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Una panoramica completa del parlamento italiano, analizzando la sua struttura bicamerale, le funzioni legislative e di controllo, i poteri del presidente della repubblica nei confronti delle camere e del governo, e il ruolo delle commissioni parlamentari. Anche il processo legislativo, il ruolo del presidente della repubblica nella promulgazione delle leggi e il sistema di controllo costituzionale.
Tipologia: Appunti
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Il Bicameralismo Perfetto nella Repubblica Italiana Il Parlamento italiano è l’organo costituzionale a cui spetta il potere legislativo. È composto da due Camere: la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica , che lavorano separatamente ma con gli stessi poteri e funzioni, come approvare le leggi e controllare l’operato del Governo. Questa struttura è definita bicameralismo perfetto , poiché entrambe le Camere hanno pari poteri, nonostante alcune differenze nella composizione e nei criteri di elezione.
La doppia Camera è stata introdotta dall’Assemblea Costituente. Nelle intenzioni originarie, la Camera dei deputati avrebbe dovuto rappresentare l’intero popolo, mentre il Senato le Regioni, come avviene in alcuni Stati federali (ad esempio negli Stati Uniti). Tuttavia, questa distinzione non si è realizzata pienamente, e oggi non esiste una differenza sostanziale tra le due Camere, che svolgono le stesse funzioni.
Numero di membri : La Camera dei deputati è composta da 400 membri, mentre il Senato ne ha 200 (ridotti nel 2020 da 630 e 315). Età minima per l’elezione : Per essere eletti deputati servono 25 anni, mentre per i senatori ne servono 40. Età minima per votare : Dal 2021, per eleggere i membri di entrambe le Camere, basta aver compiuto 18 anni. Membri non elettivi del Senato : Oltre ai senatori eletti, il Senato include i senatori a vita, nominati dal Presidente della Repubblica tra cittadini che si sono distinti per altissimi meriti, e gli ex Presidenti della Repubblica.
Le due Camere devono approvare le leggi con lo stesso testo e possono entrambe votare la sfiducia al Governo. Questo sistema permette di correggere eventuali errori o leggerezze commessi da una Camera durante l’approvazione delle leggi. Tuttavia, è spesso criticato per la duplicazione delle attività legislative, che può rallentare il processo decisionale. Negli anni sono state proposte diverse riforme per modificare il ruolo e la composizione del Senato, rendendolo più simile a una Camera delle Regioni, come in Germania. L’ultimo tentativo risale al 2016, ma non ha avuto successo.
In alcune occasioni, le due Camere si riuniscono in seduta comune, presiedute dal Presidente della Camera dei deputati. Questo avviene per: Eleggere e far giurare il Presidente della Repubblica. Mettere in stato d’accusa il Presidente della Repubblica per alto tradimento o attentato alla Costituzione. Eleggere cinque giudici della Corte Costituzionale. Eleggere dieci membri del Consiglio Superiore della Magistratura.
Il bicameralismo perfetto è un sistema che garantisce un maggiore controllo sulle leggi, ma comporta anche complessità e rallentamenti. Nonostante le critiche e i tentativi di riforma, resta una caratteristica distintiva del sistema parlamentare italiano. Le Norme Elettorali per il Parlamento Italiano
L'articolo 48 della Costituzione stabilisce che possono votare tutti i cittadini italiani, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età (18 anni). La capacità di votare è definita elettorato attivo. Possono votare anche i cittadini dell’Unione Europea, ma solo per le elezioni locali.
L’ elettorato passivo riguarda la capacità di essere eletti: Per essere eletti deputati alla Camera, bisogna avere almeno 25 anni. Per essere eletti senatori, è necessario aver compiuto 40 anni. Esempio: Marco, che ha 25 anni, può votare per entrambe le Camere (elettorato attivo) e candidarsi come deputato, ma non può essere eletto senatore.
