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Diritto pubblico dalle slide, Slide di Diritto Pubblico

Riassunto prima parte delle slide

Tipologia: Slide

2025/2026

Caricato il 01/06/2026

paola-appella
paola-appella 🇮🇹

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DIRITTO PUBBLICO
L’ORDINAMENTO GIURIDICO
Che cos’è il diritto? Per rispondere a questa domanda bisogna partire dall’osservazione
della realtà che ci mostra che l’uomo non vive generalmente isolato ma in continua
relazione con altri uomini assieme ai quali costituisce dei gruppi sociali.
La ragione di tale comportamento umano risiede nel fatto che certi interessi e certe
esigenze non possono per loro natura essere soddisfatti dall’individuo isolato ma solo
collettivamente.
Un insieme di regole è strumentale, quindi, al soddisfacimento di interessi, ed evita
inoltre il conflitto.
I gruppi sociali nei quali l’uomo interagisce con altri uomini sono del più vario genere: da
episodiche aggregazioni umane (una riunione, un momento aggregativo transitorio ecc…) a
gruppi più saldamente organizzati
Un gruppo sociale stabilmente organizzato secondo delle regole è un ORDINAMENTO
GIURIDICO
…non ogni gruppo sociale è un ordinamento giuridico, ma solo quei gruppi caratterizzati
da stabilità (dimensione temporale durevole) ed esistenza di regole vincolanti che
disciplinano la vita del gruppo
‘’Ubi societas ibi ius’’=’’Dove c’è società c’è diritto’’ le regole sono quindi il diritto di una
determinata organizzazione
Ogni organizzazione produce diritto ed è prodotta dal diritto, anche quella più elementare,
ad esempio coloro che si dispongono in coda per accedere ad un servizio, produce ed è
prodotta da una norma spontanea che così recita «chi arriva prima ha diritto di accedere al
servizio per primo; ciascuno ha il dovere di attendere il proprio turno»
Ma qual è il rapporto fra il diritto e l’organizzazione sociale? È il diritto che fonda
l’organizzazione o è l’organizzazione che produce il diritto?
Teoria pura del diritto o teorie normativistiche (H. Kelsen) - il diritto precede il
gruppo sociale e vede le regole come un qualcosa di distaccato da esso, visto
esclusivamente come oggetto dell’applicazione del diritto = società ha un
ordinamento
Teorie istituzionaliste (Santi Romano, M. Hauriou) - un ordinamento non è solo
un complesso di prescrizioni normative: è il complesso delle norme che
scaturiscono da una determinata organizzazione sociale. Dunque, è il gruppo
sociale a dare vita al diritto (norme), e la loro funzione è mantenerlo, rafforzarlo e
consolidarlo = società è un ordinamento
Teoria della pluralità degli ordinamenti giuridici - si basa sulla teoria della
socialità del diritto, secondo la quale lo Stato è solo uno dei tipi di organizzazione
sociale, ma presenta alcune caratteristiche specifiche
Il concetto di ORDINAMENTO GIURIDICO non è necessariamente ancorato a una specifica
gerarchia di valori, secondo Santi Romano persino le organizzazioni malavitose
costituiscono un ordinamento.
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DIRITTO PUBBLICO

L’ORDINAMENTO GIURIDICO

Che cos’è il diritto? Per rispondere a questa domanda bisogna partire dall’osservazione della realtà che ci mostra che l’uomo non vive generalmente isolato ma in continua relazione con altri uomini assieme ai quali costituisce dei gruppi sociali. La ragione di tale comportamento umano risiede nel fatto che certi interessi e certe esigenze non possono per loro natura essere soddisfatti dall’individuo isolato ma solo collettivamente. Un insieme di regole è strumentale, quindi, al soddisfacimento di i nteressi , ed evita inoltre il conflitto. I gruppi sociali nei quali l’uomo interagisce con altri uomini sono del più vario genere: da episodiche aggregazioni umane (una riunione, un momento aggregativo transitorio ecc…) a gruppi più saldamente organizzati Un gruppo sociale stabilmente organizzato secondo delle regole è un ORDINAMENTO GIURIDICO …non ogni gruppo sociale è un ordinamento giuridico , ma solo quei gruppi caratterizzati da stabilità (dimensione temporale durevole) ed esistenza di regole vincolanti che disciplinano la vita del gruppo ‘’Ubi societas ibi ius’’=’’Dove c’è società c’è diritto’’ le regole sono quindi il diritto di una determinata organizzazione Ogni organizzazione produce diritto ed è prodotta dal diritto, anche quella più elementare, ad esempio coloro che si dispongono in coda per accedere ad un servizio, produce ed è prodotta da una norma spontanea che così recita «chi arriva prima ha diritto di accedere al servizio per primo; ciascuno ha il dovere di attendere il proprio turno» Ma qual è il rapporto fra il diritto e l’organizzazione sociale? È il diritto che fonda l’organizzazione o è l’organizzazione che produce il diritto?

  • Teoria pura del diritto o teorie normativistiche (H. Kelsen) - il diritto precede il gruppo sociale e vede le regole come un qualcosa di distaccato da esso, visto esclusivamente come oggetto dell’applicazione del diritto = società ha un ordinamento
  • Teorie istituzionaliste (Santi Romano, M. Hauriou) - un ordinamento non è solo un complesso di prescrizioni normative: è il complesso delle norme che scaturiscono da una determinata organizzazione sociale. Dunque, è il gruppo sociale a dare vita al diritto (norme), e la loro funzione è mantenerlo, rafforzarlo e consolidarlo = società è un ordinamento
  • Teoria della pluralità degli ordinamenti giuridici - si basa sulla teoria della socialità del diritto, secondo la quale lo Stato è solo uno dei tipi di organizzazione sociale, ma presenta alcune caratteristiche specifiche Il concetto di ORDINAMENTO GIURIDICO non è necessariamente ancorato a una specifica gerarchia di valori, secondo Santi Romano persino le organizzazioni malavitose costituiscono un ordinamento.

Il fine proprio del diritto è quindi la conservazione del gruppo sociale. Tale finalità può essere perseguita indirettamente, mediante la tutela di determinati interessi individuali (diritto privato) oppure direttamente mediante la tutela di interessi pubblici (diritto pubblico). LA NORMA GIURIDICA È la regola di comportamento sulla quale si fonda un gruppo sociale organizzato Differenza tra leggi morali e naturali :

  1. Leggi naturali , appartengono al mondo dell’essere, sono descrittive 2. Leggi morali (parte delle regole giuridiche), appartengono al mondo del dover essere e sono prescrittive. Tuttavia, le regole morali necessitano un’adesione interiore, mentre il resto delle regole giuridiche sono esterne al soggetto, ossia hanno per oggetto l’azione I CARATTERI DELLA NORMA GIURIDICA
  2. Esteriorità , la norma è esterna al soggetto, dunque non conta l’intenzione, ma l’azione stessa. Sono regole strumentali al raggiungimento degli interessi della collettività
  3. Generalità , la norma è applicabile ad un numero indeterminato di destinatari
  4. Astrattezza , ripetibilità della regola per un periodo di tempo indeterminato Questi ultimi 2 caratteri riguardano le fonti primarie, e pian piano si stanno perdendo a causa del fenomeno delle leggi provvedimento (o leggine), le quali non sono generali, ma fanno riferimento a situazioni e/o soggetti concreti. 4. Positività , concreta efficacia della norma in relazione all’obbedienza media dei suoi destinatari, oppure come viene interpretata e fatta valere nel concreto, ossia come è effettivamente vigente
  5. Coercibilità , ossia la norma deve essere fatta rispettare dallo Stato anche contro la volontà del destinatario, chi si ostina a non obbedire è soggetto a sanzione. ORDINAMENTO GIURIDICO STATALE Lo stato è un ente politico (fine generale) formato da un gruppo sociale indipendente e a base territoriale fissa, ordinato attorno ad un centro di potere suo proprio che, mentre non dipende da nessuna autorità, si afferma al tempo stesso nell’ambito spaziale-temporale del gruppo, come superiore ad ogni altro possibile potere. (La politicità dello stato può assumere a contenuto della propria azione tutte le finalità che storicamente ritiene opportuno assumere) Quindi lo Stato è un ordinamento giuridico territoriale sovrano Gli elementi costitutivi dello stato sono:
  • Popolo
  • Territorio
  • Sovranità Il termine Stato ha un significato duplice:
  • Stato comunità/ordinamento --- gruppo complessivo
  • Stato apparato/governo/persona --- organizzazione governante 1 .POPOLO – un gruppo sociale a fini generali Diverso dalla popolazione , ossia i residenti o coloro sottoposti occasionalmente all’autorità territoriale di uno Stato , e dalla nazione , la quale è più un concetto sociologico , ossia una collettività con comunanza di lingua, tradizioni, religione (ecc..) Sono membri del popolo solo coloro che sono permanentemente sottoposti ad un potere illimitato ed esclusivo , ossia coloro che ottengono dallo Stato lo status di cittadino. Come ottenere la cittadinanza?

2)l’aver subito in Italia una condanna per delitto doloso o preterintenzionale che preveda pena non inferiore a 3 anni

  1. l’essere stati condannati, anche all’estero ma con sentenza riconosciuta in Italia, per delitto, non politico, che comporta una pena superiore a un anno
  2. la sussistenza di comprovati motivi inerenti alla sicurezza della Repubblica (con parere conforme del Consiglio di Stato). L’apprezzamento dei motivi e delle cause ostative alla concessione della cittadinanza è frutto di potere ritenuto ampiamente discrezionale (Cons. St. 1084/2015) PERDITA DELLA CITTADINANZA Art. 22 Cost. ‘’Nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome.’’ Si può però:
  • Per rinunzia (cittadino che possieda, acquisti o riacquisti una cittadinanza straniera, qualora risieda o abbia deciso di stabilire la propria residenza all’estero)
  • Automaticamente (cittadino che svolgendo funzioni alle dipendenze di uno Stato estero conserva questa posizione nonostante l’intimazione del governo italiano a cessare tale rapporto di dipendenza)
  • Per revoca (art. 10 bis della l. n. 91/1992, introdotto dalla legge n.132/2018) per alcuni reati commessi da chi non sia cittadino per nascita, a condizione che l’interessato possieda o possa acquisire un’altra cittadinanza. La revoca è disposta, entro 10 anni dal passaggio in giudicato della sentenza di condanna, con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’interno e dovrebbe permettere l’espulsione del condannato dal territorio nazionale, nel quadro delle politiche di prevenzione delle minacce poste alla sicurezza nazionale dei cd. foreign fighters (modificato con d.l.n. 80/2025) RIACQUISTO CITTADINANZA La legge 91/92 ammette la doppia cittadinanza a differenza della precedente disciplina legislativa (1912) Possono riacquistare la cittadinanza coloro che hanno perso la cittadinanza italiana in passato e chi è discendente entro un certo grado di cittadini italiani che hanno optato per una diversa cittadinanza sotto il vigore della legge del 1912 semplicemente risiedendo per un anno sul territorio della Repubblica CITTADINANZA EUROPEA
  • Art. 20 TFUE: la cittadinanza dell’Unione si acquista in virtù del possesso della cittadinanza di uno degli Stati membri
  • Comporta il riconoscimento di una serie di diritti (tutela autorità diplomatiche, petizioni Parlamento europeo ecc...)
  • Tra questi, in particolare, il riconoscimento dell’elettorato attivo e passivo nelle elezioni comunali e per il Parlamento europeo alle stesse condizioni dei cittadini dello Stato di residenza 2.TERRITORIO – caratterizzato dallo spazio vitale, indica geograficamente i limiti del potere statale 3.SOVRANITÀ - l’ ordinamento giuridico è sovrano quando è:
  1. Originario, si autolegittima e lui stesso definisce le proprie fonti del diritto
  2. Esclusivo, ha il diritto di escludere al suo interno qualunque altro potere
  1. Supremo e indipendente, da qualunque potere esterno ADATTAMENTO DELL’ORDINAMNETO INTERNO A QUELLO INTERNAZIONALE
  • Relatività dei valori giuridici: l’ ordinamento statale è impenetrabile rispetto all’ordinamento internazionale a meno che non lo consenta
  • Rinvio fisso o materiale o ricettizio alle disposizioni (art. 10, c. 2 Cost. e norma interna che contiene l’ordine di esecuzione di un trattato internazionale)
  • Rinvio mobile o formale o non ricettizio (alla fonte di produzione): (art. 10, c. 1: adattamento automatico alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute) o norme del diritto internazionale privato TITOLARITÀ DELLA SOVRANITÀ
  • Assolutismo monarchico al monarca
  • Rivoluzione francese alla nazione
  • Costituzione italiana (art. 1) al popolo (ossia i rappresentanti democraticamente eletti) nei limiti della stessa FORME DI STATO E FORME DI GOVERNO Abbiamo visto che lo Stato è composto da 3 elementi costituitivi, essi possono mutare e ciò porta alla nascita di diverse Forme di Stato. Per definirle bisogna comprendere come il potere si rapporta all’individuo (relazioni verticali), dunque le regole tra la relazione potere- individuo e quelle che regolano gli individui fra loro. Le forme di potere sono l’espressione di come il potere/i si esplica in un determinato periodo storico. Indica:
  • I diversi modi con i quali il potere pubblico è distribuito tra gli organi di vertice dello Stato dalle norme costituzionali
  • Le interrelazioni tra questi organi di vertice che queste stesse norme costituzionali pongono in essere Inoltre, è bene ricordare che il modo in cui gli organi al vertice esercitano i poteri sono una conseguenza della struttura sociale, dei canali di trasmissione tra società e apparato dello stato (partiti politici) e delle regole attraverso le quali si realizza il meccanismo rappresentativo e selettivo (sistemi elettorali) Classificazione delle Forme di Stato:
  1. Lo Stato feudale (ordinamento feudale)
  2. Lo Stato assoluto
  3. Lo Stato liberale
  4. Lo Stato costituzionale 1.LO STATO FEUDALE Non è una vera la propria forma di stato, ma costituisce la base della prima forma di stato effettiva, lo stato assoluto. In Europa, dopo la caduta dell’Impero Romano, nasce il sistema feudale, un sistema di autorità la cui legittimazione non è data da un’investitura, ma da un sistema privatistico di scambio. Il territorio era troppo grande per essere controllato esclusivamente dal re, perciò nei castelli nasce il ruolo del faudataario, la cui autorità era spesso anche superiore a quella della legge. Egli gestiva:
  • Esercito
  • Giustizia
  • Regole in genrale In cambio di protezione, il popolo forniva al feudatario: terra, lavoro, raccolto (ecc.). Anche il re per usufruire dei beni di un territorio, deve chiedere l’autorizzazione al feudatario che la ‘’governa’’. In questo modello potere pubblico e relazioni private sono confuse, dando