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Documentare a scuola - B. Balconi, Sintesi del corso di Metodologia della ricerca

Sintesi del libro con integrazione di slide

Tipologia: Sintesi del corso

2020/2021

Caricato il 13/07/2023

Ma.S.
Ma.S. 🇮🇹

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DOCUMENTARE A SCUOLA
Una pratica didattica e formativa (B. Balconi, 2020)
Cap. 1: Il senso del documentare a scuola
Definizione di DOCUMENTARE secondo il Dizionario di Pedagogia: “la documentazione è l’insieme
dei dati, delle descrizioni, delle memorie e di qualsiasi altro mezzo capace di riprodurre sia pure
sinteticamente un evento, un’esperienza, una ricerca, usati allo scopo di renderli noti’’. Quindi la
documentazione è intesa come la rappresentazione di una situazione attraverso dati, descrizioni,
ricordi , con il preciso scopo di renderla comunicabile ad altri.
1.2 La documentazione nella normativa
L. 4 agosto 1977, n.517. Introduce in Italia la cultura della documentazione (si impone a
insegnanti di documentare la propria programmazione didattica pensandola come
«documento sociale»)
D.M. 3 giugno 1991 «Orientamenti per l’attività educativa» nelle scuole dell’infanzia statali
(ribadisce il valore della funzione comunicativa di carattere pubblico dei materiali
documentativi)
Indicazioni Nazionali 2004. Ribadisce la funzione comunicativa (Portfolio individuale)
Indicazioni Nazionali 2012. Documentazione come strumento che aiuta il monitoraggio
continuo del processo di apprendimento
Indicazioni Nazionali e nuovi scenari (Miur, 2018). Strumenti di documentazione
favoriscono raggiungimento obiettivi di cittadinanza
1.3 I docenti e la documentazione
ATTEGGIAMENTO DEI DOCENTI DI FRONTE AL PROCESSO DOCUMENTATIVO
insofferente
archivistico
burocratico
consumistico
di ricerca: il documentare è sentito come un bisogno per sé, come insegnanti; per gli
alunni, per i genitori, per la scuola. La documentazione diventa comunicazione.
‘’Nella scuola italiana si documenta ‘’troppo’’ e ‘’troppo poco’’’’
1.4 Quali approcci possibili alla documentazione?
L’autrice riporta la classificazione di Bassotto dei diversi approcci degli insegnanti alla
documentazione:
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DOCUMENTARE A SCUOLA

Una pratica didattica e formativa (B. Balconi, 2020)

Cap. 1: Il senso del documentare a scuola

Definizione di DOCUMENTARE secondo il Dizionario di Pedagogia: “la documentazione è l’insieme dei dati, delle descrizioni, delle memorie e di qualsiasi altro mezzo capace di riprodurre sia pure sinteticamente un evento, un’esperienza, una ricerca, usati allo scopo di renderli noti’’. Quindi la documentazione è intesa come la rappresentazione di una situazione attraverso dati, descrizioni, ricordi , con il preciso scopo di renderla comunicabile ad altri. 1.2 La documentazione nella normativa ➢ L. 4 agosto 1977, n.517. Introduce in Italia la cultura della documentazione (si impone a insegnanti di documentare la propria programmazione didattica pensandola come «documento sociale») ➢ D.M. 3 giugno 1991 «Orientamenti per l’attività educativa» nelle scuole dell’infanzia statali (ribadisce il valore della funzione comunicativa di carattere pubblico dei materiali documentativi) ➢ Indicazioni Nazionali 2004. Ribadisce la funzione comunicativa (Portfolio individuale) ➢ Indicazioni Nazionali 2012. Documentazione come strumento che aiuta il monitoraggio continuo del processo di apprendimento ➢ Indicazioni Nazionali e nuovi scenari (Miur, 2018). Strumenti di documentazione favoriscono raggiungimento obiettivi di cittadinanza 1.3 I docenti e la documentazione ATTEGGIAMENTO DEI DOCENTI DI FRONTE AL PROCESSO DOCUMENTATIVO

  • insofferente
  • archivistico
  • burocratico
  • consumistico
  • di ricerca: il documentare è sentito come un bisogno per sé, come insegnanti; per gli alunni, per i genitori, per la scuola. La documentazione diventa comunicazione. ‘’Nella scuola italiana si documenta ‘’troppo’’ e ‘’troppo poco’’’’ 1.4 Quali approcci possibili alla documentazione? L’autrice riporta la classificazione di Bassotto dei diversi approcci degli insegnanti alla documentazione:
  • funzione pubblica (o comunicativa): rendere accessibile e condivisa l’esperienza del fare scuola. Chiarezza e semplicità comunicativa, documentazione come ponte tra scuola e famiglie.
  • ermeneutico: esercitare la propria capacità riflessiva per mostrare «il come e il perché» delle sue scelte (relaz. fra memoria e identità prof.). Documentazione come ‘’conversazione riflessiva’’ con l’esperienza in atto, ‘’percorso di autoanalisi’’ o ‘’lavoro di autoriflessione’’ del docente.
  • di ricerca: supportare la progettazione didattica e trasformarla (legame con sviluppo prof.) (report di ricerca, strumenti di indagine ecc.) E’ opportuno segnalare che i diversi approcci citati non si presentano in maniera chiaramente differenziata ma trovano realizzazione in una continua sovrapposizione di funzioni intenzioni e tipologie documentative.

Cap. 2: Documentare, ma come?

Documentare a scuola, quindi, significa molto più che redigere documenti: è un processo INTENZIONALE dell’insegnante che prende forma nell’azione, avvicina le famiglie e consente di mettere in relazione la scuola con il mondo esterno; documentare, si è detto, mobilita la riflessione, produce consapevolezza nei bambini e dà avvio a nuove traiettorie educative e didattiche. LA POSTURA DOCUMENTATIVA COME TRATTO DELLA PROFESSIONALITA’INSEGNANTE (vedi pag. 36 - 37). 2.1 Pensare e progettare il processo di documentazione Schema che riunisce alcune domande guida e fasi di lavoro per l’avvio di un processo documentativo: quattro fasi principali del processo documentativo.

  • Che cosa?
  • Per chi?
  • Con quale scopo?

1. DEFINIZIONE

DELL’ INTENZIONALITÀ

  • Come?
  • Quando?
  1. SCELTA DEGLI STRUMENTI E RACCOLTA DEI MATERIALI
  • Come organizzare i materiali raccolti?

3. RIELABORAZIONE DEI

MATERIALI

  • Quali elementi significativi?
  • Quali ripartenze?

4. ANALISI E

RIPROGETTAZIONE

in cui il percorso di conoscenza di ogni individuo si costruisce e sviluppa in senso situazionale, a partire dal contesto in cui si opera, che, al tempo stesso, viene trasformato dai soggetti stessi. All’interno di un modello euristico-dialogico, la rilettura attiva e rigorosa resa possibile dalla documentazione è una condizione necessaria: la sistematicità delle informazioni raccolte sorregge la dimensione euristica del modello (che altrimenti sarebbe basato su una raccolta impressionistica di opinioni non collegate a evidenze); la dimensione dialogica si rifà alla possibilità, sempre garantita dalla documentazione, di rendere tali evidenze accessibili e comunicabili con altri soggetti coinvolti nel processo (bambini, colleghi …). LA PROGETTAZIONE PREVEDE

  1. Osservazione e documentazione del contesto ( chi sono i bambini che ho di fronte? Quali sono i loro comportamenti? Il setting è funzionale?... ) 3.
  2. Conoscenza dei saperi ingenui degli alunni ( rispetto a un determinato argomento, cosa conoscono già i bambini? Qual è la loro esperienza a riguardo? ) 3.
  3. Supporto e sostegno per la costruzione di apprendimenti concettuali (a che punto è la classe? A che punto è il singolo alunno? Hanno appreso? ) 3. 3.3 Osservare e documentare il contesto per delineare ipotesi progettuali Il modello E-D prevede quindi che la progettazione sia messa in atto a partire da OSSERVAZIONE e DOCUMENTAZIONE. L’osservazione ci permette di raccogliere informazioni circa il contesto e, i comportamenti dei bambini, il funzionamento del gruppo classe. A partire dalla documentazione di tali dati, ovvero dalla trascrizione dell’osservazione avvenuta, emergono gli interrogativi del docente che si configurano come vere e proprie ipotesi progettuali L’osservazione ci permette anche di costruire una progettazione di un curricolo ad hoc, ideato il più possibile a partire dai bambini. (vedi esempio pag.73 scaffali libri scuola infanzia riorganizzata da idea bambini). Osservazione del contesto DOCUMENTAZIONE Ipotesi progettuali Sulla base di quanto raccolto e analizzato, quali piste progettuali si possono ipotizzare?

3.4 Documentazione dei saperi ingenui: progettare a partire dai bambini Saperi ingenui = preconoscenze di base dei bambini (vedi esempio manichini, corpo umano, parole tecniche anatomia) Tenere traccia delle preconoscenze dei bambini diviene fondamentale per il docente al fine di ipotizzare itinerari didattici. In quest’ottica, l’insegnante non è in grado di decidere a priori che cosa avrà valore nel processo di apprendimento. Non può, cioè, individuare la direzione che prenderà l’azione didattica prima che avvenga, ma deve interfacciarsi con il bagaglio di esperienze pregresse dei bambini (in particolare accade alla scuola dell’infanzia). 3.5 Documentare per sostenere la costruzione di apprendimenti concettuali Cercare di capire i ragionamenti dei bambini, non fornendo soluzioni immediate ai loro quesiti ma lasciandoli ragionare. Nell’esempio dei corpi che galleggiano in acqua, il docente rileva un’elaborazione continua di nuovi interrogativi dei bambini a partire dai ‘’conflitti cognitivi’’ generati dalle esperienze sperimentate. Acquisiscono gradualmente conoscenze e in gruppo lavorano per una soluzione comune. La documentazione in intinere ha permesso al docente di tenere traccia delle traiettorie di apprendimento dei bambini, le quali hanno permesso all’insegnante di progettare e riproggetare le fasi successive del percorso. Documentazione raccolta ha permesso di capire all’insegnante quali sono le modalità di ragionamento dei bambini. La condivisione della documentazione può supportare una ricerca condivisa con i bambini stessi (vedi es. traffico a Milano, inquinamento), riflessione collaborativa porta a una relazione egualitaria tra insegnate e studenti (‘’coricerca’’). Scrivere quanto hanno detto i bambini su una discussione relativa a un dato argomento offre loro la possibilità di rivedere il proprio sapere. La documentazione è un’importante risorsa per la comunità scolastica da condividere Momenti di confronto e dialogo DOCUMENTAZIONE Analisi dei documenti Cosa conoscono già i bambini? Quali sono gli agganci con il sapere sapiente? Svolgimento attività didattiche DOCUMEN TAZIONE Tenere traccia del percorso di apprendimento del singolo studente e del gruppo classe Quali spunti di riflessione? Come ri-adattare le proposte di apprendimento?

