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Dispensa Microeconomia intero programma, Dispense di Microeconomia

Dispensa per esame di Microeconomia Prof. Riccardo Marselli. Questa dispensa è completa dell'intero programma di Microeconomia per l'esame del primo anno del corso di studi di Management delle imprese Internazionali con il Prof. Riccardo Marselli.

Tipologia: Dispense

2020/2021

In vendita dal 23/05/2021

luigi_ercolino
luigi_ercolino 🇮🇹

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Microeconomia e Macroeconomia
La microeconomia studia il comportamento degli individui e i singoli mercati (cerca di massimizzare il benessere dei
singoli individui, tenendo conto del reddito)
La macroeconomia studia il comportamento di entità economiche aggregate o variabili economiche aggregate
- massimizzazione produzione
- Minimizzazione costi di produzione, studiando le combinazioni di fattori produttivi.
*per trovare massimi e minimi derivata prima = 0
Una volta studiati i consumatori e le imprese si passa allo studio dei mercati Mercato domanda Consumatori, Mercato
Offerta Imprese
Mercato lavoro poiché lavoro fattore produttivo molto importante Domanda di lavoroIMPRESE Offerta lavoro
LAVORATORI dove dedicano ore al lavoro per recepire un reddito
La microeconomia studia anche le forme organizzative del mercato Es. Concorrenza perfetta.
Domande positive e normative
Domanda normativa: Attiene ai valori individuali poiché mira a sapere cosa si deve o si dovrebbe fare.
Domanda positiva: Ci si chiede quali possano essere le conseguenze di determinate politiche o soluzioni istituzionali.
*In microeconomia si utilizza quasi sempre un approccio di tipo normativo
Il concetto di scarsità
In microeconomia si studiano i processi decisionali in condizioni dei scarsità
Una risorsa è scarsa se:
Qualcuno la desidera.
Non ce ne è abbastanza per tutti.
Una risorsa scarsa è un bene economico quando non è disponibile in quantità sufficiente rispetto al fabbisogno.
Sono esempi di risorse scarse: Denaro, Tempo, Salute.
Le risorse suscitano immediatamente un interesse economico, si studia quindi se:
Ha senso appropriarsene
Ha senso pagare per averle, comprarle
Ha senso, se possibile, produrle o venderle.
Le risorse scarse inoltre diventano oggetto di attività economiche.
L’approccio costi-benefici
La microeconomia studia i processi decisionali attuati in condizioni di scarsità.
Le scelte vengono effettuate seguendo l’approccio costi-benefici:
X: l’attività da effettuare
B(x): il beneficio dell’attività
C(x): il costo dell’attività
Se B(x)>C(x), allora si sceglie X
Se B(x)<C(x), allora X non viene scelta
Come calcolare i costi e i benefici di un attività
B(x): è il prezzo massimo che saremo disposti a pagare per l’attività X
C(x): è il valore di tutte le risorse a cui dovremo rinunciare per compiere l’attività X
Beneficio prezzo più alto disposti a pagare
Costo valore di tutte le risorse disposti a rinunciare
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Microeconomia e Macroeconomia

  • La microeconomia studia il comportamento degli individui e i singoli mercati (cerca di massimizzare il benessere dei singoli individui, tenendo conto del reddito)
  • La macroeconomia studia il comportamento di entità economiche aggregate o variabili economiche aggregate
    • massimizzazione produzione
    • Minimizzazione costi di produzione, studiando le combinazioni di fattori produttivi.
  • per trovare massimi e minimi derivata prima = 0 Una volta studiati i consumatori e le imprese si passa allo studio dei mercati Mercato domanda Consumatori, Mercato Offerta Imprese Mercato lavoro poiché lavoro fattore produttivo molto importante Domanda di lavoroIMPRESE Offerta lavoro LAVORATORI dove dedicano ore al lavoro per recepire un reddito La microeconomia studia anche le forme organizzative del mercato Es. Concorrenza perfetta.

