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Dizionari Italiani, Valeria Della Valle, Sintesi del corso di Linguistica

Riassunto del libro di Valeria della Valle per il corso di Linguistica Italiana

Tipologia: Sintesi del corso

2019/2020
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Per una storia dei dizionari:
A 4000 anni fa risale il primo vocabolario, tavolette con caratteri cuneiformi rinvenute in Siria, nel 1964.
Elenchi plurilingui di parole compilati per necessità pratiche, commerciali
Al 2 millennio a.C.: risalgono i diz. bilingui (egiziano-accadico)
Al 3 millennio a.c. i diz. monolingui. Nella civiltà greca si diffuse l’abitudine di spiegare parole e espressioni
difficili nei poemi omerici attraverso le glosse. In seguito le raccolte di glosse, i glossari, compresero non
solo termini arcaici ma anche voci comuni.
Per il mondo greco-latino:
-De significatu Verborum by Flacco
-Synagoge by Esichio di Alessandria
Tardo Impero romano: repertori che facevano il confronto GRECO-LATINO e vennero compilati diz.
linguistici e enciclopedici.
Nel medioevo: glossari che confrontavano termini latino e corrispondenti in volgare (spesso dialetto).
Lessici medievali basati sulle ETIMOLOGIE: credenza di arrivare alla conoscenza attr. spiegazione dell’origine
e significato delle parole. Glossari, finalità pratiche per mercanti, viaggiatori, maestri. Confronto latino-
volgare oppure volgare-lingua straniera.
Il primo dizionario in senso moderno: (7imo sec d. C.) ETYMOLOGIARUM SIVE ORIGINUM LIBRI VIGENTI by
ISIDORO, padre della lessicografia, venti libri di nozioni e diefinizioni con attenzione all’etimologia.
Esordi lessicografia italiana:
-Glossario di Monza (10 secolo, 65 voci) -> destinato a chi viaggia -> forma romanza (italia
settentrionale) + equivalente greco-bizantina, indicanti nomi comuni.
-Magnae Derivationes, Uguccione da Pisa, 1236 -> parole rare e presenza di volgarismi (a volte con
funzione di glossa, altre volte lemmatizzati indipendentemente dalla voce latina nei vocab. Latini);
non testo a stampa, manoscritto (difficile da leggere)
I glossari si basavano sulle tecniche della:
1. EXPOSITIO: glossa esplicativa
2. oppure della DERIVATIO: raggruppamento di termini w/ comune base etimologica
L’esigenza di codificare il volgare in italia nasce verso il 400 si realizza nei primi espedienti di compilazione
fatti dai toscani:
-ARCHIVI PERSONALI – liste di parole difficili (spesso latinismi):
1. Luigi Pulci: (muore nel 1484) compila il Vocabulista. Lista alfabetica di oltre 700 vocaboli seguiti
da breve definizione. Funzione autodidattica. Con imprecisioni e approssimazioni nella
lemmatizzazione e mescolanza di nomi propri e comuni, ma primo glossario volgare monolingue.
2. Leonardo Da Vinci: fine 13esimo inizio 14esimo secolo, no termine glossa, solo elenco di 8mila
termini difficili o forme dialettali non toscani. Intento autodidattico. Prontuario di voci volgari,
accostate: a) per affinità di significato; b) per opposizione.
Dopo la stampa a caratteri mobili (1450):
-1454-5: invenzione stampa -> cambia il modo di concepire lo strumento dizionario
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Per una storia dei dizionari:

A 4000 anni fa risale il primo vocabolario, tavolette con caratteri cuneiformi rinvenute in Siria, nel 1964. Elenchi plurilingui di parole compilati per necessità pratiche, commerciali Al 2 millennio a.C.: risalgono i diz. bilingui (egiziano-accadico) Al 3 millennio a.c. i diz. monolingui. Nella civiltà greca si diffuse l’abitudine di spiegare parole e espressioni difficili nei poemi omerici attraverso le glosse. In seguito le raccolte di glosse, i glossari, compresero non solo termini arcaici ma anche voci comuni. Per il mondo greco-latino:

  • De significatu Verborum by Flacco
  • Synagoge by Esichio di Alessandria Tardo Impero romano: repertori che facevano il confronto GRECO-LATINO e vennero compilati diz. linguistici e enciclopedici. Nel medioevo: glossari che confrontavano termini latino e corrispondenti in volgare (spesso dialetto). Lessici medievali basati sulle ETIMOLOGIE: credenza di arrivare alla conoscenza attr. spiegazione dell’origine e significato delle parole. Glossari, finalità pratiche per mercanti, viaggiatori, maestri. Confronto latino- volgare oppure volgare-lingua straniera. Il primo dizionario in senso moderno: (7imo sec d. C.) ETYMOLOGIARUM SIVE ORIGINUM LIBRI VIGENTI by ISIDORO, padre della lessicografia, venti libri di nozioni e diefinizioni con attenzione all’etimologia. Esordi lessicografia italiana:
    • Glossario di Monza (10 secolo, 65 voci) -> destinato a chi viaggia -> forma romanza (italia settentrionale) + equivalente greco-bizantina, indicanti nomi comuni.
    • Magnae Derivationes, Uguccione da Pisa, 1236 -> parole rare e presenza di volgarismi (a volte con funzione di glossa, altre volte lemmatizzati indipendentemente dalla voce latina nei vocab. Latini); non testo a stampa, manoscritto (difficile da leggere) I glossari si basavano sulle tecniche della:
    1. EXPOSITIO: glossa esplicativa
    2. oppure della DERIVATIO: raggruppamento di termini w/ comune base etimologica L’esigenza di codificare il volgare in italia nasce verso il 400 si realizza nei primi espedienti di compilazione fatti dai toscani: -ARCHIVI PERSONALI – liste di parole difficili (spesso latinismi):
    3. Luigi Pulci: (muore nel 1484) compila il Vocabulista. Lista alfabetica di oltre 700 vocaboli seguiti da breve definizione. Funzione autodidattica. Con imprecisioni e approssimazioni nella lemmatizzazione e mescolanza di nomi propri e comuni, ma primo glossario volgare monolingue.
    4. Leonardo Da Vinci: fine 13esimo inizio 14esimo secolo, no termine glossa, solo elenco di 8mila termini difficili o forme dialettali non toscani. Intento autodidattico. Prontuario di voci volgari, accostate: a) per affinità di significato; b) per opposizione. Dopo la stampa a caratteri mobili (1450):
    • 1454-5: invenzione stampa -> cambia il modo di concepire lo strumento dizionario

a. Il rapporto col libro b. Dizionario diviene strumento per i non toscani per leggere e scrivere (In particolare leggere i big trecentisti) Elementi comuni: 1.Fin dal titolo si fa riferimento agli autori oggetto di spoglio e alle loro opere (Boccaccio, Petrarca)

  1. Vengono elencati i potenziali fruitori dell’opera Lessicografia nel 500 Il centro dell’editoria viene spostato dalla toscana a Venezia
  2. Titolo: Le tre fontane di Nicolò Liburnio ( 1525 – anno in cui escono le prose della volgar lingua – dopo questa data si parla di Italiano e dialetti, prima solo di volgare o volgari )
  3. Venezia, 1535: il vocabulario di Messer Lucilio Minerbi : lessico del Decameron di Boccaccio -> 4mila occorrenze, tra cui sono presenti anche voci comuni, settentrionalismi non del decameron. Differenze con vocabolario odierno:
  • alcune definizioni (altri solo rimandi a pagine decameron)
  • No tipizzazione (Verbi all’infinito; nomi al singolare)
  • ordine alfabetico
  1. Napoli, 1536: Luna , Vocabolario di 5000 vocaboli Toschi -> tra i testi spogliati il Furioso (3 ediz. Uscita da pochi anni); indica i fruitori : per alfabeta ad utilità di chi legge, scrive e favella -> Luna si rivolge a pubblico non settentrionale ha bisogno di spiegare al suo lettore; in polemica con Minerbi.
  2. Cento, 1543: Alberto Accarisio , pubblica il Vocabolario, grammatica e ortografia -> non solo tale ma anche trattato di ortografia e grammatica , e reinserisce queste ultime in un testo che diffonde le tesi di Bembo in Le osservazioni della lingua volgare di diversi huomini illustri -> libro costoso per un pubblico scelto; viene diffuso attraverso compendi. Particolarità del Vocabolario di Accarisio:
  • Forma di dialogo -> definizioni discorsive.
  • Accarisio da’ forma manualistica al latino particolare usato da Bembo (?)
  • Inusuale: nomi geografici propri
  • Definizione: con riferimento all’etimologia e citazione d’autore.
  • Attenzione nuova per terminologia scientifica 4.2. Venezia, 1548: Francesco del Bailo detto L’alunno pubblica La fabbrica del mondo -> primo dizionario metodico dell’italiano (no ordine alfabetico, ma raggruppamento per argomenti in base a concezione gerarchica già utilizzata in G. Barzizza –da Dio all’Inferno -) Attività lessicografica intensa tra 15esimo e 16esimo secolo: esigenza dei lettori di modello di imitazione inalterabile nel tempo attr. esempi dei big trecentisti + pubblico vasto e socialmente variegato: che cercava la norma linguistica. I primi vocabolari: mescolavano grammatica e lessico; no tipizzazione; distinzione uso poetico e uso prosastico; appello alla notorietà: e apparizioni sporadiche di varietà regionali attr. la “seconda lingua” ovvero la lingua dell’autore stesso. 5. Il vocabolario della crusca

