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Profilassi delle Malattie Infettive: Un Approfondimento Completo, Dispense di Scienze degli Alimenti

dispense igiene generale da studiare

Tipologia: Dispense

2018/2019

Caricato il 01/04/2019

daniele-martu
daniele-martu 🇮🇹

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PROGRAMMA IGIENE GENERALE E DELLO
SPORT A.A. 2017-2018
6 CFU
PROF. GOVANNI BOCCIA
Salute e prevenzione
Definizione di salute, Mantenimento stato di salute, Prevenzione e profilassi, Malattie non infettive, Cause
e fattori di rischio, Educazione sanitaria, Educazione ambientale.
Profilassi Malattie infettive
Ecologia microbica, Patogenicità, Malattie contagiose e non, Infezione e malattie infettive, Fasi di una
malattia, Elementi di un infezione, Sorgente e serbatoio, Portatori, Vie di penetrazione, Trasmissione,
Veicoli e vettori, Infezioni ed ecologia, Infezioni e fattori sociali, Malattie infettive e popolazioni,
Classificazione malattie infettive.
Profilassi immunitaria
Vaccinoprofilassi: Classi, Preparazione, Valutazione, Vaccinazioni obbligatorie e consigli
ate. Sieroprofilassi: Malattia da siero e Shock anafilattico, precauzioni, Immunoglobuline.
Influenza
Definizione, Sintomi, Complicanze, Agente Causale, Mutazioni, Vaccini.
Morbillo
Definizione, Agente causale, patogenesi, quadro clinico, segno di Koplik, Esantema, complicanze,
Epidemiologia, Prevenzione e profilassi. Vaccini e Sieri.
Rosolia
Definizione, Agente Causale, Patogenesi, Meccanismo Danno Neonatale, Epidemiologia, Modalità di
Trasmissione, Vaccino e Siero Profilassi, Diagnosi.
Varicella
Definizione, Agente Causale, Patogenesi, Epidemiologia, Sintomatologia, Complicanze, Vaccinazione.
Tetano
Definizione, Agente Causale, Patogenesi,, Sintomatologia, Tipi di Tetano, Epidemiologia, Vaccino e Siero
Profilassi.
Tifo e Paratifo
Agente Patogeno, Sintomatologia, Epidemiologia, Sorgente e Serbatoio, Via Diretta e Indiretta, Profilassi,
Disinfezione, Vaccianzione
Epatiti virali
Definizione, Epatiti e Conseguenze, Epatite acuta e cronica, Tipi di epatite virale: HAV, HBV, HCV, HEV,
Epatite Delta.
Conservazione alimenti
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Scarica Profilassi delle Malattie Infettive: Un Approfondimento Completo e più Dispense in PDF di Scienze degli Alimenti solo su Docsity!

PROGRAMMA IGIENE GENERALE E DELLO

SPORT A.A. 2017-

6 CFU

PROF. GOVANNI BOCCIA

Salute e prevenzione

Definizione di salute, Mantenimento stato di salute, Prevenzione e profilassi, Malattie non infettive, Cause e fattori di rischio, Educazione sanitaria, Educazione ambientale.

Profilassi Malattie infettive Ecologia microbica, Patogenicità, Malattie contagiose e non, Infezione e malattie infettive, Fasi di una malattia, Elementi di un infezione, Sorgente e serbatoio, Portatori, Vie di penetrazione, Trasmissione, Veicoli e vettori, Infezioni ed ecologia, Infezioni e fattori sociali, Malattie infettive e popolazioni, Classificazione malattie infettive.

Profilassi immunitaria Vaccinoprofilassi: Classi, Preparazione, Valutazione, Vaccinazioni obbligatorie e consigli ate. Sieroprofilassi: Malattia da siero e Shock anafilattico, precauzioni, Immunoglobuline.

Influenza Definizione, Sintomi, Complicanze, Agente Causale, Mutazioni, Vaccini.

Morbillo Definizione, Agente causale, patogenesi, quadro clinico, segno di Koplik, Esantema, complicanze, Epidemiologia, Prevenzione e profilassi. Vaccini e Sieri.

Rosolia Definizione, Agente Causale, Patogenesi, Meccanismo Danno Neonatale, Epidemiologia, Modalità di Trasmissione, Vaccino e Siero Profilassi, Diagnosi.

Varicella Definizione, Agente Causale, Patogenesi, Epidemiologia, Sintomatologia, Complicanze, Vaccinazione.

Tetano Definizione, Agente Causale, Patogenesi,, Sintomatologia, Tipi di Tetano, Epidemiologia, Vaccino e Siero Profilassi.

Tifo e Paratifo Agente Patogeno, Sintomatologia, Epidemiologia, Sorgente e Serbatoio, Via Diretta e Indiretta, Profilassi, Disinfezione, Vaccianzione

Epatiti virali Definizione, Epatiti e Conseguenze, Epatite acuta e cronica, Tipi di epatite virale: HAV, HBV, HCV, HEV, Epatite Delta.

Conservazione alimenti

Fattori di sviluppo microbico: Umidità, Temperatura, Ph, Potenziale di Ossido Riduzione, Nutrienti disponibili e struttura biologica. Enzimatica. Conservazione e mezzi fisici, chimici e biologici: Riscaldamento, Sterilizzazione, Preparazione, Pastorizzazione, Refrigerazione, Congelamento, Surgelazione.

Igiene

generale e

applicata

ai contesti

Salute e prevenzione

Definizione di Salute

  • “ La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non consiste soltanto in una assenza di malattia o di infermità”
  • “ La salute è una condizione di armonico equilibrio funzionale, fisico e psichico, dell’individuo dinamicamente integrato nel suo ambiente naturale”.

Il Mantenimento dello stato di Salute è affidato alla medicina preventiva(risultati meno immediati ma radicali) e curativa(risultati immediati, ma rivolti al singolo individuo).

L’igiene è un ramo della medicina preventiva che ha come fine :

  • Il mantenimento inalterato dello stato di salute, fisico e mentale, di un individuo fino al termine del suo ciclo vitale.

Livelli di Prevenzione:

  1. PRIMARIA : Impedire che il sano si ammali. Possono essere usati vari metodi, spesso associandoli:
    • Potenziamento delle difese del soggetto (es.: vaccinazione- mezzo principe di P.P.)
      • Rimozione di comportamenti nocivi (es.: smettere di fumare, dimagrire)
      • Induzione di comportamenti positivi (es.: fare sport regolarmente)
      • Miglioramento dell’ambiente di vita e/o di lavoro (es.: bonifica paludi)
  2. SECONDARIA : Scoprire la malattia prima che si mostri clinicamente. Si basa su una unica metodologia: lo SCREENING, che è una tecnica di ricerca e selezione degli ammalati in fase preclinica: - Screening di massa es.: per prevenire il carcinoma del collo dell’utero si esegue il PAPTEST in tutte le donne in età fertile;
    • Screening selettivo es.: per l’epatite C si cercano gli anticorpi solo nei familiari di un soggetto trovato HCV+.
  3. TERZIARIA : Impedire l’invalidità nei malati cronici. Si applica solo per le malattie CRONICHE E INVALIDANTI. Coincide con la RIABILITAZIONE, di tipo fisico e psicologico; es.:
  • Paraplegici, da deficit alla nascita o da danno vascolare cerebrale;
  • Infartuati, malati di artrite reumatoide etc.

Malattie non infettive : Sono le malattie non trasmissibili in modo orizzontale (da soggetto a soggetto). Malattie mono e pluricasuali:

  • Malattie MONOCAUSALI: sono determinate da una causa unica (es.: asbestosi – amianto; saturnismo piombo) anche se i fattori ambientali e personali possono influenzare (es.: mancato uso maschera protettiva);
  • Malattie PLURICAUSALI : sono la maggior parte di quelle non infettive oggi diffuse.

EDUCAZIONE SANITARIA Accanto agli ambiti “tradizionali” di diagnosi-cura e prevenzione, si considera, oggi, la promozione della salute che ingloba, protezione della salute e educazione sanitaria. PROTEZIONE DELLA SALUTE : È formata da quella serie di: controlli legali ed amministrativi, regole, procedure e codici destinati ad influenzare la società civile in modo da favorire la salute. EDUCAZIONE SANITARIA : Un’attività di comunicazione intesa ad incrementare la salute ,ad eliminare i fattori di rischio ed a prevenire le malattie, rivolta a soggetti singoli o ad intere comunità, e realizzata influenzando positivamente le conoscenze, gli atteggiamenti ed i comportamenti del singolo, delle comunità e dei detentori del potere.

Le malattie infettive

Le malattie infettive rappresentano un vasto gruppo di affezioni, contagiose o meno, causate da numerosi organismi parassiti dell’uomo quali: Batteri, Protozoi, Virus, Rickettsie, Miceti.

ECOLOGIA MICROBICA

Micro- e macro-organismi convivono sul nostro pianeta da sempre. In base al rapporto “microbo-ospite” li dividiamo in:

  • SAPROFITI : vivono nell’ambiente (es.: flora batterica sulle superfici) - COMMENSALI : vivono in simbiosi con un macro organismo (es.: flora batterica nell’intestino)
  • PARASSITI : vivono a spese del, e danneggiano sempre, l’organismo ospite (es.: Salmonella typhi). PATOGENICITA’ E’ la capacità tipica dei parassiti di causare un danno all’ospite, producendo una malattia. Dipende da:
  • INVASIVITA ’: capacità di diffondersi nell’organismo ospite
  • TOSSIGENICITA’ : capacità di produrre tossine (=sostanze velenose)
  • INFETTIVITA’ : capacità di penetrare e riprodursi (=carica infettante)
  • CONTAGIOSITA’ : capacità di passare da un ospite all’altro. MALATTIE CONTAGIOSE E NON In base alla contagiosità, quindi, distinguiamo:
  • malattie INFETTIVE E CONTAGIOSE : quelle in cui l’agente patogeno viene eliminato nell’ambiente e può infettare un nuovo ospite.
  • malattie INFETTIVE NON CONTAGIOSE : quelle in cui l’agente patogeno si diffonde solo con specifici sistemi. INFEZIONI DA OPPORTUNISTI Sono le infezioni prodotte da microrganismi saprofiti o commensali, che non sono in grado di infettare un ospite sano. Questi microrganismi divengono patogeni se l’ospite perde le sue difese: ustionati, soggetti con immunodepressione (AIDS, chemioterapia, irradiazione), portatori di protesi cardiache etc.

RAPPORTO OSPITE-PARASSITA Sin dal primo contatto, l’ospite (sano) oppone una serie di difese al parassita. Consideriamo:

  • BARRIERE NATURALI: cute, mucose, secrezioni, lacrime, saliva, aciditá gastrica etc.
  • IMMUNITA’: produzione di anticorpi ed intervento di cellule specializzate (fagociti);
  • REFRATTARIETA’: resistenza naturale, geneticamente determinata (specie, razza);

INFEZIONE E MALATTIA INFETTIVA Non sempre la penetrazione di un patogeno ( infezione ) produce danno ( malattia infettiva ). Dopo l’infezione occorre tempo al patogeno per iniziare a svilupparsi ( periodo d’incubazione ), e la malattia puó essere:

  • ASINTOMATICA: decorre senza segnali evidenti
  • ACUTA: inizia e finisce in breve tempo, con un esito “certo” (vince il patogeno o vince l’ospite)
  • CRONICA: inizia ma dura molto (o non finisce mai) perché si crea un equilibrio tra patogeno e ospite. ELEMENTI DELL’INFEZIONE La comparsa della malattia mette in gioco le caratteristiche di tre diversi elementi: AGENTE-OSPITE- AMBIENTE. Questi elementi correlati rappresentano la catena contagionistica.

Le fasi di una malattia sono 7:

  1. infezione,
  2. incubazione,
  3. fase prodromica (presenza di stanchezza,febbre)
  4. Fase clinica
  5. Fase di defervescenza (abbassamento febbre)
  6. Convalascenza (diminuizione dei sintomi)
  7. Guarigione

SORGENTE E SERBATOIO D’INFEZIONE Sono gli elementi di base dell’infezione. Distinguiamo:

  • Le riserve d’infezione o serbatoi sono quei mezzi animati o inanimati dove i microbi si moltiplicano e si mantengono.
  • Le sorgenti di infezione sono quei mezzi animati o inanimati dai quali l’agente passa direttamente od indirettamente all’ospite. Riserva e sorgente talvolta possono coincidere. CATEGORIE DI PORTATORI
  • per via aerea : influenza, pertosse, morbillo, rosolia, difterite, meningite;
  • per via parenterale : epatite B, C e Delta, AIDS;
  • da animali (zoonosi) : brucellosi.

MALATTIE A TRASMISSIONE AEREA : Sono malattie in cui l’agente causale é veicolato dall’aria. MALATTIE A TRASMISSIONE ORO-FECALE : Sono malattie in cui l’agente causale é veicolato dalle feci del portatore, e penetra nell’ospite attraverso la bocca. LE 5 “F” L’insorgenza di questo tipo di malattie é correlata alle condizioni igieniche e socio-economiche, specie per quanto attiene alla “fecalizzazione ambientale”. Le modalitá di trasmissione si riassumono nelle 5 “F”:

  • faeces (feci)
  • fingers (dita)
  • foods (alimenti)
  • flies (mosche)
  • fomites (suppellettili) La semplice igiene personale (lavare mani ed alimenti) assicura un buon livello di prevenzione primaria.

MALATTIE A TRASMISSIONE PARENTERALE: Sono malattie in cui l’agente causale é veicolato dal sangue. La trasmissione parenterale puó avvenire anche in modo: INAPPARENTE, ovvero SENZA CONTATTO EVIDENTE TRA SANGUE DEL PORTATORE E SANGUE DELL’OSPITE. Il meccanismo é legato alle MICROLESIONI:

  • della CUTE (es.: rasoio o asciugamano usato in comune);
  • delle MUCOSE (es.: rapporto sessuale non protetto). Anche in questo caso si evidenzia come la semplice applicazione delle comuni norme di igiene personale assicura la prevenzione primaria.

Profilassi delle malattie infettive

L’insieme di tutte quelle norme tendenti a prevenire nell’uomo la comparsa delle malattie infettive, proteggendolo in vario modo dall’attacco di microrganismi patogeni. Suddividiamola in tre grandi tipologie

  • Profilassi Diretta :misure e provvedimenti diretti alle persone per contenere la fonte di infezione (es.: isolamento del malato)
  • Profilassi Indiretta: interventi rivolti all’ambiente (es.: bonifica ambientale)
  • Profilassi Immunitaria: conferimento di uno stato di resistenza specifica verso singoli microrganismi (es.: vaccinazione)

Profilassi diretta

E’ composta da misure rivolte sia alla sorgente di infezione ed ai veicoli ed ai vettori:

  • Denuncia (o notifica):
  • Accertamento e inchiesta epidemiologica:
  • Isolamento e contumacia
  • Disinfezione
  • Disinfestazione DENUNCIA:

Consiste nell’obbligo di informare le autoritá competenti dell’insorgenza di un nuovo caso di malattia infettiva; l’obbligo vale, di fatto, per TUTTE le malattie infettive. L’autoritá competente é la ASL. I dati sono registrati a livello di Regione e di Ministero della Salute e poi raccolti a livello mondiale dall’OMS. Classi di malattie: Non tutte le malattie infettive hanno lo stesso grado di pericolo per la salute della popolazione. Pertanto, esse sono state divise in CLASSI e per ciascuna classe vi sono differenti obblighi e tempi per la denuncia. Le classi sono 5.

