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DISPENSA DI
ELEMENTI DI
DIRITTO
ROMANO
PUBBLICO E
PRIVATO
(DISPENSA COMPLETAMENTE SOSTITUTIVA PER
CORSO DI SCIENZE DEI SERVIZI GIURIDICI, INTEGRATA
CON LEZIONI DELLA PROF. CUNEO)
Diritto Pubblico = riguarda principalmente lo Stato, la città, le comunità Diritto Privato = riguarda principalmente l’utilità del singolo Roma è stata fondata nell' 8 secolo prima di Cristo. Ci sono diverse teorie sulla sua data di fondazione:
- 814 a.C. TIMEO
- 753 a.C VARRONE (data presa in riferimento)
- 747 a.C. FABIO PITTORE
- 728 a.C. CICCIO ALIMENTO L'epoca romana va dal 753 a.C. al 565 d.C., essendo un arco temporale molto esteso la possiamo dividere in quattro grandi periodi:
- periodo MONARCHICO (arcaica): dal 753 a.C. con il primo re di Roma, Romolo alla cacciata dell'ultimo dei sette re Tarquinio il Superbo. La Monarchia si divise in due fasi differenti:
- Monarchia latino-sabina, dura fino alla metà del 7 sec. e ha importanza la figura religiosa;
- Monarchia etrusca , dura dalla metà del 7 sec al 6 sec e ha importanza la figura militare.
- periodo REPUBBLICANO: vale a dire dal primo consolato di Marco Giunio Bruto e Quinto Tarquinio Collantino alla nomina del primo imperatore Augusto da parte di Ottaviano (rinunciò a tutti i poteri straordinari riconducendo così tutti gli organi della costituzione repubblicana ad una sorta di suo protettorato).
- periodo dell’IMPERO, diviso in: .periodo del PRINCIPATO: dalla nomina di Augusto alla morte dell'imperatore Carino e l’imperatore Diocleziano è l’elemento che congiunge il principato al tardo impero. .età del TARDO IMPERO: con Costantino inizia il tardo impero che finisce con la morte di Giustiniano, di conseguenza, alla fine dell'intero periodo romanico.
- Nel V secolo l’impero si divise in: Impero d’Occidente e Impero d’Oriente , uniti da una collegialità imperiale con sorti diverse. Giustiniano governa l’oriente dal 427 a.C. e nel 475 a.C. muore. Nel 476 a.C. viene deposto l’ultimo imperatore dell’impero d’Occidente (Romolo) e si sviluppano i popoli barbarici che formano singoli regni, grazie ai re di questi regni vengono raccolte fonti del diritto, essi non conoscevano il diritto come lo conosceva Roma, quindi, vennero realizzate delle raccolte che ci permettono di ricostruire parti di codici andati perduti (lex). Bisogna ricordare che i re barbari erano convinti di aver preso il posto ai re romani, a differenza di Teodorico che raccolse l’editto ovvero una raccolta di leggi romane valide sia per i cittadini romani che ostrogoti, egli si sentiva il magistrato d’Oriente e non il re, come segno di rispetto. - MONARCHIA - Roma all’inizio è un villaggio nel territorio italico, in una zona di colli e acquitrini. Questo villaggio è aperto e accogliente alle popolazioni che ha intorno, grazie a questa politica riesce a ingrandirsi, con una stratificazione di popolazioni diverse. Questo è l’inizio della storia italiana e del diritto: una storia che si protrasse anni. Roma era una monarchia, affidava un solo potere che durava tutta la vita ad una singola persona ovvero un re o “ REX ”, ad egli competevano i poteri politici, militari, giudiziari e anche religiosi, era capo politico, rappresentante di Roma e suo governatore, se si assenta veniva sostituito dal prefetto. All'inizio si trattava di una monarchia latino-Sabina che nell'ultima fase si definisce etrusca.
il re doveva tenere un rapporto, e quindi essere intermediario, tra cittadini e dei, non poteva essere un soggetto non accettato dagli dei. Poi interveniva l’àugure che conduceva il futuro re nel tempio e insieme osservavano i segni divini. A questo punto il re veniva presentato all’assemblea popolare dei comizi curiati , un assemblea che raggruppava 30 curie ovvero distretti territoriali composti da soli uomini adulti atti alle armi. Ora gli veniva conferito il potere, attraverso il percotimento degli scudi ‘ lex curiata de imperio’ , mediante questa viene conferito al Re l'Imperium ossia il potere e il comando militare e finiva l’inter.
- PERIODO ETRUSCO: Nel periodo etrusco non si rispettava più l’Interregnum. In questo periodo il re è soprattutto un comandante militare con potere assoluto, mentre nella fase precedente aveva limiti, veniva controllato dagli auspici o influenzato dal parere del consiglio degli anziani. Il re, inoltre, si presentava con toga e scarpe rosse e un trono chiamato “ sella curule ” che permetteva il trasporto del re dal foro al luogo dove vi era l’incontro con il popolo. I re etruschi fecero diverse riforme e trasformarono Roma in una città di grande splendore, aumentarono i commerci con le altre città, inoltre, i villaggi furono sostituiti da case in muratura. Viene introdotto un principio dinastico e vennero coniate le prime monete. In epoca Etrusca Roma diventa il centro politico della città e il confine viene rappresentato dalle mura, oltre di esse vi era una zona sacra chiamata Pomerio , all’interno non c’erano edifici continui alle mura e all’esterno il terreno era libero, non poteva essere né edificato né coltivato, inoltre il pomerio non poteva essere sorpassato dall’esercito con le armi che dovevano deporre prima. In questo periodo si ha:
- Il Re; 2 .Il Consiglio degli Anziani (futuro Senato), che raggiunge il numero di 300 componenti. Gli etruschi aumentando il numero, toglievano potere al consiglio, ma non aggiungevano persone della nobiltà ma loro conoscenti che li appoggiavano ed essendo più membri diventava più difficile prendere decisioni, in questo modo, si toglieva potere al consiglio e il re aveva il potere assoluto e decideva qualsiasi cosa;
- La Curia o comizi curiati : l'assemblea del popolo;
- L’Esercito ricavato dall’assemblea. Vi fu la riforma dell'esercito , con i re precedenti l’esercito era tratto dall’assemblea popolare mentre con la riforma di Tullio l’esercito viene composto per censo dalla quale nascerà appunto i comizi centuriati ‘ Comitia Centuriata ’ nel periodo repubblicano. Venne imposta la leva obbligatoria creando un esercito centuriato ovvero suddiviso in classi secondo il reddito dei cittadini, dai più ricchi ai più poveri e si riunivano al di là del Pomerio. All’interno erano divisi tra giovani fino ai 47 anni e vecchi dai 47 anni in su.
- REPUBBLICA - Ci fu un colpo di stato che porta la cacciata dell'ultimo dei sette re di Roma, Tarquinio il Superbo e venne istaurata la repubblica. Il passaggio dalla Monarchia alla Repubblica non fu netto, il re “non fu cancellato” ma il suo potere venne ridotto a quello religioso, infatti il periodo repubblicano vede la figura del REX Sacrorum (= re sacerdote). Non si vuole infatti abolire la figura del re ma si vuole tornare ad un re più democratico e autonomi come era nella monarchia latino-Sabina. Un altro cambiamento è dato dalla figura del capo, in quanto non abbiamo più una figura unica, ma una presenza predominante di magistrati a capo di Roma. Precedentemente quando il re veniva eletto e si presentava davanti all’assemblea popolare gli veniva conferita l’ex legge curiata de imperium , che gli attribuiva il potere di origine militare con la quale si creava la sudditanza dei cittadini nei confronti del re, questa legge poi verrà attribuita anche ai magistrati maggiori.
Ci furono molti conflitti tra patrizi e plebei , attualmente non sappiamo ancora con certezza chi fossero queste due categorie, ci sono diverse teorie. (ved. Pag. 60 libro) I plebei chiesero: la remissione dei debiti, l’abolizione della schiavitù, l’equiparazione politica per partecipare alle magistrature, la divisione delle terre, la capacità matrimoniale, nel frattempo si erano ritirati sul monte sacro Aventino e creano l’antistato, si erano dati una loro disciplina (magistratura) e minacciavano di non partecipare alla leva militare.
- Avevano il tribuno della plebe che era intoccabile, chi chiunque andava contro esso veniva punito, era il loro rappresentante politico e aveva la possibilità di negare tutti gli atti dei magistrati che potevano danneggiare il popolo.
- Avevano un’assemblea pubblica “ concilia prebis tributa ” divisa per tribù, poi darà origine ai comizi tributi.
- Vi erano gli edili che si occupavano della conservazione del tesoro dei plebei, custoditi nel tempio. La loro lotta continua per molto fino a quando nel 367 A.c. con le leggi “licinie seste ” sarà definitivo un pareggiamento delle classi, ora i plebei potevano accedere alle magistrature e aspirare al consolato che prima era solo di pertinenza patrizia. Con queste leggi si affermarono le magistrature e si comincia ad avere un assetto “definito” dell’ordinamento repubblicano. Le magistrature o in latino “ magistratus ”, rappresenta la persona che ricopre il ruolo di magistrato e la magistratura in sé. Le differenze tra la carica del re e quelle delle magistrature:
- le magistrature erano una pluralità, mentre il re era solo;
- le magistrature avevano un’importanza diversa, erano cariche temporanee, duravano circa un anno rispetto al re che rimaneva in carica tutta la vita;
- la responsabilità : i magistrati risponderanno delle responsabilità degli atti contro la legge dopo la carica, mentre il re non rispondeva mai delle sue responsabilità, poiché la sua carica finiva al momento della sua morte;
- le magistrature sono elette dai comizi tributi o centuriati, in base all’importanza;
- la magistratura è una carica onoraria , è un onore e dunque non vengono retribuiti e hanno forti spese, prima durante le elezioni e poi durante, il magistrato spenderà di tasca sua. Successivamente, in epoca tardo imperiale, accanto ai magistrati ci saranno i funzionari che avranno un loro stipendio; Nel 180 A.c. attraverso una legge chiamata “ Lex Vilia ” vengono stabilite le tappe della carica del magistrato o ‘ cursus honorum’ :
Nominavano i senatori, era il Princeps del senato ovvero il censore più anziano parlava per primo in senato e poteva parlare a lungo e influenzare gli interventi successivi. Quando usciva di carica vi era una festa di purificazione, chiamata “ lustratio ” e veniva accertato l'operato del censore.
- Console : era la carica al vertice del “cursus honorum”, nella repubblica aveva il posto del re. Magistratura collegiale erano due consoli, 2 per evitare un ritorno alla monarchia, avevano l’imperium, una magistratura ordinaria poiché non vi erano vuoti tra una e l’altra, magistratura maggiore per gli auspici. Duravano un anno e davano il nome all’anno della loro carica. Esercitavano il potere civile e militare , per quanto riguarda il potere militare i due avevano il comando dell’esercito ma era complicato con una magistratura collegiale vincere una guerra perché alcune decisioni dovevano essere prese molto velocemente, in casi di emergenza come questo, si era deciso di utilizzare un metodo di sorteggio o turno, così in quel momento esercitava il potere uno solo, per non perdere tempo a mettersi d’accordo. Esercitavano il potere politico , governavano lo stato e lo rappresentavano, convocavano e presiedevano il senato, convocavano e presiedevano le assemblee popolari, effettuavano proposte di legge poi votate nei comizi, nominavano i magistrati e i successori, proclamavano gli eletti. Avevano la facoltà di emanare “ Edicta ”, provvedimenti propri dei magistrati. Avevano il “ Coercitio ” si intende il potere di controllare e garantire l'obbedienza dei cittadini ma anche dei magistrati a loro inferiori, dovevano quindi garantire l'ordine pubblico, attraverso l'aiuto di ausiliari che punivano i cittadini. I littori portavano dei fasci, scuri, ovvero simboli del potere e i consoli nelle loro uscite erano accompagnati da essi.
- Il console poteva nominare un Dittatore in caso di stato di emergenza interna, es. insurrezioni, scontri sociali o in caso di aggressioni esterne, quando non era più possibile vivere la vita politica nel rispetto della democrazia, erano necessarie decisioni veloci per salvaguardare lo stato. Il dittatore non era una magistratura collegiale e straordinaria, doveva prendere le decisioni in modo libero, da solo e velocemente. Mentre era in carica lui venivano sospese tutte le altre magistrature e rimaneva momentaneamente in carica e aveva tempo fino ad un massimo di 6 mesi per risolvere i problemi, in modo da non abituarlo a imporre decisioni e poi tornava ad essere un cittadino privato. Poteva nominare un collaboratore, ovvero il magister equitum (comandate della cavalleria).
- Pretore : era un magistrato maggiore con l’imperium, rimaneva in carica per un anno, non era una magistratura collegiale era da solo, nacque con le leggi “ licinie seste ”, per compensare i patrizi i quali avevano ceduto ai plebei delle cariche che prima erano unicamente di competenza patrizia. Ha gli stessi compiti del console anche se ridotti, può fare proposte di legge, può presiedere e convocare le assemblee e convocare il Senato, era una carica di origine militare e la mantiene, governa alcune provincie, il ruolo più importante è amministrare la giustizia. Ha un ruolo importante anche nel processo, nasce il Pretore Urbano, che gestisce le controversie tra i cittadini romani e il Pretore Peregrino che regolava i rapporti tra cittadini romani e stranieri per cause per lo più commerciali. Nasce dopo di quello urbano perché con il passare degli anni, l'impero si espande e quindi, anche i commerci diventano più intensi con i cittadini stranieri. Anche se erano due i pretori, non si tratta di una carica collegiale, in quanto svolgevano le loro funzioni in maniera distinta. Emanava un editto dove esprimeva il suo programma nei processi.
- MAGISTRATURE MINORI: elette dai comizi tributi
- Edile curule: è una magistratura collegiale, composta da 2 edili che dovevano avere 37 anni. L’edile era il magistrato dei plebei, quando ci fu il pareggiamento delle classi sociali tra patrizi e plebei, anche i patrizi volevano l’edile e per loro prende il nominativo di ‘curule’ con riferimento al trono del re. L’edile e l’edile curule rimangono distinti e non formano una magistratura comune ma sono complementari. La parola ‘edile’ fa pensare a ‘ edes’ ovvero il tempio, poiché nell’antistato gli edili custodivano nel tempio della dea Censo il tesoro dei plebei. Gli edili avevano essenzialmente 3 funzioni fondamentali:
- la ‘ cura della città’ : avevano poteri di polizia, sorvegliavano la città, controllavano: le vie, i luoghi pubblici, gli acquedotti, gli edifici aperti al pubblico (osterie, terme), i monumenti, le costruzioni, si occupavano anche del regolamento edilizio, dei servizi antincendio e della nettezza urbana.
- la ‘ cura dell’annona’ : esercitavano la sovrintendenza sui mercati dove svolgevano sempre un ruolo di polizia, controllavano l’approvvigionamento della città e verificavano la regolarità delle merci di prima necessità provenienti da fuori della città, intervenivano sulla conservazione degli alimenti e sulla distribuzione delle scorte e controllavano i prezzi.
- la ‘ cura dei giochi’ : controllavano i giochi pubblici, esercitavano sempre un potere di polizia e sorvegliavano l’allestimento dei giochi pubblici, successivamente allestirono loro stessi i giochi pubblici e le festività pubbliche. Esercitavano un piccolo compito giurisdizionale in ambito dei mercati. Potevano emanare editti.
- Questore : proviene dal collaboratore del re in ambito giuridico per i crimini parricidi. Ora non opera più in ambito criminale, ma deve custodire la cassa dello stato nel tempio di saturno, ha attribuzioni soprattutto economiche e detiene le chiavi della cassa e dall’archivio dello stato (dove sono presenti provvedimenti, leggi). Nella cassa dello stato arrivava tutto quello che apparteneva ai nemici sconfitti quindi il bottino di guerra e le tasse. Il questore inizialmente era un magistrato secondario, appena nasce la Repubblica era un collaboratore del console, successivamente occorre che questo abbia compiti più vasti e acquisisce una sua autonomia. Non è più nominato dal console, ma dai comizi tributi. Diversi questori erano impegnati nelle provincie. Bisognava avere 31 anni, era una magistratura collegiale, inizia con 2 e poi aumentano in base alle esigenze dello stato e soprattutto in base al tempo, inizialmente se ne aggiungono 4 e poi altri 4 perché servivano questori che seguissero il console quando era impegnato in ambito militare, con Giulio Cesare arriveranno a 40 questori, mentre con il principato Augusto li riporterà ad un numero di 20. Vi sono altre magistrature minori però non sono coì importanti da rientrare nel cursus honorum.
- ASSEMBLEE PUBBLICHE : - comizi curiati: Il popolo si riuniva tramite tali in epoca monarchica, approvavano l’elezione del re, gli conferivano il comando ed esprimevano il loro gradimento. L’assemblea aveva anche una funzione di giudizio per i crimini e per compiti elettorali riguardanti il re. In epoca monarchica conferivano l’imperium al re e in epoca repubblicana ai magistrati. Adesso sono solamente dei relitti storici perché in epoca monarchica erano divisi in 30 curie e ognuno aveva un voto, in epoca repubblicana ci sono solo 30 littori, uno rappresentante per ogni curia. Avevano anche altre funzioni ma per poterle eseguire dovevano essere convocati 2 volte all’anno: il 24 marzo e il 24 maggio, in queste riunioni svolgevano atti riguardati il diritto privato, es. adozione di un altro padre di famiglia oppure i cittadini potevano esprimere le loro ultime volontà e fare il testamento.
Erano presieduti dai tribuni della plebe che erano 10 ed erano eletti tramite i ‘ concilia plebis’ , garantivano la sicurezza dalla plebe, potevano bloccare l’operato dei collegi tribuni e le iniziative dei magistrati di Roma, bloccare le attività che potevano danneggiare il popolo e dare multe per atti contro la legge. Successivamente rappresenteranno tutto il popolo e verranno considerati, in un secondo tempo, come magistrati. La vita dei tribuni era a rischio perché i magistrati non accettavano di essere bloccati, allora venne deciso che chiunque toccasse un tribuno della plebe veniva considerato un ‘ uomo sacer’ , poteva essere sacrificato agli dei perché si era comportato male. Il loro potere col tempo va pian piano scomparendo.
- SENATO O CONSIGLIO DEGLI ANZIANI: In epoca arcaica veniva chiamato consiglio degli anziani e in epoca repubblica prende il nome di Senato, era composto dai capi delle famiglie più importanti della città, uomini anziani con esperienza che potevano dare un contributo alla città. Il suo numero col tempo varia da 100 con Romolo a 300 in epoca etrusca e rimase così anche in epoca repubblicana. Con Silla arrivano a 600 e con Giulio Cesare arriveranno a 900, con il principato ritornò ad un numero di 600. Occorreva integrare il numero dei senatori, che potevano morire e questo compito toccava al censore che provvedeva alla scelta dei nuovi senatori. Il censore più anziano nel senato sarà anche il ‘ princes senatus’ , colui che può parlare per primo ed influenzare le idee altrui. Il senato emette dei pareri ‘ senato consulti’ diretti ai magistrati. Ratificavano le decisioni del re, emettevano consigli e procedevano per l’elezione del nuovo re in epoca monarchica. In epoca repubblicana avevano poteri di diritto amministrativo, quindi, controllavano entrate e uscite dello stato (i questori non potevano ordinare spese per le varie necessità senza un decreto del senato a meno che sia il console a richiederlo), se bisognava mandare ambascerie occorreva il consenso del senato, nominavano i magistrati, giudicano i reati contro Roma e la repubblica (tradimenti, assassini), rettificavano le leggi approvate in precedenza dai comizi. Il Senato, inoltre, poteva intervenire sul disegno di legge.
- LA CRISI DELLA REPUBBLICA : Nell’ultimo periodo della repubblica, Roma si era estesa nel mediterraneo ed era diventata una grande città, ma a un certo punto la situazione declina.
- Crisi agraria : le tante guerre avevano portato ad una grande Roma ma nel frattempo per i soldati, stando lontani molto tempo dalla città, i loro campi si rovinano e quando tornavano erano costretti a venderle e solitamente l’acquirente era colui che deteneva già la maggioranza dei terreni, così l’equilibrio si spezza e anche i piccoli proprietari terrieri, come i militari, sono costretti a vendere le loro terre e presto rimangono senza lavoro.
- Crisi politica: gli alleati italici aiutavano Roma e portavano molti privilegi, come in guerra inviavano uomini ma non gli veniva riconosciuto nessun privilegio, nemmeno la cittadinanza romana, allora decisero di rivendicare privilegi e cittadinanza. Nel 133 Ac viene eletto tribuno della plebe Tiberio Gracco della famiglia Sempronio che aveva a cuore la situazione del popolo. Tiberio propone una riforma agraria ‘ Lex Sempronia agraria’ per avvantaggiare i contadini, ma non fu facile proporla e farla approvare perché vi era sia l’opposizione del Senato e sia l’opposizione di alcuni tribuni, ma alla fine ci riuscì.
La riforma riprendeva le leggi ‘ licinie seste’ rendendo però più facile l’attuazione: affidava 550 iugeri (unità di terreno arabile) per ogni padre di famiglia fino ad un massimo di 1000 iugeri, in base al numero di figli, 250 per il primo e un ulteriore aggiunta di 250 se avesse avuto più di un figlio maschio. Inoltre, i terreni in eccedenza erano suddivisi in lotti da 30 iugeri da affidare ai contadini più poveri. Per essere sicuro che venisse applicata la legge, crea un triumvirato , un gruppo composto da 3 uomini elette dai concilia plebis, che provvedevano alla distribuzione delle terre e all’attuazione della riforma. Ma non bastò un anno per riuscire a concludere questo progetto, allora si ricandida l’anno successivo nel 132 Ac, per paura che la riforma rimanesse inattuata (ma la carica di tributo prevedeva un mandato di 1 anno). Il Senato si oppone perché pensa che Tiberio aspiri al potere invece che al bene del popolo, inoltre, il Senato non accettava tale riforma. Secondo il Senato bisognava fermarlo, allora emana un ‘ Senato consulto ultinum’ , un Senatore chiama alle armi tutto il popolo contro Tiberio, dichiarato nemico pubblico, inizia una guerra civile interna e Tiberio muore in questo scontro e con esso anche la riforma. Dopo l’uccisione di Tiberio, vi furono altri casi simili e aumentarono rivolte e spedizioni militari. 10 anni dopo, nel 123 Ac, si candida come tribuno della plebe il fratello di Tiberio, Caio Gracco , interviene con molte riforme:
- Ripropone la riforma agraria del fratello;
- Stabilì la distribuzione gratis del grano a tutta la popolazione e questo rese felice il popolo;
- Per i comizi centuriati impone che non votino più in ordine di classe ma stabilisce un sorteggio. La situazione di stabilità viene meno quando Caio Gracco comincia a pensare agli alleati italici. Allora Caio Gracco presenta un progetto, vorrebbe che anche gli italici avessero la cittadinanza, ma poi ha un idea migliore, propone che i latini (cugini dei romani), abbiano tale cittadinanza e gli italici lo status di latini. Così i latini potevano partecipare alle votazioni romane, commerciare con essi, portare il loro domicilio a Roma e sposare un romano/a. Ma il Senato divide il popolo e i seguici di Gracco, perché non vuole che questo venga approvato. Caio viene rieletto nel 122 Ac, poiché esce la legge che permette la rielezione, ma nel 121 quando chiede la rielezione nuovamente, non riesce e anche Caio Gracco esce di scena e un anno dopo viene ucciso in uno scontro. Tutte le volte che una fazione politica proponeva la cittadinanza per gli italici, il loro rappresentante veniva eliminato. Gli italici negli anni 90 Ac si ritirano e creano un antistato nel territorio che oggi è l’Abruzzo con capitale Corfinio, dando vita ad una confederazione Italica. Essi creano un vero e proprio stato: avevano un loro ordinamento costituzionale, hanno la loro assemblea popolare, il loro senato, i loro magistrati e il loro esercito e cominciano a coniare monete, per la prima vota si vede sulle monete la dicitura ‘Italia’. Roma ora ha un problema perché ha bisogno dell’aiuto degli italici durante le guerre, allora da una parte cercano di sedare la rivolta con le armi e dall’altra concedono degli accordi, con la legge ‘ Giulia’ , proposta da Lucio Cesare, viene concessa la cittadinanza ai latini e successivamente ai popoli che non si erano ribellati e nel 89 Ac, con ‘ Lex laura papiria’ viene concessa la cittadinanza a quelli che si arrendevano entro due mesi.
Lo stato si era ingrandito e fissa il confine oltre la Cisalpina. Nel 80 Ac quando è al massimo del suo potere, abdica e si ritira nei suoi possedimenti in Campania, convinto di aver stabilito tutte le regole necessarie, due anni dopo muore, nel frattempo, gli uomini di Silla perdono sempre più potere e prende il sopravvento il partito popolare.
- IL PERIODO DI POMPEO E CRASSO: Intorno al 70 Ac emerge la figura di Pompeo , un generale valoroso che diventa console insieme a Crasso. Pompeo cerca di ricostruire gli istituti della repubblica, vengono rieletti i censori, ridati i poteri ai tribuni della plebe e a tutte le magistrature. Nel 67 Ac una legge ‘ Gabinia’ , attribuisce a Pompeo l’imperium per 3 anni su tutte le provincie costiere che si affacciano sul mediterraneo, ha l’incarico di combattere e debellare i pirati, missione che porta a termine brillantemente. Inoltre, comanderà un esercito in oriente e Roma avrà due provincie nuove, Siria e Bitinia ponto. Nel 60 Ac ci sarà il primo triumvirato , ovvero un accordo politico privato tra 3 uomini politici: Pompeo, Giulio Cesare e Crasso, che si spartiscono il potere e le zone di influenza: a Cesare la Gallia, a Crasso la guerra contro i Parti e morirà nella sua campagna in oriente ed era l’unico che riusciva a equilibrare i rapporti fra Pompeo e Cesare e senza di lui si inclineranno, mentre a Pompeo gli vengono date le provincie costiere. Successivamente ci sarà una guerra civile e la popolazione si divide tra uomini a favore di Giulio e uomini a favore di Pompeo, poi Pompeo verrà ucciso in Egitto, da un uomo che crede di ricevere favoreggiamenti da Roma dopo quest’atto.
- IL PERIODO DI GIULIO CESARE: Giulio Cesare era esponente del partito popolare, grande generale e politico raffinato. Cesare non fu solo console ma anche dittatore per 10 anni.
- Riforma promagistrati : Cesare stabilisce un tempo di carica per i promagistrati che agivano sulle provincie, per proconsoli di 2 anni e per i propretori di 1 anno.
- Riforma magistrature : aumenta il numero dei magistrati, i pretori che erano 8, diventano prima 10 poi 14 e dopo 16 e i questori passano da 20 a 40.
- Riforma senato : Cesare aumenta il numero di senatori, con Silla erano 600 con lui 900, poiché mentre Silla seguiva una politica filo senatoria, Cesare lo fa per il motivo opposto, con un elevato numero di senatori vi sarà maggiore contrasto tra di essi nella presa delle decisioni, in questo modo, lo va ad indebolire, poiché non andava d’accordo con il Senato.
- Legge contro il lusso: per limitare lo spreco da parte dei più ricchi e risolvere i problemi economici. - Riforma giudiziaria : le giurie erano composte metà da senatori e metà da cavalieri, crea un equilibrio fra gli ordini sociali.
- Riforma municipale : essendo che Roma si stava allargando notevolmente c’era bisogno di decentralizzare il potere nelle provincie e controllarle. I municipi già esistevano e vengono diffusi sempre di più insieme alle colonie, che dovevano sottostare alle regole di Roma e questo fu utile per il processo di Romanizzazione dell’Italia, le provincie avevano già le loro assemblee e un loro senato locale. Con la legge municipale ogni municipio doveva avere i suoi magistrati e si poteva scegliere fra due modelli di magistrature:
- Il primo modello ‘Quattroviri’: prevedeva una magistratura unica con 4 uomini magistrati, 2 iure dicundo e 2 edilitia potestate;
- Il secondo modello ‘Duoviri’: prevedeva 2 distinte magistrature, una composta da 2 iure dicundo e l’altra composta da 2 edilitia potestate, dunque, rispetto alla prima non formano un unico collegio.
- Iure dicundo : hanno il potere politico, quindi, amministrano la città e amministrano la giustizia;
- Edilitia potestate : hanno gli stessi poteri degli edili, quindi compiti prevalentemente amministrativi, si prendono cura della città, provvedono ai mercati e all’organizzazione dei giochi.
- l’imperium ‘ proconsolare’ è il comando che avevano i magistrati quando uscivano di carica e andavano a governare le provincie;
- ‘ maius’ rappresenta un potere maggiore degli altri proconsoli;
- ‘ infinitum’ inteso in senso temporale per sempre e in senso spaziale su tutte le provincie quindi anche quelle lasciate all’amministrazione del senato, questo è la base del potere militare di Augusto. (anche Pompeo aveva ottenuto un imperium proconsolare però non era infinitum) Ottaviano viene chiamato ‘ Princeps’ avendo in mano tutto l’esercito mediante l’imperium e tutto il popolo mediante la ‘ Tribunitia Potestas’. Mentre la base popolare la ottiene contemporaneamente, con la ‘tribunitia potestas’ cioè il potere dei tribuni della plebe, ma senza essere tribuno, in questo modo, ottiene la ‘ sacro santitas’ , ovvero diventa intoccabile e chi lo fa è considerato ‘ sacer’. Ha il diritto di veto sugli atti degli altri magistrati, ha il potere di dare multe e di fermare atti contro la legge. Ha il pieno potere sull’esercito e sul popolo e questi poteri diventeranno la base del Principato e del potere dei futuri imperatori.
- IL NUOVO ORDINAMENTO: IL PRINCIPATO. Il principato nacque nel 27 Ac ma si concretizza nel 23 Ac. Non ci si spiega come si è passati dalla libertà repubblicana al principato, infatti ci sono diverse teorie su che tipo di forma di stato sia il principato, sicuramente siamo davanti ad un ordinamento diverso dai precedenti. Teorie:
- una diarchia : il potere affidato a due, principe e senato (questo magari lo fu solo all’inizio);
- una monarchia : il governo affidato ad uno solo;
- formalmente è rimasta una repubblica , perché rimangono le magistrature;
- un’ordinamento sovranazionale : un legame di diritto internazionale (non si può parlare di questo);
- un’ordinamento misto (non si può parlare di questo perché non c’era una parità di poteri tra principe e senato). Si parla più della terza opzione, ma con dei cambiamenti a secondo del periodo, perché cambia il ruolo dell’imperatore col tempo che aumenta sempre di più:
- Principato di Augusto : dura fino al 117 e si vive un periodo di equilibrio tra il potere del Princeps e gli organi costituzionali;
- dal 117, finisce il potere di Augusto e inizia il Principato di Adriano: ora prevale la posizione dell’imperatore rispetto a prima;
- dal 235, si ha un periodo di Anarchia militare: ci sono lotte civili, è un continuo cambio di imperatori, soprattutto usurpatori, si verificano prese di potere con forza e questo indica una crisi politica che porta anche ad una crisi economica;
- nel 284, prenderà il potere Diocleziano , per molti fa parte del principato, per altri no, fa parte del tardo impero, ma probabilmente è un anello di congiunzione fra tardo impero e principato.
- LE VECCHIE MAGISTRATURE E I NUOVI FUNZIONARI: ➢ Rimangono le assemblee popolari : Concilia Plebis e Comitia Tributa , che hanno solo il potere di approvare le leggi, di nominare i magistrati, ma non giudicano i crimini, perché lo farà l’imperatore e poi affiderà questo potere ai suoi funzionari. ➢ Le magistrature repubblicane resistono ma alcune vengono svuotate del loro potere.
- I consoli: continuano ad esistere ma il loro potere è ridotto al minimo, daranno il nome all’anno consolare e potranno presiedere le assemblee, potranno giudicare, ma hanno perso il loro potere pulito perché è stato assorbito dal principe, lasciano i consoli per ricordare il periodo repubblicano.
- I pretori: mantengono il loro potere inalterato perché il loro era un potere più tecnico che politico, a loro toccava l’amministrazione della giustizia che non infastidiva il principe, anche se contemporaneamente l’imperatore aveva cominciato ad avere alcuni poteri giurisdizionali.
- Il censore : era ormai sparito, le sue funzioni furono assorbite dai poteri del principe, il censimento veniva fatto dai delegati del principe.
- Il potere degli edili viene assorbito da funzionari.
- Il questore rimane perché ha funzioni tecniche. ➢ Il senato viene portato a un numero di 600, ma viene cambiato il sistema di scelta dei suoi componenti. Il senato assume nuove funzioni ma ne perde altre. Quando l’imperatore muore devono decidere se attribuire onori all’imperatore che viene equiparato ad un dio, oppure decidono se l’imperatore morto debba subire la ‘ Damnatio Memoriae’ ovvero dannare la sua memoria, in questo caso il suo nome viene cancellato dai testi delle leggi e delle trascrizioni, come se non fosse mai esistito e viene considerato nemico dello stato e soprannominato usurpatore. ➢ Nel principato si parla di funzionari imperiali che si accostano ai magistrati e prendono il loro posto:
- sono diversi dai magistrati, sono stipendiati mentre i magistrati ricoprivano con onore questo incarico;
- vi era un rapporto gerarchico : vi era un funzionario che comandava sul funzionario di grado inferiore, si crea un apparato amministrativo sempre più a forma piramidale;
- i funzionari non vengono eletti come i magistrati, ma sono nominati per sempre, possono compiere funzioni diverse ed essere spostati da una parte all’altra con ruoli diversi, non si dimettono dopo un anno. I funzionari più importanti sono i prefetti :
- I prefetti del pretorio : nel tardo imperio saranno più importanti, hanno un ruolo soprattutto militare, sono a capo delle guardie dell’imperatore, sono due a capo di 7 corti di guardie imperiali e ogni corte aveva 1000 uomini;
- Il prefetto della città : era presente solo a Roma, garantiva la sicurezza e l’ordine pubblico dell’impero, aveva poteri di polizia e sotto di lui c’erano dei reggimenti di polizia, rappresenta il governo nella città;
- Il prefetto d’Egitto : governava in nome dell’imperatore in Egitto, perché dopo la vittoria ad Azio, la provincia d’Egitto era diventata di proprietà dell’imperatore.
- Il prefetto vigile : aveva assorbito poteri e funzioni degli edili, era il prefetto che aveva la cura della città, limitatamente, rispetto al prefetto della città, aveva poteri di polizia. Aveva ai suoi ordini 4 corti di vigili. Aveva competenze per quanto riguarda gli incendi, ricorda i vigili del fuoco e anche su furti notturni, scassi e rapine;
- Il prefetto annone : svolgevano le altre funzioni degli edili cioè l’approvvigionamento del grano e degli alimenti di prima necessità, il controllo del mercato e dei prezzi. ➢ Durante il principato troviamo funzionari, impiegati e uffici , perché il principe si ritrova a gestire da solo questo grande potere e per le singole funzioni comincia a farsi affiancare da qualcuno. Nel periodo di Augusto l’imperatore preferisce ricevere l’aiuto dai familiari e amici, si creano degli uffici che non hanno ancora una struttura pubblica, ma hanno una struttura privata. Un passo avanti si ha con l’imperatore Claudio perché si evidenziano di più questi uffici che faranno parte della cancelleria imperiale (perché il cancello divideva il pubblico da questi uffici), ma non sono ancora uffici pubblici e sono diretti da Liberti dell’imperatore (schiavi liberati che rimangono fedeli).
Questo calmiere non ottenne il risultato che avrebbe voluto Diocleziano. Il popolo si spaventò, le merci scomparivano dal mercato perché tutti acquistavano e non rimaneva più niente e perciò alla fine non venne più osservata questa legge. Nel 286 Dc associa al potere, al suo fianco, il generale Massimiano e gli cede la nomina di ‘Cesare’, e Diocleziano prende la nomina di ‘Augusto’, quindi ci sono due persone al potere, si tratta di una Diarchia , ma Diocleziano prevaleva sempre sul potere del suo collega. Diocleziano governava l’oriente dell’impero e Massimiano l’occidente. Per Diocleziano questo non era sufficiente, allora decide di creare una tetrarchia ovvero un governo di 4, associa al potere di ‘Augusto’, due persone col potere di ‘Cesare’: Galerio per l’oriente e Costanzo cloro per l’occidente. Questo permette di suddividere in zone d’influenza l’impero, perché c’è pericolo di invasioni barbariche e soprattutto serve per regolare la successione imperiale. Dopo 20 anni di governo i due ‘Augusti’ si dimettono e tornano ad essere cittadini privati, rimangono al potere i 2 ‘Cesari’ che assumono il ruolo di ‘Augusti’ e a loro volta devono assumere 2 ‘Cesari’: Galerio sceglie Massimino Daia , mentre Costanzo Cloro sceglie Severo. Ma il meccanismo complesso della tetrarchia funziona solo fino a quando si dimette Diocleziano. Costanzo muore in una spedizione in Bretania, dovrebbe diventare augusto Severo, ma l’esercito preferisce come augusto il figlio di Costanzo Cloro ovvero Costantino , che era una valente generale. Perciò c’è una tendenza a ripristinare il sistema dinastico nella successione imperiale. Anche il figlio di Galerio ovvero Messenzio si fa proclamare augusto, Massimiano vuole tornare al potere e Massimino Daia si fa proclamare augusto. In poco tempo si ritorna all’anarchia totale e abbiamo 6 augusti al potere. A questo punto interviene Diocleziano e proclama una riunione in modo tale che venga ristabilita la tetrarchia: Galerio governerà come augusto in oriente e sceglie suo cesare Massimino Daia e Licinio governerà in occidente e sceglie suo cesare Costantino. Ci sarà un nuovo sconto e rimangono Licinio e Costantino, questi si scontrano a loro volta e rimane come unico augusto Costantino. Così la tetrarchia di Diocleziano crolla. Costantino governa l’immenso territorio e affianca come cesari i figli: Crispo, Costantino II, Costante e Costanzo II. Crispo viene giustiziato e quando muore Costantino lascia un immenso impero ben organizzato e i suoi figli si spartiscono i poteri. Costantino II governa l’occidente con Costante e Costanzo II governa l’oriente, Costante fa uccidere il fratello Costantino II e prende il suo posto. Nel 350 Dc un funzionario uccide Costante e rimane al potere dell’impero Costanzo che nomina cesari i cugini: Costanzo gallo e Giuliano.
- NUOVA SUDDIVISIONE DEI POTERI: Dal 230 Roma è capitale dell’impero d’occidente e Costantino fonda una capitale a oriente a Costantinopoli, prima Bisanzio, attualmente Istanbul, siccome ci sono due capitali viene duplicato tutto, quello che c’è a Roma c’è anche a Costantinopoli. Il territorio viene suddiviso in 4 prefetture (2 occidente e 2 oriente) con a capo un prefetto del pretorio, ogni prefettura è divisa in diocesi, in 12 zone, con a capo un Vicario, ogni diocesi è suddivisa in provincie con a capo o proconsole o un preside.
- Prefetto del pretorio : non ha più il potere militare perché viene affidato ai funzionari militari. Ha il ruolo di funzionario imperiale nelle prefetture (prende il ruolo dell’imperatore ma a livello periferico), governa i
territori fuori da Roma, deve giudicare al posto dell’imperatore (giudica vice sacra ) e le sue sentenze sono inappellabili e definitive.
- Prefetto della città : si occupa dell’ordine pubblico e amministra la città. I prefetti dei vigili e i prefetti dell’annona erano i suoi aiutanti, si occupano ancora della città, tranne della cura dei giochi che viene attribuita ai pretori. Il vicario lo sostituisce quando si assenta. Ha diritto di giudicare cause civili e penali, per i crimini avvenuti nel territorio di Roma può applicare la pena di morte, cosa che non posso fare gli altri funzionari imperiali. Nascono nuovi funzionari centrali , l’amministrazione è sempre più piramidale, con una distinzione gerarchica dettagliata.
- Magister officiorum : capo della cancelleria imperiale.
- coordina tutti gli uffici/Scrigna, che rimangono nel tardo impero anche se sono fortemente gerarchizzati, abbiamo ancora ab epistulis, a libellis, a memoria, non c’è più a razionibus;
- si occupava delle scuola palatine, ovvero le guardie imperiali a cavallo, con 5 reggimenti in occidente e 7 reggimenti in oriente;
- coordina il corpo dell’agentes in rebus ovvero il corpo militare con funzioni di corrieri imperiali, si occupavano di portare gli spacci imperiali da un impero all’altro, anche via marittima (un ruolo sul controllo della posta pubblica) e svolgevano, mentre si spostava, un ruolo di controspionaggio ovvero tenevano d’occhio quello che succedeva in modo che non ci fossero attacchi contro l’imperatore e i sui funzionari;
- era anche maestro delle cerimonie, quindi, organizza gli eventi pubblici all’imperatore;
- regola le udienze davanti all’imperatore;
- riceveva delegazioni diplomatiche dagli altri paesi;
- aveva il controllo sulle fabbriche d’armi, che non dovevano andare in mano ai privati. - Quaestor sacri palati : (Triboniano) ministro della giustizia, predisponeva i disegni di leggi ovvero i testi dei vari provvedimenti dell’imperatore e li controfirmava dopo che venivano accettati dall’imperatore. - Comes sacrarum largitionum : compiti dei ministri delle finanze, si occupava delle finanze dello stato e di tutte le entrate dello stato, riscuote i tributi delle tenute imperiali, si occupa delle imposte indirette, sovrintendeva le fabbriche imperiali tranne quelle delle armi, sovraintende le miniere e anche le zecche imperiali, che siglavano le monete e si trovavano in varie città dell’impero. - Comes rerum privatarum : ministro della Real casa, si occupava dei possedimenti personali e del patrimonio privato dell’imperatore, sotto di lui aveva impiegati che amministravano tutti i beni dell’imperatore, tra cui le aziende agricole di sua proprietà. - Praepositus sacri cubiculi : gran ciambellano, doveva provvedere alle spese e all’organizzazione della corte, l’imperatore assume un ruolo di monarca assoluto, perché terrà maggiormente le distanze dal popolo, perché questo faceva da tramite tra la popolazione e l’imperatore. L’imperatore quindi si vede di meno ed era il funzionario più vicino al re e questo è un pericolo perché può avere la possibilità di uccidere l’imperatore e prendere il suo posto, per questo erano stati castrati, in modo da non avere figli e discendenti, così non avevano un a dinastia.
- Constistorium : organo consultivo, è l’organo dove l’imperatore si riunisce con i ministri tra cui ministri finanziari, questor sacri palati, magister officiorum, prefetto della città, essi davanti all’imperatore dovevano rimanere in piedi, sede dove si decide e gestisce la politica dell’impero. La società in cui vive Costantino è ancora pagana , si capisce dai riti (pagani) praticati da certe famiglie ma anche dal fatto che quando muore qualcuno viene chiamato ‘ Divus’ che sarebbe una terminologia pagana ed anche le monete coniate in questo periodo avevano rappresentazioni pagane. Il mondo cristiano delle origini non era così diverso dal paganesimo, perché molti simboli del cristianesimo originario riprendono il paganesimo.