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Diritto Pubblico 24/25, Appunti di Diritto Pubblico

Appunti relativi alle lezioni frontali, validi per il primo parziale.

Tipologia: Appunti

2023/2024

Caricato il 07/06/2025

luca-lanzani
luca-lanzani 🇮🇹

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DIRITTO PUBBLICO
24-25
17-2
Le nozioni fondamentali del diritto, le fonti
Ogni comunità organizzata necessita di regole per garantire la propria sopravvivenza, poiché le
relazioni tra i consociati riflettono interessi differenti che possono talvolta entrare in conflitto. Le
regole sono necessarie al fine di stabilire quale interesse deve prevalere. I conflitti possono essere
prevenuti e risolti attraverso la fissazione di norme. Una regola è uno schema astratto che qualifica
un concreto fatto della vita, ponendo in contrasto i titolari di interessi confliggenti.
Diritto oggettivo, soggettivo e positivo
Il diritto oggettivo è l’insieme delle norme giuridiche vigenti all’interno di un ordinamento
giuridico, vale a dire l’insieme delle istituzioni e delle norme che operano all’interno di uno
Stato.
Il diritto soggettivo è l’interesse individuale protetto dal diritto oggettivo (es. proprie
privata).
Il diritto positivo viene prodotto unicamente dagli organi autorizzati a farlo. Il positivismo
nacque come reazione allo Stato assoluto, che aveva usato il diritto naturale (principi superiori
alla volontà umana, derivanti da Dio) contro i sudditi.
Norma giuridica
Una norma giuridica descrive un rapporto di causalità (se A, allora B). All’interno di una società
esistono regole sociali che organizzano la convivenza. Le regole giuridiche sono una parte di esse.
Caratteristiche delle norme giuridiche
1. Esteriorità. Si applicano nei rapporti tra persone, avendo una dimensione relazionale.
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DIRITTO PUBBLICO

17 - 2 Le nozioni fondamentali del diritto, le fonti Ogni comunità organizzata necessita di regole per garantire la propria sopravvivenza, poiché le relazioni tra i consociati riflettono interessi differenti che possono talvolta entrare in conflitto. Le regole sono necessarie al fine di stabilire quale interesse deve prevalere. I conflitti possono essere prevenuti e risolti attraverso la fissazione di norme. Una regola è uno schema astratto che qualifica un concreto fatto della vita, ponendo in contrasto i titolari di interessi confliggenti. Diritto oggettivo, soggettivo e positivo

