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Disabilità sensoriale (uditiva), Appunti di Psicologia Dello Sviluppo Cognitivo

Appunti sulla disabilità uditiva

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 23/02/2022

stellassa82
stellassa82 🇮🇹

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RUOLO INSEGNANTE DI SOSTEGNO – INTERAGIRE.
Spesso le varie figure professionali che lavorano con le persone sorde l’insegnante della LIS, il
logopedista, etc sono chiusi nella loro professione. Compito dell’insegnante di sostegno sarà
anche quello di interagire con queste figure. È necessario che tutte queste figure siano coordinate
tra di loro.
CARATTERISTICA DELLA SORDITA’. Si tratta di una disabilità sensoriale, un senso che è mancante. Questo
comporta problemi nella comunicazione e nello sviluppo linguistico che è atipico, come conseguenza della
disabilità uditiva.
La disabilità sensoriale porta con sé una disabilità comunicativa e una disabilità linguistica, dovuta
al fatto che la lingua orale viene appresa in modo diverso da quello standard, viene appresa più
tardi, sappiamo infatti che i primi mesi di vita sono fondamentali, e soprattutto il tipo di
esperienza linguistica di una persona con disabilità uditiva è molto limitata e ridotta rispetto
all’esperienza linguistica del bambino udente.
Alcune disabilità del linguaggio e della comunicazione: sordità, afasia, dislessia, disturbo specifico del
linguaggio.
•Disabilità “invisibili”, che impattano moltissimo sulla vita degli individui.
•Il linguaggio è alla base della: -comunicazione -costruzione dell’identità -categorizzazione della realtà
Alcune disabilità linguistiche
•Sordità: la compromissione del canale uditivo congenita o acquisita durante l’età evolutiva impedisce
l’accesso diretto alla lingua orale e ne compromette il normale sviluppo •Disturbo specifico del linguaggio
(DSL): si osserva un ritardo nello sviluppo linguistico o una carenza in uno o più ambiti della lingua (in
produzione e/o comprensione) della lingua (in produzione e/o comprensione) •Disturbo specifico
dell’apprendimento (DSA): si osservano difficoltà in rapporto a dei compiti specifici, ad es. lettura, scrittura,
comprensione del testo, memorizzazione •Afasia: disturbo della comunicazione verbale che consegue ad
una lesione acquisita del cervello e interessa una o più componenti del processo di comprensione e
produzione di messaggi verbali
Disabilità sensoriale, disabilità comunicativa
•La disabilità uditiva non è solo una disabilità sensoriale. •E’ anche e soprattutto una disabilità
comunicativa.•Può dar origine a una disabilità linguistica. •Si tratta di una acquisizione “atipica” della lingua
orale.
L’acquisizione dell’italiano nei bambini sordi
Si osserva una grande variabilità tra soggetti, ancora poco compresa.
Fattori che influenzano lo sviluppo linguistico:
•Grado di perdità auditiva : ruolo importante della • Grado di perdita uditiva :ruolo importante della
prosodia nell’acquisizione •Sede della lesione •Etàdi insorgenza della sordità •Età di diagnosi della sordità
e dell’intervento protesico •Tipo di protesi (protesi acustica o impianto cocleare) •Background linguistico
dei genitori(sordi/LIS, udenti/lingua orale) •Metodo riabilitativo
Audiogramma
L'audiogramma è un grafico che rappresenta le capacità uditive di una persona per ciascun orecchio,
indicando il grado e la tipologia di perdite uditive.
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RUOLO INSEGNANTE DI SOSTEGNO – INTERAGIRE.

Spesso le varie figure professionali che lavorano con le persone sorde – l’insegnante della LIS, il logopedista, etc – sono chiusi nella loro professione. Compito dell’insegnante di sostegno sarà anche quello di interagire con queste figure. È necessario che tutte queste figure siano coordinate tra di loro. CARATTERISTICA DELLA SORDITA’. Si tratta di una disabilità sensoriale, un senso che è mancante. Questo comporta problemi nella comunicazione e nello sviluppo linguistico che è atipico, come conseguenza della disabilità uditiva. La disabilità sensoriale porta con sé una disabilità comunicativa e una disabilità linguistica, dovuta al fatto che la lingua orale viene appresa in modo diverso da quello standard, viene appresa più tardi, sappiamo infatti che i primi mesi di vita sono fondamentali, e soprattutto il tipo di esperienza linguistica di una persona con disabilità uditiva è molto limitata e ridotta rispetto all’esperienza linguistica del bambino udente. Alcune disabilità del linguaggio e della comunicazione: sordità, afasia, dislessia, disturbo specifico del linguaggio. •Disabilità “invisibili”, che impattano moltissimo sulla vita degli individui. •Il linguaggio è alla base della: -comunicazione -costruzione dell’identità -categorizzazione della realtà Alcune disabilità linguistiche •Sordità: la compromissione del canale uditivo congenita o acquisita durante l’età evolutiva impedisce l’accesso diretto alla lingua orale e ne compromette il normale sviluppo •Disturbo specifico del linguaggio (DSL): si osserva un ritardo nello sviluppo linguistico o una carenza in uno o più ambiti della lingua (in produzione e/o comprensione) della lingua (in produzione e/o comprensione) •Disturbo specifico dell’apprendimento (DSA): si osservano difficoltà in rapporto a dei compiti specifici, ad es. lettura, scrittura, comprensione del testo, memorizzazione •Afasia: disturbo della comunicazione verbale che consegue ad una lesione acquisita del cervello e interessa una o più componenti del processo di comprensione e produzione di messaggi verbali Disabilità sensoriale, disabilità comunicativa •La disabilità uditiva non è solo una disabilità sensoriale. •E’ anche e soprattutto una disabilità comunicativa.•Può dar origine a una disabilità linguistica. •Si tratta di una acquisizione “atipica” della lingua orale. L’acquisizione dell’italiano nei bambini sordi Si osserva una grande variabilità tra soggetti, ancora poco compresa. Fattori che influenzano lo sviluppo linguistico: •Grado di perdità auditiva : ruolo importante della • Grado di perdita uditiva :ruolo importante della prosodia nell’acquisizione •Sede della lesione •Etàdi insorgenza della sordità •Età di diagnosi della sordità e dell’intervento protesico •Tipo di protesi (protesi acustica o impianto cocleare) •Background linguistico dei genitori(sordi/LIS, udenti/lingua orale) •Metodo riabilitativo Audiogramma L'audiogramma è un grafico che rappresenta le capacità uditive di una persona per ciascun orecchio, indicando il grado e la tipologia di perdite uditive.

