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Strutturare un Costo Segmentato: Classificazione, Allocazione e Imputazione, Appunti di Programmazione e controllo

Una guida per strutturare e classificare i costi in un segmento di business. La classificazione di costo tra variabili e fisse, la distribuzione di costi, l'allocazione di costi comuni e la imputazione integrale del delta al costo del venduto. Viene inoltre presentato il metodo tradizionale e abc (activity based costing) per la ripartizione dei costi.

Tipologia: Appunti

2022/2023

Caricato il 08/02/2024

alinetomasini21
alinetomasini21 🇮🇹

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PROGRAMMAZIONE & CONTROLLO
(manca lavagna 01-02)
1° REDDITIVITA per il management ci interessa solo quella operativa
Reddittività operativa: ROI/ROA
ROA= RN/CI
ROI= RO/CI
2° SOLIDITA L’azienda rimane autonoma nelle decisioni
L’indicatore è il livello di indebitamento nel tempo
3° LIQUIDITA serve per capire la situazione finanziaria
Queste tre dimensioni sono interconnesse.
DOMANDA ESAME A COSA SERVE LA SEGMENTAZIONE E COME SI FA AD IDENTIFIARE I SEGMENTI
ALL’INTERNO DELLAZIENDA?
COME STRUUTURARE UN CE SEGMENTATO
Intanto devo operare una classificazione di costo: costi variabili (prop al livello di attività e ai volumi di
produzione e vendita. Sono sempre specifici) e costi fissi (sono costi di capacità. Entro un range di attività
sono costanti).
I costi fissi possono essere specifici (sostenuti esclusivamente per un segmento e non richiedono
allocazione) e comuni (sostenuti per più segmenti, devono essere allocati al segmento oppure se non sono
allocati rimangono nel CE aziendale).
Come può questa struttura aiutare a capire?
1. Capiamo che ci sono MdC NEGATIVI.
-Devo quindi aumentare i ricavi (aumentando il prezzo p riempiendo il teatro)
-abbassare i costi variabili p le Pricing
2. Se alcuni segmenti hanno costi specifici maggiorni di MC, la causa può essere l’incidenza dei costi di
allestimento di essi.
-devo gestire il mix del nuovo revival
-cercare di sfruttare gli allestimenti già fatti sul nuovo revival
Cosa capiamo?
I diversi segmenti hanno e apportano diverso contributo e marginalità, devo capire quali mi abbassano la
redditività.
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Scarica Strutturare un Costo Segmentato: Classificazione, Allocazione e Imputazione e più Appunti in PDF di Programmazione e controllo solo su Docsity!

PROGRAMMAZIONE & CONTROLLO

(manca lavagna 01-02)

1° REDDITIVITA’ per il management ci interessa solo quella operativa Reddittività operativa: ROI/ROA ROA= RN/CI ROI= RO/CI 2° SOLIDITA’ L’azienda rimane autonoma nelle decisioni L’indicatore è il livello di indebitamento nel tempo 3° LIQUIDITA’ serve per capire la situazione finanziaria Queste tre dimensioni sono interconnesse. DOMANDA ESAME A COSA SERVE LA SEGMENTAZIONE E COME SI FA AD IDENTIFIARE I SEGMENTI ALL’INTERNO DELL’AZIENDA? COME STRUUTURARE UN CE SEGMENTATO Intanto devo operare una classificazione di costo: costi variabili (prop al livello di attività e ai volumi di produzione e vendita. Sono sempre specifici) e costi fissi (sono costi di capacità. Entro un range di attività sono costanti). I costi fissi possono essere specifici (sostenuti esclusivamente per un segmento e non richiedono allocazione) e comuni (sostenuti per più segmenti, devono essere allocati al segmento oppure se non sono allocati rimangono nel CE aziendale). Come può questa struttura aiutare a capire?

  1. Capiamo che ci sono MdC NEGATIVI. -Devo quindi aumentare i ricavi (aumentando il prezzo p riempiendo il teatro) -abbassare i costi variabili p le Pricing
  2. Se alcuni segmenti hanno costi specifici maggiorni di MC, la causa può essere l’incidenza dei costi di allestimento di essi. -devo gestire il mix del nuovo revival -cercare di sfruttare gli allestimenti già fatti sul nuovo revival Cosa capiamo? I diversi segmenti hanno e apportano diverso contributo e marginalità, devo capire quali mi abbassano la redditività.

