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Dispense di Igiene generale e applicata.
Tipologia: Dispense
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Igiene = buona salute “disciplina appartenente alle scienze bio-sanitarie che, attraverso il potenziamento dei fattori utili alla salute e l’allontanamento o la correzione dei fattori responsabili delle malattie, tende a conseguire uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale dei singoli e delle collettività” L'Igiene è “ la disciplina che si propone di promuovere e conservare la salute sia individuale che collettiva ” ed è caratterizzata da tre peculiarità:
Dal punto di vista didattico l'Igiene può considerarsi articolata in tre parti principali:
Sorgente : uomo o animale → malato o portatore Sorgente di infezione : persona o animale da cui un agente infettivo passa ad un ospite Serbatoio di infezione: specie animale, specie vegetale o substrato inanimato. Portatori : soggetti che eliminano uno specifico agente patogeno in assenza di segni clinici di malattia. Portatori precoci: soggetti che si trovano nel periodo di incubazione di una malattia e che possono diffondere l’agente patogeno anche prima del manifestarsi della malattia stessa. Portatori convalescente: malati che continuano ad eliminare l’agente patogeno anche dopo la guarigione clinica. Portatori sani: soggetti che si infettano ed eliminano l’agente patogeno senza sviluppare la malattia. Portatori cronici: malati che continuano ad eliminare l’agente patogeno anche dopo la guarigione clinica per diversi anni (anche tutta la vita). Vie di eliminazione: cutanea (malattie localizzate, esantemi essudativi); genito-urinaria (malattie veneree, infezioni urinarie); intestinale (salmonelle, shighelle, vibrio c., Tenie, Virus Polio, Hb A); Buccale (Stomatiti, Herpes, Rabbia, Virus Parotite); Respiratoria (Malattie Localizzate Al Naso, Bronchi, Faringe, Trachea, Polmoni, Malattie Generalizzate Con Esantemi: Morbillo, Rosolia, Varicella, Vaiolo); Congiuntivale (Tracoma); Parenterale (Hbv, Hiv). Modalita' di trasmissione: Contagio: passaggio di un microrganismo ad un ospite superiore nel quale generalmente produce infezione o colonizzazione. Può essere diretto, semidiretto o indiretto. Contaminazione: passaggio di un microrganismo ad un elemento inanimato oppure ad un distretto superficiale di un organismo vivente sul quale non si produca moltiplicazione o sviluppo. Trasmissione delle malattie: Diretta: per contatto, trasmissione sessuale (sifilide) Indiretta: tramite veicoli (febbre tifoide, poliomelite, colera, botulismo, legionellosi) e vettori (vettore meccanico, vettore obbligato, vettore di arricchimento). Semidiretta o Interumana: per contagio interumano o aerogena (morbillo, miningite, scarlattina, mononuceosi) Vie di penetrazione: congenita transplacentare, orale digerente, respiratoria, congiuntivale, genito- urinaria, cute integra, ferite, iniezioni, punture di insetti. Fattori interferenti sui modelli epidemiologici di malattia infettiva: Legati all’uomo: interventi di profilassi specifica, terapie antimicrobiche, modificazioni comportamentali; Legati all’agente eziologico: adattamento a nuovi ospiti, vettori, all’ambiente, acquisizione di resistenze, mutazioni; Legati all’ambiente: per interferenze legate al peso antropico, per interventi di risanamento, bonifica.
Sporadica: malattia normalmente non rilevabile in una definita area geografica; Endemia: livelli di frequenza di una determinata patologia che sia costantemente rilevabile in una definita area geografica; Epidemia: incidenza di una determinata patologia che sia significativamente superiore a quella registrata nello stesso periodo di tempo degli anni precedenti in una stessa popolazione o area geografica definita e che riconosca un movente comune; Pandemia: epidemia che interessa nello stesso periodo di tempo o in rapida successione temporale vaste aree di popolazione a livello mondiale. Profilassi Ogni attività finalizzata ad impedire l'insorgenza di patologie o comunque la diminuzione dei livelli di qualità di vita dei singoli o delle popolazioni. Gli obiettivi sono: scoprire e rendere inattive le sorgenti ed i serbatoi di infezione; interrompere le catene di trasmissione; modificare le condizioni ambientali favorevoli alla persistenza ed alla diffusione delle infezioni; modificare la ricettività delle popolazioni. La profilassi è rivolta a contrastare l'azione dei diversi fattori eziologici o di rischio presenti nei tre ambiti connessi con la storia naturale della malattia: Agente; Ambiente; Persona. Profilassi M.I.
