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DOMANDE ELABORATE DA ME STESSO
Tipologia: Prove d'esame
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Preliminarmente specifico che Il Diritto pubblico comparato afferisce gli studi inerenti il diritto costituzionale degli Stati, quindi suo oggetto precipuo, le forme di stato e di governo, i sistemi elettorali, i sistemi partitici, ma tale studio è condotto mediante lo strumento della comparazione. Lo studioso, dunque, ha come oggetto del suo interesse più sistemi costituzionali, studiati in collegamento tra loro in cui il confronto comporta l’indagine tra le soluzioni normative adottate dai diversi ordinamenti, in risposta ai problemi pratici più o meno analoghi nel divenire degli sviluppi sociali; economici e politici; nel seno delle rispettive collettività. Tale studio, inevitabilmente, rileva e rivela le eventuali reciproche affinità ovvero divergenze fra i diversi sistemi, comportando, come tipica attività organizzatrice dell’uomo e delle scienze (kant docet) alla riconduzione di figure classificatorie comuni che meglio permettano la comprensione complessiva dei loro significati e delle loro motivazioni pratiche. il confronto dovrà rilevare le somiglianze e rispettivamente le diversità presenti innanzitutto nella formulazione semantica delle normative proprie dei distinti ordinamenti: le normative in sostanza quali risultano dai documenti emanati dalle fonti ufficiali del diritto; dovrà andare oltre l’analisi del diritto dei libri e guardare all’operatività effettiva delle normative in sede di attuazione; la comparazione per essere completa dovrà indagare circa i fini e i valori che gli ordinamenti considerati intendevano servire nel porre e attuare norme simili o dissimili e quelli che hanno poi di fatto servito: fini e valori che bisognerà accertare se sono analoghi o divergenti. Solo infatti spingendo l’analisi fino al livello dei valori la comparazione potrà dire di avere considerato gli ordinamenti a confronto per quello che essi realmente sono: sistemi di diritto vivente. Il giurista ottiene utilizzando il metodo della comparazione tre tipi di guadagni in termine di conoscenza: 1arricchisce le sue nozioni circa la composizione dei fenomeni giuridici in generale; può essere condotto a seguito della comparazione a scoprire in un ordinamento l’esistenza e l’operatività di regole che prima erano sfuggite alla sua attenzione;3 è in grado in base agli esiti della comparazione di raggruppare sotto concetti e categorie generali di nuova formulazione fenomeni giuridici appartenenti a diversi ordinamenti ma di natura simile: contribuendo con ciò a realizzare una più ricca e profonda intelligenza complessiva delle esperienze giuridiche di cui le collettività umane sono capaci. DEFINIZIONE ED ESEMPIO DI ENCLAVE Per definizione consolidata, l’espressione enclave indica ed identifica una regione interamente compresa all'interno di uno Stato, che però appartiene ed è governata da un altro Paese si rammenta al riguardo, Campione d’Italia (comune Italiano in territorio Svizzero). I concetti di enclave ed exclave si applicano anche a livello di ripartizioni amministrative e di unità territoriali (Stati federati, regioni, distretti, comuni) all'interno di uno stesso Stato. A titolo esemplificativo ricordo che soltanto tre enclavi al mondo sono costituite da Stati sovrani e quindi non sono exclavi per alcun altro Stato[5]. Due di questi Stati sono compresi nel perimetro dell'Italia, l'altro in quello del Sudafrica: la Repubblica di San Marino, all'interno del territorio della Repubblica Italiana, tra le province di Rimini e Pesaro e Urbino; la Città del Vaticano, contenuto all'interno del territorio della Repubblica Italiana, nel comune di Roma; il regno del Lesotho, contenuto all'interno del territorio del Sudafrica.
Dovendo accogliere la richiesta del cultore in aula di operare in estrema e concisa sintesi, rappresento, a mia discolpa, che il concetto e la definizione che sottende ’espressione “costituzionalismo” è in se e per se piuttosto ampia e complessa. Si puo’ definire “costituzionalismo” l’insieme delle dottrine politico-giuridiche che, sotto il profilo delle funzioni del potere politico di uno Stato, ne valorizzano un esercizio, limitato, circoscritto e riconducibile ad un testo scritto, una suprema legge, ovvero, la carta costituzionale. Pertanto se ne potrebbe tracciare una evoluzione e datazione storica, in epoca moderna, intimamente connessa all’evoluzione prima economica, poi politica della classe borghese, a partire dal secolo XVII, in cui si fa strada la teoria della subordinazione del potere statale alla supremazia della legge, in contrapposizione alla Stato “assoluto”, absolutus, ovvero “sciolto” da qualunque limite, tipico dei primi stati sovrani. Tali dottrine hanno condotto alla identificazione dello Stato con un complesso di regole e di istituti che, ispirati al criterio razionale ed al “primato” della legge, assicurano il buon funzionamento e la pacifica convivenza della società civile. Tale definizione comporta, inevitabilmente, una serie di considerazioni che per le esigenze indicate in premessa, è possibile solo accennare. Con il costituzionalismo, si contrappone al potere illimitato ed indistinto nelle mani del solo sovrano ad una concezione del potere statale, tanto cara al Montesquieu, della «divisione dei poteri» e del loro necessario equilibrio (esecutivo, legislativo e giudiziario); Con il costituzionalismo, si impone con forza il principio di legalità, ove la legge costituisce il limite, dell’esercizio del potere, la sua legittimazione e perfino l’ispirazione delle azioni di governo. Con il costituzionalismo vengono poste le basi per la garanzia della libertà dell’individuo e dei diritti individuali, in cui i popolo (mi riferisco alla democrazia costituzionale) è chiamato a partecipare alla vita politica e l’attività dei governanti e deve essere informata ai principi della pubblicità e della responsabilità. Storicamente, il costituzionalismo si sviluppa nel Medioevo sul ceppo delle antiche istituzioni rappresentative, delle assemblee dei ceti. La prima forma di Stato costituzionale si realizzò nel 1689 in Inghilterra, quando Guglielmo III d’Orange accettò dal Parlamento, insieme alla corona, una Dichiarazione dei diritti che fissava i limiti del potere regio. L’età aurea del c. coincide con il sec. 19°; i suoi presupposti ideologici si trovano nella tradizione britannica Il moderno costituzionalismo nasce in America, nel 1776; tuttavia esso raggiunge la piena maturità in Francia durante la Rivoluzione. La carta scritta e la dichiarazione dei diritti sono i suoi elementi caratterizzanti. In sintesi : Il processo di costituzionalizzazione dello Stato si è svolto attraverso vari passaggi, dalla concettualizzazione della separazione dei poteri (secolo XVIII) allo Stato di diritto del secolo XIX ed alle moderne forme di governo che sottopongono quest’ultimo alla costituzione. DEFINIZIONE BREVE DI DIRITTO DI VETO Il veto, in senso lato, è un atto formale, una opposizione, espressa con un voto o con una dichiarazione esplicita con cui si preclude l’esecuzione di una deliberazione amministrativa, legislativa o politica. La sua origine la si fa risalire all’antica Roma, prerogativa dei tribuni della plebe per inficiare provvedimenti emessi da altre autorità, perché ritenute ingiuste o perché ritenute dannose per i diritti della plebe da loro rappresentati. A titolo esemplificativo ed in estrema sintesi specifico che oggi il diritto di veto, nello Stato italiano è posseduto dal Presidente della Repubblica il quale può bloccare una legge per motivi di contenuto incostituzionale o di imprecisioni attraverso un messaggio motivato alle camere le quali possono scegliere se inserire queste modifiche o no. Il diritto di veto è quello di cui gode il Consiglio di sicurezza dell’ONU. Equivale a bloccare ed opporsi a qualsiasi decisione interna al consiglio e può essere effettuato dai 5 membri permanenti ovvero i 5 Stati vincitori delle 2° guerra mondiale (Francia, USA, Russia, Cina e Regno Unito).