Frequenza e intensità La frequenza è espressa in cicli al secondo, o Hertz. Maggiore è la frequenza e maggiore sarà l'altezza del suono. L'intensità è misurata in unità denominate decibel. Zero decibel (0 dB) non significa "assenza di suono", ma solo un suono molto debole. Il livello di una conversazione vocale è di circa molto debole. Il livello di una conversazione vocale è di circa 65 dB, mentre 120 dB è un valore molto forte. Durante un test dell'udito, l'audiologo propone i suoni ad una frequenza per volta. Il tono più debole che una persona riesce a percepire in ciascuna frequenza viene segnato sull'audiogramma in corrispondenza di quella frequenza e intensità. Questo viene definito "soglia uditiva". Livello di intensità di differenti sorgenti sonore dBSuoni 0-10Soglia d'udibilità 30Voce sussurrata 50Ufficio 60Conversazione normale 60Conversazione normale 80Interno di auto in moto 90Traffico intenso 110Tuono intenso 120Discoteca 130Aereo in decollo 180 Razzo spaziale al lancio Audiogramma grado di perdita uditiva BIAP (International bureau for Audiophonology), 1997 Udito normale < 20 dB Ipoacusia lieve 21-40 dB Ipoacusia lieve21-40 dB Ipoacusia media 41-70 dB Ipoacusia severa o grave 71-90 dB Ipoacusia profonda 91-119 dB Cofosi totale>120 dB La coclea Sede della lesione •Ipoacusie trasmissive: lesione all’orecchio esterno o medio •Ipoacusie neurosensoriali: lesione all’orecchio interno o •Ipoacusie neurosensoriali: lesione all’orecchio interno o coclea •Ipoacusie miste: di base una sordità neurosensoriale + una componente trasmissiva Epoca di insorgenza della sordità •Preverbale 90/95% delle sordità infantili: Insorta prima dell’anno di età; Insorta tra il primo e il terzo anno di età. 1/2 sordi/1000 nati •Postverbale. Insorta dai 3 ai 7 anni - Insorta dai 7 ai 18 anni Sordità. Spesso si parla del livello di sordità. Il livello di sordità si calcola con degli radiogrammi, con la frequenza dei suoni, l’intensità dei suoni in decibel, etc. la frequenza riguarda la forma dell’onda sonora, l’intensità quando è forte un suono. Per ogni combinazione di queste due proprietà viene quantificata la capacità di sentire. Una persona udente sente anche un suono bassissimo alle varie frequenze, una persona sorda invece ha bisogno di un rumore forte. I suoni del linguaggio hanno

-lessicali (protomorfemi): apane (= il pane) (1;10) tutti apista (= tutti fuori pista) (2;0) -morfologiche: romputo,aprito -sintattiche: es. omissioni di parole funzionali metto a posto [la]pasta (2;8) dopo [sono]andati tutti in spiaggia (2;8) A partire dall’esperienza linguistica, i bambini elaborano ipotesi sulla propria lingua L’acquisizione non dipende dall’insegnamento •Gli adulti possono insegnare alcune parole: Questo è un gatto, Questa è una sedia •Come si insegnano parole come con, qualsiasi, immaginare? immaginare? •Come si insegnano le regole grammaticali? •I bambini non sono/sono poco sensibili alle correzioni L’acquisizione non dipende dall’insegnamento Periodo critico e bilinguismo •Imparare una lingua vuol dire sviluppare una potenzialità già presente fin dalla nascita. •Questa potenzialità deve essere stimolata molto presto, entro il periodo critico: dalla nascita (fino a quando?) •Questa potenzialità può essere stimolata da più di una lingua: Ipotesi sull’acquisizione delle lingue: a.I principi universali non si devono imparare. b.Si devono imparare le unità linguistiche e i valori dei parametri. parametri. Grammatica = parte innata+ parte appresa mentale (caratteristiche universali(caratteristiche della facoltà del linguaggio) specifiche della lingua che si impara) La grammatica mentale: le regole universali •Le parole sono organizzate in unità sintattiche che formano la frase •Ogni unità sintattica è un costituente dell’unità sintattica gerarchicamente superiore •Le regole si applicano a unità, mai a sequenze di parole che non formano unità Le caratteristiche della lingua che si impara sono presenti fin dalle prime produzioni linguistiche: Sordità e acquisizione della lingua orale •A causa della compromissione de lcanale uditivo, non hanno un accesso diretto all’input linguistico e non imparano a parlare spontaneamente una lingua orale. •L’accesso all’input è •tardivo(tramite la riabilitazione logopedica e la lingua scritta) scritta), quantitativamente diverso dagli udenti (ridotto:solo le costruzioni che vengono riabilitate), qualitativamente diverso dagli udenti (non hanno accesso alle informazioni prosodiche). •La competenza linguistica raggiunta dai bambini sordi è spesso diversa da quella degli udenti. •Se non adeguatamente sostenuto, le difficoltà con l’italiano compromettono il normale percorso scolastico. Prosodia e acquisizione