Concezione linguistica prima crusca che va oltre il bembismo e risale a ideale di lingua fiorentina pura, naturale, popolare, legittimata da autori sommi e minori e minimi (purché fiorentini o fiorentinizzanti e parole del fiorentino vivo. Lemmario

  1. Presenze: a. Molte voci dialettali fiorentine e toscane b. Voci “basse” e plebee c. Accolti e definiti anche latinismi
  2. Assenze: a. Non vengono lemmatizzate le forme consuete nell’uso b. Voci tecnico-scientifiche descritte sommariamente usando la voce di notorietà (erba nota, animale noto) -> lessico delle professioni e arti non considerato di comune uso, solo noto ai suoi professori. Struttura della voce:
  3. SCOMPAIONO (rispetto ai vocabolari precedenti) a. Distinzioni prosa/poesia b. Rif. a usi regionali c. Rif. A questioni di grammatica d. No etimologie Vengono uniformati articoli o voci:
  4. I nomi concreti -> 1 solo sinonimo; i nomi astratt i-> 1 serie sinonimica.
  5. Gli omonimi di diversa categoria grammaticale vengono registrati
  6. I participi registrati sotto l’infinito del verbo Prima Crusca innovativa per scelte grafiche : abbandonati usi ancora legati al latino -> h etimologiche e nesso ct. (CRITICHE PRIMA CRUSCA:
  7. Paolo Beni, L’anticrusca -> letteratura 300esca = rozza; hanno escluso Tasso.
  8. Tassoni è vs -> il primato fiorentino, eccesso di arcaismi, impostazione bembiana. -> proposta di contrassegnare termini non + in uso, e contrappone al primato del fiorentino, l’uso linguistico di Roma.
  9. Bartoli, il torto e il diritto del Non si può -> mette in discussione autoritarismo degli accademici e grammatici in generali + troppe oscillazioni e troppe varianti per essere un modello coerente e omogeneo di imitazione linguistica.
  10. Politi e Gigli: contro il primato fiorentino, altri toscani.
  11. Spadafora, prosodia italiana: vivo interesse per settori trascurati dagli accademici -> qll del lessico tecnico scientifico e delle professioni, arti, e forestierismi, regionalismi, dialettismi. But POLEMICHE VANE, non alterarono il lavoro degli accademici) 2nda ediz vocabolario: uguale alla prima, stampata a Venezia 1623

TERZA CRUSCA : lavori molto lunghi, cambiamento significativo -> stampato a Firenze nel 1691 , nella stamperia dell’accademia della Crusca. a. Aumenta il materiale -> 3 volumi (altre due ediz. erano solo 1 volume) b. Collaboratori Redi e Magalotti : si occupano di scienza (da inquadrare in Scuola Galileiana) c. Notevole apertura al linguaggio scientifico : Galileo entra tra gli autori spogliati -> ci sono esempi tratti dal Dialogo sopra i due massimi sistemi , nonostante fosse all’ Indice dei libri proibiti d. Viene utilizzato il materiale raccolto dal principe Leopoldo De’ Medici attr. l’inchiesta dal vivo (sull’architettura militare, la caccia e marineria) e. Redi fa uso di falsificazioni : per giustificare citazioni scientifiche si inventa un autore Sandro di Pippozzo Lemmario della 3 ediz: a. Crescono i suffissati e gli alterati (diminutivi, accrescitivi...) posti a lemma b. Apertura a lessico tecnico scientifico (tnx to Redi e Magalotti ) c. Attenzione a uso e lingua viva (Grazie agli accademici Buonmattei e Dati ) d. Entrano i forestierismi Struttura della voce a. Frequente ricorso all’indicazione V.A. (Voce antica) -> serve per imparare l’italiano, il lettore deve capire quando una voce è disusata. b. Definizioni più chiare c. Si evita il rinvio ai sinonimi anziché ai lemmi d. Cresce significativamente il numero degli autori : apertura agli autori non toscani (Castiglione) e più legati all’ uso locale ; entra Tasso. Escluso Marino: aderisce al barocco e non si assoggetta ai criteri dell’accademia Differenza tra prima crusca (1612) e terza crusca (1671): nella terza c’è miglioramento nella struttura e articolazione della voce , è più pulita, leggibile.

Lessicografia nel 700

4ta Ediz. Vocabolario della crusca , Firenze, 6 volumi , 1729-1738:

Nasce da due istanze diverse: mostrare da un lato una certa attenzione all’uso moderno; ribadita fedeltà ai principi del toscanesimo letterario; + chiusura rigida a autori non toscani. -> IMPOSTAZIONE DEL VOCABOLARIO SI DEVE AL GRAMMATICO ANTON MARIA SALVINI, CLASSICISTA ILLUMINATO: Accoglimento scrittori moderni, ma continua con politica di esclusione per forme di scienza: notorietà. Si cominciano a controllare le citazioni prese dai “testi a penna” o da edizioni ritenute non corrette.

b. Originali: 1769 Andrea Pasta , Voci maniere di dire osservazioni di toscani scrittori e per la maggior parte del Redi (->3 crusca) -> diz. settoriale rivolto ai medici e ai cerusici. Critiche su 4 crusca: 1745, venezia: Bergantini registra voci omesse dal vocabolario della crusca, autori non toscani non approvati, voci da testi scientifici. 1765: Milano, Alessandro Verri, Rinunzia avanti notaio al vocabolario della crusca 1785, Cesarotti , Saggio sulla filosofia delle lingue : proposta di istituzione a firenze di un consiglio nazionale della lingua x sostituire accademia che avrebbe provveduto a riempire le lacune dell’accademia (lessico TS, modificare criteri di raccolta delle voci, apertura verso i forestierismi e i dialettismi) ma quando è uscito il saggio l’accademia era stata soppressa nel 1783 dal granduca Pietro Leopoldo di toscana che nel clima di polemiche e riforme illuministe l’aveva fusa con l’accademia fiorentina.

Lessicografia dell’800 (il secolo dei dizionari)

Si stampano moltissimi dizionari -> produzione massiccia a. Nascono nuove tipologie: dizionari dell’uso, diz. dialettali b. Si amplia il pubblico di riferimento: nuovi ceti sociali leggono i dizionari -nel 700 progressivo allontanamento dal modello prima crusca, che viene recuperato nell’800 come reazione all’influenza francese -> 800 definito il secolo bilingue (dai linguisti) -Unità d’Italia ha riflesso sulla produzione lessicografica Nuove categorie prendono il dizionario; professioni dichiarate da i sottoscrittori;

  1. Primato della lingua francese a. Molti intellettuali conoscono il francese b. Grande circolazione di libri in francese c. Francese=intermediario linguistico e culturale (es. libri di franklin, arrivano in ita attr. traduzioni francesi) Atteggiamento vs francese:
    1. Di apertura -> Alessandro verri
    2. Rifiuto e difesa della tradizione: purismo (antonio cèsari); pietro giordani (amico di leopardi) Due episodi di segno opposto 1785: saggio sulla filosofia delle lingue di Melchiorre Cesarotti : nessuna lingua è pura -> è contaminazione. Apertura Vs 1808: Cesari -> cura riedizione della crusca Veronese: apporta serie di giunte aumenta spoglio degli autori minori e minimi del 300 e anche 500(che la crusca aveva già escluso ) -> la grandezza del fiorentino 300esco non dipende dalla grandezza letteraria

dei suoi scrittori, ma dalla sua innata perfezione e purezza. -> mantenuto rifiuto verso termini TS e autori moderni. Reazione al francese: nascono dizionari che raccolgono voci da proscrivere : -> tutti i vocaboli in uso in italiano da evitare perché “ affettazioni ” (da qui nasce politica linguistica poi utilizzata nel fascismo) -Da una parte lessicografi puristi con cesari: Lessico della corrotta italianità, fanfani (1877) -> contro l’ingresso dei forestierismi e soprattutto dei francesismi -dall’altra i lessicografi più moderati e “permissivisti”: I neologismi buoni e cattivi più freq. nell’ uso odierno , Rigutini 1886 -> disposto ad accogliere le nuove forme, purchè rispettose dei processi derivativi dell’italiano. Contro il purismo e accademia della crusca: ci sono posizioni neo-oltranziste-> Monti : che coordina 1817-1826, “ proposta di alcune giunte e correzioni al vocabolario della crusca ” Monti rimprovera:

  1. Tendenza crusca a pochi termini tecnico-scientifici
  2. Chiusura della crusca risp a autori non toscani Il suo bersaglio iniziale è lo stesso Cesari -> scrive contro le forme della Crusca Veronese, per lui ridicole e inattuali. Monti -> posizione del classicismo linguistico : l’italiano letterario non coincide con fiorentino trecentesco, ma si è formato, al contrario, anche grazie al contributo di scrittori, filosofi, scienziati, provenienti da varie parti d’italia. Altri esempi di dizionari:
  3. Voc. Universale italiano 1829, printed in Naples, compilato dalla società tipografica Tramaterx Caratteristiche: a. Lemmario pletorio (contiene nomi propri -> as in Accarisio) b. Abbandono definizioni pre-scientifiche (proprie della crusca)
  4. Dizionario della lingua italiana Tommaseo-Bellini (1861) -> DIZIONARIO STORICO: trovano equilibrio tradizione e innovazione. (Tradizione= spoglio dei testi antichi e esempi tratti da Crusca
  • Innovazione= citazione di scrittori non toscani dell’800, di trattati TS, e avere as modello la lingua dell’uso tosco-fiorentino moderno -> posizione dei NEOTOSCANISTI ) -Editore torinese (appena raggiunta l’unità d’italia) lontano da firenze – che nel frattempo è tornata a essere un centro per l’editoria-

Con l’unità d’Italia, c’è ancora l’analfabetismo dilagante (-> legge per scolarizzazione inefficace); per colmare il vuote servono strumenti che registrino i termini del lessico tecnico-pratico come:

  1. Vocabolario metodico di Giacinto Carena (1860), Torino -> quello k poi sarà il dizionario analogico: voci delle arti e dei mestieri, attr. Inchieste sul campo in toscana, riunisce anche locuzioni le frasi idiomatiche i modi del parlato. Accanto ai diz. metodici, ci sono i numerosi dizionari specialistici per i vari ambiti professionali. 6. Dizionario dialettale : l’unità d’italia e la cultura romantica porta a una nuova considerazione dei dialetti, i quali hanno una storia parallela a qll della lingua italiana. I volgari avevano tutti una loro dignità prima che il volgare toscano s’imponesse sugli altri, testo esemplare: le prose della volgar lingua di Bembo. I dizionari dialettali son funzionali all’apprendimento della lingua nazionale -> fornivano la corrispondente forma italiana a chi si serviva nel parlato del dialetto, e dell’italaino solo per l’uso scritto: Cherubini , Vocabolario milanese-italiano (usato da manzoni x i promessi sposi, doveva trovare una lingua per un oggetto – il romanzo – che ha una scarsissima tradizione nella letteratura italiana) Boerio , dizionario del dialetto veneziano DAL 900 ALLA LESSICOGRAFIA CONTEMPORANEA L’uscita della quinta edizione dell’accademia della crusca venne ostacolata e rallentata da molti fattori:
    1. Accusata dall’università di “Sonnolenza e incapacità”
    2. De lollis e B. Croce si dichiarano contrari al toscanismo del vocabolario e a qualsiasi concezione di lingua modello.
    3. L’11 marzo del 1923 il ministro dell’istruzione del gov. Fascista Gentile sospese la pubblicazione del vocabolario (rimasto per sempre incomputo alla parola OZONO) 1941: primo volume del vocabolario della lingua italian progettato dall’accademia d’italia e diretto dal filologo Giulio Bertoni. Voleva essere insieme: letterario e dell’uso. Nonostante fosse segnato dall’ideologia del tempo, novità: accoglieva autori moderni maggiori e minori; prescindeva per le voci comuni dall’uso letterario e registrava con misura anche i termini TS, neologismi e forestierismi. L’interruzione e fine dell’opera venne decretata dall’inizio della guerra e la morte di Bertoni e soppressione dell’accademia d’italia nel ‘44. Venne ricostituita l’accademia dei Lincei. Intensa produzione di dizionari dell’uso in un unico volume -> modello= rigutini-fanfani Vocabolario della lingua italiana , Zingarelli (1922)

Novissimo dizionario della lingua italiana, Palazzi 1939 Entrambi destinati a scuole e famiglie. Dizionario moderno, Panzini 1905, 8 edizioni (romagnolo) -> raccolta di parole e locuzioni nuove registrate alla prima apparizione: testimonianza del modificarsi e rinnovarsi del nostro lessico lungo 40 anni. PARTICOLARITA’: Osservazioni e commenti (anche negativi) sui neologismi e forestierismi – nonostante contemporaneamente ci fosse campagna fascista vs parole straniere -> elenchi di sostituzioni di forestierismi tra1941 ee 1943. POST WAR: tra il 1955 e 1961: Dizionario enciclopedico italiano , dell’istituto dell’enciclopedia italiana treccani (12 volumi): fusione tra vocabolario e enciclopedia -> più ampia info possibile in vari settori disciplinari -> nuove esigenze della società contemporanea: lettori in contatto w/ realtà linguistica del momento (non solo ling. Letteraria ma anche LINGUA PARLATA, DEI GIORNALI E MEZZI DI COMUNICAZIONE DI MASSA) Tra il 1961 e 2002, tradizione dizionari storici (bruscamente interrotta con 5nta CRUSCA) viene ripresa dal Grande dizionario della lingua italiana (GDLI) by Battaglia e squarotti, torino, 21 volumi -> progetto di rinnovare il tommaseo bellini. Big mole dell’opera e tempo di pubblicazione ne cambiano nel tempo taglio e intenti.

  • Primi volumi: sovrabbondante spoglio testi letterari 8-900 (contrapposti alla scarsa citazione di testi moderni del tommaseo bellini)
  • In corso d’opera: si accolgono di più altri tipi di documentazioni : testi che riflettono modalità italiano scritto (giornali, rotocalchi, manuali TS, testi legislativi)
  • Particolarità GDLI: grande ricchezza dell’esemplificazione tratta da testi trascurati dalla tradizione, tipo tradizione medievale non toscana, oppure, 400, 600, 700.
  • Rifiuto iniziale x forestierismi, attenuato. 1983, l’OVI compila un grande dizionario storico:
  • tesoro della lingua italiana delle origini (TLIO) -> testi (non solo toscani) tutti anteriori al 1375 (morte di Boccaccio), voci divise in parti. -> novità: plurilinguismo che prende in considerazione tutte le varietà dell’italiano antico. -Glossario degli antichi volgari italiani di Colussi (GAVI) -> testi scritti PRIMA DEL 1321 (anno morte di dante) QUINDI: NEL 900 si disponeva di: -grande dizionario storico -> GDLI
  • Dizionario dell’italiano antico -> GAVI e TLIO
  • Per la lingua d’uso -> due opere: VOLIT e GRADIT

-voci hanno struttura tripartita: I. VOCABOLI EREDITARI (parole k derivano ininterrottamente dal latino parlato fino alla caduta impero romano); II. VOCABOLI DOTTI E SEMIDOTTI; III. Prestiti e calchi da altre lingue. INGRESSO ELETTRONICA IN CAMPO LESSICOGRAFIA: LIZ (letteratura italina zanichelli) di stoppelli e picchi; banca dati testuale realizzata da 1993 in quattro edizioni fino al 2001. Comprende MILLE TESTI LETTERARI ITALIANI (dal cantico delle creature di S. francy d’assisi, a opere di d’annunzio e di pirandello) -> Qui non ci sono molti testi del ‘900 perché sono ancora coperti dai diritti d’autore. NB: non in grado di distinguere gli omografi in ricerca delle parole.

