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Disabilità uditiva analisi, Appunti di Didattica generale e speciale

Disabilità uditiva analisi di casi pei

Tipologia: Appunti

2023/2024

Caricato il 12/06/2024

mennellinaa
mennellinaa 🇮🇹

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Non perderti parti importanti!

bg1
DISABILITÀ UDITIVA ANALISI DI CASI - PEI
Dott.ssa Francesca Tagliabue
Formazione pedagogica, attenzione ai contesti ed esperienze
relazionali
Esperienza longitudinale con famiglie di bambini con sordità
2 situazioni nella scuola dell’infanzia
Sordità e questioni che pone
Associazione in collaborazione per audiolesi
Alfa di stampo moralistica, nata negli anni ‘80 da un gruppo di
genitori udenti con figli sordi
Famiglie che collaborano hanno una sordità diversa, chi utilizza la
LIS, lingua dei segni con famiglie non udenti, mentre altre che si
trovano con figlio non udente e famiglia udente
LIS e bilinguismo non vengono presi in considerazione fin dall’inizio
COS’È LA SORDITÀ
Sordità =riduzione dell’udito
Entità della perdita uditiva, sordità più lievi per cui la soglia 20/40
decibel quella precipita e sordità profonde arriva a 90 decibel
Sordità lieve o media non ci sono grandissimi problemi se non
qualche ritardo linguistico, si risolve con apparecchi acustici
Riduzione più o meno grave dell’udito, a seconda dell’entità della
perdita si distingue in:
Lieve (soglia tra 20 e 40 decibel)
-
Media (soglia tra 40 e 70 decibel)
-
Grave (soglia tra 80 e 90 decibel)
-
Profonda (soglia uguale o superiore a 90 decibel)
-
TANTISSIMI PROFILI
Profili variegati—> esperienze con bambini con sordità sono diverse,
dipende dal grado della perdita e dall’epoca dell’insorgenza e la
causa
Sordità acquisita oppure sordità dalla nascita
Se diventa sordo in epoca post verbale, avrà sentito qualcosa,
esposizione anche per qualche mese fa la differenza
Incide anche quanto è tempestiva la diagnosi e le mosse, dotare
bambino di protesi acustiche e riabilitative
Diagnosi sempre più tempestiva, alla nascita quasi tutti gli ospedali
sono sottoposti tra i vari esami: screening uditivo, non diventa
diagnosi, inviati a ulteriori approfondimenti con diagnosi finale
Grandissima variabilità, a seconda di:
Grado della perdita
-
Epoca di insorgenza e causa (sordità congenite o acquisite)
-
Tempestività della diagnosi e dell’intervento protesico e
riabilitativo
-
Presenza o meno di altri danni associati
-
Impianto cocleare
TANTISSIMI PROFILI
Genitori sordi/udenti
-
Impatto del deficit sulla famiglia
-
Background socio-culturale della famiglia
-
Capacità da parte del tessuto sociale (anche la scuola) di fornire
del supporto
-
Se la lingua dei segni è utilizzata, se si è già a conoscenza della
sordità o meno, cambia
Supporti del territorio
Genitori aperti/chiusi all’aiuto, che sono disposti o negano
VARIABILI FONDAMENTALI
Tipo di protesizzazione del bambino:
Protesi acustiche (amplificano i suoni favorendo la funzionalità
cocleare residua)
-
Impianto cocleare (sofisticato sistema elettronico formulato per
vicariare internamente la coclea e stimolare il nervo acustico,
resa migliore, permette un ascolto accidentale)
-
Inseriti elettrodi stimolati da un processore interno, antenna per
passaggio di informazioni
METODI ORALISTI
Finalità: far apprendere il linguaggio verbale al bambino sordo
senza alcun tipo di supporto gestuale, attraverso una
protesizzazione preconce ed efficace
-
Rieducazione ai suoni e alla parola
-
Frequentazione di ambienti e scuole con normoudenti
-
Coinvolgimento e collaborazione dei genitori
-
IL BILINGUISMO
Bambino sordo esposto alla LIS (canale visivo-gestuale integro)
che al linguaggio verbale
-
Esposizione fin da subito alla LIS, appresa naturalmente e
spontaneamente
-
Segni come supporto allo sviluppo della lingua parlata
-
Esposizione costante alla LIS all’interno di una <<comunità dei
sordi>>
-
LIS come un linguaggio che “appartiene” al sordo
-
Necessità di un interprete a scuola e nei contesti significativi
-
Quale scelta per i genitori udenti?
-
Ens = ente nazionale sordi
METODO BIMODALE
Utilizzo del canale visivo-gestuale accanto al verbale
-
I segni utilizzati non sono la LIS ma l’ISE (italiano segnato esatto)
-
Parlare e segnare contemporaneamente
-
ISE è un codice artificiale. Segue, a differenza della LIS, le
strutture grammaticali proprie della lingua vocale
-
UNA SINTESI UTILE E FUNZIONALE
Evitare adesioni acritiche ad un metodo arroccandosi su posizioni
sterili
Lavorare per il bene del bambino, aprendosi alle varie possibilità
LE CONSEGUENZE DELLA SORDITÀ
Sentire (attraverso le protesi o l’impianto) non implica
automaticamente comprendere
-
Udire e riconoscere i rumori non equivale a sentire e
comprendere le parole
-
Ripercussioni sull’apprendimento del linguaggio verbale, che
può essere appreso attraverso un processo lungo e spesso
faticoso
-
C’è bisogno di tempo e ripetizione perché una parola nuova sia
appresa
-
Necessario spesso integrare il canale uditivo con la lettura
labiale (canale visivo)
-
Difficoltà comunicative, linguistiche, relazionali ed emotive
Difficoltà di apprendimento (secondarie alle altre, non a causa di
deficit cognitivo)
LA COMPETENZA COMUNICATIVA
È quella capacità che ci permette di estrarre un certo numero di
infomazioni delle frasi grazie alla
comprensione di alcune parole
-
Alla capacità di interpretare il contesto in cui queste frasi sono
emesse
-
Alla nostra logica
-
Alla nostra conoscenza dei fatti del mondo
-
COMPETENZA COMUNICATIVA
Ci permette dunque di:
Orientarci
-
Capire alcune informazioni importanti
-
È aiutata dalle nostre conoscenze del mondo e dalla nostra capacità
di leggere i contesti e fare inferenze
COMPETENZA LINGUISTICA
È la capacità di percepire tutte quelle informazioni che, in qualunque
frase di una lingua, sono veicolate NON dalle parole che la
compongono, ma dalla struttura della frase
Non ha nulla a che fare con la grammatica che si impara a scuola, ed
è posseduta da chiunque sappia almeno una lingua
NEL BAMBINO UDENTE
Competenza comunicativa e linguistica solitamente si sviluppano
contemporaneamente e spontaneamente
NEL BAMBINO SORDO
Per la mancanza di un input linguistico adeguato, si sviluppa a
Competenza Comunicativa sempre più raffinata, a un primo sguardo
può assomigliare molto alla Competenza Linguistica, ma la vera
Competenza Linguistica rischia di non svilupparsi se non
adeguatamente sollecitata
LA DIFFICOLTÀ A SCUOLA
Partono dalla lingua Italiana, nella sua complessità ed interezza
È maneggiata con un certo grado di incertezza e frustrazione dal
bambino sordo
Sia verbalmente, sia nell’eccesso al testo scritto e di conseguenza
nella produzione del testo
In generale difficoltà di lettura del contesto
Difficoltà ad inserirsi all’interno del gruppo dei pari
DIFFICOLTÀ LINGUISTICHE
Povertà lessicale
Inadeguata struttura sintattica e morfologica della frase
Difficoltà a capire e gestire:
Articoli
Pronomi critici (gli, le, ci, ce, ne..)
Preposizioni
Concordanze
Passivo
Subordinate
Discorso indiretto
Le parlano/le mangiano
Gli/ i
Rigidità lessicale (avviare il bambino il prima possibile alla
comprensione e utilizzo del linguaggio figurato)
-
Posizionamento all’interno della frase delle parole secondo il
loro valore semantico e non strutturate
-
Non considerazione delle parole dallo scarso valore semantico
(preposizioni, congiunzioni…)
-
L’INFERENZA
Fondamentale per la comprensione del testo
È qualsiasi informazione aggiuntiva usata dal lettore (o
dall’ascoltatore) per mettere in relazione ciò che viene detto con ciò
che deve essere inteso
Processo non automatico per il sordo che talvolta ha meno
informazioni enciclopediche
La comprensione del testo o di un racconto può rimanere deficitaria
IL BAMBINO CON SORDITÀ ALLA SCUOLA DELL’INFANZIA
Può non comprendere i contenuti dei messsaggi ed essere legato ad
una comprensione di tipo contestuale