•La prosodia svolge un ruolo molto importante nello sviluppo della lingua (Jacques Mehler e coll.). •Grazie alla prosodia siamo in grado di ottenere informazioni sulla struttura lessicale, morfologica e sintattica della lingua: 1) si stabilisce il tipo sillabico 2) si stabilisce l’inventario fonologico (insieme dei suoni) 3) si sviluppa il lessico 4) si stabilisce l’ordine sintattico di base della lingua: L’intonazione marca i confini di frase e di sintagma • Confine di frase: •Confine di sintagma: Frasi ambigue e intonazione. Frasi identiche a livello superficiale, ma ambigue dal punto di vista sintattico: Prosodia: l’accento di parola Categorie sintattiche (prosodia/sintassi) Categorie lessicali vs. funzionali Le unità sintattiche (i sintagmi) prendono il nome dalla categoria del loro nucleo o “testa”: categorie lessicali (parole contenuto): categorie lessicali (parole contenuto): nome, verbo, aggettivo, avverbio, alcune preposizioni; categorie funzionali (parole funzione): articolo, preposizione ausiliare, congiunzione/complementatore pronome NON ACCESSO ALLE INFORMAZIONI PROSODICHE. Queste persone poi non hanno accesso alle informazioni prosodiche. La prosodia è l’intonazione. L’intonazione è un aspetto fondamentale della lingua. Impariamo le lingue sulla base delle informazioni prosodiche. Dove cade l’accento in una parola ci permette di stabilire i suoni, di che tipo sillabico è la nostra lingua, riconoscere i suoni, etc. Il bambino che ha ascoltato moltissime parole, sa dove mettere i confini di parola. Questa informazione si fa sulla base delle informazioni prosodiche. Sapendo dove cade l’accento, si fanno delle ipotesi su dove sono i confini tra una parola e l’altra. Tutto questo lo facciamo inconsapevolmente perché abbiamo avuto esperienza diretta del linguaggio. Un bambino che non sente deve imparare questo in modo artificiale. Dobbiamo imparare a dividere le frasi in gruppi di parole. Nella sillaba sottolineata succede qualcosa. succede un cambio di intonazione, questo ci permette di riconoscere che qui e qui finisce una frase e da un’altra parte un sintagma, ossia un gruppo di parole. Il cambiamento di intonazione ci dice come si strutturano i gruppi di parole. Queste informazioni sono importanti nel caso di una frase o di una parola ambigua. Vuol dire parola che non ha un significato univoco ma due significati diversi. Ci sono anche frasi ambigue, alcune frasi hanno significato diverso a seconda dell’intonazione. Anche questo a una persona sorda è inaccessibile. La punteggiatura nello scritto è un modo per segnalare il cambio di intonazione. Ciò che noi diamo per scontato in una persona sorda non lo è assolutamente. L’intonazione è un ausilio notevole nel caso di frasi ambigue. SORDITA’ CONGENITA E DIFFICOLTA’ DI APPRENDIMENTO DELLA LINGUA. In questo caso stiamo parlando di sordità congenita. Ci sono molti tipi diversi di sordità, quindi anche la sordità acquisita. Se c’è stata esperienza linguistica, l’acquisizione della lingua si è attivata, le conseguenza sulla conoscenza linguistica sono meno gravi in questi casi. Per esempio nel caso di bambini diventati sordi a quattro cinque anni, di solito hanno già avuto esperienza linguistica, e quindi hanno buona articolazione. I casi con maggiore difficoltà sono quelli di persone con sordità congenita. LETTURA LABIALE - PROBLEMATICHE. In parte la lingua orale si può comprendere anche leggendo le labbra. Si tratta di qualcosa che facciamo anche noi che sentiamo. Nel caso delle persone sorde questo è assolutamente necessario perché il canale uditivo è compromesso. Accanto alla produzione dei suoni orali, nella

basiamo su una conoscenza linguistica già molto sviluppata –ci basiamo su una conoscenza lessicale molto sviluppata •I bambini sordi non hanno accesso alle informazioni fonologiche. •L’esperienza linguistica tardiva e ridotta fa sì che i bambini sordi imparano a leggere e ascrivere quando la loro conoscenza della lingua è ancora poco sviluppata. Acquisizione della lingua scritta. L’acquisizione della lingua scritta è un grande strumento per imparare la lingua, imparare le parole ad esempio, se non produrre suoni. Tramite la lingua scritta queste persone possono ampliare la propria competenza linguistica. Spesso però quando si parla di sordità, si dà per scontato che possano capire la lingua scritta. Se però pensiamo a come impariamo noi la lingua scritta, si possono fare una serie di riflessioni. Anche in questo caso ci sono molte differenze sul modo di imparare la lingua tra una persona sorda e una persona udente. La cosa più importante che ci porta a imparare simboli grafici, è il fatto che quando noi arriviamo a scuola a sei anni, il nostro sistema linguistico è completamente sviluppato, e anche conosciamo molte parole. Impariamo a scrivere e a leggere, quando la lingua è ricca e complessa. Nel caso del bambino sordo invece la conoscenza linguistica può essere invece molto ridotta. Non è quindi solo che le informazioni fonologiche e prosodiche non ci sono, ed è più difficile associare un suono a un simbolo grafico, ma anche il sistema linguistico è molto più povero a quell’età. A questi bambini si chiede sforzo molto più grande rispetto a quello di una persona udente. Chiediamo quindi ai bambini di riconoscere dei simboli grafici quando il sistema linguistico non è affatto sviluppato a sufficienza. La disabilità linguistica •In alcuni casi, la sordità può dar origine a difficoltà sia nella comprensione che nella produzione della lingua, anche scritta. •Sebbene la facoltà del linguaggio sia intatta, l’esperienza lingui- stica tardiva e ridotta può incidere sullo sviluppo linguistico stesso. •Si riscontrano difficoltà con gli elementi grammaticali: preposizioni, articoli, ausiliari, pronomi, ecc. •Si riscontrano difficoltà con alcune costruzioni grammaticali: frasi subordinate, frasi relative, frasi passive, ecc. •La situazione è complicata da interventi scolastici poco efficaci. TEST ITGB Test ITGB: test utilizzato dal logopedista per calcolare età linguistica. Si tratta di un test standardizzato, cioè sono stati raccolti dati da un numero molto grande di bambini italiani, fino all’età di otto anni. Si è visto, studiando la comprensione di moltissimi bambini italiani, quando le proprietà della lingua vengono comprese. Nonostante facessero la scuola superiore, la loro conoscenza era paragonabile a quella di bambini della scuola elementare, di 5-7 anni. TEST COMPRENSIONE GRAMMATICALE PER BAMBINI TCGB Test di comprensio- ne grammaticale per bambini – tcgb. Questo studio ha permesso, da un lato, di determinare l’età linguistica di questi soggetti, e, dall’altro, di fare un confronto con bambini normoudenti di pari età linguistica, al fine di analizzare nel dettaglio il tipo di errori commessi dai vari soggetti. Il Test di comprensione grammaticale per bambini (tcgb) è un test a scelta figurata multipla che valuta le abilità di comprensione in bambini di età compresa fra 3,6 e 8 anni. Poiché, per quanto riguarda l’italiano, gli strumenti specifici per la valutazione della comprensione nei sordi in età evolutiva sono carenti, questo test è spesso utilizzato nella pratica clinica per individuare il livello di competenza linguistica in questi soggetti e per determinare quanto la loro performance si discosti da quella di soggetti (bambini) normodotati, per i quali esistono dati normativi per le diverse fasce d’età che consentono, attraverso l’assegnazione di un punteggio, di attribuire un’età linguistica al soggetto testato. Il test contiene frasi che indagano diverse strutture della lingua italiana:

