il Regno Unito che contiene come la gran parte degli ordinamenti una serie di motivi per la revoca di cittadinanza, ma i casi della revoca sono classici. Il terrorismo internazionale ha attirato l’attenzione su questo istituì e ha spinto alcuni ordinamenti di revocare la cittadina alla commissione di determinati delitti. Il Regno Unito è uno dei primi che si muove in questo senso: adotta una serie di modifiche del 2006 e del 2014 che modifica le modalità della denazionalizzazione: quando la cittadina sia stata acquisita in maniera fraudolenta e