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riassunto del manuale di diritto pubblico comparato
Tipologia: Dispense
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Il metodo nel diritto pubblico comparato Il metodo è considerato una sorta di ossessione per i comparatisi -> qualunque scritto che abbia ad oggetto la comparazione giuridica è caratterizzato dal metodo. Ma a cosa serve il metodo? Essenzialmente per un ‘’corretto uso della ragione’’ e soprattutto al comparatista serve per distinguersi dagli altri giuristi. Inizialmente, tra la fine dell’800 e l’inizio del 900 si affermava l’inutilità del diritto comparato (che altro non è se non lo studio degli altri ordinamenti stranieri), perchè si diceva ‘’altre genti, altri climi’’. Ad oggi il diritto comparato risulta essere determinante per la formazione del giurista. Un bravo giudice, un bravo avvocato utilizzeranno il diritto comparato nelle loro memorie, nei propri scritti. Cosa significa comparare? Mettere in luce analogie e differenze tra i vari sistemi giuridici per comprendere meglio come una determinata fattispecie è stata gestita dai vari ordinamenti. Ad esempio la legislazione sul c.d. fine vita, oppure la procreazione medicalmente assistita, sono fattispecie che vengono sottoposte a comparazione per comprendere come sono state regolate dai vari ordinamenti. CAPITOLO DUE Teoria e storia del costituzionalismo
Primo concetto essenziale è quello di Costituzione , termine che nel tempo ha abbracciato diversi significati fino ad arrivare a quello dei giorni nostri. Inizialmente, nell’Antica Grecia i filosofi lo utilizzavano per indicare il complesso degli assetti politici su cui si fondava la Polis. Come vediamo, siamo ben lontani dal significato attuale di Costituzione come legge fondamentale dello Stato. Per arrivare all’attuale concetto di Costituzione bisognerà attendere lo Stato assoluto e la sua successiva entrata in crisi che permetterà all’Illuminismo di affermare concetti
potere stesso può degenerare se non incontra freni adeguati)
Quindi lo Stato è l’organizzazione di un popolo su un determinato territorio su cui viene esercitata una forma di sovranità. Altro termine è la Forma di Stato che consiste nel rapporto tra governanti e governati.
2-2) lo stato assoluto come alba della modernità
rapporti di potere sono fondati su relazioni di tipo privatistico: i regni venivano ereditati, suddivisi, talvolta venduti. Tale situazione viene superata da una nuova concezione dei rapporti di potere e delle relazioni tra chi lo detiene e chi lo subisce: in tutta Europa si innesca un processo di centralizzazione del potere nelle mani del Sovrano Assoluto. Successivamente, nella seconda metà del ‘700, lo Stato Assoluto effettua qualche
benessere, tuttavia questo tentativo di riforma risulterà essere inadeguato. La spinta decisiva arriverà con gli ideali Illuministi. Con l’illuminismo il protagonista diventa l’individuo e le strutture del potere devono essere volte alla tutela del singolo e dei suoi diritti. Una voce molto importante di questo movimento è quella di Montesquieu che teorizza la divisione dei poteri , perchè se da una parte il potere è necessario per una convivenza pacifica, dall’altra parte, il potere incontrollato rischia di non ottenere i risultati sperati. 2-4) il costituzionalismo INGLESE In INGHILTERRA vi è un’esperienza che anticipa l’affermazione di libertà e diritti. Questo perchè sin dalle origini, nel sistema inglese, che ha un sistema di common law, ruolo principale assume il c.d. concetto di rule of law , ossia il primato de principi che presiedono alle libertà e ai diritti degli individui. Altro step fondamentale si è avuto nel 1215 con la Magna Carta Libertatum. L’importanza di questo documento risiede nel fatto che vi è stata una vera e propria negoziazione di un patto con il Re con la conseguente fissazione dei limiti al suo potere. Poi vi è stato un periodo complicato tra il 1603 e il 1688 con la dinastia Tudor che ha cercato di instaurare un modello assolutistico ma che si è concluso quando nel 1688 vengono costretti all’esilio e sale al trono Guglielmo d’Orange con l’imposizione del Bill of Rights, che riaffermava alcune antiche libertà come l’habeas corpus, cioè il diritto dell’individuo accusato di un crimine ad essere giudicato da un giudice imparziale. 2-5) Le grandi rivoluzioni de XVIII secolo Il 18° secolo è stato segnato da due grandi eventi:
D’America, documento di grande importanza perchè avvierà il processo che porterà alla Costituzione degli Stati Uniti.
