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Seconda prova parziale
1.La pubblica amministrazione
Esempi di pubbliche amministrazioni:
- Agenzia delle entrate
- L’ASL
- Ufficio dell’anagrafe
- Prefetture
- Università
- Ministeri
- Questure …
Il compito fondamentale della pubblica amministrazione = cura concreta degli
interessi generali (attraverso il potere) (chiave di lettura per capire cos’è e perché
esiste una pubblica amministrazione) Esempio
- Codice della strada : norma generale astratta che dice che chi vuole guidare una macchina dev’essere in possesso della patente. Chi concretizza questa norma? L’ente adibito a questo scopo particolare, la motorizzazione, perché c’è un interesse generale alla sicurezza nelle strade , la motorizzazione fa la cura ad un interesse generale, perché verifica se una persona ha diritto ad avere la patente
- Acquisto un terreno, e secondo il Codice civile ho la possibilità di fare ciò che voglio su di esso, se non che, per costruire su un terreno di nostra proprietà ci vuole un permesso di una pubblica amministrazione, il Comune. Perché? Perché c’è una norma generale astratta che dice che chi vuole costruire su un terreno acquistato, ho bisogno di chiedere il permesso al Comune, e il comune con il permesso trasforma la norma generale astratta in concreta.
Cosa intendiamo con interesse generale = stato di aspirazione e di tensione
ideale verso un bene che la collettività (persone che normalmente vivono nello stesso territorio, che singolarmente possiedono interessi particolari, ma condividono interessi pubblici) giudica necessario per soddisfare un proprio bisogno. (Gli interessi generali rischiano di essere compromessi da noi singoli, o da piccole comunità)
Le pubbliche amministrazioni sono enti, persone giuridiche (gruppi di persone), con
due caratteristiche:
- Sono create direttamente dal diritto oggettivo, di norma la legge, non nascono da un accordo tra privati
- Sono enti che perseguono interessi generali, a differenza delle persone giuridiche di diritto privato che perseguono interessi privati Di regola le P.A. usano il potere , lo strumento giuridico che le pubbliche amministrazioni usano per la cura concreta dell’interesse generale. Potere amministrativo = capacità giuridica speciale attribuita dalla legge a pubbliche amministrazioni per la cura concreta degli interessi generali Quali sono le due caratteristiche del potere amministrativo?
- Unilateralità = la decisione è presa soltanto dalla P.A. (mentre i contratti sono bilaterali)
- Imperatività = il potere si impone anche contro la volontà di chi lo subisce Come ci si può tutelare nei confronti del potere? Quali sono i principi fondamentali che regolano il potere amministrativo?
- Principio di legalità = esistono solo i poteri previsti dalla legge
- Principio di imparzialità = la pubblica amministrazione deve rispettare il principio di eguaglianza, quindi trattare tutti allo stesso modo Efficacia = rapporto tra obiettivi e risultati ottenuti le P.A. devono tendere a somigliare ad aziende, quindi garantire un buon andamento. Quali sono gli strumenti che possiamo usare per difenderci dal potere amministrativo?
- Ogni privato è portatore di interessi particolari o Interessi di fatto = sono interessi privati non protetti dall’ordinamento giuridico o Diritto soggettivo = un interesse privato tutelato in maniera forte dall’ordinamento giuridico (la proprietà privata, i diritti reali minori)
o Interesse legittimo = di fronte ad un potere della pubblica
amministrazione si ha un interesse legittimo. Nel 1889 fu inventato
l’interesse legittimo, e un apposito giudice amministrativo per le controversie tra pubblici e privato. L’interesse legittimo è un’apposizione soggettiva meno forte del diritto soggettivo, con minori garanzie.
L’interesse legittimo è protetto dall’ordinamento soltanto quando non è in
contrasto con gli interessi generali.
I titolari di un interesse legittimo dispongono di due poteri:
1. Potere di partecipazione
- Il potere amministrativo è di regola esercitato attraverso un procedimento amministrativo Cos’è il procedimento? È una sequenza ordinata di fatti e operazioni preordinati ad un risultato finale, ovvero la decisione della pubblica amministrazione. L’idea stessa di procedimento è una sorta di garanzia, perché consente la partecipazione del privato al procedimento. È una successione di fasi:
- Fase dell’iniziativa : a. iniziativa di parte: normalmente il privato presenta una domanda, un’istanza, una richiesta b. iniziativa d’ufficio: la stessa P.A. avvia il procedimento
amministrativo, importanti per capire quante chance abbiamo noi per vincere un processo contro una P.A.
- Attività amministrativa vincolata : la legge in questi casi stabilisce i requisiti per la decisione dell’amministrazione, e l’amministrazione, in maniera semplice, deve accertare caso per caso questi requisiti, e se l’amministrazione verifica questi requisiti, non può far altro che accogliere la domanda.
- Attività amministrativa discrezionale : un potere è discrezionale quando legge si limita a stabilire un obiettivo da raggiungere. L’amministrazione sceglie se e come raggiungere quell’obiettivo.
- Discrezionalità tecnica = i requisiti vengono fissati dalla legge ma il loro accertamento, in alcuni casi, sarà scientificamente e tecnicamente complesso 2. Potere di reazione Cosa possiamo fare contro un atto amministrativo che per noi rappresenta un torto?
- ci occupiamo della patologia dell’atto amministrativo, ciò che non va. Invalidità dell’atto amministrativo
- Nullità radicale o Inesistenza dell’atto = non presenta i requisiti minimi affinché quell’atto possa considerarsi atto amministrativo.
- Annullabilità o illegittimità = ci sono tre vizi di illegittimità o Violazione di legge = l’atto amministrativo ha violato una norma giuridica o Incompetenza = violazione delle regole sulle competenze, quando l’atto viene fatto da un organo a cui non spettava questo compito o Eccesso di potere = non esiste una definizione, una nozione, di eccesso di potere, ma in generale sono quei casi in cui il potere viene esercitato male, in maniera scorretta, e i giudici allora utilizzano le cosiddette figure sintomatiche di eccesso di potere, perciò, si ricorre ai sintomi data la mancanza di questa definizione (sproporzione, irragionevolezza, sono esempi di figure sintomatiche) Se gli atti amministrativi presentano vizi di illegittimità, ci sono dei rimedi , classificabili in tre grandi famiglie:
- Autotutela amministrativa = è la stessa amministrazione che riconosce il proprio errore, e pone il rimedio, eliminando l’atto (annullamento d’ufficio) o correggendolo, confermandolo
- Ricorsi amministrativi = è il privato che impugna l’atto davanti alla P.A., fa ricorso amministrativo; quindi, si va davanti ad una pubblica amministrazione, e ci sono tre tipi di ricorso: o Ricorso gerarchico = impugnazione dell’atto davanti all’organo gerarchicamente superiore a quello che ha preso la decisione
o Ricorso in opposizione = esiste nei soli casi previsti dalla legge, e quindi ci si rivolge allo stesso organo che ha preso quella decisione; quindi, si impugna l’atto davanti all’organo che prende quella decisione o Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica = ereditato dalla monarchia. Il ricorso arriva al Quirinale che lo smista al ministero competente che fa una proposta al Capo dello Stato, che deve solo firmare. Questo tipo di ricorso è gratuito.
- Ricorsi giurisdizionali = i giudici che si occupano degli atti amministrativi sono: o I giudici amministrativi = TAR (tribunale amministrativo regionale), di primo grado, che si occupa del primo grado di giudizio. Come giudice d’appello c’è il Consiglio di Stato, e le sentenze del TAR, quindi, possono essere impugnate solo dal Consiglio di Stato. o I giudici ordinari = giudici che dipendono dal CSM Quando si va dall’uno e dall’altro?
- Giudici amministrativi = giudici dell’interesse legittimo
- Giudici ordinari = giudici del diritto soggettivo (abbiamo diritto soggettivo quando la controversia nasce non da un potere) Quindi la pubblica amministrazione non agisce sempre esercitando dei poteri, ma si avvale anche di diritto privato.
2.Giustizia costituzionale
Costituzione , gerarchicamente sovraordinata a tutte le fonti del diritto. Perché sta al
di sopra? perché tutela i diritti fondamentali limitando i tre poteri dello stato. Una volta che si riconosce che la costituzione limita il potere, e che quindi sta al
vertice, si pone un problema di effettività del criterio gerarchico: cosa succede se
viene violata la Costituzione? C’è bisogno di istituti che comportano delle
sanzioni contro le leggi che contraddicono la costituzione.
- 1938, il parlamento italiano approvò le leggi razziali (violavano palesemente il principio di uguaglianza dello statuto albertino, ma non ci fu nessuna reazione perché nessuna autorità aveva quel tipo di potere) La nozione di costituzione nasce nel 1789, ma nei 150 anni successivi alla nascita dell’idea di costituzione, non c’è stata traccia di giustizia costituzionale.
la corte suprema degli stati uniti (presidente C.J. Marshall) caso Marbury
vs Madison ( 1803 ).
Una legge non può contraddire la costituzione, in quanto legge fondamentale. E allora cosa si fa ora contro una legge incostituzionale? Non si può annullare una legge incostituzionale, perché sarebbe abuso del criterio di divisione dei poteri, un potere che ad un organo giudiziario non appartiene, cioè il potere legislativo. La strada che adottò la corte suprema fu la disapplicazione della legge, e quindi la costituzione non diene ragione a Marbury, si diede ascolto alla costituzione.
democrazia?” <>)
La Corte costituzionale, quindi, rischia di essere un pericolo di democrazia (paradosso) secondo il partito comunista, ma lo stesso dubbio venne espresso anche da Berlusconi nel 2009 , allora presidente del consiglio, nonostante fossero gli opposti dal punto di vista ideologico o Compromesso : 15 giudici, 5 eletti dal parlamento in seduta comune, 5 sono eletti dalle supreme magistrature ordinarie e amministrative, 5 sono nominati dal PDR o Chi può arrivare alla Corte costituzionale? Professori ordinari di materie giuridiche dell’università Avvocati con almeno 20 anni di professione Magistrati delle supreme magistrature (Corte di cassazione, che ne elegge 3, Consiglio di Stato, ne elegge 1, Corte dei conti, che ne elegge 1)
o In questa composizione troviamo Kelsen? Sì, ma in parte, perché Kelsen
pensava di affidare la giustizia costituzionale solo a magistrati di professione.
- Ma quindi la politica entra nella Corte costituzionale? o Pensiamo ai criteri di elezione di questi giudici , come quelli eletti dal parlamento, organo politico sicuramente questi giudici vengono eletti secondo criteri politici, 4 alla maggioranza e 1 all’opposizione. Accordo tra le forze politiche che ha sempre funzionato, almeno fino al 94. Ma quindi i partiti che criteri usano per scegliere i giudici da mandare alla Corte costituzionale? Spesso coloro che arrivano alla Corte costituzionale, professori universitari, sono stati parlamentari. Quindi il fattore politico c’è e c’è sempre stato. o Alla corte oggi manca un giudice, che è un giudice del Parlamento, che non viene eletto perché alla fine dell’anno ci sarà un vuoto di quattro giudici perché vanno in pensione altri 3. Ma quindi perché il parlamento aspetta? Perché con quattro giudici da eleggere è più facile negoziare, trovare accordi. Lo scenario si è politicizzato in maniera estrema, e una delle ipotesi è che la maggioranza attuale se ne voglia prendere tutti e quattro o Arriviamo ai 5 della suprema magistratura anche qui ci sono rapporti di forza, quindi le logiche non sono diverse, ci sono progressisti, conservatori, laici, … quindi le logiche che vengono seguite sono quelle correntizie, delle correnti. Quindi un magistrato che non si è mai esposto per una corrente, alla Corte costituzionale non ci arriva; quindi, la componente politica c’è o Arriviamo ai 5 di nomina presidenziale. Il PDR se scopre che ci sono troppi giudici di sinistra, ne nomina uno vicino al centro destra; quindi, tiene conto degli equilibri politici all’interno della corte. Quindi si seguono anche qua logiche politiche.
- Alla luce di tutte queste considerazioni, la Corte costituzionale non è un
insieme di tecnici imparziali, privi di valori, anzi, la politica condiziona
la scelta dei componenti della Corte costituzionale. Inoltre, almeno uno
dei giudici dev’essere associato al Vaticano (non c’è scritto da nessuna parte,
ma il PDR se ne assicura)
Funzione in cui si manifesta pienamente il ruolo della corte come custode della costituzione Giudizio di legittimità costituzionale : processo con lo scopo di giudicare / verificare se una fonte primaria sia o meno in contrasto con la costituzione (tutte le leggi devono essere costituzionalmente legittime). Due tipologie di giudizio. Una in via principale e una in via incidentale
- Tipologia di giudizio in via principale: protagonisti stato e regione, quel giudizio in cui ad esempio lo stato impugna una legge regionale, o una o più regioni impugnano una legge statale
- Tipologia di giudizio in via incidentale:
- diversamente da altri stati, in Italia non è possibile accedere direttamente alla Corte costituzionale. Questa scelta è data da molteplici ragioni. Ma quindi come facciamo ad impugnare una legge davanti alla corte? Può essere impugnata nel corso di un giudizio/processo davanti ad un giudice (nel processo sorge un sospetto che una legge violi la Costituzione, senza processo non si può portare una legge davanti alla corte ) Art. 111 stabilisce che nel processo sono valide solo le prove che vengono prodotte nel contradditorio tra le parti, quindi nel corso del processo davanti alle parti. Tutto ciò che viene fatto prima serve per le indagini, ma non può essere usato come prova. Il processo penale segue una serie regolare e ordinata di fasi. Il pubblico ministero prende parola e dice al giudice cosa vuole dimostrare, poi prendere parola l’avvocato e dice che produrrà prove in contrasto con la tesi del pubblico ministero, e poi inizia la fase processuale. Una volta finita la raccolta delle prove, il pubblico ministero fa la sua requisitoria, e poi l’avvocato prenderà parola in via difensiva. Se una norma viene dichiarata incostituzionale durante un processo, il processo verrà sospeso e spetterà alla Corte costituzionale giudicare l’illegittimità costituzionale di quella norma. Nel corso del processo ciascuna parte persino il giudice può sollevare una questione di legittimità costituzionale (QLC). Non tutte le QLC possono arrivare davanti alla Corte costituzionale, ma devono
soddisfare dei requisiti di ammissibilità; quindi, c’è un filtro per evitare un abuso
nell’impiego di questo strumento processuale.
- Legittimazione del giudice a quo : la questione dev’essere sollevata nel corso di un giudizio davanti ad un giudice (iniziativa incidentale)
- Oggetto del giudizio dev’essere una fonte primaria (leggi del parlamento, decreto-legge/legislativo, leggi regionali)
o Quando la corte pronuncia una sentenza interpretativa di rigetto , la QLC è infondata se viene interpretata nel senso della norma conforme alla costituzione. o Quando la corte pronuncia una sentenza interpretativa di accoglimento , la QLC è fondata se viene interpretata nel senso che la norma è anticostituzionale. Le sentenze interpretative sono state interpretate dai giudici male, poiché essi devono rispettare soltanto il diritto e non l’interpretazione di altri giudici. I giudici rivendicano la possibilità di interpretazione contro la Corte costituzionale. Per risolvere queste controversie, esiste la Teoria del diritto vivente: l’interpretazione è consolidata nella giurisprudenza. Quando tutti i giudici sono d’accordo c’è diritto vivente. La corte dice che pronuncia una sentenza interpretativa solo in presenza di diritto vivente. La cassazione ha accettato questo equilibrio.
- Sentenze manipolative : si tratta di quelle disposizioni che almeno in parte si possono salvare, sulle quali si può intervenire (sulle parti anticostituzionali). La corte non vuole eliminare tutta la disposizione ma vuole manipolarla in modo da adattarla alla costituzione togliendo, aggiungendo e sostituendo. Dividiamo le sentenze manipolative: o Di accoglimento parziale : si toglie la parte anticostituzionale. La disposizione viene dichiarata anticostituzionale dalla corte riguardo all’articolo, nella parte in cui prevede X (x = parte eliminata). o Additive : si aggiunge un pezzo per rendere la disposizione conforme. La disposizione viene dichiarata anticostituzionale dalla corte nella parte in cui non prevede che X (x = parte da aggiungere). o Sostitutive : si toglie una parte dove è presente un vizio, e se ne aggiunge un altro che la rende conforme. La disposizione viene dichiarata anticostituzionale dalla corte nella parte in cui prevede X anziché Y (x = parte tolta, y = parte aggiunta).