  • strutture locative (La palla è sotto il tavolo); - strutture flessionali (Camminano, Vola); - strutture attive affermative (La mamma lava); - strutture attive negative (Il bambino non dorme); - strutture passive affermative (La macchina è lavata dal bambino); - strutture passive negative (La mela non è presa dalla bambina); - strutture relative (Il bambino che è sul tavolo mangia la marmellata); - strutture dative (Il bambino porta il gatto al topo); L’assegnazione del punteggio e il confronto con i dati normativi ha permesso di stabilire che la performance dei sei soggetti segnanti di 15-17 anni è comparabile a quella di soggetti ben più giovani, nello specifico di bambini di età compresa tra i 5 e i 7,6 anni. ASPETTO INTERESSANTE TGB. ANALISI NEL DETTAGLIO RISPOSTE FORNITE. Tuttavia, l’aspetto interessante dello studio è stato quello di utilizzare il tcgb non solo per determinare il punteggio totale e dunque l’età linguistica dei partecipanti, ma per analizzare nel dettaglio le risposte fornite, in modo da poter stabilire quali fossero le proprietà linguistiche compromesse. In generale si è osservato che la difficoltà dei soggetti sordi risiede, come confermano anche altri studi, nell’uso degli elementi funzionali. Quando i soggetti sordi non sono in grado di interpretare la frase utilizzando correttamente gli elementi funzionali in essa presenti, ricorrono talvolta a strategie extralinguistiche, come ad esempio l’ordine lineare delle parole e la loro conoscenza del mondo (probabilità e improbabilità dell’evento). In frasi locative, come La palla è tra il tavolo e la sedia, l’errore più frequente è stato la selezione dell’immagine che presentava l’ordine lineare palla-tavolo-sedia. La conoscenza del mondo è invece utilizzata nell’interpretazione di frasi come Il bambino imbocca la mamma, nella quale l’ipotesi che sia la mamma ad essere imboccata viene scartata e sostituita dalla più comune possibilità che sia il bambino ad essere imboccato. Queste strategie non sono specifiche dei sordi, ma caratterizzano anche i bambini normodotati nelle prime fasi dell’apprendimento (Chilosi, Cipriani, 2006: 34). Nel complesso, è possibile notare che gli errori degli adolescenti segnanti e gli errori dei bambini normoudenti sono qualitativamente simili; tuttavia lo scarto tra l’età anagrafica del gruppo sperimentale e quella del gruppo di controllo mette in luce un ritardo nello sviluppo linguistico della lingua orale nelle persone sorde. Alcuni degli errori, commessi dai soggetti sordi segnanti nativi, possono essere attribuiti all’interferenza tra l’italiano e la lis. Talvolta, invece, la corretta interpretazione della frase è da attribuire al transfert positivo della lingua nativa (lis) sull’italiano, ad es. nella comprensione delle frasi relative o nell’interpretazione di eventi compiuti in cui compare la parola fatto (Il bambino ha fatto il bagno), realizzata con un segno spe- cifico dopo il verbo, co-articolato a livello labiale dalla pronuncia della parola italiana fatto. TEST ITGB i soggetti dello studio sono stati suddivisi in: sordi con impianto cocleare, sordi segnanti nativi, sordi segnanti non nativi e sordi stranieri. Esso si compone di 76 item in totale, con diversi tipi di strutture linguistiche descritte sopra. Alla fine di ogni gruppo viene riportata la media (m) dei punteggi. Il punteggio di ogni soggetto si riferisce al numero ed al tipo di errore commesso. Ad ogni risposta scorretta viene attribuito un punteggio di 0,5 se la risposta viene corret- ta ad una seconda somministrazione, oppure di 1,5 punti se alla seconda somministrazione l’errore viene ripetuto. ESITI DEL TEST ITGB Il gruppo con impianto cocleare ha ricevuto un’educazione esclusivamente oralista in quanto in Italia viene «prescritto» questo tipo di impostazione. Questo gruppo è quello che, in totale, ha i risultati migliori, anche se tra i segnanti nativi lis non mancano soggetti che rispondono meglio degli impiantati. Ciò significa che la prestazione va valutata anche individualmente, osservando altre variabili quali il tipo di sordità e, in questo specifico gruppo, il grado di competenza linguistica in lis. Nel gruppo dei segnanti lis sono stati raccolti i sordi provenienti da famiglie di sordi, perciò esposti alla lis sin dalla nascita. Si tratta di persone spesso bilingui (ovvero che hanno acquisito sia l’italiano che la lis). Se non sono bilingui, possono avere un

