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Diritto Pubblico corso B, Schemi e mappe concettuali di Diritto Pubblico

Argomenti più importanti per esame orale di diritto pubblico. Utile come ripasso finale in preparazione all’esame.

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2019/2020

In vendita dal 18/05/2022

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ORDINAMENTO GIURIDICO !
è l’insieme di più elementi (prescrizioni, consuetudini, fatti normativi) accomunati dal fatto di essere
tutti espressione di una determinata organizzazione sociale e coordinati fra loro secondo criteri
sistematici. !
Si parla di pluralità degli ordinamenti giuridici nella teoria istituzionale di Santi Romano: secondo
cui ogni gruppo sociale costituisce un ordinamento giuridico, un’istituzione, un corpo sociale
organizzato, che hanno il conseguimento di fini comuni e assume delle regole. !
Esistono due tipi di ordinamenti giuridici: !
ordinamento giuridico originario o sovrano che non riconosce nessun soggetto a se superiore. La
sovranità appartiene sempre allo Stato;!
ordinamento giuridico derivato (autonomo) in quanto deriva i prorpio poteri da un ordinamento
superiore!
Secondo invece la teoria normativa di Hans Kelsen, ogni norma trova fondamento in una norma
superiore, detta norma fondamentale. Su questa norma fondamentale si costruisce l’intero
ordinamento. !
!
Le norme giuridiche dettano regole di comportamento. Queste regole possono essere scritte, non
scritte, consuetudinarie. Possono avere caratteristiche di generalità o astrattezza:!
generalità: applicabili ad una pluralità indeterminata di soggetti (tutti i soggetti)!
astrattezza: ripetibilità dell’applicazione nel tempo (tutti i casi) !
Quando una norma è osservata e rispettata dai consociati, è effettiva e da qui nasce il principio di
effettività.
I destinatari delle norme giuridiche sono i soggetti di diritto. !
Le norme giuridiche attribuiscono posizioni giuridiche soggettive che possono essere:!
- di svantaggio (passive): doveri, obblighi e oneri !
- di vantaggio (attive): potere giuridico, facoltà, diritti soggettivi, interessi legittimi, interessi semplici
e di fatto !
!
Norma giuridica = viene posta da un soggetto diverso dai destinatari. È bilaterale, ovvero ci sarà
qualcuno che pretende l’obbligo di qualcun altro !
Norma morale = è una norma autonoma, non è resa obbligatoria dallo Stato. È unilaterale, ovvero è
un dovere del singolo, ma non c’è nessuno che la pretende.
UNIONE EUROPEA !
L’UE nasce il 1 novembre 1993 a seguito dell’entrata in vigore del Trattato sull’Unione Europea
firmato 1 anno e mezzo prima a Maastricht tra CEE-CECA-EURATOM. !
La CECA (Comunità europea del carbone e dell’acciaio) nacque tra il 1951 e il 1952.
Successivamente fu istituito l’Euratom e la CEE (Comunità economica europea) con il Trattato di
Roma nel 1957. !
Nel 1992 fu firmato il Trattato di Maastricht, o TUE (Trattato sull’Unione Europea) che modificò il
trattato CEE rinominadola CE, ponendo le basi della moneta unica. !
Nel 2001 con il Trattato di Nizza dai 6 stati fondatori delle Comunità Europee (Belgio, Francia,
Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi) c’è l’allargamento dell’Unione Europea fino a 27 stati
attuali. !
Il 13 dicembre 2007 a Lisbona venne firmato il trattato di Lisbona e in vigore dal 1 dicembre 2009.
È un Trattato di Riforma, adottato per sostituire la Costituzione europea bocciata dal no nei
referendum di Francia e Paesi Bassi del 2005. Modifica invece il Trattato sull’Unione Europea ed il
Trattato che istituisce la Comunità europea, senza sostituirli. !
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ORDINAMENTO GIURIDICO

è l’insieme di più elementi (prescrizioni, consuetudini, fatti normativi) accomunati dal fatto di essere tutti espressione di una determinata organizzazione sociale e coordinati fra loro secondo criteri sistematici. Si parla di pluralità degli ordinamenti giuridici nella teoria istituzionale di Santi Romano : secondo cui ogni gruppo sociale costituisce un ordinamento giuridico, un’istituzione, un corpo sociale organizzato, che hanno il conseguimento di fini comuni e assume delle regole. Esistono due tipi di ordinamenti giuridici:

  • ordinamento giuridico originario o sovrano che non riconosce nessun soggetto a se superiore. La sovranità appartiene sempre allo Stato;
  • ordinamento giuridico derivato (autonomo) in quanto deriva i prorpio poteri da un ordinamento superiore Secondo invece la teoria normativa di Hans Kelsen , ogni norma trova fondamento in una norma superiore, detta norma fondamentale. Su questa norma fondamentale si costruisce l’intero ordinamento. Le norme giuridiche dettano regole di comportamento. Queste regole possono essere scritte, non scritte, consuetudinarie. Possono avere caratteristiche di generalità o astrattezza:
  • generalità: applicabili ad una pluralità indeterminata di soggetti (tutti i soggetti)
  • astrattezza: ripetibilità dell’applicazione nel tempo (tutti i casi) Quando una norma è osservata e rispettata dai consociati, è effettiva e da qui nasce il principio di effettività. I destinatari delle norme giuridiche sono i soggetti di diritto. Le norme giuridiche attribuiscono posizioni giuridiche soggettive che possono essere:
  • di svantaggio (passive): doveri, obblighi e oneri
  • di vantaggio (attive): potere giuridico, facoltà, diritti soggettivi, interessi legittimi, interessi semplici e di fatto Norma giuridica = viene posta da un soggetto diverso dai destinatari. È bilaterale, ovvero ci sarà qualcuno che pretende l’obbligo di qualcun altro Norma morale = è una norma autonoma, non è resa obbligatoria dallo Stato. È unilaterale, ovvero è un dovere del singolo, ma non c’è nessuno che la pretende. UNIONE EUROPEA L’UE nasce il 1 novembre 1993 a seguito dell’entrata in vigore del Trattato sull’Unione Europea firmato 1 anno e mezzo prima a Maastricht tra CEE-CECA-EURATOM. La CECA (Comunità europea del carbone e dell’acciaio) nacque tra il 1951 e il 1952. Successivamente fu istituito l’Euratom e la CEE (Comunità economica europea) con il Trattato di Roma nel 1957. Nel 1992 fu firmato il Trattato di Maastricht , o TUE (Trattato sull’Unione Europea) che modificò il trattato CEE rinominadola CE, ponendo le basi della moneta unica. Nel 2001 con il Trattato di Nizza dai 6 stati fondatori delle Comunità Europee (Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi) c’è l’allargamento dell’Unione Europea fino a 27 stati attuali. Il 13 dicembre 2007 a Lisbona venne firmato il trattato di Lisbona e in vigore dal 1 dicembre 2009. È un Trattato di Riforma, adottato per sostituire la Costituzione europea bocciata dal no nei referendum di Francia e Paesi Bassi del 2005. Modifica invece il Trattato sull’Unione Europea ed il Trattato che istituisce la Comunità europea, senza sostituirli.