Il cosiddetto “Stato di Polizia” ha una sua connotazione storica e geografica e, in senso lato, potremmo qualificarlo come l’evoluzione o la modificazione dello Stato assoluto in dispotismo illuminato che per effetto dell’evoluzione economico-politica, volano della classe borghese e degli ideali illuministi, viene progressivamente esautorato dalle sue prerogative assolutistiche. Al riguardo una importante distinzione è rappresentata dal patrimonio personale del monarca dal patrimonio pubblico. Il periodo di riferimento è il diciassettesimo e diciottesimo secolo e la collocazione geografica è l’Europa centrale, in particolare, Germania e Austria, ma anche nel Gran Ducato di Toscana. Il fulcro ideologico centrale che sottende lo Stato di Polizia, contrariamente ad una immagine negativa di autoritarismo e di “repressione”, può essere ricercato non solo nell’intento di mantenere l’ordine pubblico e la sicurezza, ma in quello di assicurare la felicità ed il benessere dei sudditi (in divenire cittadini), specie sotto il profilo patrimoniale. Questa teoria si fonda sull’affermazione che la comune felicità (bonum commune) dei sudditi è il fine supremo dello Stato. Essa dipende dalla realizzazione di due condizioni basilari: la sicurezza e la prosperità della vita. Ogni attività di governo deve essere ricondotta all’attuazione concreta della sicurezza e del benessere, cui gli obblighi fondamentali del principe devono essere sempre preordinati. Primo compito del monarca è quello di proteggere i suoi sudditi da minacce esterne e, quindi, di creare e mantenere strutture militari idonee alla difesa del territorio, di assicurare l’equilibrio e la pace attraverso un’oculata politica di alleanze internazionali Alla sicurezza interna il principe deve provvedere organizzando sia l’attività di polizia in senso criminale e civile che, per potersi rivelare efficace, deve essere rapida, uniforme, certa nelle decisioni e nelle esercitazioni. Altro compito del sovrano è, infine, quello preordinato alla crescita del benessere dei propri sudditi. A ciò si ricollega la necessità di emanare disposizioni idonee a favorire lo sviluppo della ricchezza ed una sua più razionale utilizzazione, nonché di disciplinare minuziosamente i rapporti commerciali con gli altri paesi, al fine di incentivare le entrate. Siamo dunque in un ambito piuttosto “immanente” ed estensivo delle funzioni pubbliche e, quindi, dai poteri-doveri dello Stato (nella persona del principe) in vasti ambiti della vita sociale, in una nuova formulazione dell’assolutismo monarchico, Un ultimo appunto: Perchè lo Stato di Polizia evoca un’accezione cosi negativa, visto che nell’originaria accezione si lega a “polis” e politeia, ovvero amministrazione? Verosimilmente l’evoluzione del concetto di Stato di Polizia, decontestualizzato, risente di , una lettura storica dei fenomeni inforcando gli “occhiali” propri di un regime costituzionale e poi parlamentare in cui il parlamento, oltre ad esercitare la funzione legislativa esercita funzioni di controllo nei confronti del potere esecutivo. COME SI CHIAMA E DA CHI E’ COMPOSTO IL CONSIGLIO LEGISLATIVO SVEDESE Il consiglio legislativo svedese si chiama Lagradet ed è composto da giudici della corte suprema amministrativa e della corte suprema; Quest’organo rende pareri preventivi di legittimità costituzionale sulle proposte di legge. Il governo deve richiedere parere preventivo al consiglio se un decreto governativo riveste particolare importanza. Più in dettaglio specifico che quando l'iniziativa è esercitata dall'Esecutivo, è previsto che il ministro competente, previa autorizzazione del Governo, nomini una Commissione composta da esperti riconducibili ai diversi partiti politici (anche di opposizione) e ai gruppi di interesse coinvolti, incaricata di svolgere un'istruttoria preliminare. Conclusa la consultazione il Governo, “tecnicamente” abilitato ad elaborare un disegno di legge, prima di presentarlo al Riksdag dovrà sottoporlo al parere del Consiglio legislativo, che si esprime solo sugli aspetti concernenti la legittimità costituzionale, il coordinamento con la legislazione vigente e il drafting.
