Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


DIRITTO PUBBLICO COMPARATO - L' India, Sintesi del corso di Diritto Pubblico Comparato

DIRITTO PUBBLICO COMPARATO - L' India

Tipologia: Sintesi del corso

2019/2020

Caricato il 10/07/2020

morabito1984
morabito1984 🇮🇹

4.2

(12)

10 documenti

1 / 4

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
L’INDIA
L’Unione Federale Indiana, rappresenta oggi uno degli stati più popolosi al mondo avendo già superato il miliardo di abitanti.
Si tratta di una democrazia connotata da grandi diversità strutturali in merito a lingue parlate, alle etnie presenti sul territorio,
ad aspetti religiosi ed anche al corpo sociale che è caratterizzato da molteplici stratificazioni castali. La forma di governo di
tipo parlamentare è i risultato di un connubio tra il modello Westminster a cui è ispirata la Costituzione e una prassi di governi di
coalizione formati da un numero molto ampio di partiti.
L’India è suddivisa in 28 stati membri e 7 Territori. Il numero degli stati membri dell’Unione si è incrementato dal 1950 in avanti,
in virtù di una politica di apertura della federazione al riconoscimento della soggettività linguistica e culturale di quelle
comunità politiche che chiedevano una conferma di carattere istituzionale della loro rilevanza. Questo fenomeno ha
rafforzato il federalismo cooperativo indiano perché anziché incentivare dinamiche scissioniste, ha favorito lo svilupparsi del
senso di appartenenza. Le lingue riconosciute ufficialmente sono ben 22 e le religioni praticate sono addirittura 6 ma la
maggioranza della popolazione segue quella induista.
L’India conquista la sua indipendenza nel 1947 coronando il cammino del movimento indipendentista guidato dal partito
National Congress Party, noto anche per la figura posta a capo dello stesso, guida spirituale e politica il Mahatma Gandhi.
Il raggiungimento dell’indipendenza indiana non è caratterizzata da scontri armati tra movimento indipendentista e
colonizzatori inglesi, piuttosto dalla violenta contrapposizione tra comunità musulmana e indù che portò ad una guerra civile
con la conseguente separazione fra l’UNIONE e il PAKISTAN.
Il Trattato di Parigi del 1763 sancisce la supremazia britannica e a fine 800 la stessa ha il controllo quasi totale del territorio
indiano. E’ con il BRITISH RAY che si avvia il processo di unificazione politico-amministrativo del territorio che oggi si identifica
con L’UNIONE FEDERALE INDIANA. L’India venne suddivisa in province amministrate da Governatori ma è solo nel 1909 con la
riforma MINTO-MORLEY che rappresentanti indiani direttamente eletti dal popolo, iniziarono a far parte dei CONSIGLI LOCALI,
ma anche in tal caso non si trattava di una rappresentanza generale, in quanto il diritto di voto era concesso su base
censitaria e per elettorati separati.
Il GOVERNEMENT OF INDIA ACT del 1919 realizza un maggiore decentramento provinciale istituendo un SISTEMA BICAMERALE
che si affiancava al potere esecutivo ancora in mano britannica. Nelle province la gestione amministrativa era divisa tra il
GOVERNATORE responsabile nei confronti del governo centrale e un GRUPPO DI MINISTERS designati dalle assemblee elettive
locali. Il Governatore veniva coadiuvato da:
COUNCIL OF STATES (60 membri)
LEGISLATIVE ASSEMBLY (114 deputati)
Con il GOVERNEMENT ACT del 1935 si istituiva una federazione tra le province i i piccoli principati indipendenti. Si sperimentò
una forma di governo di TIPO DUALISTICO divisa tra il Governatore generale di nomina britannica e un CONSIGLIO DEI MINISTRI
espressione delle due assemblee legislative elettive FEDERAL ASSEMBLY e il COUNCIL OF STATE.
A partire da questa organizzazione istituzionale si forma l’ASSEMBLEA COSTITUENTE, eletta dai Consigli provinciali, che nel 1946
che sarà artefice della nuova forma di stato federale e di governo parlamentare, allo scopo di trovare una soluzione di
compromesso tra le due grandi comunità del British Ray, attraverso la costituzione di una FEDERAZIONE INDO-MUSULMANA che
alla fine sfociò, dopo una guerra civile all’approvazione nel 1947 dell’INDIA INDIPENCE ACT il quale concedeva l’indipendenza
a due distinti stati: PAKISTAN e REPUBBLICA FEDERALE INDIANA.
L’India nasce come REPUBBLICA SOVRANA, DEMOCRATICA, LAICA e SOCIALISTA. Tale definizione è di certo voluta anche per
rimuovere ogni dubbio circa la permanenza di piccoli regni e principati: fu previsto, per queste entità, un atto unilaterale di
adesione all’Unione Indiana.
Compito della Repubblica è di assicurare a tutti i cittadini: giustizia sociale, libertà di espressione, pensiero e opinione, fede
religiosa, uguaglianza, il carattere democratico e la forma repubblicana dell’ordinamento sono considerate l’elemento base
dell’intera Costituzione, e non passibili di revisione. In India la forma di governo può essere definita come un FEDERALISMO
CON TENDENZE CENTRIPETE: si tratta di uno stato federale per le sue caratteristiche strutturali ma che si è evoluto fino a
valorizzare il peso politico degli stati membri; consente, infatti, un dispiegamento dei poteri degli stati membri in condizioni
politico – istituzionali normali, mentre prevede la prevalenza del governo centrale nei momenti di crisi: FEDERALISMO APERTO o
a MOLTEPLICI VIRTUALITA’.
L’Assemblea Costituente indiana si trovò di fronte alla difficoltà di conciliare le diverse componenti plurilinguistiche e
multireligiose delle varie società civili, dato che esisteva l’esigenza di rafforzare l’unitarietà dello stato evitando dinamiche
centrifughe che potevano portare ulteriori processi di divisione, oltre che realizzare quella tanto auspicata rivoluzione sociale
che potesse dar vita ad uno sviluppo economico rapido e condiviso tra le diverse aree del paese. Si optò quindi, per un
federalismo basato su un forte peso delle strutture centrali .
Caratteristica della democrazia di questo paese è l’importanza dei leader carismatici, punti di riferimento grazie alla loro
capacità di rappresentare tutti gli indiani. Le competizioni elettorali infatti, rappresentano un evento di mobilitazione
dell’intero Paese che dura diverse settimane in ragione della dimensione del corpo elettorale, si parla in effetti per l’India di
democrazia più grande del mondo. Il sistema elettorale è di tipo maggioritario uninominale puro secondo la tradizionale
formula del first past the post. Tale sistema fu scelto perché corollario del modello Westminster oltre che per maggiori garanzie
di stabilità che sembrava offrire, essendo un sistema semplice che meglio si adattava alle condizioni del corpo elettorale
caratterizzato da tassi elevati di analfabetismo: i duelli tra singoli candidati nelle circoscrizioni uninominali sono più immediati.
La legge elettorale fu approvata nel 1950. Il sistema politico si incentra su due livelli: quello della FEDERAZIONE e quello dei
PARTITI STATALI che a partire dagli anni 80’ si sono intrecciati dando vita ai GOVERNI DI COALIZIONE.
Negli anni dal 1947 al 1977 vi è in India il dominio elettorale del CONGRESS PARTY: in primis per la posizione che assumono quei
partiti che contribuiscono in modo determinante al raggiungimento dell’indipendenza del paese e poi anche per le capacità
dello stesso di farsi portavoce dei reali bisogni della cittadinanza. Questo partito riuscì a valorizzare tutte le componenti Del
pf3
pf4

