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Dispensa informatica frequentante, Dispense di Sistemi Informativi

dispensa perfetta per sostenere l'esame di informatica e sistemi informativi

Tipologia: Dispense

2025/2026

Caricato il 26/02/2026

yfz5cm9m5h
yfz5cm9m5h 🇮🇹

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INFORMATICA
1 LEZIONE
21-09-22
SISTEMI INFORMATIVI E LE NUOVE COMPETENZE DIGITALI
Definizione di computer: Il calcolatore (o computer, o elaboratore elettronico) è un apparecchio o dispositivo utilizzato per l’elaborazione di dati
(input) e segnali, con lo scopo di elaborare i dati per trasformarli in informazioni utili (output) al fine di accelerare la soluzione dei problemi e
migliorare la produttività; è dunque un trasformatore.
L’informatica
-L’informatica è una scienza che studia l’elaborazione delle informazioni e le sue applicazioni; più precisamente l’informatica si occupa della
rappresentazione, dell’organizzazione e del trattamento automatico della informazione. È una scienza nata da poco, che ha una serie di caratteristiche
critiche poiché spesso studia dei fenomeni non visibili; questo aspetto genera paura infatti molte persone sono timorose ad avvicinarsi all’informatica
e questo genera dei problemi sia per chi vende l’informatica sia per chi compra che perderà una seria di opportunità.
-Il termine deriva dal francese informatique, (composto di INFORMATion e automatiQUE), informazione automatica, coniato da P. Dreyfus nel
1962. In inglese computer science o Ict (information computer tecnology)
Definizione di sistema informativo e componenti
Il sistema informativo è alla base dell’azienda ed è un insieme di persone, presenti in quantità maggiore, da apparecchiature e applicazioni (hardwere,
software e reti di comunicazione), i processi, i dati e le informazioni “che permettono all’azienda di disporre delle informazioni necessarie al posto
giusto e al momento giusto”. Viene utilizzato per soddisfare il fabbisogno informativo attribuendo a ogni centro decisionale le informazioni
necessarie per operare.
Il DATO è una rappresentazione numerica/simbolica di una misura o di una caratteristica di un fenomeno, evento, oggetto, ecc. - prezzo=23,24;
azione=ENI; ora=11.24
L’INFORMAZIONE è un dato o insieme di dati che hanno un significato e sono associati a un determinato contenuto -il prezzo di mercato delle
azioni ENI era di 23,24 alle 11.24
UN SISTEMA INFORMATIVO ELABORA DATI E LI TRASFORMA IN INFORMAZIONI. GLI UTENTI HANNO BISOGNO DI
INFORMAZIONI.
Perché un’azienda spende risorse nel sistema informativo?
- Per realizzare un obiettivo strategico aziendale
- Per ottenere un vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti (capendo ad esempio quanto è il costo delle cose che vado a vendere)
- Per aumentare la propria efficienza (riesco con le risorse, ossia le persone che ho, ad essere efficiente.
La funzione dei sistemi informativi
La funzione dei sistemi informativi (FSI) è l’unità di business delegata alla gestione dell’elaborazione e della distribuzione a tutte le unità
organizzative dell’impresa delle informazioni necessarie al raggiungimento degli obiettivi aziendali. La funzione dei sistemi informativi in altre
parole è costituita dalla gente che lavora nel sistema, come i dirigenti, operatori, tecnici che si occupano di aspetti specifici del sistema. La sua
funzione principale è l’applicazione delle ICT a tutti i processi che possono essere resi più efficaci ed efficienti tramite la progettazione e
l’implementazione di sistemi informativi automatizzati.
In azienda ad occuparsi di sistemi informativi sono:
-la funzione IT dove si ha un doppio ruolo: (esecutivo, devono mandare avanti le cose e proattivo cioè devono dire all’utente cosa va a fare)
-tutte le funzioni aziendali che hanno il ruolo di “cliente interno”: l’azienda per loro è il cliente quindi all’interno vi è una funzione che è fornitore
delle altre funzioni aziendali.
Chi gestisce il budget IT?
Ovvero chi determina la priorità? Quali progetti finanziare per primi?
Ci sono due alternative:
1- La direzione assegna un budget per gli investimenti IT ad ogni Direzione, che commissiona all’IT i progetti di cui ha bisogno
2- Il budget viene gestito centralmente dall’IT in modo da ottenere il massimo dell’efficienza
Ogni investimento IT implica una scelta «make or buy»: Make, consiste nello sviluppo con le proprie risorse, nello sviluppo misto con
risorse interne ed esterne e nello sviluppo con risorse esterne su proprie specifiche. Buy, consiste nell’acquisto di un pacchetto esistente
senza personalizzazioni, nell’acquisto con personalizzazioni e nell’acquisto della proprietà di un pacchetto
Con l’avvento del Cloud le opzioni si moltiplicano
Le figure professionali:
nell’attività di sviluppo: analista di sistemi, programmatore di sistemi, consulente di sistemi
manutenzione: auditor di sistemi informativi, amministratore di database, webmaster
gestione: responsabile SI, direttore SI, chief information officer (CIO)
(vedere pagina 2 e 3- strutture dati database)
2 LEZIONE
23-09-22
L’INFRASTRUTTURA DEI SISTEMI INFORMATIVI (hardware)
1- Il sistema binario
2- Hardware: insieme delle componenti tangibili degli elaboratori
3- Software: programmi, o insiemi di istruzioni, tramite i quali l’elaboratore esegue determinate funzioni di elaborazione
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INFORMATICA

1 LEZIONE

SISTEMI INFORMATIVI E LE NUOVE COMPETENZE DIGITALI

Definizione di computer: Il calcolatore (o computer, o elaboratore elettronico) è un apparecchio o dispositivo utilizzato per l’elaborazione di dati (input) e segnali, con lo scopo di elaborare i dati per trasformarli in informazioni utili (output) al fine di accelerare la soluzione dei problemi e migliorare la produttività; è dunque un trasformatore. L’informatica

- L’informatica è una scienza che studia l’elaborazione delle informazioni e le sue applicazioni; più precisamente l’informatica si occupa della rappresentazione, dell’organizzazione e del trattamento automatico della informazione. È una scienza nata da poco, che ha una serie di caratteristiche critiche poiché spesso studia dei fenomeni non visibili; questo aspetto genera paura infatti molte persone sono timorose ad avvicinarsi all’informatica e questo genera dei problemi sia per chi vende l’informatica sia per chi compra che perderà una seria di opportunità.

  • Il termine deriva dal francese informatique , (composto di INFORMATion e automatiQUE), informazione automatica , coniato da P. Dreyfus nel
  1. In inglese computer science o Ict (information computer tecnology) Definizione di sistema informativo e componenti Il sistema informativo è alla base dell’azienda ed è un insieme di persone, presenti in quantità maggiore, da apparecchiature e applicazioni (hardwere, software e reti di comunicazione), i processi, i dati e le informazioni “che permettono all’azienda di disporre delle informazioni necessarie al posto giusto e al momento giusto”. Viene utilizzato per soddisfare il fabbisogno informativo attribuendo a ogni centro decisionale le informazioni necessarie per operare. Il DATO è una rappresentazione numerica/simbolica di una misura o di una caratteristica di un fenomeno, evento, oggetto, ecc. - prezzo=23,24; azione=ENI; ora=11. L’INFORMAZIONE è un dato o insieme di dati che hanno un significato e sono associati a un determinato contenuto -il prezzo di mercato delle azioni ENI era di 23,24 alle 11. UN SISTEMA INFORMATIVO ELABORA DATI E LI TRASFORMA IN INFORMAZIONI. GLI UTENTI HANNO BISOGNO DI INFORMAZIONI. Perché un’azienda spende risorse nel sistema informativo?

- Per realizzare un obiettivo strategico aziendale

- Per ottenere un vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti (capendo ad esempio quanto è il costo delle cose che vado a vendere)

- Per aumentare la propria efficienza (riesco con le risorse, ossia le persone che ho, ad essere efficiente.

La funzione dei sistemi informativi La funzione dei sistemi informativi (FSI ) è l’unità di business delegata alla gestione dell’elaborazione e della distribuzione a tutte le unità organizzative dell’impresa delle informazioni necessarie al raggiungimento degli obiettivi aziendali. La funzione dei sistemi informativi in altre parole è costituita dalla gente che lavora nel sistema, come i dirigenti, operatori, tecnici che si occupano di aspetti specifici del sistema. La sua funzione principale è l’applicazione delle ICT a tutti i processi che possono essere resi più efficaci ed efficienti tramite la progettazione e l’implementazione di sistemi informativi automatizzati. In azienda ad occuparsi di sistemi informativi sono: -la funzione IT dove si ha un doppio ruolo: ( esecutivo , devono mandare avanti le cose e proattivo cioè devono dire all’utente cosa va a fare) -tutte le funzioni aziendali che hanno il ruolo di “cliente interno”: l’azienda per loro è il cliente quindi all’interno vi è una funzione che è fornitore delle altre funzioni aziendali. Chi gestisce il budget IT? Ovvero chi determina la priorità? Quali progetti finanziare per primi? Ci sono due alternative:

1- La direzione assegna un budget per gli investimenti IT ad ogni Direzione, che commissiona all’IT i progetti di cui ha bisogno

2- Il budget viene gestito centralmente dall’IT in modo da ottenere il massimo dell’efficienza

• Ogni investimento IT implica una scelta «make or buy» : Make , consiste nello sviluppo con le proprie risorse, nello sviluppo misto con

risorse interne ed esterne e nello sviluppo con risorse esterne su proprie specifiche. Buy , consiste nell’acquisto di un pacchetto esistente senza personalizzazioni, nell’acquisto con personalizzazioni e nell’acquisto della proprietà di un pacchetto

• Con l’avvento del Cloud le opzioni si moltiplicano

Le figure professionali: nell’attività di sviluppo : analista di sistemi, programmatore di sistemi, consulente di sistemi manutenzione : auditor di sistemi informativi, amministratore di database, webmaster gestione : responsabile SI, direttore SI, chief information officer (CIO) (vedere pagina 2 e 3- strutture dati database) 2 LEZIONE 23-09- L’INFRASTRUTTURA DEI SISTEMI INFORMATIVI (hardware)

1- Il sistema binario

2- Hardware: insieme delle componenti tangibili degli elaboratori

3- Software: programmi, o insiemi di istruzioni, tramite i quali l’elaboratore esegue determinate funzioni di elaborazione

4- Reti e sistemi di comunicazione: collegamenti tra due o più dispositivi attraverso un mezzo trasmissivo al fine di effettuare una

trasmissione di dati. IL SISTEMA BINARIO Il formato digitale permette di rappresentare informazioni, musica, documenti… in modo che possano essere elaborati e utilizzati dalle tecnologie dell’informazione. L’aggettivo digitale deriva dall’inglese digiti (cifra, numero). L’informazione in formato digitale corrisponde all’informazione in formato numerico. Segnali digitali: possono assumere solo due stati facilmente distinguibili per un dispositivo: 0 (assenza di corrente elettrica) 1 (presenza di corrente elettrica) Avere solo due stati ha coma vantaggio:

1- minore interferenza

2- maggiore risoluzione (è possibile vedere con una qualità ben precisa le cose)

Il sistema binario è il sistema elettronico usato dal computer per rappresentare dati e istruzioni presenti in una delle due seguenti forme: -0 (assenza di corrente elettrica, magnetizzazione, carica elettrica) -1 (presenza di corrente elettrica, magnetizzazione, carica elettrica) BIT: è la più piccola unità d’informazione che il computer è in grado di elaborare che può valere o zero o uno. Il bit quanti stati può avere? 2 Il problema è che non siamo abituati in bit, bensì in BYTE. BYTE: è formato da 8 bit, rappresenta l’unità fondamentale del linguaggio degli elaboratori elettronici ed è la più piccola unità di memoria in grado di contenere un carattere. In particolare, viene utilizzata dagli uomini per comunicare con il computer Quanti bit abbiamo bisogno per tradurre il nostro linguaggio? Con 1 bit abbiamo due possibilità, con due bit ne avremo 4 (tutti e due zeri, tutti e due uno, 0 e 1, 1 e 0). Con tre bit possiamo fare lo stesso ragionamento e ci rendiamo conto che il numero di possibilità è 2 alla terza (numero di bit che facciamo) =8 possibilità, con 4 bit faremo 2 alla quarta=16… Prima i sistemi non erano precisi come adesso, a tal proposito sono stati presi 7 bit e se ne è aggiunto uno detto di parità che mi dice se il numero di bit prima è pari o dispari. Mi serve cioè per capire se nella trasmissione, nella memorizzazione un bit si è perso, cancellato. Dunque, l’idea è stata di utilizzare 8 bit per comunicare con il computer, detti byte.

• 8 bit possono differenziare 256 (2 alla ottava) combinazioni di 0 e 1 diverse

Quando invece ci sono due computer che lavorano tra loro parleremo di bit. Velocità di trasmissione tra due computer? Velocità bit al secondo. Quando vogliamo comprare una memoria per metterci dentro roba nostra viene misurata in byte. Dunque, quando parliamo di byte è perché c’entriamo “noi” con il computer. Ciò che rende possibile la codifica di questo linguaggio è l’utilizzo della tabella ASCII , che include un codice convenzionale usato per la rappresentazione dei caratteri di testo mediante i byte, ad ogni byte corrisponde uno dei tasti della tastiera. Quello che per noi è la A come è per il computer? Sarà una stringa di zeri e uni dalla lunghezza di un byte ossia 8 bit. Ci sono diverse possibilità di queste Tabelle:

• ASCII include 128 caratteri (7 bit più quello di parità)

• Ascii estesa include 256 caratteri (8 bit)- con diverse versioni di carattere nazionale e 15 diverse estensioni.

Unità di misura per la memoria del computer sono:

• Bit: nel sistema binario, ogni 0 e 1 è chiamato bit ( binary digit)

• Byte (8 bit)

• Kilobyte (kb): circa mille byte

• Megabyte (mb): circa un milione di byte

• Gigabyte (gb): circa un miliardo di byte

• Terabyte (tb): circa mille miliardi di byte

• Petabyte (pb): circa un milione di miliardi di byte

Con 9 bit (2 alla 9= 512), 10 bit (1024) è il numero usato come multiplo. Ossia un kilobyte corrisponde a 1024 kilobyte, il megabyte sono 1024 kilo (1024 per 1024).. domanda di esame a quanto corrispondono L’HARDAWARE, IL COMPUTER: Von Neumann modellizzò l’infrastruttura Hardware, lo schema logico di un funzionamento di un computer, tuttora valido sebbene sia nato a cavallo degli anni 40/50. E’ costituito da un’unità centrale di elaborazione (CPU- central processing unit), dalle periferiche di input, dalle periferiche di output e le memorie di massa. L’unità centrale (CPU) è il dispositivo che interpreta ed esegue le istruzioni, elabora i dati, gestisce e coordina le comunicazioni delle periferiche hardware e lo scambio di dati tra di esse e ne controlla il funzionamento. Al suo interno contiene: -l’unità aritmetico logica (ALU ): esegue le operazioni aritmetiche e logiche; fa calcoli “semplici” ma in maniera velocissima

  • memoria centrale -unità di controllo : che decifra e interpreta ogni istruzione che viene memorizzata e poi la esegue Per hardware si intende l’insieme delle componenti tangibili di computer, è classificato secondo 4 tipologie: tecnologie di input, di memorizzazione e di output. TECNOLOGIE DI INPUT: sono utilizzate per introdurre i dati in un computer. ( Sono tutto ciò che butta dentro dati, tutto ciò che mi permette di inserire qualcosa). Possono essere di inserimento di testi/numeri:

• Tastiera querty, tastiera laser (tecnologia emergente).

• Tastiera ergonomica, riconoscimento vocale (tecnologia emergente)

·^ traduce^ il^ byte^ in^ lettere

workstation: hanno prezzo e prestazioni intermedi fra un mainframe e un microcomputer, permettono l'accesso a numerosi utenti, vengono utilizzati nelle PMI o nei dipartimenti; (un computer con capacità superiori usato da chi fa progettazione, grafica dunque un super personal computer) mainframe : destinati alle grandi aziende che li impiegano come sistemi centrali di elaborazione, ha notevoli dimensioni e un’elevata potenza elaborativa; I supercomputer: sono i più costosi e potenti al mondo, utilizzati per risolvere complessi problemi scientifici da centri di ricerca e agenzie internazionali (NASA). Messi in parallelo che hanno un sistema di divisione delle cose da fare in modo tale che possono essere fatti un pezzo per uno COME FUNZIONA IL CUORE DI UN PC?

• All’interno della CPU nella fase di caricamento l'unità di controllo preleva l'istruzione successiva presente in memoria e la immagazzina al

suo interno in una piccola area di memorizzazione, detta registro dell’istruzione (IR).

• Nella fase di decodifica , l’unità di controllo interpreta (decodifica) l’istruzione e trasferisce i dati a cui questa fa riferimento dalla memoria

all’ALU.

• Poi c’è la fase dell’esecuzione , dove l’ALU esegue l’operazione logica o aritmetica richiesta

• Nella fase di memorizzazione , i risultati delle operazioni logiche/aritmetiche svolte sono immagazzinati nella memoria centrale o in un

registro dell’ALU chiamata accumulatore. L’ALU (unità aritmetico logica) ha delle caratteristiche: 1-fa dei conti molto semplici , prende un certo numero di bit, fa delle operazioni (essenzialmente somma) e fa il confronto. (Le prime unità lavoravano a 8 bit ossia riuscivano a fare un’operazione con un solo numero alla volta 5 più 7 ok, 12 più 3 dovevamo incolonnare...) 2-queste operazioni sono velocissime : la velocità ci da però dei problemi. 1-Il primo è che noi dobbiamo portare dei dati e subito riportarlo via il secondo è quello della sincronizzazione: per evitare che i dati risultano sfalsati ci si mette d’accordo per fare l’operazione di presa dati in un momento preciso: allo scadere del secondo. Potrei dire questa cosa la facciamo ogni tot tempo, oppure ogni quante volte la faccio in secondo. Ciò si misura in HZ: se ho 5hz vuol dire che quella cosa va a 5 volte al secondo (hz=qualsiasi cosa al secondo). HZ, ad esempio, si usa per la frequenza della voce. Anche per il pc stesso ragionamento. Quante operazioni il pc fa in un secondo? i pc lavorano con una frequenza dei gigaHZ, ossia miliardi di operazioni al secondo. A parità di prezzo tendo a prendere un computer con più HZ, poiché tendenzialmente andrà più veloce. Perché tendenzialmente e non sicuramente? Perché intorno c’è qualcuno che gli deve portare dei dati: se il pc è veloce ma chi porta i dati è lento, tale velocità sarà sprecata. (ARCHITETTURA DI UN PERSONAL COMPUTER) Intorno c’è la memoria e il collegamento detto BUS. Vi è poi il processore di ordine giga HZ , poi si son fermati poiché si è visto che andando a velocità superiori non ce la faceva la circuiteria intorno, sul bus vi erano problemi di interferenza. A tal proposito sono stati inseriti dei processori in parallelo in cui sono presenti i CORE (ogni core riesce a fare un pezzo di operazione, bisogna però che il software sia stato costruito per il multicore; i core sono quante unità lavorano insieme ed è possibile avere il Dual core/Quad-core / Eight core…. Secondo la legge di Moore le prestazioni dei processori e il numero di transistor relativi ad essi raddoppiano ogni 18 mesi. L’altro aspetto importante è che i computer hanno bisogno di spazio di memoria temporaneo, che si chiama memoria centrale, ed è composto dalla RAM (si misura in gigabyte) , interna al pc:

• una memoria veloce

• costosa

• quando spengo il pc si cancella perché essendo veloce non possiamo utilizzare dei sistemi di memorizzazione permanente che portano via

troppo tempo. Come funziona la RAM? Si trova in mezzo a tutto ciò che succede nel pc ed è quella che in pratica comanda tutto. Se è troppo piccola il nostro computer ci fa lavorare lo stesso: prende un pezzo della memoria di massa (più lenta) e la fa diventare una memoria virtuale. Continuiamo a lavorare ma ci mettiamo molto di più, quindi avere una grossa RAM significa andare veloci ma spendere molti soldi. Quando si fa un’elaborazione molti dei dati utilizzati ci servono per l’elaborazione successiva; dunque, invece di prendere i risultati e portarli in fondo alla RAM viene inserita la cache, una piccola memoria veloce, in cui vengono inseriti i dati usati, consentendo di rendere molto più veloce il sistema. Nel pc ve ne sono di più, la cache di primo, di secondo, di terzo livello… RAM (random access memory): memoria che conserva i dati in corso di elaborazione e le istruzioni del programma in esecuzione. Volatile ROM (read only memory): memoria contenente dati e istruzioni fisse e non modificabili; utilizzata per programmi e istruzioni caricate automaticamente all’avvio CACHE (L1 E L2): conserva temporaneamente in una memoria veloce le istruzioni e i dati che il microprocessore utilizza con maggiore frequenza CMOS: è costituita da microchip alimentati da una piccola batteria, che consente di mantenere costantemente aggiornato il suo contenuto, costituito da alcune informazioni fondamentali per il corretto funzionamento del computer. Memoria virtuale : spazio libero su disco che viene utilizzato per estendere la capacità della memoria RAM. 3 LEZIONE 28-09- L’INFRASTRUTTURA DEI SISTEMI INFORMATIVI (software e reti) Hardware: parte dura, plastica, vetro, acciaio, alluminio (tutto ciò che si tocca dell’informatica) Il software: tutto ciò dell’informatica che non si tocca ed è costituito dai programmi o insiemi di istruzioni tramite i quali il computer esegue determinante funzioni di elaborazione Il Software si divide in due gruppi:

• software di sistema : insieme di programmi che controllano le operazioni fondamentali per la gestione del computer e in generale per tutti i

tipi di macchine

• software applicativo: consente all’utente di eseguire compiti specifici come scrivere una lettera o giocare

Il software di sistema è costituito da tre oggetti che controllano le operazioni fondamentali per la gestione del Computer: il sistema operativo, utility (programmi di servizio) e il driver. Sistema operativo: è tutto ciò che fa funzionare la macchina (accensione della macchina=bootstrap), da bod stivale e strap mettere su, indicava l’azione del cowboy di infilare gli stivali. Fare il boot significa quindi accendere il computer. Quando si accende, la memoria RAM è vuota, pulita poiché per essere veloce non conserva i dati. Il computer, per accendersi e poi fare una serie di operazioni dovrà leggere delle istruzioni in una speciale memoria RAM. Successivamente prende un po' di sistema operativo e lo carica nella memoria RAM, poiché il sistema operativo servirà sempre. Esempio: quando dobbiamo stampare, dopo avere scelto il tipo di stampante, il numero di copie, è il sistema operativo che si gestisce la stampante. Quando il computer è spento tutte queste istruzioni sono inserite nella memoria di massa, la quale non si cancella, quando va via la corrente però è lenta. A tal proposito, grazie a quella parte di sistema operativo caricato in RAM, riesco a rendere l’operazione più veloce. Il sistema operativo è quello che gestisce tutte le operazioni di collegamento. Ad esempio, quando schiacciamo la tastiera attiviamo più software del sistema operativo che riconosce che quel tasto corrisponde alla s. Successivamente attiviamo un nuovo software, ECO, il quale proietta sullo schermo ciò che abbiamo scritto. Il sistema operativo, quindi, fa un po' tutto: legge i file, fa funzionare le stampanti, i video, la chiavetta... In sintesi: coordina l’interazione tra utenti, software applicativo, hardware e periferiche. Funzioni principali: gestisce tutto il computer

• Gestione della CPU

• Gestione dei file (RAM)

• Gestione dei task: i pc sono multitasking, cioè possiamo far funzionare più cose insieme (aprire più finestre etc), grazie al

sistema operativo. Ciò è possibile grazie al time sharing, cioè ci dividiamo il tempo.

• Esecuzione del software applicativo

• Costruisce l’interfaccia, ossia la schermata iniziale che vediamo

1. Utility: forniscono funzionalità aggiuntive al sistema operativo. Sono dei programmi che servono per particolari scopi, ad esempio

per il backup, per installare o disinstallare programmi, per gli antivirus, l’ottimizzazione dello spazio su disco. La maggior parte di questi programmi non viene caricato in RAM.

2. Driver: moduli dedicati alla gestione delle periferiche; un componente software che consente al sistema operativo e a un dispositivo

di comunicare tra loro. immaginiamo di collegare la macchina fotografia al pc; affinché ciò sia possibile il pc deve riconoscerla ma poiché ce ne sono tantissime diventa difficile. Allora il costruttore della macchina fotografica inserisce una tabellina di conversione: ad una certa stringa, un insieme di caratteri 0 e 1, corrisponderà una determina cosa. Il driver viene completamente aggiornato, ad esempio per correggere gli errori interni del sistema, aggiornamento che può essere automatico o ha bisogno di un’autorizzazione. Sistemi operativi più diffusi: Microsoft windows, Unix, Mac OS x apple, Linux, Android. Il software applicativo: il software che compriamo per usarlo. Dal punto di vista aziendale il software può essere suddiviso in:

• software per la produttività personale : tutto Office, ciò che quindi ci serve per lavorare

• software per il mercato verticale , programma specifico per un settore, come software ospedalieri

• software per il mercato orizzontale , cioè per tutti. Insieme di programmi dedicati allo svolgimento di attività comuni a più settori (calcolo

buste paga, progettazione 3D). Per sviluppare i software occorre utilizzare i linguaggi di programmazione, che sono linguaggi formali con una sintassi ben definita grazie ai quali è possibile creare programmi che realizzano algoritmi. In informatica si definisce algoritmo una sequenza finita di operazioni elementari, eseguibili facilmente da un elaboratore, che, a partire da un insieme di dati input, produce un altro insieme di dati output che soddisfano un insieme di requisiti. Il computer però non capisce cosa c’è da fare, a tal proposito ci si reca da alcuni programmatori, i quali traducono l’algoritmo utilizzando un linguaggio di alto livello (con poche istruzioni si riscrivono migliaia di istruzioni). Ma il computer non è ancora in grado di comprenderle (capisce solo 0 e 1). A tal proposito vi è un programma all’interno, ossia un traduttore detto compilatore, il quale traduce il linguaggio in un linguaggio macchina. Possiamo fare a tal proposito una distinzione tra:

• codice sorgente : è un file contenente un insieme di istruzioni scritte in un linguaggio di programmazione che, per essere eseguite, devono

essere tradotte da un programma traduttore. Il codice sorgente può essere letto, corretto o modificato

• codice oggetto : è un file contenente la traduzione del codice sorgente in linguaggio macchina (binario), comprensibile solo all’elaboratore.

Il codice oggetto è generato automaticamente da un programma traduttore ed è immodificabile. tipologie di software:

• software libero/open source: è un software rilasciato con una licenza che permette a chiunque di utilizzarlo, si contrappone al software

proprietario. Viene costruito da un’azienda per guadagnarci: si guadagna sia quando lo si vende sia quando lo si modifica, senza cedere il codice sorgente, in modo che gli altri non possano modificarlo. Negli anni 80,90 è stato invece fatto un software libero, fornendo cioè anche i sorgenti. Un sistema operativo libero è Linux , “software rilasciato con una licenza che permette a chiunque di utilizzarlo per le sue caratteristiche, si contrappone al software proprietario e all’open source, incentrandosi sulla libertà dell’utente e non solo sull’apertura del codice sorgente”. Un software libero deve garantire quattro "libertà fondamentali":

  • Libertà di eseguire il programma, per qualsiasi scopo (libertà 0).
  • Libertà di studiare come funziona il programma e adattarlo alle proprie necessità (libertà 1). L'accesso al codice sorgente ne è un prerequisito.
  • Libertà di ridistribuire copie in modo da aiutare il prossimo (libertà 2).
  • Libertà di migliorare il programma e distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio (libertà 3). L'accesso al codice sorgente ne è un prerequisito.

• Fornitori di servizi applicativi: non acquisto il software, lo pago come servizio (lo noleggio)

• Architettura orientata ai servizi

Reti e sistemi di comunicazione

• La rete informatica consente di condividere informazioni e servizi

• Consente il collegamento tra due o più computer attraverso un messo trasmissivo per effettuare una trasmissione di dati

• Elementi costitutivi: (domanda esame: per fare una rete quanti pc occorrono?) DUE. Le reti infatti necessitano di almeno un

computer mittente e uno destinatario, 1.Due o più computer

  1. Linee di trasmissione (collegamento)
  2. Protocolli di comunicazione (software di rete, qualcosa che faccia parlare tra di loro i pc)

4 LEZIONE

STRUTTURE DATI E DATABESE

Vantaggio delle reti: ✓ Migliorare le comunicazioni ✓ Condivisione di dispositivi periferici ✓ Condivisione di programmi e dati ✓ Accesso condiviso alle Basi di Dati (Database) > integrità delle informazioni Per poter realizzare una rete è necessario disporre di tre elementi:

1. Due o più elaboratori

2. Un mezzo o una linea di comunicazione

Il cloud computing potrebbe darmi diverse risorse: software as a service (SaaS), in cui si permette l’accesso a programmi installati su un server remoto (invece di rinstallare dei programmi è possibile metterli su cloud e riaverli anche sul nuovo cellulare) data as a service (DaaS ), in cui si mettono a disposizione via web solamente i dati ai quali gli utenti possono accedere tramite qualsiasi applicazione come se fossero residenti su un disco locale; hardware as a service (HaaS), in cui si offre l’utilizzo di risorse hardware da remoto: un computer da remoto elabora i dati inviati dall’utente; platform as a service (PaaS ), al posto un programma singolo viene eseguita in remoto una piattaforma software che può essere costituita da diversi servizi, programmi, librerie, etc. VANTAGGI di cloud Da un punto di vista economico: Abbattimento dei costi fissi iniziali Maggiore flessibilità Maggiore attenzione al proprio core business Da un punto di vista tecnico Maggiore scalabilità Accesso al cloud in mobilità Sicurezza del sistema: virus, salvataggio Indipendenza dalle periferiche SVANTAGGI Dipendenza dalla rete Internet Dipendenza dal service provider Sicurezza informatica e Violazione Privacy STRUTTURE DATI DATABASE: sono il terzo elemento tecnico del sistema informatico (hardware, software e dati) Gerarchia di memorizzazione dei dati : Caratteri → lettera, numero o simbolo speciale. Campo → costituito da uno o più caratteri Record → raccolta di campi correlati File → raccolta di record correlati Database → raccolta organizzata di file integrati, posso avere anche un database fatto da un solo file ESEMPIO: record e campo Matricola Cognome nome indirizzo Data di nascita 22150345 rossi paolo Via… … RECORD CAMPO Cognome Nome telefono Email rossi mario 8379398239 [email protected] bianchi serena .. [email protected] verdi massimo … [email protected] Questa tabella ha quattro campi ovvero contiene la rappresentazione di quattro dati fra loro omogenei: Cognome, di tipo alfabetico Nome, di tipo alfabetico Telefono di tipo numerico. Email di tipo alfanumerico. Questo è un archivio o file , cioè l’insieme di n record (qui 3) contenenti i dati e di un record speciale che contiene le denominazioni dei campi Questa tabella contiene tre record cioè tre elementi strutturati composti da n (qui 4) campi Diamo un’organizzazione diversa ai nostri dati: File, contiene spesso delle informazioni unitili, ad esempio il numero di telefono ogni volta che facciamo un esame viene ripetuto inutilmente. In una struttura dati aziendale a tal proposito è stata inserita una struttura data normalizzata, ossia da un solo file farne tanti (ad esempio file della nostra anagrafica , se cambiano li cambierò lì= ci sarà un solo record per ognuno). Questo passaggio ci fa arrivare dal singolo file al databse. VEDERE LA SLIDE con i vari esempi Abbiamo un database fatto da tre file, collegati tra loro. In questo modo si evitano le ridondanze, ossia si evita di ripetere dei dati tante volte e che questi dati possono non essere veritieri (come il numero di telefono). (non ci saranno domande all’esame sulla parte dei dati) 5 LEZIONE 5-10- I TREND DIGITALI (molte domande) Cosa è successo con la digitalizzazione? La posta, i film, i documenti, la voce, le foto, i libri, sono tutte cose aventi un formato riconducibile sempre a zeri e uni. La digitalizzazione: ✓ Trasformazione della realtà fisica e dei segnali analogici in forma digitale (cioè segnali che non hanno un valore di zeri e uni ma infiniti valori) ✓ Il formato digitale può essere realizzato, memorizzato e trasmesso con quasi tutti i dispositivi (ciò vuol dire realizzare un linguaggio universale) ✓ Possibilità di condivisione attraverso le reti informatiche ✓ Più funzionalità in unico device (digitale) (sentire la musica e contemporaneamente leggere un file) Quali vantaggi? Offre immense opportunità: una delle più importanti è il fatto che ogni elemento multimediale può essere trasformato in un formato digitale per essere realizzato, memorizzato e trasmesso con/a ogni genere di dispositivo Trend digitali; quali sono le tendenze in atto? Domanda di esame aperta : quali sono i sei trend digitali di evoluzione tecnologica? / la domanda potrebbe anche non specificare che sono sei 1-mobile (rivoluzione mobile): mobile significa molto, fare certe cose muovendosi, in mobilità

2-social media: rappresenta un nuovo tipo di pensare il marketing 3-internet delle cose 4-cloud computing 5-big data 6-intelligenza artificiale e robotica TREND 1: MOBILE Il concetto di mobilità nasce dall’idea di avere un oggetto che ci portiamo in giro e con cui compiamo una serie di operazioni. Tale possibilità è nata con i primi telefoni portatili, nati tra la fine del 1980 inizio 1990. Inizialmente avevano grandi dimensioni, con un’antenna, un gancio. L’altra versione era quella da macchina in cui c’era la cornetta e il disco combinatore. Erano dei telefoni “trasportabili” chiamati tacs che costavano molto così come le telefonate (si pagava a minuti), la batteria durava dalle 4 alle 6 ore se non si facevano telefonate, in conversazione invece durava dai 10 minuti alla mezz’ora, il numero era fisso. Le generazioni di telefonia mobile : La prima generazione : era caratterizzata da telefoni fatti solo per la voce, erano di tipo analogico e non digitali, avevano una velocità bassissima, perdeva subito la connessione. Si trattava di telefoni fissi/in auto con velocità di 2400 bit/sec (inizio anni 80) L a seconda generazione: si è giunti ai telefonini “veri”, introdusse un sistema di trasmissione di tipo digitale, che prevede un canale principale per la voce e uno per il traffico dati. All’interno di questi bisognava inserire la SIM la quale consente di conservare alcuni elementi anche se dovesse essere spostata in un altro telefono. Quello più diffuso si apriva a guscio, della Motorola; erano anche questi fatti per la voce, sebbene si incominciasse ad avere la possibilità di inviare messaggi, gli sms. Con questa messagistica si riuscivano a contenere i costi eccessivi delle telefonate nonostante anche gli sms si pagassero. Con i telefoni della prima generazioni si arrivava ad una velocita di 2kilobit al secondo, nella seconda generazione 64 kilobit al secondo. La terza generazione: si hanno sistemi innovativi basati su un nuovo standard in grado di conciliare la mobilità dell’utente con la crescente esigenza di multimedialità. La quarta generazione : ha accesso mobile a banda larga. La 3 e 4 hanno aumentato la velocità: da 64 si è passati a 2000kbps e poi a 100,00kbps, hanno permesso di trasmettere grafica, videochiamate, grazie sempre alla velocità. Oggi siamo alla quinta generazione (5G): è molto più veloce, più orientata alla mobilità rispetto agli altri, ossia ci è permesso di muoverci ad alta velocità con il telefonino; prima invece quando ci si muoveva in macchina, cambiando cella, si perdeva la connessione, è aumentata la sicurezza. Oggi c’è un ritardo sulla comunicazione di 10/20 millisecondi, che via via sta diminuendo, tra la 4 e la 5 generazione. Dal punto di vista energetico è più efficiente, è più programmabile in rete, ossia ci da possibilità maggiori; in sintesi la 5 generazione è un più di quello che avevamo precedentemente. TREND 2: SOCIAL MEDIA Social media da media (qualcosa che sta tra di noi) come giornali, televisori. Vi è un nuovo media che ci permette di comunicare, influenzarci, avere notizie : il mondo social. Sulla popolazione italiana di 60 milioni abbiamo 80milioni di telefoni (molti ne hanno due); gli utenti di internet sono 50milioni e i soggetti attivi sui social sono 35milioni, dunque il 60% della popolazione. La percentuale di utenti attivi sui social che accedono dal telefonino è il 98%, nel 2020 mediamente al giorno si spendevano 6h navigando su internet, 2h per i social, 3h per la televisione, 1h per la musica in streaming e 49minuti per i giochi. Web 2. Per comprendere i social bisogna pensare alla storia: dobbiamo comprendere il concetto di web 2.0, nato nei primi anni del 2000. Domanda di esame: quando è nato il web 2.0? Il termine web 2.0 diventa espressione della evoluzione in atto nel world wide web. Web 2.0: “descrive un nuovo modo di intendere e di utilizzare la Rete grazie allo sviluppo di una molteplicità di applicazioni che contribuiranno a modificare la morfologia della Rete”.

• Il termine Web 2.0 fa riferimento a una serie di servizi o comunità volte a facilitare la comunicazione e la collaborazione t ra gli

utenti del Web.

• Il web 2.0 rappresenta la possibilità di interazione sociale e di scambio attraverso strumenti e servizi diversi (interazione=si lavora

insieme) Il Web 2.0 è un approccio che rende la rete un’unica piattaforma con dei servizi condivisi da una molteplicità di utenti, generando valore attraverso l’uso di tecnologie distribuite e integrate tra loro, utilizzate in ottica creativa e collaborativa, e consentendo l’erogazione di nuovi servizi e il perfezionamento di quelli già esistenti dal punto di vista di efficienza e di efficacia (è un qualcosa che nasce per essere creativi, ossia stimola la creazione di un qualcosa di nuovo) Il Web 2.0 è una combinazione di:nuove applicazioni e tecnologie per fornire un’interattività di tipo avanzato (tra le altre, wiki, motori di ricerca visuali, mashup etc) ✓✓ nuovo approccio filosofico alla Rete indirizzato a una sempre maggiore partecipazione e coinvolgimento degli utenti nella redazione dei contenuti ( approccio user-generated content- UGC ). È un salto tecnologico il web 2.0? No. Non è una nuova tecnologia con pc, connessioni o server diversi anche se per fornire un certo tipo di servizio era indispensabile strutturare i programmi in maniera diversa, modificando anche l’hardware. Web 2.0 Il termine, apparso nel 2005, indica genericamente la seconda fase di sviluppo e diffusione di Internet, caratterizzata da un forte incremento dell’interazione tra sito e utente: maggiore partecipazione dei fruitori, che spesso diventano anche autori (blog, chat, forum, wiki); più efficiente condivisione delle informazioni, che possono essere più facilmente recuperate e scambiate con strumenti peer to peer o con sistemi di diffusione di contenuti multimediali come YouTube; affermazione dei social network. [Treccani] I pilasti del web 2. Utilizzo del Web come piattaforma Mettere a frutto l’intelligenza collettiva (consente di lavorare tutti insieme, seppur non ci si conosce, utilizzando una piattaforma comune) Il ruolo di dati e database Implementazione di funzionalità Web innovative (qualcosa che porta alla creatività) La vecchia comunicazione, il Web 1.0, era un monologo, poco interattivo orientato a ricevere informazioni, il web 2.0 diventa invece dialogo con tante persone, in contatto tra loro a casa, grazie ai siti 2.0 che consentono un’elevata partecipazione, ed è orientato alla cooperazione. Dal web 1.0 al web 2. Nel web 1.o vi erano siti web statici, siti “vetrina”, solo informativi. Successivamente, sempre nel web 1.0 iniziano ad esservi siti web dinamici, che consentono un certo livello di interazione, informativi e dispositivi (vado nel sito della banca e faccio il bonifico, invece di osservare solo posso fare anche operazioni. I siti nel web 2.0 consentono invece elevata partecipazione. 6 LEZIONE 07-10- Confronto tra web 1.0 e web 2. Web 1.0: pubblicità basata sui banner Web 2.0: pubblicità contestuale (cerchiamo un frigorifero, per un mese riescono immagini di frigoriferi) Web 1.0 : siti web personali aventi un costo Web 2.0: blog (è gratuito, mentre il sito è un qualcosa di complesso ed è gestito da professionisti, il blog consente di dialogare) Il nuovo contesto, questo trend, rappresenta il bisogno di una socialità, di una nuova individualità (nella rete posso presentarmi come sono realmente oppure ciò che vorrei essere), posso fare co-creazione di esperienze. Servizi di web 2.0:

• Social network: gruppi di individui che hanno relazioni tra loro senza relazioni gerarchiche. Es twitter, facebook, linkedin,….

• Mashup: applicazione che utilizza contenuti provenienti da sorgenti diversi e crea un unico prodotto, utilizzato ad esempio della Microsoft

per guadagnare attraverso la pubblicità

• Wiki: (what I know is ): piattaforma di contenuti organizzati per temi. Sito Web che consente alle persone di pubblicare, aggiungere,

modificare, commentare e accedere alle informazioni. Obiettivo: consentire a chiunque di contribuire con informazioni o di collaborare

dall’intelligenza debole a quella forte. Es: sono stato utile? SI. Nel momento in cui vi è un’altissima percentuale di Si, sono stato utile, la macchina ha imparato ad utilizzare questa risposta piuttosto che un’altra) Robot: sistemi «intelligenti» in grado di svolgere compiti che richiedono capacità a livello cognitivo, per la manipolazione e lo spostamento di oggetti. Domanda esame (cattiva): intelligenza artificiale e machine learning sono la stessa cosa? Industria 4. Industria 1.0 (1784): nascita della macchina a vapore e conseguente meccanizzazione della produzione grazie allo sfruttamento della potenza di acqua e vapore Industria 2.0 (1870): introduzione dell’elettricità e del petrolio come nuove fonti energetiche e avviamento della catena di montaggio per una produzione di massa Industria 3.0 (1970): arrivo dell’informatica e dell’elettronica che incrementano ulteriormente i livelli di automazione e avviamo la digital transformation della fabbrica (macchine a controllo numerico) Industria 4.0 (2011): utilizzo di una combinazione di tecnologie atte a favorire una produzione industriale del tutto automatizzata, interconnessa e controllata a distanza. TREND 5: CLOUD COMPUTING Grazie alle tecnologie web oggi è possibile utilizzare Internet come piattaforma per applicazioni e dati. Le applicazioni che mettono a disposizione dati o applicazioni si dice che sono «nel cloud» o «nella nuvola» a cui si accede attraverso una rete e un browser web. L’utente non ha necessità di installare o aggiornare applicazioni sul desktop o pensare al back up. Passaggi: prima host, poi si è passati ad una struttura centralizzata sullo host, poi a una struttura distribuita client server. Oggi si pensa ad una struttura network centric computing, ossia una struttura che lavora in una rete che non conosciamo. Definizione di cloud: Paradigma di erogazione di risorse informatiche, come l'archiviazione, l'elaborazione o la trasmissione di dati, caratterizzato dalla disponibilità on demand attraverso Internet a partire da un insieme di risorse preesistenti e configurabili. Demand: significa che lo uso quando mi serve e lo pago, entro certi limiti, a seconda di quanto lo uso. L'utility computing si verifica quando le organizzazioni noleggiano risorse come: capacità elaborativa, storage o banda di rete, da un fornitore esterno in base alle proprie necessità, e pagando solo per l’utilizzo effettivo di queste risorse. Alcuni tra i fornitori dei servizi cloud sono: Dropbox, Google drive Che cosa può contenere il cloud? Ogni device, any where, dati e applicazioni, ogni posto dove siamo.

• Modelli di servizio cloud:

on-premisers (OP): ho tutto in casa

• Infrastructure as a service (IAAS): rete, memorie, server

• Platform as a service (PAAS): rete, memorie, server, sistema operativo

• Software as a service (SAAS) : rete, memorie, server, Sistema operativo, dati, applicazioni

Domanda di esame: differenze tra i vari modelli; SAAS da la possibilità di memorizzare…? Rete, memorie, serve, sistema operativo, dati, applicazioni Cloud privato: è di proprietà del cliente; un’azienda multinazionale di fa un suo servizio centralizzato e da tutto il mondo tutte le filiali si collegano.

• Vantaggi: disponibilità, proprietà del cliente, controllo, sicurezza, centralizzato, privacy, maggior efficienza, spesa di capitale

• Svantaggio: l’azienda deve gestirlo

Cloud pubblico Cloud messo a disposizione per tutti (vi è anche una via di mezzo: i server sono personali o noleggiati ad uso esclusivo, dunque è privato ma viene conservato da qualcun’ altro.) Cloud computing vantaggi: ❑ Personalizzazione del servizio > software as a service > On-demand self-service (abbiamo un servizio on demand in self service, ossia non devo chiedere a nessuno entro certi limiti per usare quello di cui ho bisogno) ❑ Scalabilità (espansione o riduzione secondo le esigenze/picchi stagionali) ❑ Mobilità e delocalizzazione (accesso da qualsiasi postazione) ❑ Costi relativi solo ai servizi utilizzati (potenza di calcolo/risorse)> pay-per-use Domanda di esame, circa 30 sul trend cloud. Quindi il cloud computing è un modo per rendere disponibili risorse informatiche via canali di trasmissione dedicati, è l’utilizzo efficiente delle risorse informatiche presenti in azienda, permette di rendere disponibili risorse informatiche, via internet, on demand, utilizzando risorse già esistenti. Cloud computing rischi:

  • Disponibilità/Affidabilità del servizio (“business continuity”= possibilità di continuare a gestire i miei affari nonostante le problematiche)
  • Dipendenza dal service provider
  • Sicurezza & Privacy VANTAGGI Da un punto di vista economico: Abbattimento dei costi fissi iniziali Maggiore flessibilità Maggiore attenzione al proprio core business Da un punto di vista tecnico Maggiore scalabilità Accesso al cloud in mobilità Sicurezza del sistema Indipendenza dalle periferiche SVANTAGGI Dipendenza dalla rete Internet Dipendenza dal service provider Sicurezza informatica e Violazione Privacy TESTIMONIANZA AMAZON 13-10- Fatturato Amazon: Dati del 2021: fatturato totale di 470miliardi di dollari l’anno , con una crescita del 21% rispetto al 2020 e del 36% rispetto al 2019. È dunque un’azienda che continua a crescere ad un ritmo eccezionale. Nel 2019 vi era un fatturato del 57% legato ai prodotti, 56% nel 2020 e 51% nel 2022, rispetto ad un fatturato legato ai servizi che sta aumentando (43% nel 2019, 44% nel 2020, 49% nel 2021). Dipendenti totali 1.608.00 in tutto il mondo (l’unica azienda parzialmente sovrapposta come business più grande di Amazon è la Walmart che possiede 2.300.00 dipendenti e un fatturato di 559 miliardi). In Italia vi sono 14.000 dipendenti a tempo indeterminato, quindi meno dell’1% rispetto al totale. Sono stati investiti 8,7 miliardi di euro in Italia dal 2010, 85mila posti di lavoro indiretti creati per gli effetti degli investimenti e oltre 4.500 nuovi posti di lavoro creati nel 2021. Viene riconosciuta da studi, come lo studio Ambrosetti, l’azienda che ha creato più posti in Italia negli ultimi 10 anni. La chiave del successo. “ambiamo ad essere la più attenta, coscienziosa società nel servizio al cliente, della terra (we seek to be earth’s most customer-centric company). Caratteristiche essenziali di Amazon: caratteristiche caratteriali:

• Visione strategica: in tutto quello che ha fatto Bezos e il suo management team vi è la consapevolezza di fare cose capaci di cambiare i

7 LEZIONE

BUSINESS DIGITALE: MODELLI DI BUSINESS E PIATTAFORME

• E-commerce

• Modelli di e-commerce

Domanda di esame: cos’è l’e-commerce? Si intende un’attività di compravendita di beni/servizi in cui le fasi necessarie a portare a completamento la transazione (comunicazione, scelta del prodotto, contratto, pagamento ecc.) sono effettuate utilizzando sistemi di comunicazione elettronica e un’infrastruttura di rete. (tabella slide): Soggetto che vende (azienda o privato), soggetto che compra (azienda o privato). B2B (business to business), B2C (business to consumer), C2B (consumer to business), C2C (consumer to consumer ). I più forti sono l’azienda che vende all’azienda oppure l’azienda che vende al consumatore. Oltre al segmento noto come B2C ovvero Business to Consumer, focalizzato sul commercio al dettaglio, l’e-commerce è utilizzato anche dalle aziende per sviluppare e rendere più efficienti le relazioni con partner commerciali, quali: fornitori e intermediari, ovvero il B2B. In altri casi il commercio non riguarda direttamente le aziende, ma i privati, come avviene su eBay, dove si parla di C2C. Esiste infine un modello di e-commerce C2B, in cui i consumatori vendono prodotti e servizi alle aziende. Esistono varie strategie aziendali di competizione: La strategia tradizionale ( Brick e mortar ), che opera soltanto in mercati fisici, internet ha modificato questa strategia; strategia online pura ( Click only ), azienda virtuali che conducono le proprie attività nel cyber spazio (eBay); strategia ibrida ( Click e mortar ), che sfrutta entrambe le precedenti strategie operando sia in mercati fisici che virtuali. Il commercio elettronico ha trasformato i modelli di integrazione tra azienda e consumatori attraverso diversi canali, negli anni le aziende hanno adottato sempre più frequentemente “approcci multicanale” offrendo ai propri clienti diversi punti di contatto attraverso il retail multicanale (virtuale e fisico). KEYWORDS: 1.Strategia multicanale: utilizzo per vendere canali diversi 2.Mobile friendly: 3.Qualità immagine/enfasi prezzo 4.Eccellenza nel servizio: (amazon, ad esempio, ha puntato su questo) 5.Esperienze distintive in ogni negozio: distinguersi dagli altri 6.cross selling 7.strategia cross channel e multi device: il multi device è la possibilità di vendere su dispositivi diversi

  1. Show rooming: possibilità di far vedere i prodotti in via elettronica 9.Praticità (layout fluidi), varietà di scelta, garanzia di un processo snello di acquisto (capire dove il processo si incaglia, cosa porta il consumatore a non continuare ad acquistare)->usability 10.Progettare pagina prodotto=landing (pagina di catturazione) 11.Consegne veloci >= 2 giorni B2C E-TAILING: il concetto di “coda lunga” (domanda di esame) La vendita online di beni o e-tailing può assumere varie forme, ma qualunque essa sia è fondamentale che attraverso il sito web sia possibile completare l’acquisto in modo efficace ed efficiente, facendo si che quando un cliente effettua un ordine online si debbano seguire tutti i processi aziendali necessari per far pervenire a destinazione il prodotto nel minor tempo e con un elevato livello di soddisfazione da parte del cliente. Tra i vantaggi si trova il fatto che si forniscono alle aziende molte opportunità rispetto alla tradizionale vendita al dettaglio. Con questo abbiamo la possibilità di comprendere a fondo la propria clientela, per poter selezionare i prodotti più apprezzati, proponendoli in modo efficace e invitante. Poi gli e-tailer possono competere sul prezzo finale del prodotto , grazie alla possibilità di eliminare intermediari. Inoltre, gli e-tailer possono fare affari in qualsiasi luogo e a qualsiasi ora. I vantaggi dell’e-tailer hanno consentito una forma di modello di business centrato sulle code lunghe. Il concetto di coda lunga indica il fatto di concentrarsi su mercati di nicchia, anziché puntare unicamente sui prodotti di massa. La distribuzione delle esigenze e dei desideri dei consumatori si può paragonare a una distribuzione statistica normale, in cui ci sono persone con necessità diverse sulle “code” e molte persone con esigenze mainstream al centro della distribuzione. A causa di costi elevati di stoccaggio, distribuzione, molti venditori al dettaglio limitano la propria offerta ai prodotti mainstream al centro della distribuzione. Grazie al raggio d’azione più ampio molti e-tailer si possono concentrare sulle code lunghe, ovvero sui prodotti che non rientrano nei gusti di massa. Tra gli svantaggi: ci sono problemi legati alla fiducia, alla mancanza dell’esperienza diretta del prodotto e della consegna. Spesso i consumatori sono riluttanti a completare acquisti online perché non conoscono l’azienda che vende, inoltre online mancano le informazioni sensoriali come gusto, odore e tatto, questa mancanza di esperienza diretta può disincentivare i consumatori dall’acquisto online. Spesso i consumatori si recano in negozio fisico per esaminare i prodotti e poi comprarli online, ciò prende il nome di showrooming, mette in crisi i commercianti. La personalizzazione di massa offerta online genera valore aggiunto per il cliente e incrementa il profitto per i produttori. Per attrarre e mantenere i clienti online il sito web deve: offrire qualcosa di unico, avere un aspetto gradevole, essere facile da usare e veloce, deve spingere le persone a visitarlo. E-commerce significa ottimizzare la catena del valore, ridurre i costi di transizione, ridurre le asimmetrie informative, avere un servizio globale e locale, comunicare efficacemente, avere semplicità e organizzazione. Nel commercio tradizionale vi è una centratura dovuta a non fare magazzino, a cercare di ottimizzare i costi, di non avere resi. Cosa cambia con il commercio elettronico? Si ha la possibilità di recuperare le code e cioè di far produrre quel prodotto specifico che è stato richiesto. PERSONALIZZAZIONE DI MASSA : Genera valore aggiunto per il cliente e incrementa il profitto per i produttori. Nel prodotto di massa tradizionale avrò dei costi di produzione, il prezzo del prodotto che sarà superiore in modo da creare un profitto per il produttore e un surplus per il consumatore. (valore aggiunto creato con la personalizzazione di massa). Nel prodotto di massa personalizzato il costo per la produzione è maggiore, di conseguenza, il prodotto avrà un costo superiore, il profitto del produttore sarà superiore come lo sarà anche il surplus del consumatore. (guardare la slide). REGOLE PER ATTRARRE E MANTENERE CLIENTI ONLINE USABILITA’: Regola 1 – Il sito web deve offrire qualcosa di unico.
  • Regola 2 – Il sito web deve avere un aspetto gradevole. (la gradevolezza è intesa come usabilità, quindi veloce, usabile, facile da usare)
  • Regola 3 – Il sito web deve essere facile da utilizzare e veloce. WEB MKTG E WEB ADV
  • Regola 4 – Il sito web deve spingere le persone a visitarlo, fermarsi e tornare.
  • Regola 5 – Occorre pubblicizzare la propria presenza sul Web.
  • Regola 6 – Occorre imparare dal sito web. STRATEGIE DI E-BUSINESS E-commerce significa:
  • ottimizzare la catena del valore
  • ridurre i costi di transazione
  • ridurre le asimmetrie informative (domanda di esame: cos’è un’asimmetria informativa? asimmetria: io so qualcosa che voi non sapete o viceversa, informativa =informazione. Significa informare la gente, ossia informare le persone di qualsiasi cosa su un determinato prodotto
  • globalizzazione e localizzazione (glocal): globalizzazione significa che si vende ovunque, localizzazione: si vende un prodotto specifico, un’offerta ben centrata. I due elementi non sono in conflitto tra loro
  • comunicare efficacemente ->riuscire avere un dialogo con il cliente
  • semplicità e personalizzazione
  • multicanalità
  • modelli di business ed evoluzione

PAGAMENTI NEL MONDO DIGITALE:

- Carte di credito e debito (tuttavia vi è il limite della fiducia, ma conviene anche all’azienda che riceve immediatamente il denaro) - Servizi di pagamento (bonifico) limite : l’azienda aspetta che arrivi, i tempi si rallentano - Servizi di pagamento in mobilità (carta di credito inserita direttamente sul cellulare) - Criptovalute (sono dei sistemi di pagamento che non fanno riferimento a valute nazionali come euro, dollari, bensì’ sono un sistema di valuta inventato, e per questo presentano un elevato rischio) Domande di esame: definizione di e-commerce, definisci l’eCommerce dicendo quali sono i modelli (possono essere domanda aperta) IL COMMERCIO ELETTRONICO DI TIPO B2B (DOMANDE DI SCORSI ESAMI) 1- Indica le attività di e-commerce che si svolgono tra aziende

  1. Indica le attività di e-commerce che si svolgono tra consumatori
  2. Indica le attività di e-commerce che si svolgono tra imprese e consumatori
  3. Indica le attività di e-commerce che si svolgono con strumenti mobile 8 LEZIONE 20-10- BUSINESS DIGITALE: COMMERCIO ELETTRONICO SOCIAL ICT E MERCATI DIGITALI Impatti in azienda conseguenti all’utilizzo:
  • Della rete Internet & del World Wide Web
  • del Web 2.
  • Diffusione globale delle informazioni
  • Integrazione sistemi informativi e dati
  • Comunicazione interattiva
  • Collaborazione
  • Supporto alle transazioni
  • Personalizzazione di massa
  • Digital transformation (tabella 2.1 opportunità offerte alle aziende da internet e dal web, slide) New economy Si basa sul web marketing e social media marketing. A meta degli anni Novanta fu coniato il termine NEW ECONOMY, un’economia nuova che non si basava sul prodotto fisico, ma sulle capacità dell’azienda. Ci fu il “Boom “della New Economy : nascita di innumerevoli iniziative cosiddette dot com (.com). Sono nate aziende, le cosiddette (.com) che, grazie ad alcuni finanziamenti ottenuti attraverso la quotazione in borsa, hanno visto prosperare i propri investimenti e diventare milionari, mentre in altri casi hanno assistito alla propria trasformazione da start-up a dot-bomb.

• Dopo il “grande boom” ►un altrettanto consistente periodo di “flop”

• Alcuni esempi: webvan, etoys

Evoluzione della new economy: Gartner Groupon analizza l’andamento delle new economy: vi è stato un periodo di Euforia (New Economy) seguito da disillusione (old Economy) e poi un ritorno, accettazione e integrazione, oggi la new economy è infatti una realtà. E-business 1. I tre modi di fare business con internet:

1. commerce con internet, es. Amazon (si vendono prodotti e servizi attraverso internet)

2. Access provider , tutti i servizi dietro all’ e-commerce, il cloud

3. connection ad esempio contenuti portali, la pubblicità

La catena del valore e i mercati digitali (ebusiness): nella catena “normale, tradizionale” vi è un fornitore, un produttore primario, un produttore secondario (che fornisce altri prodotti), la distribuzione per poi giungere ai consumatori. Con internet attraverso la disintermediazione e reintermediazione cambia tutto: Disintermediazione: vi è l’azienda produttrice, il venditore/distributore e il cliente. Internet ha modificato la catena del valore tradizionale, perché ha progressivamente rimosso gli intermediari che si trovavano tra produttore e cliente. (domanda di esame) Oggi l’azienda va diretta ai clienti e ciò porta dei vantaggi, ma anche degli svantaggi: gli intermediari non hanno più lavoro e tutti gli interlocutori dell’esercizio fisico perdono opportunità di lavoro e di servizi ricevuti ( disoccupazione ). Inoltre, con la disintermediazione la società deve cambiare la sua composizione interna ; infatti, con questo processo l’errore di previsione non è più ripartito tra gli intermediari e la vendita richiede negozi. Un altro aspetto negativo della rimozione dei commercianti è dato dalla perdita delle relazioni umane. Con internet si perdono gli intermediari distributivi e si trovano gli intermediari decisionali che vengono integrati all’azienda tramite la reintermediazione. (domanda di esame). Reintermediazione: consiste, al contrario, nel trovare intermediari nuovi. Consiste nella nascita di punti non legati all’azienda produttrice, in cui gli intermediari gestiscono i miei prodotti, questa intermediazione virtuale, tramite i big data ecc., tende a conoscere il cliente aiutandolo e anticipandolo. Esempio di reintermediazione: produco vino, compro le bottiglie, i tappi, l’uva (dipende se la ho), gestisco un’attività di produzione e normalmente il produttore finisce lì, poi si affida ad un distributore che compra tanto vino che si occupa di portalo al cliente, cioè mi servo di intermediari. Esempio di disintermediazione : adesso invece si compra direttamente il vino dal produttore, il quale lo spedisce, gestisce la parte commerciale, il reso..poiché non si ha nessuno che veicola il vino è indispensabile giungere al cliente in altri modi: a tal proposito vi è un intermediario che lavora da casa, costa meno e consente al produttore di guadagnare di più. Disintermediazione e reintermediazione devono andare insieme. Esame: (capire i vincoli di reintermediazione e disintermediazione) Impatti sulle aziende della disintermediazione e reintermediazione:

  • Ottimizzazione e/o ridefinizione della catena del valore (ad esempio, e-tourism)
  • Riduzione dei costi di transazione
  • Riduzione delle asimmetrie informative (se si riesce a ridurre le asimmetrie ossia il cliente sa quello che sa il produttore, si vende di più)
  • Ridefinizione/nascita di nuovi modelli di business
  • Ridefinizione delle attività di comunicazione e marketing Modi di vendere: domanda di esame brick&mortal: si prende il vino che si vuole in negozio, si paga e si porta via. click&mortar: Utilizzare la Rete per portare vendite a negozi reali (vado in internet con lo scopo di trovare un vino speciale, escono delle opportunità e alla fine vado in negozio e prendo il vino scelto) click only o player: Esiste una chiara opportunità di sfruttare brand creati online (pure player) per effettuare attività di commercio (anche) offline (vado in internet vedo il vino, clicco e lo compro) strategie aziendali per il commercio elettronico il brick and mortar è solo fisico, il click only è solo virtuale. Il click and mortar invece è una via di mezzo. Multichannel value proposition: integrazione di più canali di comunicazione e di vendita per la generazione di fatturato (convergenza). Per comprendere questo concetto bisogna partire da quando potendo fare solo click su internet e comprare il vino molti negozi fisici hanno chiuso, anche a causa della concorrenza spietata. Successivamente i negozi hanno riiniziato a riaprire fornendo servizi diversi, e puntando al multicanale ossia si prendono decisioni diverse a seconda delle circostanze. Ad esempio, alcuni negozi vendono contemporaneamente nel negozio fisico e in internet, in

altri è possibile ordinare su internet e poi si ritira in negozio (vantaggio: si ritira il computer, nel mentre si viene attirati dalle offerte o dai vari prodotti e si finisce per comprare molto altro). Quindi si utilizza la multicanalità. Opportunità di business: il nuovo consumatore è digitale ed esigente , ancor di più di quello tradizionale , a tal proposito richiede fiducia, credibilità (sia chi vende sia il prodotto), tempo reale (velocità di consegna) , trasparenza ( no clausole scritte piccole, ma etichette grandi e chiare ), rispetto, equilibrio di potere (che consente di riconsegnare facilmente un bene qual ora non ci piace) , comunità, veridicità. Pretende rispetto perché non tollera la scortesia; punta a un equilibrio di potere, ovvero ad essere sullo stesso piano del venditore e sfrutta la comunità a tutti livelli, per comunicare truffe, imbrogli o informazioni positive. Il 92% delle persone si fida degli earned media (passaparola o consigli ricevuti dagli amici o dai familiari) più di qualsiasi altra forma di pubblicità. Al secondo posto tra le fonti di informazione su un’azienda di cui gli utenti si fidano maggiormente ci sono le recensioni. 9 LEZIONE 20-10- TESTIMONIANZA SAP ITALIA (the sustainability imperative) Sap: sistema informativo nato per rendere più efficiente l’azienda attraverso la gestione dei dati. La sap ha 23.500 partner per il mondo, sono aziende + piccole che lavorano per implementare i sistemi di SAP. Il 92% delle prime 2000 company del mondo, in Italia 10.500 aziende clienti. Nel mondo ci sono circa 110mila dipendenti sap presenti in 140 paesi, in Italia 800 con tre uffici, Milano, Roma e Genova. Es: Apple e Samsung usano la i sistemi di logistica di SAP. L’IMPERATIVO DELLA SOSTNIBILITA’: unire il pianeta e il profitto con l’impresa intelligente e sostenibile. SAP vuole che le imprese adottino tecnologie intelligenti (machine learning, artificial intelligence, internet of things) ma allo stesso tempo sostenibili. Dietro alla situazione climatica attuale c’è del business: se un’azienda si mostra sensibile al tema dell’ambiente, il consumatore è più contento, si è creata una coscienza collettiva per cui i consumatori tendono ad essere ecocompatibili con i loro comportamenti, così come anche gli impiegati. Ci sono aziende che quando pubblicizzano i propri prodotti li presentano come plastics free. A livello normativo i governi si sono azionati in merito, sebbene manchino i controlli, e gli investitori hanno capito che vi è un mercato, di potenziali persone che hanno disponibilità economiche da investire, che sono alla ricerca di ECO-investimenti. Si parla addirittura di un mercato dove ci sono 12 miliardi per quello che riguarda il valore del sistema economico sostenibile fino al 2030. Quali sono le principali barriere che ostacolano le iniziative di sostenibilità? Trasformare la produzione in ecosostenibile, ossia cercare di evitare le emissioni inquinanti, è complesso, richiede del tempo. Bisogna avere dalla propria parte anche gli impiegati. La creazione di qualcosa che sia sostenibile parte dalla raccolta dei dati , poiché sono fondamentali, sono quelli su cui tutti i sistemi informatici si poggiano per fare qualcosa, e bisogna che siano veri, trasparenti, le aziende non devono nasconderli. Successivamente bisogna usare e analizzare i dati , per ricevere delle indicazioni concrete di quello che sta succedendo (insight). Infine, i dati scoperti non devono restare proprietà privata dell’azienda poiché la sostenibilità è un lavoro di squadra , bensì devono essere condivisi poiché i modelli sostenibili si basano anche sulla sharing economy. Guardare immagine con i gradoni

- P arte alta: sono i processi. I processi cambiano, diventano + complicati perché bisogna tener conto di molte cose che prima erano

irrilevanti.

- parte centrale: i processi si appoggiano sulle applicazioni.

- parte bassa: sono i dati, che devono essere univoci, affidabili, trasparenti, si tratta della Business Technology Platform.

=> (!) SAP mostra ai suoi clienti come fare per diventare un’azienda intelligente e sostenibile. Le aziende clienti devono lavorare con un’infrastruttura basata su questi 3 livelli, perché lavorando in questo modo si ha la garanzia di raggiungere gli obiettivi. Perché la trasformazione è business?

o Business process management =gestione dei processi aziendali.

o Growing customer expectations: dal covid sono cambiate le aspettative dei clienti: si ordina dai siti, dagli e-commerce, non solo

guardando cosa dicono gli altri (sharing), ma soprattutto ci si aspetta la rapidità nelle consegne.

o Supply chain distrutions (interruzioni della catena di approvvigionamento): per via della pandemia le aziende avevano svuotato i

magazzini di scorta e quando il mondo si è riavviato non sono riusciti a riformare le scorte e quindi si è lavorato sempre in affanno.

o Sustainable business models: modelli di business sostenibili, come l’auto elettrica (e quindi questo è un cambiamento di modello di

business poiché le aziende di automobili si stanno orientando tutte su modelli elettrici o ibridi) Tutto questo porterà ad una trasformazione delle organizzazioni, si è già stimato che ¾ cambieranno e dovranno diventare sostenibili e intelligenti. Mission sap, impresa intelligente e sostenibile:

  • Business process managment : gestione dei processi aziendali che devono tenere conto di molti cambiamenti per giungere alla sostenibilità. Questi processi si appoggiano su applicazioni, al di sotto delle quali vi sono i dati che devono essere trasparenti, affidabili, il più possibile univoci ossia vi deve essere un’unica base dati valida per tutte le applicazioni e tutti i processi. Quindi per diventare un’azienda valida e sostenibile bisogna che l’azienda si basi sui tre livelli sopra esposti. Tra gli ostacoli maggiori vi è la complessità dei processi, sui quali quindi bisogna focalizzarsi. A tal proposito vi è una suit di prodotti che lavora sui processi: da quando li vado a definire, da quando li vado a misurare, da quando li vado a migliorare. Buiness process intelligence (domanda esame) Definizione di business process? È una collezione di attività logicamente connesse eseguite in un modo coordinato per raggiungere un certo obiettivo. Un esempio può essere una ricetta di cucina, (sono attività legate una all’altra in sequenza), in informatica c’è il flow chart che descrive una sequenza. Evolution of process modeling: prima generazione, anni 80: affare, visualizzazione del processo, comprensione dei processi, riuscivo a comprende il processo nella sua interezza osservando le immagini seconda generazione, anni 90: al processo sono state aggiunte le architetture, cioè all’interno del mio disegno indico anche le componenti IT, tecnologia informatica, che esegue quell’operazione terza operazione, 2000 : si è iniziato a ragionare sul disegno dei processi collaborativo, dove cioè oltre a dire gli strumenti e le soluzioni collegate, vi è un’intelligenza collettiva. Con questi diagrammi è nata una disciplina detta business process modeling , ossia modellazione dei processi di business, la quale riporta in un diagramma gli oggetti, artifacts, che rispondono ad una serie di domande: quali sono le attività nel processo? Chi è il responsabile delle attività? Ci sono dei punti in cui bisogna fare una scelta? Ci sono dei sistemi IT collegati? Qual è il flusso dell’informazione? Ci sono dei punti d’interazione con l’esterno? Sono tutte cose che si riescono a rappresentare in un diagramma BPM. Subdiscipline of BPM: all’interno del disegno di un processo ci sono quattro sotto discipline, quattro fasi consequenziali.

• Acquisizione del processo: capire come il processo viene eseguito.

• Pubblicazione del processo: il processo viene messo da qualche parte dove tutti lo possono guardare.

• Esecuzione del processo

• Analisi del processo: si vede se si sta facendo bene o male

Quando si descrive un processo bisogna capire fino a che livello bisogna spingersi senza cadere in troppi dettagli. Es: (rompere l’uovo, ma posso anche descrivere molto dettagliatamente il processo di rottura); bisogna dunque raccontare un processo secondo le main activities. Le informazioni rilevanti che possiamo aggiungere a un processo affinché diventi documento sono ad esempio manuali, tutorial, link, regole interne,

Classificazione in base alle funzionalità: Macchine reattive

  • I sistemi più elementari di IA sono definiti reattivi. Non possono basarsi su “ricordi” e nemmeno su esperienze del passato per prendere decisioni. L’esempio più attinente è quello di Deep Blue, l’IA di IBM che negli anni ’90 ha sconfitto l’allora campione mondiale di scacchi Garry Kasparov. Macchine con memoria limitata
  • Queste macchine possono basarsi sul passato. I veicoli autonomi possono in parte già farlo. Osservano e analizzano la velocità e la direzione delle altre automobili in strada. Queste osservazioni vengono aggiunte alle rappresentazioni del mondo preprogrammate dei veicoli autonomi: strisce pedonali, semafori, curve, incroci e così via. Domanda di esame: che differenza c’è tra intelligenza artificiale (AI) e machine learning? Nessuna differenza La machine learning è compresa all’interno dell’intelligenza artificiale e la machine learning a sua volta interseca con NL, vision, veicoli automatici, e robotics. (dunque, una è la parte dell’altra) Machine learning:
  • Apprendimento automatico domanda di esame: il machine learning è solo per l’intelligenza artificiale forte, visto che apprende da solo? No, è debole poiché è il pc è stato programmato, nonostante apprenda da solo.
  • Campo di studi finalizzato a programmare software che possono migliorarsi automaticamente con l’esperienza
  • fornisce ai computer la capacità di apprendere senza essere stati esplicitamente programmati Deep learning: In questo caso parliamo di modelli di apprendimento ispirati alla struttura ed al funzionamento del cervello biologico e, quindi, della mente umana.
  • Se il Machine Learning può essere definito come il metodo che “allena” l’AI, il Deep Learning è quello che permette di emulare la mente dell’uomo. In questo caso, però, il modello matematico da solo non basta, il Deep Learning necessita di reti neurali artificiali progettate ad hoc (deep artificial neural networks) e di una capacità computazionale molto potente capace di “reggere” differenti strati di calcolo e analisi (che è quello che succede con le connessioni neurali del cervello umano).
  • Può sembrare un livello tecnologico futuristico ma nella realtà questi sono sistemi già in uso nel riconoscimento di pattern, nel riconoscimento vocale o delle immagini e nei sistemi di Nlp – Natural Language Processing. Vision- riconoscimento immagini
  • Il modo in cui funziona il riconoscimento delle immagini, in genere, comporta la creazione di una rete neurale (occorrono strumenti software specifici) che elabora i singoli pixel di un’immagine.
  • I ricercatori alimentano queste reti con il maggior numero possibile di immagini pre-etichettate, al fine di “insegnare” a riconoscere immagini simili. Auto guida autonoma
  • Livello 0, Nessuna automazione : è l’auto tradizionale, in cui il conducente controlla l’auto senza alcun tipo di supporto da parte di un sistema di assistenza alla guida.
  • Livello 1, Assistenza alla guida : sono presenti ausili cruise control adattivo, controlli elettronici di stabilità del veicolo (ESC), il supporto dinamico di frenata, i sistemi di mantenimento della corsia di marcia (dispositivi che assistono alla guida)
  • Livello 2, Automazione parziale : ci sono almeno due funzioni primarie automatiche di controllo del veicolo che agiscono congiuntamente (ad esempio cruise control adattivo combinato con il lane centering) e consentono al guidatore di cedere il controllo di alcune funzioni in situazioni limitate.
  • Livello 3, Guida autonoma limitata: il guidatore può cedere al sistema di guida autonoma il pieno controllo delle funzioni critiche di sicurezza, ma limitatamente a precise condizioni di traffico e ambientali.
  • Livello 4, Automazione elevata : si tratta di una guida autonoma sostanzialmente piena , in cui il veicolo può svolgere tutte le funzioni critiche di sicurezza e monitorare costantemente le condizioni della strada per l’intero viaggio, ma non in condizioni meteo estreme
  • Livello 5, Automazione completa : è richiesta solo l’indicazione della destinazione e l’avvio del sistema, senza altro intervento da parte del guidatore, in tutte le casistiche possibili. Natural language processing:
  • La Traduzione Automatica Neurale, NLP, è un nuovo metodo avanzato di traduzione automatica.
  • A differenza della traduzione automatica usa una rete neurale che consente al Sistema di apprendere dai propri errori e di comprendere la lingua con la quale stanno lavorando (Google traduttore invece è una traduzione meccanica)
  • Produce risultati migliori rispetto a una traduzione automatica standard. RPA-definizione
  • La Robotic Process Automation comprende tutte le tecnologie, prodotti e processi coinvolti nell’automazione dei processi lavorativi ed utilizza software “intelligenti” (i cosiddetti “software robot”) che possono eseguire in modo automatico attività ripetitive imitando il comportamento degli operatori e interagendo con gli applicativi informatici esattamente come fanno gli esseri umani L’evoluzione dell’RPA:
  • La Robotic Process Automation consente di fare un enorme balzo in avanti a livello di automazione non solo perché è in grado di gestire anche dati non strutturati (documenti scannerizzati, immagini, video, testi di e-mail, ecc.) ma anche perché sfrutta alcune tecnologie tipiche dell’intelligenza artificiale per imparare e adeguarsi in modo adattivo ai cambiamenti dell’ambiente operativo all’interno del quale vengono inseriti. Esistono due forme di RPA: Robotic process automatic presidiata (domanda di esame, due possibilità presidiata o non presidiata)
  • Nell’RPA presidiata i robot che automatizzano le interazioni con le applicazioni desktop degli utenti vengono eseguite all’interno di ciascun ambiente desktop dell’utente stesso, lavorando “fianco a fianco” con ciascun utente. (presidiato=il robot mi aiuta a svolgere alcune cose, dunque è un supporto)
  • Il principale vantaggio di un’esecuzione RPA presidiata è che l’utente ha il controllo e la facoltà di poter decidere quando utilizzare l’automazione, essere quindi in grado di vedere quando le automazioni traggono beneficio da modifiche o miglioramenti e intervenire in caso di problemi. Robotic process automation NON presidiata
  • Nell’RPA non presidiata i robot lavorano su un server separato o una macchina virtuale (o più di una), automatizzando le interazioni con le applicazioni da “dietro le scene”, svolgendo quindi il loro compito se e quando “ innescati” da altri sistemi software. (il robot lavora da solo, l’uomo non è presente).
  • Il principale vantaggio di una esecuzione automatica, quindi una Robotic Process Automation non presidiata, è il fatto di rimuovere completamente alcune attività dalle preoccupazioni degli utenti , snellendo significativamente il loro lavoro e i processi aziendali a cui partecipano. L’operazione centralizzata rende anche il monitoraggio e i dati di controllo più facili da raccogliere e gestire. Cosa contraddistingue le macchine dotate di intelligenza artificiale? (domande finali) 1.La capacità di imparare autonomamente e la capacità di generare conoscenza
  1. La capacità di innovare e la capacità di generare conoscenza
  2. La capacità di imparare autonomamente e la capacità di innovare
  3. La capacità di gestire grandi moli di dati e la capacità di memoria a lungo termine 11 LEZIONE SISTEMI INFORMATIVI (molte domande all’esame) DEF di sistema informativo: “Un insieme di persone, apparecchiature & applicazioni (hardware, software e reti di comunicazione), processi , dati & informazioni che permettono all’azienda di disporre delle informazioni necessarie al posto giusto e al momento giusto”. Un sistema, dunque, è costituito da diverse componenti collegate tra loro che hanno un obiettivo comune ossia quello di dare delle informazioni a chi deve decidere. Serve per soddisfare il fabbisogno informativo attribuendo a ogni centro decisionale le informazioni necessarie per operare, supporta la raccolta, l’analisi, l’elaborazione, la memorizzazione e la diffusione delle informazioni , l’utilizzo e la condivisione di archivi comuni (database) da parte di più aree funzionali Differenza tra sistema informativo e sistema informatico: il sistema informativo è quello che gestisce tutto e all’interno ha un sistema tecnologico su cui si appoggia detto sistema informatico (il sistema informativo ingloba il sistema informatico). Vi è poi l’organizzazione (impresa) che si basa sul sistema informatico, e infine l’ambiente esterno.

Livelli decisionali delle organizzazioni: la piramide di Anthony: a livello aziendale il personale si suddivide in tre livelli

1. Livello strategico: obiettivi e politiche di business, risorse e politiche di sviluppo, processi e politiche industriali e comportamentali

(decisioni strategiche che durano più anni, tra i 3 e 5 anni, e prendono delle decisioni destrutturate , ossia decisioni che non hanno una struttura, ogni giorno diverse e non facili da pensare)

2. Livello tattico: si occupano di programmazione della produzione, controllo de efficienza ed efficacia dei processi, pianificazioni

commerciale e di prodotto (corrisponde al primo livello manageriale, dove vengono prese delle decisioni tattiche ; ossia si fa riferimento alle decisioni prese in un periodo limitato, il così detto periodo tattico per le aziende durante l’anno. La loro attività è molto più decisionale e le loro azioni sono meno ripetitive: come fare per vendere di più, politiche di prezzo, come organizzare la produzione...)

3. Livello operativo: attività ripetitive e operative (persone che decidono molto poco, come operai, impiegati)

Le organizzazioni aziendali sono strutturate in diversi livelli, ognuno dei quali utilizza un proprio sistemi informativo come ausilio decisionale in maniera diversa. Chi usa per più tempo il sistema informativo? Il livello operativo Tipologia di dati per attività Livello operativo Attività e decisioni strutturate :

  • Ripetitive
  • Dati noti con sufficiente certezza
  • Compiti e obiettivi determinati, chiari obiettivo del SI: automazione (ovvero la sostituzione dei processi manuali) e efficienza (gestione volumi di dati e elaborazioni con costi minori) Livello tattico e strategico Attività e decisioni poco strutturate :
  • Non ripetitive, occasionali
  • Elevata incertezza
  • Compiti e obiettivi indeterminati, incerti: è proprio in questa fase che si determinano quali sono gli obiettivi e questi ultimi possono cambiare a causa degli elementi esterni o per una maggiore chiarezza di cosa si sta facendo. obiettivo SI: fornire supporto informativo ai manager e flessibilità Modello di Greiner Di solito l’azienda nasce con 2-3 persone che hanno un’idea, dunque nasce sulla creatività, il fare qualcosa di nuovo. L’azienda crescere in base alla creatività, arrivati a un certo punto in cui l'azienda è cresciuta molto, c’è la prima crisi, la crisi di leadership , si giunge al problema di chi comanda e cosa si deve fare, se questa crisi viene superata, l’azienda continua a crescere con il concetto di direzione, cioè inventano i direttori che permettono all’azienda di crescere. Dopo essere cresciuta ancora molto si giunge a un’altra crisi, la crisi di autonomia , l’azienda ormai è grande, i direttori cominciano a condurre proprie politiche e si va in contro a un’altra crisi; il passaggio successivo è la delega , ovvero faccio si che all’interno dell’azienda ci siano delle autonomie. Poi si ha una crisi di controllo , in quanto non si riesce più a controllare quello che stanno facendo tutte queste persone che in maniera autonoma cercano di mandare avanti le cose; se l’azienda supera anche questa crisi significa che ha trovato una formula di coordinamento, come coordinare le l’attività; Si va ancora avanti, a livello delle multinazionali, e si giunge alla crisi di burocrazia , tutte le attività che si svolgono, hanno dentro una serie di gestioni, di processi, che possono bloccare tutto, a questo punto Greiner sostiene che tutto questo si supera attraverso la collaborazione , si trova un metodo. Stadi di Nolan La spesa dei sistemi informativi: Nolan ha analizzato la spesa dei sistemi informativi, la quale non è lineare. Normalmente c’è una prima parte, la fase di iniziazione in cui si spende poco, la fase successiva è quella del contagio , qui la spesa va alle stelle, perché viene fuori che tutti vogliono fare tutto; poi si arriva alla fase del controllo , in questa fase si capisce cosa serve, cosa non serve, cosa fare, cosa non fare… e poi si giunge alla fase di maturità dove è stata raggiunta la spesa. Tipologia sistemi informativi:

• Sistemi a supporto dell’attività operativa ( TPS Transaction processing system, sistemi informativi orientati a dei processi transazionali)

Obiettivo: progettati per supportare e possibilmente automatizzare le attività operative (ripetitive e standardizzabili es. attività di contabilizzazione delle fatture)

• Sistemi direzionali ( DSS Decision Support System, sistemi di supporto alle decisioni)

Obiettivo: Sono progettati per raccogliere e fornire informazioni per supportare le attività decisionali del management (es. decisioni sulle azioni commerciali da avviare, su nuovi prodotti) Il sistema informativo ha dei limiti tecnologici in quanto non è capace, ad esempio, di dire immediatamente qual è il prodotto venduto di più negli ultimi mesi; a tal proposito si raccolgono le informazioni, le si sintetizza e le si mettono da parte attraverso l’utilizzo del wharehouse. Come funziona? Si parte dai TPS dove ci sono dei motori di query che gli danno delle informazioni contenute nel database aziendali. Qui abbiamo la possibilità di estrarre le informazioni e alimentare il data Werehouse, vi sono poi dei motori di calcolo che ci forniscono due sistemi: EES E DSS (sul data werehouse basta sapere cos’è: ci sono dati di base, un processo che periodicamente alimenta una base dati da cui tiro fuori le informazioni). ERP: si ha un approccio aziendale unico; prima vi era la gestione del magazzino, degli acquisti, della produzione ma difficilmente si sapevano degli ordini fatti dai clienti. Gli ERP invece mettono tutti insieme, è un sistema integrato che ci consente di vedere tutte le informazioni utili al sistema per fare le cose in automatico: ad esempio faccio una proposta di lancio della produzione sulla base degli ordini dei clienti, delle rimanenze in magazzino e il materiale che deve arrivare; il sistema allora suggerisce di lanciare in produzione un determinato prodotto perché ci sono gli ordini e il materiale disponibile. All’inizio era poco diffuso poiché quando si faceva un ordine non lo si poteva più annullare. CRM: serve per la gestione del cliente. Per alcuni il CRM corrisponde all’ufficio reclami, per altri l’ufficio marketing che assilla il cliente per vendere un prodotto. In generale corrisponde alla parte dei sistemi infornativi che gestiscono le traslazioni del cliente. Architettura del sistema CRM:

• CRM OPERATIVO (gestisce operativamente il cliente, ossia vi è forza vendita, supporto clienti, marketing)

• CRM ANALITICO (analisi dei dati, ossia si cerca di comprendere quante scarpe sono state vendute, dove, quali colori, vi è quindi il data

warehouse. Vi è poi il data mining ossia si prendono delle informazioni e vedere se vi è correlazione: produco scarpe e voglio vedere se vi è correlazione tra il colore di scarpe e la temperatura media del periodo. Vi è poi la business intelligence ossia gli strumenti che mi permettono di ricavare dei dati e infine l’ERP.)

• CRM COLLABORATIVO (capire quali sono i metodi e le tecnologie per avere una comunicazione collaborativa con il cliente. Questo

mette insieme il cliente e il manager che si occupa di marketing) La disciplina dei sistemi informativi

  • Si interessa dello studio dell’informazione come fattore di produzione (società dell’informazione)

• Utilizzo del Web come piattaforma

• Mettere a frutto l’intelligenza collettiva

• Il ruolo di dati e database

• Implementazione di funzionalità Web innovative

Web marketing DEF: “Il Web Marketing o Internet Marketing è l’utilizzo di Internet, dei suoi strumenti e delle tecnologie digitali a essi collegate, per il conseguimento degli obiettivi di marketing dell’impresa”. Digital marketing DEF: “Il digital marketing insieme delle attività di marketing potenziate dalla possibilità di utilizzare le tecnologie di comunicazione digitale» Domanda di esame: differenza tra web marketing e digital marketing; nel primo è internet e quindi si è orientati al web 2.0 per vendere, nell’altro si punta a vendere utilizzando le tecnologie di comunicazione digitale. Il consumatore multicanale: il consumatore oggi utilizza molti più canali È aperto agli stimoli provenienti da:

  • Internet
  • Siti web
  • Email marketing
  • Advertising
  • Web TV
  • Blog, social network
  • TV Digitale Interattiva
  • Mobile Quando interagire in base all’orario e al giorno? Il computer lavora più di giorno, il tablet più di notte Web marketing •Instaura una relazione con il cliente
  • Diffondere informazioni conquistando l’attenzione
  • Dal mass marketing (merketing di massa) al one-to-one marketing
  • Consente di conoscere i propri clienti
  • Offre strumenti di misurazione del comportamento ( cookies, file di log ) **Nuovi paradigmi del web marketing
  • interattività:** necessità di coinvolgere i consumatori visto che i nuovi strumenti sono «pull» e quindi basati sulla ricerca attiva delle informazioni da parte degli utenti - Intelligenza: i nuovi media permettono di instaurare un dialogo tra gli individui e raccogliere feedback riguardanti le loro percezioni sui prodotti e servizi - Individualizzazione: personalizzazione della comunicazione e dei contenuti proposti agli utenti - Disintermediazione e re-intermediazione: scomparsa degli intermediari tradizionali e creazione di nuovi intermediari in grado di soddisfare le necessità di ricerca e comparazione dei prodotti nel web - Indipendenza dal luogo fisico : possibilità di raggiungere mercati internazionali senza avere una rete d negozi fisici
  • Segmentazione: per segmentare i clienti si supera il criterio demografico per adottare nuovi criteri utili a distinguere i consumatori in base al loro comportamento, stile di vita, e abitudini di navigazione online (questo grazie alla classificazione dei consumatori in database complessi) Il marketing one-to-one Nasce nell’ambito del relationship marketing, sulla semplice idea di trattare i clienti diversi in maniera diversa. Un’azienda decide di sviluppare un programma di marketing one-to-one perché riconosce nella forza o nella debolezza delle relazioni con il singolo cliente il fattore determinante per una redditività ed un successo duraturi, come affermano Don Peppers, Martha Rogers e Bob Dorf nell’ormai famoso “manuale operativo” (del 1997) del “Marketing one-to-one” Cos’è un cookie
  • Un file di testo di piccola dimensione che viene copiato sul disco rigido dell’utente da un server di pagine Web e costituisce la carta d'identità dell'utente
  • Non può contenere virus
  • Tale file può essere letto solo dal server che lo ha inviato ed è possibile cancellarlo Sono file di informazioni che i siti web memorizzano sul computer dell'utente di Internet durante la navigazione allo scopo di identificare chi ha già visitato il sito in precedenza. I cookie vengono memorizzati all'interno del proprio computer e contengono informazioni come, ad esempio, le preferenze relative alla navigazione all'interno del sito e le informazioni automatiche di accesso (registra solo informazioni relative alla navigazione, no password ecc..) Pro di accettare i cookie : dal punto di vista del mercato sono importasti poiché si ottengono informazioni sui clienti. Inoltre, si ottengono offerte vantaggiose (se si cercano frigoriferi i cookie ci faranno vedere offerte su questo prodotto) svantaggi: come consumatore singolo non da fastidio, non appesantisce il sistema, non contiene virus però potrebbe sorgere il dubbio del perché qualcuno deve sapere su quali siti si naviga Il file di log, file in cui viene registrato tutto quello che succede. Per legge i software devono avere la tracciabilità. Fornisce notizie su:
  • il numero delle visite al sito in un determinato periodo (e possibilità di confronto tra periodi diversi)
  • il numero delle visite alle singole pagine
  • le entrate ed uscite dalle singole pagine
  • il tempo trascorso sulle singole pagine e sul sito
  • il percorso tra le pagine e di attraversamento del sito
  • la provenienza geografica del visitatore, talvolta anche l’età Il file di log è nel server di chi ci ha mandato le cose; il cookie ci da informazioni ogni volta che si naviga 13 LEZIONE Social media marketing Il social è una tendenza molto forte, lo strumento più importante che avremo per la comunicazione. Le persone talvolta si fidano molto di più da ciò che gli viene detto sui social. Perché i social media sono importanti: il 78% delle persone crede alle raccomandazioni degli altri consumatori, mentre solo il 14% di persone si fida della pubblicità. DEF Social media strategy: la presenza non basta. “La social media strategy significa individuare come posizionarsi nei social media in base agli obiettivi da raggiungere, attivare i canali più appropriati, definire un piano di contenuti , progettare campagne on-line per far parlare di te e dei tuoi prodotti.” ( domanda di esame: cos’è la social media strategy). I punti fondamentali di tale strategia:

1. Establish goals :(stabilire l’obiettivo per il business usando I SM, come avere un miglior servizio con il cliente, promuovere dei prodotti o

dei servizi, gestire o rispondere a delle crisi, attivare degli eventi…)

2. Listen: (chi,cosa,dove) capire chi sta parlando dell’azienda, del prodotto etc, ciò che stanno dicendo, se è positivo o negativo , dove si

svolgono le conversazioni, come si comportano i concorrenti nei social media, chi sono gli «influenzatori» in blog e social community, dove sono le opportunità e le minacce

3. Build (costruire): è importante la scelta del canale di conversazione, una scelta tecnica che spesso si sbaglia. (comprendere le

caratteristiche del canale e poi scegliere quello più adatto)

4. Engage (coinvolgimento): punto fondamentale della social media marketing è il coinvolgimento. La domanda frequente è come

coinvolgere il proprio cliente, come creare engagement. Seguendo le conversazioni che riguardano il proprio brand interagendo: «Cosa ne pensate dei nostri nuovi prodotti?» «Come possiamo aiutarvi oggi?» «Commenta i nostri contenuti e vinci due biglietti gratis». Partecipando a queste conversazioni replicando e commentando con: Trasparenza, Chiarezza (no corporate speaking), Autenticità, Prontezza

5. Analyze and Optimizel (analizzare e utilizzare): il web mi consente di avere molte informazioni (il file di log mi dice quante persone

entrano nel mio sito e quanto tempo si trascorre in una pagina specifica rispetto al tempo trascorso in un’altra, come si giunge a quella pagina, da quale nazione si proviene, talvolta anche l’età. Tutte queste informazioni sono importantissime e devono essere lette. I social media offrono la possibilità di introdurre misure di efficacia della propria strategia di social marketing, cioè la misura deve essere basata sugli obiettivi di business e tali obiettivi devono essere definiti come obiettivi misurabili. (Caratteristiche di un obiettivo: misurabile, raggiungibile.) Motori di ricerca e web marketing Motori di ricerca, come funziona:

• Effettuano la ricerca con parole chiave

• la ricerca viene effettuata nel database del motore, velocizzandola e in modo da stabilire dei criteri diversi, soggettivi di pertinenza ossia

osservo i siti ricercati più pertinenti contenenti la parola che ci interessa anziché osservare tutti i siti. Un sito è più pertinente, ad esempio, quando lo guardano in tanti

• il risultato è una lista ordinata di documenti web ( hits )

• le pagine Web più rilevanti (%attinenza )

stessa parola, motori diversi- - ->risultati differenti serach: l’81% degli utenti europei utilizza un moto di ricerca per andare sul website Google, caratteristiche generali :

• Interfaccia

• Algoritmo PageRank, ossia attribuire un punteggio alla propria pagina, consentono a Google di fare la SEO (seo sarà chiesta all’esame),

ossia fare in modo che il proprio sito sia il primo che si veda. Vi è poi la SEM

• Social con Google+

• Browser > Google Chrome

• Altri servizi a privati e aziende

SEO (SEARCH ENGINE OPTIMIZATION, ottimizzazione del motore di ricerca) SEO E SEM Sono due elementi finalizzati a massimizzare la visibilità dei siti web nei motori di ricerca. La SEO fa in modo che un sito sia in cima alla lista: si riferisce, invece, a tutte le attività finalizzate a migliorare il posizionamento (ranking) di un sito tra i risultati organici di un motore attraverso l’ottimizzazione dei contenuti e delle immagini presenti nelle pagine del sito, nonché attraverso tecniche di link building, ovvero attività finalizzate a migliorare la popolarità di una pagina web. Google pone in vetta un sito piuttosto che un altro calcolando un punteggio, il Page Rank, (i siti aventi un punteggio più alto sono posti più sopra). Come Google calcola il page rank?

• L'algoritmo non è pubblico poiché se fosse tale tutti barerebbero (se so che viene pesato molto il fatto che ci sia una particolare parola io la

inserisco, indipendentemente serva o mena; ad esempio, molti siti ripetono le cose ed hanno pagine simili perché ciò è stato individuato come un elemento che pesa molto). SEO: componenti dell’algoritmo di ranking di Google (criteri secondo cui i siti vengono posti in cima) Attendibilità del sito, link a cui è collegato, utilizzo delle parole chiavi, leggibilità del sito, sicurezza del sito (htpps) Spider e motore di ricerca: Le pagine web vengono indicizzate tramite software chiamati spider (ragnetti meccanici) , che compilano un indice basandosi sulle parole chiave rilevate nel sito registrato e su altri criteri propri di ogni motore di ricerca; poi costruisce l’indice in base al proprio sistema di ponderazione, codifica i dati per risparmiare spazio e infine memorizza i dati a cui gli utenti possono accedere. (vi è una prima fase di latenza per le pagine nuove poiché lo spider non è ancora passato). SEM (SEARCH ENGINE MARKETING, marketing della ricerca ) ( domanda di esame : cos’è il seo, sem e differenza tra seo e sem) La SEM premia la qualità a vantaggio del consumatore: il quality score, in cima vi è non chi ha un punteggio maggiore, come nel caso sella SEO, bensì chi ha pagato. L’acquisto di una parola chiave su Google avviene a CPC (costo per click) e si basa su di un meccanismo ad asta (bid ), quindi totalmente dinamico: non esistono listini, non esiste negoziazione, è il mercato che di fatto determina il prezzo per ogni parola chiave. Il valore del CPC non è però l’unico fattore rilevante, il motore premia anche la qualità a vantaggio del consumatore. (Si parla di keyword advertising , quando l’annuncio è visualizzato all’interno delle pagine del motore di ricerca, o di contextual advertising , quando appare nelle pagine dei siti web affiliati al network di ricerca. L’inserzionista paga solo se l'utente fa click sul link sponsorizzato visualizzato in seguito a una ricerca). La ricerca naturale/organica NON può essere oggetto di acquisto pubblicitario, un impegno che si è preso Google in modo da garantire che coloro che si trovano sotto non hanno pagato. (esempi di domande di esame, cerca tu la risposta): Web marketing è:

  1. La vendita di prodotti e servizi attraverso internet
  2. L’utilizzo dei social per la promozione dei prodotti e servizi
  3. Complesso di tecniche e strumenti che consentono di sviluppare rapporti commerciali tramite il web
  4. Sviluppo di applicazioni internet per il marketing Un cookie è:
  5. Uno strumento di promozione usato sui social
  6. Un file che serve ai siti web per riconoscere un utente e visualizzare ciò che interessa
  7. Un file creato dal pc quando si accede a internet
  8. Un file che risiede sui siti che visitiamo dove si registrano le attività degli utenti Nel digital marketing cosa si intende per SEM
  9. Campagna di digital advertising
  10. Campagne pubblicitarie sponsorizzate sui motori di ricerca per generare traffico verso un sito web V
  11. Ottimizzazione del sito web per raggiungere il rank più elevato tra i risultati organici (SEO)
  12. Ricerca per parole chiave su un motore di ricerca È possibile effettuare una disintermediazione all’interno dei canali di distribuzione con l’utilizzo di internet?
  13. Vero * è inoltre importante re intermediare ossia capire come utilizzare altri canali (domanda: esempio e come funziona una reintermediazione)
  14. Falso

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