Esempio disposizione
Le tecniche di produzione degli embrioni non devono creare un numero di embrioni superiore a quello strettamente necessario ad un unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre. Premessa: legge 40/04 della fecondazione assistita è quella tecnica medica a cui ricorrono le coppie che non riescono ad avere figli biologicamente. Norma irragionevole e sproporzionata Limite che la corte ha escogitato per venire incontro all’obiezione delle sentenze manipolative (creano diritto manipolando le disposizioni). Le rime obbligate : la corte manipola solo quando la soluzione così introdotta è l’unica imposta dalla costituzione, non vi sono altri rimedi. Le sentenze manipolative creano tensione tra la corte e il parlamento.
Esempi di rispetto per il legislatore: le sentenze monito, ovvero quelle sentenze dove la corte dichiara infondata la questione ma invita il legislatore a porre rimedio. Giudizio in via principale Giudizio in via principale o in via di azione = protagonisti stato e regione, quindi non c’è nessun processo, e nessun problema di rilevanza (abbiamo due parti che litigano) Tre possibilità:
- Stato contro regione
- Regione contro stato
- Regione contro regione Negli ultimi vent’anni il giudizio in via principale ha superato il giudizio in via incidentale; quindi, la corte passa più tempo a risolvere controversie tra stato e regione. Una regione è un ente pubblico/territoriale, ma non basta per dare una definizione di regione, anche perché queste caratteristiche appartengono anche alle prefetture. Allora partiamo dal rapporto tra stato e regioni, che rapporto c’è? Le regioni non sono enti subordinati allo stato, perché godono di autonomia politica; quindi, si tratta di un ente pubblico/territoriale che gode di autonomia politica. Quindi le regioni possono assecondare ognuna un proprio indirizzo politico. Perché le regioni godono di questo tipo di autonomia? Perché gli organi regionali riescono a gestire meglio gli interessi dei cittadini in maniera specifica. Le regioni esprimono la loro autonomia esercitando la funzione legislativa; quindi, la Costituzione riconosce ad ogni regione il potere legislativo, e le leggi regionali sono fonti primarie del diritto, collocate sullo stesso piano delle fonti primarie dello stato. Mentre un tempo la funzione legislativa era centralizzata, adesso le 20 regioni possono legiferare. Nel momento in cui si decide ciò, sorge un problema: come si previene il conflitto tra le leggi? Si usa il criterio delle materie. Secondo l’art. 117 , abbiamo tre livelli di potestà legislativa:
- P.L. esclusiva (spazio solo per leggi statali)
- P.L. concorrente (stato e regioni insieme, concorso con presenza di fonti statali e regionali; lo stato stabilisce i principi fondamentali, l’intelaiatura delle varie normative, mentre le norme di svolgimento dei principi sono di natura regionale)
- P.L. residuale (spazio solo per leggi regionali, non c’è un elenco di materie, perché in tutte le materie diverse dal primo e dal secondo elenco del primo e del secondo livello, c’è spazio solo per le leggi regionali; residuale = ciò che
rimane ) ( eppure lo stato può sempre intromettersi in casi particolari )
Questo modello ha generato un contenzioso tra stato e regione enorme. Quando una legge invade un settore che spetta un altro soggetto, allora ci sono i presupposti per un giudizio in via principale, e stato e
eguaglianza e in primis, sull’idea di stato: lo stato immaginato dai liberali è uno stato minimo, essenziale, che si occupa di poche questioni, ovvero della difesa dei confini, ordine pubblico, amministrazione della giustizia, gestione della moneta, fissazione delle regole fondamentali in campo economico e contrattuale (lo stato liberale ha il monopolio dell’uso della forza ma la usa solo per questi compiti). Dà molto spazio alla società, e lo stato osserva, interviene solo se c’è una controversia, ecc., ma altrimenti, il destino di un popolo dipende dalle dinamiche sociali; quindi, c’è grande libertà e autonomia della società rispetto allo stato.
Perché bisogna sottolineare l’aggettivo astratta?