Le istituzioni dell’UE sono:

  • Il consiglio europeo è composto da Capi di Stato o di Governo, Presidente del Consiglio Europeo, Presidente della Commissione. Si riunisce due volte ogni sei mesi a Bruxelles. Il presidente del Consiglio Europeo viene eletto dal Consiglio Europea a maggioranza qualificata per un mandato di due anni e mezzo, rinnovabile una sola volta;
  • Il consiglio (dei ministri) composto dai ministri degli Stati membri, uno per ogni stato ed esercita insieme al Parlamento la funzione legislativa e la funzione di bilancio. Ha potere normativo e funzioni decisionali, è l’organo più importante;
  • Il Parlamento europeo è composto da 751 membri ed è l’unico organo eletto direttamente dai cittadini degli stati membri ogni 5 anni. Ha funzione legislativa e di bilancio, ha controllo politico (elegge il presidente della Repubblica), ha funzioni consultive ed elegge il Mediatore Europeo che è l’organo che funzioni di difensore civico, dove chiunque può rivolgersi per denunciare casi di cattiva amministrazione.
  • La Commissione europea è composta da 28 membri compreso il presidente e l’alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza. Dura in carica 5 anni. Ha iniziativa degli atti legislativi, presenta il progetto annuale di bilancio, vigila sull’applicazione del diritto di Unione.
  • La Corte di giustizia europea è costituita da 28 giudici e 11 avvocati generali nominati dai governi degli Stati membri per 6 anni. È affiancata dal Tribunale che giudica sulle controversie di minore importanza. Il compito che ha è quello du assicurare il rispetto del diritto nell’interpretazione e nell’applicazione dei trattati.
  • La Banca Centrale Europea ha sede a Francoforte. Il presidente è nominato ogni 8 anni. Il ruolo fondamentale è quello di politica monetaria, avendo il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote all’interno dell’Unione.
  • La corte dei Conti Europea è composta da 27 membri nominati da 6 anni dal Consiglio. Assicura il controllo dei conti attraverso l’esame delle entrate e delle uscite dell’Unione e accerta la sana gestione finanziaria del bilancio europeo. Le fonti derivate dell’UE sono:
  • i trattati
  • I regolamenti sono fonti primarie che diventano immediatamente efficaci in tutto l’ordinamento europeo, cioè sono applicabili in ciascuno degli Stati membri
  • Le direttive sono quelle che pongono degli obiettivi, dei fini da raggiungere. Procedimento per l’adozione delle fonti: La commissione europea presenta un progetto di regolamento o direttiva, il progetto viene discusso dal Parlamento e dal Consiglio dei Ministri e chi decide e chi approva i regolamenti e le direttive è proprio quest’ultimo. Se il termine per il recepimento è decorso, se sono sufficientemente previste e sono incondizionate, le direttive UE sono direttamente applicabili (self-executing). La carta dei diritti fondamentali dell’UE (Carta di Nizza) contiene le regole istituzionali dll’Unione Europea, che corrispondono alle regole istituzionali della Costituzione Italiana. L’Unione si fonda sui valori indivisibili e universali della dignità umana, della libertà, dell’uguaglianza e della solidarietà (liberté, égalité, fraternité) e si basa sul principio della democrazia. La Carta di Nizza riafferma, nel rispetto delle competenze e dei compiti dell’Unione e del principio di sussidiarietà, i diritti derivanti in particolare dalle tradizioni costituzionali e dagli obblighi internazionali comuni agli Stati membri. TITOLO I = dignità TITOLO II = libertà
  • le fonti costituzionali : nelle fonti costituzionali c’è la costituzione che è la norma fondamentale e non può essere mai violata. In condizioni di parità accetta di limitare la propria sovranità (es. per evitare la guerra), i trattati UE che creano un ordinamento giuridico che elabora delle fonti, ma non c’è gerarchia, c’è disciplina europea, e infine le leggi di revisione costituzionale che sono approvate con procedimento costituzionale e sono quelle che modificano uno o più articoli della Costituzione.
  • Le fonti primarie : di cui fanno parte le leggi ordinarie che sono approvate dal parlamento e sono sotto le leggi costituzionali, gli atti aventi forza di legge (decreti legge adottati dal Governo in casi straordinari di necessità e urgenza da convertire in Parlamento entro 60gg - decreti legislativi adottati dal Governo su legge-delega del Parlamento) che hanno lo stesso livello delle leggi ordinarie e vengono approvati dal governo, i referendum abrogativi dove avviene l’abrogazione parziale o totale di una legge o di un atto avente forza di legge), i regolamenti UE che sono direttamente applicabili, che danno le nozioni generali che poi verranno applicate dai singoli stati e gli statuti regionali che si intermediario tra la Costituzione e le leggi regionali.
  • Le fonti secondarie : di cui fanno parte i regolamenti governativi emanati con decreto del presidente della Repubblica, i decreti interministeriali fatti da 2 o più ministri, i decreti ministeriali emanati da un ministro o dal presidente del consiglio e i regolamenti e gli statuti degli enti autonomi (es i comuni).
  • Le fonti extra ordine : sono quelle fonti fuori dal sistema delle fonti (es le consuetudini). LA COSTITUZIONE È entrata in vigore l’1 gennaio 1948 con l’approvazione da parte dell’Assemblea Costituente, a seguito del referendum monarchia/repubblica del 2 giugno 1946. Secondo la teoria di Costantino Mortati la Costituzione può essere:
    • in senso formale : principi e norme fondamentali che reggono la collettività politica e la sua organizzazione, sono formalmente stabiliti in un testo unico;
    • in senso materiale : è un ordine politico concreto che caratterizza ogni società in un particolare momento storico. È formata da 139 articoli:
    • dall’art. 1 al 12 ci sono i principi fondamentali
    • Parte I: dall’art. 13 al 54 ci sono i diritti e doveri dei cittadini
    • Parte II: dall’art. 55 al 139 ci sono gli art sull’ordinamento della repubblica I caratteri della Costituzione
  • rigida , ovvero non può essere modificata, o meglio può essere modificata solamente tramite un procedimento aggravato e non tramite procedimento ordinario.
  • Lunga , in quanto su molti argomenti contiene una disciplina non limitata a generali enunciazioni di principio, ma estesa nel dettaglio.
  • Programmatica , perché individua gli obiettivi fondamentali da raggiungere per mezzo di norme dette programmatiche dove viene definito il programma per realizzare i diritti sociali e fondamentali. Gli obiettivi fondamentali definiscono una tavola di valori a cui si deve ispirare tutta l’attività politica.
  • Precettiva , ovvero immediatamente applicabile senza che il legislatore possa intervenire.
  • Contratta e aperta perché è il compromesso tra le forze politiche presenti nell’Assemblea Costituente. I principi fondamentali della costituzione
  • principio democratico : dove la fonte del potere politico è il consenso dei governati. La democrazia è diretta perché il popolo si esprime direttamente ed è anche rappresentativa. Alcuni elementi che concorrono a realizzare il principio democratico sono il principio di maggioranza, trasparenza nell’esercizio dei poteri politici, l’effettiva partecipazione all’organizzazione del paese
  • Principio personalista : è posto come fine fondamentale del pieno sviluppo della persona umana. Sia la personalità fisica che morale è inviolabile.
  • Principio di eguaglianza : può essere in senso formale (art.3 comma I) dove tutti i cittadini hanno pari dignità sociali e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione ecc, perciò c’è il divieto di discriminazioni ingiustificate e c’è l’obbligo di discriminazioni giustificate, ma può essere anche in senso sostanziale (art.3 comma II) dove è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana.
  • Principio pluralista : è strettamente collegato al principio personalista e riguarda la tutela delle formazioni sociali autonome dallo Stato.
  • Principio lavorista : infatti l’art. 1 comma I della Costituzione enuncia che l’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro. Il lavoro è lo strumento per la realizzazione della personalità e di adempimento del dovere di solidarietà sociale. Inoltre la Repubblica riconosce il diritto al lavoro come diritto sociale, in quanto riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano possibili questo diritto.
  • Principio autonomista : infatti l’art. 5 afferma che la Repubblica riconosce e promuove le autonomie locali e adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento. Autonomia significa capacità di produrre norme giuridiche Decentramento significa trasferimento di funzioni e compiti dal centro alla periferia Le caratteristiche dei diritti fondamentali della costituzione
  • preesistenti al riconoscimento : ovvero non derivano la propria esistenza dal riconoscimento e non sono perciò revocabili dallo Stato
  • Inviolabili : da tutti
  • Assoluti : possono essere fatti valere nei confronti di tutti
  • Inalienabili : non possono essere trasferiti per atto di volontà del titolare
  • Imprescrittibili : non si estinguono in caso di mancato esercizio anche per un tempo prolungato
  • Irrinunciabili e indisponibili : il titolare non può rinunciarvi né disporne con atti di diritto privato Le origini del costituzionalismo Nasce con due rivoluzioni: quella quella francese (1789) e quella americana (1774-1781). Secondo il costituzionalismo nord americano: La costituzione è un insieme di regole che riflettono un ordine obiettivo che si presenta alla ragione e alla volontà individuale come un dato preesistente. Inoltre garantisce e riconosce come preesistenti i diritti fondamentali, già posseduti come patrimonio individuale e collettivo. I documenti costituzionali delle ex colonie del Nord America sono strutturati in due parti:
  • bill of rights : dove i diritti naturali inalienabili vengono riconosciuti come innati, non attribuiti
  • Form of goverment : norme che regolano l’organizzazione per assicurare la tutela dei diritti. Nel 1787 viene approvata la Costituzione Americana, che venne approvata a Philadelphia da 13 stati. È composta da 7 articoli:
    • potere legislativo (art.1)
    • potere esecutivo (art.2)
    • potere giudiziario (art.3)
    • gli Stati (art.4)
    • revisione e vigenza della Costituzione (art.5-7) L’obiettivo è quello di creare un governo stabile ed autorevole che sia la rappresentanza diretta della volontà popolare e stabilire dei limiti costituzionali all’abuso del potere. Secondo il costituzionalismo francese: La costituzione è l’insieme delle regole capaci di conformare artificialmente l’ordine politico, prodotte dalla ragione o dalla volontà umana, consapevolmente esercitate in un momento storico

all’interno dell’aula. Articolazione delle camere Le camere sono formate dai:

  • gruppi parlamentari : sono lo strumento di organizzazione della presenza dei partiti politici nelle Camere. Accolgono minimo 10 senatori e minimo 20 deputati. Nei gruppi parlamentari ci sono coloro che appartengono allo stesso partito o movimento politico, ma l’adesione ad un gruppo è obbligatoria: in senato entro 3 giorni dalla prima seduta sono tenuti ad indicare il gruppo parlamentare di appartenenza, mentre in camera i deputati devono indicare entro 2 giorni dalla prima seduta a quale gruppo parlamentare appartengono. I parlamentari che non dichiarano l’appartenenza al gruppo o che non sono accettati da nessun gruppo, formano il gruppo misto.
  • commissioni parlamentari : sono l’articolazione più importante internamente alle Camere. Operano ed elaborano i progetti di legge e sono composte in modo da rispecchiare, in proporzione, la composizione dei gruppi parlamentari. Le commissioni parlamentari possono essere:
    • monocamerali : composte solo da deputati o solo da senatori, ovvero da membri di una sola camera
    • permanenti : se rimangono in carica per tutta la legislatura, o fino alla cessazione della Camera di appartenenza, e partecipano sia alla funzione legislativa sia alla funzione di indirizzo e controllo nei confronti del Governo
    • bicamerali : miste con numero uguale di deputati e senatori
    • temporanee : se durano in carica solo il tempo necessario a svolgere specifici compiti Le commissioni parlamentari si riuniscono in 3 sedi secondo 3 modalità diverse:
  • In sede referente : è la sede ordinaria; si esamina il progetto di legge, elaborando possibili modifiche del disegno di legge e lo si ripresenta discutendone alle camere fino ad arrivare alla votazione finale per approvarlo. Svolge una funzione istruttoria, preparatoria.
  • In sede redigente : svolge tutto ciò che fa la sede referente, ma in aggiunta redige e approva il progetto di legge articolo per articolo, che sostituisce la votazione articolo per articolo dell’aula, perciò l’assemblea vota solamente per l’approvazione finale senza possibilità di modifica
  • In sede legislativa o deliberante : la commissione esamina il progetto di legge, lo approva articolo per articolo e approva con votazione finale: l’aula non vedrà mai quel progetto di legge.
  • giunte parlamentari : svolgono compiti legati al corretto funzionamento della Camera e all’autonomia del Parlamento rispetto agli altri poteri. La funzione legislativa : è esercitata collettivamente dalle due camere. (Art.70) L’iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere e agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale. Quando si parla di “ proposta di legge ” significa che arriva dal popolo, mentre invece quando si parla di “ disegno di legge ” significa che è di derivazione del Governo. Procedimento di formazione delle leggi ordinarie: Il procedimento di formazione delle leggi ordinarie si articola in 5 fasi:
  1. Fase iniziativa , può essere:
  • governativa: il Governo può fare l’iniziativa di legge.
  • parlamentare: ogni singolo deputato e senatore può proporre l’iniziativa di legge, però quelle che solitamente vengono prese in considerazione sono quelle proposte di maggioranza
  • popolare: 50.000 elettori possono avere l’iniziativa di legge se non trovano un parlamentare che li rappresenta
  • regionale: ciascun consiglio regionale
  • CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro):nelle materie economiche e sociali
  1. Fase costitutiva è articolata in 3 possibili procedimenti:
  • procedura ordinaria o normale: si ha quando il presidente di ciascuna delle camere attribuisce un disegno di legge alla commissione competente per materia. Una volta ricevuta la proposta di legge la commissione procede alla trattazione in commissione dove avvengono 3 letture - la discussione generale sul progetto di legge - la discussione articolo per articolo e votazione di eventuali emendamenti - stesura di una o più relazioni Successivamente vi è la trasmissione alla camera e la trattazione in assemblea alla camera dove l’esame del progetto in assemblea si sviluppa in 3 momenti:
    • discussione generale
    • esame e votazione articolo per articolo e voto sugli emendamenti
    • dichiarazione di voto e votazione finale Se il progetto di legge è approvato vi è la trasmissione al presidente dell’altra camera che può operare in sede deliberante o in sede legislativa, questo perché c’è il bicameralismo perfetto.
  • procedura abbreviata: si ha quando la Costituzione riserva al regolamento di ciascuna camera la disciplina dei “procedimenti legislativi abbreviati per i disegni di legge dei quali è dichiarata l’urgenza”, ma tale urgenza non può essere giustificata adottando un Decreto-Legge.
  • procedura speciale: si ha quando le commissioni operano in sede redigente o in sede deliberante o legislativa. - Se operano in sede legislativa o deliberante: l’approvazione articolo per articolo e la votazione finale si svolgono in commissione senza passaggio in assemblea. Si ha questa procedura se si ha il consenso del: governo, 9/10 della camera, 4/5 della commissione.
    • Se operano in sede redigente: si ha su richiesta unanime dei capigruppo o dei 4/5 dei componenti della commissione. Fa tutto ciò che fa la sede referente, però vota già il progetto di legge articolo per articolo, con valore già per l’aula. L’assemblea deve solamente fare il voto finale. Per la votazione finale, il progetto viene trasmesso all’altra camera, che svolge nuovamente l’intero processo, facendo modifiche. Quando viene modificato, il testo viene rinviato all’altra camera (navette parlamentari) che se lo approva si fa la votazione finale, se no si rimanda indietro.
  1. Fase di promulgazione : è l’atto formale con cui il Presidente della Repubblica dichiara in modo solenne che la legge è stata approvata e che i cittadini hanno l’obbligo di osservarla. Le leggi sono promulgate dal Presidente della Repubblica entro un mese dall’approvazione. Se le Camere, ciascuna a maggioranza assoluta, ne dichiarano l’urgenza, la legge è promulgata nel termine da essa stabilito. Le leggi sono promulgate ed entrano in vigore il 15° giorno successivo alla loro pubblicazione, a meno che le leggi stesse non stabiliscono un termine diverso. (Art.73) Il presidente della Repubblica prima di promulgare la legge, può con un messaggio motivato alle camere chiedere una nuova deliberazione. Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata.
  2. Fase di pubblicazione : dopo la promulgazione il ministro della giustizia appone il sigillo dello stato alla legge e provvede alla pubblicazione del testo integrale sulla gazzetta ufficiale che è la fonte ufficiale di conoscenza delle norme in vigore.
  3. Entrata in vigore : avviene dopo 15 giorni dalla pubblicazione, ma il termine può essere abbreviato o prolungato in sede di approvazione della legge. Il periodo di tempo che intercorre tra la pubblicazione e l’entrata in vigore è chiamato vacatio legis, che è il tempo entro il quale i cittadini devono prendere atto della nuova legge e prepararsi a metterla in pratica. Procedimento di approvazione di fonti costituzionali (procedimento di revisione della Costituzione) Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di 3 mesi e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione. (Nella prima votazione basta la maggioranza semplice). Le leggi sono sottoposte a referendum popolare quando, entro 3 mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda 1/5 dei deputati o senatori, 500.000 elettori o 5 consigli regionali. La legge