assoluto colpito dai movimenti illuministi che mettono in risalto le inadeguatezze dello Stato assoluto. Il primo passo arriva con la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino. Ovvero un catalogo di principi e norme con cui la
Il frutto di questi accordi sono le così dette Costituzioni concesse (esempio è lo Statuto Albertino del 1848). Tuttavia non erano intese come legge suprema dello stato ma avevano un valore essenzialmente politico. Sotto questo profilo, per quanto riguarda la disciplina dei Diritti individuali si ha un passo indietro rispetto all’illuminismo. Infatti non vengono più visti come insiti nell’individuo umano ma come concessione dello Stato. Questi aspetti negativi si accentuarono sempre di più fino ad arrivare con la Prima Guerra Mondiale al crollo del modello dello Stato liberale e la nascita dello Stato socialista e lo Stato autoritario. Questo regime politico si caratterizza per il culto del leader. Con la Seconda Guerra Mondiale si realizza uno spartiacque, il mondo viene diviso in due blocchi: quello orientale che seguirà il modello sovietico e quello occidentale che invece prenderà la strada dell’affermazione dello Stato democratico fondato su un nuovo modello di carte costituzionali. 2-9) gli aspetti del costituzionalismo democratico L’affermazione in Europa occidentale dello Stato democratico è frutto della Seconda Guerra Mondiale da cui scaturisce una vera e propria generazione di nuove Costituzioni, tra cui quella della Repubblica Italiana.
Ai classici tre poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario) si aggiunge un capo dello Stato come potere neutro nel gioco delle forze politiche. Si verifica inoltre un riconoscimento delle libertà individuali, ulteriormente allargate, precisate e protette; la volontà di allargare a tutti i singoli la possibilità di essere parte integrante del patto costituzionale , con il suffragio universale; la Costituzione assume la valenza di fonte del diritto di rango super primario, cui tutte le fonti del diritto devono uniformarsi. La cosa interessante è come percorso tra loro diversi abbiano portato alla stessa conclusione, che coincide con lo Stato democratico, segno di un’ aspirazione dei popoli a essere governati da istituti e procedure che garantiscano il rispetto della dignità umana. L’esempio più lampante è quello dell’Unione Europea, il processo di integrazione avviato prima da sei nazioni nel 1957 con il Trattato di Roma, rispondeva all’esigenza di evitare il ripetersi delle guerre civili europee. CAPITOLO TRE LE FAMIGLIE GIURIDICHE E LE FONTI DEL DIRITTO 3-1) famiglie giuridiche: classificazioni e tendenze evolutive Con il termine famiglie giuridiche si fa riferimento a ordinamenti accomunati da caratteristiche strutturali precise e distintive. Agli inizi del Novecento risalgono classificazioni di tipo culturale e razziale,
Un altro sistema è quello basato sul sistema delle fonti che individua un gruppo di
Un cambiamento di prospettiva si ebbe negli anni ’50 con una nuova classificazione
Un ultimo tentativo attuato nel 1997 da Ugo Matteri e Pier Giuseppe Monateri dove hanno individuato tre famiglie:
assume valore autonomo rispetto alla dimensione sociale e religiosa. (In questa famiglia rientrano i modelli di Civil Law e di Common Law).
trovano in fase di evoluzione (paesi dell’ex blocco sovietico, stati latino-americani).
tradizione, sia che essa sua religiosa o filosofica. Nonostante ciò tutte queste classificazioni sono utili ma non assolute.
Nell’ambito delle classificazioni tradizionali, la più diffusa è quella tra sistemi di common law e di civil law. 1) Common Law -> nasce in Inghilterra a partire dal 1066 con la conquista dei normanni. Perchè viene creato questo sistema? In primo luogo vi era la necessità di omogeneizzare una realtà caratterizzata da un spiccato pluralismo giuridico in cui la giustizia veniva amministrata a livello locale dai baroni. Un secondo obiettivo era quello di valorizzare il valore della corona. Nel 1176 nasce la curia regis , il tribunale che era chiamato a somministrare la giustizia per conto del sovrano e diviene il primo strumento di diffusione del common law.
direttamente la corona)
componenti:
competenze in materia penale e civile;
Corona e della amministrazione delle finanze;
secolo assumerà la competenza della risoluzione delle dispute tra privati.
Altra importante distinzione è tra fonti di produzione, che innovano il sistema giuridico attraverso l’introduzione di nuove regole e fonti di cognizione, che servono a far conoscere la produzione di nuove regole, come la Gazzetta Ufficiale. 3-6) fonti del diritto nel modelli di civil law Di base, in un paese di civil law la gerarchia delle fonti è denominata dalle norme di rango costituzionale.
In un grado intermedio abbiamo le fonti atipiche che per l’oggetto o per la procedura non possono essere modificate con legge ordinaria (es. Patti Lateranensi). Per gli Stati che ne fanno parte abbiamo i regolamenti dell’Unione Europea che risultano prevalenti se in contrasto con una norma interna. Le fonti primarie, che sono le leggi emesse dal Parlamento. Possono avere valore di fonti primarie anche i regolamenti emessi dall’Esecutivo. Fonti secondarie, che sono di matrice regolamentare, a cui seguono infine, le fonti di natura consuetudinaria. 3-7) fonti costituzionali e le leggi organiche Una delle caratteristiche principali delle Costituzioni contemporanee è la rigidità , e cioè il principio secondo il quale la Costituzione può essere modificata solo attraverso un procedimento rafforzato, lungo e complesso. Ad esempio l’ordinamento SPAGNOLO prevede 2 procedimenti di riforma della Costituzione: L’ art. 166 e 167 per la modifica di determinate norme della Costituzione, art 168 per la revisione integrale. Altra distinzione riguarda la struttura. Possono essere codificate in un unico testo oppure quelle di matrice consuetudinaria , di quest’ultimo modello emblematico è quello del Regno Unito, la cui Costituzione deriva da un continuo adattamento delle norme vigenti. Altra distinzione è tra Costituzioni brevi che si limitano a disciplinare elementi essenziali come la Costituzione USA formata da 7 articoli cui si aggiungono 27 emendamenti. Costituzioni lunghe , che presentano una struttura più complessa. Per quanto riguarda il contenuto, le Costituzioni democratiche si somigliano tutte tra loro soprattutto nella prima parte, quella dedicata ai principi e valori fondamentali insieme ai diritti inalienabili. Segno evidente di mettere al centro del sistema l’essere umano e i suoi diritti fondamentali. 3-8) LA LEGGE: caratteristiche e processo di formazione La legge è l’atto normativo prodotto dal Parlamento, a lungo è stata considerata la regina delle fonti, anche se con il tempo è stata un po’ scalzata per via di una necessità di maggiore rapidità. Ciò non significa che ad oggi sia uno strumento desueto. Le Costituzioni possono stabilire che determinate materie possano essere regolate solo dalla legge. Si parla di riserva assoluta (quando una determinata materia può essere regolata solo dalla legge), riserva di legge relativa (la legge definisce i
principi) o riserva di legge rinforzata (la Costituzione entra nel merito stabilendo elementi che devono essere previsti dalla norma sei legge). Il processo di formazione tendenzialmente segue la stessa scansione in tutti gli ordinamenti. È infatti composto da 4 FASI:
Stati democratici ai membri del Parlamento che possono presentare alla camera di appartenenza progetti di legge.
1. Acquisizione formale della proposta di legge. 2. Il progetto viene assegnato alla commissione competente e qui si plasma il testo. 3. Al termine dell’esame in commissione il testo viene trasmesso in Aula, dove si svolge il dibattito e possono essere presentati ulteriori emendamenti. Nei sistemi bicamerali il testo una volta approvato passa da una Camera all’altra fino a che non viene approvata la stessa identica versione in entrambe le Camere.
legge e approvato in via definitiva il testo, in molte democrazia è previsto l’intervento del Capo dello Stato , chiamato a sancire o integrare l’efficacia della norma. In alcuni ordinamenti, tra i quali il nostro e quello francese, è possibile il rinvio della legge alle Camere nel caso in cui vengano riscontrati profili di incostituzionalità. Tuttavia se il Parlamento rimanda il testo di legge al Presidente, questo non si può opporre.
pubblicata, la legge entra in vigore. 3-9) le funzioni normative dell’ ESECUTIVO I titolari dell’esecutivo in alcuni casi possono esercitare alcune funzioni normative. Esistono due ipotesi: La prima è la delega legislativa da parte del Parlamento. Nelle forme di governo parlamentari è una realtà diffusa. In Italia il Parlamento può delegare la funzione legislativa al Governo che è tenuto a rispettarla nel rispetto delle indicazioni relative all’oggetto. In FRANCIA oltre all’autorizzazione iniziale del Parlamento nei confronti dell’esecutivo vi deve essere la ratifica entro i termini prestabiliti dal Parlamento stesso, vi è quindi un doppio intervento, prima di autorizzazione e poi di sanzione/ratifica. In SPAGNA è esclusa la possibilità di procedere a deleghe legislative per regolare materie riservate alle leggi organiche. L’altra possibilità è quella dei decreti d’urgenza che possono essere disposti dall’esecutivo in casi straordinari. In questi casi l’esecutivo, senza chiedere il consenso al Parlamento, avoca a sé il potere normativo e produce atti che solo successivamente vengono presentati al Parlamento affinché lo ratifichi e lo converta in legge. 3-11) contaminazioni al sistema delle fonti
4-1) il concetto di forma di Stato Non c’è una definizione univoca del concetto di Forma di Stato. Partendo dall’analisi fornita da Aristotele , nell’opera ‘’Politica’’ individua tre forme: monarchia-aristocrazia e politia. A esse corrispondono le forme degenerative: tirannia-oligarchia e democrazia. È interessante anche la ricostruzione di Polibio , che individua il governo misto e sostiene che vi sia l’esistenza di una ciclicità nell’alternarsi di forme buone e forme degenerative.
(Principato) e quello del governo di una pluralità (Repubblica), abbandona la visione di forme buone o cattive partendo dalla considerazione che l’obiettivo principale di chi detiene il potere sia quello di mantenerlo, con qualsiasi mezzo. Tutte le classificazioni qui offerte non sono soddisfacenti. Si può dire che la forma di Stato è data dal rapporto che intercorre tra i suoi elementi costitutivi, quali popoli, territorio e potere sovrano. Alla luce di queste definizioni gli studiosi hanno fornito diverse classificazioni, le più importanti soni tre:
1. Distinzione tra monarchia e repubblica: caratteristica principale della monarchia è il carattere ereditario del Capo dello Stato. Nelle forme repubblicane il Capo dello Stato è il rappresentante dei consociati, sia che ci sia un’elezione diretta, sia che vi sia un’elezione indiretta. 2. Distinzione diacronica , mira a distinguere le forme di Stato in base alla loro evoluzione storica: tale classificazione ha il pregio di mostrare come nel corso del tempo le forme di Stato abbiano visto un progressivo aumento delle garanzie per i consociati, con conseguente limitazione delle prerogative dei titolari del potere. 3. Distinzione sincronica , non si studia l’evoluzione del tempo ma si tratta di verificare come è articolato il potere in un determinato ordinamento. 4-2) le forme di stato in senso diacronico
4-3) il regime patrimoniale Il regime patrimoniale costituisce un punto di partenza dell’analisi dell’evoluzione delle forme di stato. Si inizia a diffondere in Europa dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente nel 476 D.C.
Manca l’impersonalità del potere, cioè si ubbidisce a una persona precisa e non a un’entità astratta come lo Stato. Manca anche la politicità, cioè la generalità dei fini perseguiti. 4-4) lo Stato assoluto Costituisce la prima vera forma di Stato in senso moderno e si fa risalire al 1648 con la Pace di Westfalia. Lo Stato Assoluto si caratterizza per una decisa rottura con il precedente assetto feudale. Rappresenta il passaggio dalla dimensione privatistica a quella pubblicistica. Lo Stato Assoluto non prevede Costituzioni , poiché essendo esse un freno al potere ed essendo lo Stato ASSOLUTO, non possono esserci. Nello stato assoluto si radica l’utilizzo del denaro che si sostituisce alla terra, usata come ‘’moneta’’. 4-5) lo Stato di Polizia Lo Stato di Polizia è una sorta di evoluzione dello Stato Assoluto. Si sviluppa in Europa verso la metà del XVIII 18° secolo e venne usato dai sovrani per placare le ondate rivoluzionarie di quel periodo. Lo Stato di Polizia è finalizzato alla cura degli interessi della comunità. Mantiene i caratteri fondamentali dello Stato Assoluto, come la centralità dei poteri ma mira al benessere dei sudditi. Rimarrà tuttavia un’esperienza di breve durata che sarà cancellata dalle rivoluzioni che porteranno allo Stato Liberale. 4-6) lo Stato Liberale Lo Stato Liberale si afferma in conseguenza della progressiva emersione della borghesia che assume sempre maggior peso e diventa in grado di condizionare il valore della Corona. Un principio che prende forma nello Stato Liberale è il principio di legalità, secondo il quale tutti gli atti o comportamenti dei pubblici poteri devono essere previsti da una legge e conformi ad essa, ne consegue che non vi possono essere trattamenti differenziati o di favore a vantaggio di alcuni soggetti in danno ad altri. Con il principio di legalità si afferma anche quello di uguaglianza in senso formale , la legge è uguale per tutti e non devono esserci delle discriminazioni. Occorre sottolineare che le Costituzioni di epoca liberale sono di tipo flessibile quindi per modificarle basta seguire le normali procedure parlamentari. 4-7) lo Stato di democrazia pluralista e lo Stato sociale Lo Stato di democrazia pluralista costituisce l’ultima tappa dell’evoluzione diacronica delle forme di Stato. Questo modello di Stato non si pone in rottura rispetto allo Stato liberale, ma rappresenta un’evoluzione.
Il più noto esempio di Stato federale è quello degli Stati Uniti d’America. Con lo Stato Federale nasce un nuovo Stato che ha una propria Costituzione , proprie regole organizzative e livelli di tutela dei diritti. Gli Stati al suo interno hanno tutti le stesse competenze e le stesse garanzie. Elemento fondamentale è la subordinazione degli Stati membri alla Costituzione federale e le Costituzioni degli stati membri non devono essere in contrasto con la Costituzione federale. Le decisioni a livello centrale vengono assunte dalla partecipazione diretta o mediata degli Stati membri. È presente un Parlamento bicamerale dove la Camera alta è rappresentativa degli Stati membri della Federazione. Gli eventuali conflitti tra i diversi livelli di governo sono risolti da un organo dello Stato federale, può essere un organo di vertice della magistratura (Corte Suprema) o un organo istituito appositamente per svolgere tale funzione. CAPITOLO CINQUE LE FORME DI GOVERNO E I SISTEMI ELETTORALI 5-1) definire la forma di governo Le forme di governo servono per definire i rapporti che si vengono a instaurare tra gli organi costituzionali, principalmente tra Parlamento e Governo. 5-2) classificazione delle forme di governo Nell’ambito delle forme di Stato di democrazia liberale si è provveduto a classificare le forme di governo secondo tre tipi: presidenziale-parlamentare e direttoriale. A queste si è aggiunta la forma di governo semi-presidenziale. Forma di governo presidenziale: l’esempio più grande è quello degli USA. Questa si caratterizza per avere il Capo dello Stato:
La durata del mandato è prestabilita Il sistema presidenziale degli Stati Uniti è retto dal principio di separazione dei poteri , l’esecutivo non ha alcun rapporto con il legislativo, fatta salva l’ipotesi di
Il Presidente è quindi una sorta di ‘’monarca repubblicano’’ eletto direttamente dagli elettori. In Europa vi è un solo caso di presidenzialismo ed è nell’Isola di Cipro. Forma di governo semi-presidenziale
Questa forma di governo può farsi risalire alla Repubblica di Weimar, tuttavia ha trovato la sua maggiore applicazione nella Costituzione francese del 1958. Si caratterizza per:
fiducia della maggioranza parlamentare;
crisi del Governo. Il Primo ministro dirige l’indirizzo politico del paese, tuttavia se primo ministro e Capo dello Stato sono dello stesso schieramento politico è il Capo dello Stato di fatto a dirigere. Tra i poteri del Capo di Stato vi sono:
1. Scioglimento anticipato dell’Assemblea nazionale; 2. Nomina del Primo Ministro; 3. Sotto-posizione a referendum di ogni progetto di legge concernente l’organizzazione dei pubblici poteri; 4. Competenza esclusiva in materia di politica estera. Questa forma di governo semi-presidenziale ha avuto diversi tentativi di emulazione anche in Europa. Tuttavia la forma di governo semi-presidenziale a preminenza del presidente risulta essere solamente quella francese. Forma di governo parlamentare La forma di governo parlamentare ha trovato base in Gran Bretagna in seguito al 1782 e ha iniziato a circolare in Europa a partire dalla seconda metà del Novecento. Le caratteristiche principali sono:
La forma di governo parlamentare è rappresentata dal rapporto fiduciario tra Governo e Parlamento Il Regno Unito è stato il primo paese dove si è attuata questa forma di Governo. Con il tempo si è venuto a costituire un sistema bipartitico. Il sistema che ne deriva è quello del premieranno dove il leader del partito che ha vinto le elezioni diventa il primo ministro e sarà sostituito quando il partito deciderà di cambiare il proprio leader. Differente dal modello britannico è quello tedesco , che viene definito cancellierato, dove il cancelliere, primo ministro, viene eletto dal Bundestag (Parlamento tedesco) su proposta del presidente federale. Forma di governo direttoriale
Più complessi sono i sistemi per eleggere organi collegiali, vi sono due grandi famiglie, il sistema maggioritario e quello proporzionale. Partendo dal SISTEMA MAGGIORITARIO che è quel sistema in base al quale chi prende più voti conquista il seggio in palio, ci sono diverse sottofamiglie:
numero di voti nell’ambito di un collegio uninominale.
voti espressi. Se nessuno arriva alla soglia vi sono altre tre possibilità:
1. Ballottaggio tra i due candidati che hanno avuto il maggior numero di voti; 2. Secondo turno tra i candidati che hanno superato una determinata soglia di sbarramento; 3. Voto alternativo, ovvero al momento del voto si indica l’ordine di preferenza tra tutti i candidati e chi ha ottenuto il punteggio più alto viene eletto.
alte cariche (ad es. Presidente della Repubblica in Italia) dove si deve raggiungere un quorum maggiore al 50% e nel caso non venisse raggiunto si ripetono le votazioni abbassando il quorum da raggiungere. SISTEMA PROPORZIONALE è quel sistema in base al quale si ripartiscono i seggi in rapporto percentuale rispetto ai voti degli elettori. Anche qui vi sono diverse tipologie. Tuttavia spesso si presentano misti, ovvero sistema maggioritario con correzione proporzionale o viceversa. CAPITOLO SEI I Parlamenti 6-1) L’origine dei Parlamenti La parola stessa Parlamento contiene in sé l’atto del parlare, derivando proprio da tale verbo.
Nel corso del tempo sono stati attribuiti a questa parola molti significati. Le prime adunanze pubbliche si hanno nell’Antica Grecia e risalgono alla democrazia ateniese. Dopo l’esperienza ateniese furono diverse le assemblee popolari ma si trattava esclusivamente di luoghi fisici dove era possibile esprimere opinioni e assumere limitate decisioni, non vi era però nessuna garanzia e non rappresentando limite all’autorità. Come vediamo nulla hanno a che vedere con i Parlamenti odierni. Per trovare i primi Parlamenti bisogna attendere il XIII 13° secolo nella città di Foggia con Federico II di Svevia che costituisce un’Assemblea pubblica dotandola di limitati poteri e autonomia. Nello stesso periodo nasce il Parlamento di Westmister a Londra. Dopo queste esperienze significative, la parola Parlamento inizia ad assumere un significato nuovo, indicando un luogo fisico dove si riuniscono rappresentanti di porzioni più o meno ampie di cittadini. Per quanto riguarda la funzione si fa riferimento al potere di assumere decisioni di portata generale. Il Parlamento è frutto di una conquista verso il sovrano poiché va a limiate il suo potere. 6-2) Le fonti del Parlamento e lo status del Parlamentare Le fonti del diritto parlamentare si distinguono in fonti scritte (come la Costituzione, i regolamenti parlamentari e le leggi ordinarie), e fonti non scritte (consuetudini e prassi). La fonte più importante è sicuramente la Costituzione, visto che oltre a legittimare i Parlamenti stessi ne definisce il raggio di azione, fissandone la struttura, le funzioni e lo status dei suoi componenti. Pilastro del parlamentarismo è sicuramente il principio dell’insindacabilità delle opinioni espresse dai parlamentari nell’esercizio delle loro funzioni. Questo principio trova la sua prima formalizzazione nell’art. 9 del Bill of Rights. Un altro principio è quello dell’ inviolabilità, che vieta di perseguire, arrestare o detenere un membro della Camera senza previa autorizzazione di quest’ultima. Art. 7 e 8 della Costituzione francese del 1791 Diverse Costituzioni fissano il divieto di mandato imperativo, poiché ogni parlamentare deve essere libero e non può dipendere da istruzioni ricevute dal suo partito.
possibilità di revocare il mandato a un parlamentare (si trova in alcuni Stati degli USA e in alcuni Cantoni svizzeri). 6-3) la struttura dei Parlamenti I Parlamenti possono essere composti da una o più assemblee. I due terzi dei Parlamenti nel mondo sono monocamerali. I Parlamenti bicamerali si classificano a seconda delle competenze svolte dalle camere. Vi son tre tipologie di Parlamenti bicamerali:
1. Sistemi bicamerali perfetti: le Camere hanno le stesse competenze e le stesse modalità d’elezione, ad esempio quello italiano; 2. Sistemi bicamerali imperfetti: le camere assolvono a ruoli e funzioni differenziati e diverse modalità d’elezione. Questo sistema si trova in Spagna, Francia e Germania; 3. Sistemi bicamerali misti: Camere sostanzialmente omogenee ma con diversa modalità di composizione a base rappresentativa. Esempi sono gli USA, Regno Unito e Canada.
6-6) Le funzioni dei Parlamenti Le più importanti funzioni sono:
presidenziali il potere esecutivo è espressione del corpo elettorale, pertanto la ‘’funzione elettorale’’ permane nella misura in cui i membri del Parlamento sono chiamati a eleggere i membri delle corti costituzionali o i titolari di elevate cariche pubbliche.
ultimi anni si è assistito ad una ‘’fuga’’ della legge del parlamento. Espressione usata per far riferimento al fatto che si fa maggiormente ricorso a strumenti normativi diversi dalla legge come gli atti normativi del Governo.
presentati.
altrimenti non potrebbe mai conoscere. Le funzioni così descritte vengono ricondotte a quattro grandi tipologie: legislativa, indirizzo, controllo e dialogo. 6-7) La funzione legislativa Il Parlamento è la sede per eccellenza del potere legislativo, un Parlamento privo di tale potere non può essere chiamato tale. Il potere legislativo è esercitato secondo un procedimento definito in Costituzione e tendenzialmente si è soliti individuare tre fasi del procedimento legislativo:
1. La fase dell’iniziativa legislativa: spetta a ciascun membro delle Camere e, con qualche eccezione, al Governo. In alcuni casi è consentite pure ad altri organi dello Stato o al popolo tramite i referendum propositivi. Nel Regno Unito e in Canada i lavori sono suddivisi in sessioni che possono durare da 1
2. Fase istruttoria: è quella che diverge maggiormente da ordinamento a ordinamento, infatti: Nel REGNO UNITO la fase istruttoria consta di 3 momenti diversi di letture. La prima
seconda lettura porta alla vera e propria discussione generale, il proponente spiega il
disegno di legge e i principi essenziali, l’Opposizione può presentare una contro proposta. Il testo poi può essere passato alla commissione competente che proporrà emendamenti e successivamente tornerà alla Camera per la votazione con l’ultima lettura effettuata dalla commissione con votazione. GERMANIA la fase istruttoria è simile a quella britannica con tre distinte letture in Aula. Il disegno è letto in Aula; qualora un gruppo parlamentare chiede l’esame del testo esso è inviato alla Commissione. Il testo, conclusa la discussione in commissione approda per la seconda lettura, ove è necessario approvarlo o meno nella nuova versione. Dopo l’approvazione si ha la terza lettura con conseguente voto. In SPAGNA i disegni di legge devono essere sempre istruiti dal Congresso dei deputati. Nella fase istruttoria le commissioni che esaminano i disegni di legge possono disporre delle ‘’hearings’’ o ‘’udienze legislative’’ che hanno la finalità di discutere gli effetti prodotti da leggi in vigore, solitamente sono disposte quando si individuano problemi nella corretta applicazione della norma.
3. Fase dell’approvazione: in Canada, Germania e Regno Unito coincide con le terse letture. In Spagna, quando si conclude la fase di esame o istruttoria del provvedimento in commissione, il Presidente del Congresso dei deputati deve informare il Presidente del Senato, trasmettendogli il testo approvato. Il Senato può opporre il suo veto oppure apportare modifiche entro 2 mesi dalla ricezione. Il Congresso può superare il veto del Senato approvando nuovamente il provvedimento. Qualora invece il Senato abbia apportato modifiche il Congresso può decidere se accettarle o respingerle. A seguito dell’approvazione il testo è trasmesso al presidente o sovrano per la promulgazione e successiva entrata in vigore. 6-8) La funzione di controllo e indirizzo La funzione di controllo parlamentare rappresenta nelle democrazie contemporanee una seconda funzione indefettibile dei parlamenti. In Italia, l’attività di controllo del Parlamento verso il Governo trova il proprio fondamento nell’art. 1 della Costituzione laddove si attribuisce la sovranità al popolo, che la esercita nelle forme previste dalla Carta Costituzionale. La nozione di controllo parlamentare va a tradurre il principio di sovranità, attribuendo ai membri del Parlamento di operare una verifica dell’operato del Governo e dell’apparato pubblico. Per quanto riguarda gli strumenti tipici del controllo si rilevano principalmente le interrogazioni , le interpellanze, le indagini conoscitive e le indagini parlamentari. INTERROGAZIONI Consistono in una semplice domanda su un determinato fatto o su intenzioni di provvedimenti su un oggetto determinato. A questo strumento si è affiancato in quasi tutte le democrazie stabilizzate il c.d.
Il Regno Unito ne è la patria e si svolge ogni giorno dal lunedì al giovedì per un’ora. Come funziona? l’Opposizione ufficiale rivolge domande specifiche al Governo in forma scritta. Il Ministro in questione legge una risposta precedentemente scritta, il deputato alla