Domande positive e normative

  • Domanda normativa : Attiene ai valori individuali poiché mira a sapere cosa si deve o si dovrebbe fare.
  • Domanda positiva : Ci si chiede quali possano essere le conseguenze di determinate politiche o soluzioni istituzionali.
  • In microeconomia si utilizza quasi sempre un approccio di tipo normativo

Il concetto di scarsità

In microeconomia si studiano i processi decisionali in condizioni dei scarsità Una risorsa è scarsa se:

  • Qualcuno la desidera.
  • Non ce ne è abbastanza per tutti. Una risorsa scarsa è un bene economico quando non è disponibile in quantità sufficiente rispetto al fabbisogno. Sono esempi di risorse scarse: Denaro, Tempo, Salute. Le risorse suscitano immediatamente un interesse economico , si studia quindi se:
  • Ha senso appropriarsene
  • Ha senso pagare per averle, comprarle
  • Ha senso, se possibile, produrle o venderle. Le risorse scarse inoltre diventano oggetto di attività economiche.

L’approccio costi-benefici

La microeconomia studia i processi decisionali attuati in condizioni di scarsità. Le scelte vengono effettuate seguendo l’approccio costi-benefici: ◦ X : l’attività da effettuare ◦ B(x) : il beneficio dell’attività ◦ C(x) : il costo dell’attività ‣ Se B(x)>C(x) , allora si sceglie X ‣ Se B(x)<C(x) , allora X non viene scelta

Come calcolare i costi e i benefici di un attività

  • B(x) : è il prezzo massimo che saremo disposti a pagare per l’attività X
  • C(x) : è il valore di tutte le risorse a cui dovremo rinunciare per compiere l’attività X Beneficio prezzo più alto disposti a pagare Costo valore di tutte le risorse disposti a rinunciare

Errori comuni nell’analisi costi benefici

1 ignorare i costi opportunità. 2 Considerare i costi non recuperabili. 3 Misurare i costi e i benefici in termini percentuali piuttosto che assoluti. 4 Non comprendere la distinzione tra costo (o beneficio) medio e marginale.

Ignorare i costi opportunità (costi impliciti)

  • compiere l’azione x significa escludere l’azione y.
  • Y è la migliore alternativa ad x
  • La domanda dovrebbe essere: Dovrei fare X o Y
  • Il valore rappresentato da y (se l’aveste compiuta) è il costo opportunità di x
  • Si prendono decisioni sbagliate quando si trascura il valore delle opportunità tralasciate Ex: andare al mare oppure lavorare.

Considerare i Sunk costs (costi non recuperabili)

  • I costi non recuperabili, diversamente dai costi opportunità, vanno ignorati.
  • Considerarli significa cadere in una seconda trappola tipica del processo decisionale. Ex: Costi assicurativi e bollo se possessori di un’auto ( da sostenere a prescindere da ciò che si fa ), uscire per andare o non andare a un concerto.

Misurare i costi e benefici in termini percentuali piuttosto che assoluti

Quando si utilizza l’analisi costi-benefici, dovremmo esprimere i costi e benefici nei termini assoluti del valore monetario. Il confronto tra percentuali non è un modo efficace di valutare il processo decisionale.

Non comprendere la distinzione tra medio/marginale

Fino ad ora ci siamo chiesti “Devo effettuare l’attività X ?”, ma spesso, nella realtà, la domanda rilevante è: “Devo incrementare il livello con cui mi sto dedicando all’attività X? In questo caso, i costi e i benefici rilevanti sono quelli relativi ad una unità addizionale ( marginale ) di attività.

  • Costo marginale : è l’aumento del costo totale derivante dall’effettuazione di un’unità addizionale di attività X.
  • Beneficio marginale : è l’aumento del beneficio totale derivante dall’ effettuazione di un’attività addizionale di attività X.
  • Costo medio : è il rapporto tra il costo totale di un’attività X e il numero n di sue entità effettuate.
  • Beneficio medio : è il rapporto tra beneficio totale di un’attività X e il numero n di sue unità effettuate. La regola ci dice di incrementare il livello di un’attività X affinché il suo Beneficio Marginale > Costo Marginale Spesso però, le persone, non applicano correttamente questa regola poiché considerano il confronto tra Beneficio Medio e Costo Medio invece di quello tra Beneficio Marginale e Costo Marginale. Es. non comprendere la distinzione tra medio/marginale Variazione dei benefici (in euro) al variare del numero di barche impiegate. Tabella esercizio di esempio distinzione medio/marginale

CAP.2 LA DOMANDA E L’OFFERTA

Curve della domanda e dell’offerta

Un mercato è costituito dall’insieme dei compratori e dei venditori di un bene o servizio. Gli strumenti fondamentali per lo studio di un mercato sono la curva di domanda e la curva di offerta.

La legge della domanda

La legge della domanda afferma che la quantità domandata di un bene o servizio aumenta se il suo prezzo diminuisce. Quindi la pendenza negativa della curva di domanda riflette la legge della domanda.

La curva di domanda

La curva di domanda ha pendenza negativa e può avere due interpretazioni:

  • Interpretazione orizzontale (curva di domanda diretta) : La curva di domanda ci dice qual è la quantità domandata dai consumatori per ogni livello di prezzo.
  • Interpretazione verticale (curva di domanda inversa) : la curva di domanda ci dice anche a quale prezzo i consumatori sono disposti ad acquistare una determinata quantità. Nella domanda sono presenti tre comportamenti principali: Effetto reddito : A parità di reddito se il prezzo aumenta diminuisce la quantità domandata. (Es. se con reddito 100€ e aragoste a 10€ la quantità che posso acquistare Prezzo di riserva : Prezzo massimo per cui un consumatore e destinato a pagare per comprare una determinata quantità di prodotto. Effetto sostituzione : Si attua il criterio costo/beneficio

La legge dell’offerta

La legge dell’offerta è la relazione tra prezzo e quantità prodotta. All’aumentare della quantità prodotta aumentano i costi di produzione, quindi, per far si che si possa avere un ricavo, si deve aumentare il prezzo. La curva dell’offerta ha pendenza positiva poiché, all’aumentare del prezzo, aumenta la quantità offerta.

La curva dell’offerta

Può avere due interpretazioni:

  • Interpretazione orizzontale: La curva di offerta ci dice qual è la quantità offerta dai produttori per ogni livello di prezzo.
  • Interpretazione verticale : La curva di offerta ci dice qual è per i produttori il prezzo minimo al quale sono disposti ad offrire il prodotto ( costo marginale )

Soddisfazione di consumatori e produttori

Ogni punto sulla curva di offerta rappresenta le coppie prezzo-quantità che soddisfano i produttori. Per ogni livello di prezzo, i produttori sarebbero insoddisfatti se producessero una quantità maggiore o minore.

Equilibrio del mercato

Per rappresentare un mercato si crea un sistema di assi cartesiani dove sull’asse delle X avremo la quantità e su asse Y prezzo Punto intersezione o punto di equilibrio Domanda=Offerta coordinate. Prezzo equilibrio= Unico prezzo in corrispondenza del quale quantità domandata = quantità offerta Quantità equilibrio= Quantità che viene scambiata quando c’è il prezzo di equilibrio. Nel punto di intersezione tra la curva di domanda e di offerta si realizza l’equilibrio di mercato. In situazione di equilibrio i consumatori e i venditori sono entrambi soddisfatti nel senso che è impossibile migliorare la situazione di qualcuno senza contemporaneamente peggiorare quella di qualcun altro. Questa situazione si definisce efficienza paretiana chiamati cosi poiché frutto della filosofia di Vilfredo Pareto.

Scelta razionale: VINCOLO DI BILANCIO & PREFERENZE

  • VINCOLO DI BILANCIO ( l’obbiettivo del consumatore di raggiungere una situazione di maggior benessere tramite l’acquisto di beni rispettando vincolo di reddito ) I Panieri di beni sono combinazioni di beni o servizi. Il vincolo di bilancio è una retta che rappresenta il luogo geometrico dei punti nei quali i panieri che il consumatore può acquistare valgono esattamente quanto il reddito. Se il consumatore acquista un paniere consuma tutto il reddito. Indicando con A la quantità di alloggio, C la quantità di cibo, con M il reddito e con Pa e Pc i loro prezzi unitari, l’espressione del vincolo di bilancio sarà: M= PaA + PcC Il bene dell’asse Y deve andare a sinistra del segno uguale quindi avremo C=M/Pc ovvero la nostra intercetta verticale reddito fratto prezzo bene. Intercetta orizzontale invece M/Pa reddito fratto prezzo altro bene. La retta del vincolo di bilancio ha inclinazione negativa ed è data da da Prezzo bene asse orizzontale fratto Verticale Pa/Pc. La formula per calcolare la pendenza è ( nel nostro esercizio ) (M/Pc)/(M/Pa) = (Pa/Pc) Il punto E rappresenta un paniere che non si trova su retta di vincolo di bilancio poiché il valore sarà maggiore del reddito. Il punto D invece, non si trova retta del vincolo poiché valore inferiore a reddito. ( In questo esercizio, commento al grafico ). La pendenza del vincolo del bilancio (M/Pc)/(M/Pa) = Pa/Pc La pendenza è il rapporto del valore relativo dei due beni ovvero Pa relativo a Pc. Pa/Pc Presa in valore assoluto tale pendenza rappresenta il prezzo relativo dei due beni. Pa/Pc è il tasso/saggio al quale il bene C può essere scambiato con il bene A. Pa/Pc è quindi il costo opportunità del bene A in termini del bene C. L’intercetta è la massima quantità che posso consumare se destino tutto il mio reddito al bene relativo a quell’intercetta = M/Pa o M/Pc. Cosa succede al vincolo di bilancio se cambiano i prezzi
  • Se aumenta il prezzo asse x ( denominatore ) nel nostro rapporto dell’ intercetta asse x potrò acquistare, a parità di reddito una quantità minore di bene. Pendenza aumenta
  • Se invece il prezzo Asse x ( denominatore ) diminuisce nel nostro rapporto dell’intercetta asse x , potrò acquistare una maggiore quantità di bene. Pendenza diminuisce Cosa succede se si modifica reddito Il reddito è il numeratore in comune delle due intercette del paniere. Quindi se aumenta si aumenterà a entrambe le intercette e la pendenza non cambia. Se il reddito aumenta , il vincolo di bilancio si sposta parallelamente verso destra in alto. Se diminuisce , il vincolo di bilancio si sposterà parallelamente in basso a sinistra la retta del vincolo di bilancio. Vincolo di bilancio composito Nel vincolo di bilancio composito troviamo sull’asse X un unico bene. Mentre sull’asse Y il reddito speso per consumo di tutti i beni che non siano quello dell’asse x L’ intercetta dell’asse X rappresenta la massima quantità se tutto il mio reddito lo destino solo al bene X = M/Px L’intercetta dell’asse Y misura quanto reddito destino a tutti i beni che non siano X ( si deve quindi presupporre che io non consuma il bene X )

Vincolo di bilancio a gomito Rappresenta il caso in cui il prezzo varia in base alla quantità di bene consumato. (Es. energia x KWh)

Fattori che modificano la posizione

della curva di offerta

  • Se c’è innovazione tecnologica : che riduce i costi produttivi, a parità di prezzo le imprese possono produrre di più.( spostamento curva offerta in basso a Dx, figura 1 )
  • Aumento dei prezzi fattori di produzione : a parità di prezzo le imprese ridurranno la produzione. ( Spostamento curva offerta in alto a Sx, figura 2 )
  • Se c’è diminuzione dei tassi di interesse : (Per produrre l’azienda deve attuare degli investimenti che il tasso rappresenta costo opportunità) si ridurrà onerosità dei finanziamenti e quindi si produrrà di più ( spostamento curva offerta in basso a Sx, figura 3 )
  • Se aumentano materie prime , le imprese a parità di prezzo le imprese produrranno meno ( spostamento curva offerta in alto a Sx, figura 4 )
  • Se c’è aumento di produttori. A parità di prezzo la quantità prodotta aumenta ( spostamento curva offerta in basso a Dx, figura 5 )
  • Aspettative l’incremento dei prezzi : ci sarà un aumento dei prezzi e quindi una diminuzione della quantità prodotta ( spostamento curva in alto a Sx, figura 6 )
  • Condizioni meteorologiche favorevoli : per alcune categorie produttive il clima è fondamentale quindi, in caso di situazioni meteorologiche favorevoli, si avrà un aumento della produzione ( spostamento curva offerta in basso a Dx, figura 7 )
  • Condizioni meteorologiche sfavorevoli : per alcune categorie produttive il clima è fondamentale quindi, in caso di situazioni meteorologiche sfavorevoli, si avrà una diminuzione della produzione ( spostamento curva offerta in alto a Sx, figura 8 )