Un conto è l’astratta titolarità dei diritti fondamentali (di principio, riconosciuta sulla carta a tutti), altro è il concreto esercizio degli stessi, dove si scoprono gli squilibri, le diseguaglianze. Quando una persona dispone di tutti i mezzi necessari, allora sì che astratta titolarità e concreto godimento coincidono. Nell’800 però ad una moltitudine di persone erano negati i mezzi per far coincidere questi due aspetti, e nel corso della rivoluzione industriale, si inizia a cogliere questo divario, tra la classe ricca e il proletariato. La costituzione non mantiene la promessa, e le masse popolari iniziano a movimentarsi, ci sono scioperi, manifestazioni, che però hanno l’effetto di portare in parlamento i primi partiti di massa, e il suffragio si allarga (sempre uomini), e lo stato può attuare misure innovative. Nel 1929 fallimento del mercato, le borse non reggono, viene meno la speranza nella libera concorrenza. Quali sono le teorie che si affermano quando entra in crisi la teoria liberista? Quelle orientate allo stimolo della domanda, le teorie keynesiane, che non accettano uno stato minimo, ma uno stato che intervenga in maniera massiccia su tutte le questioni che riguardano la società, questioni di ordine pubblico (tutte novità stimolate da questo nuovo corso del pensiero economico). Si tratta dello stato sociale (istituzione che garantisce l’effettivo godimento di tutte le nostre libertà), e con la consapevolezza che ci sono fallimenti del mercato, ecco che si afferma un nuovo tipo di eguaglianza, si evolve l’idea di eguaglianza:
- L’eguaglianza sostanziale:
- Effettivo godimento dei diritti fondamentali (Ovviamente non tutti gli stati accolgono quest’idea di stato sociale (USA)).
Ma la costituzione italiana cosa dice sulla questione del principio di eguaglianza?
Art. 3
- 1° comma: tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, e condizioni personali e sociali. In realtà però anche i non cittadini godono del principio di eguaglianza davanti alla legge, più sensibili ai fattori di discriminazione.
- Cosa si intende con pari dignità sociale? Non ci sono più le classi sociali , come in India con il sistema delle caste ; quindi, il legislatore non può introdurre discriminazioni basate su classi sociali. Effettivamente vuol dire che tutti godono della stessa considerazione, stima, e che non ci sono situazioni di inferiorità. C’era bisogno di scrivere tutto ciò nella costituzione? Dove si conquista la pari dignità sociale? Nei comportamenti spontanei che manifestiamo nella vita quotidiana, ma quindi p erché hanno deciso di scriverlo in costituzione i costituenti del 46? Perché all’epoca c’era un forte classismo. Fattori di discriminazione:
- Sesso : parità di genere tra uomo e donna (diritto di voto delle donne nel 1946 le donne hanno aspettato 150 anni per esercitare un diritto fondamentale)
- Razza : il fenomeno del razzismo è stato tutt’altro che rimosso, e quindi avere questa parola all’interno della costituzione ha un’importanza fondamentale
- Lingua : inserita per la presenza di molte minoranze linguistiche, che coinvolge soprattutto gli stati di confine, e lo stato non può discriminare nessuno in base alla propria lingua
- Religione : tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge
- Opinioni politiche : la nostra è une democrazia pluralista, pluralismo politico, e la costituzione italiana fissa un solo limite ideologico al pluralismo politico in Italia, il caso del partito fascista, perché chi ricostituisce il partito fascista va in contro ad una sanzione.
- Condizioni personali : disabilità, questo divieto tutela le persone con disabilità, non si parla più di minorati, perché all’epoca, 46-47, queste persone venivano considerate dalla legge come minorati 2° comma: è compito della repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico sociale che limitando di fatto eguaglianza e libertà impediscono il pieno sviluppo della persona e l’effettiva partecipazione di tutti alla vita sociale.
- Ha accolto la dimensione sostanziale del principio di eguaglianza Interpretiamo questo comma: partiamo dal fatto che lo stato deve impegnarsi per rendere effettivo l’esercizio dei diritti fondamentali, e la premessa di questi diritti è l’eguaglianza sostanziale , e cosa si intende con questa espressione?
- L’eguaglianza sostanziale interpretata come livellamento (tutti uguali davanti alla legge e alla disponibilità delle risorse economico-sociali) è un capo saldo degli stati socialisti, che hanno adottato il marxismo. In Italia però non è così, perché ci sono tanti principi che riconoscono la proprietà privata. Quindi se non si tratta del livellamento di tutti, cos’è per noi l’eguaglianza sostanziale? o Lo stato deve intervenire nei rapporti economico sociali, ciò che il liberalismo non voleva, voleva la spontaneità del mercato. Si tratta di ostacoli di natura di fatto, cosa fanno questi ostacoli: impediscono il pieno sviluppo della persona e l’effettiva partecipazione di tutti alla vita sociale.
- Torniamo alla definizione di eguaglianza sostanziale (due ipotesi interpretative):
- Eguaglianza sostanziale come eguaglianza di risultato, eguaglianza nei punti di arrivo: le diseguaglianze creano tensioni, possono minare la pace. Spesso i
- I costumi sociali si evolvono, una costituzione ha una collocazione temporale precisa, quindi ad esempio, il tema dell’ambiente, oggi è al primo posto alle attenzioni della generazione Z, mentre tra il 46 e il 47 la parola ambiente non esisteva, non veniva percepita dalla società come un bene da tutelare (l’art 9 parla solo del paesaggio, cioè i giardini, le ville storiche… collegato strettamente alla dimensione culturale, quindi non si trattava di inquinamento, rifiuti, effetto serra…). Due anni fa il parlamento ha cambiato allora l’art 9. Se la costituzione è la fonte dei diritti fondamentali, e si riscontra la mancanza al suo interno di qualcosa, la cosa che si pensa in primo luogo è l’art. 138, la revisione costituzionale (ha funzionato due volte, per l’ambiente e lo sport). Qual è il limite di questo meccanismo? Perché ci possono essere opinioni contrastanti, e ciò comporta tempistiche molto lunghe per arrivare finalmente a prendere un provvedimento definitivo. Ma se non si riesce a trovare in parlamento un modo per far funzionare l’art.138, come si fa ad arricchire l’insieme dei diritti fondamentali? La Corte costituzionale interpreta la costituzione, interpreta le disposizioni costituzionali. Ad esempio, il diritto all’identità sessuale non è presente in costituzione, ma attraverso una sentenza di accoglimento, la Corte costituzionale ha l’elevato il riconoscimento dell’identità sessuale come diritto fondamentale. Art. Dice “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociale ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica, sociale.” Questo è l’articolo che permette alla corte di accogliere queste sentenze, e di elevare principi a diritti fondamentali, perché la corte non crea i diritti fondamentali, ma li riconosce; quindi, sono già presenti ma semplicemente devono essere riconosciuti come tali. Se riconosco un nuovo diritto, aumentano i doveri ma si riducono gli altri diritti corrispondenti. Chi sono i titolari dei diritti fondamentali? Il tema è diventato di vitale importanza quando l’Italia è diventata una terra di migrazione. La corte si è espressa in merito :
- Tutti i diritti fondamentali devono essere riconosciuti anche agli stranieri con una sola eccezione, l’art.16, la libertà di circolazione e di soggiorno.
- Gli stranieri non possono essere eletti o votare in Parlamento. Con stranieri non si intende l’insieme degli altri cittadini europei , perché sono praticamente equiparati agli italiani, ma si tratta degli svizzeri, degli americani, gli australiani, i cinesi, quindi non solo i migranti provenienti dall’africa. Quali sono le due regole, i due criteri, per l’acquisizione della cittadinanza di uno stato?
- Ius soli = è cittadino chi nasce nel territorio dello stato
- Ius sanguinis = è cittadino chi ha almeno uno dei due genitori cittadini, indipendentemente da dove si nasce Nel primo caso, cosa potrebbe indurre lo stato a scegliere lo ius soli? Il bisogno, ad esempio, di popolare un continente sterminato, il caso dell’America, c’è quindi bisogno di costruire un popolo. Nel secondo caso, cosa potrebbe indurre lo stato a scegliere lo ius sanguinis? Si vuole privilegiare l’idea di nazione, così come si trasmette la lingua, la religione, la cultura, così la cittadinanza si trasmette di genitore in figlio a chi appartiene a questa nazione.
Qual è la scelta italiana? Lo ius sanguinis
Lo ius soli si applica solo in tre casi:
- Nati in Italia da genitori ignoti, o nasce dalla madre in ospedale, ma ella non lo riconosce
- Nati in Italia da genitori aboliti, quindi persone prive di cittadinanza
- Nati in Italia da genitori che non possono trasmettere la loro cittadinanza, perché il loro stato lo vieta Si può acquistare la cittadinanza (matrimonio, adozione). La corte non può intervenire sulla cittadinanza, la decisione è solamente politica ; quindi, è nella discrezionalità del legislatore decidere. Art. (modello essenziale)
Libertà personale = quel diritto che presidia la nostra dimensione innanzitutto
corporea ma non solo contro un’ingerenza da parte dello stato che ne comportano una
limitazione.
Qual è l’antecedente storico della libertà personale?
- Si trova in Inghilterra, atto normativo che fu adottato per proteggere da arresti
arbitrari da parte dello stato “ Habeas corpus act 1679 ” (chi subiva un arresto
aveva il diritto di rivolgersi ad un giudice per ottenere la revoca di quella misura restrittiva) 1° comma = “La libertà personale è inviolabile” una persona può subire
limitazioni alla libertà personale
Qual è il bene protetto dall’art.13? sicuramente la dimensione corporea ma anche quella psicologica e morale contro forma di ingerenza e arbitrio.
Cosa succede se non c’è l’atto motivato del giudice e la perquisizione viene fatta non in flagranza di reato? Le prove rinvenute non sono ammissibili.
Cosa si intende per domicilio (ai sensi dell’art.14 è solo dove si vive stabilmente?)? No,
si tratta di: o Domicilio = qualsiasi luogo in cui una persona può legittimamente e concretamente escludere altri al fine di svolgere la propria personalità. Art. Libertà di circolazione Quando può essere vietata dalla legge? in via generale per motivi di sanità e sicurezza La Riserva di legge c’è, perché è la legge che può stabilire limitazioni per la libertà di circolazione La Riserva di giurisdizione non c’è, quindi se voglio accedere in un luogo pubblico circondato da forze dell’ordine che mi vietano l’accesso, non posso chiedere l’atto motivato del giudice Art.15- Elemento che accumuna = il fatto che viene garantita la possibilità di condividere con altri il proprio pensiero Si ha la sensazione che questi due articoli riguardino lo stesso bene, ma in realtà non è così.
- Non è la stessa modalità di manifestazione del pensiero che viene tutelato Art. 15 La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili. La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge. L’art.15 si applica quando il pensiero è condiviso con una o più persone previamente identificate Art. 21 Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. L’art.21 si applica quando il pensiero è condiviso con una platea indeterminata di potenziali destinatari Differenza = nell’art.21, se mi rivolgo ad una platea di potenziali destinatari, non è più in gioco la segretezza prevista nell’art.
Art.
- Qual è lo strumento investigativo più invasivo di questa libertà? Le Intercettazioni telefoniche, tramite la rete di internet, rete di messaggeria veloce…
- Abbiamo due garanzie per quanto riguarda l’utilizzo di questo strumento: o Riserva di legge = nei soli casi previsti dalla legge o Riserva di giurisdizione = con atto motivato dell’autorità giudiziaria (altrimenti la prova non è utilizzabile) Art.
- Tra il 46 e il 47, il mezzo di diffusione della parola era la stampa, quindi non solo periodici ma anche libri. Con molto lungimiranza, i costituenti hanno fatto riferimento a qualsiasi altro mezzo, quindi l’art.21 fa riferimento anche alla rete internet ad esempio.
- In contro a quali sanzioni penali si può andare per quanto riguarda questa libertà? o Apologia di fascismo o Diffamazione o Calunnia (chi accusa un innocente di aver commesso un reato sapendo che è innocente) o Istigazione a delinquere o Minacce o Vilipendio al Capo dello Stato o Parlare male o bruciare la bandiera L’art.21 cerca di trovare un punto di equilibrio sull’utilizzo di questa libertà, ma non ce la fa. Quali sono le misure che si possono adottare contro la libertà di pensiero:
- Sempre vietate autorizzazione e censura. Qual è il soggetto di questo divieto? Il
potere, lo stato, quindi non possono essere istituiti organismi di censura da
parte dello stato.
- L’unico limite esplicito è il buon costume: l’art.21 vieta le sole manifestazioni del pensiero contrarie al buon costume o Cosa intendiamo per buon costume? Il pudore sessuale
Bisogna trovare però un Punto di equilibrio tra il manifestare il proprio pensiero e il
diritto fondamentale all’onore e al pudore delle persone. Tre regole individuate dalla Corte di cassazione affinché il pensiero possa essere manifestato senza commettere reato: