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lezione 2 informatica, Appunti di Sistemi Informativi

lezione 2 informatica e sistemi informativi

Tipologia: Appunti

2024/2025

Caricato il 14/01/2026

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(Lez.3) cap 3
I sistemi informativi aziendali
Con la diffusione dei primi computer e il conseguente cambiamento dei modelli organizzativi,
Robert Newton Anthony, nel 1965, elaborò la cosiddetta “piramide di Anthony”
, un modello
che descrive la struttura decisionale delle organizzazioni. Secondo Anthony, ogni impresa
può essere rappresentata come una piramide sociale articolata in tre livelli: strategico, tattico
e operativo.
Il livello strategico, occupato dal top management, è dedicato alle decisioni a lungo
termine e alla definizione degli obiettivi e delle politiche di business, delle risorse e delle
politiche di sviluppo, nonché dei processi e delle politiche industriali e comportamentali.
Il livello tattico, gestito dal middle management, ha il compito di tradurre le strategie in piani
operativi. In questa fase si curano la programmazione della produzione, la pianificazione
commerciale e di prodotto, e il controllo dell’efficienza e dell’efficacia dei processi.
Il livello operativo riguarda le attività ripetitive e quotidiane necessarie al funzionamento
dell’impresa.
Questo modello, ancora oggi attuale, consente di comprendere come i diversi sistemi
informativi possano supportare in modo mirato ciascun livello decisionale, contribuendo al
buon funzionamento complessivo dell’organizzazione.
(Piramide di Anthony)
6Livello operativo
Alla base della piramide organizzativa si trova il livello operativo, nel quale si svolgono le
attività quotidiane e ripetitive dell’azienda, come la gestione degli ordini, delle vendite, degli
stipendi o delle scorte di magazzino, oltre alle interazioni dirette con i clienti.
Le decisioni prese a questo livello sono generalmente strutturate, cioè seguono procedure
standardizzate, definite e ripetibili, che si svolgono in un contesto caratterizzato da un basso
livello di incertezza e che possono quindi essere facilmente automatizzate.
A supporto di queste attività operano i Transaction Processing System (TPS), ovvero i
sistemi di elaborazione delle transazioni. Essi hanno il compito di eseguire e registrare tutte
le transazioni aziendali, migliorando l’efficienza dei processi e garantendo velocità,
precisione e continuità operativa. Le attività gestite dai TPS sono generalmente ripetitive,
strutturate, ad alta frequenza e fanno uso di dati esatti. L’obiettivo principale di questi sistemi
è aumentare l’efficienza delle operazioni quotidiane, riducendo errori e costi e
assicurando affidabilità e tempestività nei processi, come nel caso delle transazioni di
vendita o di acquisto.
L’architettura di un TPS si basa su un modello semplice costituito da tre fasi: input,
elaborazione e output. I dati iniziali possono provenire da documenti cartacei o elettronici
che descrivono una specifica transazione aziendale, come un modulo di iscrizione o un
ordine di acquisto. Questi documenti rappresentano il punto di partenza per il sistema, che li
elabora e produce i risultati corrispondenti, come ricevute, report o aggiornamenti dei
database.
L’elaborazione delle transazioni può avvenire in tempo reale (online), quando i dati
vengono processati immediatamente e i risultati sono forniti istantaneamente all’operatore o
al cliente — ad esempio nei sistemi di iscrizione ai corsi universitari — oppure in modalità
batch, quando i dati vengono raccolti e processati in un secondo momento, come accade
nelle banche per la riconciliazione degli assegni.
Nei TPS, i dati possono essere inseriti manualmente, direttamente dall’operatore, oppure
automaticamente o semi automaticamente, tramite dispositivi in grado di catturare le
informazioni senza intervento umano. Questa flessibilità consente ai sistemi di elaborazione
delle transazioni di adattarsi a diverse tipologie di processi, garantendo sempre efficienza,
precisione e continuità nelle attività operative dell’impresa.
7Livello tattico o manageriale
Il livello tattico o manageriale rappresenta il punto intermedio della piramide organizzativa
e ha il compito di collegare le attività operative con le decisioni strategiche.
In questa fase, i responsabili funzionali si occupano di trasformare i dati operativi in
informazioni utili per coordinare le diverse funzioni aziendali, migliorare l’efficienza dei
processi e supportare i livelli superiori nella definizione delle strategie.
Le decisioni prese a questo livello sono generalmente semistrutturate, poiché alcune
procedure sono già definite, ma spesso è necessario integrare l’esperienza, il giudizio e le
capacità analitiche del management per affrontare problemi complessi e variabili.
A supporto di queste attività operano i Management Information System (MIS), sistemi
informativi direzionali che raccolgono e sintetizzano i dati provenienti dai Transaction
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(Lez.3) cap 3 I sistemi informativi aziendali Con la diffusione dei primi computer e il conseguente cambiamento dei modelli organizzativi, Robert Newton Anthony, nel 1965, elaborò la cosiddetta “piramide di Anthony” , un modello che descrive la struttura decisionale delle organizzazioni. Secondo Anthony, ogni impresa può essere rappresentata come una piramide sociale articolata in tre livelli: strategico, tattico e operativo. Il livello strategico , occupato dal top management, è dedicato alle decisioni a lungo termine e alla definizione degli obiettivi e delle politiche di business, delle risorse e delle politiche di sviluppo, nonché dei processi e delle politiche industriali e comportamentali. Il livello tattico , gestito dal middle management, ha il compito di tradurre le strategie in piani operativi. In questa fase si curano la programmazione della produzione, la pianificazione commerciale e di prodotto, e il controllo dell’efficienza e dell’efficacia dei processi. Il livello operativo riguarda le attività ripetitive e quotidiane necessarie al funzionamento dell’impresa. Questo modello, ancora oggi attuale, consente di comprendere come i diversi sistemi informativi possano supportare in modo mirato ciascun livello decisionale, contribuendo al buon funzionamento complessivo dell’organizzazione. (Piramide di Anthony) 6 Livello operativo Alla base della piramide organizzativa si trova il livello operativo, nel quale si svolgono le attività quotidiane e ripetitive dell’azienda, come la gestione degli ordini, delle vendite, degli stipendi o delle scorte di magazzino, oltre alle interazioni dirette con i clienti. Le decisioni prese a questo livello sono generalmente strutturate , cioè seguono procedure standardizzate, definite e ripetibili, che si svolgono in un contesto caratterizzato da un basso livello di incertezza e che possono quindi essere facilmente automatizzate. A supporto di queste attività operano i Transaction Processing System (TPS) , ovvero i sistemi di elaborazione delle transazioni. Essi hanno il compito di eseguire e registrare tutte le transazioni aziendali, migliorando l’efficienza dei processi e garantendo velocità, precisione e continuità operativa. Le attività gestite dai TPS sono generalmente ripetitive, strutturate, ad alta frequenza e fanno uso di dati esatti. L’obiettivo principale di questi sistemi è aumentare l’efficienza delle operazioni quotidiane , riducendo errori e costi e assicurando affidabilità e tempestività nei processi, come nel caso delle transazioni di vendita o di acquisto. L’architettura di un TPS si basa su un modello semplice costituito da tre fasi: input, elaborazione e output. I dati iniziali possono provenire da documenti cartacei o elettronici che descrivono una specifica transazione aziendale, come un modulo di iscrizione o un ordine di acquisto. Questi documenti rappresentano il punto di partenza per il sistema, che li elabora e produce i risultati corrispondenti, come ricevute, report o aggiornamenti dei database. L’elaborazione delle transazioni può avvenire in tempo reale (online), quando i dati vengono processati immediatamente e i risultati sono forniti istantaneamente all’operatore o al cliente — ad esempio nei sistemi di iscrizione ai corsi universitari — oppure in modalità batch, quando i dati vengono raccolti e processati in un secondo momento, come accade nelle banche per la riconciliazione degli assegni. Nei TPS, i dati possono essere inseriti manualmente, direttamente dall’operatore, oppure automaticamente o semi automaticamente, tramite dispositivi in grado di catturare le informazioni senza intervento umano. Questa flessibilità consente ai sistemi di elaborazione delle transazioni di adattarsi a diverse tipologie di processi, garantendo sempre efficienza, precisione e continuità nelle attività operative dell’impresa. 7 Livello tattico o manageriale Il livello tattico o manageriale rappresenta il punto intermedio della piramide organizzativa e ha il compito di collegare le attività operative con le decisioni strategiche. In questa fase, i responsabili funzionali si occupano di trasformare i dati operativi in informazioni utili per coordinare le diverse funzioni aziendali, migliorare l’efficienza dei processi e supportare i livelli superiori nella definizione delle strategie. Le decisioni prese a questo livello sono generalmente semistrutturate , poiché alcune procedure sono già definite, ma spesso è necessario integrare l’esperienza, il giudizio e le capacità analitiche del management per affrontare problemi complessi e variabili. A supporto di queste attività operano i Management Information System (MIS) , sistemi informativi direzionali che raccolgono e sintetizzano i dati provenienti dai Transaction

Processing System (TPS) e da altre fonti interne all’organizzazione. Gli MIS elaborano queste informazioni per generare report riepilogativi o personalizzati relativi ai principali processi aziendali , consentendo ai responsabili di monitorare le performance nel tempo, individuare eventuali inefficienze e prendere decisioni più mirate e consapevoli. Accanto agli MIS, i Decision Support System (DSS) e i sistemi di Business Intelligence (BI) forniscono un ulteriore livello di supporto decisionale, particolarmente utile quando è necessario analizzare scenari alternativi o lavorare con informazioni incomplete. Questi sistemi integrano dati, modelli analitici e tecniche di simulazione, consentendo di prevedere risultati futuri e di valutare l’impatto di differenti scelte strategiche. In tal modo, supportano i responsabili nel miglioramento continuo della gestione e nella pianificazione delle decisioni. Un DSS si basa su tre componenti principali: input, elaborazione e output. Gli input includono dati provenienti da TPS, MIS e altre fonti interne o esterne, insieme a modelli analitici che aiutano a interpretare le informazioni. L’elaborazione combina questi dati con i modelli per valutare scenari, alternative e possibili conseguenze delle decisioni. L’output consiste in report grafici o testuali chiari, sintetici e immediatamente utilizzabili nel processo decisionale. I modelli analitici impiegati possono variare da

8strumenti semplici, come medie storiche, a metodi più complessi, come analisi di serie temporali o regressioni statistiche. Livello strategico Il livello strategico o esecutivo rappresenta il vertice della piramide organizzativa e coinvolge i dirigenti responsabili delle decisioni più complesse e di lungo periodo. Le decisioni prese a questo livello sono definite destrutturate , poiché riguardano problemi strategici per i quali non esistono procedure prestabilite. Esempi di tali decisioni sono la pianificazione degli investimenti, l’allocazione delle risorse, la definizione di politiche aziendali o la negoziazione di contratti importanti. Per supportare queste attività vengono utilizzati gli Executive Information System (EIS) , noti anche come Executive Support System (ESS ). Questi sistemi integrano tecnologia, dati, procedure e competenze del personale, con l’obiettivo di consolidare informazioni provenienti da fonti sia interne sia esterne all’organizzazione, fornendo ai dirigenti strumenti utili per prendere decisioni tempestive e strategiche. Gli EIS/ESS consentono di individuare rapidamente tendenze, anomalie e opportunità, favorendo la pianificazione a lungo termine , il monitoraggio delle risorse e la gestione di eventi rilevanti per l’impresa. In particolare, tali sistemi combinano dati “hard” , provenienti da TPS e MIS (come dati contabili, produttivi o finanziari), con dati “soft” , ovvero informazioni qualitative come notizie di mercato, analisi economiche e dati provenienti da fonti esterne. Queste informazioni vengono selezionate, sintetizzate e presentate in modo chiaro, così da risultare facilmente interpretabili dai dirigenti. L’utilizzo di internet , portali informativi e contenuti multimediali consente inoltre di aggiornare e integrare costantemente le informazioni disponibili. Per evitare un eccessivo sovraccarico informativo, gli EIS/ESS mostrano solo i dati essenziali, organizzati in modo visivo e intuitivo tramite cruscotti direzionali. I cruscotti direzionali 9Questi strumenti presentano gli indicatori chiave di performance (KPI) attraverso grafici, tabelle e statistiche, permettendo ai dirigenti di monitorare in tempo reale l’andamento aziendale rispetto agli obiettivi strategici. In questo modo è possibile individuare rapidamente eventuali scostamenti o criticità e adottare decisioni rapide, mirate e basate su dati concreti. Un cruscotto direzionale raccoglie e presenta dati chiave provenienti dai vari sistemi informativi aziendali (come TPS, MIS, DSS ed EIS/ESS) in forma grafica o tabellare, permettendo di monitorare costantemente l’andamento delle attività rispetto agli obiettivi strategici. ⇒consentono di “guidare” l’azienda con la stessa immediatezza con cui un cruscotto aiuta a controllare un veicolo

poiché i dati vengono utilizzati per guidare decisioni più consapevoli e ottimizzare i processi. I sistemi informativi passano così da strumenti operativi a veri e propri asset aziendali a supporto del management. ● Arma strategica (epoca attuale) Oggi le tecnologie ICT hanno assunto un ruolo centrale nella definizione delle strategie aziendali e dei modelli di business. I sistemi informativi non sono più solo strumenti di supporto, ma armi strategiche per innovare, competere e creare valore. Le imprese utilizzano le tecnologie sia internamente — attraverso sistemi ERP, intranet e reti aziendali — sia esternamente, mediante extranet, piattaforme di e-commerce e sistemi di collaborazione interaziendale. Le ICT si configurano così come una leva strategica in grado di migliorare l’efficienza operativa, ridurre i costi, favorire l’innovazione dei processi e consolidare il vantaggio competitivo dell’impresa sul mercato globale. Evoluzione sistemi aziendali I sistemi aziendali odierni sono il risultato di una continua evoluzione, influenzata dai cambiamenti dei mercati, dalla loro espansione e dalla globalizzazione, ma anche dal progresso delle tecnologie produttive e dall’evoluzione dei modelli di management. Per rappresentare questa trasformazione, si utilizza spesso un triangolo che simboleggia l’azienda stessa. Le sezioni orizzontali del triangolo indicano i diversi livelli gerarchici dell’organizzazione: alla base si trova il livello operativo, seguito dal livello della conoscenza, poi dal livello di gestione, fino ad arrivare al livello strategico al vertice. Le sezioni verticali , invece, rappresentano le aree funzionali dell’impresa , come Vendite e Marketing, Produzione e Ingegneria, Finanza, Contabilità e Risorse Umane. 12L’utilizzo della tecnologia nelle aziende si sviluppa progressivamente, partendo dalle attività operative fino a raggiungere la direzione strategica. Questo percorso evolutivo si articola in quattro fasi principali , di cui le prime due sono fondamentali per comprendere la crescita dei sistemi informativi. 1) Livello Operativo (TPS) La prima fase dell’evoluzione dei sistemi informativi si colloca tra gli anni ’60 e ’70, con l’introduzione dei mainframe e dei primi sistemi automatizzati nelle imprese. In questo periodo, la tecnologia entra nel mondo del lavoro ma il suo utilizzo è ancora limitato alle attività operative e ripetitive. Essa viene impiegata per automatizzare operazioni di base , rappresentando un semplice strumento tecnico di supporto. Nascono così i Transaction Processing System (TPS) , o Sistemi di Elaborazione delle Transazioni, progettati per gestire e registrare grandi volumi di operazioni standardizzate , come pagamenti, ordini, stipendi o movimenti di magazzino. L’obiettivo principale di questi sistemi è aumentare l’efficienza e ridurre gli errori, sostituendo le attività manuali con processi automatizzati, più rapidi e affidabili. GUARDA PAG. 110 2) Livello della Conoscenza (OAS e KWS) Negli anni ’80, con la diffusione dei personal computer, la tecnologia inizia a espandersi e a coinvolgere una nuova categoria di professionisti: i lavoratori della conoscenza, ossia coloro che basano la propria attività su competenze, analisi di informazioni e capacità intellettuali. In questa fase emergono due nuove tipologie di sistemi informativi: Gli OAS (Office Automation System) , o sistemi di automazione d’ufficio, progettati per supportare le attività quotidiane degli impiegati attraverso strumenti digitali dedicati alla scrittura, al calcolo e alla comunicazione. Questi sistemi rappresentano i precursori dei moderni software di produttività personale, come Word, Excel o PowerPoint, che semplificano e velocizzano le operazioni d’ufficio. I KWS (Knowledge Worker System ), o sistemi per i lavoratori della conoscenza, destinati a figure professionali come ingegneri, architetti o designer. Un esempio

emblematico è il CAD (Computer-Aided Design), un sistema che consente di progettare oggetti e componenti in modo automatizzato e preciso, migliorando la qualità del lavoro e riducendo tempi e costi di sviluppo. In questa fase, la tecnologia sale di livello all’interno della struttura aziendale, diventando un mezzo professionale in grado di potenziare la produttività, la creatività e la qualità del lavoro intellettuale, segnando un passo decisivo verso l’impresa moderna basata sulla conoscenza 3) Livello di Gestione (MIS e DSS) Negli anni ’90, con l’aumento della complessità dei mercati e delle strutture organizzative, la tecnologia si estende ai livelli manageriali delle aziende. In questo periodo, i dati generati dai sistemi operativi e dai lavoratori della conoscenza diventano una risorsa fondamentale per supportare decisioni gestionali e strategiche. ● ● 13● ● Nascono due nuove categorie di sistemi informativi: I MIS (Management Information System) , o sistemi informativi manageriali, progettati per raccogliere, organizzare e aggregare i dati provenienti dai diversi reparti aziendali, fornendo ai manager report, indicatori e analisi utili per il controllo e la pianificazione delle attività. I DSS (Decision Support System) , o sistemi di supporto alle decisioni, che consentono ai dirigenti di analizzare grandi quantità di informazioni, interne ed esterne all’azienda, per valutare scenari, effettuare simulazioni e migliorare la qualità delle decisioni. Questi sistemi non sostituiscono il manager, ma lo supportano con analisi approfondite e oggettive. 4) Livello Strategico (ESS) Dalla fine degli anni ’90 a oggi, la tecnologia raggiunge i vertici della piramide aziendale , arrivando ai top manager e agli amministratori delegati. In questa fase nascono gli ESS (Executive Support System) , progettati per offrire ai vertici aziendali una visione strategica completa dell’organizzazione. Gli ESS permettono di accedere rapidamente a informazioni provenienti da tutti i livelli aziendali, ma anche da fonti esterne, come mercati finanziari, dati sui concorrenti e indicatori macroeconomici. Grazie a d ashboard interattive e cruscotti direzionali con KPI aggiornati in tempo reale, i manager possono monitorare l’andamento dell’impresa e prendere decisioni strategiche più tempestive. In questa fase, il sistema informativo diventa uno strumento di governo e leadership, essenziale per guidare l’organizzazione e orientarne le strategie a lungo termine. Integrazione delle quattro fasi: i sistemi ERP (Enterprise Resource Planning) Con il progresso della tecnologia e delle reti di comunicazione, tutti i sistemi informativi — TPS, OAS, KWS, MIS, DSS ed ESS — sono stati integrati in un’unica architettura centralizzata, dando origine ai sistemi ERP (Enterprise Resource Planning). L’ERP unisce tutte le funzioni aziendali in un’unica piattaforma, consentendo di gestire risorse e attività in modo efficiente e fornendo al management dati aggiornati per prendere decisioni strategiche rapide e consapevoli. Attraverso un database centralizzato, l’ERP collega e coordina tutte le aree funzionali dell’azienda, come contabilità, produzione, logistica, marketing, risorse umane, vendite e direzione. In questo modo, i dati vengono aggiornati in tempo reale , le informazioni fluiscono senza interruzioni tra i reparti, la collaborazione interna migliora e la qualità del servizio cresce, permettendo al management decisioni coerenti e basate su una visione unificata dell’intera impresa. Tra i principali fornitori di sistemi ERP ci sono SAP, leader nel settore, insieme a Oracle e Microsoft, che offrono soluzioni adottate da molte aziende a livello globale. 14 L'evoluzione delle architetture ICT nell'ambito dei sistemi informativi La storia dell'ITC in termini di architetture vede quattro fasi evolutive: batch, real time, PC revolution e cloud computing. Ogni fase descritta porta a un cambiamento nel modo di gestire e organizzare il lavoro, che a sua volta favorisce lo sviluppo tecnologico della fase successiva. In passato, i sistemi informativi non erano basati sulla tecnologia.

  1. Verso la fine degli anni Cinquanta, periodo che corrisponde alla prima fase, quella denominata batch , nelle aziende vengono introdotti i primi sistemi di calcolo, i cosiddetti mainframe.
  2. La seconda fase, del real time (sviluppatasi tra l'inizio degli anni Settanta e la prima metà

importanza e vengono riqualificati su altre mansioni: finalmente la clientela può avere evidenza delle operazioni effettuate in tempo reale, senza ritardi dovuti all'elaborazione manuale o alla mancanza di connessione tra front office e back office. 16 Cloud computing Il cloud computing è un modello erogazione di servizi IT