  • Consente agli alunni di riguardarsi costruendo nuove informazioni sul loro modo di imparare e ricercare
  • Facilita processi di metacognizione: l’insegnante per intervenire a livello metacognitivo all’interno del processo di apprendimento è chiamato a stimolare la conoscenza dello stile di apprendimento proprio di ogni alunno, delle proprie strategie di risoluzione. Il docente deve individuare i punti di difficoltà e sostenere l’allievo nella comprensione degli errori, prima ancora che nella sua correzione, a partire dalla ricostruzione del suo ragionamento. Vedi es. pag.112 su baco da seta, lente di ingrandimento, trascritti i cattivi comportamenti del bambino che si rende conto e si autovaluta su ciò che apprende dai suoi errori.
  1. VALUTAZIONE PER L’APPRENDIMENTO
  • L’insegnante è in grado di entrare nel merito dei processi conoscitivi messi in atto dai bambino. Contribuisce a migliorare la qualità dell’esperienza di apprendimento.
  • Non è rilevante lo scarto tra l’obiettivo da raggiungere e il livello dello studente ma la capacità dell’insegnante di accompagnarlo a riconoscere e strutturare in autonomia una strategia individuale per colmare tale distanza.
  • La valutazione è un fenomeno circolare a partire dai punti di vista di tutti gli attori partecipanti (studenti, docenti e altri soggetti educativi coinvolti nel processo di insegnamento-apprendimento)
  1. AUTOVALUTAZIONE DELL’AGITO DEL DOCENTE
  • L’insegnante guardandosi attraverso la documentazione opera un distanziamento dall’esperienza vissuta per poter riflettere sul proprio agito.
  • Vissuti, emozioni e idee del docente inconsapevolmente si riversano nella pratica didattico-educativa. Osservarsi attraverso la documentazione aiuta a riflettere su questi impliciti al fine di prendere consapevolezza della propria identità di insegnante. MODALITA’ COMUNICATIVE DELL’INSEGNANTE Studi sul comportamento verbale del docente dicono che la forma conversazionale più diffusa è la “tripletta comunicativa” in cui l’insegnante domanda, l’alunno risponde e l’adulto replica commentando o valutando l’intervento del bambino. Categorie di interventi e di domande dell’insegnante:
  • “domande illegittime”: domande che creano un sapere riproduttivo. Chi le formula non si aspetta una risposta reale e ha come fine quello di controllare. Il bambino non

elabora una risposta autonomamente ma deve dimostrare di essere in grado di formulare la risposta che l’insegnante si aspetta. Rientrano tra queste domande ‘’avete capito?’’, ‘’tutto chiaro?’’, ‘’potreste fare silenzio?”

  • “domande legittime”: caratterizzano una didattica di tipo euristico, basata sulla scoperta. Si tratta di diversi tipi di domande: domande aperte su un tema , in cui si chiamano i bambini a esprimere la loro opinione (esse non contengono la domanda e così stimolano il brainstorming e l’emersione di idee e ipotesi); tra le domande legittime troviamo quelle che partono dalle domande dei bambini; domande di monitoraggio della conversazione (“spiegami meglio”, “intendevi dire che”); domande di incitamento alla conoscenza (come possiamo verificarlo? Come sapere chi ha ragione?). UN PONTE TRA PASSATO E FUTURO La documentazione ricerca il senso di quello che è avvenuto e delinea i percorsi da intraprendere nei momenti successivi.

POSTURA DOCUMENTATIVA

La postura documentativa è la capacità del docente di attribuire significato alla propria pratica educativa e didattica attraverso la raccolta e l'analisi di materiali, è un tratto della professionalità insegnante che fa riferimento alla funzione ermeneutica che qualifica il processo di documentazione proposto da Bassotto (2001). Da questo punto di vista la postura documentativa è la capacità di assumere uno sguardo sui materiali raccolti con l'obiettivo di attuare un ragionamento sulle motivazioni che hanno orientato l'azione didattica, uno sguardo diretto ad interrogare l'individualità professionale del singolo insegnante e riveste un ruolo fondamentale per attribuire significato alle scelte compiute. La funzione ermeneutica contribuisce alla postura documentativa nella misura in cui favorisce una comprensione critico- riflessiva da parte dell'insegnante delle proprie peculiarità professionali (Massa, 1998), ovvero dei punti di forza e di debolezza e del proprio stile di insegnamento. Consente anche di qualificare la postura documentativa come un tratto professionale senza il quale non è possibile favorire quel processo conoscitivo che nasce dalla pratica e che è stato definito da Cochran-Smith e Lytle (1999) “sapere della pratica”.