CASO 1: GIULIO CESARE EDITORE

Costruiamo un conto economico segmentato: deve individuare dei risultati intermedi, cioe un risultato relativo ad un area dell’azienda.

  1. margine di contribuzione = ricavi (devono essere netti, quindi ai ricvi dveo sottrarre le rettifiche di ricavo)-costi variabili (piu vendo piu è alto, è > 0)
  2. M d C specifico = MdC - costi fissi specifici (ovvero del segmento che ho scelto di analizzare)
  3. (quando alcuni costi comuni vengono allocati al segmento): M d C netto = MdC specifico-costi comuni allocati. Caso: CE articolato per prodotti, che si riferiscono a target differenti. Ci sono anche specializzazioni delle risorse/costi. Devo cercare nella lettura del testo le info che mi servono! -Il costo del personale (costi specifici) in base ai tre prodotti. Essendo del personale sono costi FISSI specifici. -la stampa è esternalizata, e dipende dal numero di pagine, costo carta a pagina e costo stampa a pagina per i 3 prodotti, e sono costi variabili. -il contratto di distribuzione prevede un costo per ciascun numero pubblicato, e ci sono i dati dei 3 prodotti con i relativi numeri pubblicati in un anno. È un costo a gradino. Il costo distribuzione è una curva di costo legata al volume annuale ed ha quindi 12 gradini. È un costo quindi variabile -ricavi prima parte della tabella -costi di fotografia, spese di promozione ecc, sono costi fissi specifici -i costi comuni alle divisioni sono …… -i costi generali sono ………. Domanda: si evidenzi il MdC, 1°Mdcd, 2°MdC. SOLUZIONE

numeri/uscita TOT COSTI VARIABILI MdC= Ricavi-costi variabili 10.920.000 tot Costo personale: -Direttore -Caporedattore -Giornalista

  • Costi di Borderò/di servizi
  • Costi di promozione

TOT COSTI FISSI

SPECIFICI

MdC specifico di segmento= MdC- costi specifici 6.530.000 tot ALLOCAZIONE DI COSTO: misurare un costo con riferimento ad un oggetto di costo (qualcosa che vendo come un servizio o prodotto/segmento di risultato/ o una componente aziendale. 2 tipi di costi che si riferiscono ad un oggetto: I costi specifici oggettivamente misurabili= costi variabili + costi fissi specifici I costi comuni ad altri oggetti possono essere allocati al segmento per diverse ragioni:

  • Calcolare un costo pieno di produzione
  • Aiutare a definire il prezzo di vendita (costo pieno aziendale)
  • Misurare una redditività composta di segmento (evidenziare differenze nell’utilizzo di strutture comuni)
  • Responsabilizare il management DOMANDA ESAME: per quali motivi posso allocare un costo comune ad un prodotto? Processo di allocazione:
  1. costo da allocare / driver di allocazione = coefficiente di allocazione o allocation rate (costo di 300 della casa /n° di amici)
  2. costo allocato all’oggetto = coefficiente* consumo del driver da parte dell’oggetto (usage)
  3. costi marketing/ n° di copie (driver)= (coefficiente espresso in $/copia ) 0.
  4. costi marketing Dado= 0.03*n° copie di Dado LEZ 4

Volume obbiettivo= CF+Risultato obb/MCU= 80.000 + 60.000/200= 700

  1. Ipotizziamo un incidenza fiscale del 40% e un risultato netto di 60.000. lavoriamo come prima, ma considerano 60.000 come risultato netto (ris lordo*1-t). Il risultato lordo = ris netto/1-t = 60.000/1-0.4= 100. Volume obbiettivo= CF+Risultato obb/MCU= 80.000+100.000/200= Devo vendere 900 bici per avere un risultato netto di 60.000 e una tassazione del 40%.
  2. Devo ipotizzare una variazione di volumi. Se i ricavi passano da 250mila a 280mila allora aumentano di 30mila. Quante bici sono? 30mila/500$= 60. I costi fissi quindi NON cambiano, l’incremento è quindi del MC, ed il risultato incrementa di quanto incrementa il MC= 60MCU=60200=12mila
  3. È DINAMICA. + 30mila di ricavo diventa +30mila di risultato LEVA OPERATIVA = indicatore di rischio operativo. Misura la sensibilità del risultato al variare del fatturato (che nell’analisi statica deriva dalla variazione dei volumi) L’esempio riporta due segmenti con una diversa composizione di costi. Hanno due MC diversi, quello più basso ha piu costi variabili. I ricavi sono uguali. I costi fissi di B sono il doppio, ma ha molti meno costi variabili.

a struttura di costo flex b strutt di costo rigida (>sforzo per raggiungere un pareggio) Ipotizziamo uno scenario dove +10% di volumi: Ricavi= 1100 1100 CV= 440 440 MC= 660 660 CF= rimangono tali Ris= 360 390 Osservazioni: A ha migliorato il proprio risultato del 20%, B del 30%. B è quindi più sensibile ad una variazione di volume, come si vede anche dall’ampiezza delle forbici. La leva operativa mi dice esattamente questo. Una struttura di costo rigida, ha maggiore sforzo per raggiungere il Break even, ma raggiunto esso è molto piu sensibile alla variazione di volumi. Essa ha quindi un maggiore rischio operativo ipotizzando una contrazione di volumi, ma se si ragiona in termini di aumento di volumi si trova mooolto piu avvantaggiata perche beneficia maggiormente di variazioni. Leva operativa = variazione risultato%/ variazione volume%. Variazione risultato% = leva operativa * variazione volume% A= la leva è 2 B= la leva è 3 MARGINE DI SICUREZZA = ricaviq – ricavi di pareggioq / ricavi*q Misura la riduzione di volumi sostenibile prima di entrare nell’area delle perdite. CASO 2 “non solo oscar” Dati nelle slide.

costo del venduto bar= 20%1,5= 0,3 non cambia tot costi variabili unitari = 4 MCU= 5, Se alzo il prezzo di 1= variazione ricavi(+1-0,5) e variazione costi(+0,4+0,1) Osservazione : ricavi e costi variano uguale, quindi MCU non varia MA se perdo 1000 spettatori come è scritto, io perdo 1000MCU=1000*5,3 e perdo quindi 5300$ sul risultato operativo. ANALISI COMPLESSIVA CONSIDERANDO IL MIX per aziende multiprodotto. Non esiste un unico punto di pareggio, ma ogni punto implica un definito mix. -mix quantità -mix ricavo Nell’analisi statica: le curve di costo variabile e di ricavo sono frutto di valori singoli ponderati per il mix. I valori di pareggio e i valori obbiettivo, il MS e il Nell’analisi dinamica: le variabili, incluso il mix, possono variare. Se cambia il mix le curve si spostano. Ragionando sul MdC%.... L’azienda nel complesso ha un margine di contribuzione percentuale pari al48,18%. Perché?: per 2 motivi:

  • Vende 2 prodotti, il primo con MC% pari al 40%, il secondo con MC% pari al55%;
  • Li vende in un MIX definito di ricavi:-Biciclette: €1.000.000/2.200.000 = 45,45%- Mountain Bike: €1.200.000/2.200.000 = 54,55% In altri termini: Ottiene un margine pari al 40% con il 45,45% dei ricavi, e un margine pari al55% con il restante 54,55% dei ricavi. A livello complessivo pertanto ottiene un margine (medio ponderato) pari a 40% x 45,45% + 55% x 54,55% = 48,18%.

In termini di MdC unitari: MIX considerazione delle variabili multi prodotto. Ogni segmento va inteso come un’azienda a se, e possiamo calcolare per ognuno un indicatore. Ci può essere: -un mix di volumi  insieme dei volumi dei prodotti venduti. Ho diversi prodotti venduti in diversi volumi, quanto pesa sul totale il prodotto? MixQ= Qp1/ Qtot -un mix di fatturato  insieme dei ricavi dei prodotti MixR= Rp1/Rtot NB. I due mix sono diversi! Hanno prezzi di vendita diversi e MC diversi. MCU medio ponderato aziendale = MCUp1 * MixQp1 + MCUp2 * MixQp MC% medio ponderato aziendale = MC%p1 * MixRp1 + MC%p2 * MixRp Sono quindi possibili n punti di pareggio, ma uno solo per mix. Bisogna quindi specificare il mix di riferimento:

=è un insieme di metodologie/processi per misurare la quantità e il valore di risorse che l’azienda destina ad ogni oggetto di costo. (assorbite da tali oggetti) Oggetti di costo: -aree di risultato, segmenti -ciò che l’azienda vende COSTI: -diretti/specifici -indiretti/comuni Articolazione dei costi indiretti per fase di processo produttivo e per ufficio, di conseguenza utilizzo un driver di allocazione specifico per singolo di costo. PROCESSO DI ALLOCAZIONE

  1. definire in base all’oggetto quali costi indiretti allocare. sul singolo prodotto devono essere allocati i costi indiretti di produzione e sommati ai costi diretti (materiali e manodopera, Q*P). l’insieme di essi (determina il costo pieno di produzione. Serve per valorizzare le rimanenze, valutare l’efficienza dei processi produttivi) + i costi di non produzione determinano il costo pieno aziendale (serve a fissare i prezzi di vendita)
  2. scelta del driver
  3. allocazione all’oggetto: costo allocato= coefficiente di allocazione* usage (utilizzo del driver da parte dell’oggetto)

MANCANO 2 LEZIONI

Esistono dei centri di servizio alla produzione , tipo la mensa o la manutenzione. NB: personale che svolge controllo e supervisione è manodopera indiretta. Esistono 3 modi per allocare i costi:

  1. metodo diretto assegnazione di tutti i costi riconducibili a centri di costo ausiliari e di servizio DIRETTAMENTE in capo ai centri di costo produttivi. Il vantaggio è la semplicità, ma è poco preciso e non lavora sulla responsabilizzazione.
  2. Il metodo sequenziale assegnazione di tutti i costi riconducibili a centri di costo ausiliari e di servizio PER PASSAGGI SUCCESSIVI fino a chiudere con centri di costo produttivi. Il vantaggio è la maggiore precisione e l’evitazione del loop. Bisogna però stabilire un ordine e si procede a cascata, l’ordine è stabilito in base alla dominanza e quindi maggioranza di costo, i centri servizi sono quindi ordinati in base all’entità di costo. Lo svantaggio è il non considerare le relazioni reciproche fra centri.
  3. Il metodo reciproco assegnazione di tutti i costi tenendo conto di…. Se voglio allocare devo trovare i driver di allocazione: -di impiego (misurare oggettivamente il volume di servizio erogato, quanti piatti in mensa) -di attività (trovo una misura che riesco a collegare al servizio erogato, non sono in grado di misurare quante ore di manutenzione hai fatto, misuro quindi il tuo livello di attività e capisco che esso è collegato alla manutenzione necessaria per le macchine) -di capacità (se non riesco con gli altri due, misuro un livello di capacità, quindi quante macchine hai, una capacità potenziale elevata coincide con una grande richiesta di manutenzione.)

percentuale delle persone che lavorano in ogni reparto e utilizzano quindi la mensa. La manutenzione ha erogato tot ore e ogni ora costa x, faccio il calcolo e moltiplico il $/h per le ore dedicate ai centri. -allocare i centri primari sui prodotti calcolo i coefficenti di allocazione. 0. $/min MOD Siamo pronti per definire la scheda di costo di prodotto classica design chiocciola Materiali dir 142 145 55 Manodopera dir per minuto

TOT COSTI DIRETTI

Reparto montaggio 0.08180min 0.081160 0.081* Reparto imballaggio TOT COSTI INDIRETTI COSTO PIENO DI PRODUZIONE DOMANDA 2 definizione di un CE a margine lordo. I costi vengono calssificati in base a di produzione e non. RICAVI – COSTI VARIABILI DI PRODUZIONE – COSTI FISSI DI PRODUZIONE Margine lordo

COEFFICENTI DI ALLOCAZIONE PREDETERMINATI, determinati durante il budget. Servono per riferire costi indiretti o comuni ad una serie di oggetti di costo. Servono per sovrastare il problema che concerne il momento in cui alloco i costi, con essi riesco quindi ad allocare prima di fine periodo. Tipi di costi indiretti e relativi problemi dovuti all’allocazione: -Calcolo il costo di prodotto utilizzando coefficienti il primo problema è che i costi consuntivi sono disponibili a fine periodo, non va bene! I sistemi di misurazione dei costi di prodotto devono allocare costi in continuo. Il flusso di misurazione dei costi avviene seguendo il processo di produzione. Costi e driver variano, per esempio se oggi faccio la manutenzione i costi di oggi sono più alti, dovrei quindi prevenire i costi di manuteazione e normalizzare il mio costo. CDA NORMALIZZATO= su un periodo sufficientemente ampio, a budget prevedo quello che farò e su quell’orizzonte, dico mediamente quale sarebbe il mio coefficiente di allocazione. Mi baso quindi su un livello predefinito medio normale. -Aree di risultato (vale quello soprastante) -Allocazione di costo per aree di responsabilità di risultato (si parla quindi di manager). I processi di allocazione tracciano sulle aree di risultato dei costi. Il risultato del manager dipende da quanto gli uffici che emettono le fatture sono stati efficienti ad allocare i costi, a questo servono quindi i coefficienti predeterminati, cosi da non far dipendere il risultato dei manager dalla discrezionalità degli altri. L’utilizzo di CDA consuntivi scarica a valle le inefficienze generate a monte: -si deresponsabilizza il fornitore e si penalizza ingiustamente chi li riceve. SINTESI l’utilizzo di coefficienti predeterminati fa funzionare meglio i sistemi di responsabilizzazione economica, ognuno si assume responsabilità chiare. CDA di BUDGET = costi previsti/valore del driver di budget previsto

CDA di budget= 1+2+3/driver ULTIMA LEZIONE Serve quindi un coefficente preventivo che viene poi collegato al valore dello usage che è consuntvo, cercando di prevedere un livello medio che si spera poi essere quello corretto. Il manager sa quali sono le barriere di costo da non superare, è utile quindi per migliorare la responsabilizzazione economica. Il coefficiente viene moltiplicato per il valore consuntivo di usage (cioè quanto lavoro effettivamente) A fine periodo controllo se è giusto, se non coincide invece ho un delta assorbimento. Esercizio Sapendo che a fine esercizio i costi effettivi dei centri di costo primari (dopo l’allocazione dei centri di costo dei servizi) sono: -montaggio= 130. -imballaggio=300. I costi allocati sono sono= cda di budgetusage effettivo =0,0821.480.000montaggio= 121. =0,5563590.000imballaggio= 328. -Delta assorbimento 130.000-121.000= 9.000 è un sotto assorbimento, rappresenta un costo da aggiungere al costo del venduto 300.000-328.000= -28.000 è un sovra assorbimento, lo togliamo dal costo del venduto. Delta= sommando i due, abbiamo -19.000 di sovra assorbimento, da togliere dal costo del venduto. -costo del venduto non rettificato costo unitariovolumi di vendita -costo del venduto effettivo/rettificato= quello sopra meno il delta assorbimento.

1. ESERCITAZIONE SU TEMI RICHIESTI:

domandaallocare i costi comuni ai segmenti e si determini l’importo totale allocato ad ogni area di risultato. -dobbiamo mettere in ordine i centri di costo  HRMensarecupero creditiservizi generaliItaliaEuropa -faccio una tabella con i costi relativi ai centri di costo di servizio (no italia ed europa) -allocazione di HR CDA=costi di HR/n° dipendenti-dipendenti di HR (sennò allocheremo su se stesso)= 728 -moltiplichiamo il CDSAusage, che in questo caso sono i dipendenti di ogni centro di costo (tranne HR) -sommiamo i costi della mensa dei dati nel testo a quelli allocati dall’HR, ed allochiamo i suddetti costi della mensa totali -allocazione mensa CDA= costi mensa/n° dipendenti totali- dip HR dip mensa=x -CDAusage tranne su HR e mensa (per il resto come prima) -allocazione recupero crediti Come prima! Cambia solo il driver di costo, non conto i dipendenti come prima, ma la determinante di costo sono il n° di fatture non pagate. Alloco il recupero crediti solo ad Italia ed Europa, perche SG non ha fatture non pagate. -allocazione di servizi generali sulla base dei ricavi, il driver sono quindi i ricavi. -CDA=costi tot SG/tot ricavi -CDA*usage di Ita (e EU) -facciamo i totali di Italia ed Europa.

  1. ESERCITAZIONE SU TEMI RICHIESTI: domanda a parità di mix di ricavi attuale, i ricavi della linea Classica e Moderna necessari per conseguire un risultato specifico a livello aziendale pari al 29% dei ricavi. Siamo in un contesto multi-prodotto. I valori sono quindi calcolati in funzione di una costanza di mix di ricavo.