La Costituzione non specifica quale sistema elettorale debba essere adottato per il Parlamento. La scelta del sistema è affidata alla legge ordinaria, che può essere modificata in base alle esigenze politiche e istituzionali del momento. In sintesi, il diritto di voto e di candidatura è regolato da requisiti di età e cittadinanza, mentre le modalità di elezione sono stabilite dalla legge.
I sistemi elettorali sono i metodi utilizzati per trasformare i voti espressi dagli elettori in seggi parlamentari, ossia i posti occupati dai rappresentanti eletti in Parlamento. Esistono diversi tipi di sistemi elettorali, ma la distinzione principale è tra sistemi proporzionali e sistemi maggioritari. Questi due modelli hanno caratteristiche diverse e producono effetti differenti sulla rappresentanza politica e sulla formazione del governo.
Nei sistemi proporzionali, l’obiettivo è garantire che la composizione del Parlamento rifletta il più possibile il consenso elettorale espresso dai cittadini. Questo significa che i seggi vengono distribuiti tra i partiti in proporzione al numero di voti ricevuti. Caratteristiche principali : o Ogni partito ottiene un numero di seggi proporzionale alla percentuale di voti che ha ricevuto. o Favorisce una rappresentanza più equa, anche per i partiti più piccoli. o È spesso utilizzato nei sistemi parlamentari per garantire che tutte le forze politiche abbiano voce in Parlamento.
Il collegio elettorale è l’ambito territoriale in cui si svolgono le elezioni. Nei sistemi maggioritari, ogni collegio elegge un solo parlamentare. Nei sistemi proporzionali, invece, il collegio può essere utilizzato per ripartire i seggi in base ai voti ricevuti dai partiti.
Da quanto si è visto, si comprende come i due modelli di sistemi elettorali rispondano a due logiche molto diverse: Maggioritario : mira a premiare il più forte, favorendo la governabilità. Proporzionale : mira a non far torto a nessuno, garantendo una rappresentanza più equa. Ogni Stato che debba scegliere quale sistema elettorale adottare deve tenere conto di due esigenze contrapposte ma egualmente importanti per il buon funzionamento della democrazia:
Non è raro che gli Stati adottino sistemi elettorali misti, che combinano elementi di entrambi i modelli. È il caso dell’Italia, che cerca di bilanciare governabilità e rappresentanza.
La Costituzione italiana non stabilisce quale sistema elettorale utilizzare, lasciando questa scelta alla legge ordinaria.
1994 : Il centro-destra unito vinse le elezioni, ma le divergenze interne portarono alla caduta del governo. 1996 : Il centro-sinistra vinse unito, ma subì lo stesso destino quando un partito minore uscì dall’alleanza. Conclusione: La stabilità dipende più dall’azione politica che dalla legge elettorale.
Il sistema elettorale italiano è misto , combinando elementi proporzionali e maggioritari:
In sintesi, la legislatura dura 5 anni, con un rinnovo regolare delle Camere, e il principio di discontinuità dei lavori garantisce che ogni nuova Camera inizi i suoi lavori da zero, sebbene i poteri delle Camere uscenti siano prorogati fino alla riunione delle nuove.
Scioglimento anticipato : La durata normale delle Camere può essere abbreviata se il Presidente della Repubblica decide di scioglierle prima della scadenza del quinquennio, come previsto dall'articolo 88 della Costituzione. Questa decisione viene presa dopo aver consultato i Presidenti delle due Camere. Il potere di scioglimento anticipato è un potere di garanzia del Presidente della Repubblica, utilizzato per risolvere situazioni di blocco politico , come quando non è possibile formare una maggioranza stabile in Parlamento. Motivazioni : Il Presidente della Repubblica scioglie le Camere principalmente quando ci sono contrasti tra le forze politiche che impediscono la formazione di un governo stabile. In questi casi, il Presidente decide di ridare la parola al corpo elettorale , convocando nuove elezioni. Semestre bianco : L'articolo 88, comma 2, stabilisce che il Presidente della Repubblica non può sciogliere le Camere negli ultimi 6 mesi del suo mandato , periodo chiamato semestre bianco. Questa restrizione serve a evitare che il Presidente, vicino alla fine del suo mandato, possa usare il potere di scioglimento per favorire la sua rielezione, magari cercando di ottenere una maggioranza più favorevole a lui. Inoltre, sarebbe inopportuno che un Presidente con autorità ridotta esercitasse un potere straordinario come questo. Eccezione al semestre bianco : Tuttavia, esiste un' eccezione a questo divieto. Se il semestre bianco coincide, in tutto o in parte, con gli ultimi 6 mesi della legislatura, il Presidente della Repubblica può comunque sciogliere le Camere. Questa modifica, introdotta nel 1991, è stata pensata per evitare un ingorgo istituzionale. Senza questa eccezione, infatti, se la fine della legislatura coincidesse con la fine del mandato del Presidente, quest'ultimo non potrebbe sciogliere le Camere, e le Camere stesse non potrebbero eleggere un nuovo Presidente della Repubblica, poiché l'articolo 85, comma 3, impedisce loro di farlo quando sono vicine alla fine del loro mandato.
L'articolo 67 della Costituzione Italiana stabilisce che ogni membro del Parlamento rappresenta l'intera Nazione e agisce senza vincolo di mandato. Questo principio significa che i parlamentari non sono obbligati a seguire pedissequamente le istruzioni dei loro elettori, ma sono liberi di decidere come votare e agire in base alla propria coscienza e alla propria interpretazione degli interessi generali del Paese. Il Mandato Imperativo nei Regimi Assolutistici Nel passato, specialmente durante i regimi assolutistici, i deputati erano vincolati a un mandato imperativo , cioè dovevano seguire le direttive dei loro elettori su come votare o agire. Questo sistema limitava enormemente la libertà dei parlamentari, poiché le loro decisioni erano rigidamente controllate e non avevano la possibilità di agire in modo autonomo o di fare compromessi. In tal modo, il Parlamento non poteva svolgere liberamente la sua funzione di rappresentanza e di confronto, creando una situazione di rigidità che impediva un'efficace azione legislativa. Il Mandato Libero e la Responsabilità del Parlamentare La Costituzione Italiana, nel respingere il mandato imperativo, introduce il concetto di mandato libero , che permette ai parlamentari di esercitare la loro funzione in piena libertà, senza essere obbligati a seguire le istruzioni specifiche dei loro elettori. Questo sistema intende garantire che i deputati e i senatori possano
agire nell'interesse generale del Paese, valutando liberamente le questioni politiche e legislative senza vincoli esterni. In altre parole, i parlamentari sono chiamati a prendere decisioni responsabili per il bene della collettività, anche se queste potrebbero non coincidere con le aspettative immediate dei loro elettori. Vincoli Politici con i Partiti Tuttavia, il principio di mandato libero non significa che i parlamentari siano completamente liberi da ogni vincolo. In pratica, esiste un vincolo politico con il partito di appartenenza, poiché i parlamentari, pur essendo liberi di votare secondo la loro coscienza, sono in genere eletti per rappresentare le posizioni politiche del loro partito. Questo legame è di natura politica , non giuridica, e ha un valore più orientato alla coerenza ideologica e al rispetto delle scelte collettive del partito. Nel caso in cui un parlamentare si trovi in conflitto tra il proprio giudizio e le direttive del partito, egli ha il diritto di agire secondo la propria coscienza , senza essere obbligato a seguire la linea del partito. Ciò permette di evitare che il Parlamento diventi uno strumento di imposizione rigida da parte dei partiti, ma al contempo garantisce che i parlamentari possano essere liberi di compiere scelte autonome, pur mantenendo il legame con le loro forze politiche. In sintesi, la rappresentanza politica in Italia è caratterizzata dalla libertà di azione dei parlamentari, che non sono vincolati a un mandato imperativo. Questo principio consente ai deputati e senatori di agire in nome dell'interesse generale del Paese, ma implica anche una responsabilità nei confronti della Nazione, che va oltre gli interessi immediati degli elettori.
Le immunità parlamentari sono una serie di prerogative previste dalla Costituzione Italiana per garantire la libertà e indipendenza dei parlamentari nell'esercizio delle loro funzioni. Queste immunità non devono essere viste come privilegi individuali, ma come strumenti necessari per assicurare che i membri del Parlamento possano svolgere il loro ruolo senza essere influenzati da pressioni esterne. Le principali immunità previste sono:
L'articolo 68 della Costituzione stabilisce che i parlamentari non possono essere chiamati a rispondere in sede penale, civile o disciplinare per le opinioni espresse e i voti dati nell'esercizio delle loro funzioni parlamentari. Questo principio è noto come insindacabilità. L'idea alla base di questa immunità è che i parlamentari devono poter esprimere liberamente le loro opinioni senza temere ripercussioni legali, al fine di garantire un dibattito aperto e onesto all'interno delle istituzioni. Ad esempio, se un parlamentare, durante un discorso in Parlamento, esprime un'opinione su una persona, come nel caso di una critica a un presunto criminale, la persona in questione non può denunciare il parlamentare per diffamazione. Questo principio protegge anche le dichiarazioni fatte dopo la fine del mandato parlamentare, garantendo la libertà di opinione anche in seguito. Tuttavia, l'insindacabilità si applica solo alle dichiarazioni fatte nell'ambito delle funzioni parlamentari. Se un parlamentare esprime le stesse opinioni fuori dal Parlamento, come in un talk show televisivo o su un giornale, non può avvalersi della protezione costituzionale e può essere soggetto a procedimenti legali.
I parlamentari godono anche di una immunità penale , che li protegge da alcune azioni legali mentre sono in carica. Se un parlamentare commette un reato comune , cioè un crimine al di fuori delle sue funzioni parlamentari, può essere perseguito come qualsiasi altro cittadino. Tuttavia, per procedere contro di lui (ad esempio con arresto o perquisizione), è necessaria una autorizzazione da parte della Camera di appartenenza (Camera dei deputati o Senato).
Nel passato, la carica parlamentare era onoraria , e solo i membri della borghesia potevano permettersi di non lavorare per guadagnarsi da vivere. Tuttavia, oggi l'indennità è una retribuzione vera e propria, stabilita per legge dal Parlamento. Poiché la decisione di aumentare l'indennità spetta al Parlamento stesso, spesso questa scelta suscita critiche da parte dell'opinione pubblica, soprattutto in periodi di difficoltà economiche o di incertezze politiche.
Perché le Camere possano prendere decisioni valide, è necessario che ci sia una maggioranza dei membri presenti in aula. Questo significa che, alla Camera dei deputati , devono essere presenti almeno 201 deputati , mentre al Senato , devono esserci almeno 101 senatori (o un numero maggiore a seconda dei senatori a vita). Questo è il quorum di validità per la deliberazione, come stabilito dall'articolo 64, comma 3 della Costituzione. Inoltre, per una deliberazione sia approvata , è necessario che la maggioranza dei presenti si esprima a favore. Esistono vari tipi di maggioranza:
Esistono due principali metodi di votazione nelle Camere:
Le Camere del Parlamento italiano sono organi di grandi dimensioni e, per funzionare correttamente, necessitano di una complessa organizzazione interna. Questa organizzazione e lo svolgimento delle funzioni parlamentari sono regolati principalmente dalla Costituzione e dai regolamenti parlamentari specifici per ciascuna Camera. Secondo l'articolo 64, comma 1 della Costituzione , ogni Camera adotta il proprio regolamento a maggioranza assoluta dei suoi componenti. La scelta di una maggioranza assoluta (e non semplice) si giustifica con il fatto che i regolamenti stabiliscono le regole di funzionamento dell'intero Parlamento. Poiché questi regolamenti sono fondamentali per il buon funzionamento delle Camere, devono essere approvati con un grado di stabilità e condivisione maggiore rispetto ad altre deliberazioni.
La Costituzione , all'articolo 63 , stabilisce che ogni Camera elegge, tra i suoi membri, il Presidente e l' Ufficio di presidenza. Il Presidente delle Camere ha un ruolo istituzionale molto importante, ma non è un organo di carattere politico. Ciò significa che il Presidente non può orientare i lavori della Camera in favore degli obiettivi del proprio partito. Il suo compito principale è di garantire imparzialità e di regolare l'attività di tutti gli organi della Camera, facendo osservare il regolamento. La differenza principale tra il Presidente della Camera dei deputati e il Presidente del Senato della Repubblica è che il primo presiede il Parlamento in seduta comune , mentre il secondo ha anche il compito di sostituire il Presidente della Repubblica in caso di impedimento.
Un aspetto fondamentale nell'organizzazione del Parlamento italiano è rappresentato dai Gruppi parlamentari , che sono costituiti dall'unione dei membri di una Camera che appartengono allo stesso partito politico. I Gruppi parlamentari svolgono un ruolo importante nel coordinare e organizzare il lavoro dei parlamentari, poiché suddividono le risorse e il tempo tra i membri, facilitando la gestione delle attività legislative. Esempio: Nelle discussioni parlamentari, quando si stabilisce quanto tempo ciascun parlamentare può parlare, il tempo viene ripartito tra i Gruppi, che ricevono un totale di minuti da suddividere tra i propri componenti. Inoltre, i Gruppi parlamentari ricevono risorse come personale e attrezzature, e la composizione delle Commissioni parlamentari è determinata in base alla rappresentanza dei Gruppi, per garantire una corretta rappresentazione delle forze politiche. Per costituire un Gruppo parlamentare, è necessario che almeno 20 deputati alla Camera o 10 senatori al Senato aderiscano allo stesso partito o movimento. Tutti i parlamentari devono essere iscritti a un Gruppo parlamentare. Se un parlamentare non si riconosce in nessun Gruppo esistente o se il partito a cui appartiene non ha il numero sufficiente di membri per formare un proprio Gruppo, confluirà nel Gruppo misto , che non ha una connotazione politica specifica. I Gruppi parlamentari sono, di fatto, l'espressione dei partiti politici all'interno del Parlamento. Ogni Gruppo ha un Presidente (detto anche "capo-gruppo") e organi direttivi che gestiscono l'attività interna. Sebbene i partiti possano influenzare i voti dei propri membri, minacciando sanzioni politiche come l'espulsione dal Gruppo o la mancata ricandidatura, i parlamentari non sono vincolati da un mandato imperativo e possono sempre votare secondo coscienza, come stabilito dalla Costituzione. La Costituzione menziona i Gruppi parlamentari negli articoli 72 e 82 , ma il loro ruolo è di grande importanza, soprattutto durante le consultazioni del Presidente della Repubblica per risolvere le crisi di governo. In queste occasioni, i Presidenti dei Gruppi parlamentari vengono ascoltati dal Presidente della Repubblica.
La legislazione ordinaria La legge ordinaria è la fonte del diritto più importante dopo la Costituzione, come stabilito dall’art. 70 della Costituzione italiana, che afferma: «La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere». Questo significa che per l’approvazione di una legge è necessario il voto favorevole di entrambe le Camere sullo stesso testo, in quanto l’Italia adotta un bicameralismo perfetto. L’approvazione di una legge segue un procedimento articolato che si sviluppa in quattro fasi principali:
ESEMPIO : L'entrata in vigore della riforma del processo penale contenuta nel decreto legislativo n. 150 del 10 ottobre 2022 è stata dapprima fissata al 1° novembre 2022 e poi rinviata al 30 dicembre dello stesso anno
Il Parlamento, in quanto organo di governo parlamentare, ha il potere di indirizzare e controllare l'operato del Governo tramite strumenti come le interrogazioni, le interpellanze e le mozioni. Interrogazioni : Domande scritte al Governo per ottenere informazioni su fatti o eventi e per sollecitare azioni. Interpellanze : Riguardano il comportamento del Governo in circostanze particolari e servono a discutere la responsabilità del Governo. Mozioni : Permettono ai parlamentari di chiedere al Governo di intraprendere determinate azioni. Esempio: Durante la pandemia di Covid-19, un deputato ha interrogato il Governo per sapere come intendeva reperire mascherine, mentre un altro ha presentato un'interpellanza riguardo la qualità delle mascherine importate. I parlamentari possono anche adottare mozioni di fiducia o sfiducia per decidere sulla permanenza del Governo in carica. Italia: Il Presidente della Repubblica e la sua funzione Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato, ma non detiene poteri assoluti. Il suo ruolo è di garante della Costituzione e rappresentante dell'unità nazionale, come stabilito dall'art. 87, comma 1, della Costituzione. Non deve parteggiare per alcuna forza politica, né per la maggioranza né per l'opposizione, e deve mantenere una posizione imparziale (super partes).
In Italia, il Presidente della Repubblica è il punto nevralgico dell'organizzazione costituzionale. La sua funzione principale non è quella di esercitare poteri assoluti, ma di garantire il corretto funzionamento dell'ordinamento costituzionale. In caso di conflitti tra Parlamento e Governo, il Presidente può intervenire per cercare una soluzione.
Il Presidente della Repubblica ha due compiti principali come garante della Costituzione: Controllo : Verifica che non vi siano abusi da parte degli altri organi dello Stato. Attivazione : Interviene quando vi è inerzia da parte degli altri organi, ad esempio, quando non si riescono a formare maggioranze stabili in Parlamento. La funzione del Presidente può variare a seconda delle circostanze storiche e politiche. In alcuni casi, può avere un ruolo più attivo, come quando vi sono difficoltà politiche a formare un governo stabile, e in altri può limitarsi a un ruolo di controllo, come quando vi è una solida maggioranza parlamentare. Esempio : Il Presidente della Repubblica ha il potere di nominare 5 senatori a vita. Tuttavia, questo potere è stato interpretato diversamente dai vari Presidenti. Pertini e Cossiga credevano che ogni Presidente potesse nominare 5 senatori, mentre altri ritenevano che il limite complessivo di senatori a vita fosse 5, da distribuire tra i vari Presidenti.
Il Presidente della Repubblica è anche il rappresentante dell'unità nazionale, un simbolo che incarna l'unità del popolo italiano. La sua funzione è quella di rafforzare il sentimento di solidarietà e unità nazionale, superando le divisioni che esistono in una democrazia pluralista.
alla Repubblica e di osservanza della Costituzione davanti alle Camere riunite , pronunciando anche un messaggio di insediamento.
Il Presidente della Repubblica ha un mandato di 7 anni (art. 85, c. 1, Cost.), ma può essere rieletto. In effetti, il Presidente Giorgio Napolitano è stato rieletto nel 2013 per un secondo mandato consecutivo, e lo stesso è accaduto con Sergio Mattarella nel 2022, dopo la dimissione anticipata di Napolitano per ragioni di età. La durata del mandato del Presidente è più lunga di quella delle Camere e dei Governi , per garantire la stabilità dell'istituzione e il suo ruolo neutrale , come collegamento tra le diverse legislature.