Tipologie di dizionari:

  1. Dizionari storici:
    • registra tradizione letteraria scritta delle parole attr. documentazione storica, in tutta la storia di una lingua
    • taglio diacronico: che descrivono la lingua nella sua evoluzione storica -> in base a fraseologia tratta da testi letterari di ogni tempo
    • dal pov cronologico + ampio del diz. Dell’uso (-> impianto sincronico)
    • cita esempi da testi (dal + antico al + recente) Fisionomia dei diz. storici si è modificata -> accoglie testi non letterari ES. il BATTAGLIA : grande dizionario della lingua italiana GDLI 1961-2002, 21 volumi + 2 supplementi + 1 volume con gli autori citati Altri esempi: Crusca, tommaseo bellini, TLIO e GAVI
  2. Dizionario dell’uso: (vedi DV cap.4)
    • registrano la lingua contemporanea in dimensione SINCRONICA -> cioè nel funzionamento e caratteri attuali, but considerando anche voci arcaiche o antiquate, varietà regionali, voci letterarie. -> nella lingua comune sono frequenti gli usi scherzosi di parole desuete o il ritorno in auge di un termine raro -> (es. “ondivago”= che vaga sulle onde; ora frequente in linguaggio giornalistico as “mutevole, incerto”) -meno specifico risp. a dizionario storico -esempi non d’autore -se un lemma ha più accezioni: si comincia da qll + comune -grande diffusione a partire dal 900 -tra dizionari ci può essere margine di differenza a seconda di: settori di lingua privilegiati, accoglimento di citazioni letterarie, neologismi, fraseologia, terminologia scientifica. Il BEST DIZ. DELL’USO: ilvalore di un diz. dell’uso va misurato sia nella ricchezza del lemmario ma SOPRATTUTTO nella capacità di fornire info sulla grammatica, lv stilistico, sulla frequenza d’uso, con tanti esempi di fraseologia esplicativa. -impo parte dedicata ai neologismi

ES. DISC ES. GRADIT (2000): (6 volumi) -> grande dizionario italiano dell’uso, prospettiva sincronica, (1999); registra con big ricchezza la terminologia scientifica - tradizionalmente una lacuna nella trad. lessicografica italiana – : successione dei significati con indicatori di frequenza e ambito d’uso; in chiusura di voce-> aggiunta di forme derivate e composte, sinonimi e contrari. ES. Giorgini-broglio (Capostipite) ES. VOLIT: attenzione alle accezioni più recenti, rif. All’uso più comune nel parlato contemporaneo ES. Sabatini-Coletti (2003) segnalati gli “argomenti” per i vari significati, cioè elementi con i quali i verbi predicativi e copulativi possono combinarsi per formare un concetto. ES. Devoto Oli (2005) Serianni e Trifone -> subito visibili parole del lessico di base (in azzurro), diversi usi del verbo a seconda delle preposizioni o congiunzioni che lo introducono. ES. Zingarelli 2005 -> segnala con simbolo grafico ( ) i lemmi dell’ita fondamentale ES. Garzanti 2005 -> note che spiegano dubbi su ortografia

  1. Dizionari etimologici: Tracciano biografia di una parola o di una locuzione ripercorrendone la storia attr. documentazione scritta, da prima attestazione a oggi. Prima attestazione quasi sempre relativa: possibilità di retrodatare le parole. E’ possibile anche posdatare una parola: a causa di errori di stampa, di interpretazione, dell’autore. Interesse per etimologia non recente, vocabolari moderni presentano una registrazione scientifica dell’etimologia, invece nei vocabolari antichi spesso vi era una paraetimologia. Differenza tra etimologia in vocabolario storico, e dizionario etimologico:
    1. Dizionario etimologico: spiega perché ci sono differenze. (?)
    2. Diz. Storico: taglio diacronico, offre evoluzione della parola con documentazione. ES. DEI : dizionario etimologico italiano (battisti, alessio) anni ‘ ES. DELI : diz. Etimologico della lingua italiana (lemmario dizionario etimologico è minore di qll dell’uso, è quello dello zingarelli minore.)
  • Differenza tra DEI e DELI: diversa organizzazione della voce LEI: lessico etimologico italiano: incompleto, entrate latine; ordinato per etimi. Le voci hanno struttura tripartita: I. VOCABOLI EREDITARI (parole k derivano ininterrottamente dal latino parlato fino alla caduta impero romano); II. VOCABOLI DOTTI E SEMIDOTTI; III. Prestiti e calchi da altre lingue. Struttura voce: definizione + data di prima attestazione + citazioni letterarie in seq. Cronologica e esempi dialettali + indica sigle di altri diz. etimologici x riscontri.
  • Vantaggi del LEI e DELI: LEI: Lemmario più esteso DELI: datazione più precisa.
  • Pregi del DELI:
  1. Assegna data di prima attestazione (includendo fonte)
  2. Si rifa’ a documentazione molto ampia
  3. Ampie indicazioni bibliografiche che consentono di verificare i dati offerti: (Es. densità: elettrica 1889, Belloc da Zingarelli minore) NB. Spesso la definizione offerta dal DELI non coincide con significato documentato.

Liste di frequenza: - LIF (lessico di frequenza della lingua italiana cntemporanea) -LIP (lessico di freq.dell’italiano parlato, De Mauro)

Struttura del dizionario

Dizionaristica: scienza di comporre dizionari. Struttura interna dei dizionari: macrostruttura e microstruttura Macrostruttura: ordinamento generale dei materiali che formano il corpo del dizionario: ordine alfabetico, introduzione, avvertenze, eventuali appendici. Corpo del dizionario: costituito dall’insieme dei lemmi: lemma/esponente/entrata primo significato articolo/voce= secondo significato. Microstruttura: insieme degli elementi che contengono una voce. -intestazione -trascrizione fonetica -divisione in sillabe -Indicazioni di pronuncia, varianti grafiche, morfologiche, categoria grammaticale, genere -etimologia -marche d’uso -definizione -fraseologia e esempi d’uso -i sottolemmi -i sinonimi e i contrari Lessemi, lemmi, sottolemmi, lemmario Lessema = forme base di una parola, le unità di lessico considerate in astratto -> infinito per i verbi, sing. Maschile per nomi e aggettivi al grado positivo, sostantivi autonomi al femminile hanno registrazione separata. Lemma : concretamente -> la singola forma registrata in ordine alfabetico nel dizionario (esponente o entrata) formato da:

  1. Intestazione della voce
  2. Definizione della voce, con indicazione del significato e relativa esemplificazione, fraseologia, citazioni
  3. Eventuali sottolemmi Sottolemmi : elementi (pur con propria autonomia semantica) non costituiscono vere unità lessicali, quindi vengono relegati in fondo alla trattazione del lemma, comprendono:

-forme alterate -avverbi in –mente -il participio presente e passato L’elenco dei lemmi contenuti in un dizionario è il Lemmario. MICROSTRUTTURA: Intestazione: lemma + pronuncia +trascrizione in Alfabeto fonetico internazionale + sillabazione + varianti del lemma. Definizione: costituisce il corpo della voce, dove si illustra il significato del lessema, con varie accezioni (-> in genere ordinate cronologicamente, poi nei dizionari dell’uso moderni, uso più recente e poi accezioni non più in uso. Marche d’uso (o indicatori): abbreviazioni che segnalano l’ambito o il registro d’uso. Il GRADIT si differenzia per un sistema di segnalazione delle marche d’uso più analitico e complesso: i vocaboli sono distinti anche in base alla frequenza, all’uso, alla disponibilità. Per le definizioni ci si serve di perifrasi con frasi relative o sinonimi. Definitori: servono per introdurre determinate classi di derivati: es. l’articolo determinativo seguito dall’infinito del verbo sono i definitori più comuni per i sostantivi in –mento (es. disboscamento=il disboscare) Fraseologia: insieme delle locuzioni proprie di una lingua, nei dizionari -> integra la definizione e rende evidenti i significati e gli usi di una voce. Diverse modalità in ogni tipo di dizionario. -Diz. storico: fraseologia basata su citazioni di passi tratti da autori letterari o giornali o TS. -Diz. dell’uso: fraseologia mista -> sia passi d’autore, sia esempi non d’autore, utili per testimoniare l’uso corrente. -Diz. generali pubblicati nel secondo dopoguerra: Es. Nuovissimo dizionario della lingua italiana di Dardano