Glossario Contatto (in senso lato): persona (o animale) che in seguito ad associazione con una persona (o un animale) infetta, abbia avuto la possibilità di acquisire l'infezione. Contatti stretti: soggetti che frequentino "regolarmente" (quotidianamente) il domicilio del paziente, partner sessuali, compagni di classe, colleghi di lavoro che condividano la stessa stanza, operatori sanitari esposti. Conviventi: tutti coloro che condividano con il paziente la stessa abitazione. Disinfezione continua: disinfezione effettuata in modo sistematico su tutti i materiali biologici del paziente e su tutti gli oggetti da questi contaminati. Disinfezione terminale: disinfezione dell'ambiente in cui ha soggiornato il paziente. Isolamento: separazione, per il periodo di contagiosità, delle persone (o degli animali) infette dagli altri in ambiente e condizioni tali da prevenire o limitare la trasmissione diretta o indiretta dell'agente infettivo. Isolamento domiciliare: allontanamento del paziente da tutte le comunità estranee allo stretto ambito familiare. Isolamento stretto: si applica in caso di agenti altamente infettivi o molto virulenti che possono essere trasmessi per via aerea o per contatto diretto. E' richiesta una stanza separata per il paziente (pazienti con la stessa patologia possono essere ospitati nella stessa stanza), con sistema di ventilazione a pressione negativa, possibilmente dotata di anticamera, e con porte con chiusura a tenuta, nonché l'uso di mezzi di barriera ed indumenti protettivi, comprese le maschere dotate di respiratori, per tutte le persone che entrano nella stanza. Isolamento da contatto: da applicare in caso di infezioni meno virulente, trasmesse per contatto diretto o semidiretto. E' indicata una stanza separata l'uso di maschere per tutte le persone che vengono in contatto con il paziente; i guanti sono indicati nel caso di manipolazione o contatto con materiali contaminati e l'uso di grembiuli in caso di possibilità di insudiciamento. Isolamento respiratorio: per prevenire la trasmissione per via aerea a breve distanza sono richiesti una stanza separata per il paziente e l'uso di mascherine per tutte le persone che vengono in contatto con il paziente. In caso di pazienti affetti da tubercolosi in fase contagiosa, è richiesto anche un sistema di ventilazione a pressione negativa e l'uso di maschere dotate di respiratori per tutte le persone che entrano nella stanza. Malattia, Periodo incubazione, Durata isolamento del malato, Durata sorveglianza conviventi o chi in contatto: Colera: 2-5 giorni, isolamento ospedaliero fino alla negatività di 3 coprocolture eseguite a giorni alterni dopo la guarigione clinica, sorveglianza sanitaria nei confronti sia dei conviventi sia dei contatti per la durata di 5 giorni a partire dall’ultimo contatto con il malato. Febbre tifoide: 1-3 settimane, isolamento ospedaliero fino alla negatività di 3 coprocolture eseguite a giorni alterni dopo la guarigione clinica, sorveglianza sanitaria per un periodo di 20 giorni a partire dall’ultimo contatto con il malato. Epatite virale di tipo A, di tipo B e non A non B: 14-40 giorni, 60-180 giorni, isolamento per 15 giorni dalla diagnosi, isolamento per tutta la durata della fase acuta della malattia, segnalazione di sorveglianza sanitaria in rapporto all’entità del rischio. Dissenteria bacillare e salmonellosi: 2-7 giorni, nei casi che richiedono ricovero ospedaliero isolamento fino alla negatività di 3 coprocolture eseguite a giorni alterni dopo la guarigione clinica Sorveglianza sanitaria per almeno 7 giorni a partire dall’ultimo contatto con il malato. Meningite meningococcica: 2-7 giorni ore dopo l’inizio dell'isolamento fino a 48 trattamento antimicrobico, sorveglianza sanitaria per 10 giorni a partire dall’ultimo contatto con il malato. Difterite: 2-8 giorni, isolamento fino alla negatività di 3 esami batteriologici eseguiti a intervalli di almeno 24 ore dopo la guarigione clinica, sorveglianza sanitaria per almeno 7 giorni a partire dall'ultimo contatto con il malato
Morbillo: 8-14 giorni, isolamento per 5 giorni a partire dalla comparsa dell’esantema, nessuna particolare restrizione Pertosse 7-21 giorni, isolamento per 7 giorni dall’inizio del trattamento antimicrobico, nessuna particolare restrizione. Varicella 10-15 giorni, isolamento per 7 giorni dalla comparsa dell’eruzione, nessuna particolare restrizione. Scarlattina 3-7 giorni, isolamento per 3 giorni dall’inizio del trattamento antimicrobico, sorveglianza sanitaria per 7 giorni dall’ultimo contatto con il malato. Parotite 12-28 giorni, isolamento fino alla guarigione clinica, nessuna particolare restrizione. Isolamento Separazione delle persone infette da quelle sane (ad eccezione del personale di assistenza) allo scopo di impedire la trasmissione degli agenti infettivi dalle prime alle seconde. Norme generali : allontanare le persone suscettibili non addette ad assistenza; camera indipendente e suppellettili indispensabili; bagno per il malato; possibilmente assistenza da parte di persona immune; adeguata disinfezione continua e terminale. L'isolamento può essere: domiciliare: consigliato nei casi non complicati di comuni malattie infettive; tollerato nella maggior parte delle malattie epidemiche purché sia sufficiente il livello igienico-sanitario della famiglia; fiduciario: effettuato dai familiari; assistenziale: affidato a personale qualificato; con piantonamento: per malattie infettive ad elevato potere diffusivo nell'attesa o impossibilità del trasporto del paziente in ospedale; ospedaliero: migliori garanzie sia per attrezzature che per personale di assistenza; opportuno per malattie infettive ad elevata contagiosità o suscettibili di complicanze; isolamento della sorgente di infezione: barriera che impedisca ai microrganismi emessi dal malato di raggiungere i soggetti sani; isolamento protettivo: tende ad impedire che i microrganismi ambientali arrivino sul malato compromesso. Sistemi di isolamento ospedaliero individuati dal CDC: sistema per specifiche malattie: riportate in ordine alfabetico in una tavola di consultazione e per ognuna di esse vengono indicati: le precauzioni necessarie, il materiale infetto, la durata dell’isolamento, suggerimenti specifici. sistema a categorie: ideato in funzione delle malattie che necessitano delle stesse precauzioni. Profilassi:
Vaccinoprofilassi: la vaccinazione si propone di creare, in soggetti recettivi ad una determinata malattia infettiva, una immunità attiva specifica, dando luogo a modificazioni umorali e tissutali necessarie per assicurare la difesa dell’organismo contro l’agente della infezione in causa. Tale immunità si ottiene somministrando, per vie e con modalità diverse, preparati noti con il nome di vaccini. Formati da microrganismi, tossine, altri costituenti microbici modificati per indurre immunità attiva specifica analoga alla naturale ma senza conseguenze dannose. Principali benefici: diminuzione incidenza malattie, diminuzione costi correlati, aumento speranza e qualità di vita, minor danno ai genitori, protezione soggetti non vaccinati. Obiettivi di una vaccinazione: eradicazione situazione in cui la malattia ed il suo agente causale sono stati completamente e definitivamente eliminati. Eliminazione condizione di scomparsa della malattia a seguito della rilevante riduzione della circolazione dell'agente causale. Contenimento condizione per cui la malattia non costituisce più un problema rilevante di sanità pubblica. Profilassi specifica delle infezioni: l'immunoprofilassi può essere passiva (sieri immuni e immunoglobuline) o attiva (vaccini). L'immunizzazione passiva ha una difesa immediata ma ha una durata breve (2-4 mesi), l'immunizzazione attiva ha una risposta primaria dopo qualche giorno dalla vaccinazione o una risposta secondaria se il contatto con l'antigene persiste o se si verifica un secondo contatto. Ha inoltre una memoria immunologica. Effetti delle vaccinazioni: protezione diretta del soggetto dalla malattia corrispondente al vaccino usato; la durata dell'immunità varia da 1 anno (vaccino antinfluenzale) a 10- 20 anni e oltre (vaccini vivi attenuati contro morbillo, parotite, rosolia e polio); protezione indiretta dei soggetti che vengono a contatto con il vaccinato in quanto quest'ultimo non colonizza e non diffonde agli altri i microrganismi patogeni verso cui è stato vaccinato. L'immunità di gruppo: un'elevata copertura vaccinale è in grado di fornire un'immunità di gruppo, proteggendo in questo modo le comunità dai rischi di diffusione di malattie. L'immunità di gruppo protegge indirettamente: gli individui con minore accesso ai programmi di assistenza sanitaria o di vaccinazione; coloro che non possono beneficiare direttamente delle vaccinazioni (neonati, soggetti immuno-compromessi, soggetti immuno-senescenti). Vaccinoprofilassi – preparazioni: microrganismi uccisi (interi o sub-unità) con il calore o prodotti chimici; incapaci di replicarsi, scarsi effetti collaterali, ben purificabili, limitati dalla capacità di indurre immunità di breve durata, necessitano pertanto di somministrazioni di richiamo virus : polio (salk), influenza, rabbia, hav batteri : colera, tifo-paratifo (tab), pertosse. Prodotti batterici (anatossine) tossine esposte ad azione fisico-chimica in modo da perdere la capacità tossica pur mantenendo il potere immunizzante; successivamente adsorbite a sostanze che ne favoriscono azione di deposito e stimolazione antigenica prolungata. difterite, tetano. Microrganismi vivi attenuati passaggi su cellule in coltura per perdere virulenza di base ed ottenere mutante stabile; tendenza a provocare reazioni avverse e possibilità teorica di riconversione al ceppo selvaggio virus : polio (Sabin), morbillo, rosolia, parotite, varicella, febbre gialla batteri : BCG, tifo (orale). Ag estratti da corpi microbici: meningite, HBV frazioni di microrganismi: pertosse, influenza da ricombinazione genetica: HBV. Metodi di inattivazione: calore (causa estesa di denaturazione delle proteine, alterando la struttura degli antigeni = induzione degli anticorpi alla bassa affinità) , formaldeide (assieme all'uso di altri agenti alchilanti è la tecnica che ha maggior successo), raggi UV
Vaccini a virus o batteri vivi attenuanti: costituiti da virus o batteri che mantengono la capacità di moltiplicarsi nel soggetto vaccinato, stimolano le sue difese immunitarie senza provocare malattia. Anatossine: vaccini preparati utilizzando esotossine inattivate. I batteri vengono fatti crescere in un adeguato mezzo di coltura quindi allontanati (filtrazione o centrifugazione). Il terreno privo di batteri viene trattato per l'inattivazione (trattamento combinato di mezzi fisici e chimici) e la purificazione della tossina. Dal trattamento si ottengono delle tossine modificate nella loro struttura (anatossine) che hanno perso il loro potere tossico ma che hanno invece mantenuto più o meno integre le caratteristiche antigeniche. Sub-unità (DNA ricombinante) : proteine purificate prodotte usando geni clonati. Vaccinoprofilassi – requisiti: innocuità (-vaccini vivi, incapacità di causare la malattia indotta dai corrispondenti microrganismi virulenti, assenza mutazioni inverse, il ceppo attenuato non deve trasmettersi dal soggetto vaccinato al non vaccinato. -vaccini con microrganismi uccisi, anatossine, polisaccaridi, assenza effetti tossici, assenza fenomeni di sensibilizzazione o reazioni indesiderate pericolose), purezza (vaccini vivi assenza di contaminazione da parte di germi diversi da quelli per i quali il germe è venduto), sterilità (vaccini con microrganismi uccisi, anatossine, polisaccaridi dopo semina su terreno di coltura non si deve avere alcuna crescita), efficacia (immunizzante: valutata su risposta acpale in animali da esperimento e nell’uomo · protettiva: vaccinazione su volontari seguita da iniezione di dosi infettanti · durevole: vaccini viventi e anatossine conferiscono maggiore durata ), praticità di impiego (ben accetto alla popolazione (via di somministrazione, numero ridotto di dosi, costo). di agevole utilizzazione da parte degli organi sanitari (via di somministrazione, numero ridotto di dosi, costo, personale). Tipi di vaccini: monovalenti un solo stipite o prodotto microbico o anatossina; es. antipolio 1; difterite; tetano; influenza tipo a polivalenti più siero-tipi della stessa specie; es.: antipolio 1+2+3; antinfluenzale a + b; anti meningococco a+c, a+c+y+w135 multipli più stipiti di specie diverse o associazioni di anatossine; es.: morbillo + rosolia + parotite; anatossina difterica e tetanica associati somministrazione di v. con diverse modalità di preparazione; es.: anatossine + germi uccisi dpt, tabte; mescolanza può evocare > risposta autovaccini provengono dallo stesso soggetto su cui vengono usati; uccisione con calore o mezzi chimici; dosi elevate microrganismi. Vie di somministrazione: parenterale: scarificazione cutanea: antivaiolosa, intradermica: nello spessore del derma, faccia volare avambraccio; sottocutanea: zona anterolaterale della coscia o nell’arto superiore; rosolia, morbillo, tifo – paratifo, intramuscolare: zona anterolaterale della coscia o area deltoidea; anti difterite, anti tetano, endovenosa: vaccinoterapia, orale antipolio (sabin), anti tifico (ty 21 a), inalatoria anti influenzale, anti rosolia Nuove tecnologie in Australia è stato messo a punto un mini cerotto per somministrare vaccini con nano-aghi rivestiti di biomolecole di vaccino. Penetra senza dolore nella cute e per ottenere una risposte immunitaria uguale a quella delle vecchie punture basta una quantità di vaccino 100 volte minore. Questo potrebbe essere un vantaggio non indifferente nei paesi di sviluppo: il cerottino, più piccolo di un francobollo, usa meno vaccino e non ha neppure bisogno di essere mantenuto in ambienti refrigerati. Vaccini combinati o polivalenti: si parla di vaccini combinati quando nella stessa fiala sono presenti antigeni diversi. L'impiego dei vaccini combinati permette di somministrare in un'unica iniezione più vaccini semplificando il protocollo vaccinale e migliorando l'adesione delle famiglie a vaccinazione consigliate ma non obbligatorie. L'impiego di questi vaccini combinati ha dimostrato la stessa efficacia e sicurezza dei singoli vaccini somministrati separatamente. Vantaggi dei vaccini combinati: minor numero di visite preparatorie, minori disagi per i bambini e per la famiglia, maggiore accettabilità, maggiore copertura, minori costi di gestione.
La sicurezza dei vaccini si basa su alcuni parametri fondamentali:i vaccini vengono autorizzati dal ministero della salute dopo aver superato gli studi di efficacia, di sicurezza e di tollerabilità; i vaccini sono prodotti in officine farmaceutiche, autorizzate e ispezionale periodicamente, e preparati e controllati secondo metodi di fabbricazione validate a livello internazionale; i vaccini sono sottoposti a controllo di stati prima dell'immissione in commercio ed a controllo successivi ogni qual volta sia necessario; i vaccini devono essere somministrati da personale qualificati nel rispetto delle norme di buona pratica e dopo una attenta valutazione delle eventuali controindicazioni definitive o temporanee. Sieroprofilassi: Scopo: Conferire protezione specifica immunitaria passiva (mediante somministrazione di sieri immuni) ad individui esposti ad imminente rischio di contrarre una malattia infettiva. Tipi di sieri immuni: in base alla malattia da prevenire 1. antibatterici 2. antitossici (antidifterico,tetanico, botulinico, gangrenoso, antiscorpione) 3. antivirali (anti rabbico) 4. antiofidici 5. antilinfocitari. In base alla provenienza 1. eterologhi • naturali • dealbuminati • proteolizzati, 2. omologhi • normali o standard • specifiche. Sieri eterologhi ottenuti da animali sieroproduttori sottoposti ad iperimmmunizzazione (animali d’elezione: cavallo, bue). Preparazioni: sieri naturali o nativi: separati dal coagulo, filtrati, addizionati ad antisettici; sieri dealbuminati: grosse molecole pseudoglobuliniche precipitate con sali d’ammonio; sieri proteolizzati: piccole molecole globuliniche ottenute per digestione enzimatica e precipitazione salina. Conservazione e validità: liquidi: a temperature di 2-10°c → 2 anni (s. naturali) oppure 5 anni (s. purificati); liofilizzati: a temperatura di 20 °c → 5 anni. Vie di somministrazione: abituale: intramuscolare, eccezionale: endovenosa (interventi tardivi, casi gravi), casi particolari: locale (anti rabbico, tetanico, ofidico) Durata della protezione: varia in relazione a: entità della dose, concentrazione proteine e grado di purificazione, capacità di risposta individuale, precedenti trattamenti con sieri della stessa specie animale. Dopo iniezione I.M. massima concentrazione a 48-72 ore, Protezione fino a 2-3 settimane; Tempo di dimezzamento 7-10 gg. Rischi per il profilassato: malattia da siero da prima iniezione dopo 10-15 gg. dalla inoculazione (raro immediatamente); reazioni locali o generali; 6-7% dei trattati con siero dealbuminato equino. malattia da siero da seconda iniezione reazione immediata: locale o generale (shock anafilattico da pochi minuti a 2 ore dalla somministrazione); reazione accelerata: dopo 1-10 gg. Sieri omologhi In uso dal 1944. Preparati per precipitazione frazionata con alcool a freddo; soluzione al 16% contenente 160 mg di proteine /ml. Immunoglobuline normali o standard preparate dal siero di almeno 1000 donatori controllati; pregresse vaccinazioni, infezioni molto diffuse, livellare variazioni individuali. Immunoglobuline specifiche preparate da donatori immunizzati naturalmente o artificialmente verso uno specifico antigene Conservazione e validità Liquidi: a temperature di 2-10 ºc → 3 anni, liofilizzati: a “ < 20 ºc → 5 anni Vie di somministrazione Intramuscolare: immunità nel giro di 10 h, Endovenosa (rara). Durata dell’immunità 4-6 settimane; tempo di dimezzamento circa 25 gg.
Chemioprofilassi Somministrazione di antibiotici e chemioterapici ad individui sani allo scopo di: impedire l’attecchimento di infezioni (effettuata prima o contemporaneamente al contagio), ostacolare la manifestazione della malattia (eseguita in fase di incubazione), bonificare i portatori (eliminazione di una sorgente di agenti infettivi pericolosi per la comunità). Caratteri e requisiti: intervento individuale o su collettività, durata della protezione limitata al periodo di trattamento, corretta scelta del farmaco in relazione a: provata attività sul microrganismo e mancanza di effetti collaterali, indicazioni mediche: protezione nei confronti di un singolo patogeno, indicazioni chirurgiche: riduzione nella carica microbica esogena o endogena, rischi: selezione di ceppi microbici resistenti, determinazione di dismicrobismo nell’ospite, insorgenza delle stato di portatore. Individuale su singoli soggetti che corrono elevato rischio di contrarre la malattia (malaria); Collettiva in collettività dove si verifica un caso di malattia infettiva altamente contagiosa; si attua sui contatti e contatti di contatti (meningite); Di massa viene effettuata quando compare una malattia non endemica che possa dar luogo ad un numero elevato di casi (colera). Favismo Anemia emolitica già nota nel 1.800 (nel 1894, montano la definì “malattie emolitica acuta conseguente all’ingestione di fave o alla inalazione del loro polline”). Malattia di importanza regionale non inserita nell’elenco delle malattie sociale - piselli -anagiris foetida - verbena
Talassemia L’emoglobina (Hb) è una proteina costituita da 4 catene polipeptidiche (2 α e 2 β) cui sono legati 4 gruppi EME che si combinano con l’ossigeno. Le talassemie sono delle anemie ereditarie causate da una sintesi assente o ridotta di una o più catene polipeptidiche della globina. Ne esistono due forme principali: talassemia α e talassemia β , a seconda che la mutazione interessi il gene per la catena α o quello per la catena β. La talassemia α è più grave perché tutti i tipi di emoglobina contengono catene α. Nella talassemia β la carenza di Hb A può essere parzialmente compensata da un’aumentata sintesi di emoglobina fetale. Stati clinico-ematologici della b talassemia:
Sindromi talassemiche - speranza di vita : senza terapia morte in 3-4 anni. Anni 40-50: solo il 9% superava i 6 anni di vita. Anni 50-60: il 98% superava i 6 anni, ma pochi i 15. Anni 70-80: il 50% raggiungeva i 15 anni. Fine anni 80: il 37% superava i 17 anni e l’84% gode di buona salute. Attualmente gruppi ben trasfusi raggiungono l’età media di 35 anni. Terapia del morbo di cooley: terapia trasfusionale, terapia chelante del ferro desferrioxamina e chelante orale, splenectomia, trapianto di cellule staminali emopoietiche allogeniche. Traguardo della terapia trasfusionale: attività normale, accrescimento normale, riduzione iperplasia midollare, prevenzione delle alterazioni scheletriche, riduzione della splenomegalia. Sindromi talassemiche - prevenzione : educazione sanitaria, screening di popolazione, consulenza genetica, diagnosi prenatale.
