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Domande con risposte ed integrazioni utili per superare l'esame di controllo di aziende pubbliche - unipa
Tipologia: Prove d'esame
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Difficoltà di implementazione coep Progettazione ed integrazione dei sistemi informativi/informatici) Vantaggi e svantaggi delle soluzioni personalizzate e standardizzate CINECA (consorzio al quale aderiscono la quasi totalità degli atenei) I sistemi informativi nella contabilità, le problematicità (costi di acquisizione, di formazione, utilizzo, integrazione) sistema CINECA consorzio, vantaggi svantaggi, avere un sistema generale o individuale, software. Sistemi accrual a livello internazionale (integrazione con dei sistemi) I principali problemi di implementazione della contabilità accrual; Utilizzazione di che cosa nell'adozione? Perchè all'estero è così ed in Italia non è così? Come viene intesa a livello internazionale la cont econ patrim., perché si intende insieme alla cont. analitica. Perché non avviene in Italia. Si usano sistemi patrimoniali unici e indivisi noi invece usiamo sistemi del reddito. Quando si usano sistemi accrual c’è una particolare configurazione del sistema contabile (chiave internazionale diversa dalla nazionale, ha una struttura diversa). Cosa comprende? L’introduzione della contabilità internazionale all’estero è stata fatta diversamente (sono i 3 modelli, cap.1) Come mai a livello internazionale c’è questa diversa applicazione della contabilità economica? Sistema unico indiviso collegamento con la sanità con le direttive del 2005 e del 2014 Difficoltà di implementazione costruzione dello SP iniziale Attività e passività con o senza soluzioni di continuità (residui e immobilizzazioni) Difficoltà di implementazione [diversi modelli, pregi e difetti nel timing (tempistica di attuazione)] Sanità: mobilità (classificazioni ecc) Problematiche sulla coesistenza delle due contabilità (vantaggi, svantaggi, sistemi ) Coesistenza del sistema eco-patr. e finanziario, i tre sistemi pro e contro. Piano integrato dei conti (coi sistemi integrati) record unitario (?) Modelli di stato individuati da Borgonovi e funzioni aggettivo sull'ultimo modello di Stato (Risposta: regolatore), in quale settore di operatività si nota di più questo aspetto di regolazione? Risposta: la sanità Come lo stato interviene nelle aziende sanitarie? Risposta: Tramite elementi quali regionalizzazione per la sanità, il ministero della salute, per il fatto che non c'è controllo formale della governance della singola azienda, tutti elementi su come lo Stato interviene così nelle aziende sanitarie Ad ogni modello di stato corrisponde un sistema contabile (stato di diritto con la “coerenza” della contabilità finanziaria, stato in cui manca di servizio.. Stato del benessere… Stato dei servizi nel mercato e si associa la contabilità eco-patr… Stato regolatore è lo stato che monitora la situazione dall’esterno, il prof. chiede esempio in questo caso ed è l’azienda sanitaria salute regolata a livello nazionale e sanità regionale Stewardship e accountability distinzione tra approccio integrale e differenziato Modified accrual, diversità con l'accrual puro Sistema contabile particolarmente adattato cosa significa? Esempi di adattamenti al sistema puro che ha portato al sistema modified. Alcuni di questi adattamenti sono anche nelle partecipate. Funzione autorizzativa, presupposti storici importanti, funzioni Armonizzazione contabile è espressione finale del dibattito sulle contabilità? Oppure è espressione di scelte di gestione non soltanto economico aziendali? È un linguaggio solamente aziendale o si riconduce ad altri ambiti disciplinari? Un esempio di risposta a riguardo può essere quello della COFOG (che non c'entra con l'economia aziendale), infatti il nostro Bilancio è redatto per missioni e programmi (non è così in ambito economico aziendale) esse discendono da? Risposta: contabilità di stato, contabilità nazionale, statistica economica, quindi logiche non aziendali ma che si conducono al Bilancio dello Stato. Passaggio tra NPM, Public Governance, NPFM. stratificazione dei modelli (4 modelli) Scelte organizzative decentramento accentramento (enti locali) sispi (Asp informatico), come si applica