  • Classe 1: Comprende alcune patologie "soggette al Regolamento Sanitario Internazionale o di particolare interesse“ (colera, tifo etc.). Il medico deve darne segnalazione telefonica o telegrafica, entro 12 ore, anche solo per un caso sospetto, alla USL di competenza, che fa una comunicazione immediata alla Regione, che, a sua volta, informa il Ministero della Sanità e all’Istituto Superiore di Sanità.
  • Classe 2 e 3: La classe 2 raggruppa prevalentemente malattie ad alta frequenza, mentre la classe 3 malattie più rare; entrambe comprendono però alcune malattie per le quali sono previsti flussi informativi particolari o differenziati (AIDS, HIV, malaria, TBC, epatiti, meningiti). Per queste classi il medico deve provvedere entro 12-48 ore dall’osservazione del caso, secondo la malattia.
  • Classi 4 e 5: Le classi 4 e 5 raggruppano malattie di minore gravità (pediculosi, scabbia, rosolia etc.). Per esse è comunque prevista la segnalazione, sempre con tempi variabili da 12 a 48 ore dall’osservazione del caso, secondo la singola malattia.

Accertamento ed inchiesta

  • L’accertamento consiste nella conferma della diagnosi, per avere la certezza che vi sia effettivamente la malattia sospettata.
  • L’inchiesta epidemiologica mira ad individuare tempi, cause e modalità di insorgenza dell’infezione; viene svolta, in genere, solo nelle situazioni di sospetto inizio di una epidemia.

Isolamento E’ la separazione del malato da tutte le altre persone, eccetto gli addetti all’assistenza. Serve solo per quelle malattie in cui ci può essere trasmissione dell’agente per via aerea (es.: influenza aviaria) o per contatto (es.: meningite). Ne esistono vari tipi, in funzione della gravità della malattia e del rischio:

  • Ospedaliero: avviene in reparto attrezzato, eventualmente con stanze a tenuta stagna, aria filtrata, personale attrezzato con tute a pressione etc.; si attiva per malattie molto pericolose, esotiche o a facile contagio (es.: colera, febbre gialla etc.)
  • Domiciliare: avviene a casa del malato, che deve stare in un locale ad esso dedicato. Ne esistono due tipi: - Fiduciario : il malato è affidato ai familiari e sta in una camera a lui riservata, con mobili ridotti al minimo e disinfezione di lenzuola, posate ed ogni oggetto da esso toccato; - Coercitivo con piantonamento : solo in casi rari (malato non trasportabile, malattia ad alto pericolo), come l’isolamento domiciliare, ma con sorveglianza delle forze dell’ordine. Oltre l’isolamento, esistono anche:
  • (^) Contumacia: obbligo di permanere in un certo luogo ed osservare le prescrizioni dell’autoritá sanitaria;
  • Allontanamento: divieto di svolgere una certa attività per un soggetto a rischio o sospetto portatore di una malattia infettiva (es.: cuoco con sospetto contagio di Tifo).

Sorveglianza sanitaria

  • Integrale: si svolge con agenti potentissimi, che uccidono ogni organismo vivente, e si fa in casi particolari (es.: stive delle navi)
  • (^) Disinsettazione : si pratica con insetticidi, generici o specifici (es.: lotta alla zanzara tigre)
  • Derattizzazione : viene svolta, in genere, con esche avvelenate o trappole.

Profilassi indiretta

La profilassi indiretta si svolge mediante interventi che non agiscono direttamente sul contagio, sull’infezione o sulla malattia. Essa, quindi, non si rivolge contro un determinato agente ma ricopre la sfera ambientale e quella rivolta alla persona, attuando interventi non specifici ma che hanno un valore generale. Interventi di profilassi indiretta Si tratta di interventi diretti verso:

  • Ambiente fisico: es.: depurazione delle acque per prevenire il Tifo;
  • Ambiente sociale: distribuzione di siringhe per prevenire HCV e AIDS nei tossicodipendenti;
  • Persona: educazione sanitaria, es.: lavarsi le mani prima di maneggiare cibo per prevenire le enteriti da Shigella).

Profilassi immunitaria

Il modo più sicuro ed efficace di proteggersi dalle infezioni è avere nel proprio organismo delle difese immunitarie che impediscano l’infezione. Purtroppo il nostro sistema immunitario deve, normalmente, avere PRIMA l’infezione per POI produrre gli anticorpi e quindi darci l’immunità. L’IMMUNOPROFILASSI è una forma di profilassi che ha come obiettivo fare in modo che i patogeni non raggiungano le persone recettive. Abbiamo:

  • (^) RESISTENZE ASPECIFICHE : promuovere e mantenere le normali barriere difensive (es.: igiene personale)
  • CHEMIOPROFILASSI: profilassi mediante la somministrazione di antibiotici (es.: rifampicinaper contatto con meningite). La Profilassi immunitaria Ha lo scopo di aumentare la resistenza dei soggetti sani verso gli agenti patogeni mediante il conferimento di una protezione immunitaria. Si basa su :
  • VACCINOPROFILASSI : far produrre al soggetto anticorpi contro il patogeno. serve tempo lungo per averla (2-6 mesi)e dura molto 3-5 anni.
  • (^) SIEROPROFILASSI : fornire al soggetto anticorpi contro il patogeno. basta tempo breve per averla (immediata)e dura poco 1-3 settimane. Vaccinoprofilassi I vaccini sono dei preparati farmaceutici costituiti da: Microrganismi, Tossine, Costituenti microbici Modificati in modo tale che la loro Introduzione nell’uomo provochi la comparsa di IMMUNITA’ Senza che insorga la MALATTIA. Classificazione dei vaccini
  • ANTIVIRALI: vaccino anti-influenza(Influenzavirus)
  • ANTIBATTERICI: vaccino anti-tifo(Salmonella typhi)
  • ANTITOSSICI (ANATOSSINE): vaccino anti-tetanic Veicoli dei vaccini I vaccini vanno iniettati disciolti in un “veicolo”:
  • Idrovaccini: sciolti in acqua. Somministrazione agevole, ma assorbimento scadente (breve persistenza nel punto di iniezione).
  • Lipovaccini: sciolti in olio. Somministrazione dolorosa e rischio di infezioni ma ottimo assorbimento (lunga durata dello stimolo immunitario).
  • (^) Vaccini adsorbiti: sciolti in acqua ma legati ad idrossido di alluminio. Hanno i vantaggi di entrambe precedenti.

Controindicazioni alla vaccinazione Le vaccinazioni vanno rinviate in presenza di malattie febbrili in atto o anche solo se i soggetti da vaccinare non sono in ottimali condizioni di salute. I soggetti con malattie croniche, tumori, leucemie, e quelli trattati con farmaci cortisonici e immunosoppressori non devono assumere preparati a base di agenti vivi o vivi attenuati.

Risposta ai vaccini La risposta del soggetto alla vaccinazione si manifesta in due fasi: -Risposta PRIMARIA : dopo la prima dose di vaccino si ha la produzione di anticorpi IgM (meno efficaci) con durata breve (1-4 settimane). La vaccinazione NON PROTEGGE ancora contro la malattia! -Risposta SECONDARIA : dopo una successiva dose di vaccino si ha la produzione di anticorpi IgG (piú efficaci) con durata da alcuni mesi ad alcuni anni. La vaccinazione E’ PROTETTIVA per un tempo variabile. Il numero di dosi per avere una buona risposta secondaria ed il tempo di vaccinazione CAMBIA da vaccino a vaccino. Reazioni ai vaccini Sono possibili alcuni tipi di reazioni indesiderate ai vaccini, che sono:

  • dolore al punto di iniezione: 10% dei casi, comparsa immediata, durata alcune ore
  • crisi anafilattica: rari casi, comparsa immediata
  • (^) febbre e cefalea: variabile da vaccino a vaccino, comparsa entro 24 ore, durata 1-2 giorni
  • esantema: 2-5% morbillo, 5-10% rosolia, comparsa fino a 12 giorni dopo, durata 2-3 giorni
  • dolori articolari: 5-10% rosolia, comparsa entro 24 ore, durata 1-2 giorni
  • altre complicanze (cutanee, neurologiche etc.): casi rarissimi, comportamento variabile. Sieroprofilassi Viene attuata inoculando per via parenterale (intramuscolare o endovenosa) sieri, cioè estratti del sangue, ricchi di anticorpi. I sieri possono essere Eterologhi : ottenuti da animali di grossa taglia (bue, cavallo); Omologhi: ottenuti dall’uomo: miscele di immunoglobuline. Si produce una PROTEZIONE IMMEDIATA (gli anticorpi sono belli e pronti) rispetto a quella ottenuta con i vaccini ma DI BREVE DURATA (durano max 2-3 settimane) Si ricorre a questa pratica come misura di emergenza (es.: ferita a rischio per il tetano). La somministrazione di sieri immuni può produrre due principali reazioni:
  • (^) La malattia da siero : di solito meno grave, può comparire anche a distanza di 10-14 giorni;
  • Lo shock anafilattico : più grave, anche a rischio di morte, si manifesta entro pochi minuti dalla somministrazione del siero.

Malattia da siero Compare 8-14 giorni dopo l'esposizione e può comprendere:

  • Eruzioni cutanee (macchie o punti rossi);
  • (^) Dolore alle articolazioni;
  • Febbre e ingrossamento dei linfonodi;
  • In rari casi, ipotensione, shock, complicanze neurologiche o renali (nefrite). Di norma vi è guarigione spontanea. Shock anafilattico I sintomi compaiono, di regola, in pochi minuti (in rarissimi casi dopo alcune ore), e sono
  • Difficoltà respiratoria (asma, dispnea)
  • (^) Ipotensione, svenimento, coma
  • Prurito, orticaria, lacrimazione, vomito.
  • Decorso: dura 3-6 g, febbre (anche alta), prostrazione (astenia), variabili sintomi respiratori (da raffreddore leggero a laringite e tracheo-bronchite), dolori ossei-muscolari;
  • Risoluzione: astenia per 1-2 settimane;
  • Complicanze: broncopolmonite (bambini ed anziani) virali o da sovrainfezioni batteriche. AGENTE CAUSALE È un virus, La SORGENTE di infezione è l’uomo, il SERBATOIO l’uomo e, forse, anche alcuni animali (maiale, cavallo, polli....?). Esistono tre tipi di virus dell’influenza : A,B,C.

MODALITA’ DI CONTAGIO

  • Il virus è emesso dal soggetto portatore mediante le goccioline di saliva espulse con il parlare, la tosse e lo starnuto.
  • Il contagio avviene facilmente, specie in ambient e ad alta densità (scuole, collegi, metro, autobus,ecc.)
  • Il portatore emette il virus Nella fase di INCUBAZIONE (1 - 2 giorni), Dopo la comparsa dei SINTOMI (per altri 1 - 2 giorni). MUTAZIONI I virus influenzali possono presentare variazioni strutturali (mutazioni) che lo rendono non piú riconoscibile da parte del sistema immunitario di soggetti immuni. Abbiamo:
    • ANTIGENIC SHIFT : variazione maggiore, che modifica notevolmente la struttura immunologica
    • ANTIGENIC DRIFT : variazione minore, che produce una modifica meno radicale

-Il VIRUS A può presentare entrambe i tipi di variazioni.

  1. ANTIGENIC SHIFT : produce una vera e propria PANDEMIA INFLUENZALE che si diffonde in tutto il mondo (accade ogni 10-20 anni).
  2. ANTIGENIC DRIFT : produce una o piú EPIDEMIE localizzate solo in definite aree geografiche (accade all’incirca ogni anno, da est a ovest del pianeta). Pandemia :(dal greco pan-demos = tutto il popolo )Le pandemie si verificano ad intervalli di tempo imprevedibili quando la popolazione viene infettata da un virus nuovo, per il quale non abbiamo difese immunitarie. -IL VIRUS B presenta solo l’antigenic drift -IL VIRUS C non presenta mutazioni

VACCINI ANTI-INFLUENZA

■ Vaccino “TRADIZIONALE”: virus inattivati interi ■ Vaccino “SPLIT”: virus inattivati disgregati e purificati ■ Vaccino “A SUBUNITÁ”: antigeni di membrana del virus L’OMS monitorizza, attraverso una rete mondiale di laboratori, i vari tipi di virus in circolazione e predispone la preparazione dei vaccini per le varianti che man mano si manifestano. La vaccinazione ha una protezione del 90% circa contro il virus B, e dal 40 al 95% contro il virus A.

PROTEZIONE DEL VACCINO La protezione immunologica conferita dal vaccino non è totale perché …….La formula virale suggerita dall’OMS contiene i ceppi virali “più probabili” ma possono circolare anche ceppi NON scelti dall’OMS. I successivi passaggi da uomo a uomo possono provocare lievi modifiche nella composizione esterna dei virus influenzali e sfuggire al sistema immunitario. Alcuni soggetti possono avere una risposta immunitaria debole alla vaccinazione. L’immunità contro il virus influenzale può essere ridotta se l’infezione con “quel” ceppo virale si manifesta troppo tempo dopo la vaccinazione.

PREVENZIONE dell’INFLUENZA

  • La vaccinazione è utile anche in caso di antigenic drift perché le variazioni immunologiche sono contenute.
  • La vaccinazione è volontaria ma fortemente consigliata a :
    1. (^) Portatori di malattie croniche e debilitanti di qualunque età (cardiopatici, diabetici, asmatici, etc)
    2. Ricoverati in istituti per anziani e/o malati cronici
    3. Soggetti oltre i 65 anni
  1. Addetti a servizi pubblici o di pubblica utilità (medici, infermieri, maestre, ecc.

MORBILLO

Il morbillo è una malattia infettiva, altamente contagiosa ed epidemica, caratterizzata da un tipico esantema = manifestazione cutanea con macchie, che colpisce in prevalenza durante la prima infanzia.

PATOGENESI ESANTEMI

  • Danno diretto: -virale (morbillo, varicella)
    • batterico (erisipela, sepsi meningococcica, rickettsiosi, febbre tifoide, sifilide secondaria)
      • tossinico (scarlattina)
  • Danno immuno-mediato: - da anticorpi circolanti (esantema critico, mononucleosi infettiva)
    • da immunocomplessi (epatite B)
    • da risposta cellulo-mediata (morbillo)
    • meccanismo allergico AGENTE PATOGENO L’agente patogeno è un virus: Morbillivirus appartenente alla famiglia dei Paramixovirus Questa famiglia comprende virus che hanno speciale affinità con le vie respiratorie e il muco (para = afianco; myxa = muco), quali quelli della parotite, i parainfluenzali, i respiratori sinciziali dell’uomo e dei bovini, della polmonite dei topi. Il virus è di forma grossolanamente sferica con un diametro di 150 – 300 nm, si distinguono un involucro esterno formato da proteine e lipidi, aventi attività enzimatica del tipo emoagglutininico, ed il nucleocapside che contiene il genoma costituito da un singolo filamento di RNA. PATOGENESI
  1. Il virus penetra nell’organismo attraverso la via respiratoria (e la congiuntiva)
  2. Poi raggiunge i linfonodi dove si riproduce una prima volta (1a REPLICAZIONE)
  3. Successivamente raggiunge fegato, milza, midollo osseo e polmoni, (2° REPLICAZIONE), seguita dall’inizio clinico della malattia
  4. Quindi si localizza nella cute dando luogo all’esantema QUADRO CLINICO Riconosciamo 4 fasi:
  1. Il periodo d’incubazione: 10-12 giorni;
  1. Vaccini vivi attenuati (Edmonston, Moraten, Schwarz) Molto efficaci ma presentavano in origine Reazioni secondarie per cui è stata Necessaria un’ulteriore attenuazione

TOLLERANZA I vaccini iperattenuati sono molto ben tollerati. Si può manifestare dal 6° al 11° giorno febbre e rash cutaneo reazioni frequenti nei bambini vaccinati simultaneamente. EFFICACIA L’inoculazione transcutanea di una dose contenente 1.000 unità infettanti ( DICT ) provoca una risposta soddisfacente in più del 95% dei casi:

  • Risposta e protezione rapida (a partire dal 12°giorno)
  • Risposta e protezione duratura (una sola inoculazione sarebbe capace di proteggere definitivamente).

INSUCCESSI

Gli insuccessi non superano il 5% a condizione che :

  • (^) Il vaccino non sia stato Inattivato dalla luce o dal calore.
  • La vaccinazione sia stata fatta separatamente e a distanza (6 settimane) da una iniezione di g – globuline.
  • Soprattutto che la vaccinazione sia fatta all’età idonea. Effetto quasi nullo nei primi sei mesi. Protezione eccellente dopo l’anno di età.

EFFICACIA EPIDEMIOLOGICA

L’efficacia epidemiologica è paradossalmente bassa essendo molto difficile ottenere una eradicazione duratura perché ,Bisognerebbe vaccinare almeno il 90% dei soggetti recettivi, Perché la popolazione recettiva si rinnova molto rapidamente ed È difficile proteggere i nuovi recettivi.

PROFILASSI DIRETTA

DENUNCIA= OBBLIGATORIA (2^ CLASSE)

ISOLAMENTO= DOMICILIARE FINO A 5 GIORNI DOPO LA COMPARSA DELL’ESANTEMA.

Essendo a trasmissione aerea, l’isolamento può essere inefficace.

SORVEGLIANZA= DEI CONTATTI SUCETTIBILI a cui può essere offerta la vaccinazione (efficace entro le 72h dall’esposizione) o le immunoglobuline (entro 6 giorni), soprattutto se di età inferiore ai 5 anni.

PROFILASSI SPECIFICA (il vaccino è la sola misura preventiva efficace)

TIPO DI VACCINO= VIRUS VIVENTE-ATTENUATO coltivati in embrione di pollo

Viene associato nello stesso preparato del vaccino anti-rosolia e anti-parotite epidemica (MPR)

VIA DI SOMMINISTRAZIONE= INTRAMUSCOLO (ADSORBITI) o SOTTOCUTANEA (FLUIDI)

EFFICACIA= 90-95%

DURATA= 10 ANNI CIRCA

Poiché viene utilizzato il vaccino trivalente MPR, le reazioni si riferiscono ai 3 vaccini somministrati insieme.

ROSOLIA

E’ una malattia esantematica contagiosa, a breve decorso e di modestissima gravità quando colpisce un organismo maturo. Se è contratta nei primi mesi di gravidanza può determinare gravi conseguenze sul prodotto del concepimento (Rosolia Congenita). Tale malattia esantematica colpisce prevalentemente in età pediatrica.

AGENTE CAUSALE=RUBEOVIRUS, virus della rosolia, ad RNA, appartenente alla famiglia dei TOGAVIRUS.

Penetra attraverso le vie respiratorie, si moltiplica nella mucosa nasale e nei linfonodi regionali. Viene eliminato per via faringea ma anche attraverso lacrime, urine e feci.

Questo virus presenta un VIRIONE (singola particella virale) sferoidale con diametro di 50-70 nm, un ENVELOPE LIPOPROTEICO, un CAPSIDE ICOSAEDRICO, RNA a singola catena e 2 ANTIGENI DI SUPERFICIE che sono l’EMOAGGLUTINA e AG FISSANTE il complemento.

Viene inattivato dal calore, dai detergenti, dai raggi UV e dalla formalina.

SORGENTE= UOMO MALATO O CON INFEZIONE SUBCLINICA

INCUBAZIONE= 14-21 GIORNI

TRASMISSIONE= VIA AEREA (contaminazione mediante goccioline di FLUGGE, vapore acqueo), VIA INDIRETTA (oggetti contaminati di recente), VIA TRANSPLACENTARE (nelle infezioni congenite)

EPIDEMIOLOGIA:

E’ una malattia endemica in tutto il mondo con un’incidenza maggiore in inverno e in primavera, le epidemie si presentano ogni 5-10 anni mentre le piccole epidemie sono frequenti nelle comunità chiuse come scuole e asili.

MORBOSITA’= massima tra i 6 e i 12 anni IMMUNITA’= PERMANENTE VIE DI TRASMISSIONE= SECREZIONI RINOFARINGEE del malato, penetra tramite le mucose delle vie respiratorie superiori e la congiuntiva.

CONTAGIOSITA’= da 5 giorni prima a 5 giorni dopo la comparsa dell’esantema. L’eliminazione virale è protratta a 12-18 mesi nel neonato con rosolia congenita. (2-3 giorni prima a 2-3 giorni dopo la comparsa dell’esantema=MASSIMA CONTAGIOSITA’)

PATOGENESI=la replicazione virale inizia nelle mucose delle vie respiratorie superiori e nei linfonodi. Dopo 6-8 giorni si diffonde per VIA EMATICA (VIREMIA) e il virus si localizza nella cute e ha stazioni LINFOGHIANDOLARI.

Durante la gravidanza si localizza nella placenta, si diffonde nel circolo fetale e si replica nei tessuti embrionali con conseguenti necrosi e alterazioni cromosomiche.

ROSOLIA POST-NATALE

INCUBAZIONE= 14-21 giorni

Si presentano:

  • Modica febbre

ROSOLIA CONGENITA:

-dimostrazione IgM alla nascita

-dimostrazione IgG dopo 6-9 mesi

-ricerca IgM nel sangue fetale (20^-26^ settimana)

-ricerca RNA nei villi coriali o nel liquido amniotico (nelle prime 12 settimane)

TERAPIA= riposo a letto, farmaci antipiretici e antiflogistici, cortisonici in caso di porpora trombocitopenica o nevressite

ISOLAMENTO= per 7 giorni conseguenti alla comparsa dell’esantema.

TIPO DI VACCINO= vaccino a virus VIVO ATTENUATO per via SOTTOCUTANEA (1 dose)

■ (^) Consigliato al 15° mese di vita (in associazione al vaccino anti-morbillo e anti-parotite

■ Consigliato richiamo tra il 5° e il 12° anno

■ Consigliato alle bambine in età pre-puberale e alla donne fertili siero-negative (purchè in grado di evitare una gravidanza nei successivi 3 mesi)

■ CONTROINDICATA nei pazienti allergici al vaccino, nelle gravide, nei soggetti gravemente immunodepressi, con leucemia-linfoma o tratta con IgG nei 3 mesi precedenti

In Italia venivano vaccinate le donne in età feconda, prive di anticorpi, specie se particolarmente esposte al contagio (infermiere, medici, maestre ecc.). Oggi la MPR viene proposta a tutti a 15 mesi.

NON VA FATTA in gravidanza, con febbre in atto, malattie croniche debilitanti, leucemie o tumori in atto, ipersensibilità accertata del vaccino

EFFETTI COLATERALI= TUMEFAZIONE LINFONODALE TRANSITORIA e DOLORI ARTICOLARI DOPO I 25 ANNI.

PROFILASSI

DENUNCIA= OBBLIGATORIA

ISOLAMENTO= NON OBBLIGATORIO OSPEDALIERO DISINFEZIONE= sia continua che terminale è SUPERFLUA INCHIESTA EPIDEMOLOGICA= diretta a confermare la diagnosi, ad individuare tra i contatti le donne eventualmente suscettibili (al 1° mese di gravidanza) DIAGNOSTICA=l’accertamento si effettua attraverso la ricerca del virus (generalmente nel secreto faringeo) o più comunemente attraverso la ricerca degli anticorpi (RUBEO TEST).

Le indicazioni del test della rosolia sono:

-sospetto di rosolia congenita (da effettuare ne 2° mese di vita)

-per confermare referti anamnestici di infezione

-infezione da rosolia in gravidanza

-prima della vaccinazione

VARICELLA

La varicella è una malattia infettiva altamente contagiosa provocata dal virus Varicella

zoster (Vzv), della famiglia degli Herpes virus. Insieme a rosolia, morbillo, pertosse e parotite, la

varicella è annoverata fra le malattie contagiose dell’infanzia, che nella maggioranza dei casi

colpiscono i bambini tra i 5 e i 10 anni.

E’ caratterizzato dalla comparsa di una manifestazione esantematica disseminata di tipo vescicolare

accompagnata da prurito intenso e febbre.

L’uomo è l’unico serbatoio noto di questo virus: la malattia si trasmette quindi soltanto da uomo a

uomo.

EPIDEMIOLOGIA

La varicella è una delle malattie più facilmente trasmissibili.

  • La maggiore incidenza si verifica nell’infanzia
  • Una maggiore frequenza si registra tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera.
  • La trasmissione è essenzialmente legata a contatti diretti con soggetti infettati dal virus.

SINTOMI

Dopo un’incubazione di 2 o 3 settimane, la malattia esordisce con un esantema cutaneo (o rash),

febbre non elevata e lievi sintomi generali come malessere e mal di testa. Per 3-4 giorni, piccole

papule rosa pruriginose compaiono su testa, tronco, viso e arti, a ondate successive. Le papule

evolvono in vescicole, poi in pustole e infine in croste granulari, destinate a cadere. Tipicamente

l’esantema è costituito da 250-500 lesioni.

La varicella è in genere una malattia benigna che guarisce nel giro di 7-10 giorni.

L’infezione produce immunità permanente in quasi tutte le persone immunocompetenti: raramente

una persona può sviluppare due volte questa malattia. Tuttavia, il virus non viene eliminato

dall’organismo, ma rimane latente (in genere per tutta la vita) nei gangli delle radici nervose

spinali.

MODALITA’ DI TRASMISSIONE