Preliminarmente specifico che l’espressione concettuale del Common Law e del Civil Law, indicano due sistemi o modelli organizzativo-giuridici differenti, con cui viene prioritariamente individuato un diverso modo di intendere e soprattutto di produrre norme giuridiche. Al riguardo, solo per inciso, rappresento che è possibile tracciarne una loro collocazione geografica ed una evoluzione storica. Il Civil Law, cui appartiene il nostro sistema giuridico, è il modello di ordinamento sviluppatosi nell’Europa continentale a partire dal diritto romano-giustinianeo, mentre il Common Law è il diritto sviluppatosi nei paesi anglosassoni. Come accennato la principale differenza sussiste nella produzione e creazione delle norme giuridiche. Per Il Civil law, fonte primaria è il diritto scritto, le leggi, la codificazione, cui i magistrati si attengono per le loro decisioni, essendo precluso alla magistratura il compito di “generare” diritto ma solo quello di scandagliare, interpretare, applicare. Dal punto di vista ontologico, in questo contesto, la norma scritta è una ipotesi generale ed astratta, ad essa viene ricondotto il caso concreto, il fatto, mediante l’attività interpretativa. Nel sistema di Civil law, i giudici, applicando la legge, pronunciano sentenze che, passate in giudicato, fanno stato fra le parti, determinando una definizione della lite con efficacia limitata per i soggetti in causa, dunque non “estensibile”. Potremmo affermare che il “corredo cromosomico” del Civil law è costituito da precise esigenze di ordine sistematico. In particolare, esso tendeva e tende a porre un argine all’obiettivo stato di incertezza in cui versava il diritto che si contraddistingueva per l’arbitrio giudiziale e l’abuso dell’interpretazione dei giuristi. Contrariamente nel Common Law il giudice, mediante la propria sentenza, crea diritto, in aderenza alla lite oggetto della sua decisione e le sentenze emesse costituiscono la regola in un caso concreto a valere per tutte le successive controversie aventi lo stesso ambito oggettivo, anche se con soggetti diversi è il principio del stare decisis. Sussiste dunque un vincolo ai precedenti giurisprudenziali partendo dal caso concreto. In estrema sintesi : nel Civil law la fonte del diritto è la legge, nella Common Law le decisioni dei giudici, mentre la legge, con le sue norme precostituite ed astratte, ricopre un ruolo eccezionale. Questo diverso impianto delinea inevitabilmente una diversa formazione del giurista, prevalentemente pratica e non codicistico-formale come nel Civil Law ed anche nella selezione dei giudici non burocratica ma fra i migliori avvocati superiori (barrister) Per concludere è necessaria un’ultima osservazione: la differenza fra concetto di norma e quello di legge Nel sistema di civil law: la norma è contenuta esclusivamente nella legge. Nel sistema di common law la norma può essere contenuta nella legge ma anche nel precedente vincolante del giudice, che di fatto crea norme, ma non esercita potere legislativo. SPIEGARE IN COSA CONSISTE LA PRESIDENT’S RULE President’s rule, letteralmente, “regola del Presidente” afferisce ad un procedimento o, se si preferisce, ad una particolare “abilitazione” (preferisco questo termine perché, in ogni caso, legittimato dalla Costituzione) in capo al Presidente degli Stati federali che, a fronte di circostanze di gravi crisi all’interno degli Stati membri della federazione, ad esempio rischi per l’ordine pubblico, e di una conseguente paralisi del funzionamento degli organi costituzionali, ha la facoltà di assumere una funzione di garanzia esautorando il governo dello Stato membro e avocare a sé i poteri esecutivi. Nel corso degli studi abbiamo incontrato questo istituto , o prerogativa del “Governo del Presidente” riferibile allo stato federale democratico dell’India, in cui, come sappiamo la forma di governo è quella parlamentare di tipo cooperativo con tripartizione elle competenze fra stato centrale e Stati membri esclusive ed una concorrente, garantita dal controllo di Costituzionalità della Corte suprema. Giova però ricordare che tale attribuzione è prevista all’art.356 della costituzione dell’India che attribuisce al Presidente una serie di poteri di tipo sostanziale, quali il potere di nomina di 12 membri della Camera degli Stati, dei giudicie della Corte Suprema e dei Governatori degli Stati membri, anche questa determinante prerogativa, seppur di natura temporanea e fino al superamento dello stato di emergenza.
Nel corso delle lezioni si è affrontato il tema dei due grandi modelli giuridici, il Common Law e del Civil Law, indicano due sistemi differenti, con cui viene prioritariamente individuato un diverso modo di intendere e soprattutto di produrre norme giuridiche, di cui è possibile tracciare una loro collocazione geografica ed una evoluzione storica. Esistono degli Stati in cui questi due ordinamenti “convivono” ne è tipico esempio Il Canada. Esso, infatti ha la britannica Common Law, su cui si basano il diritto federale e quello provinciale (in 9 province su 10) e territoriale; e il Civil Code che vige nella provincia del Quebec, senza che l’uno sia subordinato all’altro: il governo federale e quelli delle dieci province sono coordinati e operano sulla base del riparto delle competenze previsto dagli artt.91 e 92 del constitution act, 1867, che enumerano rispettivamente le materie di competenza del Parlamento centrale e quelle di competenza provinciale. Nonostante non esista una sovraordinazione formale di un livello di governo rispetto a un altro dalla doppia enumerazione delle competenze emerge la prevalenza del centro cui vengono assegnati i poteri residuali. Il sistema giudiziario canadese prevede una Corte Suprema federale, i cui giudici sono nominati dal primo ministro su indicazione del governatore generale. La Corte Suprema è quindi l’organo di vertice del sistema giudiziario. DESCRIVERE I PRINCIPALI COMPITI ASSEGNATI AL CONGRESSO DEGLI STATI UNITI D’AMERICA Il Congresso degli Stati Uniti d’America, è un organismo bicamerale, composto da un Senato, espressione degli Stati membri e da una Camera dei rappresentanti, espressione del corpo elettorale di tutta la federazione, che svolge compiti afferenti la funzione legislativa, ad eccezione delle leggi fiscali, ha sede in Campidoglio a Washington. La principale funzione del congresso consiste nel produrre le leggi federali, dunque destinate a valere su tutto il territorio degli USA. Segnatamente si specifica che I membri della camera dei rappresentanti hanno un mandato di due anni e le elezioni spesso coincidono con la metà del mandato del presidente degli Stati Uniti e rappresentano in tal modo una indiretta misura di giudizio sul suo operato politico Il numero di componenti dell'assemblea attualmente è di 435. Per esservi eletti bisogna aver compiuto 25 anni. I senatori hanno un mandati di sei anni. Per essere eletti è necessario aver compiuto 30 anni. Rispetto alle elezioni della Camera, in questo caso il mandato è individuale per ciascun senatore e nei vari Stati le elezioni per il Senato si svolgono in momenti diversi. Non è previsto lo scioglimento automatico del Senato. Ogni stato membro degli USA elegge al congresso due senatori per un totale di 100 senatori. Inoltre, La Costituzione inoltre attribuisce al Congresso i seguenti poteri:
Preliminarmente si rappresenta che La Corte Suprema degli Usa è l'unico organo giudiziario espressamente previsto dalla Costituzione americana che, accanto ad esso, elenca quelle Corti minori che il Congresso potrà, di tempo in tempo, creare e costituire". Nell’intenzione del legislatore, "la Corte Suprema doveva essere il più alto tribunale federale cui era affidato il compito prevalente di una uniforme applicazione del diritto in tutti gli Usa ed una funzione equilibratrice, di garanzia del corretto andamento del meccanismo federale. Un'ulteriore prerogativa spettante alla stessa Corte consiste nella cosiddetta judicial review e cioè nel controllo di costituzionalità delle leggi, siano esse statali o federali, pertanto, per analogia, nella Corte Suprema confluiscono i compiti della nostra Corte di Cassazione (inesistente negli Stati Uniti) e di quella Costituzionale. Secondo il dettato della Carta, i giudici appartenenti alla Corte Suprema devono essere nominati (come gli alti funzionari statali) dal presidente, con il consenso del Senato, e, a garanzia della loro indipendenza, godono della "inamovibilità" (è, pertanto, in carica a vita) e della "intangibilità del trattamento economico" (l'indennizzo, secondo per entità solo a quello del capo dello Stato, non può essere diminuito per nessuna ragione né tassato). Pertanto, il giudice federale, al riparo da ogni possibile influenza del Parlamento o del presidente, una volta nominato è libero di esprimere le proprie indipendenti valutazioni. Attualmente, il numero dei giudici è fissato in nove compreso il presidente. In estrema sintesi La giurisdizione della Corte suprema è di due tipi: original jurisdiction (competenza in primo grado) appellate jurisdiction (competenza in grado di impugnazione) Nell'original jurisdiction la Corte decide in prima e unica istanza di controversie specificamente indicate dalla legge, come nel caso di ambasciatori, consoli e rappresentanti stranieri oltre a quelle in cui sia parte uno Stato. Nell'appellate jurisdiction la corte, invece, decide sull'impugnazione di una sentenza emessa da una corte inferiore, con i limiti e le eccezioni previste dal Congresso. Nella giurisdizione d'appello la Corte può decidere su richiesta di un giudice federale che, chiamato ad applicare una legge, l'abbia considerata in contrasto con la Costituzione, una legge federale o un trattato stipulato dalla Federazione; da questo punto di vista la Corte suprema è il giudice della costituzionalità delle leggi e del rispetto della gerarchia delle fonti. QUANTI E QUALI SONO I CRITERI DI ELEGGIBILITÀ IMPOSTI PER LA SELEZIONE DEL PRESIDENTE DEGLI USA I criteri di eleggibilità ed i requisiti per ricoprire la carica di Presidente degli U.S.A sono contenuti all’articolo 2 della Costituzione, segnatamente, : possedere la cittadinanza statunitense sin dal momento della nascita; avere almeno 35 anni di età; avere avuto la residenza su suolo statunitense per un periodo di almeno 14 anni. Ai criteri di eleggibilità vanno però comminati ed integrati le cause di ineleggibilità. Al riguardo il XXII emendamento (ratificato il 21 marzo 1947) stabilisce il divieto di nominare un ex-presidente che ha già tenuto la carica per due mandati; inoltre nessun vicepresidente che abbia rivestito la carica presidenziale per più di due anni, essendo automaticamente subentrato, per qualsiasi motivo, a un altro presidente eletto, potrà essere eletto presidente per più di una volta. Un'altra causa di ineleggibilità (prevista dall'articolo 1 della Costituzione) riguarda il caso di un expresidente condannato con la particolare procedura dell'impeachment al quale il Senato ha comminato la sanzione accessoria del divieto di rivestire in futuro cariche pubbliche federali, fra cui quella di Presidente. Infine il XIV emendamento (approvato il 9 luglio 1868) vieta la nomina presidenziale ad una persona che, dopo aver giurato sulla Costituzione, si è poi ribellato contro gli Stati Uniti. In quest'ultimo caso, però, la causa di ineleggibilità viene meno qualora i due terzi sia del Senato che della Camera dei Rappresentanti si siano espressi a favore della sua eleggibilità
L'impeachment (letteralmente: accusa, incriminazione) è una procedura costituzionale nella quale si concretizza il potere giudiziario del Congresso degli Stati Uniti. Tale procedura, contrariamente ad una diffusa opinione, non è specificamente prevista solo per il Presidente ma può riguardare anche i componenti del potere esecutivo, ovviamente dal presidente al vicepresidente fino ai funzionari delle amministrazioni statali, e i giudici intesi come membri delle giurisdizioni federali, che dunque costituiscono i soggetti passivi, destinatari, della predetta misura. Sono, invece soggetti attivi dell'impeachment e dunque promotori del procedimento la Camera dei Rappresentanti, investita della funzione di discutere i presupposti dell'accusa ed eventualmente elevarla (con voto a maggioranza semplice dei presenti), e il Senato investito del ruolo di giudice (con voto a maggioranza dei due terzi dei presenti). Se a esservi sottoposto è il presidente degli Stati Uniti presiederà il senato il Presidente della Corte suprema. Le sanzioni contemplate sono la rimozione o destituzione dalla carica. In estrema sintesi l’iter procedurale e processuale può essere cosi rappresentato: la Camera dei Rappresentanti formula le accuse che devono riguardare "casi di corruzione, tradimento o altro delitto e crimine importante". Il Senato emette il suo giudizio che, se è di condanna, implica la destituzione dalla carica e l'interdizione dai pubblici uffici. Inoltre è previsto che alla Camera vengano prima presentate accuse precise e che si proceda alla nomina di una speciale commissione d'inchiesta sulla cui relazione si svolgerà la discussione in aula. Se la votazione conseguente è favorevole all'impeachment vengono formulati i capi di accusa che sono trasmessi al Senato che deve procedere. Al momento fissato per la discussione, potendo naturalmente l'accusato essere presente e difendersi, lo stesso Senato si costituisce in Alta Corte. Nel caso in cui l'imputato sia il Capo dello Stato, la Presidenza dell'organo viene abbandonata dal vice presidente federale che normalmente ricopre la carica e viene assunta, pro tempore, dal presidente della Corte Suprema Federale DECISIONE FINALE La decisione finale viene presa a porte chiuse. DESCRIVERE I PRINCIPALI COMPITI DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA FRANCESE Preliminarmente si evidenzia che il Presidente della Repubblica Francese, rispetto, ad esempio, al Presidente della nostra Repubblica, è eletto a suffragio universale, nel pieno esercizio di una democrazia diretta, conferendo allo stesso, nell’assetto dei poteri istituzionali, un ruolo ritenuto “forte”. E’ il capo dello Stato e nelle sue mani si concentra gran parte del potere esecutivo e di indirizzo politico. È infatti lui a nominare il primo ministro e, proposti (o imposti) , i membri del governo. Ed anche se il primo ministro e il parlamento detengano la maggior parte del potere legislativo ed esecutivo, il presidente francese mantiene una forte influenza. È lui a presiedere il consiglio dei ministri, a stabilire l’ordine del giorno e a dirigere i lavori. Ha inoltre la facoltà di sciogliere l’Assemblée Nationale, la camera bassa del Parlamento francese. Inoltre,in aderenza all'articolo 5 della Costituzione francese è l'arbitro destinato a salvaguardare il regolare funzionamento dei pubblici poteri, assicura il rispetto e l'osservanza della Costituzione. Inoltre è garante dell'integrità del territorio nazionale, dell'indipendenza della Nazione e del rispetto dei trattati internazionali. Tra gli altri poteri: firma decreti e ordinanze, indice i referendum, è il capo delle forze armate e nomina alcuni alti funzionari, promulga le leggi. Ha inoltre forti poteri in ambito diplomatico (è lui a rappresentare lo Stato all’estero) e soprattutto giudiziario (presiede il Consiglio superiore della magistratura e può concedere la grazia). Solo per inciso si evidenzia che l’eventuale sfiducia al Governo è competenza dell’Assemblea Nazionale e questo comporta che, sovente, il Presidente è necessariamente orientato a nominare un primo ministro rappresentativo della maggioranza dell'Assemblea. Quando questa è di un partito differente a quello del presidente ciò ne “affievolisce” i poteri aumentando quelli del primo ministro e dell’assemblea nazionale.
Si ritiene opportuno, preliminarmente, evidenziare che un Parlamento bicamerale, in genere, tenda in linea di principio, ad assicurare un pluralismo rappresentativo ed un equilibrio nell’alveo delle funzioni legislative. Inoltre: se le due camere hanno gli stessi poteri e svolgono le medesime funzioni si parla di bicameralismo perfetto, quando invece si differenzia nell’espletamento delle funzioni anche in relazione degli interessi nazionali generali siamo di fronte ad un bicameralismo imperfetto. L’Austria è un sistema parlamentare bicamerale, qualificabile come bicameralismo imperfetto, tipico degli stati federali. Infatti le due camere dell’Assemblea federale, il Consiglio nazionale, ad elezione diretta, composta da 183 membri e il Consiglio federale (Bundesrat) composto da 64 rappresentanti degli stati federali,designati dai consigli regionali (elezione indiretta), in proporzione agli abitanti di ciascun Land proporziolmente alla popolazione delle regioni svolgono funzioni diverse, “L’imperfezione” si concretizza in quanto il potere di iniziativa legislativa è attribuito ai singoli componenti del Consiglio nazionale e a un terzo dei componenti il Consiglio federale che però non ha voce in capitolo sulle norme di bilancio e finanza pubblica. Sull’approvazione delle legge Il Bundestrat nel processo legislativo ha solo un diritto di veto sulle leggi federali approvate dal Consiglio nazionale. Nella maggior parte dei casi il veto del Bundesrat ha solo un effetto sospensivo, nel senso che il Consiglio nazionale può ignorarlo, riapprovando la legge con delibera ordinaria di almeno la metà dei suoi membri Inoltre solo il Consiglio Nazionale ha il potere di togliere o dare la fiducia al governo, prerogativa negata al Bundestrat. Il consenso del “Consiglio Federale” diviene però obbligatorio per l’approvazione di provvedimenti riguardanti le competenze dei governi regionali, il procedimento di elezione e la composizione della stessa Camera Alta oppure di Trattati internazionali il cui contenuto interessi i singoli Länder. Se il principio a fondamento di questo esempio di bicameralismo imperfetto era quello di determinare un bilanciamento, in quanto tutte le leggi approvate dalla camera bassa dovevano transitare dal Bundesrat che poteva respingerle e correggerle ma senza vincoli riponendo nel consiglio la facoltà di riapprovarla nella sua versione originaria o corretta, in realtà questo meccanismo di fatto si è rilevato fallimentare ed il Bundesrat esautorato da quella funzione correttiva e di controllo. IN QUALI CASI IL SOVRANO SPAGNOLO PUO’ DECIDERE DI SCIOGLIERE UNA O ENTRAMBE LE CAMERE PARLAMENTARI Si tratta di ipotesi previste dalla Suprema legge spagnola e si verifica nei seguenti casi. Innanzitutto se trascorso il termine di due mesi, a partire dalla prima votazione sulla fiducia, nessun candidato avesse ottenuto la fiducia del Congresso, il Re scioglierà entrambe le Camere e indirà elezioni con la controfirma del Presidente del Congresso. In estrema sintesi si rappresenta che l’eventualità di scioglimento di una od entrambe le camere parlamentari in Spagna si verifica in alcune ipotesi, ovvero o su proposta al sovrano da parte del presidente del governo, previa deliberazione del consiglio dei ministri ma sotto la sua esclusiva responsabilità ed in questo caso si tratta di uno scioglimento di tipo discrezionale. Questo Scioglimento però incontra dei limiti: non è infatti possibile procedervi qualora sia stata presentata una mozione di sfiducia, nel caso in cui non sia passato almeno un anno dallo scioglimento precedente o nell’ipotesi in cui siano stati dichiarati gli stati eccezionali di allarme, eccezione e assedio. In un Altra ipotesi, il Re può decidere di sciogliere le camere se dal momento del primo voto del Parlamento passano i due mesi previsti per nomina del Presidente del governo, ovvero nell’ipotesi in cui la camera bassa non riesca a trovare un accordo per l’investitura fiduciaria del presidente del governo ne a maggioranza assoluta, ne a maggioranza semplice; oppure quando si intenda procedere a una revisione costituzionale ex art.168 cost.
Preliminarmente si rappresenta che l’assemblea della Repubblica è l’organo legislativo, ovvero “il parlamento portoghese”, composto da una sola camera, rappresentativa di tutti i cittadini portoghesi. Solo per inciso si significa che a differenza delle “soluzioni” bicamerali, questo assetto monocamerale valorizza maggiormente l’unitarietà e l’universalità della rappresentanza democratica, art. 147 della cost e tale supremazia in campo legislativo, si compone con l'attribuzione di ampi poteri di controllo dell'operato dell'Esecutivo e della Pubblica amministrazione. l’Assemblea della repubblica è composta da membri eletti attraverso un sistema di rappresentanza proporzionale che rimangono in carica 4 anni. I compiti dell’assemblea della Repubblica sono: sfiduciare un governo tramite votazione palese, cambiare le leggi dello Stato, emendare la costituzione con la maggioranza dei 2/3, un controllo sui conti statali, il potere di autorizzare il governo a modificare tasse ed assegnare i prestiti di Stato, quello di ratificare i trattati e accordi internazionali ed il dovere di approvare o rifiutare le decisioni del Presidente della Repubblica nel dichiarare guerra o stipulare pace. Inoltre nomina 13 membri della Corte Costituzionale e 7 membri del Consiglio di Stato QUALE FU LA SOSTANZIALE MODIFICA APPORTATA CON LA SECONDA REVISIONE DELLA COSTITUZIONE PORTOGHESE (1989) Preliminarmente, seppur per inciso va ricordato che il Portogallo pagava forti ritardi rispetto alle politiche, sociali ed economiche rispetto al resto d’Europa, segante da una storia dominata da regimi dittatoriali fino al 1974 ed al colpo di Stato, ed è pervenuta alla democrazia solo nel 1976 anno in cui fu approvata la nuova Costituzione, con la prima revisione del 1982 furono ridimensionati i poteri presidenziali e la tutela dei militari e sono state soppresse le norme collettivistiche risalenti alla prima stesura della Costituzione. La modifica della seconda revisione costituzionale portoghese, oggetto della domanda, è invece intimamente connessa al suo ingresso nella UE di cui è membro dal 1 gennaio 1986; tale revisione, infatti sottende la necessità di ripensare, rimodellare il proprio sistema economico in modo da renderlo più confacente e coerente con il mercato comune europeo e per la necessaria competitività. Uno degli aspetti più significativi della revisione è la rimozione del principio della irreversibilità delle nazionalizzazioni. NOZIONE ED ESEMPIO DI SEMI-CANTONE Appare quasi pleonastico ricordare che già la stessa definizione indichi una generica idea di “metà” rispetto ad uno “standard”, il Cantone , l’elemento di base della struttura federale svizzera, di fatto questa espressione viene utilizzata in Svizzera per indicare sei piccoli cantoni che malgrado godono della medesima autonomia degli altri, hanno soltanto la metà del “peso” nelle votazioni federali al Consiglio degli Stati, rispetto agli altri perché designano un solo parlamentare al Consiglio degli Stati, invece che due, e dispongono di mezzo voto ciascuno nelle deliberazioni in cui è richiesta la maggioranza dei Cantoni (art. 142, c. 4 Cost.). Solo per inciso specifico che questa definizione di semi-cantone trova una sua specificazione nella costituzione del 1848 con riferimento ad alcuni Cantoni divisi in due, per varie ragioni di natura storica, geografica politica. Segnatamente, Untervaldo, diviso in Obvaldo e Nidvaldo ; Appenzello in Esterno e Interno ; Basilea città e Basilea campagna. Ciò è rimasto invariato anche nell'attuale Costituzione, la quale tuttavia non prevede più esplicitamente la nozione di semi-Cantone. CITARE NOMI DI LEGGI SETTORIALI CHE REGOLANO IL DIRITTO CIVILE IN DANIMARCA In estrema sintesi, Il diritto civile in Danimarca è regolato da leggi settoriali, quali ad esempio quella sul commercio (Kobeloven), quella sui contratti (Aftaleloven), la legge fallimentare (Konkursloven) e quella testamentaria (Arveloven). Il settore amministrativo, oltre a due leggi di carattere generale (Forvaltningsloven og Offentlighedsloven), ha una serie dileggi di dettaglio, mentre il diritto penale sostanziale è codificato (Straffeloven).
Preliminarmente si significa che il “cantone” è definito come l’elemento di base, l’entità territoriale, politico/amministrativa presente in diversi “Stati”; esempio emblematico a noi vicino, la confederazione elvetica. Fra le peculiarità maggiormente evidenti, si pensi ad esempio ai 26 cantoni svizzeri, spicca l’eterogeneità non solo del territorio e/o della popolazione, ma di identità linguistiche, religiose e culturali che, in qualche modo, si riverbera nelle lingue parlate, in alcuni cantoni come il tedesco, l’italiano, il francese o in taluni territori, la compresenza di due lingue, e nei Grigioni le lingue sono addirittura tre: il tedesco, l'italiano e il romancio, un idioma neolatino parlato solo in alcune valli. All’interno della confederazione l’elemento “politico-organizzativo”, identificativo dei cantoni, è il riconoscimento di una autonomia legislativa, amministrativa e finanziaria sulla base di un complesso sistema di ripartizione delle competenze tra autorità federale e cantonali ed in base al principio della cosiddetta competenza residuale, ovvero, tutte le competenze non attribuite esplicitamente alla confederazione elvetica, in base alla Costituzione svizzera, sono esercitate dai cantoni. Restando alla Svizzera, in virtù degli artt.1 e 53 cost, il numero complessivo dei cantoni, 20 + 6 “semi-cantoni”, in quanto costituzionalmente garantito, può subire modifiche solo attraverso un’apposita revisione della costituzione federale oltre che con il consenso della popolazione e dei cantoni interessati. Pertanto, si rileva che si possono trovare in una posizione di parità rispetto all'esercizio di alcune potestà sul piano federale come la partecipazione alla revisione della Costituzione federale (art. 140 Cost.), la titolarità del diritto di iniziativa sul piano federale (art. 160 Cost.) o la richiesta di referendum facoltativo sulle leggi federali. CHE COSA E’ IL PATTO DEL GRUTLI Il Patto del Grutli, cosi chiamato per il luogo in cui fu stipulato, o anche, lettera di alleanza o lega dei tre cantoni forestali, contraddistingue un momento significativo della storia, dell’odierna Svizzera, datato 1291 ed è per certi aspetti considerato l’avvio del processo aggregativo seppur lentissimo e disomogeneo durato secoli, avrebbe progressivamente portato all’ampliamento del numero delle comunità cantonali consociate con reciproci impegni, fino alla formazione di un vero “Stato”. Il Patto, dunque, delineano l’accordo delle comunità di tre vallate a nord del San Gottardo, Uri, Svitto e Untervaldo che stipularono un'alleanza militare a scopo difensivo contro i pericoli di incursioni da parte di forze straniere che tentavano di rivendicare il proprio potere su quei territori. La stipula del patto è convenzionalmente legata alla nascita della Prima confederazione elvetica. Solo per inciso si significa che Il testo dell'accordo, tuttavia, afferma di rinnovare «con il presente accordo l'antico patto pure conchiuso sotto giuramento» e che fosse «opera onorevole ed utile confermare, nelle debite forme, i patti della sicurezza e della pace», patti dei quali si è però persa ogni traccia. Da ciò si presume che l'effettiva nascita dell'antica confederazione sia d'epoca ancora precedente a quella convenzionale. ELENCARE I 4 LIMITI ALLA CANDIDATURA PER LA SELEZIONE DEI COMPONENTI DEL SENATO DEL BELGIO I limiti alla candidatura per componente del Senato del Belgio sono rinvenibili all'Articolo 69 della Costituzione. In buona sostanza ogni senatore deve avere almeno 21 anni, deve avere nazionalità belga, deve godere di pieni diritti civili e politici, e deve risiedere in Belgio Inoltre, solo per inciso si specifica che un senatore può assumere la propria carica solo dopo aver prestato giuramento, in una delle tre lingue ufficiali del Belgio: olandese, francese e tedesco. Secondo la seguente formula: "Giuro di osservare la Costituzione" Inoltre, per completezza, possiamo annoverare quali cause di incompatibilità con la carica di senatore per i componenti di un parlamento regionale (o anche viceversa) in ordine al giuramento prestato ed i membri della Camera dei rappresentanti del Belgio.
Preliminarmente si specifica che in Islanda l’iniziativa legislativa compete ai membri del parlamento e ai ministri oltre che al presidente. La legge viene approvata solo dopo tre passaggi ciascuna caratterizzata dalle rispettive votazioni in Parlamento. Una volta approvata la legge è sottoposta al presidente perché la promulghi nel termine di due settimane, Inoltre, l’art.16 della Costituzione islandese dispone che le leggi nonché gli atti più importanti dell’esecutivo, vengano sottoposti al presidente della repubblica nella sua veste di presidente del consiglio di stato. E’ possibile l’apposizione del veto presidenziale, ma in tal caso la legge entrerà comunque in vigore e sarà sottoposta a referendum. Specificatamente, si rappresenta che il disegno di legge, prima di essere sottoposto al vaglio dell’Assemblea, viene assegnata ad una delle Commissoni permanenti in sede referente. Dopo la prima lettura in aula il disegno torna all’esame della commissione che, in fase istruttoria può sentire il Ministro competente, per essere relazionata e se il caso emendata. Passa dunque al secondo esame da parte dell’assemblea in seconda lettura con una discussione semmai più approfondita. Si passa poi alla terza lettura. Un disegno di legge diventa, legge soltanto se favorevolmente votato nella seconda e nella terza lettura dalla maggioranza semplice dei componenti. CHE COSA E’ L’OMBUDSMAN Credo di poter affermare che dallo stesso significato del termine sia possibile seppur in senso lato, individuare cos’è l’Ombudsman. Esso letteralmente significa «uomo che funge da tramite, dunque di “raccordo” e “garanzia”, precipuamente da un ufficio di garanzia costituzionale che fu istituito in Svezia nel 1809 , e rappresenta una peculiarità degli ordinamenti scandinavi In Svezia l'Ufficio degli Ombudsman parlamentari affida a quattro soggetti, eletti dal Parlamento tra alti funzionari o giudici, funzioni di controllo sulla corretta applicazione delle leggi e sui rapporti tra amministrazione pubblica, statale e locale, e cittadini. L'Ombudsman agisce su istanza degli interessati ma anche di propria iniziativa. Può rivolgersi all'autorità giudiziaria per segnalare abusi o negligenza di funzionari, promuovendo sanzioni disciplinari, fino alla destituzione, e pecuniarie. Normalmente, però, è sufficiente la segnalazione alle autorità responsabili della violazione perché queste, spontaneamente, si adeguino alle prescrizioni. L'Ombudsman svolge annualmente una relazione al Parlamento che, oltre a costituire un puntuale resoconto del funzionamento delle istituzioni pubbliche, contiene proposte per la modifica di leggi nell'interesse del miglioramento dei servizi resi al cittadino. ANCHE IN DANIMARCA È STATO ISTITUITO L'OMBUDSMAN PARLAMENTARE, CHE SI PRONUNCIA SULLE DECISIONI E SULLA PRASSI DELL'AMMINISTRAZIONE PUBBLICA. SI ATTIVA SIA SU ISTANZA DEI CITTADINI CHE D'UFFICIO E DISPONE DELLA FACOLTÀ DI ACCEDERE AGLI ATTI DELLE AMMINISTRAZIONI LOCALI E STATALI, LA NORVEGIA HA COSTITUZIONALIZZATO L'ISTITUTO DELL'OMBUDSMAN CON COMPITI DI GENERALE SUPERVISIONE SULLE ATTIVITÀ DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E DI TUTELA DEI DIRITTI DEI CITTADINI NEI CONFRONTI DI QUESTA. ANCORA PIÙ AMPIE SONO LE PREVISIONI DELLA COSTITUZIONE FINLANDESE, CHE OLTRE A ISTITUIRE L'OMBUDSMAN E A DISCIPLINARE NEL DETTAGLIO IL PROCEDIMENTO DI ELEZIONE, NE INQUADRA LE FUNZIONI ALL'INTERNO..(ART. 109). Il modello dell'Ombudsman ha avuto un successo tale che, oltre a quelli nominati dal Parlamento, ve ne sono altri, con competenze settoriali, per il consumatore, per le pari opportunità o discriminazione etniche ecc. .
In estrema sintesi, specifico che l’ordinamento danese prevede quantitativamente tre forme per l’adozione dei regolamenti del governo che si costituiscono nel seguente modo: i bekendtgorelser, che afferiscono sui diritti dei cittadini e, per quanto concerne la forma per l’adozione, si rende necessaria la pubblicazione nel giornale ufficiale Lovtidende A; le altre due categorie , cirkulerer e vejledninger sono impiegate come strumenti di organizzazione amministrativa e si ritiene che non producano effetti diretti al di fuori dei soggetti di diritto pubblico, questi regolamenti richiedono la pubblicazione nella gazzetta Ministerialtidende. SPECIFICARE LE QUATTRO QUESTIONI CHE PORTARONO ALLA NECESSITA’ DI RIUNIRSI NEL CONSIGLIO EUROPEO DI LAEKEN Il consiglio europeo di Laeken del 14 e 15 dicembre 2001 rilevò la necessità di definire alcune questioni ritenute fondanti per la UE ed il suo futuro. Le quattro questioni essenziali si possono cosi, brevemente, sintetizzare : 1 il riparto di competenze fra l’unione europea e gli stati membri, sulla base del principio di sussidiarietà; 2 la definizione dello status della carta dei diritti fondamentali; 3 la semplificazione dei trattati; 4 la definizione del ruolo dei parlamenti nazionali. Inoltre venne statuita l’elaborazione di una convenzione, per per le riforme ed un progetto di trattato Costituzionale. IL TESTO DEFINITIVO, APPROVATO ALL'UNANIMITÀ IL 18 GIUGNO 2004, fu SOTTOSCRITTO A ROMA IL 29 OTTOBRE 2004 QUALI FURONO I PRINCIPI GIURISPRUDENZIALI SU CUI ERA STATO IMPRONTATO IL RAPPORTO FRA IL DIRITTO COMUNITARIO E GLI STATI MEMBRI DELL’UNIONE EUROPEA E’ del tutto evidente che l’espressione principi giurisprudenziali nel rapporto fra diritto comunitario e stati membri fa pensare all’affermarsi, mediante un sistematico processo di stratificazione, al sistema giuridico del Common Law ed all’esempio della costituzione inglese. A fronte della necessità di armonizzare ed, in ogni caso, contemperare e rendere coerente l’interazione e l’integrazione fra gli ordinamenti fra gli stati membri ed il diritto europeo e dunque renderlo efficace. Al riguardo sono stati elaborati dalla giurisprudenza, secondo i pronunciamenti della Corte di Giustizia Europea che ha dissolto, mediante le proprie sentenze, alcuni contrasti fra CE e stati membri. I predetti principi possono sintetizzarsi nel seguente modo: il principio dell’effetto diretto e dunque della diretta applicabilità del diritto comunitario ; 2 il principio di supremazia, ovvero la preminenza del diritto comunitario rispetto all’eventuale “conflitto” con la norma statale; 3 il principio dei poteri impliciti; ovvero un organo internazionale può utilizzare tutti i mezzi a sua disposizione per raggiungere gli scopi previsti dal trattato istitutivo dell’organizzazione stessa, anche quando tali mezzi non sono espressamente previsti nel testo del trattato; 4. principi sui diritti fondamentali.
Preliminarmente si ritiene utile ricordare, seppur per inciso che, ogni periodizzazione è solo uno strumento convenzionale per consentire una organizzazione, di certo utile, ma fittizia di un arco temporale che nel suo divenire presenta sempre i tratti della “continuità”, tranne in alcune tragiche circostanze (si pensi al Manzoni ed alla sua descrizione dei secoli 700 ed 800, “uno contro l’altro armato”) Per quanto concerne Il periodo feudale giapponese esso può suddividersi in quattro fasi principali. la fase Kamakura (1185-1333), la fase Muromachi-Ashikaga (1336-1573), la fase Azuchi-Momoyama (1568-1600) la fase Edo (1600-1868). L’intero periodo è caratterizzato dalle lotte tra famiglie feudali per ottenere il potere supremo. La fase kamakura si contraddistingue per l’invasione dei mongoli respinta dalle forze nipponiche con estrema difficoltà, tanto che la leggenda riconduce la vittoria finale ad un tifone noto con il nome di kamikaze(vento divino). Nonostante la vittoria kamakura non regge alla crisi e alla continua minaccia e ha fine nel 1333 con il ristabilimento seppure temporaneo del pieno potere imperiale. Solo tre anni dopo si impone lo shogunato muromachiashikaga caratterizzato nella sua fase ultima(1550)dall’instaurazione di rapporti commerciali con l’occidente, dal 1500 infatti navi portoghesi approdano sulle coste giapponesi e successivamente ai rapporti commerciali si aggiungono i missionari cattolici. Gli influssi occidentali consentono al giappone importanti e rapidi sviluppi soprattutto nelle tecnologie belliche. Tuttavia nel 1600 lo shogunato tokugawa attua politiche restrittive e repressive dei commerci con l’occidente, giustificate dal timore di una invasione militare da parte delle forze europee. La fase azuchimomoyama si caratterizza per il progressivo superamento delle lotte intestine tra daimyò e per l’emerge di tre figure dominanti : oda nobunaga, toyotomi hideyoshi e tokugawa ieyasu. Viene così realizzata un’alleanza tra daimyò relativa all’esercizio del potere anche se formalmente si mantiene l’assetto feudale e con esso un’elevata frammentazione territoriale. l’ultima fase è quella Edo (nome antico dell’attuale capitale Tokyo) caratterizzata dallo shogunato dei tokugawa,instaurato a seguito della battaglia di sekigahara e protratto per circa 240 anni. Il periodo edo si contraddistingue per la progressiva chiusura dei rapporti commerciali con l’occidente e per il conseguente isolamento del giappone, fatta eccezione per gli scambi con i mercati olandesi e cinesi. Tale periodo isolazionista, tuttavia, termina nel 1853 quando il commodoro statunitense perry approda alle coste giapponesi costringendo lo shogun a firmare il trattato di pace e amicizia tra stati uniti e giappone che prevede la riapertura dell’arcipelago agli scambi commerciali. DI QUANTI E QUALI CAPITOLI SI COMPONE IL KENPO GIAPPONESE DEL 1946 Preliminarmente si specifica che il Kenpo è E’ la costituzione dell’impero giapponese, del 1946, in generale essa si articola in un Preambolo e in 103 articoli, raggruppati in 11 Capitoli cosi rubricati: Imperatore (1-8), Rinuncia alla guerra (9), Diritti e doveri dei cittadini (10-40), Dieta (41-64), Esecutivo (65-75), Giudiziario (76- 82), Finanze e Bilancio (83¬91), Governo locale (92-95), Revisione costituzionale (96), Legge suprema (97-99), Disposizioni supplementari (100- 103). solo per inciso specifico che il nuovo assetto risente degli effetti disastrosi della seconda guerra mondiale che segna inevitabilmente il crollo dell’impero giapponese e l’adozione di una nuova costituzione pacifista, cercando la cooperazione internazionale, enfatizzando i diritti umani e le pratiche democratiche.. Infatti, pur mantenendo una forma di stato imperiale il nuovo testo costituzionale spoglia ed esautora la figura dell’imperatore di tutti i poteri precedentemente attribuitigli e in particolare fonda la sovranità nel popolo e non più nella figura sacra del Tennò.
Per modello Westminster si intende quella forma di governo democratico-parlamentare che, si sviluppo’ nel Regno Unito e mi si passi il termine, “per contagio”, in molte delle ex colonie britanniche, come Australia, India, Irlanda, Malesia, Nuova Zelanda e Singapore. Ruolo centrale nel predetto modello è rappresentato dal Parlamento, espressione e dunque depositario della sovranità popolare, organo rappresentativo e deliberativo del paese, chiamati a perseguire l’interesse della nazione, concetto affermatosi con la Carta dei diritti a partire dalla Gloriosa rivoluzione del 1688, Non riferisco nulla di originale chiarendo che i tratti caratteristici del modello Westminster, sono stati elencati efficacemente da Arend Lijphart, politologo e accademico naturalizzato statunitense, , specializzato in politica comparata , che si possono cosi enucleare: un sistema elettorale maggioritario e non proporzionale; l’accentramento del potere esecutivo in governi monopartitici; un sistema bipartitico; il predominio dell’esecutivo, un parlamento unicamerale anche se dal punto di vista istituzionale il Parlamento è bicamerale, ma caratterizzato da un bicameralismo talmente asimmetrico che si può parlare di quasi- unicameralismo avendo le due camere differenti prerogative e composizione e il processo legislativo ad appannaggio solo in una delle due; il pluralismo dei gruppi di interesse, un sistema di governo unitario e centralizzato, una costituzione flessibile, l’assenza di revisione giurisdizionale, una banca centrale controllata dall’esecutivo. A differenza degli altri regimi parlamentari questo modello istituzionale risulta più orientato alla competitività piuttosto che il compromesso. ELENCARE LA RIFORMA PRINCIPALE PREVISTA DAL GOVERNMENT OF INDIA ACT DEL 1919 Preliminarmente rappresento che la riforma oggetto della domanda rappresenta una tappa fondamentale della storia dell’India nel percorso storico-politico che determinerà la sua indipendenza del 1947, percorso in cui non è possibile sottacere il nome di Gandhi. Inoltre in questo processo caratterizzante fu la contrapposizione, non tanto fra colonialisti inglesi e movimento indipendentista, quanto la contrapposizione fra religione musulmana ed indù che portera alla separazione in India e Pakistan. Con il Government of India Act del 1919 si realizzarono riforme sul piano del decentramento e della partecipazione politica a livello provinciale, “preparata” in qualche modo già dal 1858 quando l’India fu suddivisa in province amministrate da Governatori (riecheggia nella memoria una famosa serie di telefilm negli anni ottanta!) e nel 1909, con l’elezione dei rappresentanti, seppur su base censuaria, nei Consigli locali. Inoltre fu istituito un sistema parlamentare bicamerale indiano che, per la verità, affiancava il potere esecutivo in mano agli inglesi. Nelle province la gestione amministrativa fu suddivisa fra il Governatore (responsabile nei confronti del Governo centrale) e un gruppo di ministers, designati dalle Assemblee locali elettive. Furono inoltre abolite le limitazioni di censo, e le quote riservate alle varie comunità. Al centro il Governatore generale, responsabile solo nei confronti del Parlamento britannico, veniva «coadiuvato» da due Assemblee legislative: il Council of States (composto da 60 membri, di cui 34 elettivi) e la Legislative assembly (con 114 deputati, di cui 104 elettivi). .