l'efficienza nei vari modelli;esempio di esternalizzazione dei servizi che è uno dei possibili modi di downsizing il comune su tutti i suoi sistemi informatici, li fornisce attraverso una società partecipata chiamata SISPI Sequenzialità di 4 modelli/teorie nel new public management Accountability Bilancio partecipativo cosa c'entra col Bottom Up? Popular Reporting Sanità: cosa è l'inappropriatezza? Quando una prestazione è inappropriata esempio un intervento può essere fatto in day hospital oppure in ricovero (costa di più) Sanità: cos'è il piano di rientro? Da che cosa viene vincolata l'azienda sanitaria? Se si viene commisssariati, chi è il soggetto commissario? Risposta: Sindaco e Giunta, non gli organi di controllo. Piani di rientro chi lo gestisce (commissario commissione regionale) Vincoli fondamentali piano di rientro Piani di rientro (quando vengono sforzati dei livelli del disavanzo. Si crea un mutuo con lo stato) I controlli li fa anche la commissione d’inchiesta, ars, gesap ecc… Società partecipate regionali (non so in quale ambito le ha chieste perchè ero uscito e ho perso la prima parte della domanda) governo e controllo della regione nella sanità; Quali interventi si possono porre in essere per migliorare le aziende sanitarie (chiusura del saggio); quali soggetti sono chiamati all'interno della Regione a mettere in pratica queste azioni; Tematica distonia tra cicli politici e aziendali Organo politico pro tempore, viene accusato per non aver rispettato l’equità intergenerazionale scelte di indebitamento di una regione (che relazione c’è con l’equità intergenerazionale) Caratteristica dei piani strategici nelle aziende pubbliche; Piano strategico + DUP + PEG Cosa sono i popular reporting? Semplificazioni dei contenuti per i destinatari Il ruolo della Corte dei conti nelle aziende sanitarie, qual è il rapporto con il collegio sindacale? Che documenti riceve e qual è la relazione (Corte dei conti/collegio sindacale) (controllo collaborativo) collegio sindacale deve inviare la "relazione semestrale" attraverso sistemi informatizzati; La sector neutrality; Quando avviene la sterilizzazione (quando abbiamo investimento in c/capitale) possibile collegamento con sterilizzazione nelle aziende sanitarie (?) Quali sono i problemi del passaggio da cont.fin a cont. Ec. a prescindere da aspetti contabili ma istituzionali. Cosa porta l'armonizzazione contabile? Riaccertamento straordinario. Avanzi divenuti disavanzo. Es. Reg. Sicilia. Rif. UGOV (generale e unico) o un sistema inf. elaborato dall’azienda! Pro e contro UGOV – CINECA sistema informativo per università L’Advisor nella sanità L'Agenas, vincoli nel piano di rientro. Cosa successe nelle imposte Università: come sono stati destinati i residui attivi nel passaggio dalla cont. fin. a quella econ patr. e per quali motivi possono essere assegnati? Quelli che non diventeranno crediti cosa diventeranno? Qual è il momento in cui si deve fare il Riaccertamento nell'anno (prima dell'approvazione del consuntivo) Da public manager a public governance La complessità dell’asp perché le aziende ospedaliere presenti nelle asp è un vantaggio? Funzionamento delle asp Evoluzione dei sistemi contabili pubblici 1.4 e 1. Cosa è lo IASB Cosa è IFAC Organismo italiano di contabilità Aziende sanitarie
Siamo nell’ambito del passaggio dalla contabilità finanziaria alla contabilità generale, qui si pone un problema ovvero quello della diversità di terminologia. Per risolvere questo problema ci sono 2 tipi di approcci:
valori precedenti debbono essere ripresi e riportati nello S.P. iniziale. Se ci sono dei valori precedenti inadeguati per le logiche della nuova contabilità quasi si perdono, cioè non si recuperano. Es. Residui attivi della contabilità finanziaria non possono essere riportati e ridenominati crediti nello stato patrimoniale iniziale se non si sono verificate le condizioni di applicabilità alla contabilità economico-patrimoniale. (esempi sono la consegna della merce, l’emissione di fattura). I residui attivi di unipa sono andati in 4 destinazioni: crediti, fatture da emettere, cancellati, conti d’ordine (merci da consegnare, merci da ricevere) Con la soluzione di continuità: Netto patrimoniale precedente (di matrice finanziaria) ≠ Netto patrimoniale nuovo. Il livello di insussistenze/sopravvenienze dei conti economici iniziali evidenzia se il netto patrimoniale precedente ha subito delle rettifiche o meno a seguito del passaggio in contabilità economico-patrimoniale. I primi risultati delle aziende pubbliche che hanno effettuato il passaggio devono essere analizzati con particolare criterio ed attenzione, in quanto si potrebbe effettuare una valutazione più che positiva rispetto alla realtà dei fatti. Difficoltà di implementazione in bilancio di: (in generale i valori non numerari)
Il piano dei conti integrato è previsto solo per le amministrazioni in co-fi e deve consentire la rilevazione unitaria dei fatti gestionali, in più va a monitorare le esigenze di finanza pubblica. È l’elenco delle voci contabili che consente la rilevazione unitaria (record unitario) dei fatti gestionali sotto il duplice aspetto finanziario e patrimoniale. I comuni schemi di bilancio fanno riferimento al fatto che le entrate vengono articolate in Titoli, Tipologie e Categorie e le spese in Missioni, Programmi e Macro aggregati. Categorie e Macro aggregati possono essere ripartiti anche in capitoli e poi in articoli. I principi contabili uniformi si distinguono in principi generali ( annualità, universalità, unità ecc.) e applicati ( programmazione, contabilità finanziaria, contabilità economico-patrimoniale, bilancio consolidato). Il principio della competenza finanziaria prevedeva che le obbligazioni giuridicamente perfezionate attive e passive ( impegni e accertamenti) venivano imputati nell’esercizio finanziario in cui le obbligazioni stesse sorgono e questo fa sì che non sempre i residui attivi sono crediti e quelli passivi debiti. Viene introdotta la competenza finanziaria potenziata con il principio contabile n.16 che prevede che le obbligazioni siano registrate quando queste sorgono e vengono imputate nell’esercizio in cui diventano esigibili sia sul fronte dell’entrata che dell’uscita ( effettiva scadenza). La competenza finanziaria potenziata : a) Rafforza la funzione di programmazione b) Evidenzia crediti e debiti effettivi c) Evita l’imputazione di entrate future e di impegni inesistenti Dall’applicazione della competenza finanziaria potenziata nasce il Fondo Pluriennale Vincolato. Si tratta di un istituto che è volto a ridurre la distanza temporale tra l’entrata e il suo impegno in uscita. Possiamo avere delle entrate che vengono impegnate tutte nell’esercizio ma l’uscita avverrà negli esercizi successivi. Si può distinguere in: FPV di parte corrente che si costituisce quando si tratta di spese annuali, che diventano esigibili l’esercizio successivo (es. retribuzioni e trattamenti premiali) è necessario reimputare proprio all’esercizio successivo nonostante questo sia una “violenza” al principio di competenza economica. FPV di parte di c/capitale che si costituisce quando si tratta di investimenti pluriennali, per cui le risorse in entrata da utilizzare sono state acquisite ma la realizzazione dell’opera avverrà nel lungo periodo. In questi casi, la costituzione del FPV rappresenta una sorta di rettifica all’investimento impegnato, al fine di evidenziare solo la parte di impegno avviato. [Ad esempio se io accendo un mutuo oppure ricevo un finanziamento per realizzare un’opera pubblica nel momento in cui il ministero mi comunica con un decreto l’assegnazione delle somme io le vado ad accertare perché sono a destinazione vincolata. Andrò a scrivere 1000 euro in entrata e 1000 in uscita, in realtà questa uscita in applicazione della competenza finanziaria potenziata non la posso mantenere perché ancora non ho avuto un’utilità piena di 1000 euro ma di 200. La differenza ( 800) rappresenta il mio fvp che iscrivo durante l’esercizio in uscita, l’anno successivo verrà riproposto in entrata. Prima dell’applicazione della competenza finanziaria potenziata rimaneva il residuo passivo e non riuscivo a capire l’utilità percepita dall’entrata.] Il fondo vincolato pluriennale rappresenta una posta detrattiva del R.A che sarà dato da : fondo cassa al 31/12+ residui attivi - residui passivi - Fvp per spese correnti – FvP per spese in c/capitale.