Prevedere variazioni nei prezzi e quantità di equilibrio.

  • Se diminuisce la domanda : prezzi e quantità di equilibrio diminuiscono.
  • Se aumenta la domanda : prezzi e quantità di equilibrio aumentano.
  • Se diminuisce l’offerta : si avrà un aumento del prezzo e una riduzione della quantità di equilibrio.
  • Se aumenta l’offerta : si avrà una diminuzione del prezzo e un aumento della quantità di equilibrio. Esempio rappresentazione grafica della curva di domanda P=10-Q^d e della curva di offerta P=2+3Q^s Si ottiene rappresentazione grafica attribuendo valori a domanda e offerta L’intersezione delle rette da luogo alla Quantità di equilibrio dove si eguagliano domanda e offerta Per sapere prezzo di equilibrio devo sostituire 2 a Q^d o Q^s ( in questo esercizio ) I (^2 3 ) 5 6 7 8

La pendenza della curva indica il saggio marginale di sostituzione ( MRS ), è un tasso al quale il consumatore è disposto a ridurre la quantità di consumi propri di Y per aumentare il consumo di X. Misura la disponibilità del consumatore di sostituire il consumo del bene rappresentato su asse verticale con quello dell’asse orizzontale. ( Pur di aumentare di un unità di alloggio, quanto il consumatore è disposto a rinunciare al consumo di cibo ) Nel punto W si avrà la pendenza della retta tangente uguale alla curva di indifferenza data da rapporto tra consumo(c) c Y/ cX nel punto W. Se si suppone che per aumentare di un unità di alloggio devo rinunciare di 2 unità di cibo il saggio marginale di consumatore è uguale a 2, quindi per aumentare il consumo di alloggio di 1 il consumatore è disposto a rinunciare a 2 unità di cibo. Rimane però invariato poiché rimane sempre sulla Stresa curva. ( Relativamente al primo grafico, in ciascun punto della curva di indifferenza, il saggio marginale di sostituzione corrisponde alla pendenza, in valore assoluto, della curva di indifferenza ). Se noi rappresentiamo graficamente tre panieri sulla stessa curva A , B , C. I tre panieri, pur essendo diversi si troveranno sempre sulla stessa curva, quindi con grado di soddisfazione equivalente. Il saggio marginale di sostituzione però è diverso, quindi il grado di desiderabilità varia in base ai vari panieri ( infatti le pendenze dei vari punti sono diverse )( Per vederlo ad’ occhio si deve disegnare idealmente una retta tangente a ogni singolo paniere nella curva di indifferenza. Quindi poiché il punto A ha la retta con pendenza maggiore di B , vuol dire che, pur di aumentare di una sola unità l’alloggio il consumatore sarebbe disposto a ridurre di tre unità il consumo di cibo. Se io parto da un basso consumo di alloggio e una grande quantità di cibo, anche il solo incremento di un unità di alloggio migliorerebbe drasticamente il mio livello di soddisfazione poiché sono abituato a un basso consumo. Se invece ho già un gran consumo non conviene però secondo il principio di sazietà mi fa sempre piacere consumare un unità in più ma il mio benessere non aumenta di molto. (Relativamente al secondo grafico, MRS cresce spostandosi verso sinistra: minore è la quantità di cui disponiamo di alloggio, maggiore è la compensazione quindi, il cibo, che chiediamo per cederne un ulteriore unità poiché, “siamo disposti a rinunciare più facilmente a beni che abbiamo in maggior quantità, per ottenere beni che non abbiamo”)

Curve di indifferenza e preferenze individuali

Possiamo avere per individui diversi, curve diverse di indifferenza. Il saggio marginale di sostituzione varia in base alle preferenze dei singoli individui. Quindi dalle curve dalla loro forma e inclinazione possiamo individuare i gusti e le preferenze dei consumatori.

La scelta del paniere migliore

La regola che seguono i consumatori per scegliere il paniere ottimale di consumo di bene X e Y , è scegliere quel paniere in cui il costo di opportunità coincide con il saggio marginale di sostituzione, scegliendo quel paniere dove la pendenza del vincolo di bilancio = alla pendenza della retta tangente. Secondo la regola di ottimizzazione del consumo , il consumatore sceglie il paniere di consumo in corrispondenza del quale la curva di indifferenza è tangente al vincolo di bilancio. Al vincolo di bilancio dobbiamo sovrapporre la mappa di curve di indifferenza. In questo caso un consumatore pur volendolo non potrà mai posizionarsi all’esterno del vincolo di bilancio. Es. per questo grafico per consumare il punto al di sopra del vincolo il consumatore dovrebbe riuscire ad aumentare il proprio reddito per spostare la retta del vincolo parallelamente in alto a destra. I consumatori quindi non si posizionano mai sotto e sopra retta del vincolo di bilancio.

In termini di costo-benefico.

  • La pendenza del vincolo di bilancio rappresenta il costo opportunità di una unità addizionale di alloggio in termini di cibo.
  • La pendenza della curva di indifferenza (MRS) rappresenta il beneficio di consumare un’unità addizionale di alloggio rispetto ad una di cibo. Il consumatore in questo grafico, preferirebbe consumare il paniere G , ricavando una soddisfazione maggiore. Il punto G si trova all’esterno del vincolo di bilancio quindi avrebbe bisogno di più reddito. Il consumatore non consumerebbe neanche il paniere D perché con lo stesso grado di soddisfazione potrebbe aumentare la quantità di beni consumati. I consumatori preferirebbero consumare i panieri A e E perché riuscirebbero a consumare tutto il loro reddito. I punti A , F , E. Sono tre punti che si trovano sullo stessa retta di bilancio sono tutti e tre panieri accessibili al consumatore ma, il punto F si trova su un punto dove la curva di indifferenza è maggiore di quella di A ed E poiché quest’ultima più vicina ad origine degli assi. Il paniere F ha la caratteristica di corrispondere al punto di tangente di Vincolo di bilancio e curva di indifferenza. Il consumatore sceglie il paniere di consumo in corrispondenza del quale la curva di indifferenza e tangente al vincolo di bilancio.di conseguenza la condizione di ottimo implica l’eguaglianza tra il saggio marginale di sostituzione e il prezzo relativo dei beni: MRS=Pa/Pc. Nel punto di ottimo, il saggio al quale il consumatore disposto a scambiare i beni tra di loro è lo stesso al quale i due beni sono scambiati nel mercato.

Soluzioni d’angolo

Non necessariamente il consumatore sceglie di consumare un po’ di Y e Un po’ Di X. Ci sono delle situazione dette situazioni d’angolo ( grafico sinistra ) dove avviene il consumo di un solo bene. In questo caso il saggio marginale di sostituzione è sempre maggiore o sempre minore. Diciamo che però queste situazioni sono più frequenti quando il consumo di bene Y o X è difficilmente sostituibile con altro bene. In questo caso il vincolo di bilancio non è mai tangente alla curva di indifferenza. Situazione opposta si ha quando i beni sono perfetti sostituti ( grafico destra) le curve di indifferenza diventano delle rette.( in questo grafico MRS è maggiore della pendenza del vincolo di bilancio ). In genere il paniere ottimo, quando le rette d’indifferenza sono di forma normale, si ha quando consumo entrambi i beni quasi alla stessa quantità. Però come visto ci sono anche casi in cui i consumatori scelgono di consumare o un bene o l’altro.

L’approccio della funzione di utilità

Su una curva di indifferenza

  • La pendenza di una curva di indifferenza risulta pari al rapporto, in valore assoluto, tra le utilità marginali dei beni:
  • Dunque, in corrispondenza del paniere ottimale: L’utilità marginale M1 di un bene addizionale che il consumatore ottiene dal consumo di un’unità addizionale di quel bene, quando il consumo di tutti gli altri beni del suo paniere rimane costante, su una curva di indifferenza: La pendenza di una curva di indifferenza risulta pari al rapporto in valore assoluto tra le utilità marginali di beni: Dunque in corrispondenza del paniere ottimale: Alcuni grafici d’esempio

Curva prezzo-consumo

La curva prezzo-consumo è il luogo geometrico di tutti i panieri ottimali che hanno a oggetto differenti prezzi dei beni. Da la PCC ( curva prezzo-consumo ) possiamo ottenere la curva di domanda individuale.Non sono sempre uguali ma tengono conto dei gusti e interessi dei consumatori. In questo grafico, viene rappresentato il vincolo di bilancio con reddito 120 €. Si fa riferimento ad un bene composito, il prezzo del bene composito è uguale a 1. Se tutto il reddito viene destinato all’acquisto del bene composito la massima quantità acquistabile sarebbe 120. Se invece tuto il reddito viene destinato all’abitazione la quantità massima acquistabile sarà 30. Se il prezzo dell’abitazione aumentasse da 4 a 6 l’intercetta su asse Y non cambierebbe mentre X si riduce. La curva prezzo-consumo è la curva che unisce tutti i panieri ottimali dei vari vincoli. Al variare della domanda di abitazione varia il prezzo. Rappresentiamo graficamente la curva prezzo-consumo. Rappresentiamo in forma di punti tutti i panieri ottimali ( ogni punto è un punto del grafico di prima ) Se uniamo tutti i punti abbiamo la curva di domanda individuale, che ha un’inclinazione negativa. Tale curva si ricava dalla curva prezzo consumo.

Curva reddito-consumo

Spesso chiamata ICC è il luogo geometrico di tutti i panieri ottimali scelti dal consumatore quando mantenendo costate i prezzi varia il proprio reddito. In questo grafico, abbiamo una scelta tra abitazione e bene composito. Dove troviamo differenti vincoli di bilancio a seconda del reddito del consumatore. Ovviamente se il reddito è più alto il vincolo di bilancio sarà spostato parallelamente verso l’alto, o parallelamente in basso se diminuisce. ( Es. se reddito 120 il consumatore domandare 6 unità di Mq a settimana ) Da questa curva reddito-consumo possiamo ricavare la curva di Engel dove vengono rappresentati tutti i panieri ottimali li in caso di variazione di reddito. La curva di Engel rappresenta in questo caso come varia la domanda di abitazione al variare del reddito. La curva di Engel può avere forme differenti.

  • In caso di aumento ad aumentare del reddito, il consumatore acquista una quantità maggiore : in questo caso si tratterà di un bene normale e la curva di Engel è crescente con inclinazione positiva.
  • In caso di aumento del reddito, il consumatore acquista meno : Si tratterà in questo caso di un bene inferiore e la curva di Engel sarà decrescente con inclinazione negativa. Ci sono dei beni che possono cambiare natura in base alla variazione del reddito. Per persone con reddito basso ad esempio un bene può essere normale, mentre per persone con reddito alto è un bene inferiore. In questa tabella le famiglie vengono divise in quintili, ovvero in base alle differenti quantità di reddito. In questo grafico viene rappresentata la spesa mensile italiana in base al reddito. Da questo grafico si evince che chi è più povero spende di più in alimentari rispetto ai ricchi. In sanità pero chi è povero spende meno rispetto a chi ha reddito alto. P.cc t.CC

Nel caso di beni complementari La curva di domanda individuale viene rappresentata con angolo di 90°. Per i beni complementari l’ effetto sostituzione è zero solo reddito. ( Es. aumento attacchi non posso tenere stessa quantità di sci e minore di attacchi ). Quindi l’ effetto reddito corrisponde con effetto totale. Effetto sostituzione è nullo quindi paniere A = paniere C. La conseguenza è costituita esclusivamente da effetto reddito. Quindi con aumento Prezzo devo diminuire consumo di ambo i beni. Altri esempi di beni particolari

Curve di domanda di mercato

Le ricaviamo ipotizzando di sommare le curve di domanda individuali. Per ricavare la curva di domanda di mercato da 2 curve di domanda individuali. Devo creare le equazioni di domanda individuali esplicite ( con Q a sinistra dell’uguale ) e poi sommare le due curve di domanda quando hanno Q a sinistra dell’ uguale. _P=X-YQi —> Qi=(X/Y)-(1/(X/Y))P_**

Elasticità domanda rispetto al prezzo

È una misura di quanto varia in termini percentuali la quantità domandata rispetto al prezzo. Viene preso come standard una variazione di prezzo dell’ 1%. Serve a capire se aumenta il prezzo dell’ 1% quanto diminuisce la quantità domandata. L’elasticità della domanda è sempre negativa tranne che per i beni Giffen. Il rapporto può essere scritto come prodotto di due rapporti ovvero, variazione assoluta di quantità domandata e prezzo. Reciproco della pendenza della curva della domanda. La formula è: Grafico esempio beni di Giffen

Quando una variazione percentuale del prezzo dell’1% conduce ad una variazione percentuale della quantità domandata

  • >1% : allora la domanda di quel bene si definisce elastica ( ε<-1 )
  • <1% : allora la domanda di quel bene si definisce rigida ( -1 < ε </= 0 )
  • =1% : allora la domanda di quel bene si definisce unitaria ( ε = -1 )
  • Domanda ANAELASTICA (E<1) ELASTICITà COMPRESA TRA 0 E 1 L’elasticità per una curva di domanda lineare varia di punto in punto, la pendenza è sempre la stessa ma, l’elasticità diminuisce da sinistra verso destra e aumenta da destra verso sinistra. Dalla formula per calcolare l’elasticità ho bisogno di due rapporti: il primo è 1/pendenza , il secondo P/Q. La pendenza non cambia ma la quantità e il prezzo cambiano in base a dove ci spostiamo in una curva di domanda lineare. Ci sono dei casi limite dove:
  • Domanda perfettamente elastica : si disegna come retta orizzontale, dove elasticità uguale a - ∞
  • Domanda perfettamente inelastica/anaelastica : dove l’elasticità è uguale a 0 , retta verticale. Caratteristiche dell’elasticità
  • L’elasticità non è mai positiva.
  • L’elasticità è diversa in ogni punto della curva di domanda.
  • Tanto più è inclinata la curva di domanda, tanto meno elastica è la domanda in ogni suo punto (inverso della pendenza)
  • L’elasticità è indipendente dalle unità di misura Per capire a occhio il rapporto tra CE/AC più in alto si trova il punto sarà maggiore di 1 , se verso il basso minore di 1 , c’è un punto dove i due segmenti saranno uguali e ci sarà elasticità unitaria. Elasticità della domanda e spesa totale [ _S=PQ_* ] effetto di una riduzione di prezzo sulla quantità totale Cosa accade quando c’è una riduzione del prezzo? In caso di riduzione del prezzo quantità domandata aumenta.( Es. se il prezzo era 12 la quantità era 4 , se scende a 10 la quantità sarà 6 ). Nella zona E troviamo la riduzione della spesa derivante dalle vendite a un prezzo inferiore. L’area G incremento della spesa derivante dalle vendite addizionali. In comune avranno l’area F che resta invariata. La spesa totale è pari al prodotto tra prezzo e quantità, ovvero Spesa totale = _PQ_* Cosa accade alla spesa totale se il prezzo varia?
  • Se il valore assoluto dell’elasticità è maggiore di uno, allora una riduzione ( aumento ) del prezzo conduce ad un aumento ( riduzione ) del ricavo totale.
  • Se il valore assoluto dell’elasticità è minore di uno, allora una riduzione ( aumento ) del prezzo conduce ad una riduzione ( aumento ) del ricavo totale.
  • La spesa totale è massima quando l’elasticità è unitaria.