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Divina Commedia - Canto VII, Appunti di Letteratura Italiana

Analisi del canto VII della Divina Commedia

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 28/05/2019

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CANTO VII
Canto settimo, dove si dimostra del quarto cerchio de l’inferno
e alquanto del quinto; qui pone la pena del peccato de
l’avarizia e del vizio de la prodigalità; e del dimonio Pluto; e
quello che è fortuna.
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2 8"Pape Satàn, pape Satàn aleppe!", --> versi solo di valore
fonetico per sottolineare la disumanizzazione di Pluto (colui
che pronuncia le parole); linguaggio comprensibile ai
commentatori antichi tuttavia: satan-nome ebraico; papi-
espressione di meraviglia; alef-prima lettera alfabeto ebraico
> pluto rivolgendosi a Satana lo chiama primo, ossia Principe
seconda interpretazione: alef è interiezione di dolore (Oh
Satana, oh Satana, dolore!) --> Pluto si meraviglia della
presenza di Dante e preannuncia dolore per la presenza di un
vivo nel inferi, timore per la distruzione delle regole2 0
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cominciò Pluto con la voce chioccia; --> chiocciare: verso
aspro; voce chioccia: tono spiacevole e oscuro2 0
2 8e quel savio
gentil, che tutto seppe, --> Virgilio è considerato un
grandissimo sapiente; si riferisce al fatto che Virgilio,
comprendendo le parole, si rende conto che Dante ha paura
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2 8disse per confortarmi: "Non ti noccia2 0
2 8la tua paura;
ché, poder ch’elli abbia, --> concessiva: per quanto potere
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CANTO VII

Canto settimo, dove si dimostra del quarto cerchio de l’inferno e alquanto del quinto; qui pone la pena del peccato de l’avarizia e del vizio de la prodigalità; e del dimonio Pluto; e quello che è fortuna. 2 02 8 "Pape Satàn, pape Satàn aleppe!", --> versi solo di valore fonetico per sottolineare la disumanizzazione di Pluto (colui che pronuncia le parole); linguaggio comprensibile ai commentatori antichi tuttavia: satan-nome ebraico; papi- espressione di meraviglia; alef-prima lettera alfabeto ebraico

pluto rivolgendosi a Satana lo chiama primo, ossia Principe seconda interpretazione: alef è interiezione di dolore (Oh Satana, oh Satana, dolore!) --> Pluto si meraviglia della presenza di Dante e preannuncia dolore per la presenza di un vivo nel inferi, timore per la distruzione delle regole2 02 8 cominciò Pluto con la voce chioccia; --> chiocciare: verso aspro; voce chioccia: tono spiacevole e oscuro2 02 8 e quel savio gentil, che tutto seppe, --> Virgilio è considerato un grandissimo sapiente; si riferisce al fatto che Virgilio, comprendendo le parole, si rende conto che Dante ha paura 3 2 02 82 02 8 disse per confortarmi: "Non ti noccia 2 02 8 la tua paura;

ché, poder ch’elli abbia, --> concessiva: per quanto potere

ha, non ci impedirà di scendere 2 02 8 non ci torrà lo scender questa roccia". 6 2 02 82 02 8 Poi si rivolse a quella ’n fi ata labbia, --> Pluto, nel

parlare, gonfia le guance per rabbia e timore2 02 8 e disse: "Taci, maladetto lupo! --> lupo/lupa > allegoria dell'avarizia; il canto punisce gli avari; per questo chiama Pluto, lupo 2 02 8 consuma dentro te con la tua rabbia. 9 2 02 82 02 8 Non è sanza cagion l’andare al cupo: --> cupezza:

oscurità o profondità dell'inferno2 02 8 vuolsi ne l’alto, là dove Michele 2 02 8 fé la vendetta del superbo strupo". --> strupo: stupro (forma di metatesi: inversione consonanti) 12 2 02 8 metafora (di tipo marino): descrive la rassegnazione delusa di

Pluto 2 02 8 Quali dal vento le gon fi ate vele 2 02 8 caggiono avvolte, poi che l’alber fi acca, 2 02 8 tal cadde a terra la fi era crudele. 15 2 02 82 02 8 Così scendemmo ne la quarta lacca, --> quarto cerchio 2 02 8

pigliando più de la dolente ripa 2 02 8 che ’l mal de l’universo tutto insacca. --> regime metaforico del sacco 18 2 02 8 Ahi giustizia di Dio! tante chi stipa 2 02 8 nove travaglie e

pene quant’io viddi? 2 02 8 e perché nostra colpa sì ne scipa?

2 02 82 02 8 poi si volgea ciascun, quand’era giunto, 2 02 8 per lo suo

mezzo cerchio a l’altra giostra. 2 02 8 E io, ch’avea lo cor quasi compunto, 36 2 02 82 02 8 dissi: "Maestro mio, or mi dimostra 2 02 8 che gente è

questa, e se tutti fuor cherci 2 02 8 questi chercuti a la sinistra nostra". --> chercuti: calotta pelata della testa 39 2 02 82 02 8 Ed elli a me: "Tutti quanti fuor guerci --> guerci: ciechi

(di mente) 2 02 8 sì de la mente in la vita primaia, --> nella vita sulla terra2 02 8 che con misura nullo spendio ferci. --> non usarono mai i soldi in maniera giusta 42 2 02 82 02 8 Assai la voce lor chiaro l’abbaia, --> abbaia: accomuna i

dannati al guardiano del cerchio 2 02 8 quando vegnono a’ due punti del cerchio 2 02 8 dove colpa contraria li dispaia. 45

2 02 8 Questi fuor cherci, che non han coperchio --> chierci:

chierici 2 02 8 piloso al capo, e papi e cardinali, 2 02 8 in cui usa avarizia il suo soperchio". --> avarizia: peccato della Chiesa 48 2 02 82 02 8 E io: "Maestro, tra questi cotali 2 02 8 dovre’ io ben

riconoscere alcuni 2 02 8 che furo immondi di cotesti mali".

51 2 02 8 a Dante non è concesso parlare né riconosce alcun dannato 2 02 8

Ed elli a me: "Vano pensiero aduni: 2 02 8 la sconoscente vita che i fé sozzi, 2 02 8 ad ogne conoscenza or li fa bruni. --> condussero una vita così macchiata di peccato, che ora sono sfigurati e irriconoscibili (sporchi o estremamente magri); chi compie questi peccati si disumanizza, tanto da diventare irriconoscibile 54 2 02 8 riferimento al giudizio universale 2 02 8 In etterno verranno a li

due cozzi: 2 02 8 questi resurgeranno del sepulcro 2 02 8 col pugno chiuso, e questi coi crin mozzi. --> pugno chiuso: avari ; crin mozzi: prodighi, senza capelli come simbolo della ricchezza sperperata 57 2 02 82 02 8 Mal dare e mal tener lo mondo pulcro --> mondo

pulcro: bel mondo-Paradiso 2 02 8 ha tolto loro, e posti a questa zu ff a: 2 02 8 qual ella sia, parole non ci appulcro. 60 2 02 82 02 8 Or puoi, fi gliuol, veder la corta bu ff a 2 02 8 d’i ben che son

commessi a la fortuna, 2 02 8 per che l’umana gente si rabu ff a; 63

75 2 02 82 02 8 distribuendo igualmente la luce. --> ugualmente:

uniforme in ogni singolo cielo, non in maniera uguale tra tutti i cieli 2 02 8 Similemente a li splendor mondani 2 02 8 ordinò general ministra e duce --> come i cieli, anche il cielo della Terra ha la Fortuna come amministratrice e governante; il cui scopo è quello di cambiare i proprietari dei beni terreni 78 2 02 82 02 8 che permutasse a tempo li ben vani --> beni vani:

ricchezze 2 02 8 di gente in gente e d’uno in altro sangue, --> da un popolo a un altro da una stirpe a un'altra 2 02 8 oltre la difension d’i senni umani; --> la Fortuna agisce oltre la comprensione umana; i senni umani non possono né capire né agire per impedire che ciò avvenga-le permutazioni dei beni seguono un disegno provvidenziale Fortuna: non è più una dea bendata ma figura angelica; coloro che sono bendati sono gli uomini; mantiene però la ruota, simbolo di cambiamento 81 2 02 8 per ch’una gente impera e l’altra langue, 2 02 8 seguendo lo

giudicio di costei, 2 02 8 che è occulto come in erba l’angue. --

il motivo è nascosto agli uomini come la biscia si nasconde nell'erba

84 2 02 82 02 8 Vostro saver non ha contasto a lei: 2 02 8 questa provede,

giudica, e persegue --> persegue: agisce 2 02 8 suo regno come il loro li altri dèi. 87 2 02 82 02 8 Le sue permutazion non hanno triegue: 2 02 8 necessità la

fa esser veloce; 2 02 8 sì spesso vien chi vicenda consegue. 90 2 02 82 02 8 Quest’è colei ch’è tanto posta in croce --> tutti

maledicono la Fortuna 2 02 8 pur da color che le dovrien dar lode, --> anche dai fedeli, che invece dovrebbero aver fiducia perché la Fortuna ha un disegno provvidenziale 2 02 8 dandole biasmo a torto e mala voce; 93 2 02 82 02 8 ma ella s’è beata e ciò non ode: 2 02 8 con l’altre prime

creature lieta 2 02 8 volve sua spera e beata si gode. --> girando la sua ruota 96 2 02 82 02 8 Or discendiamo omai a maggior pieta; --> dove l'affanno

è maggiore 2 02 8 già ogne stella cade che saliva 2 02 8 quand’io mi mossi, e ’l troppo star si vieta". --> le stelle stanno scendendo sull'orizzonte; è mezzanotte, sono trascorse 6 ore dall'inizio del viaggio e si possono trascorrere solo 24 ore all'inferno quindi bisogna sbrigarsi a procedere

2 02 82 02 8 Lo buon maestro disse: "Figlio, or vedi 2 02 8 l’anime di

color cui vinse l’ira; --> iracondi 2 02 8 e anche vo’ che tu per certo credi 117 2 02 82 02 8 che sotto l’acqua è gente che sospira, 2 02 8 e fanno

pullular quest’acqua al summo, 2 02 8 come l’occhio ti dice, u’ che s’aggira. --> voglio che tu mi creda che sommerse nell'acqua ci sono altre anime, che cercano di parlare, e il loro parlare produce bolle 120 2 02 82 02 8 Fitti nel limo dicon: "Tristi fummo 2 02 8 ne l'aere dolce che

dal sol s'allegra, 2 02 8 portando dentro accidïoso fummo: --> accidiosi: accidia, indolenza protratta che diventa stile di vita; esatto contrario dell'ira, due estremizzazioni di uno stato d'animo che da un lato porta all'ira e dall'altro all'accidia, ossia la mancanza di reazioni per ciò che accade fuori di noi (non è la pusillanimità causata da una mancanza d'intelletto) 123 2 02 82 02 8 or ci attristiam ne la belletta negra". 2 02 8 Quest’inno si

gorgoglian ne la strozza, 2 02 8 ché dir nol posson con parola integra". 126

2 02 82 02 8 Così girammo de la lorda pozza 2 02 8 grand’arco, tra la ripa

secca e ’l mézzo, --> passando tra la parte secca (rocce) e la parte bagnata (mezzo: fradicio - termine toscano) 2 02 8 con li occhi vòlti a chi del fango ingozza. 129 2 02 82 02 8 Venimmo al piè d’una torre al da sezzo. --> alla fine del

percorso, giungemmo ad una torre (che circonda la città di Dite)

reazione di Dante nel canto VIII di fronte a Filippo Argenti > differenza tra ira (peccato di incontinenza che ci fa fare azioni irrazionali)/accidia (incapacità di agire alle ingiustizie del mondo) e santo sdegno (mosso dalla ragione)