Può non aver chiare le regole del contesto
Può non far fatica a partecipare a giochi e discussioni in grande
gruppo
Può faticare nella comprensione di storie e racconti
Può incontrare difficoltà nelle relazioni con i pari
QUALI INTERVENTI?
Attenzione all’accesibilità dei messaggi e dei contenuti e alla
partecipazione
-
Rendere espliciti i passaggi impliciti
-
Accertarsi sempre della comprensione
-
Non dare nulla per scontato (rischio di sopravvalutare)
-
Predisporre il contesto
-
ATTENZIONI RISPETTO ALLA COMUNICAZIONE
Porsi all’altezza dei bambini
Parlare frontalmente (se presenti due protesi) o dalla parte dell’IC
Considerare il rumore ambientale e il riverbero
Permettere la lettura labiale (a chi la utilizza)
Smettere di parlare quando si è legati
Parlare a turno, uno per volta
Il modo di parlare deve essere chiaro e naturale (senza eccessi in un
senso o nell’altro)
Incoraggiare l’iniziativa comunicativa dei bambini prestando
attenzione a tutti i messaggi (verbali e non verbali)
Aver chiaro quale gamma di suoni riesce a percepire il bambino
LA TECNOLOGIA IN CLASSE
Possibilità di utilizzo del sistema FM (MicroLink): sistema di
comunicazione, in modulazione di frequenza, composto da un
ricevitore agganciato alla protesi acustica o IC che riceve segnali FM
da un trasmettitore
Canale privilegiato tra insegnante (che ha il microfono) e il bambino
sordo (che riceve la voce dell’insegnante più chiara e diretta)
Eliminato il rumore ambientale
Pro e contro, modalità di utilizzo
VISTI DA VICINO… EMANUELE
Emanuele PEI, due impianti cocleari
Difficoltà in comprensione e produzione verbale
Probabile autismo per via di fissazioni o routine che se stravolte va in
crisi
LIS + CAA
Impianto cocleare fatto tra 1/1,5 anno
Bambino con sordità profonda, con impianto cocleare bilaterale,
frequenta il 2 anno della scuola dell’infanzia, in una scuola
dell’infanzia parrocchiale
Grandi difficolta sia in comprensione che in produzione verbale
Alcuni comportamenti sembrano rientrare nello spettro autistico
(non c’è però diagnosi ufficiale)
No insegnante di sostegno, presente un’assistente alla
comunicazione e un’educatrice di supporto alla classe
Insegnante di sezione prevalente
VISTI DA VICINO… BIANCA
Esempio di una terapia logopedica con una bambina sorda profonda
di 3 anni e 2 mesi (38 mesi)
Età uditiva: 23 mesi
Eziologia: sconosciuta
Tecnologia: impianto cocleare bilaterale sequenziale (15 e 23 mesi)
Frequenta il primo anno della scuola dell’infanzia
Frequenta la logopedia 1 volta a settimana + videoconferenza
PROFILO DI BIANCA
Buono il mantenimento dell’attenzione
Comprensione: buona, non necessita del contatto visivo, ancora
prevalentemente legata al contesto
Produzione verbale: leggermente al di sotto dell’età anagrafica,
emerge una difficoltà nella strutturazione corretta della frase a
rispondere a domande dirette, ad elaborare un discorso più
complesso
Buon le relazioni con i pari
SU QUALI OBIETTIVI SI STA LAVORANDO?
Comprensione
-
Formulazione della frase, e dell’intercalare
-
Arricchimento del vocabolario: colori, grandezze
-
Concetti topologici
-
Attesa
-
Rispetto dei turni
-
Mantenimento dell’attenzione
-
Classificazioni
-
Suoni onomatopeici
-
Gioco simbolico
-
OBIETTIVI DI LAVORO COMUNI
Attenzione uditiva
-
Memoria verbale (3/4 elementi)
-
Comprensione di istruzioni complesse (3/4 elementi - chiave)
-
Comprensione di concetti topologici
-
Comprensione di domande aperte (chi è? Cosa fa? Dov’è?)
-
Strutturazione della frase in contesto funzionale
-
Arricchimento lessicale e costruzione di reti semantiche
-
L’INTEVENTO A SCUOLA
No insegnante di sostegno
No indicazioni di attività specifiche, ma attenzioni specifiche:
Verifica costante della comprensione (dei messaggi e del
contesto)
-
Arricchimento lessicale (variare le parole, i libri)
-
Fare da modello linguistico nel ripetere correttamente
-
Utilizzo del microfono
-
17/04/2024
mercoledì)17)aprile)2024
09:34