Le garanzie di indipendenza del Parlamento Il Parlamento gode di alcune garanzie finalizzate ad assicurare la piena indipendenza nell’esercizio delle sue funzioni:

  • potere di auto-organizzazione , ovvero ciascuna camera adotta il proprio regolamento a maggioranza assoluta dei suoi componenti
  • Autonomia finanziaria e contabile , ossia le Camere approvano un proprio bilancio
  • Immunità della sede , ovvero l’accesso alle Camere è subordinato ad un’autorizzazione da parte delle stesse
  • Autodichìa o giustizia domestica Votazioni in Parlamento È un elemento che differisce tra Camera e Senato. Alla Camera il regolamento prevede che gli astenuti siano considerati come non votanti, quindi abbassano il quorum deliberativo. Al Senato, la maggioranza dei votanti, prevede che gli astenuti siano considerati come votanti, e il loro astenersi vale come NO. IL GOVERNO La sede del Governo è Palazzo Chigi. Struttura del governo È formato da 3 organi:
  • Presidente del consiglio dei ministri : è il capo dell’esecutivo primo fra i ministri e ha un ruolo superiore e molti più poteri sulla base della legge elettorale. Ha incarichi molto importi come la formazione del Governo su incarico del Presidente della Repubblica, dirige la politica e ne è responsabile, mantiene l’unità di indirizzo politico amministrativo, promuove e coordina l’attività dei ministri.
  • Ministri : possono essere con portafoglio e perciò sono al vertice di un apparato della Pubblica Amministrazione, ovvero il ministero. Se sono senza portafoglio, non sono a capo di un ministero e ricevono deleghe dal Consiglio dei Ministri Questi 2 organi formano il:
  • Consiglio dei ministri : è formato dal Presidente del Consiglio + i Ministri e svolge le principali funzioni del Governo: - delibera i disegni di legge da mandare in Parlamento (iniziativa governativa) - adotta atti aventi forza di legge e regolamenti (funzione normativa) - determina la politica comunitaria e internazionale (consiglio europeo) - risolve i conflitti di attribuzione tra i Ministri Funzioni del governo
  • funzioni di indirizzo politico (verso le Camere): elaborazione del programma politico generale, emanazione di atti di indirizzo politico, esercizio di iniziativa legislativa, programmazione e pianificazione delle attività amministrative
  • funzioni politico-amministrative : direzione e coordinamento di funzioni ministeriali, soluzione di conflitti, emanazione di direttive ai comitati ministeriali e interministeriali, nomina di importanti cariche pubbliche Potere normativo del parlamento Il Governo ha potestà normativa: primaria e secondaria
    • fonti primarie: decreti legge, decreti legislativi
    • fonti secondarie: regolamenti governativi Atti normativi del governo

Sono atti aventi valore di legge primaria e aventi forza di legge perciò sono equiparati alle leggi del Parlamento. E sono:

  • decreto legislativo : il Parlamento fa una legge di delegazione per il governo che emanerà un decreto legislativo entro il termine stabilito dalla legge delega, perciò la legge di delegazione è quella con cui il Parlamento delega il Governo ad esercitare la funzione legislativa. Il Parlamento può revocare la delega in modo esplicito, ovvero con l’abrogazione della legge di delegazione, oppure in modo implicito, esercitando direttamente il potere delegato. Il decreto legislativo è deliberato dal Consiglio dei Ministri ed è emanato dal Presidente della Repubblica. Ci sono però dei limiti alla delegazione: non può essere delegata la disciplina delle materie per cui è prevista l’approvazione parlamentare con procedimento ordinario (disegni di legge in materia costituzionale) oppure se la disciplina delle attività che costituiscono esercizio del potere di controllo delle camere sull’esecutivo
  • decreto legge : è una fonte primaria e viene approvato dal Governo in casi straordinari di necessità e urgenza. I decreti legge sono provvedimenti con efficacia provvisoria immediata, non esiste la vacatio legis. L’efficacia del decreto legge è limitata a 60 giorni, se non sono convertiti in legge del Parlamento entro 60 giorni dalla pubblicazione decadono ex-tunc (efficacia retroattiva). Reiterazione dei decreti legge Consiste nel riproporre il contenuto dei decreti legge non convertiti in nuovi decreti legge, facendone salvi gli effetti. La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della reiterazione dei decreti legge non convertiti perché:
    • altera la natura provvisoria del provvedimento
    • toglie valore al carattere straordinario della necessità e dell’urgenza
    • lede il principio di certezza del diritto Il Governo con il decreto-leggo on può:
    • conferire deleghe legislative
    • rinnovare le disposizioni di decreti-legge di quale sia stata negata la conversione
    • regolare i rapporti giuridici sorti sulla base di decreti non convertiti
    • ripristinare l’efficacia di disposizioni dichiarate illegittime dalla Corte Costituzionale Non si considera reiterazione ed è ammessa la riproposizione quando:
    • vi sono nuovi presupposti straordinari di necessità ed urgenza
    • è diverso il contenuto sostanziale del decreto legge L’abuso dei decreti legislativi si verifica quando viene data al Governo la delega di bilancio, significa che si dà una delega troppo ampia, per cui il Parlamento cede il potere legislativo al Governo e quindi con violazione del principio di separazione dei poteri, oppure con l’eccesso di delega che si verifica quando, data una delega, il Governo va oltre i limiti posti dalla delega e disciplina una materia più ampia o viola i principi. Procedimento di formazione del governo 1° FASE: Consultazione , dove il Presidente della Repubblica individua la persona a cui affidare l’incarico di formare il nuovo Governo. La prassi costituzionale prevede la consultazione di:
    • presidente delle due camere
    • ex presidente della Repubblica
    • ex presidenti delle due camere
    • capigruppo parlamentari
    • segretari e presidenti dei partiti 2° FASE: Conferimento , il PDR affida l’incarico alla persona che ritiene possa ottenere la fiducia del Parlamento e quest’incarico è accettato con riserva perché non è sicuro che riesca a formare il governo

Organi ausiliari del Governo Si tratta di organi che pur non facendo parte del Governo lo coadiuvano e lo assistono nel compimento dei suoi compiti. E sono:

  • CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro): è un organo di consulenza delle Camere e del Governo per le materie e secondo le funzioni che gli sono attribuite dalla legge, ha iniziativa legislativa
  • Consiglio di Stato : è organo di consulenza giuridico-amministrativa e di tutela della giustizia nell’amministrazione, è giudice d’appello contro le pronunce del TAR (Tribunale Amministrativo Regionale)
  • Corte dei Conti : svolge un controllo preventivo di legittimità sugli atti governativi, svolge un controllo sulla gestione dei bilanci dello Stato, riferisce direttamente alle Camere il risultato del riscontro eseguito, partecipa alla gestione finanziaria ed è organo indipendente rispetto al Governo PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Il PDR è capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale. È colui che deve garantire il mantenimento del corretto funzionamento delle istituzioni e dell’applicazione delle regole democratiche stabilite dalla Costituzione ed è un organo neutrale e imparziale. Il Presidente della Repubblica non può ricoprire altre cariche. Requisiti di eleggibilità Può essere eletto PDR chiunque:
    • sia cittadino italiano
    • abbia compiuto 50 anni d’età
    • goda dei diritti civili e politici Elezioni del PDR Il PDR è eletto dal Parlamento in seduta comune, integrato da 3 delegati per ogni Regione (1 solo delegato per la Valle D’Aosta). L’elezione è indetta dal Presidente della Camera dei Deputati. La maggioranza richiesta:
    • nelle prime 3 votazioni: 2/3 dei componenti
    • nelle votazioni successive: è sufficiente la maggioranza assoluta L’elezione ha luogo a scrutinio segreto e il PDR presta giuramento davanti al Parlamento in seduta comune. Durata dell’incarico Il Presidente della Repubblica è eletto per 7 anni ed è rieleggibile. Il Presidente della Camera dei deputati convoca il Parlamento in seduta comune integrato con i delegati regionali per l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica 30 giorni prima della scadenza del mandato. Si possono avere delle eccezioni: ad esempio, i poteri del PDR in carica sono prorogati, oppure il nuovo Presidente è eletto entro 15gg dall’insediamento delle nuove Camere, se le camere sono sciolte oppure se mancano meno di 3 mesi alla loro cessazione. Questo per evitare che avvenga un ingorgo costituzionale, oppure per evitare che il Presidente della Repubblica sia eletto da parte di Camere prossime allo scioglimento e perciò dalla ridotta rappresentatività. Casi di impedimento del PDR Le funzioni del PDR, in caso non possa adempiere, sono esercitate dal Presidente del Senato. Se l’impedimento è temporaneo c’è supplenza da parte del Presidente del Senato fino alla

cessazione dell’impedimento. Se l’impedimento è è permanente o di morte o di dimissioni del PDR, il Presidente della Camera dei deputati indice lì’elezione del nuovo PDR entro 15 giorni. Casi di cessazione

  • scadenza del mandato
  • impedimento permanente
  • morte o dimissioni
  • decadenza della carica per venir meno di uno dei requisiti di eleggibilità
  • condanna da parte della corte costituzionale per alto tradimento o attentato alla Costituzione Attribuzioni del PDR
  • Rispetto al potere legislativo :
  • indice le elezioni delle nuove camere
  • può convocare le camere in via straordinaria
  • può inviare messaggi motivati alle camere
  • può sciogliere una o entrambe le camere
  • promulga le leggi
  • può rifiutare una sola volta di promulgare una legge. Se le camere la riapprovano deve iiiixxxiiipromulgarla
  • indice il referendum abrogativo o costituzionale
  • può nominare fino a 5 senatori a vita
  • Rispetto al potere esecutivo :
  • emana i decreti aventi forza di legge e i regolamenti
  • autorizza con decreto la presentazione alle camere dei disegni di legge
  • nomina il presidente del Consiglio dei Ministri e poi i ministri
  • è capo delle forze armate Inoltre il PDR non può sciogliere le camere negli ultimi 6 mesi del suo mandato, a meno che non coincidano con gli ultimi 6 mesi della legislatura. Questo per evitare possibili pressioni per la propria rielezione. Questo periodo è chiamato semestre bianco
  • Rispetto al potere giudiziario :
  • presiede il consiglio superiore della magistratura
  • può concedere la grazia e commutare le pene
  • nominare 1/3 dei giudici della Corte Costituzionale Atti del PDR Gli atti del PDR si distinguono in:
  • Atti formalmente e sostanzialmente presidenziali (grazia): significa che, sia la predisposizione del contenuto, sia l’emanazione formale è del Capo dello Stato (messaggi alle camere, nomine di senatori a vita).
  • Atti formalmente e sostanzialmente di altri organi : emanati dal PDR, ma predisposti e voluti da altri organi (promulgazioni, emanazioni delle leggi e degli atti aventi forza di legge).
  • Atti complessi : il loro contenuto è predisposto e voluto sia dal PDR sia da altri organi (scioglimento delle camere, incarico al nuovo Presidente del Consiglio). Responsabilità del PDR Il PDR non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne per alto tradimento e attentato alla Costituzione. L’alto tradimento attiene ai rapporti con l’estero, ai complotti con l’estero, mentre l’attentato alla Costituzione deve essere un atto molto grave, che comporta il sovvertimento dell’ordine costituzionale, come il volersi impadronire della funzione legislativa. Qualora venga individuata tale condotta il PDR è posto in stato di accusa dal Parlamento

3°: deliberazione definitiva del Consiglio dei Ministri 4°: emanazione con D.p.R. (Decreto del Presidente della Repubblica) 5°: visto e registrazione della Corte dei Conti 6°: Pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale (Il Presidente della Repubblica emana solo i regolamenti governativi, quelli ministeriali li emana il Governo). Classificazione dei regolamenti governativi

  • regolamenti di esecuzione : sono emanati quando una legge o un atto avente forza di legge necessita di una disciplina di dettaglio che ne consenta l’applicazione
  • regolamenti di attuazione : intervengono quando la fonte primaria definisce unicamente le norme di principio, lasciando al regolamento l’attuazione di tali principi e perciò maggiore autonomia del Governo.
  • regolamenti indipendenti : disciplinano una materia non disciplinata da altra fonte primaria e per le quali la Costituzione non prevede una riserva di legge assoluta o relativa.
  • regolamenti di organizzazione : disciplinano l’organizzazione e il funzionamento delle amministrazioni pubbliche, organi statali e disciplinano i pubblici uffici, le relative competenze, lo stato giuridico del Personale della Pubblica Amministrazione.
  • regolamenti autorizzati o di delegificazione : hanno come oggetto materie in precedenza disciplinate da fonti primarie e sono emanati in seguito a legge di autorizzazione. Consiste nella disciplina di una materia precedentemente disciplinata da legge primaria, ma previa autorizzazione di una legge di autorizzazione. La legge di autorizzazione ha un doppio contenuto:
    • abroga la legge esistente
    • disciplina i principi e i criteri direttivi con cui deve conformarsi il regolamento Regolamenti ministeriali e interministeriali I regolamenti ministeriali non possono entrare in contrasto con i regolamenti governativi (Principio di Gerarchia) La legge può conferire ai singoli ministri il potere di adottare regolamenti nelle materie di competenza:
  • Se sono di un singolo ministro sono regolamenti ministeriali (es. D.M. decreto ministeriale)
  • Se sono di più ministri sono regolamenti interministeriali (es. D.P.C.M decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) REFERENDUM Consente l’esercizio diretto della sovranità popolare. La votazione deliberativa con cui viene sottoposto questo quesito al corpo elettorale ha diverse forme e diversi effetti: consultivi, decisivi o deliberativi, ed esprimono la volontà della maggioranza. È l’unico istituto di democrazia diretta e può essere di 2 tipi:
  • Referendum costituzionale : è la consultazione della popolazione in relazione ad una determinata modifica della Costituzione. Può essere richiesto entro 3 mesi dalla pubblicazione di una legge costituzione, quando non sia stata approvata in seconda deliberazione con la maggioranza di 2/3 dei componenti di ciascuna Camera, da 500.000 elettori o da 1/5 dei deputati o senatori. E quando arriva alla votazione è sufficiente che la proposta raggiunga la maggioranza dei voti.
  • Referendum abrogativo : è la consultazione della popolazione in relazione all’abrogazione espressa di una o più norme primarie e può essere richiesto da 500.000 elettori o da 5 Consigli Regionali. Dopo aver proposta un quesito e raccolto le firme (entro 3 mesi), la proposta referendaria deve essere sottoposta seconda la legge al controllo di legittimità e di ammissibilità. - Giudizio di legittimità del referendum : l’esame centrale per il referendum esamina il numero e la validità delle firme presentate, il rispetto del termine dei 3 mesi, la validità delle deliberazioni dei

consigli regionali e la qualificazione di legge o atto avente forza di legge e può disporre l’unificazione di più richieste referendarie, l’interruzione del procedimento se alcune norme sottoposte a referendum siano state abrogate nel frattempo.

  • Giudizio di ammissibilità del referendum abrogativo : la Corte Costituzionale esamina il rispetto dei limiti (limiti espressi) e il rispetto di altri limiti elaborati dalla Corte Stessa (limiti impliciti). I limiti espressi sono contenuti nell’art.75 e afferma che non possono essere sottoposte a referendum le leggi tributarie, di bilancio, di amnistia. I limiti impliciti invece impongono che il quesito referendario sia univoco (deve consentire una risposta secca SI o NO), chiaro (l’elettore deve essere posto nella condizione di capire qual è l’oggetto e la conseguenza del referendum) e omogeneo (non sono ammessi quesiti differenti). Non possono essere oggetto di referendum
  • le fonti costituzionali
  • leggi regionali
  • fonti normative secondarie (regolamenti governativi)
  • le norme costituzionali o leggi costituzionali
  • le leggi obbligatorie o necessarie Procedimento di richiesta del referendum 1°: Indizione (proclamazione) che avviene cin decreto del PDR in seguito ad una deliberazione del Consiglio dei Ministri 2°: votazione , che si svolge in una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno. L’abrogazione avviene se:
  • partecipa al voto la metà + 1 degli aventi diritto al voto (quorum costituivo o strutturale)
  • è favorevole la metà + 1 dei voti validamente espressi (quorum deliberativo o funzionale) Lo scrutinio finale andrà all’ufficio centrale. Nel referedum costituzionale non c’è il quorum costitutivo, ma si fa solo la somma dei SI e dei NO. 3°: pubblicazione , se l’esito è positivo l’abrogazione è dichiarata con Decreto del Presidente della Repubblica, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e ha effetto dal giorno successivo. Se l’esito è negativo viene comunque pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e una nuova richiesta di referendum abrogativo della stessa fonte primaria può essere presentato non prima di 5 anni. Differenze tra Referendum costituzionale e abrogativo
  • controllo di ammissibilità (solo in quello abrogativo è previsto)
  • iniziativa parlamentare (quello abrogativo non può essere chiesto dal Parlamento)
  • quorum costitutivo (non c’è in quello costituzionale, basta la maggioranza dei voti) IL CORPO ELETTORALE Il corpo elettorale definisce chi ha il diritto di voto, cioè chi ha il potere di esercitare la sovranità popolare. La sovranità popolare si esprime attraverso il diritto di voto. I requisiti per essere elettori è essere cittadini è essere cittadini italiani:
  • per nascita
  • per provvedimento del Ministro dell’Interno o del Capo dello Stato
  • attraverso un determinato numero di anni di residenza ed aver compiuto la maggiore età Il voto si perde per:
  • incapacità civile
  • per sentenza penale inderogabile limitandola ai casi determinati dalla legge Caratteristiche del voto Il voto è:
  • civile: risolve le controversie aventi per oggetto diritti soggettivi ed è esercitata da giudici iiiiiiiiiiiiiordinari.
  • penale: accerta la commissione di reati e in questo caso stabilisce le sanzioni ed è esercitata iiiiiiiiiiiiida giudici ordinari
  • Giurisdizione amministrativa : è esercitata da giudici amministrativi che conoscono degli interessi legittimi. Ci si rivolge al giudice amministrativo quando la pubblica amministrazione esercita dei poteri pubblici ed emana dei provvedimenti amministrativi. Gradi di giurisdizione
  • Giurisdizione civile : i primi due gradi valutano il caso e sono di merito, mentre l’ultimo la legittimità. In primo grado si può agire attraverso il giudice di pace oppure attraverso il tribunale, in secondo grado si agisce in tribunale se nel primo grado si era andati dal giudice di pace, mentre in corte d’appello se il primo grado era stato tenuto in tribunale, il terzo grado invece si tiene in corte di cassazione civile.
  • Giurisdizione penale : i primi due gradi valutano il caso e sono di merito, mentre l’ultimo la legittimità. Il primo grado può avvenire dal giudice di pace, in tribunale, in tribunale per i minori oppure presso la corte d’assise, se il primo grado è stato tenuto dal giudice di pace o in tribunale e o in tribunale per i minori il secondo grado si terrà in corte d’appello, altrimenti se il primo grado si è tenuto in corte d’assise il secondo grado si terrà in scorte d’assise d’appello, il terzo grado invece si terrà presso la corte di cassazione penale.
  • Giurisdizione amministrativa : ha 2 gradi. Il primo si tiene nei TAR (Tribunali Amministrativi Regionali), mentre il secondo si tiene in Consiglio di Stato. La Corte di Cassazione La Corte di Cassazione si pone al vertice del sistema giudiziario e ha sede a Roma. Si articola in sezioni:
  • civili
  • penali
  • del lavoro Funzioni:
  • Giudica sui ricorsi per violazione di legge:
  • contro le sentenze d’appello
  • contro i provvedimenti restrittivi della libertà personale
  • Decide:
  • i conflitti di competenza tra giudici ordinari
  • i conflitti di giurisdizione tra giudici ordinari e speciali
  • i conflitti di attribuzione tra giudici e pubblica amministrazione
  • Garantisce: la corretta applicazione e l’uniforme interpretazione della legge da parte dei giudici. L’indipendenza della magistratura Garanzie costituzionali: L’autonomia e l’indipendenza della magistratura sono garantite da una serie di norme costituzionali:
  • sia alla magistratura nel suo complesso
  • sia al singolo organo giurisdizionale Organi di autogoverno della magistratura: L’indipendenza istituzionale della magistratura rispetto agli altri poteri dello Stato è garantita dall’istituzione di organi di autogoverno. A tali organi spetta:
  • l’organizzazione e l’amministrazione dei giudici
  • l’applicazione delle sanzioni disciplinari Gli organi di autogoverno sono:
  • consiglio superiore della magistratura
  • consiglio di presidenza della giurisdizione amministrativa
  • consiglio di presidenza della corte dei conti
  • consiglio della magistratura militare Consiglio superiore della magistratura Composizione e formazione: 27 membri: 3 di diritto e 24 elettivi
  • 3 di diritto: presidente della Repubblica, 1° Presidente della Corte di Cassazione, procuratore Iiiiiiiiiiiiigenerale presso la Corte di Cassazione
  • 24 elettivi: 16 eletti dalla Magistratura ordinaria, 8 eletti dal Parlamento in seduta comune, tra iiiiiiiiiiiiiprofessori universitari in materie giuridiche e avvocati dopo 15 anni di esercizio Le funzioni che svolge sono:
  • provvedere alle assunzioni, alle assegnazioni e adotta ogni altro provvedimento che incida iiiiiiiiiiiiisullo status dei magistrati
  • esercita il potere disciplinare nei confronti dei magistrati ordinari
  • nomina e revoca i magistrati
  • fornisce pareri sui disegni di legge I membri elettivi del CSM durano in carica 4 anni e non sono immediatamente rieleggibili. LE AUTONOMIE LOCALI Autonomia: è la capacità di emanare norme giuridiche e definire un indirizzo politico ed un assetto organizzativo propri. L’autonomia più vicina ai cittadini è il comune. Enti territoriali minori
  • Regioni : possono essere a statuto ordinario o speciale
  • Enti locali : sono i comuni, province, città metropolitane Sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione. Le regioni Possono essere a:
  • statuto speciale : dispongono di forme e condizioni particolari di autonomia, secondo i rispettivi statuti speciali adottati con legge costituzionale e sono:
  • Friuli Venezia Giulia
  • Trentino Alto Adige/Sudtirol
  • Sardegna
  • Sicilia
  • Valle D’Aosta
  • a statuto ordinario : con una propria legge adottano uno stato ordinario ai sensi e nelle forme dell’articolo 123, comma II. La potestà legislativa (art 117) È esercitata dallo Stato e dalle regioni rispettando: la costituzione e i vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali; E può essere:
  • esclusiva dello Stato
  • concorrete dello Stato e delle regioni
  • esclusiva delle regioni