  • Il diritto oggettivo è l’insieme delle norme giuridiche vigenti all’interno di un ordinamento giuridico, vale a dire l’insieme delle istituzioni e delle norme che operano all’interno di uno Stato.
  • Il diritto soggettivo è l’interesse individuale protetto dal diritto oggettivo (es. proprietà privata).
  • Il diritto positivo viene prodotto unicamente dagli organi autorizzati a farlo. Il positivismo nacque come reazione allo Stato assoluto, che aveva usato il diritto naturale (principi superiori alla volontà umana, derivanti da Dio) contro i sudditi. Norma giuridica Una norma giuridic a descrive un rapporto di causalità (se A, allora B). All’interno di una società esistono regole sociali che organizzano la convivenza. Le regole giuridiche sono una parte di esse. Caratteristiche delle norme giuridiche
  1. Esteriorità. Si applicano nei rapporti tra persone, avendo una dimensione relazionale.
  1. Generalità e astrattezza. Descrivono comportamenti giuridicamente rilevanti con elementi essenziali, garantendo uguaglianza.
  2. Coattività. Sono presidiate da una sanzione coattiva, imponibile anche contro la volontà di chi ha violato la norma, con l’uso della forza da parte dello Stato. Capacità giuridica e di agire Art. 1 c.c. “La capacità giuridica si acquista al momento della nascita” Art. 2 c.c. “La capacità di agire si acquista con la maggiore età” Esistono norme giuridiche prive di sanzione che qualificano giuridicamente determinati comportamenti. Una norma è ingiusta quando viola la Costituzione. Legittimazione del diritto Rispettiamo le regole giuridiche perché espressione di un potere legittimato (tramite il voto scegliamo i rappresentanti). Le fonti del diritto Vi sono tre tipologie di fonti.
  3. Fonti di cognizione. Sono atti ufficiali che consentono la conoscenza formale del diritto oggettivo (es. Gazzetta Ufficiale, Bollettino regionale ).
  • Principio della certezza del diritto. Possibilità di prevedere in anticipo le conseguenze giuridiche delle nostre azioni.
  • "Ignorantia legis non excusat" , salvo errore inevitabile.
  1. a
  2. Fonti sulla produzione. Sono atti o fatti , abilitati dall’ordinamento a produrre norme giuridiche.
  3. Fonti di produzione. Atti o fatti abilitati a produrre norme giuridiche.
  1. Tasso di complessità del procedimento. La maggiore complessità per le fonti di livello superiore. Risoluzione delle antinomie
  2. Antinomia verticale. Tra fonti su piani diversi si applica il criterio gerarchico , secondo cui prevale la fonte gerarchicamente superiore. Ad esempio, la Costituzione è gerarchicamente superiore alle leggi a causa del suo maggior elevato tasso di stabilità, tra legge e regolamento prevale la prima.
  • Principio di costituzionalità. La Corte costituzionale annulla le fonti primarie in contrasto con la Costituzione.
  • Principio di legalità. I giudici ordinari annullano i regolamenti in contrasto con le leggi.
  1. A
  2. Antinomia orizzontale. Tra fonti sullo stesso livello si applica di regola il criterio cronologico (la norma più recente prevale) o eccezionalmente il criterio della separazione delle competenze (risolvere le antinomie giuridiche stabilendo che prevale la norma emanata dall’organo competente per quella materia). Abrogazione delle norme L' abrogazione di una norma è il processo attraverso il quale una disposizione legislativa cessa di avere efficacia. Può avvenire in diversi modi:
  3. Abrogazione espressa. La nuova norma identifica precisamente la norma abrogata.
  4. Abrogazione tacita. Incompatibilità tra nuova e vecchia norma.
  5. Abrogazione implicita. Una nuova disciplina sostituisce una vecchia disciplina generale. Le norme abrogate non scompaiono, ma si applicano ai fatti precedenti all’entrata in vigore della nuova norma.

Efficacia nel tempo delle norme giuridiche

  • Regola generale. Vale la norma in vigore al momento del fatto.
  • Eccezione. Una norma può essere retroattiva, salvo in materia penale. Art. 25 comma 2 Cost. (Divieto di retroattività delle norme penali incriminatrici) "Nessuno può essere punito se non in forza di una legge entrata in vigore prima del fatto commesso" Limiti alla retroattività
  1. Una legge può essere retroattiva solo se rispetta il principio di ragionevolezza.
  2. Non può essere retroattiva in caso di rapporti giuridici esauriti ( prescrizione ). 20 - 2 Lo Stato, la cittadinanza e la costituzione Lo Stato È un'organizzazione giuridica complessa caratterizzata dalla sovranità , ovvero la capacità di esercitare il potere giuridico in maniera indipendente. Gli elementi costitutivi dello Stato sono tre:
  3. Popolo Esso comprende l'insieme dei cittadini legati allo Stato dalla cittadinanza.
  • Ius sanguinis (principale criterio in Italia per la conservazione dell'identità nazionale, linguistica e culturale). Per trasmissione familiare
  • Da genitore italiano a figlio adottivo straniero.
  • Al coniuge di cittadino italiano. Per naturalizzazione
  • Dopo 10 anni di residenza per cittadini extra-UE.
  • Dopo 4 anni per cittadini UE.
  • Dopo 5 anni per rifugiati e apolidi.
  • Dopo 3 anni per discendenti di italiani.
  • Dopo 5 anni per stranieri al servizio dello Stato. Per merito
  • concessione della cittadinanza per atti di particolare valore per lo Stato italiano. 3. Eccezioni allo Ius Sanguinis
  • Quando entrambi i genitori sono apolidi o sconosciuti: il bambino nato in Italia diventa automaticamente cittadino italiano.
  • Se lo Stato di appartenenza dei genitori non riconosce lo ius sanguinis, il bambino nato in Italia acquisisce la cittadinanza italiana.

4. Perdita della Cittadinanza

  • Rinuncia volontaria (ad esempio per acquisire un'altra cittadinanza esclusiva).
  • Provvedimento dello Stato (es. per attività contrarie agli interessi nazionali, come il servizio in forze armate straniere non autorizzate). Lo Stato si fonda su tre elementi essenziali (popolo, territorio e governo) e sulla sovranità. La cittadinanza , che lega il singolo allo Stato, può essere acquisita per nascita, trasmissione familiare, naturalizzazione o merito. In alcuni casi, essa può essere persa o revocata. La Costituzione La Costituzione rappresenta la fonte più alta e autorevole del diritto, definendo i principi fondamentali su cui si basa lo Stato. Il concetto moderno di Costituzione affonda le sue radici nella Rivoluzione Francese del 1789, quando fu approvata la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino. L’ articolo 16 di tale dichiarazione afferma che "ogni società che non tutela i diritti fondamentali e che non ha la separazione dei poteri, non ha una Costituzione". Da questo principio nasce la funzione primaria della Costituzione: tutelare i diritti fondamentali e garantire la separazione dei poteri , ponendo un limite all’autorità statale. Un diritto si considera fondamentale quando è protetto anche nei confronti dello Stato stesso. Per esempio, un Paese che pratica la censura viola il diritto alla libertà di espressione, così come la detenzione arbitraria rappresenta una violazione della libertà personale. Evoluzione della Costituzione in Europa Nel corso dell’Ottocento e dei primi anni del Novecento, il concetto di Costituzione si è diffuso in tutta Europa, sebbene in molti casi fosse soggetto alla volontà del Parlamento, in quanto espressione del popolo. In Italia, ad esempio, lo Statuto Albertino d el 1848 garantiva alcune libertà, ma non fu

Tipologie di sistemi elettorali Esistono due principali sistemi elettorali, ognuno con caratteristiche specifiche che rispondono a esigenze differenti di rappresentanza e governabilità:

  1. Sistema maggioritario. Esso prevede che il candidato o la lista che ottiene la maggioranza dei voti in un determinato collegio elettorale ottenga il seggio. Questo sistema favorisce la stabilità politica, poiché tende a ridurre la frammentazione e a garantire maggioranze solide, ma al tempo stesso può penalizzare la rappresentatività, escludendo dal parlamento forze politiche con un consenso diffuso ma non concentrato.
  2. Sistema proporzionale. Attribuisce i seggi in proporzione ai voti ottenuti da ciascuna lista o partito. Questo sistema garantisce una rappresentanza più ampia delle diverse forze politiche, permettendo anche ai partiti minori di ottenere seggi in parlamento. Tuttavia, la conseguente frammentazione politica può rendere più difficile la formazione di governi stabili e coesi. Il collegio elettorale Per comprendere meglio le dinamiche di ciascun sistema, è fondamentale definire il concetto di collegio elettorale, ovvero la suddivisione territoriale all'interno della quale gli elettori esprimono il proprio voto. I collegi possono essere di due tipi:
  3. Collegio uninominale. Al suo interno viene assegnato un solo seggio, attribuito al candidato che ottiene più voti. Questo sistema si associa tipicamente al metodo maggioritario e favorisce la creazione di governi stabili e forti.
  4. Collegio plurinominale. Vengono assegnati più seggi, suddivisi tra le liste in proporzione ai voti ricevuti. Questo modello, adottato nei sistemi proporzionali, garantisce una rappresentanza più ampia delle forze politiche. Esempio di sistema maggioritario Per comprendere meglio il funzionamento del sistema maggioritario, consideriamo un esempio pratico:

Supponiamo di avere tre liste (A, B, C) che concorrono in tre collegi (1, 2, 3). Lista A vince in due collegi su tre, ottenendo la maggioranza dei seggi, pur avendo meno voti complessivi rispetto alla lista B a livello nazionale. Questo sistema assicura governabilità, in quanto garantisce a un partito la possibilità di formare un governo solido anche con una maggioranza relativa di voti. Tuttavia, non garantisce pienamente la rappresentatività, poiché alcuni elettori potrebbero non vedere rappresentate le proprie preferenze politiche in Parlamento. Evoluzione storica del sistema elettorale in Italia L'Italia ha attraversato diverse fasi di evoluzione del sistema elettorale, cercando di bilanciare rappresentatività e governabilità:

