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DOCUMENTARE A SCUOLA, Dispense di Metodologia della ricerca

Appunti delle lezioni e schemi integrati + riassunti del libro "documentare a scuola"

Tipologia: Dispense

2024/2025

In vendita dal 08/01/2025

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DOCUMENTARE A SCUOLA
Dalla definizione al senso del documentare
Secondo Bini il termine documentazione riporta ad una pluralita di significati:
Spesso si confonde il documento con il processo di documentazione
Ci si riferisce alla compilazione di format preimpostati o alla rendivolazione burocratica a
posteriori dell'attività realizzata
Solo in rare occasioni si fa riferimento a una raccolta ponderata di informazioni che descrivono
l'azione concreta di insegnanti e bambini nella scuola
Secondo il dizionario di pedagogia e scienze dell'educazione documentazione = rappresentazione di
una situazione, attraverso dati, descrizioni, ricordi, con il preciso scopo di renderla comunicabile ad altri
processo rappresentativa e interpretativo del docente rispetto all'evento di cui vuole dare
testimonianza
Diviene centrale l'elemento dell'intenzionalita per poter dare una rappresentazione a qualcosa: l'azione
del documentare è frutto di un atto soggettivamente selettivo di dati e conoscenze
Documentare è un'attivita legata anche al pensare esercizio del docente che a partire da quanto
raccolto e selezionato costruisce un'interpretazione dell'esperienza o del fenomeno rappresentato
Maselli intende la documentazione come un atto soggettivo e intenzionale che, nel momento in cui
rende pubblico il nuovo prodotto, trascende l'intenzionalità di partenza e attiva una pluralità di funzioni
dipendenti da altri soggetti
Documentare (secondo Bini) è da intendersi come un processo che implica il farsi capire dagli altri
spesso ci si dimentica di quanto sia importante la condivisione di esperienze e saperi con i membri del
sistema scolastico: il rischio è quello di cadere in raccolti sterili che siano difficili da comprendere da tutti
(anche persone esterne alla scuola) la documentazione diviene lo strumento che consente la
partecipazione della società all'esperienza scolastica = l'obiettivo è costruire la cultura, interpretano il
valore della partecipazione rende permeabili le pareti della scuola/classe e invita a sentirsi parte o a
diventare parte, riuscendo a valorizzare le esperienze che allievi e docenti vibranti insieme
Lavoro di Tonelli documentazione è un momento di divulgazione e pubblicazione per poter
trasformare un atto di ricerca e attribuzione di significati (focalizza l'attenzione sulla dimensione
personale di tali processi, affermando che il primo destinatario è l'insegnante stesso) = esso sente il
bisogno di fermarsi a pensare dall'esperienza educativo, per poterla analizzare e rielaborare, mettere in
ordine ricorsovita tra pensiero (atto di riflessione) e azione rende la documentazione una possibilità
di recuperare e ritornare su un esercizio di pensiero volto alla crescita professionale, sull'elaborazione di
percorsi significativi, anche avviando processo di riprogettazione
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DOCUMENTARE A SCUOLA

Dalla definizione al senso del documentare Secondo Bini il termine documentazione riporta ad una pluralita di significati:  Spesso si confonde il documento con il processo di documentazione  Ci si riferisce alla compilazione di format preimpostati o alla rendivolazione burocratica a posteriori dell'attività realizzata  Solo in rare occasioni si fa riferimento a una raccolta ponderata di informazioni che descrivono l'azione concreta di insegnanti e bambini nella scuola Secondo il dizionario di pedagogia e scienze dell'educazione  documentazione = rappresentazione di una situazione, attraverso dati, descrizioni, ricordi, con il preciso scopo di renderla comunicabile ad altri  processo rappresentativa e interpretativo del docente rispetto all'evento di cui vuole dare testimonianza Diviene centrale l'elemento dell'intenzionalita per poter dare una rappresentazione a qualcosa: l'azione del documentare è frutto di un atto soggettivamente selettivo di dati e conoscenze Documentare è un'attivita legata anche al pensare  esercizio del docente che a partire da quanto raccolto e selezionato costruisce un'interpretazione dell'esperienza o del fenomeno rappresentato Maselli intende la documentazione come un atto soggettivo e intenzionale che, nel momento in cui rende pubblico il nuovo prodotto, trascende l'intenzionalità di partenza e attiva una pluralità di funzioni dipendenti da altri soggetti Documentare (secondo Bini) è da intendersi come un processo che implica il farsi capire dagli altri  spesso ci si dimentica di quanto sia importante la condivisione di esperienze e saperi con i membri del sistema scolastico: il rischio è quello di cadere in raccolti sterili che siano difficili da comprendere da tutti (anche persone esterne alla scuola)  la documentazione diviene lo strumento che consente la partecipazione della società all'esperienza scolastica = l'obiettivo è costruire la cultura, interpretano il valore della partecipazione  rende permeabili le pareti della scuola/classe e invita a sentirsi parte o a diventare parte, riuscendo a valorizzare le esperienze che allievi e docenti vibranti insieme Lavoro di Tonelli  documentazione è un momento di divulgazione e pubblicazione per poter trasformare un atto di ricerca e attribuzione di significati (focalizza l'attenzione sulla dimensione personale di tali processi, affermando che il primo destinatario è l'insegnante stesso) = esso sente il bisogno di fermarsi a pensare dall'esperienza educativo, per poterla analizzare e rielaborare, mettere in ordine  ricorsovita tra pensiero (atto di riflessione) e azione rende la documentazione una possibilità di recuperare e ritornare su un esercizio di pensiero volto alla crescita professionale, sull'elaborazione di percorsi significativi, anche avviando processo di riprogettazione

Processo che guarda al passato, mostrando come traccia per raccontare, ma anche orientata al futuro  la riflessione consente di individuare nuove piste di lavoro e di elaborare la costruzione di nuovi significati, promuovendo la formalizzazione del sapere per i novizi e neoassunti. La documentazione nella normativa: un ponte tra dentro e fuori la scuola Il passaggio che in Italia introduce la cultura della documentazione coincide con l'inserimento dell'obbligo della programmazione didattica per ogni docente  nesso tra documentazione e programmazione (documento sociale volto a testimoniare l'impegno di una componente del contesto culturale nei confronti dello sviluppo dell'educazione e delle istituzioni a essa interessate = documento SOCIALE, fruibile e leggibile da chi è coinvolto nel processo educativo  progressiva partecipazione e socializzazione verso l'esterno dei significati elaborati e proposti all'interno della scuola = utilizzare pratiche di documentazione con strumenti diversificati Si è giunti a un arricchimento creativo e personalizzato dei materiali documentativi, prendendo spunto dal mondo della scuola dell'infanzia in particolare. È possibile affermare che la diversa attenzione mostrata per le pratiche di documentazione si inserisca nel cambiamento dei paradigmi per la cultura della scuola di base  è stata avviata una riflessione su essa Documentazione = elemento didattico e organizzativo, come prescritto con il D.M. "orientamenti per l'attività educativa"  riconoscimento istituzionalizzato che consente alla documentazione di inserirsi nella pratica professionale degli insegnanti  possibilita di attribuire significato alla propria esperienza in classe Scelta dell'istituzione scolastica torna a ribadire l'idea di una responsabilità collettiva rivolta all'atto di testimoniare il processo educativo, tale decisione:

  1. Valorizza la riflessione sull'agire educativo
  2. Promuove la consapevolezza della rilevanza di tale riflessione per la professione dell'educare
  3. Testimonia un'attribuzione di valore Ciò permette a chi si affida al sistema educativo di poter essere informato su ciò che si svolge e sentirsi coinvolto/partecipe  documentazione diviene strategia e strumento per permettere il dialogo tra dentro e fuori la scuola Si recupera un'idea proposta da Massa = attribuire ai docenti sia la responsabilità educativa sia il racconto e la rendicontazione ad altri di quanto fatto  ribadito il valore della funzione comunicativa = essa è stata ribadita attraverso la rilevanza attribuita al portfolio individuale (costruito attraverso la raccolta di documentazione significativa delle attività educative e didattiche svolte dall'alunno, dei suoi processi di maturazione personale e modalità di partecipazione e autovalutazione)  richiede agli studenti (soggetti autori) di chiarire gli scopi e gli obiettivi, scegliere cosa rappresentare, tenendo in considerazione i destinatari  favorire il processo di autovalutazione + incremento consapevolezza apprendimento

 Di ricerca = sentita come un bisogno per sè come maestri, la documentazione diventa comunicazione e si sperimentano varie tecniche e forme per renderla il più efficace e fruibile possibile Primi 4 atteggiamenti, resistenti (assunzione del dovere di documentare, automstismo burocratico- amministrativo), ultima categoria descrive una differente modalità di utilizzo = strumento e interprete dell'atteggiamento di ricerca  visione della documentazione come pratica che sostiene la memoria, la condivisione di idee o metodi o come componente intrinseca della didattica che permette la trasferibilita e la riproggettazione L'atteggiamento insofferente può essere inteso come conseguenza principale di questa tendenza alla catalogazione ed alla burocratizzazione del lavoro dell'insegnante  la scuola è chiamata a collaborare, ma l’effettivo utilizzo è di carattere compilativo Spesso questi documenti sono redatti dagli insegnanti/genitori per riempire i campi con i quali sono chiamati a valutare il percorso di apprendimento e di supporto alla crescita dello studente Documentazione deve rispondere ad una funzione comunicativa a cui deve rispondere; quindi, è necessario assumere un atteggiamento di ricerca reale. La pratica didattica necessità di un adeguato supporto formativo: l'atteggiamento di ricerca, verso il processo di insegnamento e apprendimento (ovvero progettazione e valutazione) che caratterizza la storia professionale. Schiavone evidenzia come la pratica documentativa sia connotata da una contraddizione intrinseca, spiegabile con la constatazione "si documenta troppo e troppo poco"  Troppo = si riferisce all'attivita tipica dell'atteggiamento burocratico e archivistico = mera rendicontazione burocratica a posteriori dell'attività realizzata, rivolta a destinatari non precisamente definiti o una impersonale istituzione  Troppo poco = riguarda la documentazione lasciata alla buona volontà dei singoli insegnanti La mancanza di una documentazione di quel sapere dei docenti definito essenziale, perché origina dalla pratica e difficilmente riesce a trovare dignità in forma scritta  la conoscenza pratica dei docenti costituisce oggetto di studio della ricerca pedagogica e didattica  hanno evidenziato che la verbalizzazione scritta del sapere pratico hanno un ruolo cruciale nello sviluppo professionale dei docenti  funzione cruciale conoscitiva molto utile per i giovani docenti che ne possono usufruire  lasciare che il sapere esperienziale del fare scuola rimanga uscito ha significato fino ad ora consentire che si perdesse, costringendo i nuovi docenti a ricominciare da capo nella costruzione della loro professionalità Quali approcci possibili alla documentazione Di particolare interesse la proposta di Bassotto, di una categorizzazione che tenga conto dei diversi materiali usati a scuola con funzioni documentati tra le produzioni scritte (diari, registri, scolastici della

prima scuola pubblica, testimonianze di vita scolastica)  egli identifica tre approcci degli insegnanti alla documentazione:

  1. Comunicativo  fa riferimento alla funzione pubblica della documentazione, quella di rendere accessibile e condivisa l'esperienza del fare scuola, risponde a uno scopo informativo e di condivisione. Le caratteristiche fondamentali sono = chiarezza e semplicità comunicativa, in virtù del proposito di informare destinatari rispetto a una serie di contenuti Ha come oggetto i documenti creati con una finalità informativa, come materiali reperibili onlineo sul sito della scuola (spesso compilati in modo burocratico, rinunciando a interpretare il valore comunicativo e sociale Il PTOF potrebbe essere uno strumento utile per illustrare la proposta formativa e l'identità della scuola all'esterno, promuovendo la comunicazione e il rapporto con le famiglie, fornendo dati e creando occasioni di dibattito e confronto Assumere questo approccio significa intendere questi documenti come strumenti per entrare in relazione con i diversi soggetti della scena educativa  ribadita l'importanza della comunicazione, resapossibile da un impianto documentale  ponte che fa entrare genitori e famiglie dentro gli apprendimento dei figli, permette loro di comprenderli e aiutarli meglio
  2. Ermeneutico  consente all'insegnante di porsi come obiettivo quello di mostrare, spiegare e argomentare perché ed il come delle proprie scelte educative e pedagogiche-didattiche  conversazione riflessiva con l'esperienza in atto La documentazione consente di tenere traccia/conservare la memoria + esplorare la memoria e l'identità professionale del docente  percorso di autoanalisi che implica la presa in esame degli aspetti significativi dell'attivita didattica, esplicitamente il perché delle scelte compiute e l'approfondimento di quelle dimensioni del processo di insegnamento-apprendimento messe in atto inconsapevolmente durante l'attività didattica Secondo Massa, in questa prospettiva, documentazione assume un ruolo strategico, rappresenta la possibilità di riappropriarsi della conoscenza del potere della comprensione critico-riflessiva della propria professionalità, attraverso la rielaborazione del senso e del significato dell'esperienza esaminata Opportunità di riflettere  innescare un processo di miglioramento  invito a promuovere un'autoriflessione (riguardo lo stile, la qualità della mediazione didattica) e un analisi del percorso didattico  analisi finalizzata ad aumentare la consapevolezza professionale  messa in discussione delle scelte operate in precedenza  l'innovazione si traduce, quindi, nel CAMBIAMENTO > ponte per rapporto virtuoso ed effettivo tra progettazione e valutazione x apprendimento studenti
  3. Di ricerca  riguarda le categorie di documentazione che fanno riferimento alla ricerca applicata il cui scopo è quello di prendere decisioni  ruolo di supporto alla progettazione