I bambini normoudenti sono sensibili all’ordine soggetto-verbo- oggetto (SVO), per cui il soggetto in posizione post-verbale è inatteso. I bambini sordi sono istruiti all’ordine SVO per cui il soggetto post-verbale è ancor più inatteso: 1. Indica il coniglio [che colpiscono i topi] •per il bambino tenere in sospeso la morfologia verbale per •per il bambino tenere in sospeso la morfologia verbale per l’accordo col sogg. postverbale richiede un carico di lavoro troppo elevato •correlazione tra le difficoltà con le frasi ROp e la memoria di cifre in avanti e all’indietro •la frase (1) viene rianalizzata e interpretata sulla base dell’ordine canonico delle parole (soggetto-verbo- oggetto), quindi come fosse una relativa soggetto (2): Difficoltà nella produzione scritta e orale vocabolario limitato rispetto ai coetanei normoudenti/ difficoltà a padroneggiare il lessico - frasi molto brevi rispetto ai coetanei normoudenti - problemi nell’uso di frasi complesse e frasi contenenti subordinate (frasi relative). Errori con le parole funzionali: articoli, pronomi, preposizioni, copula, ausiliari, errori nell’uso della morfologia verbale, omissione della copula, omissione e/o sostituzione degli ausiliari e dei verbi modali, omissione e/o sostituzione di determinanti, pronomi clitici, preposizioni TEST DI COMPRENSIONE DEL LINGUAGGIO ITALIANO. Si prendono in esame frasi molto semplici, il bambino imbocca la mamma , e la palla è tra il tavolo e la sedia. Questi test usano figure per rappresentare scenari diversi, e per verificare se la comprensione delle frasi è presente oppure no. Il problema risiede nella preposizione tra , che se viene omessa nella mia interpretazione, crea dei problemi nella comprensione. Se io non conosco il significato della preposizione, allora non ho la comprensione del brano. Si tratta di essere consapevoli che anche elementi che potrebbero essere semplici come comprensione, per loro potrebbero essere molto difficili. Si può pensare di sostituire la preposizione con locuzioni preposizionali, espressioni più trasparenti dal punto di vista della comprensione, ma che comunque contengono preposizioni. Tra può essere sostituita con un'altra espressione, in mezzo a. è necessario trovare dei sinonimi che facilitano la comprensione. Mezzo ha più contenuto di tra. Bisogna quindi fare un lavoro mirato sull’italiano. Una volta che il significato è stato imparato, dopo andiamo avanti. Difficoltà con tutti gli elementi grammaticali, assenza copula, articoli. Per quanto riguarda la seconda frase, il bambino imbocca la mamma , si tratta di un caso un po’ ambiguo, per cui il ragazzo sordo potrebbe interpretarlo in modo differente da quello richiesto. Una frase come questa il bambino lo imbocca la mamma , crea delle difficoltà alla persona sorda, in quanto il pronome lo rende la frase difficile da capire. TEST CON BAMBINI CON IMPIANTO COCLEARE Prendiamo in esame frasi con grosse difficoltà, quelle relative all’oggetto. Ci sono sempre delle immagini all’interno di questo test.

Anche nel caso di questi bambini l’esperienza linguistica è ridotta, in quanto l’impianto viene comunque fatto dopo. È vero che l’impianto consente di sentire, ma possono comunque avere difficoltà con l’italiano. L’impianto garantisce l’udito, ma non permette di recuperare del tutto la competenza linguistica. I test servono per mettere in evidenza se l’impianto consente di recuperare del tutto la capacità linguistica. In che senso questa frase è relativa all’oggetto? Queste frasi sono complesse perché c’è un elemento che entra in relazione con due verbi, il toccare e il colpire. Se i bambini sordi perdono delle informazioni, il che, l’accordo del verbo, allora non capiscono il significato della frase. Certe informazioni grammaticali, l’accordo del verbo col soggetto, sono difficili da cogliere per le persone sorde, o anche con impianto cocleare. FRASI CON RELAZIONE A GRANDE DISTANZA E FRASI PASSIVE Famiglia di frasi complesse che hanno una proprietà in comune, quella della relazione a grande distanza. Quella frase ha la proprietà che un elemento entra in relazione con due verbi diversi. Si tratta di una relazione a lunga distanza. Il punto in cui io pronuncio il coniglio è distante dal punto in cui ho il verbo. Il soggetto è all’inizio, ma il verbo è molto lontano. Per interpretare la frase devo stabilire una relazione con un verbo lontano, e in mezzo ci sono molte altre parole. Devo stabilire delle relazioni interrotte da molte altre parole. Diventa difficile lavorare con questo tipo di frasi con gli studenti sordi. Per queste persone la relazione non è automatica e va ricostruita. Queste relazioni sono presenti anche nelle frasi scisse. Anche nel caso delle frasi passive, l’interpretazione da parte delle persone sorde è molto difficile. infatti si pronuncia un elemento in un posto, e lo interpreto in un altro in una posizione molto lontana. Da un bambino sordo le frasi passive vengono interpretate come frasi attive. Anziché capire che il coniglio subisce un’azione, il bambino sordo capisce che fa una certa azione. Si tratta di un problema linguistico, certi termini grammaticali vengono ignorati quando si termina la frase, per cui il bambino sordo non capisce propriamente quello che viene detto. Non ci sono problemi cognitivi e concettuali. Vuol dire che con l’insegnamento esplicito ed efficace c’è recupero. PROBLEMATICHE LINGUISTICHE VERBO Nel caso dei verbi spesso il bambino sordo usa il verbo all’infinito, spesso ha difficoltà ad usare la forma concordata. Alcune volte viene omessa la copula, il verbo ausiliare. STRATEGIE EFFICACI – LAVORO SUGLI ELEMENTI GRAMMATICALI. A seconda degli ordini di scuola bisogna lavorare con parole note sugli elementi grammaticali. Bisogna lavorare con dei cartoncini e fargli vedere la frase con e e senza e.

bene i generi delle parole. Una certa espressione di un ragazzo sordo non è un errore, ma una produzione linguistica compatibile con il modo in cui una persona sorda si è sviluppata. Questo è un altro aspetto, non esistono gli errori. Il nostro cervello non fa errori, ma fa quello che ha imparato. La maggior parte degli ‘errori’, sono quelli di omissione degli elementi grammaticali. Mancano gli articoli, le preposizioni, manca il verbo essere avere, il pronome, tutti gli elementi grammaticali. È importante entrare nell’ottica che non si tratta di errori, ma delle produzioni forzate dal modo in cui si è sviluppata la lingua in quelle persone. Quel tipo di sviluppo atipico ha portato necessariamente a quel tipo di lingua. Questo non vuol dire che non dobbiamo cercare di correggere l’errore, cioè di portare quella lingua a un livello più simile alla nostra. Non nascono con un problema di linguaggio, qui il problema linguistico nasce per il modo in cui si è avuto lo sviluppo linguistico. L’articolo come la, non ha nessun significato proprio. Serve per stabilire una connessione tra parole per dirci che il nome che segue è femminile singolare. Con queste parole tutte le persone con disabilità linguistica hanno difficoltà. L’errore non è casuale, ma regolare, il che conferma quello che abbiamo appena detto, che non è un errore, ma è un’altra lingua. Noi parliamo la lingua standard. Alcuni linguisti dicono che le persone sorde non parlano la lingua standard, ma una varietà un po’ diversa di lingua. Quando c’è un’acquisizione atipica, la lingua si sviluppa in modo diverso, pertanto quello che viene prodotto è necessario. non si tratta di una lingua con errori ma diversa da quella standard. Non è una cosa banale ma un modo diverso di avvicinarci alle produzioni di queste persone. Bisogna pertanto abituarsi alle caratteristiche di questa lingua, con produzioni diverse dalla nostra. È quello che quella persona con quella esperienza linguistica può produrre. Poi ovviamente lavoreremo per rendere quella lingua più simile alla nostra, ma non bisogna avere un atteggiamento punitivo nei confronti di queste produzioni. Un po’ come avviene nell’apprendimento della seconda lingua. La disabilità sensoriale porta con sé una disabilità comunicativa e una disabilità linguistica, dovuta al fatto che la lingua orale viene appresa in modo diverso da quello standard, viene appresa più tardi, sappiamo infatti che i primi mesi di vita sono fondamentali, e soprattutto il tipo di esperienza linguistica di una persona con disabilità uditiva è molto limitata e ridotta rispetto all’esperienza linguistica del bambino udente. Viene fatta una domanda molto importante, è vero che la lingua delle persone sorde viene acquisita in maniera non spontanea, ma c’è comunque una parte di acquisizione spontanea? La risposta è si. Il fatto che ci sia una regolarità nell’errore testimonia che vi siano dei meccanismi che si attivano, nonostante l’esperienza linguistica tardiva ed indotta. Sulle regolarità bisogna lavorare. REGOLARITA’ NELLA PRODUZIONE PERSONE SORDE Nonostante queste produzioni siano diverse dalle nostre, gli errori non sono casuali. Non vengono a caso. C’è una regolarità, diversa dalla nostra. È importante identificare cosa c’è di buono, per lavorarci sopra. Nonostante l’esperienza ridotta, si sviluppa comunque una grammatica. Si tratta di valorizzare quello che c’è di buono, gli aspetti di correttezza. Quando finita la scuola. L’ordine per esempio è corretto. Nonostante sembra che sia diverso da quello che diciamo noi, ci sono aspetti simili. Il punto di vista è quello che valorizza gli aspetti di correttezza per concentrarsi sulle differenze. REGOLARITA’ SORPRENDENTE

Quasi il 100% delle volte in cui manca l’articolo, questo succede nel complemento e non nel soggetto. Le frasi avranno una forma il gatto prende toast. Quasi il 100% delle omissioni avviene nel sintagma nominale dopo il verbo. È molto importante scoprire che non è un caos linguistico, ma una grammatica che si è sviluppata in modo diverso. In italiano posso dire mangio pasta , ma non acqua mi piace. In quelle produzioni i ragazzi sordi esprimono la stessa differenza, soggetto oggetto, applicata ai nomi numerali come toast. Estendono a queste parole la regola grammaticale. Nella posizione del soggetto l’articolo viene messo. Per cui si può dire al ragazzo, se lo inserisci qui, mettilo anche dall’altra parte. Il nostro lavoro deve valorizzare quello che già si conosce. PRONOMI CRITICI La presenza di pronomi critici, come lo , che si appoggiano al verbo, comporta che le omissioni compaiano molto più spesso che in altri tipi di frasi. Spesso le frasi vengono pronunciate senza pronome lo. Anche in altre lingue succede una cosa simile, ossia le persone sorde inglesi omettono il pronome come i sordi inglesi. Anche questo è un segno che la grammatica delle persone sorde si è sviluppata in modo diverso dalla nostra. Regole grammaticali. Le regole grammaticali non sono quelle scritte nei libri, ma quelle scritte nelle teste dei segnanti, inconsapevolmente. Questo vuol dire che ci possono essere delle differenze, anche su come ciascuno di noi ha imparato quella roba là. Bisogna imparare a non considerare l’errore, ma dobbiamo chiedere cosa fa la maggioranza di un certo gruppo di persone. Quindi la regola è quella che usano la maggior parte delle persone di un certo gruppo. Se un gruppo minimo si riconosce in una certa forma, allora vuol dire che non è una regola. Non vengono mai prodotti errori “impossibili”, che violano le regole della grammatica universale: •I sordi non producono gli stessi errori di chi apprende una L2: •I pronomi clitici prodotti sono tutti collocati correttamente. Gli apprendenti L2 producono errori nella posizione dei pronomi Eppure…: Una grammatica L •Nella maggior parte dei casi, l’italiano è la L1 dei sordi, mentre gli apprendenti L2 conoscono già una L1. •Se anche il bambino sordo ha come L1 la LIS, questa è una •Se anche il bambino sordo ha come L1 la LIS, questa è una lingua con modalità diversa dall'italiano e che non ha una forma scritta. •Per imparare a leggere e scrivere, il bambino sordo non può basarsi su una competenza fonologica, al contrario di un bambino che impara una L2. ITALIANO L1. L’italiano per la persona sorda non è da considerare una L1. Attualmente ci sono degli operatori L che si occupano anche di sordi. Qualcuno potrebbe dire, siccome alcuni errori si presentano anche per coloro che apprendono l’italiano come L2, allora possiamo usare le stesse strategie. La risposta è no, perché non sono gli stessi problemi. È stato fatto un confronto tra la persona che imparava l’italiano e la persona sorda e si è visto che la persona sorda ha molti più problemi con la grammatica, mentre la persona che impara l’italiano come L2 ha molti più problemi con le forme di declinazione del verbo. Le persone che imparano l’italiano come lingua L2 conoscono già una lingua. Cosa che non è per le persone sorde. COSE DA VERIFICARE. COME PRIMA COSA IL CONTENUTO. Bisogna sempre verificare se il contenuto è chiaro. Possono esserci state delle difficoltà con le parole ambigue. Per esempio soggiorno, può aver significati diversi, a seconda dell’accento. Può

chiede sforzo molto più grande rispetto a quello di una persona udente. Chiediamo quindi ai bambini di riconoscere dei simboli grafici quando il sistema linguistico non è affatto sviluppato a sufficienza. COMPRENSIONE TESTO SCRITTO. La prima cosa da fare è lavorare sulla comprensione del testo scritto, e produzione soddisfacente. Il lavoro principale va fatto sulla lingua. LAVORO SULLA LINGUA Il lavoro sulla lingua va fatto nei confronti della situazione specifica di ciascun ragazzo. Ci potrebbero essere degli aspetti della lingua, quelli più difficili, che non si sono sviluppati, per cui è necessario verificare i singoli aspetti della produzione. LAVORARE PER INCREMENTARE LA COMPLESSITA’ DEL LINGUAGGIO. Bisogna evitare di semplificare troppo, e diventa necessario invece mantenere una certa complessità nel discorso. Posso anche far fare esperienza di frasi molto complesse, quando accompagno l’acquisizione con regole molto esplicite. Come prima cosa bisogna insegnare quella che si chiama la valenza del verbo, con quanti e quali elementi il verbo si combina. Questo lavoro consente di capire tutti gli usi del verbo, chi può essere il possibile agente etc. Per esempio dobbiamo insegnare il verbo pettinare come si mette insieme con gli altri. Dopo possiamo insegnare che per formare una frase negativa, prendiamo il complemento negativo, e collegare il verbo con le proposizioni. Dobbiamo pertanto insegnare esplicitamente tutto quello che noi abbiamo imparato implicitamente. Questa operazione permette di far fare esperienza di frasi complessa.L’azione preliminare è lavorare sui verbi, l’educazione linguistica, etc. È stato dimostrato che se si lavora su una frase molto complessa, su quella più complicata, a cascata imparo anche le cose più semplici, ma non viceversa, pertanto il pregiudizio di cominciare dal più facile non ci porta da nessuna parte. È solo lavorando sul più complesso ottengono delle ricadute anche sul più semplice. Dobbiamo anche arrivare alle cose più difficili perché ci consente di rinforzare anche le più semplici. Il fatto di semplificare non può dare l’abili di non lavorare sul più complesso. Si può anche tentare di riscrivere determinati testi eliminando quelle frasi troppo difficili, frasi passive, pronomi, etc. i testi troppo difficili non vengono capiti, bisogna semplificare i testi perché siano accessibili a tutti. IMPIANTO COCLEARE L’impianto si fa verso i 12 mesi. È già molto tardi perché il bambino ha perso tutta una serie di esperienze. Dopo l’impianto ci vuole del tempo perché il bambino impari a riconoscere i suoni e i rumori. Ci vuole la riabilitazione successiva all’intervento. I bambini con impianto cocleare sono quelli che hanno risultati migliori, ma lo stesso non dobbiamo dare per scontato che la loro lingua si sia sviluppata in modo analogo a quello del bambino udente. La lingua dei segni italiana •Siccome il senso della vista è integro, una persona sorda può imparare spontaneamente una lingua dei segni. •Le lingue dei segni sono articolate con le mani, il viso e il corpo. •Alcuni bambini sordi imparano la lingua dei segni dai propri genitori, così come succede per gli udenti con la lingua orale. •Altri sordi possono imparare la lingua dei segni da adolescenti o da adulti.

Lingua dei segni. LIS È considerata una delle 22 lingue occidentali, la trattiamo come una qualsiasi delle lingue. Non si parla di linguaggio dei segni, in quanto linguaggio non viene usato per indicare una lingua naturale. Non si parla di linguaggio inglese, o italiano, ma di lingua. Linguaggio infatti si usa per tutti gli strumenti di comunicazione che non siano lingue umane. Si parla di linguaggio delle arti, degli animali, ma non si parla di linguaggio per le lingue usate dalle comunità di esseri umani. È importante usare il termine corretto, lingua dei segni. Esiste anche la LIS tattile, usata dalle persone sordo cieche. Esiste la possibilità che la disabilità uditiva sia associata alla disabilità visiva. Esiste una versione della lingua dei segni per queste persone. Molto spesso si tratta di persone sorde che sono diventate cieche, si articola tenendosi le mani. Attraverso l’interprete scolastico il bambino sordo può seguire tutta la didattica. Nei casi di sviluppo linguistico atipico, come spesso succede per i bambini sordi, ci sono grossi problemi. Differenza tra disabilità uditiva e visiva. Nel caso delle persone cieche, il linguaggio non è intaccato. Le persone cieche sviluppano la lingua nel modo normale. Quindi non hanno problemi di categorizzazione della realtà. Nel caso delle persone sorde invece ci sono anche grossi problemi a livello di linguaggio. Nel caso della persona sorda, ci sono casi di acquisizione atipica della lingua orale. Nelle persone sorde non si sviluppa la lingua orale perché non c’è l’esperienza acustica. Quando noi nasciamo, siamo pronti a riconoscere qualsiasi suono di qualsiasi lingua, perché potremmo nascere in qualunque comunità. Il nostro sistema linguistico è pronto a riconoscere anche le differenze lievi e le coppie di suoni, come quella tra cane e tane. Tutto questo un bambino sordo non può farlo perché il canale uditivo è compromesso. Il sistema fonologico delle persone si forma nei primi dieci mesi di vita. Nei primi dieci mesi di vita abbiamo stabilito quali sono i suoni della nostra lingua. Nel caso del bambino sordo i meccanismi dell’acquisizione tipica non ci sono. Nelle persone che ci sentono si sviluppa qualcosa che è già presente, probabilmente come patrimonio genetico, imparare la lingua vuol dire escludere quei suoni che non esistono nella nostra lingua – questo avviene nei primi dieci mesi - e tutti gli aspetti che riguardano la grammatica, e ci vuole più tempo. LINGUA DEI SEGNI Nel caso della lingua dei segni l’acquisizione è invece avvenuta spontaneamente se il bambino è stato esposto sin da subito a questa lingua. quindi in questo caso le difficoltà sono minori. La lingua dei segni in alcuni casi viene imparata insieme all’italiano, nel caso di ragazzi sordi a cui è stato fatto l’impianto. Anche nel caso dell’impianto, potrebbero esserci problemi linguistici, nel caso di molto rumore non sentono, a certe frequenze hanno delle difficoltà. La difficoltà aumenta man mano che si sposta in là l’età alla quale avviene l’impianto. La riabilitazione al riconoscimento dei suoni diventa man mano più difficile. Due gruppi di sordi •Oralisti

La lingua dei segni e l’educazione bilingue •Imparare una lingua dei segni permette ai bambini sordi •di sviluppare una comunicazione efficace anche nei primi anni di vita, quando le loro capacità di espressione vocale sono ancora molto limitate •di sviluppare il sistema neurofunzionale del linguaggio rispettando i ritmi naturali. •Il bilinguismo costituisce una ricchezza nei bambini e negli individui che utilizzano due o più lingue orali, e lo è ancora di più nel caso di individui con deficit uditivo. IMPOSSIBILITA’ DI ACQUISIRE LA LINGUA NATURALMENTE. L’esperienza che la persona che sente può fare naturalmente, la persona sorda non può farla. L’acquisizione spontanea di una lingua orale non è possibile. L’esperienza di queste persone con i suoni è tardiva. È importante che quel processo venga fatto al momento giusto. La potenzialità della lingua deve essere attivata in un certo momento della nostra vita, se passa quel momento allora è difficile che la persona sviluppi le medesime capacità. Se la potenzialità della lingua viene attivata molto tardi, il sistema linguistico non si sviluppa nello stesso modo. Non sappiamo bene fino a quando, una volta si parlava della pubertà. Forse il momento temporale deve essere spostato all’indietro, ma comunque prima viene spostato questo momento all’indietro, meglio è. Si veda per esempio l’apprendimento delle lingue straniere è molto più semplice nel caso dei bambini. Per questo si parla di periodo critico. È molto importante sottolineare che nel caso dei bambini sordi l’accesso alla lingua avviene tardi. In più è una esperienza ridotta rispetto alla nostra. TECNICHE DI RIABILITAZIONE. Come si impara a parlare? Le persone sorde imparano ad articolare una lingua orale, possono farlo tramite la riabilitazione logopedica. Ci sono delle tecniche per insegnare come articolare i suoni alle persone sorde. La cosa importante per noi qui è che l’esperienza linguistica viene fatta molto più tardi rispetto all’età in cui la fanno la restante parte delle persone udenti. La riabilitazione può essere cominciata molto presto, ma sicuramente più tardi rispetto al normale delle persone udenti. Ciò che noi abbiamo cominciato a fare in modo naturale, qui deve essere fatto artificialmente, guardando la forma della bocca, toccando il movimento dei muscoli. Si tratta di percorsi molto difficoltosi e molto lunghi, durano anni. Nel caso dei bambini sordi è ridotta alle sedute di riabilitazione. Aumenta man mano che i bambini cominciano a leggere. In particolare con i logopedisti, non imparano solo ad articolare, ma anche le parole e le costruzioni sintattiche. Vengono insegnate le frasi semplicissime. C’è quindi una certa povertà dell’esperienza linguistica, che si può arricchire solo attraverso la lettura, ma è difficile. in alcuni casi l’esperienza linguistica non si sviluppa mai. Alcune persone con disabilità uditiva non sviluppano mai una competenza linguistica. I sordi che sviluppano competenza in italiano sono persone che hanno lavorato molto sulla lingua, in modo consapevole, e non in modo inconsapevole come è avvenuto per noi. Questo deve essere il punto cruciale quando abbiamo a che fare con queste persone. Saranno le parole usate durante la riabilitazione ad essere usate dalla persona sorda. Nella riabilitazione si tende ad usare poche parole pertanto la lingua che viene sviluppata sia molto semplice e schematica. ACQUISIZIONE LINGUA A SCUOLA. La scuola ha un ruolo molto importante. Se non si lavora sulla lingua, il percorso scolastico è generalmente compromesso. Qualsiasi informazione è regolata attraverso la lingua. La conoscenza dell’italiano è aspetto su cui bisogna lavorare di più per affrontare tutto il resto.

EDUCAZIONE BILINGUE.

L’educazione bilingue… può favorire lo sviluppo della competenza linguistica nella lingua vocale. Conclusioni •A causa del canale uditivo compromesso, una lingua orale non si sviluppa in maniera spontanea e naturale nei bambini sordi. •Questo è possibile solo con una lingua dei segni, che •Questo è possibile solo con una lingua dei segni, che utilizza il canale visivo integro: •l’esposizione ad una lingua dei segni permette di attivare fin da subito la grammatica universale. •Per la lingua orale, è necessario fornire al bambino sordo un input completo, con l’intero ventaglio delle possibilità grammaticali della lingua che sta imparando. La grammatica mentale e l’educazione linguistica Come in tutti i casi, ma in particolare nell’educazione linguistica dei soggetti con difficoltà linguistiche si deve partire da quanto già conoscono: i principi della grammatica universale, le caratteristiche dell’italiano o di altra lingua già acquisite. E’ necessario stabilire con precisione la competenza linguistica già sviluppata per poter: consolidare questa competenza, intervenire sui punti della grammatica compromessi L’educazione linguistica: regole possibili e impossibili Moro (2006): una porzione di grammatica italiana insegnata esplicitamente ad adulti di madrelingua tedesca è stata capace di attivare le aree cerebrali deputate al linguaggio deputate al linguaggio purché le regole insegnate fossero regole linguistiche “possibili” nelle lingue naturali. Le regole esplicite possono aiutare nell’acquisizione della lingua se sono regole “possibili” L’educazione linguistica e le regole “possibili” Uso di regole grammaticali che trasformano la conoscenza implicita in conoscenza esplicita: 1. Insegnamento esplicito della valenza del verbo: N°e tipo di argomenti - 2. Insegnamento esplicitodel movimento sintattico: frasi relative, interrogative, passive, ecc. Riabilitazione “metalinguistica” basata sul movimento sintattico Effetti di generalizzazione •Tra strutture con proprietà simili: •Dalla struttura più complessa alla più semplice: Una esperienza linguistica completa •Da questi esperimenti di riabilitazione linguistica emerge che le strutture più complesse permettono di (ri)attivare quelle più semplici. •Non sappiamo esattamente quali sono gli aspetti dell’esperienza linguistica che ci permettono di •Non sappiamo esattamente quali sono gli aspetti dell’esperienza linguistica che ci permettono di imparare una lingua, cioè di stabilire le proprietà specifiche della lingua che stiamo imparando. •E’ importante fornire una esperienza linguistica la più completa possibile, con l’intero ventaglio delle possibilità grammaticali della lingua che si sta imparando. Conclusioni •E’ necessario fornire al bambino un input linguistico il più completo possibile, con l’intero ventaglio delle possibilità grammaticali della lingua che sta imparando.•Nell’insegnamento esplicito della lingua vanno usate regole grammaticali “possibili”: •che rispecchiano la nostra grammatica mentale •che rispecchiano la nostra grammatica mentale •che si costruiscono sulla competenza già sviluppata spontaneamente •che trasformano questa conoscenza implicita in conoscenza esplicita •Questa impostazione è adeguata: •nella riflessione sulla propria lingua materna •nella riflessione sulle altre lingue •nell’intervento in caso di disabilità linguistiche Disabilità linguistica, disabilità comunicativa