Per adeguare il bilancio al principio di competenza finanziaria potenziata, con il processo di armonizzazione contabile, è stata richiesta un’operazione particolare agli enti locali che prende il nome di riaccertamento straordinario dei residui. Fasi del riaccertamento straordinario:
estesa) esso è un sistema che prevede che durante tutto il corso di esercizio si effettuano scritture in contabilità finanziaria e alla chiusura invece attraverso il cosiddetto prospetto di conciliazione si riesce a determinare extra contabilmente il risultato economico, quindi attraverso questo prospetto che verrà accluso al conto economico si avrà la possibilità di andare a prendere e riprendere i risultati di contabilità finanziaria rettificati integralmente e dunque giungere al risultato economico. Dunque se per esempio in contabilità finanziaria avevamo entrate per tributi, verranno rilevate in contabilità economico-patrimoniale nei ricavi, oppure le spese per il personale verranno rilevate in contabilità economico-patrimoniale come costi. Ovviamente il pregio di questo sistema è che lavorando essenzialmente, per il 99%, in contabilità finanziaria non avremo duplicazioni contabili, mentre il difetto è il fatto che si farà estremamente ricorso a strumenti ibridi. Poi per quanto riguarda il sistema integrato , esso prevede che contabilità finanziaria e la contabilità economico-patrimoniale non sono più autonome ma appunto sono integrate e correlate da un ampio sistema di rilevazioni che le accomuna e per questo sistema di rilevazione oggi facciamo riferimento a quello strumento che è stato introdotto a seguito dell’armonizzazione contabile con d.lgs. 118 del 2011 che è il Piano dei conti integrato , esso è formato dal piano economico , il quale si concentra su proventi e oneri, e dal piano patrimoniale e il piano finanziario. Ovviamente il pregio di tale sistema è dato dal fatto che attraverso il piano dei conti integrato si può avere una rilevazione unitaria e univoca dei fatti sia sotto l’aspetto finanziario che sotto l’aspetto economico. Mentre il difetto è che non tutti sono in grado di utilizzare tale sistema perché esso è appunto un sistema molto dispendioso, costoso e che prevede dunque rilevanti oneri. Difficoltà di implementazione legata alla cultura Il quinto filone di pensiero della letteratura internazionale, tra i vari problemi legati all’implementazione pratica della nuova contabilità nelle aziende pubbliche va a giustificare la necessità di andare ad attuare, incentivare un cambiamento nella cultura, un cambiamento culturale che possa permettere una recezione critica della contabilità economico-patrimoniale. Essenzialmente riguardo tale difficoltà legata ai fattori culturali, abbiamo un pensiero di Jones e Puglisi i quali appunto affermano che mentre variabili di carattere strumentale e tecnico sono problemi che sono facilmente superabili, le variabili dei fattori sociali, culturali e morali sono variabili che sono molto difficili da superare e che dunque vanno a rappresentare un vero e proprio problema all’implementazione. Contabilità analitica Una delle considerazioni che vengono fatte sui punti di vantaggio e di forza della contabilità economico- patrimoniale è sicuramente la contabilità analitica, che si può evincere appunto dal fatto che attraverso la contabilità economico-patrimoniale possiamo andare a definire i costi dei servizi e delle politiche pubbliche attuate perché appunto possiamo andare a trovare un nesso di collegamento tra sostenibilità del costo ed oggetto di costo. Essenzialmente dobbiamo andare a distinguere la contabilità generale dalla contabilità analitica. La contabilità analitica si può definire come una contabilità che permette di andare a supportare scelte interne, scelte decisionali, in quanto va a classificare i costi non più per natura bensì per destinazione, dunque ogni volta che verrà sostenuto un costo verrà determinato, individuato attraverso dei drivers il determinato oggetto di costo, che può essere dunque un centro di responsabilità oppure addirittura un prodotto che è appunto responsabile di quel determinato risultato. Da un punto di vista internazionale abbiamo una visione molto ampia di contabilità economico-patrimoniale perché questa viene intesa come la combinazione tra contabilità generale e contabilità analitica. Tanto appunto che gli organismi internazionali vanno ad incentivare ed enfatizzare l’utilizzo del sistema unico indiviso in cui abbiamo la compresenza di contabilità generale e contabilità analitica. Lo stesso Anthony va appunto ad
enfatizzare come il vero punto di forza della contabilità economico-patrimoniale è proprio la contabilità analitica al suo interno. A livello internazionale c’è questa logica perché a livello internazionale si ha uno stampo di natura patrimonialistica, mentre in Italia non si ha questa visione perché siamo “figli di Zappa” e dunque abbiamo un’impronta zappiana e dunque redditualistica e quindi si utilizzeranno sistemi duali in cui si andranno a configurare contabilità analitica in contabilità finanziaria e contabilità generale in contabilità economico-patrimoniale. Piano strategico Il piano strategico è il documento che viene utilizzato per andare ad esercitare la prima e la seconda funzione della finalità autorizzativa in ottica di accrual basis. Tale documento va a rappresentare il perno dei documenti di carattere preventivo perché ci permette di andare a rafforzare l’orientamento al lungo periodo. Inizialmente risultava essere un po’ illogico parlare di piano strategico, e dunque di un documento che ci permette di andare ad implementare la strategia in ambito pubblico, infatti rispetto all’ambito privato l’implementazione di un piano strategico è molto più recente. Essenzialmente si avverte la necessità di includere un piano strategico nei documenti delle aziende pubbliche a seguito dell’aumento della complessità dell’incertezza dell’ambiente in cui vanno ad operare le aziende pubbliche. Dunque inizialmente gli studi di strategia avevano applicato classici strumenti di strategia dal contesto privato al contesto pubblico, quali appunto l’ analisi SWOT oppure anche criteri di implementazione e determinazione di strategie. Quindi nel contesto pubblico si avverte l’utilizzo di una logica di tipo incrementale nell’andare ad adottare una strategia invece che una logica di tipo razionale e quindi si può andare ad evidenziare tale informazione attraverso delle fonti normative tra cui il DPR 421 del 79 che va ad introdurre il bilancio previsionale annuale, la relazione programmatica ed il bilancio previsionale pluriennale, e l’introduzione del PEG (Piano esecutivo di gestione) nel 1995. Risulta essere ormai logico parlare di strategia in ambito pubblico perché la strategia nasce dal rapporto che intercorre tra azienda ed ambiente e questo rapporto in ambito pubblico è caratterizzato da una maggiore complessità a causa appunto della condizione politica che è legata a compiti di rappresentanza e di costruzione del consenso. Inoltre Lindblom va a giustificare anche l’utilizzo della logica incrementale perché va a rappresentare una sorte di compartecipazione dei cittadini e della collettività nelle decisioni strategiche. Infine bisogna dire che ormai andare ad implementare un piano strategico diventa opportuno , necessario e fattibile e che comunque in ambito pubblico andare ad implementare un piano strategico deve essere (secondo l’ottica di Anessi Pessina) più semplice rispetto a quello delle aziende private poiché contiene pochi contenuti, quali appunto la missione aziendale, i principali programmi, gli obiettivi generali e così via. Equità intergenerazionale L’equità intergenerazionale è uno dei concetti fondamentali che va a caratterizzare l’azienda pubblica, infatti andiamo a ritrovare questo concetto in diverse tematiche trattate. In genere viene appunto evidenziato che la contabilità economico-patrimoniale viene intesa come un sistema contabile che permetta di andare a rispettare e valutare il rispetto dell’equità intergenerazionale, questa la possiamo andare a definire come la sostenibilità aziendale o la capacità dell’azienda nell’andare a soddisfare interessi odierni senza andare in qualche modo a dimenticare quelli che sono gli interessi delle generazioni future ed essenzialmente deve essere rispettata rispetto al desiderio del singolo cittadino di oggi di vedersi erogare maggiori servizi ed erogare maggiori tributi. Advisor
Teoria del cavallo di Troia sono date dal fatto che a causa di un approccio con un’ottica troppo manageriale, privatistica e aziendalistica non è possibile andare a circoscrivere e limitare l’impatto che tale contabilità porterà all’interno del settore pubblico. Quindi in qualche modo andiamo a rideterminare la realtà pubblica, la quale viene appunto snaturata. Altro problema evidenziato dagli autori appartenenti a tale filone di pensiero riguarda il fatto che i benefici che vengono apportati dalla contabilità economico- patrimoniale sono minori rispetto ai sacrifici e i costi che vengono apportati da tale contabilità nel contesto pubblico. Infatti si tratterà di una sorta di innovazione pesante, nel senso che comunque è vero che è uno strumento nuovo apportato in azienda, ma allo stesso tempo causerà dei pesanti oneri e costi che l’azienda dovrà sostenere quindi legati al rapporto benefici-costi che è strettamente negativo. Infine questa teoria viene portata agli estremi per il fatto che non soltanto la coep è vista come uno strumento finalizzato a rideterminare la realtà pubblica e dunque a snaturarla, ma soprattutto è vista come uno strumento voluto dalla professione contabile finalizzato ad indebolire la realtà pubblica, in quanto molte volte le professioni contabili (dunque i veri artefici di tale passaggio) vanno ad utilizzare strumenti di contabilità economico- patrimoniale per andare ad esempio a ridurre i finanziamenti, andare a sovrastimare i costi ai fini di favorire il ricorso all’outsourcing e alla formazione di partenariato pubblico privato (PPP). Risultato economico non è una finalità dell’azienda pubblica né un indicatore di performance. Questa è una delle motivazioni sulle quali si fonda il primo filone di pensiero della letteratura internazionale riguardante la contabilità economico-patrimoniale. Il motivo per il quale all’interno dell’azienda pubblica il risultato economico non è visto (come all’interno delle aziende private) come un fine e come un indicatore di performance è il fatto che all’interno delle aziende private abbiamo una performance legata più a fini di carattere economico, ossia di remunerare i portatori del capitale investito (gli azionisti), mentre all’interno delle aziende pubbliche il risultato economico non viene visto come un indicatore di performance, né come una finalità istituzionale. Questo però nonostante comunque la dottrina economica sostiene che l’equilibrio economico deve essere comunque garantito, ma allo stesso tempo che deve risultare un mezzo aziendale, questo per evidenziare che nelle aziende pubbliche il risultato economico non è un indicatore di performance per il semplice fatto che l’azienda potrebbe andare per esempio ad aumentare la pressione fiscale ma allo stesso tempo andare a diminuire la quantità di servizi comunque avendo a che fare con una collettività che si trova impossibilitata ad accettare quel determinato tipo di scambio. Quindi all’interno dell’azienda pubblica il risultato economico (come ci suggerisce Anthony nella sua sector neutrality ) dobbiamo concepirlo come un indicatore che va a rilevare la capacità dell’azienda di andare responsabilmente a valorizzare il patrimonio pubblico affidatole, dunque si fa riferimento più ad un’ impostazione patrimonialista , cioè riguardante le variazioni che subiscono le condizioni produttive per effetto della gestione. COFOG “classificazione delle funzioni del governo”classificazione delle funzioni del governo” : Uno schema di classificazione per aree di intervento, allineato peraltro al contesto internazionale è la COFOG. La Cofog è una classificazione delle funzioni del governo, articolata in divisioni-gruppi-classi che permette di comparare le attività della P.A. nei diversi paesi. In Italia grazie all’integrazione con la COFOG nasce la “classificazione funzionale per funzioni obiettivo” che aggiunge ai tre livelli (divisioni-gruppi-classi) altri due livelli: Missioni e Servizi , permettendo un confronto tra le attività della P.A. nazionale (fa riferimento a fattori non economico-aziendali). Le Missioni sono obiettivi strategici perseguiti dalla spesa pubblica. Ogni missione è divisa in programmi. I Programmi sono aggregati omogenei di attività svolti dentro i singoli ministeri per raggiungere i fini istituzionali.
DUP E’ l’acronimo di Documento unico di programmazione ed è quel documento che deve essere presentato dalla Giunta al Consiglio entro il 31 Luglio. Essenzialmente il DUP va a rappresentare quel documento che risulta essere centrale nel sistema di programmazione strategica. Esso è diviso in 2 sezioni: la sezione strategica che fa riferimento ad una serie di obiettivi strategici che hanno competenza temporale pari al mandato politico mentre la sezione operativa fa riferimento ad obiettivi di carattere operativo che hanno un orizzonte temporale pari all’anno del bilancio preventivo. Piano di rientro I piani di rientro vengono definiti tali dalla legge circolare del 2005. Per piano di rientro andiamo ad intendere una sorta di intervento indiretto dello Stato in economia all’interno del settore sanitario, quindi tipico esempio di intervento di uno Stato regolatore. Il piano di rientro non è altro che quel processo, meccanismo di riorganizzazione, riqualificazione e potenziamento del Servizio Sanitario Regionale (SSR). Attualmente le Regioni sottoposte al piano di rientro sono la Sicilia, la Calabria, la Puglia, la Campania, il Molise, l’Abruzzo, il Lazio e il Piemonte e sono quelle regioni che si trovano in una situazione di disavanzo per quanto riguarda i conti della spesa sanitaria, quindi abbiamo l’intervento dello Stato che tramite il Ministero dell’Economia e delle Finanze sottopone le Regioni al piano di rientro, il quale consiste praticamente nell’andare a concedere un mutuo pluriennale, solitamente di carattere trentennale, con il quale si vanno ad apportare risorse finanziarie che consentono l’azienda di far fronte a questa situazione patologica relativa appunto alla spesa sanitaria. Inoltre il Ministero dell’Economia e delle Finanze va a determinare anche quello che sarà il piano di ammortamento con il quale la Regione si impegnerà a restituire le somme prestate. Con il piano di rientro la Regione sottoposta avrà determinati oneri/vincoli da rispettare quali: il divieto di poter effettuare spese non obbligatorie fino al 31/12 dell’esercizio successivo, il divieto di poter effettuare turnover del personale del SSR fino al 31/12 dell’anno successivo e si avrà anche il divieto, parziale o totale, di disporre di risorse finanziarie vantate nei confronti e dello Stato e di altri enti pubblici ed infine abbiamo l’obbligo di legge di andare ad aumentare l’addizionale di imposte fino all’1%, infatti proprio per questo si parlerà di un processo di compartecipazione della cittadinanza al piano di rientro.