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Appunti utili per il secondo parziale di diritto pubblico
Tipologia: Dispense
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Riassunto – Marbury vs Madison e Corte costituzionale
Nel 1803 la Corte Suprema degli Stati Uniti dovette decidere sul caso di William Marbury, nominato giudice dal presidente uscente John Adams. La nomina però non venne notificata dal nuovo governo di Thomas Jefferson, e quindi Marbury non poté assumere l’incarico.
Marbury chiese allora alla Corte Suprema di obbligare il Segretario di Stato James Madison a notificare la nomina tramite un writ of mandamus. La richiesta si basava sul Judiciary Act del 1789, che attribuiva alla Corte questo potere.
La Corte, guidata da John Marshall, riconobbe:
che Marbury aveva diritto alla nomina;
che il mandamus sarebbe stato il rimedio corretto;
ma anche che la legge che attribuiva questo potere alla Corte era in contrasto con la Costituzione, perché ampliava illegittimamente la giurisdizione della Corte Suprema.
La Costituzione americana, infatti, stabilisce in modo preciso i casi in cui la Corte può giudicare in primo grado.
Da ciò Marshall affermò un principio fondamentale: la Costituzione è superiore alle leggi ordinarie, e una legge contraria alla Costituzione è nulla.
Con questa decisione nacque il constitutional review, cioè il controllo di costituzionalità delle leggi: i giudici possono disapplicare le leggi incompatibili con la Costituzione.
La giustizia costituzionale comprende i meccanismi che servono a difendere la Costituzione dalle violazioni compiute da leggi o da organi dello Stato.
Evoluzione storica
In Europa, dopo la Rivoluzione francese, prevaleva l’idea che legge e Costituzione avessero lo stesso livello.
Negli Stati Uniti invece, già dal 1803, si affermò la superiorità della Costituzione.
Dopo la Seconda guerra mondiale, molti Stati europei introdussero sistemi di controllo costituzionale, anche per evitare il ritorno di regimi autoritari.
Kelsen e Schmitt
Hans Kelsen sosteneva che il controllo dovesse essere affidato a una Corte costituzionale.
Carl Schmitt riteneva invece che il custode della Costituzione dovesse essere il Capo dello Stato.
Prevalse il modello di Kelsen.
Modelli di giustizia costituzionale
Modello diffuso: ogni giudice può disapplicare una legge incostituzionale (USA).
Modello accentrato: solo una Corte costituzionale può annullare la legge (Italia ed Europa).
Nei modelli accentrati esistono:
accesso diretto: i cittadini possono rivolgersi direttamente alla Corte (Germania, Spagna);
accesso indiretto: serve un processo in corso (Italia).
Durante l’Assemblea Costituente ci fu un forte dibattito:
la Democrazia Cristiana voleva una Corte costituzionale;
il Partito Comunista temeva che diventasse un “super potere”.
Si scelse quindi una soluzione di compromesso: una Corte autonoma con composizione mista.
Composizione
La Corte costituzionale italiana è composta da 15 giudici:
5 eletti dal Parlamento;
Come nasce
Durante un processo:
una parte oppure
il giudice stesso
può sollevare il dubbio che una legge violi la Costituzione.
La questione viene allora inviata alla Corte costituzionale.
Caratteristiche
Si parla di giudizio “incidentale” perché la questione nasce incidentalmente dentro un altro processo.
La Corte decide:
se la questione è infondata, la legge resta valida;
se è fondata, la legge viene annullata.
Requisiti di ammissibilità
Perché la Corte possa intervenire servono alcuni requisiti:
Concetti chiave da ricordare
La Costituzione è superiore alle leggi ordinarie.
Marbury vs Madison introduce il controllo di costituzionalità.
Esistono modelli diffusi (USA) e accentrati (Italia).
In Italia il controllo è affidato alla Corte costituzionale.
Il giudizio incidentale nasce durante un processo ordinario.