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Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA): Descrizione e Intervento, Dispense di Neuropsichiatria infantile

Riassunto dal Manuale di neuropsichiatria infantile e dell'adolescenza ATTENZIONE! L'ANTEPRIMA NON APPARE PERCHè IL FILE è IN PDF.

Tipologia: Dispense

2018/2019

Caricato il 01/03/2019

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mariac-silvestro 🇮🇹

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Disturbi specifici dell'apprendimento (DSA)
Descrizione e criteri diagnostici
È un disturbo del neuro sviluppo di origine biologica caratterizzato da atipie cognitive associate a segni
comportamentali. Consiste nella presenza di difficoltà isolate e circoscritte nella lettura e/o scrittura e/o calcolo in
individui che possiedono una normale dotazione intellettiva e che non presentano deficit sensoriali. La caratteristica
consiste nella specificità intesa come compromissione di un dominio circoscritto di abilità che si scrive su un
funzionamento intellettivo generale integro. Il DSM 5 propone una singola etichetta diagnostica per definire L'insieme
dei problemi nell’acquisire la capacità scolastiche: Disturbo specifico dell'apprendimento (DSA). Criteri diagnostici
secondo il DSM 5:
A. Difficoltà di apprendimento e nell'uso di abilità scolastiche con presenza di almeno uno dei seguenti sintomi
che sono persistenti per almeno sei mesi:
1. Lettura delle parole in precisa o lenta e faticosa
2. Difficoltà nella comprensione del significato di ciò che viene letto
3. Difficoltà nello spelling
4. Difficoltà con l'espressione scritta
5. Difficoltà nel padroneggiare il concetto di numero, i dati numerici, il calcolo
6. Difficoltà nel ragionamento matematico
B. Le abilità scolastiche colpite sono notevolmente è quantificabilmente al di sotto di quelle attese per l'età
cronologica dell'individuo e causano significative interferenze con il rendimento scolastico o lavorativo o con le
attività della vita quotidiana
C. Le difficoltà di apprendimento iniziano durante gli anni scolastici ma possono non manifestarsi pienamente fino
a che la richiesta rispetto a queste capacità scolastiche colpite supera il limite di capacità dell'individuo
D. Le difficoltà di apprendimento non sono meglio giustificate da disabilità intellettive, acuità visiva o uditiva
alterata, altri disturbi mentali ecc.
In Italia è prescritto dalle attuali normative l’utilizzo dei criteri diagnostici dell’ICD 10 che racchiude i diversi disturbi
sotto l'etichetta generale di Disturbi evolutivi specifici delle abilità scolastiche. Criterio di inclusione: prestazioni ai test
strandardizzati di almeno 2 DS al di sotto del livello atteso. Criteri generali:
L'interferenza significativa del disturbo con il profilo scolastico o con le attività quotidiane
Il quoziente intellettivo compreso entro i limiti inferiori alla media (QI>70)
L'assenza di deficit neurologici e/o sensoriali e relazionali
La presenza di esperienze scolastiche/educative adeguate
Prevalenza
Nella letteratura scientifica internazionale: 5-15%, M:F tra 2:1 e 3:1. Sarebbero avvantaggiate le lingue ad ortografia
regolare come l’italiano e il tedesco in cui l’abbinamento dei suoni ai segni grafici è lineare e prevedibile.
Correlati neuropsicologici
Il DSM 5 elenca le anomalie cognitive frequentemente associate al DSA menzionando il ritardo nello sviluppo del
linguaggio, le difficoltà attentive e le abilità motorie e precisa che queste possono precedere o essere concomitanti con
le manifestazioni cliniche del DSA. In ogni caso una debolezza del sistema linguistico-fonologico viene ritenuta la
condizione più chiaramente è frequentemente legata al disturbo della lettura e della scrittura. Di seguito un sommario
delle principali ipotesi neuropsicologiche sul DSA.
1. Deficit del processamento fonologico
Specifico deficit nell’elaborazione, memoria, consapevolezza dei suoni linguistici che viene ritenuto il core
deficit delle difficoltà di lettura. La disfunzione alla base sarebbe a carico di un circuito di moduli preposti
all'elaborazione fonologica, una condizione che porterebbe i lettori dislessici ad avere difficoltà nel percepire
e/o conservare in memoria le informazioni fonologiche, assemblare i suoni e creare chiare rappresentazioni
fonologiche nella mente.
2. Deficit cerebellare dell’automatizzazione
Questa teoria postula che il cervelletto avendo un ruolo di primo piano nell'apprendimento dei processi
articolatori che influenzano le rappresentazioni fonologiche regoli l'automatizzazione della capacità di lettura
in quanto attività sopra-appresa. Il deficit nell'automatizzazione è considerato una questione critica per il lettore
dislessici perché attiva cascata una serie di incompetenze che si riverberano negativamente sul l'intero processo
di lettura. Si aggiunge poi il fatto che una larga parte dei soggetti con DSA presenta scarse prestazioni anche in
compiti che richiedono coordinazione motoria.
3. Deficit dei meccanismi cellulari non linguistici (deficit visivo/uditivo magnocellulare)
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Disturbi specifici dell'apprendimento (DSA)

Descrizione e criteri diagnostici È un disturbo del neuro sviluppo di origine biologica caratterizzato da atipie cognitive associate a segni comportamentali. Consiste nella presenza di difficoltà isolate e circoscritte nella lettura e/o scrittura e/o calcolo in individui che possiedono una normale dotazione intellettiva e che non presentano deficit sensoriali. La caratteristica consiste nella specificità intesa come compromissione di un dominio circoscritto di abilità che si scrive su un funzionamento intellettivo generale integro. Il DSM 5 propone una singola etichetta diagnostica per definire L'insieme dei problemi nell’acquisire la capacità scolastiche: Disturbo specifico dell'apprendimento (DSA). Criteri diagnostici secondo il DSM 5: A. Difficoltà di apprendimento e nell'uso di abilità scolastiche con presenza di almeno uno dei seguenti sintomi che sono persistenti per almeno sei mesi:

  1. Lettura delle parole in precisa o lenta e faticosa
  2. Difficoltà nella comprensione del significato di ciò che viene letto
  3. Difficoltà nello spelling
  4. Difficoltà con l'espressione scritta
  5. Difficoltà nel padroneggiare il concetto di numero, i dati numerici, il calcolo
  6. Difficoltà nel ragionamento matematico B. Le abilità scolastiche colpite sono notevolmente è quantificabilmente al di sotto di quelle attese per l'età cronologica dell'individuo e causano significative interferenze con il rendimento scolastico o lavorativo o con le attività della vita quotidiana C. Le difficoltà di apprendimento iniziano durante gli anni scolastici ma possono non manifestarsi pienamente fino a che la richiesta rispetto a queste capacità scolastiche colpite supera il limite di capacità dell'individuo D. Le difficoltà di apprendimento non sono meglio giustificate da disabilità intellettive, acuità visiva o uditiva alterata, altri disturbi mentali ecc. In Italia è prescritto dalle attuali normative l’utilizzo dei criteri diagnostici dell’ICD 10 che racchiude i diversi disturbi sotto l'etichetta generale di Disturbi evolutivi specifici delle abilità scolastiche. Criterio di inclusione: prestazioni ai test strandardizzati di almeno 2 DS al di sotto del livello atteso. Criteri generali:
  • L'interferenza significativa del disturbo con il profilo scolastico o con le attività quotidiane
  • Il quoziente intellettivo compreso entro i limiti inferiori alla media (QI>70)
  • L'assenza di deficit neurologici e/o sensoriali e relazionali
  • La presenza di esperienze scolastiche/educative adeguate Prevalenza Nella letteratura scientifica internazionale: 5-15%, M:F tra 2:1 e 3:1. Sarebbero avvantaggiate le lingue ad ortografia regolare come l’italiano e il tedesco in cui l’abbinamento dei suoni ai segni grafici è lineare e prevedibile. Correlati neuropsicologici Il DSM 5 elenca le anomalie cognitive frequentemente associate al DSA menzionando il ritardo nello sviluppo del linguaggio, le difficoltà attentive e le abilità motorie e precisa che queste possono precedere o essere concomitanti con le manifestazioni cliniche del DSA. In ogni caso una debolezza del sistema linguistico-fonologico viene ritenuta la condizione più chiaramente è frequentemente legata al disturbo della lettura e della scrittura. Di seguito un sommario delle principali ipotesi neuropsicologiche sul DSA.
  1. Deficit del processamento fonologico Specifico deficit nell’elaborazione, memoria, consapevolezza dei suoni linguistici che viene ritenuto il core deficit delle difficoltà di lettura. La disfunzione alla base sarebbe a carico di un circuito di moduli preposti all'elaborazione fonologica, una condizione che porterebbe i lettori dislessici ad avere difficoltà nel percepire e/o conservare in memoria le informazioni fonologiche, assemblare i suoni e creare chiare rappresentazioni fonologiche nella mente.
  2. Deficit cerebellare dell’automatizzazione Questa teoria postula che il cervelletto avendo un ruolo di primo piano nell'apprendimento dei processi articolatori che influenzano le rappresentazioni fonologiche regoli l'automatizzazione della capacità di lettura in quanto attività sopra-appresa. Il deficit nell'automatizzazione è considerato una questione critica per il lettore dislessici perché attiva cascata una serie di incompetenze che si riverberano negativamente sul l'intero processo di lettura. Si aggiunge poi il fatto che una larga parte dei soggetti con DSA presenta scarse prestazioni anche in compiti che richiedono coordinazione motoria.
  3. Deficit dei meccanismi cellulari non linguistici (deficit visivo/uditivo magnocellulare)

Tale teoria nasce dall’osservazione che una parte dei soggetti con dislessia presenta un disturbo del sistema magnocellulare retino-corticale specializzato nelle analisi del movimento visivo. La scarsa efficiente di tale sistema nei processi di decodifica di lettera o parole sarebbe alla base delle difficoltà di lettura dal momento che comprometterebbe l'attività di quella parte del sistema visivo che permette di rilevare i movimenti e rapidi cambiamenti nella periferia del campo visivo. Alcune ricerche hanno dimostrato l'esistenza di un sistema magnocellulare anche per la modalità uditiva. Un deficit magnocellulare multimodale potrebbe spiegare la combinazione di deficit visivi e fonologici (scambio di lettere, confusione di suoni).

  1. Deficit nella denominazione rapida automatica (RAN) Un rallentamento della RAN potrebbe riflettere difficoltà nell'integrazione dei processi cognitivi e linguistici coinvolti nella fluenza di lettura.
  2. Deficit dell’elaborazione percettiva e dell’attenzione Un alterata funzionalità dell’attenzione spaziale potrebbe determinare un deficit nell'elaborazione degli stimoli sensoriali sia visivi che uditivi. L'attenzione spaziale focalizzata viene chiamato in causa e si assume che nei soggetti con dislessia tenda ad essere distribuita cioè a inglobare anche stimoli periferici rispetto al target, inevitabilmente interferenti. Correlati neurobiologici Ereditabilità probabile per i parenti di 1° grado di 4 - 5 volte maggiore rispetto alla popolazione generale. Studi di neuroimaging: ruolo di alcuni network disfunzionali dell'emisfero sinistro nel sostenere il deficit del processamento fonologico; riduzione della reattività emodinamica e della connettività funzionale nella corteccia temporale sup, parietale inferiore e frontale inferiore di sinistra e un ipoattivazione delle regioni temporali parietali e del giro fusiforme a sinistra. In bambini in età prescolare si è evidenziata una ridotta attivazione funzionale delle regioni orbite temporali di entrambi gli emisferi e in quelle temporo-parietali sinistre. Fattori predittivi di rischio:
  3. Anamnesi familiare positiva per DSA
  4. Ritardo o disturbo del linguaggio. Esistono inoltre i fattori di rischio di origine ambientale che appaiono probabilmente correlate all'emergenza del disturbo: Nascita prematura, basso peso alla nascita ed esposizione prenatale alla nicotina. Relativamente ai fattori predittivi il ritardo specifico di talune competenze psico motoria in età prescolare è un elemento potenziale legato alle emergenze del disturbo in particolare:
  • Abilita grafo motorie
  • Abilità motorio prassiche
  • capacità di attenzione Strumenti per lo screening: vedi libro Sospetto clinico Diagnosi clinica e funzionale Diagnosi differenziale Valutaz. cognitiva multicomponenzial ee Valutaz. specifica Deficit organici Altri disturbi del neurosviluppo

Intervento Abilità di base: nelle prime fasi dell'apprendimento può risultare utile avvalersi del tradizionale approccio logopedico se questo è finalizzato l'incremento delle capacità metafonologiche e sull'allenamento delle abilità di associare rapidamente e correttamente sillabe e parole al loro corrispettivo fonologico (tachistoscopio). Strategie di apprendimento: rendere gli studenti consapevoli delle peculiarità del loro sistema di apprendimento e di individuare i metodi di lavoro alternativi sostituendo o modulando i modelli didattici attualmente in uso nella scuola. Potenziamento dell’autonomia: le tecniche informatiche costituiscono una grossa risorsa perché possono aumentare le potenzialità di apprendimento dei soggetti riducendo la loro dipendenza dal testo scritto e fornendo strumenti per rendere lavoro accademico più rapido ed efficace (sintetizzatore vocale). Aiuto dopo-scolastico : gestito da professionisti che possiedono competenze sul DSA e che hanno ricevuto una formazione in ambito clinico/rieducativo. Questa figura a fianco allo studente durante lo svolgimento dei compiti per casa, gli propone e l'uso di metodologie didattiche funzionali e lo avvia all'uso corretto e consapevole delle strategie degli strumenti compensativi senza trascurare gli aspetti emotivi, motivazionali e relazionali. L'obiettivo è quello di far acquisire gli studenti la capacità di apprendere in autonomia e secondo il proprio stile.