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Schizofrenia a esordio precoce, Dispense di Neuropsichiatria infantile

Riassunto dal Manuale di neuropsichiatria infantile e dell'adolescenza ATTENZIONE! L'ANTEPRIMA NON APPARE PERCHè IL FILE è IN PDF.

Tipologia: Dispense

2018/2019

Caricato il 01/03/2019

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mariac-silvestro 🇮🇹

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Schizofrenia e psicosi infantile o schizofrenia a esordio molto precoce (VEOS)
Il termine schizofrenia nell'infanzia ha una storia che risale ai primi anni del 900. Sante De Sanctis descrive un
quadro clinico che definisce demenza precocissima. Qualche anno dopo Lutz studia 2 quadri distinti, uno
caratterizzato da l'evoluzione dei bambini cerebrolesi che evolvono verso la demenza, uno caratterizzato da
un disturbo dissociativo ritenuto endogeno e che definisce schizofrenia infantile. Il concetto di psicosi infantile
è relativamente recente e appare lentamente nella letteratura sostituendosi a quello di schizofrenia infantile.
Manzano e Espansa hanno proposto una classificazione che non può essere utilizzata ai fini di ricerca ma che
ha un notevole valore clinico. Individuiamo il quadro della psicosi simbiotica caratterizzata dalla presenza di
un attaccamento intensissimo e tirannico da parte del bambino verso una persona prescelta al quale si
aggiunge un’intensa difficoltà di distacco. Il bambino ha reazioni di paura di fronte ad altre persone e manifesta
comportamenti di autoaggressione in occasione di separazione. Di contro individuiamo il quadro della psicosi
disorganizzatrice che nella sua forma tipica caratterizza un bambino con l'atteggiamento generale
disorganizzato incoerente e insensato dove predomina la frammentazione e la disorganizzazione dellio e delle
sue funzioni. Il tono di voce cantilenante e strano, l'eloquio è molto lento e molto accelerato oppure a scatti,
il pensiero presenta un profondo turbamento a livello di coerenza. Quando la madre si allontana il bambino
non si angoscia ma mostra un’apparente indifferenza. Nella sua forma deficitaria o disarmonica è da notare la
povertà del linguaggio e la difficoltà che si ha nel comprenderlo, la labilità delle attività, nel continuo passaggio
da un'attività a un'altra. Il ritardo intellettivo è piuttosto rilevante e la funzione simbolica è profondamente
compromessa.
La schizofrenia a esordio nell'infanzia è una forma grave e di disturbo psicotico che ha il suo inizio precocemente
e più precisamente prima dei 12-13 anni ed è considerato come un quadro in continuità con la forma degli
adolescenti degli adulti. Nel DSM-5 viene collocato nel capitolo di disturbi dello spettro della schizofrenia e altri
disturbi psicotici.
Criteri diagnostici dal DSM-5
A) 5 sintomi di cui almeno 2 devono essere presenti per un mese per la diagnosi di schizofrenia, ma
almeno uno deve essere 1, 2, 3.
1. Deliri (Convinzioni fortemente sostenute, con impossibilità di contenuto, che non sono passibili di
modifica)
2. Allucinazioni (Senza uno stimolo esterno)
3. Eloquio disorganizzato
4. Comportamento grossolanamente disorganizzato o catatonico
5. Sintomi negativi (Diminuzione dell'espressione delle emozioni, abulia, alogia, anedonia,
asocialità)
B) Significativo abbassamento del livello di funzionamento precedente in una o più delle aree principali
C) Persistenza dei sintomi continua del disturbo per almeno sei mesi
D) Esclusione della presenza di un disturbo schizoaffettivo o depressivo o bipolare con caratteristiche
psicologiche
E) Esclusione di una condizione di abuso di sostanze
F) In pazienti con una storia di disturbo di spettro autistico o della comunicazione ad esordio infantile la
diagnosi aggiuntiva di schizofrenia è posta se sono presenti per almeno un mese allucinazioni o deliri
preminenti in aggiunta ad altri sintomi della schizofrenia.
Modi di presentazione e sintomatologia
Nei bambini sono particolarmente frequenti allucinazioni, disturbi del pensiero e appiattimento affettivo
mentre invece deliri e sintomi catatonici sono meno frequenti. Molti bambini che presentano allucinazioni non
necessariamente rientrano nei criteri per porre diagnosi di schizofrenia o presentano un disturbo di tipo
psicotico infatti una valutazione diagnostica globale approfondita può evitare eventuali errori diagnostici ed
aiutare nella diagnosi differenziale con altri disturbi psichiatrici, quali il disturbo bipolare dell'infanzia ed altri
disturbi psicotici effettivi, i disturbi della personalità, il disturbo ossessivo compulsivo e altre sindromi del
neurosviluppo. Nelle forme a esordio precoce o molto precoce i sintomi più identificabili sono rappresentati
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Scarica Schizofrenia a esordio precoce e più Dispense in PDF di Neuropsichiatria infantile solo su Docsity!

Schizofrenia e psicosi infantile o schizofrenia a esordio molto precoce (VEOS)

Il termine schizofrenia nell'infanzia ha una storia che risale ai primi anni del 900. Sante De Sanctis descrive un quadro clinico che definisce demenza precocissima. Qualche anno dopo Lutz studia 2 quadri distinti, uno caratterizzato da l'evoluzione dei bambini cerebrolesi che evolvono verso la demenza, uno caratterizzato da un disturbo dissociativo ritenuto endogeno e che definisce schizofrenia infantile. Il concetto di psicosi infantile è relativamente recente e appare lentamente nella letteratura sostituendosi a quello di schizofrenia infantile. Manzano e Espansa hanno proposto una classificazione che non può essere utilizzata ai fini di ricerca ma che ha un notevole valore clinico. Individuiamo il quadro della psicosi simbiotica caratterizzata dalla presenza di un attaccamento intensissimo e tirannico da parte del bambino verso una persona prescelta al quale si aggiunge un’intensa difficoltà di distacco. Il bambino ha reazioni di paura di fronte ad altre persone e manifesta comportamenti di autoaggressione in occasione di separazione. Di contro individuiamo il quadro della psicosi disorganizzatrice che nella sua forma tipica caratterizza un bambino con l'atteggiamento generale disorganizzato incoerente e insensato dove predomina la frammentazione e la disorganizzazione dell’io e delle sue funzioni. Il tono di voce cantilenante e strano, l'eloquio è molto lento e molto accelerato oppure a scatti, il pensiero presenta un profondo turbamento a livello di coerenza. Quando la madre si allontana il bambino non si angoscia ma mostra un’apparente indifferenza. Nella sua forma deficitaria o disarmonica è da notare la povertà del linguaggio e la difficoltà che si ha nel comprenderlo, la labilità delle attività, nel continuo passaggio da un'attività a un'altra. Il ritardo intellettivo è piuttosto rilevante e la funzione simbolica è profondamente compromessa. La schizofrenia a esordio nell'infanzia è una forma grave e di disturbo psicotico che ha il suo inizio precocemente e più precisamente prima dei 12-13 anni ed è considerato come un quadro in continuità con la forma degli adolescenti degli adulti. Nel DSM-5 viene collocato nel capitolo di disturbi dello spettro della schizofrenia e altri disturbi psicotici. Criteri diagnostici dal DSM- 5 A) 5 sintomi di cui almeno 2 devono essere presenti per un mese per la diagnosi di schizofrenia, ma almeno uno deve essere 1, 2, 3.

  1. Deliri (Convinzioni fortemente sostenute, con impossibilità di contenuto, che non sono passibili di modifica)
  2. Allucinazioni (Senza uno stimolo esterno)
  3. Eloquio disorganizzato
  4. Comportamento grossolanamente disorganizzato o catatonico
  5. Sintomi negativi (Diminuzione dell'espressione delle emozioni, abulia, alogia, anedonia, asocialità) B) Significativo abbassamento del livello di funzionamento precedente in una o più delle aree principali C) Persistenza dei sintomi continua del disturbo per almeno sei mesi D) Esclusione della presenza di un disturbo schizoaffettivo o depressivo o bipolare con caratteristiche psicologiche E) Esclusione di una condizione di abuso di sostanze F) In pazienti con una storia di disturbo di spettro autistico o della comunicazione ad esordio infantile la diagnosi aggiuntiva di schizofrenia è posta se sono presenti per almeno un mese allucinazioni o deliri preminenti in aggiunta ad altri sintomi della schizofrenia. Modi di presentazione e sintomatologia Nei bambini sono particolarmente frequenti allucinazioni, disturbi del pensiero e appiattimento affettivo mentre invece deliri e sintomi catatonici sono meno frequenti. Molti bambini che presentano allucinazioni non necessariamente rientrano nei criteri per porre diagnosi di schizofrenia o presentano un disturbo di tipo psicotico infatti una valutazione diagnostica globale approfondita può evitare eventuali errori diagnostici ed aiutare nella diagnosi differenziale con altri disturbi psichiatrici, quali il disturbo bipolare dell'infanzia ed altri disturbi psicotici effettivi, i disturbi della personalità, il disturbo ossessivo compulsivo e altre sindromi del neurosviluppo. Nelle forme a esordio precoce o molto precoce i sintomi più identificabili sono rappresentati

da un deterioramento che riguarda il funzionamento sia sociale sia relazionale, dallo sviluppo di deficit motori o del linguaggio e dall’emergere di disturbi del comportamento e di difficoltà scolastiche. Eziologia Si ritiene che la forma di schizofrenia ad esordio nell'infanzia condivida con la forma ad esordio nell’età adulta le stesse cause ma sia tendenzialmente più grave. L'ipotesi più accreditata è probabilmente quella di un disturbo del neurosviluppo multifattoriale in cui giocano un ruolo sia fattori ambientali, sia fattori genetici. I fattori ambientali si distinguono in:

  • Precoci - > Complicanze ostetriche, infezioni materne, malnutrizione materna, nascita in città, stagione di nascita.
  • Tardivi - > Status di emigrato, uso cronico di cannabis, eventi avversi, stress. Va tuttavia sottolineato che soltanto una minoranza delle persone esposte a tali fattori sviluppa schizofrenia. Questo fa ipotizzare l'esistenza di una resilienza individuale. Per quanto riguarda i fattori genetici gli studi sui gemelli mostrano un'ereditarietà della sindrome intorno all’80%. Anomalie del neurosviluppo e neurobiologiche Gli studi hanno portato a chiarire la presenza di alcune alterazioni abbastanza consistenti nell'infanzia in particolare rileviamo la presenza di:
  • Distribuzione laminare anomala dei neuroni nella corteccia temporale
  • Ridotta dimensione dei neuroni corticali ed ippocampali (differenziazione aumentata)
  • Ridotto numero di neuroni nel talamo (ridotta proliferazione o aumentata apoptosi) Il neurotrasmettitore che viene ritenuto principalmente implicato è la dopamina. Epidemiologia Alcuni studi riportano che circa un terzo dei pazienti schizofrenici sviluppa i primi sintomi psicotici prima dei 19 anni. Alcuni soggetti giovani presentano una maggiore resistenza al trattamento farmacologico. Alcuni studi indicano una prevalenza incidenza nei maschi con un rapporto M:F di 1,5-2:1. La schizofrenia con esordio prima dei 12 anni ha generalmente un esordio insidioso e comporta una prognosi peggiorativa. Diagnosi differenziale Allucinazioni e deliri non-psicotici: I pazienti pediatrici non-psicotici che presentano allucinazioni si differenziano dai soggetti psicotici in quanto essi non presentano deliri, non presentano disturbi del pensiero astratto né diminuzione dell'attività motoria o comportamento bizzarro e ritiro sociale. Disturbi dell’umore: Può essere utile la valutazione psicopatologica del contenuto del l'esperienza psicotica, cioè se i deliri o le allucinazioni siano congrui o incongrui con il tono dell'umore di base. Ricercare la presenza e l'assenza di anomalie premorbose o di una personalità bizzarra che depongono per la diagnosi di schizofrenia, mentre il rilievo di sintomi di iperattività, gli episodi depressivi o maniacali in anamnesi depongono per i disturbi dell'umore. Disturbo post-traumatico da stress: Fare attenzione alle esperienze simil-dissociative che si verificano frequentemente dopo un trauma in bambini e adolescenti. Disturbi di personalità: La forma schizotipica e schizoide possono presentare sintomi simil psicotici. DOC: Fare attenzione all'analisi del contenuto delle ossessioni o dei rituali che possono essere infatti bizzarri o descritti in termini di esperienze pseudo allucinatorie (voce interna ripetitiva). Storia naturale e prognosi Mentre negli adolescenti l'esordio può essere acuto insidioso, nei bambini al di sotto dei 13 anni di età si presenta più tipicamente subdolo, cosi da rendere difficoltosa la distinzione tra i deficit cognitivi, il deterioramento funzionale premorboso o altre anomalie. L'esordio può presentare una durata da 1 a 2 anni, il ritardo medio tra l'esordio dei primi sintomi e la diagnosi è 2,5 anni. I bambini con tale malattia presentano maggiori difficoltà nelle relazioni sociali, minore successo scolastico, maggiore difficoltà nel trovare lavoro e più probabile disoccupazione, minore capacità di organizzarsi una vita, maggiore probabilità di essere resistenti alla terapia farmacologica con maggior rischio di andare incontro a comportamenti suicidari. Una guarigione incompleta si verifica nell'80% dei pazienti che presentano più di un episodio. L'esito appare