Idatiosi L’Idatidosi è un’antropozoonosi parassitaria causata dallo sviluppo della forma larvale di un platelminta della classe dei cestoidi di genere Echinococcus. Sono due le specie capaci di infestare l’uomo: Echinococcus granulosus (diffuso in tutto il mondo responsabile dell’idatidosi vescicolare o cistica) e Echinococcus multilocularis (riconosciuto in Russia, Europa centrale, Giappone, Canada, con casi sporadici in Italia, Francia, Uruguay ed Argentina, responsabile dellidatidosi alveolare). Altre due specie dell’elminta, E. vogeli ed E. oligarthrus , sono causa di una rara e grave forma di idatidosi policistica diffusa esclusivamente in America centrale e meridionale. Il parassita: l’echinococcus granulosus (che parassitando il cane possiede le maggiori probabilità diinfestare l’uomo e glianimalidomestici) piccola tenia che trascorre una fase adulta (verme) ed una fase larvale (cisti). Allo stato adulto il verme è lungo 3-6 mm, ha una testa (scolice) munita di 4 ventose ed un rostello con 28-50 uncini; il corpo (strobilo) è formato da 3 proglottidi (l’ultima Avida con utero ramificato con 400-800 uova, contenentiunembrionedotatodi6uncini-esacanto); le uova, eliminate con le feci (di solito ancora dentro la proglottide che va incontro a disfacimento) si depositano sul terreno contaminando l’ambiente. Ingerite dagli ospiti intermedi (pecore,maiali,cavalli, ecc.) o dall’uomo, si dischiudono nel duodeno liberando la larva o embrione es acanto; si attacca con gli uncini alla parete intestinale e a questo punto ci sono diverse possibilità:
Progettare
Bisogno di salute: ogni individuo ha in mente uno stato di salute attesa che equivale al livello di salute che intende mantenere o raggiungere. In contrapposizione esiste uno stato di salute percepita che è la sensazione di benessere o malessere che l'individuo avverte in un particolare momento. I bisogni possono essere: percepiti (espressi o non espressi) e non percepiti. B. percepito: quello che le persone sentono e desiderano; si esplica quando il livello di salute percepito è inferiore di quello atteso; possono essere indotti dalla conoscenza di un nuovo servizio B. espresso: bisogno percepito che si è trasformato in domanda o richiesta. Definire obbiettivi: gli obiettivi (definiti anche scopi, fini, risultati, o prodotti), in ordine gerarchico, vedono all'apice, un obiettivo generale (spiega il fine ultimo del lavoro), nel mezzo, gli obiettivi intermedi (descrivono le mete), in fondo, gli obiettivi specifici (descrivono in dettaglio i singoli risultati che si intende raggiungere). Il programma ideale è quello in cui gli obiettivi generali coincidono con gli specifici. Gli obiettivi sono lo stato finale desiderato da raggiungere entro un periodo di tempo stabilito. Ogni obiettivo dovrebbe essere: stimolante, raggiungibile, il più possibile misurabile. Nell'attività di educazione alla salute, è importante definire gli obiettivi educativi, che indicano ciò che gli utenti devono essere in grado di sapere. Questi possono essere inquadrati in tre categorie : ciò che l'educatore vorrebbe che gli utenti sapessero, sapessero fare, e come vorrebbe che si sentissero sicuri e in grado di fare; detti anche Obiettivi cognitivi (sapere): si raggiungono dando informazioni, spiegazioni, accertandosi che l#utente comprenda, aumentando le sue conoscenze, es. spiegando i pro ed i contro della vaccinazione ai genitori di un bambino. Affettivi e relazionali (saper essere): si riferiscono agli atteggiamenti, convinzioni, valori ed opinioni; mirano a chiarire, indurre o modificare atteggiamenti o convinzioni, es. quando si educano i genitori sulle vaccinazioni, bisogna far sì che si sentano meno ansiosi. Comportamentali (saper fare): acquisizione di abilità e capacità psicomotorie, es. nel diabetico, sapersi somministrare l'insulina.