Nel caso in cui il Presidente sia temporaneamente impedito nell'esercizio delle sue funzioni (per esempio, per malattia o per un viaggio all'estero ), il Presidente del Senato lo sostituisce come supplente. Se l'impedimento è permanente (come nel caso del Presidente Segni nel 1964), il Presidente della Camera indice l' elezione di un nuovo Presidente della Repubblica. Altri casi di cessazione anticipata dalla carica possono includere le dimissioni o la destituzione per effetto di una condanna per reati di alto tradimento o attentato alla Costituzione , come stabilito dalla Corte costituzionale (art. 90 Cost.). Alla scadenza del mandato, se non rieletto, il Presidente della Repubblica entra di diritto nel Senato come senatore a vita (art. 59, c. 1, Cost.).
I poteri del Presidente della Repubblica sono numerosi ed eterogenei (artt. 74, 87 e 88 Cost.). Per comprenderli appieno, è utile classificarli in base alla doppia figura del Capo dello Stato: da un lato, i poteri di garanzia del buon funzionamento degli organi costituzionali, e dall'altro, i poteri di rappresentanza unitaria della Nazione.
Nei confronti delle Camere , il Presidente della Repubblica ha il potere di: sciogliere le Camere, sia alla scadenza ordinaria che anticipatamente (art. 88 Cost.); indire le nuove elezioni e fissare la prima riunione delle nuove Camere; inviare messaggi alle Camere per richiamare l'attenzione su particolari esigenze, senza però influire sul loro contenuto; promulgare o, eventualmente, rinviare (una sola volta) una legge alle Camere, chiedendo una nuova deliberazione. ESEMPIO : Nel 2013, il Presidente Napolitano inviò alle Camere un messaggio sul sovraffollamento delle carceri , sottolineando la necessità di risolvere una situazione criticata dalla Corte europea dei diritti dell'uomo.
Con riguardo al Governo , il Presidente della Repubblica: nomina il Presidente del Consiglio e, su sua proposta, i Ministri ; autorizza la presentazione dei disegni di legge del Governo;
emana decreti aventi valore di legge (decreti legge e decreti legislativi) e regolamenti; nomina gli alti funzionari dello Stato , pur seguendo le indicazioni del Governo, salvo obiezioni in nome del suo ruolo di garanzia; presiede il Consiglio Supremo di Difesa , con il compito di garantire la democrazia contro i pericoli legati alla politica militare; comanda le Forze armate , garantendo che le operazioni militari siano conformi allo spirito della Costituzione. ESEMPIO : Se il Presidente non fosse il capo delle Forze armate, si rischierebbe un eccessivo potere militare che potrebbe minacciare la democrazia.
Nei confronti della Magistratura , il Presidente della Repubblica: concede la grazia o commuta la pena in casi particolari, come motivi umanitari; presiede il Consiglio Superiore della Magistratura , che supervisiona l'organizzazione della giustizia ordinaria; nomina 5 giudici della Corte costituzionale , per garantire un equilibrio tra le componenti dell'organo di giustizia costituzionale. ESEMPIO : Se un uomo anziano uccide la moglie per alleviarne le sofferenze, il Presidente della Repubblica potrebbe concedere la grazia , tenendo conto delle circostanze.
Nei confronti del corpo elettorale , il Presidente della Repubblica ha il potere di indire le elezioni e i referendum , garantendo la regolarità di questi istituti della democrazia rappresentativa e diretta.
Come rappresentante dell' unità nazionale , al Presidente della Repubblica spetta l'esercizio di poteri che riguardano la Nazione nel suo complesso.
Il Presidente della Repubblica ha il potere di conferire onorificenze e nomine onorifiche , tra cui: conferire le onorificenze della Repubblica , come il Cavaliere del lavoro , per il riconoscimento di particolari benemerenze; nominare i 5 senatori a vita , a norma dell'art. 59, c. 2, Cost. Il significato comune di questi poteri è il pubblico riconoscimento dei meriti e delle virtù civili di cittadini illustri.
Il Presidente della Repubblica rappresenta lo Stato nei rapporti con gli altri Stati. In questa veste, egli: accredita e riceve gli ambasciatori degli altri Stati (art. 87 Cost.), ovvero dà il gradimento per rappresentare lo Stato in Italia;