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Appunti sul seminario di disabilità uditiva
Tipologia: Appunti
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La disabilità dell’udito provoca una difficoltà di accesso alla comunicazione e all’apprendimento di contenuti culturali di qualunque tipo. Ma in primo luogo rende molto difficile il modo di relazionarsi con gli altri. Si tratta inoltre di una delle disabilità più equivocate in quanto facciamo fatica a trovare un termine adeguato e non inopportuno; questo imbarazzo linguistico è dovuto alla grande diversità che vi è tra i sordi e di conseguenza alla loro rappresentazione (ne esistono di realizzate dagli udenti, ma anche dai sordi stessi). I termini più comuni e utilizzabili sono:
della sordità pur essendo udenti); a questi bambini viene proposto un approccio medicalizzato a cui segue un percorso volto al miglioramento del linguaggio e della voce (→ percorso oralista), ma si esclude la lingua dei segni; si confida nella scienza per riparare il deficit attraverso l’utilizzo di protesi acustiche o l’impianto cocleare, unito a un percorso di logopedia per apprendere un linguaggio che sia il più possibile corretto. L’obbiettivo finale è il ripristino della modalità uditiva e articolatoria del linguaggio. →Riferimento modello medico della disabilità vista come minorazione. «nel breve volgere di qualche anno la sordità non esisterà più perché le tecnologie avranno debellata completamente» Cit. un medico quando in parlamento i Sordi hanno chiesto di riconoscere la lingua dei segni come lingua di minoranza (es. il sardo) e i sordi si sono opposti in quanto ritengono che tra poco tempo i Sordi non esisteranno più.
La dattilologia è un termine con una radice greca e sta ad indicare il discorso delle dita delle mani. Si tratta di un alfabeto manuale che ha origini molto antiche che vengono fatte risalire alla gestualità con cui gli antichi retori romani indicavano i numeri (es. la A era il numero 1); questo codice è sopravvissuto nel medioevo attraverso una serie di testi che sono stati ripresi per la creazione delle lingue dei segni monastiche (erano delle lingue dei segni sviluppatesi per i monaci che avevano fatto voto di silenzio). Questi alfabeti sono poi stati utilizzati per le prime forme di educazione dei sordi nella Spagna occidentale. Questo alfabeto è quello adottato in Italia, ma ha valore abbastanza internazionale siccome si usa in tutti i paesi che utilizzano i caratteri latini, ad esclusione del regno unito (NO Cina o Marocco). È un alfabeto di tipo grafemico , ovvero traduce lettera per lettera, è come se fosse uno spelling gestuale, quindi si basa sulla forma scritta della lingua del paese in cui si sta usando. Questo è un grosso limite dell’alfabeto manuale in quanto è evidente che, pur essendo internazionale, è limitato perché se dovessi utilizzarlo in Francia dovrei conoscere il francese scritto. Un altro suo limite è il fatto che è un codice non particolarmente adatto per la comunicazione quotidiana tra le persone sorde. È un alfabeto quasi ti tipo ausiliario, cioè serve in alcuni casi per motivi specifici, come per indicare nome, cognome, nomi di luoghi, per parole che non si conoscono nella lingua dei segni o che non hanno un segno ecc.. Un ruolo ausiliario importante di questo alfabeto è il sostenere la letto-scrittura del bambino sordo segnante. Siccome è grafemico ricalca perfettamente le parole come sono scritte, dunque aiuta il bambino a visualizzare la forma corretta dell’italiano che sulle labbra potrebbe risultare imperfetta. È molto utile per correggere l’ortografia del bambino Sordo (es. permette di far vedere la differenza tra maschile-femminile), per fargli vedere come sono scritte delle parole nuove, ed è anche molto utile a livello morfosintattico siccome permette di far vedere quelle parti del discorso che la lingua dei segni non ha (es. gli articoli). La dattilologia è quindi un codice ponte che in realtà è un italiano scritto visivo, in quanto ricalca perfettamente tutti gli aspetti della lingua a cui viene applicato. LA LINGUA DEI SEGNI: La lingua dei segni è una vera e propria lingua, dotata di strutture fonologiche, morfologiche e sintattiche e ha una comunità culturale che la utilizza. Non è un codice, non è italiano e si sviluppa sul canale visivo gestuale, quindi, ha l’entrata dagli occhi e l’uscita dalle mani, anziché su canale uditivo-fonatorio (entrata dall’orecchio e uscita dalla bocca). Questa tipologia di lingua è sempre esistita nel genere umano, si tratta di una gestualità innata, tant’è che anche oggi ci sono popolazioni che la utilizzano per motivi diversi (es. gli indiani le usavano come lingua franca, le tribù amazzoniche le usano durante la caccia o durante i momenti di lutto o del ciclo in cui non è consentito parlare). Il nostro cervello tratta il linguaggio in modo indipendente dalla modalità con cui viene emesso, motivo per cui vi è un riconoscimento non solo formale, ma anche giuridico, del fatto che la lingua dei segni sia una vera e propria lingua. Esistono numerosi pregiudizi e falsi luoghi comuni sulle lingue dei segni:
Prima di cominciare è necessario: