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Una panoramica dei sistemi informativi, esplorando le loro componenti fondamentali come hardware, software, reti di comunicazione, processi, dati e informazioni. Approfondisce concetti chiave come l'architettura client-server e peer-to-peer, il cloud computing con i suoi vantaggi e rischi, e le diverse sfaccettature dell'intelligenza artificiale, inclusi il machine learning e il deep learning. Inoltre, vengono analizzati i pilastri del web 2.0 e le caratteristiche dei big data, offrendo una visione completa delle tecnologie e delle architetture che supportano i sistemi informativi moderni. Il documento si conclude con una discussione sulla sicurezza informatica e la gestione della riservatezza dei dati. L'obiettivo è fornire una solida base per comprendere come i sistemi informativi funzionano e come possono essere utilizzati per supportare le esigenze informative delle aziende.
Tipologia: Dispense
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Calcolatore – Computer – Elaboratore elettronico: apparecchio o dispositivo utilizzato per l’elaborazione di dati e segnali. Lo scopo di un computer è di elaborare i dati per trasformarli in informazioni utili al fine di accelerare la soluzione dei problemi e migliorare la produttività. Informatica: scienza che studia l’elaborazione delle informazioni e le sue applicazioni, più precisamente si occupa della rappresentazione, dell’organizzazione e del trattamento automatico della informazione. Il termine significa “informazione automatica” e fu coniato da P. Dreyfus nel 1962. Sistema informativo: un insieme di persone, apparecchiature e applicazioni (hardware, software e reti di comunicazione), processi, dati e informazioni che permettono all’azienda di disporre delle informazioni necessarie al posto giusto e al momento giusto. L’utilità è soddisfare il fabbisogno informativo attribuendo a ogni centro decisionale le informazioni necessarie per operare. Dato: rappresentazione numerica/simbolica di una misura o di una caratteristica di un fenomeno. Può essere:
Hardware: insieme delle componenti tangibili degli elaboratori. Software: programmi o insiemi di istruzioni tramite i quali l’elaboratore esegue determinate funzioni di elaborazione. Reti di comunicazione: collegamenti tra due o più dispositivi attraverso un mezzo trasmissivo al fine di effettuare una trasmissione di dati.
Un’azienda spende risorse nel sistema informativo per:
3In azienda si occupa dei sistemi informativi:
Megabyte (MB): circa un milione di byte Gigabyte (GB): circa un miliardo di byte Terabyte (TB): circa mille miliardi di byte Petabyte (PB): circa un milione di miliardi di byte Exabyte (EB): circa un miliardo di miliardi di byte Zettabyte (ZB): circa mille miliardi di miliardi di byte Yottabyte (YB): circa un quadrilione di byte
Von Neumann modellizzò l’infrastruttura Hardware, lo schema logico di funzionamento di un computer, tuttora valido sebbene sia nato a cavallo tra gli anni ‘40 e ‘50. È costituito da un’unità centrale di elaborazione ossia il CPU, dalle periferiche di input, dalle periferiche di output e le memorie di massa. Il CPU è il dispositivo che interpreta ed esegue le istruzioni, elabora i dati, gestisce e coordina le comunicazioni delle periferiche. L’unità aritmetico logica o ALU esegue le operazioni aritmetiche e logiche, fa calcoli semplici velocemente. Vi sono poi la memoria centrale e l’unità di controllo che decifra e interpreta ogni istruzione che viene memorizzata e poi la esegue. La memoria di massa è persistente, il dato viene salvato sulla memoria di massa, è più lenta e meno costosa ma di grandi dimensioni. Per Hardware si intende l’insieme delle componenti tangibili del computer. È classificato secondo 4 tipologie: tecnologie di input, tecnologie di output, tecnologie di memorizzazione e tecnologie di elaborazione.
Sono utilizzate per introdurre dati in un computer: Mouse e tastiera La tastiera è una tecnologia di inserimento di testi e numeri. Il mouse è uno strumento di puntamento che gestisce un cursore. Ogni mouse è dotato di due dispositivi, uno per la selezione, ossia i tasti, e uno per il movimento del cursore, ossia la pallina o tecnologia ottica. Lettori di codici a barre Il più diffuso in Italia è il codice EAN (European Article Number) che viene utilizzato nella grande distribuzione. Il codice a barre 2.0 è interattivo e multimediale. Per essere scansionato servono applicazioni apposite. Il codice QR comprime le informazioni in un quadratino che i dispositivi mobili
possono scansire rapidamente. Una volta sottoposto a scansione, il codice QR viene tradotto in informazioni utilizzabili come un link a un sito web. RFID – Radio Frequency Identification È una tecnologia per l’identificazione e/o memorizzazione automatica di informazioni inerenti oggetti, animali o persone (AIDC – Automatic Identifying and Data Capture) basata sulla capacità di memorizzazione di dati da parte di particolari etichette elettroniche, chiamate tag o transponder o chiavi elettroniche di prossimità, e sulla capacità di queste di rispondere all’interrogazione a distanza da parte di appositi apparati fissi o portatili chiamati reader o anche interrogatori. Questa identificazione avviene mediante radiofrequenza, grazie alla quale un reader è in grado di comunicare e/o aggiornare le informazioni contenute nei tag che sta interrogando; infatti, nonostante il suo nome, un reader ovvero un lettore non è solo in grado di leggere, ma anche di scrivere informazioni.
Presentano i dati all’utente in un formato comprensibile e usabile. Si parla di output video, stampanti, plotter e output audio. Gli output video sono utilizzati per visualizzare informazioni elaborate da un computer e sono connessi a una scheda video che comunica allo schermo i punti da attivare per produrre un’immagine. Nelle stampanti le informazioni possono essere stampate utilizzando diversi tipi di periferiche. Per trasferire disegni tecnici si usano i plotter per esempio. Le stampanti possono essere:
memoria e la immagazzina al suo interno in una piccola area di memorizzazione detta registro dell'istruzione (IR).
riferimento dalla memoria all'unita logico-aritmetica (ALU).
immagazzinati nella memoria centrale o in un registro dell'unità logico-aritmetica chiamata accumulatore. L’ALU ha delle caratteristiche:
fisicamente un piccolo chip sulla scheda madre del computer. La GPU è l’unità di elaborazione grafica. Si tratta di un circuito elettronico che velocizza la grafica del computer ed è in grado di eseguire calcoli matematici ad alta velocità. Può arrivare a 10000 core. I core permettono di eseguire più istruzioni nello stesso momento, si tratta di unità che lavorano insieme.
Secondo tale legge le prestazioni dei processori e il numero di transistor relativi a essi raddoppiano ogni 18 mesi.
Il software è costituito da programmi o insiemi di istruzioni tramite i quali il computer esegue determinate funzioni di elaborazione. Può essere:
È costituito da tre oggetti che controllano le operazioni fondamentali per il funzionamento del computer: il sistema operativo, i programmi di servizio/utility e il driver. Sistema operativo: è il software essenziale, un insieme di funzioni di base. Coordina l’interazione tra utenti, software applicativo, hardware e periferiche. Le funzioni principali sono:
La rete informatica consente di condividere informazioni e servizi. Si tratta di un collegamento tra due o più computer attraverso un mezzo trasmissivo per effettuare una trasmissione di dati. Gli elementi costitutivi sono:
Trasmissioni via cavo: i cavi collegano fisicamente i computer e gli altri dispositivi in reti. I più comuni sono il doppino telefonico, il cavo coassiale e la fibra-ottica. Trasmissioni wireless: i segnali elettromagnetici sono trasmessi e ricevuti senza l’utilizzo di cavo, usando i raggi infrarossi, il bluetooth e il Wi-fi (via radio). Il bluetooth serve per spedire una piccola mole di informazioni per un arco limitato di tempo mentre il Wi-fi mette in comunicazione due computer che devono scambiare una grossa mole di informazioni.
Architettura CLIENT–SERVER: un server è un computer collegato in rete che consente a più computer (i client) di accedere a dati, programmi, ecc. Architettura P2P/PEER TO PEER: un peer è un computer che può sia richiedere che fornire servizi. Si può comportare sia da client sia da server.
Un router è un dispositivo elettronico che, in una rete informatica a commutazione di pacchetto, si occupa di instradare i dati, suddivisi in pacchetti, fra reti diverse. Il TCP, ossia il protocollo di controllo trasmissione, è uno standard di comunicazione, che consente ai programmi applicativi e ai dispositivi informatici di scambiarsi messaggi su una rete. L’IP, ossia il protocollo Internet, rappresenta il metodo per inviare dati da un dispositivo a un altro su Internet.
Un DNS è un sistema che permette di associare ad un indirizzo IP un indirizzo non numerico ossia l’URL. Il DNS è un sistema di livelli:
Commutazione di circuito: ai due utenti comunicanti viene assegnato un circuito (circuito fisico effettivo o porzione di banda o intervallo di tempo) per tutta la durata del collegamento e nessun altro utente può utilizzarlo in quel periodo. Commutazione di pacchetto: il messaggio prima di essere spedito viene diviso in pacchetti di dimensioni più ridotte e viene aggiunto a ciascuno di essi un header in modo da farlo diventare un’entità autonoma. L’header contiene, tra l’altro, gli indirizzi del mittente e del destinatario e il numero progressivo che individua la posizione dentro il messaggio. Ogni pacchetto è un’entità informatica autonoma e per arrivare a destinazione segue di volta in volta un percorso decisivo in base allo stato della rete. Il vantaggio è il potere evitare la congestione di alcuni nodi o della rete instradando i pacchetti su vari percorsi.
Paradigma di erogazione di risorse informatiche, come l’archiviazione, l’elaborazione o la trasmissione di dati, caratterizzato dalla disponibilità on demand attraverso Internet a partire da un insieme di risorse preesistenti e configurabili.
L’intelligenza artificiale viene definita in vari modi, evidenziando diversi aspetti e approcci:
L'intelligenza artificiale ha un impatto significativo sulle nostre vite quotidiane in vari modi:
Autonomia: capacità di un sistema di operare prendere decisioni senza intervento umano.
Fase 2: EMBEDDING Fase 3: MATRICE DI ATTENZIONE La matrice di attenzione è uno strumento matematico che il modello GPT utilizza per calcolare quanto ogni parola dovrebbe influenzare le altre parole nella frase (il significato della parola dipende dal contesto in cui appare).
Il Machine Learning (apprendimento automatico) è un sottoinsieme dell’IA che consente al computer di apprendere dei dati e migliorare le loro prestazioni nel tempo senza essere esplicitamente programmati. Caratteristiche:
Il Machine Learning è una delle tecniche principali utilizzate per implementare l’IA, permettendo ai sistemi di prendere decisioni basate sui dati storici.
Il Deep Learning è un sottoinsieme del Machine Learning che utilizza reti neurali profonde per analizzare dati complessi e fare previsioni. Caratteristiche:
La scienza dei dati è un campo interdisciplinare che utilizza metodi statistici, algoritmi di Machine Learning e analisi dei dati per estrarre conoscenza e insight dai dati. Caratteristiche:
La robotica è un campo che si occupa della progettazione, costruzione e utilizzo di robot, spesso integrando tecnologie di IA per migliorare le loro capacità. Caratteristiche:
Il Machine Learning affonda le proprie radici nella statistica, che può essere intesa anche come l’arte di estrarre conoscenze dai dati:
Invece di scrivere regole precise, si utilizza un set di esempi etichettati per addestrare un algoritmo di IA a classificare correttamente i dati. L’utente fornisce le etichette corrette, fungendo da “supervisore” che guida l’algoritmo verso le risposte giuste, permettendo poi all’algoritmo di produrre previsioni in autonomia. Oltre alla classificazione, l’apprendimento supervisionato può essere usato per prevedere numeri, come il numero di clic su una pubblicità o il prezzo di vendita di un immobile. Questi problemi di previsione numerica sono chiamati regressione. Un esempio noto è la regressione lineare, una tecnica classica ancora ampiamente utilizzata. È importante essere prudenti nell’applicazione dei metodi di machine learning per evitare delusioni dovute a previsioni meno accurate del previsto. Un errore comune è non suddividere correttamente i dati. Bisogna dividere il set di dati in due parti:
Nell’apprendimento non supervisionato, le risposte corrette non sono fornite. Impossibilità nello sviluppare il modello adattandolo alle risposte corrette dei dati di allenamento. Anche la valutazione delle prestazioni diventa più complicata perché non possiamo verificare se il modello appreso funzioni bene o meno. I metodi tipici di apprendimento non supervisionato cercato di apprendere una sorta di “struttura” sottostante ai dati:
Learning crea i gruppi, ma non fornisce automaticamente etichette per i cluster: questo compito spetta all’utente.
Il Deep Learning si riferisce a determinati tipi di tecniche di Machine Learning in cui diversi strati di unità di elaborazione semplici sono collegati in una rete in modo che l’input al sistema passi a turno attraverso ognuno di essi. Tale architettura è stata ispirata dall’elaborazione nel cervello delle informazioni visive proveniente dagli occhi e catturate dalla retina. Tale profondità consente alla rete di apprendere strutture più complesse senza bisogno di quantità esagerate di dati. Una rete neurale, sia essa biologica o artificiale, è composta da un vasto numero di unità semplici, i neuroni, che ricevono e trasmettono segnali gli uni agli altri. I neuroni sono processori molto semplici di informazioni, formati da un corpo cellulare e da ramificazioni che collegano i neuroni tra loro. La maggior parte del tempo non fanno nulla e se ne stanno fermi ad aspettare i segnali provenienti dalle ramificazioni. Isolato da altri neuroni, un singolo neurone è piuttosto inespressivo e capace di manifestare soltanto un insieme molto limitato di comportamenti. Quando i neuroni sono collegati tra loro, il sistema risultante dalla loro azione concertata può divenire estremamente complesso.