1. Sistema proporzionale (1948-1993) Il sistema proporzionale fu adottato con la Costituzione con l’obiettivo di evitare il ritorno a un regime autoritario monopartitico, garantendo così una rappresentanza ampia e inclusiva delle diverse forze politiche presenti nel Paese. Tuttavia, se da un lato assicurava un’elevata pluralità e partecipazione democratica, dall’altro portava con sé una forte frammentazione politica, rendendo difficoltosa la formazione di governi stabili. Nel corso degli anni, questa debolezza divenne sempre più evidente. Durante gli anni '70 e '80, per cercare di contrastare l’instabilità, si puntò sulla creazione di coalizioni di governo, nel tentativo di assicurare maggior coesione tra le forze politiche. Nonostante questi sforzi, il sistema rimase vulnerabile alle crisi parlamentari, con governi spesso destinati a durare poco tempo prima di essere sostituiti. La situazione raggiunse un punto di svolta nei primi anni ‘90, con lo scandalo di Mani Pulite nel 1992, che portò alla luce un vasto sistema di corruzione politica. Questo evento segnò l’inizio di un periodo di profonda crisi istituzionale, rendendo evidente la necessità di una riforma elettorale in grado di garantire maggiore stabilità e trasparenza al sistema politico italiano. 2. Mattarellum (1993-2005) Il sistema elettorale noto come Mattarellum , introdotto nel 1993, era un sistema misto che combinava due differenti metodi di assegnazione dei seggi. In particolare, il 75% dei seggi veniva attribuito con il metodo maggioritario, mentre il restante 25% seguiva il criterio proporzionale, con una soglia di sbarramento fissata al 4%. Una delle novità più significative introdotte da questa riforma riguardava la creazione di coalizioni preelettorali. Questo meccanismo spingeva i partiti a formare alleanze

Nel 2015 venne introdotto un nuovo sistema elettorale, noto come Italicum , con l’obiettivo di garantire una maggiore stabilità ai governi e ridurre la frammentazione parlamentare. Tuttavia, a differenza delle precedenti riforme, l’Italicum fu pensato per essere applicato solo alla Camera dei deputati, lasciando quindi irrisolta la questione della diversa modalità di elezione tra le due camere del Parlamento. Una delle principali novità introdotte da questa legge era la previsione di un ballottaggio nel caso in cui nessuna lista fosse riuscita a superare la soglia del 40% dei voti al primo turno. Questo meccanismo avrebbe dovuto garantire che il partito vincente ottenesse un’ampia maggioranza parlamentare, rendendo più semplice la formazione di un governo stabile. Nonostante le intenzioni di rafforzare l’efficacia del sistema politico, l’Italicum fu oggetto di numerose critiche e controversie. Nel 2017, la Corte costituzionale lo dichiarò incostituzionale, bocciando in particolare il meccanismo del ballottaggio, che non garantiva una rappresentanza equa degli elettori. Questo segnò la fine della breve esperienza dell’Italicum e aprì la strada a una nuova revisione del sistema elettorale.

5. Rosatellum Bis (2017 - oggi) Il sistema elettorale attualmente in vigore in Italia è il Rosatellum Bis , introdotto nel 2017 con l’obiettivo di bilanciare rappresentatività e governabilità attraverso un modello misto. Questo sistema combina due diverse modalità di assegnazione dei seggi: 3/8 vengono attribuiti con il metodo maggioritario, che premia la forza politica più votata in ogni collegio uninominale, mentre i restanti 5/8 vengono ripartiti con il metodo proporzionale, garantendo così una distribuzione più equa tra le varie forze politiche. Una delle principali novità introdotte dal Rosatellum Bis riguarda le soglie di sbarramento, pensate per limitare la frammentazione del Parlamento, e l’alternanza di genere nelle liste, una misura volta a garantire una maggiore parità tra uomini e donne nella rappresentanza politica. Successivamente, con il referendum costituzionale del 2020, si è deciso di ridurre il numero complessivo dei parlamentari, modificando così la composizione delle Camere. Oggi, la Camera dei deputati è composta da 245 seggi assegnati con metodo proporzionale e 147 con il maggioritario, mentre il Senato della Repubblica conta 122 senatori eletti con il proporzionale e 74 con il maggioritario. Questo sistema, pur avendo cercato di trovare un equilibrio tra governabilità e rappresentanza, continua a essere oggetto di dibattito, con alcuni critici che lo ritengono ancora insufficiente per garantire stabilità ai governi e altri che sottolineano il rischio di una rappresentatività limitata.

25 - 2 Lo status del parlamentare Il concetto di democrazia Il termine democrazia affonda le sue origini nella Grecia del V secolo a.C., ma scompare nell’esperienza romana per poi riemergere con la Rivoluzione Francese , acquisendo una forte rilevanza politica. Nel XX secolo, la democrazia diventa un principio fondamentale in opposizione ai regimi totalitari. Nel tempo, il concetto si è evoluto: inizialmente la democrazia era diretta, con il popolo che votava direttamente le decisioni. Oggi, invece, si basa sul principio della rappresentanza politica, con i cittadini che eleggono i propri rappresentanti tramite libere elezioni. L’avvento delle tecnologie digitali ha portato nuove sfide per la democrazia: se da un lato permette una maggiore partecipazione, dall’altro rischia di limitare il confronto democratico e la mediazione politica. Articolo 1 della Costituzione L’Articolo 1 della Costituzione italiana sancisce due principi fondamentali:

_1. "L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro."

  1. "La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione."_ Questi principi stabiliscono che le decisioni fondamentali per la comunità statale devono essere prese attraverso la partecipazione democratica.
  • Repubblica. Scelta dal popolo con il referendum del 1946 e garantita dall’articolo 139, che impedisce ogni revisione costituzionale della forma repubblicana.
  • Democratica. Il nostro sistema è una democrazia pluralista, con suffragio universale, voto libero e segreto, pluralismo politico e istituzionale, e rispetto delle minoranze parlamentari. In Italia la democrazia è principalmente indiretta o rappresentativa , con i cittadini che eleggono i propri rappresentanti nelle istituzioni. Tuttavia, esistono anche strumenti di democrazia diretta , come il referendum, che può essere:

Fino agli anni '90, per poter processare un parlamentare era necessario ottenere l'autorizzazione dalla Camera di appartenenza , un meccanismo che, purtroppo, dava spesso luogo a una forma di impunità. In pratica, questo sistema proteggeva i parlamentari da procedimenti legali, rendendo difficile perseguirli per reati commessi durante il loro mandato. Oggi, però, la situazione è cambiata: l'autorizzazione parlamentare è richiesta solo per misure cautelari, come l'arresto, ma questo vale solo a meno che non ci sia un reato flagrante o una condanna definitiva. Inoltre, l'autorizzazione è ancora necessaria quando si parla di intercettazioni telefoniche che riguardano un parlamentare. In questo modo, pur mantenendo alcune protezioni, si cerca di bilanciare l'indipendenza dei parlamentari con il principio di responsabilità di fronte alla legge.

  • Indennità parlamentare (Art. 69 Cost.) I parlamentari ricevono un’indennità economica stabilita dalla legge, per garantire la loro indipendenza e ridurre il rischio di corruzione. Questo compenso consente loro di svolgere il mandato senza dover dipendere economicamente da altri incarichi. 27 - 2 Il procedimento legislativo ordinario ed il referendum abrogativo Procedimento legislativo ordinario Il procedimento legislativo ordinario è il processo attraverso il quale il Parlamento esercita la sua funzione legislativa, disciplinato dagli articoli 70-74 della Costituzione. La legge nasce da una sequenza regolare di atti che, al termine del processo, culminano nella promulgazione di una legge. Un principio fondamentale di questo procedimento è il bicameralismo paritario , secondo cui la legge deve essere approvata sia dalla Camera dei deputati che dal Senato in forma identica. Questo iter lungo può portare il governo a ricorrere frequentemente a decreti-legge. Fasi del procedimento legislativo
  1. Iniziativa legislativa. L'iniziativa legislativa dà l'impulso al procedimento. I soggetti che possono avviare questo processo sono definiti dalla Costituzione e includono:

a. Parlamentari : ogni singolo parlamentare può presentare una proposta di legge, solitamente in gruppi. b. Governo : può presentare disegni di legge, previa autorizzazione del Presidente della Repubblica. c. Popolo : tramite iniziativa popolare, che necessita di almeno 50.000 firme. d. Consigli regionali : che possono presentare proposte di legge. e. CNEL : il Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro può proporre leggi. Una volta presentato il progetto di legge, il Presidente dell'Assemblea decide a quale commissione assegnarlo e quale procedimento seguire.

  1. Fase istruttoria: Questa fase avviene in commissione, dove vengono acquisiti gli elementi necessari per valutare la necessità dell'intervento normativo proposto. La commissione esamina il testo, proponendo emendamenti. Il relatore, una volta redatto il testo, lo porta in aula.
  2. Fase costitutiva/decisoria: Il testo proposto viene discusso e votato. In questa fase si definisce la legge, anche se non è ancora effettiva. Le principali modalità di discussione e voto sono: a. Procedimento ordinario (sede referente) : la commissione propone il testo, che viene poi discusso e votato in aula. È il procedimento più lungo. b. Procedimento decentrato (sede deliberante) : l'aula non interviene, ma la commissione, che rispetta gli equilibri di rappresentanza, delibera direttamente. Il procedimento è più rapido. c. Procedimento misto (sede redigente) : la commissione redige il testo, che poi viene votato dall'aula.
  3. Fase integrativa dell’efficacia: Quando il testo è approvato, la legge viene trasmessa al Presidente della Repubblica per la promulgazione , che avviene entro un mese dalla ricezione del testo. Il Presidente della Repubblica ha il compito di verificare la costituzionalità della legge, ma il controllo è superficiale. Se rileva vizi di incostituzionalità, può rinviare la legge alle camere. Se le camere correggono o riapprovano il testo, il Presidente è obbligato a promulgare la legge. Una volta promulgata, la legge viene pubblicata nella Gazzetta Ufficiale e, dopo il periodo di vacatio legis (15 giorni), entra in vigore. Norme procedurali specifiche

Le fasi storiche

  1. 1974 - 1985. In questo periodo, i "NO" prevalgono costantemente, convalidando ex post l'azione delle maggioranze parlamentari che avevano approvato le leggi oggetto del referendum.
  2. 1987 - 1995. L' età aurea del referendum, caratterizzata da un'alta partecipazione popolare e da un prevalente voto favorevole all'abrogazione.
  3. 1997 - oggi. Difficoltà nel raggiungimento del quorum, con una crescente sfiducia nell'istituto referendario. L'Articolo 75 della Costituzione L'Articolo 75 stabilisce che possono essere oggetto di referendum solo le leggi e gli atti aventi forza di legge dello Stato , ovvero le fonti primarie. Ne consegue che le fonti secondarie (regolamenti, decreti ministeriali) non possono essere abrogate mediante referendum. Procedura per l'indizione di un Referendum Abrogativo
  4. Iniziativa referendaria a. Possono proporre un referendum 500.000 elettori o 5 consigli regionali. b. L'iniziativa non spetta ai parlamentari, poiché essi sono già titolari del potere legislativo. c. È necessario un comitato promotore di almeno 10 elettori , che redige il quesito referendario e lo deposita presso la Corte di Cassazione. d. Entro 9 mesi dalla presentazione (e comunque entro il 30 settembre ), devono essere raccolte le firme necessarie.
  5. Controlli giurisdizionali a. Ufficio centrale per il referendum (Corte di Cassazione), verifica la regolarità formale della raccolta delle firme.

b. Corte costituzionale, giudica l'ammissibilità del referendum verificando il rispetto dei limiti costituzionali.

  1. Indizione del referendum a. Se il referendum è ammesso, il Presidente della Repubblica emana il decreto presidenziale di indizione , stabilendo la data della consultazione.
  2. Validità del referendum a. Il referendum è valido solo se partecipa almeno il 50% + 1 degli aventi diritto al voto (quorum strutturale). b. Chi vota "Sì" vuole l'abrogazione della norma, chi vota "No" desidera conservarla. Limiti al Referendum Abrogativo L'Articolo 75 esclude dal referendum
  • Leggi tributarie e di bilancio o Le leggi tributarie disciplinano tasse e imposte. Se fossero sottoposte a referendum, il rischio sarebbe che gli elettori votino in massa per eliminarle, rendendo lo Stato incapace di funzionare. o Le leggi di bilancio, essendo di natura annuale e necessarie per il funzionamento dello Stato, non possono essere abrogate.
  • Leggi di amnistia e indulto o Questi provvedimenti di clemenza incidono sulla pena o sull'estinzione del reato e non possono essere oggetto di referendum per garantire certezza giuridica.
  • Leggi di autorizzazione alla ratifica dei trattati internazionali : o I trattati sono accordi tra Stati e la loro gestione richiede competenze specifiche. I costituenti hanno ritenuto opportuno sottrarre tale materia alla volontà popolare. Ulteriori limiti imposti dalla Corte costituzionale
  • Leggi costituzionali e di revisione costituzionale (fonti super-primarie).