 Di ricerca = portare l'attenzione sugli aspetti di sviluppo professionale promossi dall'abitudine a documentare con rigore e accuratezza la cultura di un gruppo di insegnanti o della scuola Queste 2 funzioni non sono sufficienti a definire la postura documentativa  è infatti la funzione COMUNICATIVA che consente di cogliere il senso di questo tratto professionale = intenzionalità dell'insegnamento rivolta all'uso dispotico dei materiali (nom pensati per una riflessione individuale ma per favorire la circolarità di IDEE) A differenza della postura di ricerca la postura documentativa qualifica il ruolo dell'insegnante a partire dalla dimensione pubblica e comunicativa che contraddistingue l'aziome educativa Pensare e progettare il processo di documentazione Può essere utile ragionare sulle modalità con cui avviare dei processi documentativi che siano significativi per gli insegnanti che permettano loro di trarre beneficio dalla fatica, di dedicare tempo e risorse alla raccolta di dati e informazioni sul processo di insegnamento e apprendimento  un supporto utile per l'avvio di un processo documentativo può giungere da uno schema (supporto progettuale utile ad avviare il processo documentativo, ma anche come un sostegno di carattere riflessivo) che riunisce alcune domande guida e fasi di lavoro:  Definizione dell'intenzionalita = che cosa, per chi, con quale scopo  ragionamento sul senso e sulla funzione che racchiudono il ragionamento sul senso e sulla funzione, si definisce l'intenzionalità che muove la pratica educativa  domande accomunate dal fatto di essere funzionali all'aprirsi di altri interrogativi utili per strutturare il processo di documentazione  Fase di scelta degli strumenti e di raccolta dei materiali = come, quando  la scelta dello strumento porta un ragionamento sui destinatari della documentazione che conduce = include questioni maggiormente contestuali e operative riguardanti il come e il quando, è importante siano coerenti con gli interrogativi precedenti  Fase di rielaborazione dei materiali = come organizzare i materiali raccolti?  momento di ordinamento dei materiali documentativi raccolti ed è guidata da una domanda che può ammettere risposte molto diverse, rielaborazione avviene secondo modalità differenti, in coerenza con il destinatario e gli obiettivi della documentazione  Guerra propone 5 indicazioni che possono risultare facilitato:

  • la rielaborazione deve rispondere a un'esigenza di esaustività
  • il racconto deve mostrare una chiave di lettura, cioe deve essere comprensibile
  • il racconto può essere cronologico (restituisce la fasi del percorco in ottica narrativa) o tematico (mira a evidenziare alcuni elementi o passaggi tematici)
  • si può scegliere un contesto specifico (contestualizzazione) oppure non dare informazioni precise (senza tempo)
  • deve sapere sollecitare la curiosità di chi legge  gli deve aumentare la voglia di approfondire/dare una propria interpretazione/suscitare domande  Fase di analisi e progettazione = quali elementi significativi? Quali ripartenze? Fa riferimento a domande che presuppongono un rapporto riflessivo con i dati documentativi raccolti e rendono

evidente il carattere ermeneutico e di ricerca del processo di documentazione  sguardo riflessivo con cui l'esperienza è riconsiderare = sguardo riflessivo può essere di carattere retrospettivo (e struttrarsi in un'analisi approfondita delle scelte compiute) o essere di carattere prospettivo (e focalizzare sulla progettazione di nuove traiettorie di insegnamento e apprendimento Quanti modi e strumenti per documentare? Non esiste un unico modo per documentare  vi sono innumerevoli strumenti e molteplici sono le funzioni, obiettivi o il senso che il processo può assumere per il destinatario La scelta dello strumento con cui documentare influenza la tipologia dei dati raccolti e le possibilitá di condivisione, orienta l'intenzionalita e permette di raccogliere determinate informazioni/ individuare prospettive diverse dello stesso avvenimento/percorso Per costruire la propria documentazione l'insegnante può disporre di:

  1. Strumenti narrativi La documentazione narrativa di un'esperienza o di un percorso può avvenire attraverso lo strumento della cronaca oppure del diario
  • la CRONACA  pone il perno della riflessione intorno a un prospetto cronologico, descrive la dimensione temporale dell'oggetto
  • il DIARIO  la scrittura è narrativa, personale, veloce e spesso volta a tessere i legami tra avvenimenti, la narrazione del diario può tessere diversi registri (descrittivo, narrativo e riflessivo) = apre la possibilità alla rielaborazione dell'esperienza  insegnante ripensa all'abito per coglierne significati, portando alla luce le intenzioni e le motivazioni  ritiro riflessivo = consente al docente di attivare sia la sua memoria episodico-descrittiva, sia semantica (dalla quale nascono le interpretazioni, poiché valorizza lo sfondo di credenze e di rappresentazioni che mobilitano il processo di analisi e di rielaborazione dell'esperienza)  le esperienze rielaborate attraverso il pensiero narrativo producono conoscenza, che può essere messa a disposizione per il singolo docente o per la comunità I 2 obiettivi di documentazione cui il diario può rispondere:  Fornire una traccia di memoria articolata di quanto avvenuto, base dell'autoriflessione sul suo modo di operare  Divenire punto di partenza per strutturare il confronto di più professionisti per produrre riflessioni sempre più elaborate Questa varietà di registri spesso è accompagnata anche da fotografie oppure da domande riflessive 2. Strumenti osservativi

sequenza delle azioni necessarie per lo svolgimento del compito  si raccolgono gli elementi valutabili rispetto al percorso di apprendimento dei bambini, ma può divenire anche uno strumento per promuovere lo sviluppo professionale del docente (riflette sulle sue modalità comunicative e su come queste ultime concorrano nello sviluppo dell'azione didattica)

5. Prodotto dei bambini Consiste nella raccolta di diversi campioni di lavoro dei bambini, rappresentativi di svolte significative nel processo di apprendimento  danno evidenza ad elaborazioni, scoperte e formulazioni di teorie nel percorso educativo e sono:

  • i DISEGNI = il linguaggio grafico offre un modo per esplorare ed esprimere le proprie conoscenze sul mondo, dispositivo iconico che permette di rappresentare una tematica o un'esperienza tramite le immagini  i bambini possono esprimere attraverso tematiche complesse e dar voce ai loro pensiero + profondi (coinvolgimento attivare dei bambini)
  • i CARTELLONI = rendono visibili le tappe salienti o le conclusioni raggiunge di esperienze didattiche, contribuisce a guidare l'attenzione dei bambini/genitori, aiuta la memorizzazione delle attività svolte e il passaggio dall'esperienza concreta all'astrazione Raccontando punto di vista di ciascun bambino si dà la possibilità al singolo di rispondere al bisogno emotivo di ritrovare il piacere nelle cose e consente di riconoscerne, in modo pubblico, il valore 6. Documenti istituzionali Hanno come obiettivo quello di comunicare all'esterno le linee pedagogiche e l'identità della scuola  questa raccolta è spesso percepita dai docenti come un'attività faticosa, stancata da un reale utilizzo e rispondente quasi sempre a un'esigenza archivistica  IN REALTÁ rappresentano il rapporto che intercorre tra insegnante e sistema organizzativa = testimonianza memoria del team docente (occasione per raccontare all'esterno la qualità della scuola, attraverso l'illustrazione di attività e rendendo visibile l'apprendimento ai bambini) e resa dell'esperienza scolastica visibile anche all'esterno. Gli strumenti fino ad ora elencati sono pensati per un uso complementare = la multidimensionalita di questi strumenti ricreano l'esperienza di quelli che si definiscono i principi particolari del fenomeno (dimensioni sensoriali, corporee, relazionali, emotive, situazionali, che lo contraddistinguere dalla sua unicità) DOCUMENTARE PER PROGETTARE Documentare per prendere decisioni didattiche La documentazione è stata definita come un processo intenzionale selettivo che fa riferimento alla funzione comunicativa e a quella ermeneutica. L'interpretazione del processo di insegnamento e apprendimento costruisce sulla base della documentazione raccolta diviene funzionale per sostenere le decisioni didattiche da intraprendere  la