Anteprima parziale del testo

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DISABILITÀ UDITIVA ANALISI DI CASI - PEI

Dott.ssa Francesca Tagliabue

Formazione pedagogica, attenzione ai contesti ed esperienze

relazionali

Esperienza longitudinale con famiglie di bambini con sordità

2 situazioni nella scuola dell’infanzia

Sordità e questioni che pone

Associazione in collaborazione per audiolesi

Alfa di stampo moralistica, nata negli anni ‘80 da un gruppo di

genitori udenti con figli sordi

Famiglie che collaborano hanno una sordità diversa, chi utilizza la

LIS, lingua dei segni con famiglie non udenti, mentre altre che si

trovano con figlio non udente e famiglia udente

LIS e bilinguismo non vengono presi in considerazione fin dall’inizio

COS’È LA SORDITÀ

Sordità =riduzione dell’udito

Entità della perdita uditiva, sordità più lievi per cui la soglia 20/

decibel quella precipita e sordità profonde arriva a 90 decibel

Sordità lieve o media non ci sono grandissimi problemi se non

qualche ritardo linguistico, si risolve con apparecchi acustici

Riduzione più o meno grave dell’udito, a seconda dell’entità della

perdita si distingue in:

Lieve (soglia tra 20 e 40 decibel)

Media (soglia tra 40 e 70 decibel)

Grave (soglia tra 80 e 90 decibel)

Profonda (soglia uguale o superiore a 90 decibel)

TANTISSIMI PROFILI

Profili variegati—> esperienze con bambini con sordità sono diverse,

dipende dal grado della perdita e dall’epoca dell’insorgenza e la

causa

Sordità acquisita oppure sordità dalla nascita

Se diventa sordo in epoca post verbale, avrà sentito qualcosa,

esposizione anche per qualche mese fa la differenza

Incide anche quanto è tempestiva la diagnosi e le mosse, dotare

bambino di protesi acustiche e riabilitative

Diagnosi sempre più tempestiva, alla nascita quasi tutti gli ospedali

sono sottoposti tra i vari esami: screening uditivo, non diventa

diagnosi, inviati a ulteriori approfondimenti con diagnosi finale

Grandissima variabilità, a seconda di:

Grado della perdita

Epoca di insorgenza e causa (sordità congenite o acquisite)

Tempestività della diagnosi e dell’intervento protesico e

riabilitativo

Presenza o meno di altri danni associati

Impianto cocleare

TANTISSIMI PROFILI

Genitori sordi/udenti

Impatto del deficit sulla famiglia

  • Background socio-culturale della famiglia

Capacità da parte del tessuto sociale (anche la scuola) di fornire

del supporto

Se la lingua dei segni è utilizzata, se si è già a conoscenza della

sordità o meno, cambia

Supporti del territorio

Genitori aperti/chiusi all’aiuto, che sono disposti o negano

VARIABILI FONDAMENTALI

Tipo di protesizzazione del bambino:

Protesi acustiche (amplificano i suoni favorendo la funzionalità

cocleare residua)

Impianto cocleare (sofisticato sistema elettronico formulato per

vicariare internamente la coclea e stimolare il nervo acustico,

resa migliore, permette un ascolto accidentale)

Inseriti elettrodi stimolati da un processore interno, antenna per

passaggio di informazioni

METODI ORALISTI

Finalità: far apprendere il linguaggio verbale al bambino sordo

senza alcun tipo di supporto gestuale, attraverso una

protesizzazione preconce ed efficace

  • Rieducazione ai suoni e alla parola

Frequentazione di ambienti e scuole con normoudenti

Coinvolgimento e collaborazione dei genitori

IL BILINGUISMO

Bambino sordo esposto alla LIS (canale visivo-gestuale integro)

che al linguaggio verbale

Esposizione fin da subito alla LIS, appresa naturalmente e

spontaneamente

Segni come supporto allo sviluppo della lingua parlata

Esposizione costante alla LIS all’interno di una <<comunità dei

sordi>>

  • LIS come un linguaggio che “appartiene” al sordo

Necessità di un interprete a scuola e nei contesti significativi

  • Quale scelta per i genitori udenti?

Ens = ente nazionale sordi

METODO BIMODALE

Utilizzo del canale visivo-gestuale accanto al verbale

I segni utilizzati non sono la LIS ma l’ISE (italiano segnato esatto)

Parlare e segnare contemporaneamente

ISE è un codice artificiale. Segue, a differenza della LIS, le

strutture grammaticali proprie della lingua vocale

UNA SINTESI UTILE E FUNZIONALE

Evitare adesioni acritiche ad un metodo arroccandosi su posizioni

sterili

Lavorare per il bene del bambino, aprendosi alle varie possibilità

LE CONSEGUENZE DELLA SORDITÀ

Sentire (attraverso le protesi o l’impianto) non implica

automaticamente comprendere

Udire e riconoscere i rumori non equivale a sentire e

comprendere le parole

Ripercussioni sull’apprendimento del linguaggio verbale, che

può essere appreso attraverso un processo lungo e spesso

faticoso

C’è bisogno di tempo e ripetizione perché una parola nuova sia

appresa

Necessario spesso integrare il canale uditivo con la lettura

labiale (canale visivo)

Difficoltà comunicative, linguistiche, relazionali ed emotive

Difficoltà di apprendimento (secondarie alle altre, non a causa di

deficit cognitivo)

LA COMPETENZA COMUNICATIVA

È quella capacità che ci permette di estrarre un certo numero di

infomazioni delle frasi grazie alla

comprensione di alcune parole

Alla capacità di interpretare il contesto in cui queste frasi sono

emesse

  • Alla nostra logica

Alla nostra conoscenza dei fatti del mondo

COMPETENZA COMUNICATIVA

Ci permette dunque di:

Orientarci

  • Capire alcune informazioni importanti

È aiutata dalle nostre conoscenze del mondo e dalla nostra capacità

di leggere i contesti e fare inferenze

COMPETENZA LINGUISTICA

È la capacità di percepire tutte quelle informazioni che, in qualunque

frase di una lingua, sono veicolate NON dalle parole che la

compongono, ma dalla struttura della frase

Non ha nulla a che fare con la grammatica che si impara a scuola, ed

è posseduta da chiunque sappia almeno una lingua

NEL BAMBINO UDENTE

Competenza comunicativa e linguistica solitamente si sviluppano

contemporaneamente e spontaneamente

NEL BAMBINO SORDO

Per la mancanza di un input linguistico adeguato, si sviluppa a

Competenza Comunicativa sempre più raffinata, a un primo sguardo

può assomigliare molto alla Competenza Linguistica, ma la vera

Competenza Linguistica rischia di non svilupparsi se non

adeguatamente sollecitata

LA DIFFICOLTÀ A SCUOLA

Partono dalla lingua Italiana, nella sua complessità ed interezza

È maneggiata con un certo grado di incertezza e frustrazione dal

bambino sordo

Sia verbalmente, sia nell’eccesso al testo scritto e di conseguenza

nella produzione del testo

In generale difficoltà di lettura del contesto

Difficoltà ad inserirsi all’interno del gruppo dei pari

DIFFICOLTÀ LINGUISTICHE

Povertà lessicale

Inadeguata struttura sintattica e morfologica della frase

Difficoltà a capire e gestire:

Articoli

Pronomi critici (gli, le, ci, ce, ne..)

Preposizioni

Concordanze

Passivo

Subordinate

Discorso indiretto

Le parlano/le mangiano

Gli/ i

Rigidità lessicale (avviare il bambino il prima possibile alla

comprensione e utilizzo del linguaggio figurato)

Posizionamento all’interno della frase delle parole secondo il

loro valore semantico e non strutturate

Non considerazione delle parole dallo scarso valore semantico

(preposizioni, congiunzioni…)

L’INFERENZA

Fondamentale per la comprensione del testo

È qualsiasi informazione aggiuntiva usata dal lettore (o

dall’ascoltatore) per mettere in relazione ciò che viene detto con ciò

che deve essere inteso

Processo non automatico per il sordo che talvolta ha meno

informazioni enciclopediche

La comprensione del testo o di un racconto può rimanere deficitaria

IL BAMBINO CON SORDITÀ ALLA SCUOLA DELL’INFANZIA

Può non comprendere i contenuti dei messsaggi ed essere legato ad

una comprensione di tipo contestuale

Può non aver chiare le regole del contesto

Può non far fatica a partecipare a giochi e discussioni in grande

gruppo

Può faticare nella comprensione di storie e racconti

Può incontrare difficoltà nelle relazioni con i pari

QUALI INTERVENTI?

Attenzione all’accesibilità dei messaggi e dei contenuti e alla

partecipazione

Rendere espliciti i passaggi impliciti

  • Accertarsi sempre della comprensione

Non dare nulla per scontato (rischio di sopravvalutare)

Predisporre il contesto

ATTENZIONI RISPETTO ALLA COMUNICAZIONE

Porsi all’altezza dei bambini

Parlare frontalmente (se presenti due protesi) o dalla parte dell’IC

Considerare il rumore ambientale e il riverbero

Permettere la lettura labiale (a chi la utilizza)

Smettere di parlare quando si è legati

Parlare a turno, uno per volta

Il modo di parlare deve essere chiaro e naturale (senza eccessi in un

senso o nell’altro)

Incoraggiare l’iniziativa comunicativa dei bambini prestando

attenzione a tutti i messaggi (verbali e non verbali)

Aver chiaro quale gamma di suoni riesce a percepire il bambino

LA TECNOLOGIA IN CLASSE

Possibilità di utilizzo del sistema FM (MicroLink): sistema di

comunicazione, in modulazione di frequenza, composto da un

ricevitore agganciato alla protesi acustica o IC che riceve segnali FM

da un trasmettitore

Canale privilegiato tra insegnante (che ha il microfono) e il bambino

sordo (che riceve la voce dell’insegnante più chiara e diretta)

Eliminato il rumore ambientale

Pro e contro, modalità di utilizzo

VISTI DA VICINO… EMANUELE

Emanuele PEI, due impianti cocleari

Difficoltà in comprensione e produzione verbale

Probabile autismo per via di fissazioni o routine che se stravolte va in

crisi

LIS + CAA

Impianto cocleare fatto tra 1/1,5 anno

Bambino con sordità profonda, con impianto cocleare bilaterale,

frequenta il 2 anno della scuola dell’infanzia, in una scuola

dell’infanzia parrocchiale

Grandi difficolta sia in comprensione che in produzione verbale

Alcuni comportamenti sembrano rientrare nello spettro autistico

(non c’è però diagnosi ufficiale)

No insegnante di sostegno, presente un’assistente alla

comunicazione e un’educatrice di supporto alla classe

Insegnante di sezione prevalente

VISTI DA VICINO… BIANCA

Esempio di una terapia logopedica con una bambina sorda profonda

di 3 anni e 2 mesi (38 mesi)

Età uditiva: 23 mesi

Eziologia: sconosciuta

Tecnologia: impianto cocleare bilaterale sequenziale (15 e 23 mesi)

Frequenta il primo anno della scuola dell’infanzia

Frequenta la logopedia 1 volta a settimana + videoconferenza

PROFILO DI BIANCA

Buono il mantenimento dell’attenzione

Comprensione: buona, non necessita del contatto visivo, ancora

prevalentemente legata al contesto

Produzione verbale: leggermente al di sotto dell’età anagrafica,

emerge una difficoltà nella strutturazione corretta della frase a

rispondere a domande dirette, ad elaborare un discorso più

complesso

Buon le relazioni con i pari

SU QUALI OBIETTIVI SI STA LAVORANDO?

Comprensione

Formulazione della frase, e dell’intercalare

Arricchimento del vocabolario: colori, grandezze

Concetti topologici

Attesa

Rispetto dei turni

Mantenimento dell’attenzione

Classificazioni

  • Suoni onomatopeici
  • Gioco simbolico

OBIETTIVI DI LAVORO COMUNI

Attenzione uditiva

Memoria verbale (3/4 elementi)

Comprensione di istruzioni complesse (3/4 elementi - chiave)

  • Comprensione di concetti topologici
  • Comprensione di domande aperte (chi è? Cosa fa? Dov’è?)

Strutturazione della frase in contesto funzionale

Arricchimento lessicale e costruzione di reti semantiche

L’INTEVENTO A SCUOLA

No insegnante di sostegno

No indicazioni di attività specifiche, ma attenzioni specifiche:

Verifica costante della comprensione (dei messaggi e del

contesto)

Arricchimento lessicale (variare le parole, i libri)

Fare da modello linguistico nel ripetere correttamente

Utilizzo del microfono

mercoledì 17 aprile 2024 09: