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Mappa su effetti diretti diritto UE
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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= Possibilità di far valere direttamente in giudizio una disposizione di diritto UE
I REQUISITI per il riconoscimento dell'efficacia diretta sono:
L'effetto diretto delle disposizioni dei Trattati opera non solo verticalmente ma anche nei rapporti giuridici orizzontali (NB non vale per tutte le disposizioni direttamente efficaci, dipende da caso a caso)
Sentenza della Corte dell' settembre 1976, causa 43/75, Defrenne c. SABENA , in cui la Corte precisa che il principio di non discriminazione sul luogo di lavoro in base al genere abbia natura 'imperativa' e dunque non sia possibile derogarvi per il tramite dell'autonomia contrattuale tra parti private
Sentenza della Corte di giustizia del 17 aprile 2018, causa C414/16, EGENBERGER, in cui la Corte riconosce che gli artt. 21 (divieto di discriminazione) e 47 (diritto ad una tutela giurisdizionale effettiva) della Carta hanno effetti diretti --> EFFICACIA DIRETTA DELLA DISPOSIZIONE DELLA CARTA NEI RAPPORTI ORIZZONTALI
Il divieto di ogni discriminazione fondata sulla religione o convinzioni personali riveste carattere imperativo in quanto principio generale del diritto dell'Unione. Sancito all' articolo 21 , paragrafo 1, della Carta, tale divieto è di per sè sufficiente a conferire ai singoli un diritto invocabile in quanto tale nell'ambito di una controversia che li vede opposti in un settore disciplinato dal diritto dell'Unione
Al pari dell'articolo 21, occorre sottolineare che l' articolo 47 della Carta, relativo al diritto a una tutela giurisdizionale effettiva, è sufficiente di per sé e non deve essere precisato mediante disposizioni del diritto dell'Unione o del diritto nazionale per conferire ai singoli un diritto invocaibile in quanto tale
Sentenza della Corte del 15 gennaio 2014, causa C-176/12, Association de Médiation Sociale , in cui la Corte nega l'effetto diretto e dunque anche l'inviolabilità fra privati dell'art. 27 della Carta.
I regolamenti dell'UE di regola hanno effetto diretto (cfr. art. TFUE)
Di regola, finché non è recepita, la direttiva non ha alcun effetto nell’ordinamento nazionale.
In via eccezionale (in presenza di requisiti) anche le direttive possono vedersi riconosciuti effetti diretti , quindi le loro disposizioni possono essere invocate a giudizio a vantaggio del singolo. La ratio dell'efficacia diretta delle direttive è innanzitutto la garanzia di una maggiore effettività del diritto UE
precisione e incondizionatezza
chiarezza
quando lo stato membro non ha recepito la direttiva entro il termine previsto
La possibilità delle direttive di esercitare effetti diretti è limitata ai soli rapporti verticali (privato contro lo stato) e non in quelli orizzontali (privato/privato), poiché se si estendesse anche in orizzontale la possibilità di invocare le direttive inattuate, si trasformerebbero le direttive in regolamenti.
COINVOLTI ; le strategie della Corte di giustizia per attenuare questo rischio sono:
SENTENZA della Corte del 4 dicembre 1974, causa 41/74, VAN DUYN: La Corte viene interpellata rispetto alla direttiva CE che al tempo disciplinava la circolazione dei lavoratori nella CE e che il Regno Unito non aveva debitamente recepito: -La ratio dell'efficacia diretta delle direttive è, anzitutto, la garanzia di una maggiore effettività del diritto UE. -Il disposto di una direttiva è incondizionato se presenta un obbligo di fare (o non fare) puntuale e assoluto.
Tale pronuncia, a fronte di un alto numero di direttive non trasposte nei termini previsti, ha contribuito a garantire l'effettività del diritto dell'Unione.
Sentenza della Corte del 21 giugno 1974, causa 148/78, Ratti: La Corte sancisce il principio dell' estoppel, in base al quale lo Stato che abbia mancato al proprio dovere di recepimento non può trarre giovamento da tale situazione e deve subire le conseguenze del proprio inadempimento
Ciò significa che le persone fisiche e giuridiche possono invocare una disposizione del diritto dell'Unione nei confronti dello Stato
Possibilità per i privati di far valere le posizioni giuridiche soggettive derivanti direttamente da una norma dei Trattati nei confronti di altri soggetti privati (es. il divieto di ogni discriminazione in base alla nazionalità può essere fatto valere anche nei confronti di privati)
SENTENZA della Corte del 5 febbraio 1963, causa 26/62, VAN GEND EN LOOS --> Fondamento dell'efficacia diretta Il giudice olandese chiese alla Corte se l'articolo 12 del Trattato CE.E. (30 TFUE) avesse effetto diretto, in altre parole, se i cittadini degli Stati membri potessero trarre direttamente da detto articolo dei diritti che il giudice era tenuto a tutelare
Il diritto comunitario (...) nello stesso modo in cui impone ai singoli degli obblighi, attribuisce loro dei diritti soggettivi. (...) L'articolo 12 non richiede interventi legislativi degli Stati.