documentazione non è utilizzata la solo con una funzione di monitoraggio che diviene parte integrante delle procedure per favorire l'apprendimento e modificare la relazione di apprendimento-insegnamento Il significato della documentazione nel modello euristico-dislogico di progettazione Dagli anni 70 modifica del modo di intendere il processo di insegnamento/apprendimento, passando da una logica lineare standardizzata, scandita da una sequenza organizzata di obiettivi, a un modello reticolare in cui non vi è regolarità te insegnamento-apprendimento, ma piuttosto circolarità  i modelli progettuali che si sono susseguiti (es progettazione per concetti/progetti/episodi di apprendimento/finalità-variabili-percorso) prevedono strumenti di documentazione per tenere traccia dei processo dell'azione didattica  strumento che consente di dare evidenza e conservare una memoria dinamica delle azioni didattiche Nei modelli più recenti è la condizione SINE QUA NON per pensare il processo di progettazione  per esempio il modello di tipo euristico-dispotico concepisce la progettazione come processo di ricerca continua di obiettivi e di senso in grado delineare, in etinere (curriculum continuamente aggiornato sulla base di un dialogo aggiornato costante) La progettazione non è intesa come pianificazione di esperienze sequenzialmente scandite ma è paragonabile a una costante formulazione di nterrogativi da indagare con i soggetti coinvolti  atteggiamento attivo del docente basato sull'ascolto e sulla disponibilità nel lasciare spazio di parola La progettazione dialoga continuamente con l'osservazione del contesto attraverso cui è possibile riformulare il progetto  L'AZIONE DIDATTICA prende forma in situazione, scaturendo dall'interazione dei soggetti  impostazione di tipo ENATTIVISTA = uno dei suoi temi centrali è la dimensione intersoggettiva, ovvero l'integrazione con l'altro da sè, che conduce alla costruzione partecipata di significati condivisi: si riprende una logica post-costruttivista  restituisce la centralità al ruolo del docente e all'interazione tra docente e alunni  il contesto evolve costantemente e la conoscenza è di tipo pratico Il docente può formulare delle ipotesi progettuali che possono trasformarsi in itinere, assumendo traiettoria diversificate, delle quali si tiene memoria attraverso la documentazione. Progettazione = viene pensata come un processo sistematico, partecipato e co-costruito in itinere dai soggetti coinvolti che interagiscono  il percorso di conoscenza di ciascun individuo si costruisce e sviluppa in senso situazionale a partire dal contesto in cui si opera  gli obiettivi di apprendimento sono osservati costantemente e possono modificarsi grazie a un processo di elaborazione  è dal processo continuo di interazione tra insegnanti e alunni che si può procedere ad una co-costruzione della progettazione del percorso CURRICOLO EURISTICO = nasce come ricerca intenzionale dell'organizzazione spazio-temporale del processo di progettazione, aggiornata in seguito alle esperienze sperimentate.

L'insegnante struttura gradualmente il percorso di apprendimento  arriva alla formulazione del codice formale (utilizzo di un linguaggio codificato, proprio delle discipline)  la gradualità di questo accompagnamento verso la strutturazione di un linguaggio codificato consiste nella formulazione di consegne sempre + mirate e complesse (costruite AD HOC) e strutturate sulla base delle conoscenze rilevate  gradualità = fondamentale per la comprensione e l'interiorizzazione di un apprendimento di tipo significativo È possibile individuare una gamma di conoscenze possedute dagli studenti, diversificata in base all'origine:  Preconoscenze di origine sensoriale = concezioni spontanee, fanno riferimento soprattutto a fenomeni del mondo naturale e si basano sull'applicazione di inferenze causali per mettere in relazione i dati perfettivo che raccogliamo  Preconoscenze di origine culturale (concezioni sociali) = prendono avvio dal rapporto culturale e linguistico  Preconoscenze di origine scolastica = si formulano a partire da caratteristiche di conoscenze ritenute simili  Saperi sapienti = conoscenze elaborate nei contesti accademici o istituzionalmente riconosciuti L'insegnante NON è in grado di decidere a priori che cosa avra valore nel processo di apprendimento (azione didattica) Documentare per sostenere la costruzione di apprendimento concettuale La formalizzazione dell'apprendimento si articola in 3 fasi principali che partono dall'osservazione dell'agire dell'allievo, fino alla costruzione di oggetti e conoscenze sempre più complessi e formalizzati La documentazione consente di tenere traccia delle diverse traiettorie di apprendimento all'interno di queste fasi del processo di insegnamento  ciò è reso possibile dalla raccolta di verbalizzazioni e dei prodotti dei bambini L'insegnante NON deve fornire soluzioni immediate agli interrogativi dei bambini, ma deve lasciar spazio ai loro ragionamenti, in modo da stimolare ulteriori discussioni CONCETTUALIZZAZIONE  favorita nel momento in cui i bambini contestualizzano e mettono alla prova le conoscenze che acquisiscono gradualmente, agganciandole alle esperienze concrete (esperienza empirica) di esplorazione condivise dal gruppo e strutturandole grazie a diversi stimoli offerti dell'insegnante (la cui documentazione in itinere permette di tenere traccia delle traiettorie di apprendimento dei bambini Documentare con i bambini e per i bambini: tra flessibilità e nuove traiettorie di ricerca Foto/video/trascrizioni possono divenire punti di riferimento comuni per discussioni, riflessioni, domande ed elaborazioni  si verifica un approfondimento del processo di apprendimento che viene portato avanti dalla classe intera come comunità e il curricolo viene co-costruito da insegnanti e bambini

Condividere la documentazione con gli studenti e impegnarsi nella riflessione collaborativo sposta la gerarchia tradizionale insegnante-studente verso una relazione egualitaria più etica, affidando loro un ruolo quali produttore di conoscenza e costruttori attivi del proprio apprendimento  coricerca condivisa da insegnante e bambino Documentare per progettare collegialmente Nell'incontro tra colleghi avviene uno scambio di sapere educativo, attraverso narrazioni orali gli insegnanti raccontano esperienze, problematiche e soluzioni, chiedono consigli, creano e condividono conoscenza, sviluppano il sapere esperienziale (costruito nel quotidiano, ancorato contesto, ha a che fare con realta umana  non può essere generalizzato, si impara dalla pratica e spesa è poco consapevole) nella direzione di teorie locali Formalizzare questo sapere per discuterlo e metterlo a disposizione di altri  direzione della logica pubblica + documentando si tiene conto delle esperienze, dei processo che avvengono nell'azione didattica  la condivisione mette in relazione chi ha redatto la documentazione con chi ne usufruisce, creando occasioni di confronto di diversi punti vista e riflessione Rilettura + interpretazione + riflessione sulla documentazione esplicano la loro efficacia pedagogica all'interno di un team (il quale è tenuto a fare ricerca scientifica sulla documentazione da loro stessi elaborata)  interpretano l'azione educativa in una direzione intersoggettiva La condivisione della documentazione sostiene lo sviluppo di un nuovo sapere pratica, nella logica di un confronto riflessivo, andando nella direzione della creazione di quella che si definisce una comunità pratica (gruppo di persone che manifesta un interesse comune e che sviluppa solidarietà organizzativa su problemi simili, condividendo scopi, saperi pratici, significati e linguaggi DOCUMENTARE, UNA RISORSA PER LA VALUTAZIONE Documentazione valutazione, quale rapporto? La documentazione consente di tenere traccia di quanto avviene nella quotidianità scolastica, rendendo visibili i processi di apprendimento dei bambini e le azioni compiute dagli insegnanti Questa raccolta, se costruita in itinere, può diventare la base per la valutazione, che si pone l'obiettivo di valorizzare l'azione didattica nel suo svolgimento e di favorire l'analisi dei processi che si generano  sguardo valorizzante con cui vengono documentati i processi di apprendimento dei bambini La documentazione permette all'insegnante di raccogliere informazioni e artefatti dai quali è possibile condurre un processo valutativo diretto in 3 direzioni principali:

  1. L'autovalutazione del bambino = favorisce l'attivazione di processi di autovalutazione da parte degli studenti  consente lo sviluppo di competenza di ordine metacognitivo riguardanti l'autoregolazione dei meccanismi di apprendimento, la consapevolezza delle proprie risorse e

una valutazione capace di stimolare l'allievo a prendere consapevolezza dei propri apprendimenti, del proprio processo cognitivo, emotivo e relazionale, degli obiettivi da raggiungere) Valutazione formativa  è volta a creare uno spazio di relazione tra insegnante (il quale ha il compito di creare un'impalcatura di sostegno, fatta di aiuti nel ragionamento che saranno poi tolti mano a mano che l'alunno acquisisce autonomia) e alunno Tenere traccia tramite la documentazione dei percorsi di apprendimento dei bambini, diventa testimonianza del valore che il docente attribuisce all'ascolto degli alunni Per gli alunni la documentazione costituisce un'interfaccia con sè stessi, i testi raccolti fungono da pretesto all'attenzione del loro personale spazio mentale La valutazione non analizza solo l'impatto che l'esperienza educativa e scolastica ha sulla costruzione degli apprendimenti, ma anche sullo sviluppo delle personalità del soggetto in formazione, in termini sia socio-relazionali che individuali La documentazione collega passato e futuro: ricercando il senso di quello che è avvenuto, si delineano i percorsi da intraprendere nei momenti successivi Connessione tra valutazione (parte intrinseca della documentazione e della progettazione  si alimenta degli elementi valoriali, riguardanti alcuni obiettivi da raggiungere, che emergono nel processo di insegnamento e apprendimento), documentazione e progettazione PORTFOLIO = raccolta di documentazione che accompagna ciascun bambino nel suo percorso di apprendimento (storia personale) con finalità: valutativa (fornire indicazioni sui risultati e sul livello acquisito) e formativa Valutazione per l'apprendimento: quale documentazione? Valutazione "per l'apprendimento" + valutazione "formativa" = valutazione in grado di "informare" il processo di insegnamento-apprendimento in modo utile  in modo che l'apprendimento degli studenti possa essere supportato positivamente  sostegno può essere fornito in maniera differente:  Attraverso una valutazione che viene formulata in dialogo con una documentazione raccolta all'inizio del percorso  Attraverso una valutazione che analizza e ricostruisce il percorso in itinerario, che consente la formulazione di feedback formativi e in grado di operare una regolazione costante degli apprendimenti Lo scopo della valutazione diagnostica è acquisire informazioni valide e affidabili per assumere decisioni ponderate in merito alla progettazione didattica nel percorso di ciascuno studente  obiettivo di regolare il processo di insegnamento  ciò si traduce in un monitoraggio dell'apprendimento dell'alunno volto all'individuazione di eventuali errori e alla conseguente formulazione di un feedback formativo utile a ricostruire il percorso successivo

Feedback degli insegnanti (quadro di ascolto ATTIVO e richiesta di regolazione del ragionamento messo in campo):  È volto a valorizzare la creazione proposta dagli alunni, attraverso un atteggiamento di interesse  È orientato a sostenere il ragionamento degli alunni in direzione di un'ulteriore interrogazione rispetto a quanto realizzato e un confronto finalizzato a generare una sorta di spiazzamento cognitivo, attivando un confronto  Accompagnare il ragionamento dei bambini durante il confronto tra due elementi in relazione L'insegnante ha il compito di individuare i punti di difficoltà e sostenere l'allievo nella comprensione degli errori, prima ancora che nella correzione, a partire dalla ricostruzione del suo ragionamento da lui proposta  stimolo alla riflessivita metacognitiva (coinvolge primariamente le responsabilità dell'alunno rispetto al proprio apprendimento) L'insegnante è chiamato a stimolare due capacità:

  1. Conoscenza del proprio stile di apprendimento/strategie di risoluzione
  2. Controllo sui processi messi in atto durante tali compiti e attività  monitoraggio dei propri processi cognitivi, attraverso un controllo delle strategie utilizzate La documentazione rende visibile il processo di apprendimento mediante il coinvolgimento e la responsabilizzazione di ciascuno rispetto al miglioramento individuale e collegiale Documentare per permettere all'insegnante di valutare la sua comunicazione verbale in classe L'insegnante attraverso la documentazione ha l'opportunità di riflettere sul proprio agito ed elaborarne una valutazione fondata su informazioni non impressionistiche  ogni insegnante porta con sè un carico di vissuti, emozioni e idee che inconsapevolmente si riversano nella pratica didattica ed educativa  obiettivo: prendere consapevolezza della propria identità di insegnante  ciò richiede un'analisi dettagliata attraverso la definizione di indicatori di qualità che consentono di valutare il proprio agito in ottica formativa (in direzione del proprio sviluppo professionale) Adeguato un lavoro di indagine sui protocolli di conversazione e discussione  permette di riflettere sulle modalità comunicativa dell'insegnante e sulle procedure sociali e comunicative che regolano gli scambi comunicativi all'interno della classe Analizzare le MODALITÀ COMUNICATIVE favorisce il riconoscimento di elementi di regolarità che portano a caratterizzare il proprio stile di conduzione di momenti dialogici Forma conversazionale più diffusa = tripletta comunicativa, ma vi sono numerose tipologie di categorizzazione degli interventi e delle domande:
  3. Domande legittime (didattica di tipo euristico, basata sulla scoperta) = scopo euristico, proposito di co-costruzione della conoscenza di stimolazione del dialogo aperto, insegnante come

APPROFONDIMENTO APPUNTI PRESI A LEZIONE:

Lavorare con metodo nella pratica educative