Anteprima parziale del testo

Scarica DIRITTO PUBBLICO COMPARATO - L' India e più Sintesi del corso in PDF di Diritto Pubblico Comparato solo su Docsity!

L’INDIA

L’Unione Federale Indiana, rappresenta oggi uno degli stati più popolosi al mondo avendo già superato il miliardo di abitanti. Si tratta di una democrazia connotata da grandi diversità strutturali in merito a lingue parlate, alle etnie presenti sul territorio, ad aspetti religiosi ed anche al corpo sociale che è caratterizzato da molteplici stratificazioni castali. La forma di governo di tipo parlamentare è i risultato di un connubio tra il modello Westminster a cui è ispirata la Costituzione e una prassi di governi di coalizione formati da un numero molto ampio di partiti. L’India è suddivisa in 28 stati membri e 7 Territori. Il numero degli stati membri dell’Unione si è incrementato dal 1950 in avanti, in virtù di una politica di apertura della federazione al riconoscimento della soggettività linguistica e culturale di quelle comunità politiche che chiedevano una conferma di carattere istituzionale della loro rilevanza. Questo fenomeno ha rafforzato il federalismo cooperativo indiano perché anziché incentivare dinamiche scissioniste, ha favorito lo svilupparsi del senso di appartenenza. Le lingue riconosciute ufficialmente sono ben 22 e le religioni praticate sono addirittura 6 ma la maggioranza della popolazione segue quella induista. L’India conquista la sua indipendenza nel 1947 coronando il cammino del movimento indipendentista guidato dal partito National Congress Party , noto anche per la figura posta a capo dello stesso, guida spirituale e politica il Mahatma Gandhi. Il raggiungimento dell’indipendenza indiana non è caratterizzata da scontri armati tra movimento indipendentista e colonizzatori inglesi, piuttosto dalla violenta contrapposizione tra comunità musulmana e indù che portò ad una guerra civile con la conseguente separazione fra l ’UNIONE e il PAKISTAN. Il Trattato di Parigi del 1763 sancisce la supremazia britannica e a fine 800 la stessa ha il controllo quasi totale del territorio indiano. E’ con il BRITISH RAY che si avvia il processo di unificazione politico-amministrativo del territorio che oggi si identifica con L’UNIONE FEDERALE INDIANA. L’India venne suddivisa in province amministrate da Governatori ma è solo nel 1909 con la riforma MINTO-MORLEY che rappresentanti indiani direttamente eletti dal popolo, iniziarono a far parte dei CONSIGLI LOCALI , ma anche in tal caso non si trattava di una rappresentanza generale, in quanto il diritto di voto era concesso su base censitaria e per elettorati separati. Il GOVERNEMENT OF INDIA ACT del 1919 r ealizza un maggiore decentramento provinciale istituendo un SISTEMA BICAMERALE che si affiancava al potere esecutivo ancora in mano britannica. Nelle province la gestione amministrativa era divisa tra il GOVERNATORE responsabile nei confronti del governo centrale e un GRUPPO DI MINISTERS designati dalle assemblee elettive locali. Il Governatore veniva coadiuvato da: COUNCIL OF STATES (60 membri) LEGISLATIVE ASSEMBLY (114 deputati) Con il GOVERNEMENT ACT del 1935 si istituiva una federazione tra le province i i piccoli principati indipendenti. Si sperimentò una forma di governo di TIPO DUALISTICO divisa tra il Governatore generale di nomina britannica e un CONSIGLIO DEI MINISTRI espressione delle due assemblee legislative elettive FEDERAL ASSEMBLY e il COUNCIL OF STATE. A partire da questa organizzazione istituzionale si forma l’ ASSEMBLEA COSTITUENTE , eletta dai Consigli provinciali, che nel 1946 che sarà artefice della nuova forma di stato federale e di governo parlamentare, allo scopo di trovare una soluzione di compromesso tra le due grandi comunità del British Ray, attraverso la costituzione di una FEDERAZIONE INDO-MUSULMANA che alla fine sfociò, dopo una guerra civile all’approvazione nel 1947 dell’I NDIA INDIPENCE ACT il quale concedeva l’indipendenza a due distinti stati: PAKISTAN e REPUBBLICA FEDERALE INDIANA. L’India nasce come REPUBBLICA SOVRANA , DEMOCRATICA , LAICA e SOCIALISTA. Tale definizione è di certo voluta anche per rimuovere ogni dubbio circa la permanenza di piccoli regni e principati: fu previsto, per queste entità, un atto unilaterale di adesione all’Unione Indiana. Compito della Repubblica è di assicurare a tutti i cittadini: giustizia sociale, libertà di espressione, pensiero e opinione, fede religiosa, uguaglianza , il carattere democratico e la forma repubblicana dell’ordinamento sono considerate l’elemento base dell’intera Costituzione, e non passibili di revisione. In India la forma di governo può essere definita come un FEDERALISMO CON TENDENZE CENTRIPETE : si tratta di uno stato federale per le sue caratteristiche strutturali ma che si è evoluto fino a valorizzare il peso politico degli stati membri; consente, infatti, un dispiegamento dei poteri degli stati membri in condizioni politico – istituzionali normali, mentre prevede la prevalenza del governo centrale nei momenti di crisi: FEDERALISMO APERTO o a MOLTEPLICI VIRTUALITA ’. L’Assemblea Costituente indiana si trovò di fronte alla difficoltà di conciliare le diverse componenti plurilinguistiche e multireligiose delle varie società civili, dato che esisteva l’esigenza di rafforzare l’unitarietà dello stato evitando dinamiche centrifughe che potevano portare ulteriori processi di divisione, oltre che realizzare quella tanto auspicata rivoluzione sociale che potesse dar vita ad uno sviluppo economico rapido e condiviso tra le diverse aree del paese. Si optò quindi, per un federalismo basato su un forte peso delle strutture centrali. Caratteristica della democrazia di questo paese è l’importanza dei leader carismatici , punti di riferimento grazie alla loro capacità di rappresentare tutti gli indiani. Le competizioni elettorali infatti, rappresentano un evento di mobilitazione dell’intero Paese che dura diverse settimane in ragione della dimensione del corpo elettorale, si parla in effetti per l’India di democrazia più grande del mondo. Il sistema elettorale è di tipo maggioritario uninominale puro secondo la tradizionale formula del first past the post. Tale sistema fu scelto perché corollario del modello Westminster oltre che per maggiori garanzie di stabilità che sembrava offrire, essendo un sistema semplice che meglio si adattava alle condizioni del corpo elettorale caratterizzato da tassi elevati di analfabetismo: i duelli tra singoli candidati nelle circoscrizioni uninominali sono più immediati. La legge elettorale fu approvata nel 1950. Il sistema politico si incentra su due livelli: quello della FEDERAZIONE e quello dei PARTITI STATALI che a partire dagli anni 80’ si sono intrecciati dando vita ai GOVERNI DI COALIZIONE. Negli anni dal 1947 al 1977 vi è in India il dominio elettorale del CONGRESS PARTY : in primis per la posizione che assumono quei partiti che contribuiscono in modo determinante al raggiungimento dell’indipendenza del paese e poi anche per le capacità dello stesso di farsi portavoce dei reali bisogni della cittadinanza. Questo partito riuscì a valorizzare tutte le componenti Del

movimento indipendentista al suo interno, i responsabili politici statali infatti erano scelti sempre attraverso elezioni interne. Inoltre, lo stesso rappresentava un polo attrattivo anche per i partiti locali che sa soli non avevano sufficiente forza per affermarsi a livello nazionale e che rappresentavano dei notevoli “serbatoi di voti”. Un punto di svolta si ebbe nelle elezioni del 1977 quando la figlia del leader politico del Congress, Indira Gandhi , registrò una clamorosa sconfitta, proprio perché aveva adottato una linea politica molto differente da quella del padre Nehru , riducendo progressivamente la democrazia interna al partito, accentrando i poteri del Primo Ministro e assumendo il controllo di importanti istituzioni statali come i corpi speciali di polizia; di tali elezioni infatti si parla indicandole come RIVOLUZIONE ATTRAVERSO LE URNE o SECONDA INDIPENDENZA INDIANA. La nuova colazione tuttavia, dimostrò scarsa adesione e arrivò ad un rapido scioglimento nel 1980 quando Indira torna al governo anche se si affacciano sulla scena politica nuovi partiti in grado di formare delle valide alternative al Congress. Si fa strada un nuovo partito politico il BJP che raccoglie molti consensi e fa pensare alla trasformazione del sistema indiano in un sistema dualistico ma occorre riconoscere che entrambi i partiti, non possono prescindere da forze politiche minori per costruire alleanze di governo stabili. Vi fu un netto ritorno al potere del Congress, grazie ad un’alleanza politica formata da ben 14 partiti che formano l’UNITED PROGRESSIVE ALLIANCE. IL PARLAMENTO INDIANO è formato da: CAMERA DEL POPOLO e CAMERA DEGLI STATI. Si tratta di un bicameralismo asimmetrico temperato. La prima rappresenta in via diretta il popolo indiano ed è a composizione variabile in media 530 membri , resta in carica per 5 anni ed è presieduta da uno speaker e da un vice presidente che è espressione dell’opposizione, può essere sciolta dal Presidente dell’Unione. La seconda è formata da 250 membri che rappresentano gli stati membri a livello della federazione, è organo di durata permanente non soggetto a scioglimento che si rinnova per 1/ ogni 2 anni con una durata dei singoli mandati di 6 anni. I membri vengono eletti dalle assemblee legislative degli stati membri e dei Territori. Tale camera non è legata da nessun rapporto di fiducia con il Governo ma partecipa al procedimento legislativo anche in materia di iniziativa legislativa. Tale camera ha potere di decisione finale nella procedura di approvazione dei MONEY BILLS: una categoria di leggi a contenuto economico di particolare rilevanza. IL PRESIDENTE DELL’UNIONE è capo del potere esecutivo e può assumere poteri eccezionali in periodi di emergenza o crisi. Viene eletto in via indiretta da un COLLEGIO ELETTORALE COMPOSITO nel quale devono essere rispecchiate tutte le forze politiche presenti in parlamento oltre che gli stati membri, quindi vi partecipano sia le CAMERE PARLAMENTARI che le ASSEMBLEE LEGISLATIVE STATALI. Nomina il Primo Ministro di solito il leader del partito di maggioranza, mentre i ministri vengono indicati dal premier. PRESIDENT RULE  o GOVERNO DEL PRESIDENTE che si attua qualora si verifichi un’impossibilità di funzionamento degli organi costituzionali , che legittima il presidente dell’Unione a revocare i poteri del governo ed esercitarli personalmente.. Organi consultivi del Presidente sono il Primo Ministro e il Consiglio dei Ministri. IL CABINET non è espressamente previsto in Costituzione e non può quindi, essere considerato costituzionalmente obbligario; è un organo collegiale che persegue l’indirizzo politico del Governo. Composto da una 20na di ministri e si riunisce con estrema frequenza, mentre il Consiglio dei Ministri è formato da circa 70 membri e si riunisce di rado. Vi sono poi ulteriori cariche: CABINET MINISTERS MINISTRI DI STATO DEPUTY MINISTERS paragonabili ai nostri sottosegretari. Si affianca al Cabinet il NATIONAL ADVISORY COUNCIL composto da rappresentanti politici di spicco che ha funzioni consultive nella determinazione delle modalità operative per l’attuazione dell’indirizzo politico del Governo. Il federalismo indiano e di tipo cooperativo e a tendenza centripeta e dopo una prima fase di prevalenza del livello centrale, è aumentato il peso specifico degli stati membri. Attualmente consta di 28 stati e 7 Territori. In ognuno di essi vige un parlamento e vi è la presenza di un GOVERNATORE GENERALE che svolge funzioni comparabili a quelle rivestite dal Presidente dell’UNIONE. Le competenze sono di 3 tipologie e comunque prevedono collaborazione tra i diversi livelli di governo:

  • ESCLUSIVE DELLA FEDERAZIONE
  • CONCORRENTI TRA UNIONE E STATI MEMBRI
  • ESCLUSIVE DEGLI STATI MEMBRI anche se a volte la Federazione oltrepassa il limite in deroga al criterio di queste tre liste di materie, invadendo la sfera di competenza degli stati, come nel campo dell’applicazione dei trattati internazionali o ambiente. La clausola di competenza residuale spetta all’Unione e non agli stati, anche se non vi sono delle zone grigie in cui possa essere utilizzata tale competenza. Le competenze prevedono comunque una collaborazione tra i differenti livelli di governo. Esistono ulteriori 3 livelli di decentramento all’interno degli stati a seguito di una riforma degli anno 90’ che richiama l’ideale gandhiano della democrazia dei villaggi :
  • IL DISTRETTO articolazione definibile come regionale;
  • UN LIVELLO INTERMEDIO presente solo negli stati popolosi;
  • UN LIVELLO BASE articolato in AUTONOMIE RURALI e AUTONOMIEE URBANE. Questi organismi prevedono sempre una rappresentanza elettiva delle comunità locali che assume la responsabilità nello svolgimento delle funzioni amministrative indicate in costituzione sulla base di una lista di materie. La Costituzione indiana, approvata definitivamente nel 1949 , è senza dubbio la più lunga del mondo ed è considerata un punto di riferimento per partiti politici, istituzioni e cittadini svolgendo un’azione unificante anche per le sue capacità di adattamento alle evoluzioni della società e dell’ordinamento, quest’ultimo infatti, si basa su un’impostazione di common law (dove consuetudini e giurisprudenza svolgono un ruolo fondamentale) e al tempo stesso su di un testo molto dettagliato nei suoi 395 articoli , vicino ai paesi di civil law. E’ simile a quella italiana nei caratteri perché è definita programmatica , lunga e garantita.