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Documentario sul Doping, Guide, Progetti e Ricerche di Educazione fisica

Riassunto documentario della Rai sul doping + esempi sportivi

Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche

2019/2020

In vendita dal 22/06/2020

LCPL
LCPL 🇮🇹

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DOCUMENTARIO VISTO: Doping
1) Breve narrazione del tema del documentario che si è visto, con riferimenti ai concetti principali:
Il 1° video parla di Yulia Stepanova, ha fatto parte della squadra nazionale Russa di
atletica, lei seppure abbia denunciato il fatto è stata squalificata come gli altri. La quale
racconta che i risultati ottenuti, li ha ottenuti grazie all’uso di EPO, testosterone e
steroidi. Ha iniziato prendendo gli steroidi che il suo allenatore le dava, in cambio
doveva dargli il 25% di ciò che guadagnava. Lei si è dedicata alla battaglia contro il
doping nello sport, ha avuto il coraggio di denunciare un sistema di truffa all’interno
della federazione di atletica russa, grazie a questo scandalo 4.000 atleti russi sono stati
squalificati.. Oliver Niggli, direttore generale della WADA (world anti-doping agency),
afferma che gli atleti non agiscono da soli ma si avvalgono di un team di medici e
specialisti che li aiutano a coprire la truffa. Le star olimpioniche arrivano a spendere
100mila euro all’anno per procurarsi trattamenti dopanti di ultima generazione e in fase
di sperimentazione. La crescita del business dello sport ha alimentato il mercato nero
delle sostanze dopanti, il cui valore è di 30miliardi all’anno.
Il 2° video continua parlando di Yulia e di suo marito Vitaliy, consigliere del direttore
dell’organizzazione anti-doping Russo (RUSAD-A), ha rivelato, nel 2014, come la Russia
fabbrica i super atleti campioni, allenandosi con loro per 5 anni. La loro testimonianza ha
provocato uno scandalo mondiale, provocando una delle più grandi sanzioni collettiva
nella storia dello sport. Vladimir Putin è intervenuto dicendo che è necessario aprire un
indagine interna, contro le istituzioni internazionali anti-doping. Due mesi dopo due
direttori dell’agenzia anti-doping muoiono misteriosamente, Vyacheslav Sinev e Nikita
Kamaev. Yulia e Vitaliy, dopo la loro testimonianza, sono costretti a scappare a Berlino,
perché temono per la loro vita. Il tutto inizia quando Yulia incontra Sergei Portugalov,
capo del dipartimento di medicina dello sport della federazione atletica russa, il quale le
prescrive un programma di doping personalizzato. Lui stesso andava fiero dei successi
ottenuti grazie al doping, chi risultava positivo era perché non aveva seguito le sue
istruzioni. Il medico ha affermato di aver lavorato con Marija Savinova, mezzofondista
russa, alla quale nel 2017 vennero annullati i titoli ottenuti nel 2011 e nel 2012 e con
Amina Zaripova, ex ginnasta russa, medaglia d’oro nel 2012. Solo pochi atleti risultavano
positivi, perché al suo interno c’era gente corrotta. Yulia racconta che Portugalov, le
aveva detto di fare tranquillamente il test antidoping e di mandare a lui il numero
identificativo del test, in modo tale da mascherare i risultati.
Il 3° video parla della quindicesima edizione dei campionati di atletica leggera,
organizzata dalla IAAF (International Association of Athletics Federations). La IAAF oltre
ad organizzare l’evento e a vende i diritti televisivi ai broadcast, si occupa dei controlli
anti-doping. Thomas Capdevielle, funzionario anti-doping, racconta che i test vengo
dettati dalle posizioni finali. Dopo le gare gli atleti passano da una rispettiva zona, per
assicurarsi gli atleti selezionati facciano i controlli anti-doping. I luoghi sono controllati,
anche i bagni, i quali sono muniti di specchi, in modo da controllare che non ci sia
nessuna irregolarità. Esempio è stato Mike Tyson, il quale ha confessato si aver barato
nei test. I laboratori accreditati nel mondo dalle agenzie anti-doping, a svolgere i test,
sono 35. Ogni atleta deve fornire due campioni di urina, campione A per le analisi e
campione B per i controlli. I campioni sono anonimi e vengono analizzati per 400 diverse
sostanze dopanti. I test delle urine sono integrati con gli esami del sangue, per poter
rintracciare nel caso potenze che non risultano nelle urine. Nel video si vede Yadis
Pedroso, ostacolista italiana di origine cubana, mentre svolge un esame del sangue. Il
passaporto biologico, è un nuovo strumento che non rileva le sostanze che vengono
utilizzate ma gli effetti sono evidenti, tramite la variazione dei valori. Per essere certi che
un’atleta abbia vinto una medaglia bisogna aspettare 10 anni, per vedere se i parametri
registrati cambiano o no.
Il 4° video inizia parlando dei 100m di atletica, solo 10 persone hanno, infatti, corso
meno di 9,8s, Usain Bolt è uno di questi, e non è mai stato accusato di doping. In
Giamaica non esiste un agenzia nazionale anti-doping. Nel 2012, quando Usain Bolt ha
vinto tre medaglie d’oro, in Giamaica on sono stati fatti esami delle urine. Justin Gatlin,
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DOCUMENTARIO VISTO: Doping

  1. Breve narrazione del tema del documentario che si è visto, con riferimenti ai concetti principali:  Il 1° video parla di Yulia Stepanova, ha fatto parte della squadra nazionale Russa di atletica, lei seppure abbia denunciato il fatto è stata squalificata come gli altri. La quale racconta che i risultati ottenuti, li ha ottenuti grazie all’uso di EPO, testosterone e steroidi. Ha iniziato prendendo gli steroidi che il suo allenatore le dava, in cambio doveva dargli il 25% di ciò che guadagnava. Lei si è dedicata alla battaglia contro il doping nello sport, ha avuto il coraggio di denunciare un sistema di truffa all’interno della federazione di atletica russa, grazie a questo scandalo 4.000 atleti russi sono stati squalificati.. Oliver Niggli, direttore generale della WADA (world anti-doping agency), afferma che gli atleti non agiscono da soli ma si avvalgono di un team di medici e specialisti che li aiutano a coprire la truffa. Le star olimpioniche arrivano a spendere 100mila euro all’anno per procurarsi trattamenti dopanti di ultima generazione e in fase di sperimentazione. La crescita del business dello sport ha alimentato il mercato nero delle sostanze dopanti, il cui valore è di 30miliardi all’anno.  Il 2° video continua parlando di Yulia e di suo marito Vitaliy, consigliere del direttore dell’organizzazione anti-doping Russo (RUSAD-A), ha rivelato, nel 2014, come la Russia fabbrica i super atleti campioni, allenandosi con loro per 5 anni. La loro testimonianza ha provocato uno scandalo mondiale, provocando una delle più grandi sanzioni collettiva nella storia dello sport. Vladimir Putin è intervenuto dicendo che è necessario aprire un indagine interna, contro le istituzioni internazionali anti-doping. Due mesi dopo due direttori dell’agenzia anti-doping muoiono misteriosamente, Vyacheslav Sinev e Nikita Kamaev. Yulia e Vitaliy, dopo la loro testimonianza, sono costretti a scappare a Berlino, perché temono per la loro vita. Il tutto inizia quando Yulia incontra Sergei Portugalov, capo del dipartimento di medicina dello sport della federazione atletica russa, il quale le prescrive un programma di doping personalizzato. Lui stesso andava fiero dei successi ottenuti grazie al doping, chi risultava positivo era perché non aveva seguito le sue istruzioni. Il medico ha affermato di aver lavorato con Marija Savinova, mezzofondista russa, alla quale nel 2017 vennero annullati i titoli ottenuti nel 2011 e nel 2012 e con Amina Zaripova, ex ginnasta russa, medaglia d’oro nel 2012. Solo pochi atleti risultavano positivi, perché al suo interno c’era gente corrotta. Yulia racconta che Portugalov, le aveva detto di fare tranquillamente il test antidoping e di mandare a lui il numero identificativo del test, in modo tale da mascherare i risultati.  Il 3° video parla della quindicesima edizione dei campionati di atletica leggera, organizzata dalla IAAF (International Association of Athletics Federations). La IAAF oltre ad organizzare l’evento e a vende i diritti televisivi ai broadcast, si occupa dei controlli anti-doping. Thomas Capdevielle, funzionario anti-doping, racconta che i test vengo dettati dalle posizioni finali. Dopo le gare gli atleti passano da una rispettiva zona, per assicurarsi gli atleti selezionati facciano i controlli anti-doping. I luoghi sono controllati, anche i bagni, i quali sono muniti di specchi, in modo da controllare che non ci sia nessuna irregolarità. Esempio è stato Mike Tyson, il quale ha confessato si aver barato nei test. I laboratori accreditati nel mondo dalle agenzie anti-doping, a svolgere i test, sono 35. Ogni atleta deve fornire due campioni di urina, campione A per le analisi e campione B per i controlli. I campioni sono anonimi e vengono analizzati per 400 diverse sostanze dopanti. I test delle urine sono integrati con gli esami del sangue, per poter rintracciare nel caso potenze che non risultano nelle urine. Nel video si vede Yadis Pedroso, ostacolista italiana di origine cubana, mentre svolge un esame del sangue. Il passaporto biologico, è un nuovo strumento che non rileva le sostanze che vengono utilizzate ma gli effetti sono evidenti, tramite la variazione dei valori. Per essere certi che un’atleta abbia vinto una medaglia bisogna aspettare 10 anni, per vedere se i parametri registrati cambiano o no.  Il 4° video inizia parlando dei 100m di atletica, solo 10 persone hanno, infatti, corso meno di 9,8s, Usain Bolt è uno di questi, e non è mai stato accusato di doping. In Giamaica non esiste un agenzia nazionale anti-doping. Nel 2012, quando Usain Bolt ha vinto tre medaglie d’oro, in Giamaica on sono stati fatti esami delle urine. Justin Gatlin,

velocista statunitense, è risultato positivo ai test anti-doping ed è stato qualificato per 4 anni, quando ha ricominciato a correre ha presentato migliori prestazioni rispetto a prima. Gli scienziati sospettano che il doping possa avere effetti di lunga durata, perché l’ambiente ha un impatto sull’espressione dei geni ( tesi sostenuta da Gilles Goetghebuer, direttore del settimanale “Sport et Vie”), Carlos Arribas, giornalista sportivo “El Pais”, spiega che gli sponsor hanno un atteggiamento civico, pagano perché i record vengano battuti. Una volta che gli atleti risultano positivi, continuano a pagarli e a sponsorizzarli. Molte volte negli sport, vengono messi in evidenza gli aspetti tecnici, per dimostrare che il doping è irrilevanti ma, non è vero. Molte volte le federazioni che gestiscono le gare internazionali, sono le stesse che gestiscono i controlli anti-doping. La globalizzazione ha avuto effetti anche sul doping. Un esempio è Lance Armstrong, ciclista statunitense, ha fatto un ragionamento cinico e razionale, il doping, dice, lo ha trasformato da un anonimo ciclista da 300mila euro all’anno a un atleta da 23milioni di euro. Complice di Armstrong è Michele Ferrari, squalificato, a vita, dalla federazione italiana ciclismo.  Il 5°video inizia parlando di Alex Schwazer, ex marciatore italiano, che è stato squalificato 4 anni dopo aver vinto la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Pechino. Racconta che si era messo in contatto con Michele Ferrari, lo ha pagato 20mila euro per aiutarlo. Denuncia coloro che coprono i doping, ha ammesso che la federazione nazionale italiana sapeva che lui stava usando sostanze dopanti. Quattro anni dopo la sospensione Alex è tornato a fare le gare, per poter riacquistare la fiducia, ha chiesto pubblicamente a Sandro Donati, allenatore e specialista anti-doping di poter essere allenato. Schwazer, fa analizzare spesso il suo sangue durante l’anno, molte più volte rispetto a quelle che vengono richieste per il passaporto biologico.

  1. Quale scena o tema ti ha colpito maggiormente durante la visione e perché?
  • Mi hanno colpito maggiormente le dichiarazioni di Gilles Goetghebuer e l’esperienza di Justin Gatlin. Ovvero il fatto che Justin Gatlin, risultato positivo al testosterone nel 2006, squalificato quindi per 8 anni, una volta tornato in gara le sue prestazioni sono migliorate, anche rispetto a quando faceva uso di doping. Questo fa pensare al fatto che veramente il doping può avere effetti di lunga durata, perché, i geni tendono ad adattarsi e a trasformarsi in base all’ambiente, in questo caso l’ambiente è l’agente dopante. Un altro tema che mi ha colpito è stato il fatto raccontato da Yulia Stepanova e la sua famiglia si sono dovuti trasferire per un certo periodo in Germania, per evitare ritorsioni. Anche in Germania hanno dovuto mantenere un basso profilo, infatti si sono fatti scrivere sul campanello di casa il cognome “Müller”, uno dei più diffusi in Germania. Nel settembre 2015 si sono trasferiti in Nordamerica, grazie all’aiuto della WADA, in un luogo che non è stato reso pubblico.
  1. Ti trovi in linea con i temi o le scelte emerse durante la visione? Tu fai le stesse cose/scelte oppure no? Motiva le considerazioni anche facendo riferimento alle tue conoscenze sul tema.
  • Fare uso di doping significa prendersi il merito di aver fatto qualcosa senza averlo fatto realmente, guadagnare in modo illecito un risultato, rispetto a chi invece lavora quotidianamente per raggiungere i propri risultati. inoltre, fare uso sostanze illegali non è mai un’azione singola, ma c’è che l’intero sistema che circonda l’atleta lo aiuti a mascherare questo fatto. Nello sport, doparsi vuol dire truffare, prendersi gioco dei tifosi, degli ideali di tanti giovani i quali prendono ispirazione, senza sapere cosa si nasconde dietro. Secondo me non dovrebbero pagare solo gli atleti, come dice Alex Schwazer nel video, ma dovrebbero pagare e prendersi le loro responsabilità anche coloro che coprono questi fatti e si arricchiscono grazie alle vittorie.